Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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giovedì 25 settembre 2025

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lunedì 12 maggio 2025

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La storia è interessante: queste due monumentali colonne, originarie dell'Oriente, restarono a lungo a terra, giacché nessuno aveva trovato la tecnica per drizzarle. L'idea venne all'ingegnere bergamasco Nicolò Barattiero, che aveva edificato il primo ponte di Rialto, nel 1172. Questi pensò di bloccare un'estremità della colonna e di legare attorno all'altra estremità alcune corde solidamente fissate a terra. Bagnando le funi, queste si accorciarono, mentre aumentavano di diametro, in tal modo fu possibile sollevare la testa della colonna di pochi centimetri. Furono allora collocati del ceppi di legno sotto la colonna, le corde bagnate furono sostituite con corde asciutte e ripetendo l'operazione più volte, fu possibile drizzare le due colonne.

Come ricompensa, a Barattiero fu concesso di giocare a dadi in questo luogo e di organizzarvi addirittura una bisca, visto che fino ad allora questo gioco era stato vietato.



giovedì 8 maggio 2025

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martedì 6 maggio 2025

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La Basilica di Santa Maria della Salute è un ex voto alla Madonna da parte dei veneziani per la liberazione dalla Peste che tra il 1630 e il 1631 decimò la popolazione (morirono 80.000 veneziani, e 600.000 nel territorio della Serenissima. Fra i morti, il doge e il patriarca).





venerdì 2 maggio 2025

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mercoledì 30 aprile 2025

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lunedì 28 aprile 2025

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Questo bassorilievo si trova sopra la porta d'entrata dell'antica sede della Scuola dei Calegheri (calzolai) del XV sec. Rappresenta San Marco che ad Alessandria guarisce il calzolaio Aniano. Da questo gesto il titolo di patrono dei calzolai.



giovedì 24 aprile 2025

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I turisti vi ci siedono sopra. Siamo a San Rocco, sestiere di San Polo. Qualcuno, sorridendo, magari la nota anche, ma non vede altro che il gioco del filetto. Si deve scomodare nientedimeno che René Guénon per far notare che lo stesso schema è stato ritrovato inciso anche su un muro verticale o in dimensioni talmente ridotte da impedire il suo utilizzo come base del gioco.

In numerosi luoghi in Europa, cosi come in Cina e addirittura nello Sri Lanka, si ritrova la medesima iscrizione, composta da tre quadrati concentrici, attraversati da quattro linee centrali che si fermano al quadrato interno.

Il simbolo della triplice cinta è un simbolo esoterico che rappresenta, nell'ambito di una ricerca spirituale, i tre gradi del cammino degli iniziati verso la meta finale, attraverso i tre mondi: fisico, mentale e spirituale o divino.

Dopo aver simboleggiato le tre cinte del tempio di Salomone a Gerusalemme, descritte dalla Bibbia [Re 1, 7-12], rappresenterebbe anche la Gerusalemme celeste e le sue dodici porte (tre su ogni lato), come si legge sempre nella Bibbia [Apocalisse 21 11.22]. Le quattro linee disposte a forma di croce che collegano le tre cinta, simboleggiano le vie attraverso le quali si divulga l'insegnamento.





martedì 22 aprile 2025

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Una colonna nei pressi della Chiesa di San Felice, reca impresso il graffito di un ratto dalla lunga coda con tanto di data purtroppo poco evidente nella foto (1644).
Forse l'autore ha semplicemente voluto ricordare ai posteri che anche i topi fanno parte da secoli della storia della Serenissima.
Secondo una recente stima sembra che ogni veneziano abbia a disposizione il suo piccolo drappello personale di roditori con cinque topi a testa.
La presenza dei roditori si spiega anche con la graduale scomparsa delle numerose colonie feline pressochè estinte a causa delle numerosissime sterilizzazioni a tappeto realizzate nel tempo.
 






giovedì 17 aprile 2025

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martedì 15 aprile 2025

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venerdì 11 aprile 2025

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Il Rio Terà de le Colonne occupa - come indica il suo nome - la sede di un vecchio canale. Oggi, nell'antica fondamenta si trova un sotoportego. All'incrocio con la calle dei Fabbri, sul soffitto di questo sotoportego, si può osservare un affresco che raffigura dei dadi ed una lanterna. Anche se la data indica che l'affresco sarebbe stato realizzato nel 1691, pare che si tratti piuttosto di un opera moderna. 
In realtà l'unico posto a Venezia dove si poteva giocare a dadi era tra le due colonne in Piazzetta, ma con tutta probabilità si giocava anche qui.




lunedì 7 aprile 2025

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In Corte del Rosario, nascosto in un angolo, sopra una porta si può vedere questo intrigante draghetto del XIV sec.

E' curioso il doppio anello posto proprio al centro che divide in due l'animale, da una parte drago e dall'altra serpente. Quasi come l'ago della bilancia tra due valori simbolici.




giovedì 3 aprile 2025

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Siamo a dorsoduro, e questo è il mitico ponte dei pugni. Il nome di questo ponte ricorda l'antica usanza di praticarvi, da settembre a Natale, dei combattimenti tra le due fazioni della città: quella del castellanı, gli abitanti del quartiere di Castello, e quella dei nicolotti, della parrocchia di San Nicolò dei Mendicoli, una delle più povere di Venezia. Sembra siano stati quest'ultimi, modesti pescatori, a scatenare la rivalità dopo er ammazzato, nel quattordicesimo secolo, il vescovo di Castelle, conosciuto come "vescovo dei morti" per aver istituito una decima sui decessi. Adirati per la ricchezza accumulata da questo prelato durante la peste del 1346, che aveva decimata metà della popolazione, pensarono di spedirlo nell'aldilà, il regno della sua tassa, scatettando cosi l'ira degli abitanti di Castello.

Come si vede nella foto sul ponte ci sono quattro sagome di marmo a forma di piede, negli angoli dove si sistemavano i contendenti per iniziare l'incontro. Non esistevano parapetti, quindi capitava spesso che qualcuno volasse nel canale scatenando le risa e lo scherno del pubblico che si raccoglieva nelle due opposte fondamenta.
Esisteva anche un'altra versione della contesa: le due opposte fazioni, una volta l'anno, si affrontavano in vera e propria battaglia campale. Nella calca e nel delirio generale ci scappava spesso anche il morto, al punto che nel 1705, dopo una sanguinosissima lotta, gli incontri furono definitivamente proibiti.




martedì 1 aprile 2025

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Il palazzo fu costruito tra il 1300 e il 1400 come dimora dei Contarini "di San Paternian", che dalla fine del Quattrocento, per via dell'aggiunta della scala a chiocciola, furono soprannominati "dal Bovolo" che in dialetto vuol dire appunto chiocciola.
Secondo una leggenda, Pietro Contarini proprietario del palazzo fin dal 1300, fece costruire questa scala particolare per poter salire a cavallo nella sua camera da letto, che era posta all’ultimo piano dell’edificio.




lunedì 31 marzo 2025

Viginia Woolf

 


San Polo, Calle del Perdon, Giugno, 2014




: :  Viginia Woolf, Gita al faro  : :





venerdì 28 marzo 2025

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Nel Sestiere Castello, esattamente a Calle dell’arco, 456, troviamo una seconda porta decisamente particolare: la porta a botte. Si intuisce facilmente il perchè della sua forma insolita con la base allargata. E' stata modificata così per consentire il passaggio delle botti di vino, da e per la cantina che si trova all'interno.

Il veneto è rinomato per le libaggioni e Venezia in particolare lo è anche perché non sempre l’acqua potabile che veniva filtrata dalle vere da pozzo, presenti nelle piazze, era potabile. Il vino, oltre il piacere intrinseco, era decisamente più igienico.

La confraternita dei costruttori di botti "I Boteri" avevano la loro sede proprio qui in Calle dell'arco e sempre qui venivano costruite le botti per il vino.





mercoledì 26 marzo 2025

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All'interno della Basilica di San Pietro, sestiere di Castello, si trova la cosidetta Cattedra di San Pietro, un trono in pietra che si dice sia stato usato dal santo ad Antiochia; lo schienale è una stele funebre di arte arabo-musulmana, adattato a seggio probabilmente nel tredicesimo secolo.







lunedì 24 marzo 2025

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Una triste storia è legata a questo campo. Siamo nel febbraio del 1819 ed è carnevale. In città, per l'occasione, c'è un circo; e proprio un elefante appartenente a questo circo si imbizzarisce, uccide il domatore e fugge lungo la riva degli Schiavoni. Nella sua folle, disperata corsa, distrugge alcune porte, una scala esterna e una vera da pozzo fino ad arrivare proprio qui, al campo della Bragora. Spaventato e smarrito cosa fa? Entra in chiesa e non vuole più uscire. Insomma, la povera bestia provoca tanto scompiglio che alla fine viene abbattuto dalla Regia Marina, intervenuta con tanto di bombarda e schieramento militare.





venerdì 21 marzo 2025

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Dietro il mercato di Rialto c'è la porta più storta della città; ma se la cercate seguendo i
numeri civici... lasciate stare. Neanche il postino mi ha saputo spiegare come funziona!!!