Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)
Visualizzazione post con etichetta la divina commedia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta la divina commedia. Mostra tutti i post

mercoledì 21 ottobre 2026

Henry John Stock [English, 1853-1930]




Henry John Stock
- Dante and Virgil Encounter Lucifer in Hell (Dante e Virgilio incontrano Lucifero all'Inferno)(1923)



Lo 'mperador del doloroso regno
da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia;
e più con un gigante io mi convegno,

che i giganti non fan con le sue braccia:
vedi oggimai quant'esser dee quel tutto
ch'a così fatta parte si confaccia.



: :  Inferno, Canto XXXIV, (versi 28-33)  : :









lunedì 5 ottobre 2026

Gustave Doré

 


Gustave Doré - Il Conte Ugolino assiste alla morte dei suoi cari (1861)


Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid’io cascar li tre ad uno ad uno
tra ’l quinto dì e ’l sesto; ond’io mi diedi,

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno".


: :  Inferno, Canto XXXIII, versi 67-72)  : :







mercoledì 30 settembre 2026

Gustave Doré

 


Gustave Doré - Il conte Ugolino con i figli e i nipoti morenti (1861)


Queta’ mi allor per non farli più tristi;
lo dì e l’altro stemmo tutti muti;
ahi dura terra, perché non t’apristi?


: :  Inferno, Canto XXXIII, versi 64-66)  : :






martedì 29 settembre 2026

Gustave Doré

 


Gustave Doré - Il conte Ugolino con i figli e i nipoti morenti (1861)


Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
dicendo: "Padre mio, ché non m’aiuti?".


: :  Inferno, Canto XXXIII, versi 67-72)  : :





martedì 22 settembre 2026

Noè Bordignon [Italia, 1841- 1920]




Noè Bordignon - Matelda (1892)


E là mi apparve, sì come ella appare
Subitamente cosa che disvia
Per meravillia tutto altro pensare

Una donna soletta, che si gìa
Cantando et isciolgendo fior da fiore,
Onde era pinta tutta la sua via.


: :  Purgatorio, Canto XXVIII, versi 37-42)  : :




Matelda è un personaggio chiave che Dante Alighieri incontra nel Canto XXVIII del Purgatorio all'interno della Divina Commedia. Nella tradizione dantesca, rappresenta la felicità primordiale dell'essere umano prima del peccato originale e ha il compito di immergere il poeta nelle acque del fiume Lete per purificarlo e fargli dimenticare i peccati.





giovedì 17 settembre 2026

José Segrelles [Spagna, 1885–1969]

 


José Segrelles - Caronte (ca.1929)


Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: «Guai a voi, anime prave!

: :  Inferno, Canto III, versi 82-84  : :




Quinci fuor quete le lanose gance
al nocchier de la livida palude,
che ’ntorno a li occhi avea di fiamme rote.

: :  Inferno, Canto III, versi 97-99  : :





lunedì 14 settembre 2026

Gustave Doré

 


Gustave Doré
Inferno, Canto 32: Ugolino (Ugolino della Gherardesca) rode la testa dell'arcivescovo
Ruggieri (Ruggeri Ubaldini), illustrazione della Divina Commedia di Dante Alighieri (1885)


Noi eravam partiti già da esso,
ch’io vidi due ghiacciati in una buca,
sì che l’un capo a l’altro era cappello;

e come ’l pan per fame si manduca,
così ’l sovran li denti a l’altro pose
là ’ve ’l cervel si giugne con la nuca


: :  Inferno, Canto  XXXII, vv. 124 - 129  : :







Il motivo di tanto odio feroce ed eterno risiede in un duplice tradimento politico e, soprattutto, in una disumana vendetta personale. 
I due protagonisti dell'incisione, il Conte Ugolino della Gherardesca e l'Arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, in vita erano due potenti leader politici di Pisa (rispettivamente di fazione guelfa e ghibellina). Per ottenere il controllo assoluto della città, i due strinsero inizialmente un'alleanza segreta. 
L'odio nasce dal modo in cui questa alleanza si è spezzata.
Nel 1288, l'Arcivescovo Ruggieri tradì Ugolino. Sfruttando il malcontento del popolo e accusando il Conte di aver ceduto alcuni castelli pisani a Firenze e Lucca, Ruggieri guidò una rivolta violenta contro di lui. Ugolino fu catturato con l'inganno e privato di ogni potere. 
Ciò che trasforma una rivalità politica in un odio eterno e bestiale è la spietata punizione inflitta da Ruggieri. L'Arcivescovo fece rinchiudere Ugolino nella Torre della Muda a Pisa insieme a due suoi figli (Gaddo e Uguccione) e due nipoti giovanissimi (Anselmuccio e il Brigata).
Dopo diversi mesi di prigionia, Ruggieri ordinò di inchiodare definitivamente la porta della torre e di gettare le chiavi nell'Arno, condannando l'intera famiglia a morire di fame. 
Ugolino fu costretto a guardare i propri figli e nipoti spegnersi uno a uno per i morsi della fame, implorando invano il suo aiuto. Come scrive il critico Francesco De Sanctis: «Quest'uomo odia molto, perché ha amato molto». Il dolore disperato di un padre che vede morire la sua discendenza si è convertito in una rabbia infinita.





mercoledì 9 settembre 2026

Francesco Scaramuzza [Pittore e poeta italiano, 1803-1886]




Francesco Scaramuzza - da: Tavole per la Divina Commedia: l'incontro con Cerbero (1865-76)





Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo,
le bocche aperse e mostrocci le sanse;
non avea membro che tenesse fermo.

E ’l duca mio distese le sue spanse,
prese la terra, e con piene le pugna
la gittò dentro a le bramose canne.

Qual è quel cane ch’abbaiando agogna,
e si racqueta poi che ’l pasto morde,
ché solo a divorarlo intende e pugna,

cotanti si fecer quelle facce lorde
de lo demonio Cerbero...


: :  Inferno, Canto VI, versi 22-33  : :

 





lunedì 7 settembre 2026

Francesco Scaramuzza [Pittore e poeta italiano, 1803-1886]




Francesco Scaramuzza
- da: Tavole per la Divina Commedia: Caronte e la barca (1865-76)




Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia.


: :  Inferno, Canto III, versi 109-111  : :






venerdì 4 settembre 2026

Francesco Scaramuzza [Pittore e poeta italiano, 1803-1886]




Francesco Scaramuzza
- Lucifero, Dante’s Inferno (
ca. 1850)
Ink and Wash on Paper




Da ogne bocca dirompea co’ denti
un peccator, a guisa di maciulla,
sì che tre ne facea così dolenti.

A quel dinanzi il mordere era nulla
verso ’l graffiar, che talvolta la schiena
rimanea de la pelle tutta brulla.

"Quell’anima là sù c’ha maggior pena",
disse ’l maestro, "è Giuda Scariotto,
che ’l capo ha dentro e fuor le gambe mena.



: :  Inferno, Canto XXXII, versi 55-63  : :






lunedì 31 agosto 2026

Gustave Dore [French Romantic Illustrator, 1832-1883]




Gustave Doré - Dante et Vergil dans le neuvième cercle de l'enfer (1861)
Abbaye de Brou, Bourg-en-Bresse


Per ch’io mi volsi, e vidimi davante
e sotto i piedi un lago che per gelo
avea di vetro e non d’acqua sembiante."

: :  Inferno, Canto XXXII, versi 22-24  : :



"E come a gracidar si sta la rana
col muso fuor de l’acqua [...]
livide, insin là dove appar vergogna
eran l’ombre dolenti ne la ghiaccia,
mettendo i denti in nota di cicogna."

: :  Inferno, Canto XXXII, versi 31-36  : :








giovedì 16 luglio 2026

Mirko Rački [Croatian, 1879-1982]

 


Mirko Rački
- Illustrazione per il Canto XIII dell'Inferno di Dante



Non fronda verde, ma di color fosco;
non rami schietti, ma nodosi e ’nvolti;
non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco.

: :  Divina Commedia - Inferno - Canto XIII  : :





martedì 14 luglio 2026

Gustave Doré [French Romantic Illustrator, 1832-1883]





E quei, che ben conobbe le meschine
de la regina de l’etterno pianto,
"Guarda", mi disse, "le feroci Erine.


Divina Commedia - Inferno - Canto IX



L'immagine è un'incisione di Gustave Doré che illustra il Canto IX dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. La scena raffigura Virgilio e Dante davanti alle porte della città di Dite, minacciati dalle Erinni (o Furie) alate. L'opera è intitolata "Virgilio, Dante e le Erinni" ed è stata pubblicata originariamente intorno al 1885.







venerdì 10 luglio 2026

Ary Scheffer [Dutch-born French Academic Painter, 1795-1858]




Ary Scheffer
Le figure di Francesca da Rimini e Paolo da Verrucchio appaiono a Dante e Virgilio
(Painted in 1835, signed in 1851)
Illustrazione dell' 'Inferno' di Dante, canto V







martedì 12 maggio 2026

Gustave Doré

 


Gustave Doré - Nessun di voi sia Fello (ca. 1887)
Divina Commedia - Inferno - Canto ventunesimo, 70-72

.

usciron quei di sotto al ponticello,
e volser contra lui tutt’i runcigli;
ma el gridò: "Nessun di voi sia fello!





mercoledì 22 aprile 2026

Dante Alighieri/Gustave Dorè




Gustave Dorè
- I Malebranche minacciano Dante e Virgilio


"Tra’ ti avante, Alichino, e Calcabrina",
cominciò elli a dire, "e tu, Cagnazzo;
e Barbariccia guidi la decina.

Libicocco vegn’oltre e Draghignazzo,
Cirïatto sannuto e Graffiacane
e Farfarello e Rubicante pazzo. 

[...]

ma prima avea ciascun la lingua stretta
coi denti verso lor duca per cenno
ed elli avea del cul fatto trombetta.


: :  Dante Alighieri - Divina Commedia, Inferno, dal Canto XXI  : :






lunedì 18 agosto 2025

I falsari

 


Italian School - I falsari (XIV sec.)
Miniatura - Napoli Biblioteca Girolamini
 Canto 30 dall'Inferno, nella Divina Commedia 

.

E fa ragion ch’io ti sia sempre allato,
se più avvien che fortuna t’accoglia
dove sien genti in simigliante piato:
ché voler ciò udire è bassa voglia".


: :   Inferno, Canto XXX, vv.145-148  : :






giovedì 12 dicembre 2024

Gustave Dore

 



Gustave Dore - Illustrazione dall'Inferno di Dante
Tavola XXII - Canto VII: Gli accumulatori e gli spreconi.

Gli avari e i prodighi stanno nel IV cerchio, definito “lacca” (col significato di cavità, ben raro nell’uso dell’italiano pur antico); spingono col petto enormi massi; divisi in due schiere, quella degli avari e quella dei prodighi, appunto, percorrono ognuna un emiciclo; nell’incontrarsi, partono ingiurie e biasimi sul peccato commesso. I macigni, nel contrappasso, rappresentano le dovizie accumulate o sperperate su nel mondo.


Ed elli a me: "Tutti quanti fuor guerci
sì de la mente in la vita primaia,
che con misura nullo spendio ferci.


(E quello: "Tutti quelli che vedi furono così stolti da non saper mai usare il denaro)




venerdì 28 giugno 2024

Eugène Delacroix [French Romantic Painter, 1798-1863]




Eugène Delacroix - Dante et Virgile aux enfers, dit aussi La Barque de Dante (1822)
Olio su tela - 189 x 241 cm - Museo del Louvre



venerdì 8 marzo 2024

“Labia mea, Domine”




Il “Labia mea, Domine” è il diciassettesimo versetto penitenziale del “Miserere” (Salmo 50/51), recitato, tra mille singhiozzi, dai penitenti golosi¹ della VI cornice del Purgatorio.  Infatti, così come in vita usarono la bocca per rimpinzarsi, ora, per contrappasso, devono lodare Dio.


Dòmine, làbia mea apèries, et os meum adnuntiabit laudem tuam.

O Signore, tu aprirai la mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode.



Note: ¹ allo stesso tempo patiscono la fame e la sete.