Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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martedì 4 agosto 2026

Giacomo Grosso [Pittore italiano, 1860-1938]




Giacomo Grosso
- Il convegno supremo (1895)
- Opera distrutta - 



Un quadro consacrò la prima Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia del 1895 e sollevò intorno a essa clamore e curiosità: il Supremo convegno di Giacomo Grosso, artista allora famoso, professore all'Accademia Albertina di Torino.

Proprio il Presidente di quell'Accademia, il conte di Sambuy, raccomandò al sindaco Riccardo Selvatico di fare in modo che quel "quadro di ardita composizione fantastica" fosse sistemato in buona luce. Essendo Grosso uno degli artisti invitati alla Biennale, e conoscendone il valore, il primo cittadino non ebbe timore a rassicurare il conte a tal proposito, ma non intuiva certo "quali e quanti grattacapi doveva procurargli quel quadro!" (come fa notare Romolo Bazzoni nella sua storia della Biennale).

Il 10 aprile 1895 l'opera giunse all'Esposizione, e appena tolta dalla grande cassa stupì quanti la videro. Ambientata in una chiesa, raffigurava una camera ardente, con feretro e cadavere attorniati da cinque figure femminili completamente svestite. Nelle intenzioni del pittore torinese, la tela voleva rappresentare la fine di un dongiovanni. Se per chi doveva collocare l'opera, l'unica preoccupazione veniva dagli accesi contrasti di colore, che potevano disturbare la visione dei dipinti vicini, invece per la Presidenza dell'Esposizione il disagio era dato dal soggetto del quadro, che avrebbe potuto offendere la morale dei visitatori.

In pochi giorni la notizia aveva già fatto il giro della città, e molto si mormorava a proposito del soggetto di questo quadro, a cui non era stata ancora data una collocazione. Il Sindaco Selvatico decise di sottoporre la questione a una apposita commissione di letterati, formata da Enrico Panzacchi, Giuseppe Giacosa, Enrico Castelnuovo e Antonio Fogazzaro. La risposta arrivò tramite una lettera di Fogazzaro: "Vi rispondiamo unanimi: no, il dipinto non reca oltraggio alla morale pubblica".

Il giorno seguente però, il Patriarca di Venezia Giuseppe Sarto (futuro Papa Pio X), inviò una lettera a Selvatico chiedendo che l'opera, di cui aveva sentito parlare, non venisse esposta. Il sindaco rispose col verdetto della commissione e l'opera partecipò alla prima Esposizione, sebbene collocata in una sala piuttosto appartata.

La stampa clericale gridò allo scandalo, ne parlarono i giornali italiani e stranieri accendendo ancora di più la curiosità del pubblico. A fine Esposizione, il premio assegnato da un referendum popolare andò a grande maggioranza proprio all'opera di Grosso, e questo risultato destò ulteriori polemiche. Una società acquistò il quadro per farlo conoscere negli Stati Uniti, dove era già arrivata la sua fama. Ma attraversando l'oceano, il Supremo convegno vide la fine della propria avventura, distrutto da un incendio.





Giacomo Grosso [Pittore italiano, 1860-1938]




Giacomo Grosso
- Nuda (1896)
Galleria d’Arte Moderna, Torino



Dopo la storiaccia del Supremo Convegno l’anno dopo Grosso presenta, alla prima Triennale di Torino nell'anno della sua realizzazione, l'opera Nudo che diviene subito nota come La Nuda. La bella e armoniosa modella dai fluenti capelli neri e dalle rosee carni, morbide e vellutate, nel contatto con la soffice pelliccia del grande orso bianco e nella posa sensualissima giustifica la definizione di "soggetto di franco erotismo" e conferma, per la mentalità dell'epoca, il cattivo gusto della sua ispirazione pompier e la sua chiusura provinciale alla moderna pittura che si affermava in Europa.
Del resto, il Grosso amava dire di essere «solo un pittore», definendo ironicamente «artisti» quei suoi colleghi che rifiutavano i clichés dell'estenuata tradizione accademica.

Pensato come puro compiacimento pittorico, Nudo, quadro dagli assaporati contrasti, non solo formali e cromatici, rappresenta di fatto il primo di una lunga serie di copie e varianti: tra queste si conosce una replica, lievemente più ferma e scialbata nei toni (1900c.); una versione appena più pudica nella posa (1912), ed una dal più fermo contrasto e freddo disegno (1926), tutte in collezione privata.








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Giacomo Grosso [Pittore italiano, 1860-1938]




Giacomo Grosso
- Il Pater Noster (Sacra Famiglia)(1934)
Olio su tela - 198,0 x 271,5 cm
Palazzo del Municipio, Cambiano, Torino