mercoledì 25 marzo 2026
Liu Yongbiao
mercoledì 8 ottobre 2025
Albert Fish
Fish è famoso per l'efferatezza dei suoi crimini (torturava, uccideva e mangiava bambini) e per i suoi innumerevoli disturbi sessuali, di cui molti sconosciuti fino a quel momento (ad esempio l'abitudine di infilarsi gli aghi nel corpo); è anche stato inserito dagli studiosi nella lista dei 20 serial killer più pericolosi di sempre.
domenica 24 novembre 2024
lunedì 18 novembre 2024
Ed Gein
domenica 17 novembre 2024
Laura Ann Aime
E' la Notte di Halloween del 1974.
Esattamente 50 anni fa spariva nel nulla in una cittadina dello Utah, dopo aver partecipato ad una festa di Halloween, la 17enne Laura Ann Aime, il suo corpo verrà ritrovato in un canyon fuori città circa un mese dopo con il cranio fracassato, era nuda ed era stata violentata e strangolata.
Laura Ann fu la dodicesima vittima ufficiale del serial killer Ted Bundy.
martedì 15 ottobre 2024
Belle Gunness [Norvegese naturalizzata statunitense, 1859 – 1908] o Belle Infernale o Signora Barbablù
mercoledì 2 ottobre 2024
Ronald Dominique
domenica 18 febbraio 2024
José Guadalupe Posada [Mexican Engraver, 1852-1913]
mercoledì 14 febbraio 2024
Pietro Pacciani
domenica 28 gennaio 2024
Liu Yongbiao
Non ci sono notizia ad oggi di che fine abbia fatto Liu Yongbiao lo scrittore cinese condannato a morte nel 2018.
Liu Yongbiao usava i delitti che aveva commesso come fonte di ispirazione per i suoi romanzi.
Membro dell’Associazione nazionale degli autori con un libro diventato una serie tv, non ha opposto resistenza quando la polizia è andato a prenderlo a casa sua. Anzi era quasi sollevato: «Vi stavo aspettando da tanto» aveva detto agli agenti, confessando quel segreto che conservava da oltre 20 anni: la strage commessa nel 1995 con un compaesano, un tale Wang, imprenditore di 64 anni, anche lui ora condannato a morte. I due erano a corto di soldi, riportano le cronache, e avrebbero fatto irruzione in una pensione di Huzhou, nella provincia meridionale dello Zhejiang, a oltre 300 chilometri da casa loro, nella contea di Nanling in Anhui.
Un furto degenerato in strage: forse non è stato premeditato l’omicidio della coppia di proprietari della locanda, del nipote e di uno degli ospiti, colpiti alla testa con un oggetto contundente. Gli inquirenti sono risaliti a Liu esaminando le tracce di Dna su una sigaretta lasciata sulla scena del crimine.
Lui stesso ha ammesso di essersi ispirato a questi delitti per i sanguinosi dettagli presenti in alcuni suoi libri. In un suo romanzo del 2010 immaginava «una bellissima scrittrice che aveva ucciso molte persone, ma i casi non erano mai stati risolti».
da: corriere.it
lunedì 22 gennaio 2024
Edmund Emil Kemper III [Statunitense, b. 1948]
Conosciuto anche semplicemente come «Ed Kemper» o il "Killer delle studentesse", è uno degli assassini seriali più efferati della storia americana. Attivo nei primi anni settanta, iniziò la sua vita criminale sparando ad entrambi i suoi nonni quando aveva quindici anni. Successivamente Kemper uccise e smembrò sei autostoppiste nella zona di Santa Cruz. Infine assassinò sua madre e una delle amiche di lei, prima di costituirsi egli stesso alla polizia poche ore dopo gli omicidi.
Crimini: Stupro, incendio doloso, atti di necrofilia, cannibalismo e mutilazione, occultamento e vilipendio di cadavere.
Vittime accertate: 10.
Provvedimenti: 8 ergastoli.
“Ho ucciso mia madre e le ho strappato le corde vocali”: la storia di ‘Big Ed’ Kemper
venerdì 5 gennaio 2024
Mary Jane Kelly
lunedì 6 novembre 2023
Brenda Ann Spencer
lunedì 28 agosto 2023
Jeffrey Dahmer: il mostro di Milwaukee
Le diciassette vittime degli omicidi di Dahmer erano principalmente uomini o ragazzi (prevalentemente omosessuali) di etnia afroamericana o asiatica e, come rilevato in seguito dalla polizia, con precedenti penali di una certa entità alle spalle. Il killer li adescava nei pressi dei luoghi di ritrovo per omosessuali fingendosi un fotografo in cerca di modelli, col pretesto di vedere film dal contenuto hard e bere qualcosa insieme, oppure semplicemente proponendo loro un rapporto sessuale. Le vittime venivano in seguito narcotizzate ed uccise tramite strangolamento o pugnalamento, subivano talvolta atti di necrofilia ed infine venivano squartati con una sega. Tutta l'operazione era documentata da Dahmer tramite varie fotografie che illustravano il processo in ogni singolo passo.
Le parti asportate dai corpi venivano conservate in freezer come cibo, oppure disciolte nell'acido, oppure messe in formaldeide. Le teste erano invece bollite per rimuoverne la carne, lasciando il teschio nudo, il quale veniva dipinto per farlo sembrare di plastica. Dahmer sottopose inoltre alcune vittime ad esperimenti di lobotomia, iniettando, tramite fori trapanati nel cranio, acido muriatico o acqua bollente nel cervello delle vittime, con l'apparente scopo di creare zombie, e provocando la morte dei malcapitati.
Jeffrey Dahmer fu condannato nel 1992 all'ergastolo per poi essere ucciso, due anni dopo, da Christopher Scarver, un detenuto sofferente di schizofrenia.
Il 22 luglio del 1991, due agenti di polizia entrarono nell'appartamento di Jeffrey Dahmer senza sapere che stavano per scoprire una delle più orribili scene del crimine della storia.
Dahmer aveva usato il suo appartamento per commettere crimini così inquietanti che passerà alla storia come uno dei serial killer tra i più disgustosi e depravati al mondo.
Nel suo piccolo appartamento sono stati trovati parti di corpo, scheletri, sorte di altarini e fotografie. 16 uomini sono stati lì torturati, uccisi, sezionati e conservati.
Ha fatto anche sesso con i cadaveri di alcuni delle sue vittime, torcendo i loro corpi in posizioni particolari per la propria gratificazione sessuale. Oh, e ne ha anche conservato parti del corpo in modo da poterli mangiare a suo piacimento.
Questa immagine mostra l'acquario che Jeffrey tanto amava, e suggestive opere d'arte alle pareti.
Jeffrey ha scattato immagini delle sue vittime in varie fasi dello smembramento per puro piacere personale. Egli affermò in seguito che era un modo per poter rivivere i suoi crimini e provocarsi piacere sessuale. Queste foto hanno dato alla polizia un contributo significativo dei suoi crimini più disgustosi. Sono state rinvenute un totale di 74 polaroid.
Quattro teste mozzate sono state trovate nella cucina di Dahmer. Altri sette teschi alcuni dipinti, altri sbiancati, sono stati trovati in camera da letto all'interno di un armadio.
Nei 21" di questo agghiacciante filmino girato da suo padre, Jeffrey dice che deve "mangiare a casa più spesso". Il padre non sa che è proprio quello che stava facendo.
sabato 29 luglio 2023
Aileen Carol Wuornos
di: Anna Vagli
La storia di Aileen Carol Wuornos, soprannominata Highway Hooker )(l’adescatrice delle autostrade), smentisce definitivamente il luogo comune per il quale le donne non commettano omicidi seriali.
Per lungo tempo si è ritenuto erroneamente che fosse seriale solo l’assassino che agiva in preda a istinti sessuali. Le donne, invece, diventano killer seriali dietro forti spinte di matrice economica.
Sono loro, le vedove nere. Che incarnano il corrispettivo femminile di Barbablu, il soprannome del serial killer Henri Landru. Aileen, però, rispetto alle altre donne killer, si differenziava per l’arma usata per uccidere: la pistola. Tendenzialmente, invece, il genere femminile tende a prediligere il veleno.
Aileen è nata a Rochester, nel Michigan, il 29 febbraio 1956. In origine il suo cognome era Pitman, perché così si chiamava il suo padre biologico Leo. Un uomo con gravi disturbi psicopatologici, che entrava e usciva dal carcere. Dove peraltro troverà la morte nel 1969, come conseguenza di un regolamento di conti che aveva a che fare con le ragioni della sua detenzione: molestie sui bambini.
Prima di essere ucciso, però, Leo aveva abbandonato Aileen, suo fratello Keith e sua madre Diane. E lo aveva fatto qualche mese dopo la sua nascita. Il destino dei due fratelli era già drammaticamente scritto. Resteranno infatti presto orfani dal momento che anche Diane deciderà di abbandonarli ai nonni materni. Era il 1960.
Poco dopo, Aileen e Keith verranno adottati da Lauri e Britta Wuornos, prenderanno il loro cognome e si trasferiranno nel Michigan, dove i due coniugi abitavano con gli altri loro figli. Aileen scoprirà di essere adottata solo all’età di dodici anni. E da quel momento in poi il suo destino sarà irrimediabilmente segnato.
Difatti, dopo aver scoperto che Lauri e Britta non erano i suoi veri genitori, inizia a ribellarsi e a rifiutare la loro autorità. A quattordici anni rimane incinta, senza sapere chi sia il padre. Aveva infatti cominciato ad avere rapporti sessuali con chiunque, anche con il fratello Keith. Partorirà il suo bambino in un istituto per ragazze madri di Detroit, che abbandonerà subito dopo. Lasciando anche la creatura che aveva messo al mondo.
Inizia così a girare L'America in autostop e a fare la prostituta sotto mentite spoglie. Trincerandosi dietro il nome di Lee. Quello sarà solo uno dei tanti nomi che assumerà durante la carriera criminale. All’epoca, aveva solo 15 anni.
Aileen venne arrestata prima volta nel 1974, in Colorado. Dopo essere stata sorpresa a correre in auto completamente ubriaca e mentre sparava fuori dal finestrino con una pistola calibro 22. Riuscirà a sottrarsi dalle maglie della giustizia fino al 1976, quando arriva in autostop a Daytona. E inizia a cercare un uomo da sposare che possa mantenerla. E, almeno per un periodo, lo trova.
Dopo essere tornata in Michigan, si sposa con Lewis Fell, un uomo benestante più vecchio di lei di quarantanove anni. Aileen spende tutti i suoi soldi e, quando lui rifiuta di continuare a darglieli, lei inizia a picchiarlo violentemente con un bastone. Fell chiede e ottiene un’ordinanza che impedisce alla moglie di avvicinarsi a lui e infine il divorzio.
Aileen, rimasta sola ancora una volta, torna a cercare un potenziale compagno che le consenta di vivere senza lavorare. Ma da quel momento in poi incontrerà tutti uomini sbagliati. Delinquenti come lei. In preda alla disperazione tenta anche il suicidio sparandosi un colpo di pistola allo stomaco.
Nel 1981, dopo aver provato a rapinare un negozio, viene condannata per rapina a mano armata. Resterà in carcere fino al giugno dell'83. Per poi rientrarci periodicamente.
Tra un periodo di detenzione e l’altro continua a fare la prostituta sulle strade della Florida. Ogni volta che viene fermata dalla polizia Aileen dà sempre un nome diverso. Ma viene sempre trovata in possesso di una pistola calibro 22. Si ritrova a trent’anni senza un soldo, senza una casa e forse persino senza un nome.
La sera del 30 novembre 1989 Tyria la vide rientrare a casa ubriaca e alla guida di una Cadillac’77. Aileen le disse di averla rubata a un cliente dopo averlo ucciso. La fidanzata non le credette, ma presto dovrà cambiare idea.
La vittima è Richard Mallory ed è morto dopo essere stato attinto al petto da tre colpi di calibro ‘22. Un tipo solitario, ossessionato dalle donne e in particolare dalle spogliarelliste. Solo il primo di una lunga serie di omicidi.
Il 5 maggio 1990, nella contea di Brooks, in Georgia, venne trovato il corpo di un altro uomo bianco, di mezza età e completamente nudo. Anche lui ucciso a colpi di pistola calibro 22. La polizia, però, non riuscirà a identificarlo. Per questo venne archiviato come John Doe, nome convenzionale attribuito a tutti i cadaveri non identificati.
Il 1° giugno 1990 in un bosco vicino alla Interstate 19, nella contea di Citrus, in Florida, giaceva il corpo di David Spears, quarantatreenne che di professione faceva il camionista. Rinvenuto completamente nudo, a parte per il berretto da baseball che portava in testa, era stato ucciso con sei colpi sparati da una calibro 22. Il suo camion verrà ritrovato nella contea di Marion con le portiere chiuse e senza il libretto di circolazione al suo interno.
Il 6 giugno 1990 venne ritrovato ancora un altro corpo nudo nella contea di Marion. Quello di Charles Carskaddon, un cowboy che il 31 maggio era partito da Booneville per andare a trovare la sua fidanzata a Tampa. Dalla quale, però, non era mai arrivato. Anche lui freddato da nove colpi di pistola calibro 22.
Il 7 giugno 1990 Peter Siems, sessantacinque anni, era partito da Jupiter, in Florida, per raggiungere i suoi parenti in Arkansas. Neppure lui arrivò a destinazione. La sua auto, una Pontiac Sunbird, era stata trovata dopo essere stata abbandonata con un’impronta di mano insanguinata sul cruscotto.
Il 30 luglio 1990 toccherà a Eugene Burness, detto Troy. Quella mattina l’uomo avrebbe dovuto fare una serie di consegne per la ditta di insaccati per la quale lavorava sulla statale 19. Proprio la strada sulla quale Aileen svolgeva la sua attività di prostituta. Quel giorno Troy non soltanto non porterà a termine il suo lavoro, neppure tornerà a casa. La sera stessa, allertato dalla moglie, lo sceriffo della contea di Marion scorgerà il suo camion in una via nei pressi della strada statale 19. Di lui nessuna traccia.
Il cadavere di Barnes verrà ritrovato cinque giorni dopo in un parco a otto miglia di distanza. A fare la macabra scoperta fu una famiglia che stava facendo un picnic: il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. Fu riconosciuto dalla moglie solamente perché indossava la fede nuziale. Era stato freddato con due colpi di calibro 22: uno al petto e due alla schiena.
L'11 settembre 1990 scomparve Dick Humphreys, cinquantatreenne esperto della polizia dell’Alabama. Verrà ritrovato cadavere il giorno seguente nella contea di Marion. Anche lui ucciso da sette colpi di pistola partiti da una calibro 22.
Il 19 novembre 1990 verrà infine ritrovato il corpo di Walter Gino Antonio, sessant'anni e camionista di professione. Trovato completamente nudo, a parte per i calzini che indossava, in un bosco nella contea di Dixie. È morto dopo che gli hanno sparato tre volte alla schiena e una volta alla testa. Sempre con una calibro 22. I suoi vestiti vennero rinvenuti in una zona disabitata.
Sette uomini uccisi in meno di un anno. Nonostante i delitti si siano consumati in tutta la Florida era chiaro a tutti: dietro non poteva esserci altro se non la mano di un assassino seriale. La prostituta assassina, la donna sanguinaria delle strade della Florida, la serial killer, era sempre lei: Aileen Wuornos.
Il modus operandi di Aileen era sempre lo stesso. Dopo aver fatto l’autostop, si accordava con gli uomini per il compimento di atti sessuali. Una volta appartatasi con loro li uccideva e li derubava. Per poi rivendere i loro oggetti al banco dei pegni. Dunque, la scena del crimine, il modus operandi e l’arma del delitto si sono rivelati determinanti nella descrizione e nell’identificazione della personalità criminale della prostituta.
Le sue vittime erano tutte di sesso maschile, bianchi e di mezza età, sui quaranta-cinquant’anni. I loro cadaveri erano stati tutti rinvenuti denudati. Sul pavimento di un paio di auto, inoltre, erano stati repertati preservati usati e sulla tappezzeria anche alcuni capelli lunghi biondi.
Sotto il profilo vittimologico era stato altresì riscontrato che le vittime erano solite viaggiare spesso. In aggiunta, la dinamica omicidiaria aveva consentito di stabilire che gli uomini erano stati uccisi tutti dopo essere stati colti di sorpresa. Dunque, senza che si fossero verificate violente colluttazioni.
Sotto mentite spoglie, quelle di Cammie Marsh Green, Aileen ha venduto a un banco di pegni di Daytona una videocamera e un rivelatore radar che appartenevano a Richard Mallory, il primo uomo ucciso, e per farlo ha dovuto lasciare le impronte digitali, come richiesto dalla legge.
Stessa cosa a Ormond Beach, dove ha impegnato la cassetta degli attrezzi presa dal camion di David Spears, e a Volusia, dove ha impegnato la fede di Walter Antonio. Aileen fa un incidente in auto con la sua fidanzata. Con l’auto di proprietà di una delle sue vittime, Peter Siems. Così la polizia ha un’intuizione.
Tyria aveva paura. La caccia inizia il 5 gennaio 1991. Ormai la donna più ricercata d’America ha le ore contate.
L’8 gennaio 1991 cerca di colpire ancora in un pub di Port Orange, ma lo fa con le persone sbagliate. Abborda Bucket e Drums, due spacciatori che si fingono interessati a lei. Ma che in realtà sono agenti sotto copertura. Da mesi la polizia della Florida aveva infatti istituito una task force per trovare la donna che da poco più di un anno teneva sotto scacco gli Stati Uniti.
Prima di arrestarla, non avendo prove schiaccianti contro di lei, ma solamente indizi, le danno appuntamento la sera seguente a una festa di bikers. L’obiettivo era di non perderla di vista. Dopo essersi trovati al party, la convincono a recarsi in un motel nelle vicinanze dove verrà arrestata per porto abusivo d’arma da fuoco sulla base di un vecchio mandato di cattura diretto a Lori Grody, uno dei suoi alter ego.
L’impianto accusatorio per gli omicidi poteva non reggere perché in quel momento contro di lei c’era solo l’impronta insanguinata sulla macchina di Siems. Che provava solamente che era salita sul mezzo. Non che l’avesse ucciso. Capiscono, dunque, che per affrontare il processo hanno bisogno di prove più schiaccianti. Così arrivano a Tyria che era scappata a vivere dalla sorella in Pennsylvania. La donna accetta immediatamente di collaborare.
Il 14 gennaio 1991 Tyria chiama proprio Aileen da un motel della Florida, dove era stata condotta dalla task force che voleva incastrarla. Parlano quasi ininterrottamente per tre giorni di seguito. La Wuornos capisce quasi subito che quella chiamata è intercettata e che lo scopo è ottenere una sua confessione. E, incredibilmente, confessa.
Come gesto di pietas, e forse di affetto, con quella confessione Aileen voleva scagionare Tyria da ogni responsabilità. Ma anche se stessa. Inizialmente, infatti, si dichiara totalmente estranea ai fatti. Per poi affermare di aver commesso gli omicidi per legittima difesa. Perché le sue vittime prima avevano cercato di essere i carnefici. L’avevano rapita, picchiata e infine l’avevano violentata.
Un tentativo maldestro e una strategia difensiva del tutto fallimentare. Strategia che, però, denota una peculiarità personologica. Aileen trova appagamento nel confessare gli omicidi. Trova piacere nel descrivere in maniera certosina e maniacale il suo operato. Lo fa con i secondini del carcere di Volusia, solamente per passare dalla parte dell’indifesa vittima. Ma anche con tutti i giornalisti e i produttori che vanno a trovarla in carcere.
Su di lei hanno scritto di tutto. Anche di quando ha raccontato di aver avuto, in tutta la sua carriera da prostituta, almeno duecentocinquantamila uomini. Un numero spropositato considerando che, se così fosse, avrebbe dovuto avere una media di almeno trentacinque rapporti sessuali ogni giorno per vent’anni.
Il processo a carico della serial killer della Florida iniziò il 14 gennaio 1992. Per dare seguito alla strategia dei legali, però, riguardò inizialmente soltanto l'omicidio di Richard Mallory. Gli avvocati, infatti, pensarono che, con riferimento a un unico omicidio, fosse più facile dimostrare la teoria della legittima difesa. Ma fecero un errore di valutazione. Un grosso errore di valutazione.
Difatti, in Florida c'è una legge che autorizza a introdurre nel corso del dibattimento anche prove di altri omicidi, ove queste si rivelino decisive per la soluzione di quello in oggetto.
Progressivamente le cose si misero sempre peggio e Aileen iniziò a perdere la testa e decise di appellarsi al quinto emendamento. Lo fece per ben venticinque volte. Il 31 gennaio 1992, il giudice Uriel Blount condannò la donna a morire sulla sedia elettrica. Sarà solo la prima condanna.
Nel corso degli altri processi, Wuornos non solo cambiò più volte versione. Dichiarando che solo Mallory era riuscito a violentarla mentre gli altri era riuscita a ucciderli prima che lo facessero. Ma fece anche un’affermazione che le costerà molto cara. Augurò che la moglie e i figli del pubblico ministero Rick Ridgeway venissero violentati e sodomizzati.
Il 15 maggio 1992 venne condannata all'ergastolo anche per gli omicidi di Dick Humphries, Troy Barnes e David Spears. Stesso verdetto intervenne con riguardo alla morte di Charles Carskaddon e di Walter Antonio.
Il 9 ottobre 2002, alle nove e quarantasette, Alieen è stata uccisa con un’iniezione letale. Non con la sedia elettrica come prevedeva la prima condanna. E ciò perché in Florida era stata eliminata la modalità di esecuzione capitale mediante l’ausilio della sedia elettrica.
lunedì 24 luglio 2023
Dennis Rader il serial killer noto con l’acronimo “BTK”
BTK è un acronimo che Dennis Rader si da da solo per descrivere il suo modus operandi e sta per Bind, Torture, Kill, ovvero: lega, tortura e uccidi.
Psicopatico con tendenze sadiche e narcistiche , questo serial killer rimarrà impunito per tre decenni.
Siamo a Whicita, Kansas , più precisamente nella Contea di Sedgwick dove negli anni tra il 1974 e il 1991 quella che prima di allora era una cittadina con basso tasso di criminalità si ritroverà a vivere nell’angoscia per trenta lunghi anni, una paura dovuta alla presenza di un soggetto ignoto che uccide gli abitanti e sembra essere inafferrabile.
Il senso di impotenza di fronte al ripetuto susseguirsi di questi violenti omicidi che restano impuniti, farà aumentare improvvisamente la vendita di serrature di sicurezza e armi nella città .
Rader si confonde insospettabile tra la popolazione che lo teme e non lo fa servendosi del favore delle tenebre, ma uccide in pieno giorno.
E’ un uomo che riesce a condurre su binari paralleli che mai si intersecheranno tra loro, una doppia vita.
Da una lato c’è l’uomo sposato con figli, capo scout, capo della sicurezza di quartiere e presidente della congregazione della chiesa Luterana di Wichita, dall altro c’è uno spietato serial killer ossessionato dalle sue fantasie oscure.
Già da bambino si divertiva ad impiccare animali, li torturava ed ha la sua prima erezione mentre guarda la nonna strangolare una gallina, il sadismo farà da elemento catalizzatore delle sue prime fantasie sessuali.
Era anche feticista di intimo femminile e si divertiva a spiare le donne nella fase di puntamento, le seguiva e le spiava scrupolosamente.
Un’ episodio cruciale che ci spiega bene la devianza sessuale di BTK è quando segue di nascosto fino a casa la sua insegnante dopo che l’aveva umiliato sgridandolo di fronte a tutti i compagni di classe.
La spia da fuori alla finestra mentre si spoglia, ha con se una corda che si lega forte in vita immaginando di farlo a lei ed è così che ha il suo primo orgasmo.
L’associazione della corda al voyerismo e al desiderio di dominio sulla vittima sono elementi che si fondano insieme già nella prima adolescenza e diventano cruciali avendo sulla sua sessualità e sulle fantasie legate ad essa un esito devastante.
Dichiarerà infatti: ” A 13 anni conoscevo già il mio futuro, sapevo cosa sarei diventato”
Viveva barricato nel suo mondo interiore, non amava molto socializzare, preferiva fantasticare mentre sfogliava riviste per detective a sfondo pornografico in cui erano presenti scene di bondage.
Passerà all’azione decidendo di mettere in pratica quelle fantasie in cui l’eccitazione non era data solo dall’atto dell’ uccisione, ma dallo svilimento e umiliazione di una vittima sottomessa per mezzo di pratiche sessuali sadiche e violente.
Pianificava ogni omicidio con ossessione attraverso piani e disegni molto accurati in cui descriveva ogni fase e ogni dettaglio.
Inizia ad uccidere commettendo una strage famigliare, quel giorno , il 15 gennaio 1974, quattro membri della famiglia Otero vengono assassinati.
Porta con se quello che lui stesso definisce ” il kit dei colpi” contenente una maschera raffigurante un volto di donna con due buchi al posto degli occhi, una corda, un coltello, una pistola e dei guanti, entra dal retro della casa, taglia i fili del telefono e li coglie di sorpresa.
Le vittime non avranno scampo, ucciderà Joseph Otero, 38 anni, Julie Otero, 33 anni, e due bambini: Joseph Otero Jr. di anni 9, e Josephine Otero di 11.
La bambina viene uccisa per ultima, portata in cantina per poi essere impiccata a una tubazione del soffitto.
Non la violenta, ma sulla scena del crimine viene ritrovato dello sperma.
Quando il giudice gli chiede cosa ha fatto dopo averla uccisa lui con naturalezza agghiacciante risponde:” Mi sono masturbato”
I corpi furono scoperti dal figlio maggiore, Charlie Otero, al ritorno da scuola.
Nel 1978, spedisce un’altra lettera anonima alla stazione televisiva KAKE di Wichita, rivendicando la paternità del massacro della famiglia Otero, e di quelli di Kathryn Bright, Shirley Vian e Nancy Fox.
Nella lettera inoltre suggeriva alcuni possibili nomi per se stesso, incluso “BTK” .
Voleva che la stampa annunciasse che anche Wichita aveva il “suo serial killer.
Rader infatti sa di essere uno di loro, li studia approfonditamente e lo fa per evitare gli errori che altri hanno fatto prima di lui, si perfeziona sempre di più diventa più evoluto ed organizzato.
Nel 1979 Anna Williams di 63 anni, sarà una vittima mancata, lui dichiarerà con rammarico che all’epoca non era ancora organizzato e che quel giorno qualcosa è andato storto.
Nel 1985 torna a colpire uccidendo Marine Hedge, 53 anni, trasportando il corpo fino alla chiesa Luterana di Cristo, della quale era il presidente del Consiglio della Congregazione.
Fotografa il corpo della vittima legata in pose bondage-sadomaso e poi si masturba prima di andare a scaricare il corpo in un fossato lì vicino e torna al campo scout dove il suo gruppo lo attendeva.
Spesso si allontanava dal campo non solo per uccidere, ma anche per andare a masturbarsi.
Si appendeva agli alberi con le corde, dopo essersi vestito da donna ed aver indossato la sua maschera e aver preparato l’autoscatto si fotografava, anche disteso in una fossa da lui stesso scavata.
L’ultima vittima di Rader, Dolores E. Davis, fu trovata il 1º febbraio 1991, poi il killer improvvisamente smette di uccidere.
Nel 2004 quando la polizia diventa consapevole che quegli omicidi apparentemente non collegati tra loro e ormai catalogati come cold-casi sono stati commessi da un’ unica mano, arriva in aiuto l’F.B.I, proprio in quel periodo Rader cominciò una serie di 11 comunicati anonimi ai media locali che alla fine portarono al suo arresto nel febbraio 2005.
In una di queste missive viene rivendicato un omicidio a lui ancora non attribuito quello di Vicki Wegerle il 16 settembre 1986 , allegherà alla lettera come prova una copia della patente della vittima.
Non manifesta solo il dominio con le sue vittime, ma anche con le forze dell’ordine, lo fa prendendosi gioco della polizia che non riesce a catturarlo.
La determinazione unita alla sua ossessione di perfezione gli fa curare, pianificare e calcolare ogni aspetto tanto da arrivare a studiare anche diritto penale e non solo i seriali come lui.
Vuole essere perfetto in tutto.
Si ritira dalle scene tanto a lungo da far pensare alla polizia che ha smesso di uccidere per vari motivi, in realtà aveva avuto dei figli e calmava le sue fantasie procurandosi piacere attraverso i feticci presi delle scene dei suoi crimini e le fotografie e varie trofei che aveva raccolto.
Gli bastava ripensare alla sua provenienza per eccitarsi.
E’ il 1990 e Rader diventa capo della vigilanza a Park City dimostrando la stessa ossessione che riversava nei crimini anche nel suo lavoro che conduceva con una meticolosità patologica al punto da non passare inosservato in alcuni episodi in cui il suo eccesso di zelo risulta strano, anomalo, ma ancora nessuno sa che lui è BTK.
Rimarrà inattivo per quasi 13 anni, le sue lunghe pause tra gli omicidi dimostrano che può controllarsi se vuole e sarà proprio questo uno dei punti più dibattuti al processo per dimostrare la sua capacità di pianificazione, premeditazione, ma soprattutto di intendere e volere.
Torna alla ribalta delle cronache nel trentesimo anniversario della morte della famiglia Otero dopo che il The wichita Eagle pubblica un memoriale, così Rader decide che voleva più pubblicità e che il mondo non può scordarsi di lui, perciò invia una lettera alla polizia.
Era pronto a dare il via a un’altra scia di omicidi, prima però mette in atto una caccia al tesoro con le autorità.
Inizia a far trovare scatole di cereali contenenti indizi, ma anche bambole raffiguranti l’esatta posa delle sue vittime al momento del loro ritrovamento.
BTK è tornato, ma sta per commettere anche il suo primo passo falso che finalmente lo porterà alla cattura.
In un messaggio di sfida con la polizia, tramite i giornali, scrive “Se vi inviassi un floppy disk, riuscireste a catturarmi?”.
Ovviamente la polizia accetta, non è il solo momento che stavano aspettando, ma una chance concreta per identificarlo.
Grazie ad un file contenuto nel dischetto, l’informatico forense riesce a risalire al pc di provenienza che risulterà essere della chiesa Luterana locale e colui che aveva creato quel documento si era identificato con il nome di Dennis.
Il 25 febbraio 2005 la polizia e l’ FBI, catturano BTK il quale al momento dell’arresto dirà:” Potreste avvisare mia moglie che stasera non tornerò per cena?”
Confesserà con orgoglio ogni omicidio in preda al suo narcisismo sfrenato e lo farà descrivendo minuziosamente e senza rimorso ogni singolo raccapricciante dettaglio dei 10 omicidi commessi.
Verrà condannato a 10 ergastoli.









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