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martedì 21 luglio 2026
lunedì 9 marzo 2026
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Il ritratto dei coniugi Arnolfini (1434)
Oil on oak wood - 82 x 60 cm - National Gallery, Londra
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La camera
La scena è ambientata nella camera che, con la presenza del letto nuziale e lo scranno sullo sfondo, è il luogo dell'unione matrimoniale.
Il letto ha relazione soprattutto con la regalità e la nobiltà, con la continuità del lignaggio e del cognome. Rappresenta il posto dove si nasce e si muore. I tessuti rossi simboleggiano la passione oltre a creare un forte contrasto cromatico col verde del vestiario della donna. In ogni caso, era abitudine dell'epoca, nelle case della Borgogna, collocare un letto nel salone dove si ricevevano le visite. Benché, generalmente, si usasse per sedersi, occasionalmente, era anche il posto dove le madri, appena partorito, ricevevano con il loro neonato le congratulazioni di familiari ed amici.
Nella testiera del letto si vede intagliata una donna, con ai piedi un dragone. È probabile che sia santa Margherita, patrona delle partorienti, il cui attributo è il drago; ma per la spazzola che è al suo fianco, sullo schienale del letto, potrebbe essere Santa Marta, patrona della casa con la quale condivide l'identico attributo.
Il tappeto, la vetrata, gli zoccoli
Il tappeto vicino al letto, sul quale poggiano gli zoccoli di Costanza, è molto lussuoso e caro, e proviene dall'Anatolia, un'altra dimostrazione di come i commerci a Bruges fossero fiorenti e - soprattutto - della posizione economica di Arnolfini. La sua ricchezza è ribadita anche dalla vetrata a «occhi di bue» che chiude la finestra a sinistra: si tratta, infatti, di una tipologia di vetrate che, essendo particolarmente costosa, era appannaggio esclusivo delle famiglie benestanti.
Gli zoccoli sparsi per il pavimento sono di legno e presentano una classica foggia olandese: sono in realtà dei sopra-scarpe, indossati all'esterno per proteggere le costose calzature in materiali più pregiati e confortevoli. La loro disposizione sul pavimento della stanza non è casuale: quelli di Giovanna, rossi, stanno vicino al letto; quelli di suo marito sono in primo piano, a sinistra, più prossimi al mondo esterno.
I due personaggi, infatti, sono ritratti scalzi in segno di rispetto verso la sacralità del suolo della casa e dell'unione coniugale: secondo la tradizione cristiana il terreno del matrimonio è sacro come quello su cui Mosé poggiava i piedi quando Dio gli ordinò: «Togliti i sandali dai piedi, poiché il luogo sul quale tu stai è una terra santa» (Esodo III, 5). Molto probabilmente, tuttavia, all'epoca si era soliti non indossare le scarpe in casa anche nel quotidiano, così da mantenere i pavimenti puliti e preservare la pulizia e igiene della stanza.
I frutti
Un'arancia si vede appoggiata sul davanzale e altre tre su un ripiano sottostante. Tali frutti, importati dal sud, erano un lusso nel nord dell'Europa, e qui alludono forse all'origine mediterranea dei protagonisti del ritratto. Inoltre nei paesi del Nord Europa erano come «mele di Adamo» ed avevano lo stesso significato della mela nell'evocare il frutto proibito del peccato originale. I frutti esortano quindi a fuggire dai comportamenti peccaminosi, santificandosi mediante il rituale del matrimonio cristiano, nel rispetto dei comandamenti della fede. Potrebbero significare anche la fertilità dei due coniugi.
Inoltre dalla finestra si intravede un ciliegio carico di frutti, un'allusione non solo all'amore tra i due coniugi e agli hortus conclusus medievali ma soprattutto al clima primaverile, in pieno contrasto con gli abiti invernali dei protagonisti. In realtà ciò che indossano è una semplice indicazione del loro status sociale, all'artista (e ai committenti) non interessava avere un ritratto fedele, ma piuttosto evocativo.
Non di meno non va sottovalutata un'ulteriore interpretazione teologica, che vede le arance a richiamo di altri quadri fiamminghi, raffiguranti scene dell'Annunciazione, e le ciliegie in altre natività, a simbolo del paradiso.
Lo specchio
Lo specchio, per la prima volta, per quanto se ne sappia, mostra il retroscena del dipinto. È uno dei migliori esempi della minuziosità microscopica ottenuta da Van Eyck: misura 5,5 cm, e nella sua cornice sono meticolosamente rappresentati dieci episodi della Passione di Cristo. Dal medaglione in basso in senso orario si riconoscono l'Orazione nell'orto, la Cattura di Cristo, il Giudizio di Pilato, la Flagellazione di Cristo, la Salita al Calvario, la Crocefissione (in alto al centro), la Deposizione, il Compianto, la Discesa al Limbo e infine la Resurrezione.
A quell'epoca questi piccoli specchi convessi erano molto popolari: spesso si trovavano vicino alle porte o alle finestre, per cercare effetti luminosi nelle stanze, ma soprattutto si usavano in funzione apotropaica per allontanare la sfortuna e gli spiriti maligni. La sua presenza, all'interno del quadro, con il particolare tema della cornice, suggerisce che l'interpretazione dell'avvenimento deve essere cristiana e spirituale in uguale misura. Le storie della Passione erano anche un esempio di cristiana sopportazione delle tribolazioni del quotidiano. Anche il vetro dello specchio allude alla verginità di Maria, quale speculum sine macula, e quindi, per analogia, alla purezza ed alla verginità della sposa, che doveva rimanere casta anche durante il matrimonio. Inoltre il baluginio luminoso sullo specchio invita lo spettatore ad osservare le immagini riflesse.
Si può notare che, oltre ai due coniugi, sono presenti altre due figure riflesse, di cui una si pensa essere il pittore stesso. Con questo espediente pittorico van Eyck riesce a restituirci due punti di vista, quello del pittore e quello (opposto) dei personaggi ritratti: si ottiene, quindi, una rappresentazione dello spazio a trecentosessanta gradi su una tela che è bidimensionale. La presenza dei testimoni serve anche a suggellare la legittimità del matrimonio, sottolineando la fede cristiana dei due coniugi.
Gli altri oggetti appesi
I rosari erano un regalo abituale del fidanzato alla futura moglie; scrutando con attenzione se ne nota uno appeso di fianco al piccolo specchio in fondo alla stanza. Il vetro è simbolo di purezza, mentre il rosario suggerisce la virtù della fidanzata ed il suo obbligo di essere devota.
Il lampadario a sei bracci con una sola candela accesa simboleggia la fiamma dell'amore, e ricorda la candela che brilla sempre nel sacrario delle chiese, simbolo della permanente presenza di Cristo che tutto vede. Inoltre era abitudine delle famiglie fiamminghe accendere una candela il primo giorno delle nozze e tali oggetti compaiono a volte anche nei dipinti dell'Annunciazione. Può anche darsi che l'artista la incluse per mostrare la sua bravura nel rendere la luce artificiale, oltre che quella naturale.
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mercoledì 24 settembre 2025
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Madonna di Ince Hall o Madonna col Bambino che legge (1433)
Olio su tavola - 26,5×19,5 cm - National Gallery of Victoria, Melbourne, Australia
martedì 26 agosto 2025
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Adorazione dell'Agnello mistico (1432)
dettaglio del Polittico, olio su tavola, dell'Agnello Mistico o Polittico di Gand
Cattedrale di San Bavone, Gand
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A sinistra: immagine a colori dopo il trattamento degli anni '50. Le orecchie dell'Agnello Eyckiano sono state rivelate dopo la rimozione della ridipintura del XVI secolo che oscurava lo sfondo. A destra: immagine a colori dopo il trattamento del 2019 che ha rimosso tutta la ridipintura del XVI secolo, rivelando il volto dell'Agnello Eyckiano.
I moderni metodi di analisi hanno scoperto tre diverse versioni dell'agnello: quella originale dipinta dai fratelli Van Eyck; una seconda versione – realizzata dai fratelli o da un loro contemporaneo – che presentava quarti posteriori più grandi e squadrati; e una terza versione del restauro del XVI secolo che ha alterato significativamente la testa dell'agnello.
La nuova analisi ha aiutato i restauratori a rimuovere le ridipinture del XVI secolo, rivelando tratti del viso che corrispondevano fedelmente alle previsioni dei ricercatori. In particolare, il volto dell'agnello è piuttosto umano nella sua espressività, con le caratteristiche labbra increspate, le narici più piccole a forma di V e una mascella ben definita, oltre agli occhi rivolti in avanti, con uno sguardo diretto e piuttosto inquietante verso l'osservatore.
Quegli occhi rimangono oggetto di notevole dibattito tra gli storici dell'arte. Alcuni ipotizzano che siano stati realizzati per rendere l'agnello più umano, come simbolo dell'incarnazione di Gesù. "Una spiegazione più semplice potrebbe essere che la pittura di animali con gli occhi rivolti in avanti sia tipica di uno stile più antico, ancora presente nel XV secolo, ma scomparso quando gli artisti acquisirono una rappresentazione più naturalistica degli animali", hanno scritto gli autori. All'interno della pala d'altare di Gand, si trovano esempi di animali raffigurati sia con occhi rivolti in avanti, sia con occhi più naturalistici rivolti verso l'esterno. "Pertanto, non sorprende che i fratelli Van Eyck abbiano dipinto l'Agnello con occhi rivolti in avanti, che coinvolgono direttamente l'osservatore", hanno concluso gli autori.
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sabato 19 luglio 2025
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Crocifissione e Giudizio finale (1430)
Dittico, olio su tavola di 56,5×19,7 cm per pannello - Metropolitan Museum, New York
domenica 8 dicembre 2024
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - La Vierge et l'Enfant au chancelier Rolin (from 1400 until 1450)
Oil and oil painting on panel - 66 x 62 cm - Louvre Museum
mercoledì 2 ottobre 2024
Hubert van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1370-1426] / Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck (e il misterioso Hubert van Eyck*)
Polittico dell'Agnello Mistico, o Polittico di Gand
Pittura a olio - 375 x 258 cm aperto
(1426 - 32)
Cattedrale di San Bavone, Gand
Si tratta di un polittico apribile composto da dodici pannelli di legno di quercia, otto dei quali sono dipinti anche sul lato posteriore, in maniera da essere visibili quando il polittico è chiuso
Il polittico di Gand chiuso
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giovedì 7 dicembre 2023
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Madonna von Lucca (ca. 1430)
Olio e tempera su legno - 66,5 x 49,5 cm
Städelsches Kunstinstitut und Städtische Galerie, Francoforte sul Meno
giovedì 24 agosto 2023
martedì 9 maggio 2023
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Ritratto di uomo con turbante rosso (1433)
Olio su tavola - 19 x 15,5 cm - National Gallery, Londra
domenica 16 maggio 2021
mercoledì 21 aprile 2021
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Portrait of Giovanni di Nicolao Arnolfini (ca. 1435)
Oil on oak wood - 29 x 20 cm - Gemäldegalerie, Berlin
sabato 13 giugno 2020
venerdì 13 aprile 2018
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan Van Eyck and a workshop assistant - Hell (det.)(ca. 1430-40)
from: left panel of the Crucifixion and Last Judgment Diptych
Oil on canvas, transferred from wood - Metropolitan Museum, New York
domenica 16 ottobre 2016
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Madonna in una chiesa gotica (1425 - 30)
Olio su tavola - 32×14 cm - Gemäldegalerie, Berlino
domenica 5 giugno 2016
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
Jan van Eyck - Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434)
(dettaglio del lampadario e data e firma dell'artista)
Olio su tavola - 81,80 x 59,40 cm - National Gallery, London, United Kingdom
sabato 22 agosto 2015
Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
martedì 2 dicembre 2014
Wislawa Szymborska/Jan van Eyck [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1395-1441]
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| Jan van Eyck - Portrait of a Man (detail)(1433) |
Wislawa Szymborska - Nulla è in regalo
Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
È così che è stabilito,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
È troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
Mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna Dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso,
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso che aprissero
questo conto a mio nome.
La protesta contro di esso
la chiamiamo anima.
E questa è l'unica voce
che manca nell'inventario.
sabato 4 settembre 2010
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