Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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mercoledì 25 marzo 2026

Liu Yongbiao

 



嫌疑人刘永彪被警方控制。警方供图
(Il sospettato Liu Yongbiao arrestato dalla polizia. (Foto fornita dalla polizia))

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Liu Yongbiao è stato uno scrittore cinese, noto per essere stato condannato a morte nel 2018 per una serie di omicidi compiuti nel 1995 che hanno ispirato parte della sua produzione letteraria noir. 

Nato nel 1964 ha iniziato la sua carriera letteraria negli anni '80. Nonostante le sue umili origini, è riuscito a pubblicare numerosi best seller, tra cui romanzi storici e noir, diventando nel 2013 membro della prestigiosa China Writers Association. 

Tra le sue opere principali figurano:
The Guilty Secret (2010): Un romanzo incentrato su una serie di omicidi irrisolti. Nella prefazione, Liu accennava alla volontà di scrivere un seguito su una scrittrice che commetteva omicidi senza mai essere catturata.
The Traveler Wu Song (2014): Un romanzo storico.
A Movie: Una collezione di racconti premiata con l'Anhui Literature Prize. 

La doppia vita di Liu è emersa nell'agosto 2017, quando è stato arrestato per un quadruplo omicidio avvenuto il 29 novembre 1995. Insieme a un complice, Wang Weiming, aveva rapinato e ucciso a colpi di martello e oggetti contundenti un ospite di un albergo locale, i proprietari della struttura e il loro nipote di 13 anni. 

Il caso è rimasto irrisolto per 22 anni fino a quando i progressi tecnologici hanno permesso di collegare il DNA di Liu a un mozzicone di sigaretta lasciato sulla scena del crimine. Al momento dell'arresto, lo scrittore ha dichiarato alla polizia: "Vi ho aspettato per tutto questo tempo", consegnando poi una lettera di confessione alla moglie.











mercoledì 8 ottobre 2025

Albert Fish



Albert Fish, nato Hamilton Howard Fish
[Washington, 19 maggio 1870 – Ossining, 16 gennaio 1936]
Serial killer statunitense

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Dall'aspetto semplice e dimesso Albert Fish è stato un serial killer, pedofilo e cannibale statunitense. 
È conosciuto anche come l'Uomo grigio, il Lupo mannaro di Wysteria, il Vampiro di Brooklyn e Il Maniaco della Luna.
Fish si vantò di aver molestato più di 400 bambini e di averne uccisi più di 100, quasi tutti afroamericani, poiché agli inizi del XX secolo la loro scomparsa scandalizzava molto meno l'opinione pubblica. Messo a giudizio per l'omicidio di Grace Budd, fu dichiarato colpevole e condannato a morte per sedia elettrica.

Fish è famoso per l'efferatezza dei suoi crimini (torturava, uccideva e mangiava bambini) e per i suoi innumerevoli disturbi sessuali, di cui molti sconosciuti fino a quel momento (ad esempio l'abitudine di infilarsi gli aghi nel corpo); è anche stato inserito dagli studiosi nella lista dei 20 serial killer più pericolosi di sempre.






lunedì 18 novembre 2024

Ed Gein



Tutti conosciamo il film "Il silenzio degli innocenti". La trama grosso modo è quella di una detective, Clarice, che chiede aiuto a Hannibal Lecter, psichiatra e serial killer cannibale, per rintracciare Buffalo Bill. Buffalo Bill è un serial killer il cui modus operandi prevede il rapimento, l'omicidio e la scuoiatura di donne sovrappeso per creare un costume con la loro carne. Il film che parla di questo mostro di Hollywood è piuttosto terrificante, ma tutto si amplifica se consideriamo che è basata sul killer americano Ed Gein.







Il sig. Edward Theodore Gein, detto Ed [La Crosse, 27 agosto 1906 – Madison, 26 luglio 1984], è stato un criminale statunitense.

Subito dopo la morte del fratello nel maggio 1944, verificatasi in circostanze misteriose, sei persone scomparvero dalle città di La Crosse e Plainfield tra il 1947 e il 1957. Gein è stato associato solo a due di essi, anche se sospettato di ulteriori delitti. Commise atti di squartamento e necrofilia sulle vittime; era anche solito violare delle bare e costruirsi vari pezzi di arredo con le parti dei corpi.

Ed non si può dire che fosse un arguto criminale, prova ne è il modo in cui avvenne la sua cattura.
Il 16 novembre 1957 Bernice Worden, proprietaria di una ferramenta nonché madre del vice-sceriffo di Plainfield, sparì nel nulla. Un residente segnalò che il camion del negozio era stato spostato dal retro dell'edificio attorno alle 9.30 e che l'esercizio era rimasto chiuso per l'intera giornata. Il figlio della donna - il vicesceriffo Frank Worden - entrando nel negozio trovò il registratore di cassa aperto e macchie di sangue sul pavimento. L'ultimo scontrino scritto da Bernice era intestato a Gein.



L'arresto di Ed Gein



Durante la sera dello stesso giorno, Gein fu arrestato in una drogheria di West Plainfield e la sua casa perquisita. Un vicesceriffo della contea di Waushara scoprì il corpo decapitato di Bernice Worden in un capanno nella proprietà di Gein, appesa per le caviglie, aperta in due a partire dalla vagina e con delle corde legate ai polsi. La donna era stata "squartata come un cervo". Era stata uccisa dal colpo di una carabina calibro 22. La testa fu invece rinvenuta in un'altra stanza della casa, con due chiodi conficcati ai lati: Ed aveva intenzione di appenderla al muro come un trofeo.



I guanti di pelle umana creati da Ed Gein



Dopo l'arresto cercando nella casa le autorità trovarono:
venti nasi;
frammenti e ossa integre (umane);
un cestino fatto di pelle umana;
teschi sulla testata del letto di Ed;
un corsetto fatto a partire da un torace femminile scuoiato dalle spalle alla vita;
gambali creati con pelle umana;
la maschera creata con il viso di Mary Hogan in un sacchetto di carta;
il teschio di Mary Hogan in una scatola;
la testa di Bernice Worden in un sacco di iuta;
nove vulve in una scatola di scarpe;
il vestito di una giovane donna e le vulve di due donne, che avrebbero avuto circa quindici anni;
una cintura fatta di capezzoli umani;
unghie femminili;
dieci teste di donne come decorazioni nella camera da letto;
pelle umana usata come tappezzeria per lampade e sedie;
calotte craniche trasformate in ciotole;
un cuore umano (si discute su dove sia stato trovato; gli addetti al rapporto affermano tutti che fosse in una casseruola nella stufa, mentre dei fotografi della scena del crimine affermarono che fosse in una scatola di carta);
due labbra umane che decoravano una finestra;
un tamburo fatto di pelle umana;
femori usati come gambe per un tavolo;
nove maschere fatte di pelle umana;
una colonna vertebrale adibita a lampada;
vestiti fatti di pelle umana.



Maschera di pelle trovata dalla polizia nella casa di Ed Gein





domenica 17 novembre 2024

Laura Ann Aime





E' la Notte di Halloween del 1974. 

Esattamente 50 anni fa spariva nel nulla in una cittadina dello Utah, dopo aver partecipato ad una festa di Halloween, la 17enne Laura Ann Aime, il suo corpo verrà ritrovato in un canyon fuori città circa un mese dopo con il cranio fracassato, era nuda ed era stata violentata e strangolata.

Laura Ann fu la dodicesima vittima ufficiale del serial killer Ted Bundy.



martedì 15 ottobre 2024

Belle Gunness [Norvegese naturalizzata statunitense, 1859 – 1908] o Belle Infernale o Signora Barbablù

 



Prima serial killer donna attiva negli Stati Uniti nel Ventesimo secolo, Belle Gunness è la Vedova Nera per antonomasia: almeno 40 omicidi accertati, ma il conto potrebbe salire a 60 vittime.

Brynhild Paulsdatter Størseth – suo vero nome – nasce l’11 novembre del 1859 a Selbu, Sør-Trøndelag, Norvegia. È la più giovane di otto figli e aiuta la sua famiglia come può: all’età di 14 anni inizia a lavorare per le fattorie della zona mungendo e allevando il bestiame, con il sogno di mettere da parte abbastanza soldi per trasferirsi a New York. Coltiva il sogno americano per anni, fino al 1881, quando si trasferisce negli States e cambia il suo nome in Belle. Si sposta subito a Chicago per raggiungere la sorella Nellie, immigrata diversi anni prima, e va a vivere con lei e il cognato. Inizia a lavorare come domestica, fino a quando non trova impiego in una macelleria. Fisicamente forte e di aspetto mascolino, un lavoro su misura per lei.

Nel 1884 sposa Mads Sorenson, immigrato norvegese come lei. La coppia decide di aprire un negozio di dolciumi, ma dopo un anno crolla tutto: l’esercizio viene distrutto dalle fiamme. Con il denaro dell’assicurazione viene acquistata un’abitazione che va in fiamme nel 1898. Altro risarcimento, altra abitazione, anch’essa rasa al suolo da un rogo. Coincidenze a dir poco strane, ma nessun sospetto.

Carolina, la prima figlia della coppia, muore improvvisamente. Poi è la volta di un altro figlio, Axel. Per entrambi viene posta la diagnosi di enterocolite fulminante. Diagnosi errata: la morte è per avvelenamento. La madre aveva assicurato entrambi i bambini e riscuote un grosso assegno. Il disegno si replica nel luglio del 1900, quando muore il marito Mads Sorenson: in questo caso i medici puntano il dito contro un problema cardiaco.

Incassato l’ennesimo premio assicurativo, la donna lascia la città con tre bambini (due figlie naturali e un bimbo in custodia) e si trasferisce in Indiana, a La Porte per la precisione, dove acquista un allevamento di maiali. L’1 aprile sposa Peter Gunness ed eredita il suo cognome, diventando a tutti gli effetti Belle Gunness. Ma le "tragedie" continuano e la prima coinvolge proprio il coniuge: otto mesi dopo le nozze, mentre prova a recuperare uno scatolone da uno scaffale, viene colpito da un pesante tritacarne. La botta risulta fatale: cranio sfondato, non c’è niente da fare. Il medico legale non esclude l’omicidio, ma non salta fuori nulla di strano. In realtà sono evidenti i sintomi di un avvelenamento da stricnina. Anche in questo caso, la donna raccoglie un ottimo assegno di assicurazione: 3 mila dollari.

Nel 1905 scompare dalla fattoria il bambino in custodia a Belle Gunness – non si saprà mai il suo destino – mentre la donna inizia a reclutare manodopera per la sua attività attraverso i giornali di Chicago. Uno dei primi a rispondere è il bracciante Henry Gurholt: dopo qualche corrispondenza con i suoi familiari, svanisce nel nulla. I suoi cari si mettono in contatto con la datrice di lavoro, ma Belle Gunness non è di grande aiuto: dice che Gurholt avrebbe lasciato la fattoria per seguire dei commercianti di cavalli. Eppure qualcosa non torna: nell’abitazione della Gunness sono ancora presenti i suoi effetti personali, compreso il riconoscibile soprabito di pelliccia.

Il caso di Gurholt non è isolato. Belle Gunness continua a scrivere sui giornali della zona, in particolare nella rubrica per cuori solitari, descrivendosi come una vedova piacente e alla ricerca di un marito. Ma i candidati, di punto in bianco, spariscono senza lasciare tracce. John Moe risponde all’annuncio della donna nel 1906 e nessuno avrà più sue notizie, parenti compresi. Anche in questo caso i suoi effetti personali sono a casa dell’allevatrice di maiali.

Belle Gunness non si fa scrupoli e si dimostra abilissima nel nascondere i cadaveri. Almeno fino al 28 aprile 1908, ovvero fino all’incendio che ancora oggi cela dubbi e misteri. La fattoria di La Porte viene devastata dall’ennesimo rogo: le autorità trovano i corpi di una donna adulta senza testa – la Gunness, secondo gli agenti – e dei suoi tre figli. Ma ulteriori indagini portano alla luce i resti parziali di almeno altre 11 persone.

Dopo una settimana, i poliziotti trovano gli effetti personali di molte persone, rintracciate grazie all’ausilio di diversi parenti delle vittime: è il caso dei parenti di Andrew Helgelien, fatto a pezzi e nascosto in un sacco di iuta. Gli investigatori concentrano la loro attenzione sui terreni della fattori e gli scavi confermano le loro teorie: rinvengono numerosi sacchi di tela contenenti torsi, mani, braccia, ossa umane.

Nessuna mamma morta nel disperato tentativo di salvare i figlioletti? Le conclusioni delle autorità cambiano radicalmente sull’incendio nella fattoria e si teme un’incredibile messa in scena. Una conferma – difficile da verificare – arriva da Ray Lamphere, braccio destro e amante occasionale di Belle Gunness. Condannato per l’incendio doloso della fattoria, l’uomo confessa che la donna era solita arruolare braccianti con il solo obiettivo di ucciderli e derubarli. Ma non è tutto: l’allevatrice gli avrebbe chiesto di bruciare la sua tenuta con i suoi figli all’interno per poter scappare e ricominciare da zero. Il corpo femminile, secondo l’uomo, non sarebbe quello della Gunness, ma di una malcapitata vittima scelta per il teatrino.

Ufficialmente Hell’s Belle – il suo soprannome – viene dichiarata morta, anche se l’autopsia conferma i dubbi: il corpo privo di testa trovato nella fattoria è più corto e più leggero di quello della norvegese. Nessuna spiegazione sulla “fine” della testa del cadavere. Inizia a farsi strada il sospetto che Belle Gunness possa essere scampata all'incendio, portando con sé i beni di valore sottratti alle vittime. Un vero e proprio giallo, un mistero che negli anni ha spinto molte persone a visitare la fattoria come una vera e propria attrazione turistica.

Negli anni successivi, in varie zone degli Stati Uniti, spuntano presunti avvistamenti e si moltiplicano i casi di morte sospetta. L’ultima segnalazione risale al 1935, in Ohio. L'unica certezza i tanti omicidi commessi, ma anche il numero è ipotetico, tra i 40 e i 60. 




mercoledì 2 ottobre 2024

Ronald Dominique

 



Ronald Joseph Dominique, noto anche come Shoeless Killer (Thibodaux, 9 gennaio 1964), è un serial killer statunitense. Ha commesso 11 o più omicidi tra il 1997 e il 2006.

Gli omicidi partirono nel luglio 1997 e terminarono nell'ottobre 2006. Tutte le sue vittime, che avevano tra i 16 e i 46 anni, venivano attirate in dei bar con la scusa del sesso a pagamento; in altri casi mostrava loro la foto di una donna attraente, gli diceva che era sua moglie e gli spiegava che lei voleva avere un rapporto sessuale con loro (o che lui le stava cercando un partner sessuale). In realtà non era sposato. Quando la vittima raggiungeva casa sua, Dominique le chiedeva se voleva essere legata: coloro che rifiutavano avevano salva la vita. Quelli che accettavano venivano legati, talvolta stuprati e uccisi tramite strangolamento o asfissia. Erano quasi tutte di sesso maschile in quanto Dominique era omosessuale; alcune erano senza casa, avevano dei problemi con la droga e si prostituivano. Commise i delitti perché non voleva che, una volta stuprate, lo potessero denunciare. L'area in cui operava era intorno a New Orleans. I cadaveri li scaricava in varie località, tra cui dei campi di canna da zucchero, canali di scolo isolati e piccole paludi che conosceva bene perchè lavorava come uomo delle consegne per una pizzeria. I corpi non mostravano segni di ossa rotte, cosa per cui la polizia dedusse che non ci fu una lotta tra la vittima e l'aggressore.

Dominique fu identificato dopo che un uomo rifiutò di farsi legare dal killer. Circa due mesi prima, nel mese di ottobre, aveva ucciso l'ultima vittima, Christopher Sutterfield. Fu arrestato il 1º dicembre 2006, all'età di 42 anni, e subito accusato di due delitti: quelli di Manuel Reed (che fu stuprato e asfissiato) e Oliver Lebanks, accertati con l'analisi del DNA. Pochi giorni prima aveva traslocato dalla casa della sorella in un rifugio per senzatetto a Houma. I residenti lo descrissero come una persona strana ma insospettabile. Per evitare la pena di morte patteggiò con la polizia e 3 giorni dopo confessò di avere commesso almeno 23 omicidi. Il 4 dicembre la polizia espose durante una conferenza stampa un tabellone con le foto delle vittime. Il 16 gennaio 2007 collegò il killer in modo sicuro a 11 delitti. Sospettò che, con i suoi problemi di salute, non sarebbe vissuto abbastanza per affrontare il processo.

Per via delle sue condizioni di salute precarie, entrò in aula con una sedia a rotelle. Il 23 settembre 2008 fu condannato dal giudice Randall Bethancourt a scontare otto sentenze a vita per otto omicidi di primo grado. Si trova tuttora nel Penitenziario di Stato della Louisiana, ad Angola.



domenica 18 febbraio 2024

José Guadalupe Posada [Mexican Engraver, 1852-1913]




José Guadalupe Posada
Guadalupe Martinez de Bejarano, la primera asesina serial (mujer) en México (1892) 

 

mercoledì 14 febbraio 2024

Pietro Pacciani




Al di là di quanto sancito dalla sentenza definitiva del 1999, sulle numerose scene del crimine del "Mostro" non sono mai state riscontrate prove fisiche quali DNA e impronte digitali riconducibili ai compagni di merende, né sono state mai rintracciate l'arma da fuoco del serial killer (una presunta pistola Beretta con cui firmava i suoi delitti) così come le parti anatomiche asportate ad alcune delle sue vittime femminili.



domenica 28 gennaio 2024

Liu Yongbiao




Non ci sono notizia ad oggi di che fine abbia fatto Liu Yongbiao lo scrittore cinese condannato a morte nel 2018.

Liu Yongbiao usava i delitti che aveva commesso come fonte di ispirazione per i suoi romanzi. 

Membro dell’Associazione nazionale degli autori con un libro diventato una serie tv, non ha opposto resistenza quando la polizia è andato a prenderlo a casa sua. Anzi era quasi sollevato: «Vi stavo aspettando da tanto» aveva detto agli agenti, confessando quel segreto che conservava da oltre 20 anni: la strage commessa nel 1995 con un compaesano, un tale Wang, imprenditore di 64 anni, anche lui ora condannato a morte. I due erano a corto di soldi, riportano le cronache, e avrebbero fatto irruzione in una pensione di Huzhou, nella provincia meridionale dello Zhejiang, a oltre 300 chilometri da casa loro, nella contea di Nanling in Anhui.

Un furto degenerato in strage: forse non è stato premeditato l’omicidio della coppia di proprietari della locanda, del nipote e di uno degli ospiti, colpiti alla testa con un oggetto contundente. Gli inquirenti sono risaliti a Liu esaminando le tracce di Dna su una sigaretta lasciata sulla scena del crimine.

Lui stesso ha ammesso di essersi ispirato a questi delitti per i sanguinosi dettagli presenti in alcuni suoi libri. In un suo romanzo del 2010 immaginava «una bellissima scrittrice che aveva ucciso molte persone, ma i casi non erano mai stati risolti».



da: corriere.it

lunedì 22 gennaio 2024

Edmund Emil Kemper III [Statunitense, b. 1948]





Edmund Emil Kemper III è un serial killer statunitense, autore di omicidi di numerose giovani donne tra il 1972 e il 1973.

Conosciuto anche semplicemente come «Ed Kemper» o il "Killer delle studentesse", è uno degli assassini seriali più efferati della storia americana. Attivo nei primi anni settanta, iniziò la sua vita criminale sparando ad entrambi i suoi nonni quando aveva quindici anni. Successivamente Kemper uccise e smembrò sei autostoppiste nella zona di Santa Cruz. Infine assassinò sua madre e una delle amiche di lei, prima di costituirsi egli stesso alla polizia poche ore dopo gli omicidi.

Crimini: Stupro, incendio doloso, atti di necrofilia, cannibalismo e mutilazione, occultamento e vilipendio di cadavere.

Vittime accertate: 10.

Provvedimenti: 8 ergastoli.


“Ho ucciso mia madre e le ho strappato le corde vocali”: la storia di ‘Big Ed’ Kemper



venerdì 5 gennaio 2024

Mary Jane Kelly




Mary Jane Kelly - irlandese - si prostituiva a Whitechapel nel 1888. Era alta 1,70 m, aveva capelli biondo/rossi (per questo motivo era soprannominata Ginger), pelle chiara e occhi azzurri. Era descritta come una donna formosa e molto attraente. Purtroppo per lei nel 1888 in quei quartieri girava anche un personaggio a tutt'oggi tanto sconosciuto quanto efferato. Mary Jane viene ricordata per essere stata la vittima numero 5 del serial killer Jack lo squartatore.
In questa foto della polizia londinese il suo corpo mutilato e sventrato è disteso sul letto nell'unica stanza in cui viveva al 13 di Miller's Court, vicino a Dorset Street, Spitalfields.


 

lunedì 6 novembre 2023

Brenda Ann Spencer





Brenda Ann Spencer (San Diego, 1962) è una criminale statunitense, condannata all'ergastolo per omicidio con arma da fuoco, avvenuto a San Diego, California, il 29 gennaio 1979.

La mattina del 29 gennaio 1979 Brenda si appostò a una delle finestre della propria abitazione che si affacciava proprio di fronte alla Cleveland Elementary School di San Diego in California; quando il preside, Burton Wragg, aprì il cancello per fare entrare gli alunni, Brenda iniziò a fare fuoco contro di essi. Il preside e il custode, Mike Suchar, cercarono di proteggere i bambini senza capire cosa stesse succedendo e ne rimasero uccisi. In totale vennero esplosi una trentina di colpi che uccisero due persone e ferirono otto bambini e un agente di polizia accorso sul posto.

Alla domanda perchè avesse fatto questo, rispose:

«Nothing's happening today. I don't like Mondays.»
"Oggi non succede niente. Non mi piacciono i lunedì."

Durante gli interrogatori, rilasciò dichiarazioni simili, quali:

«There was no reason for it, and it was just a lot of fun.»
"Non c'erano ragioni per farlo, era semplicemente molto divertente."

«It was just like shooting ducks in a pond.»
"Era come sparare alle anatre nello stagno."

«The children looked like a herd of cows standing around, it was really easy pickings.»
"I bambini sembravano una mandria di vacche ciondolanti, erano dei bersagli molto facili."




lunedì 28 agosto 2023

Jeffrey Dahmer: il mostro di Milwaukee






Jeffrey Lionel Dahmer (1960 – 1994) è stato un serial killer statunitense, noto anche come Il cannibale di Milwaukee o Il mostro di Milwaukee.

Le diciassette vittime degli omicidi di Dahmer erano principalmente uomini o ragazzi (prevalentemente omosessuali) di etnia afroamericana o asiatica e, come rilevato in seguito dalla polizia, con precedenti penali di una certa entità alle spalle. Il killer li adescava nei pressi dei luoghi di ritrovo per omosessuali fingendosi un fotografo in cerca di modelli, col pretesto di vedere film dal contenuto hard e bere qualcosa insieme, oppure semplicemente proponendo loro un rapporto sessuale. Le vittime venivano in seguito narcotizzate ed uccise tramite strangolamento o pugnalamento, subivano talvolta atti di necrofilia ed infine venivano squartati con una sega. Tutta l'operazione era documentata da Dahmer tramite varie fotografie che illustravano il processo in ogni singolo passo.

Le parti asportate dai corpi venivano conservate in freezer come cibo, oppure disciolte nell'acido, oppure messe in formaldeide. Le teste erano invece bollite per rimuoverne la carne, lasciando il teschio nudo, il quale veniva dipinto per farlo sembrare di plastica. Dahmer sottopose inoltre alcune vittime ad esperimenti di lobotomia, iniettando, tramite fori trapanati nel cranio, acido muriatico o acqua bollente nel cervello delle vittime, con l'apparente scopo di creare zombie, e provocando la morte dei malcapitati.

Jeffrey Dahmer fu condannato nel 1992 all'ergastolo per poi essere ucciso, due anni dopo, da Christopher Scarver, un detenuto sofferente di schizofrenia.


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L'APPARTAMENTO DI JEFFREY DAHMER


LA SCOPERTA



Il 22 luglio del 1991, due agenti di polizia entrarono nell'appartamento di Jeffrey Dahmer senza sapere che stavano per scoprire una delle più orribili scene del crimine della storia.


Dahmer aveva usato il suo appartamento per commettere crimini così inquietanti che passerà alla storia come uno dei serial killer tra i più disgustosi e depravati al mondo.

Nel suo piccolo appartamento sono stati trovati parti di corpo, scheletri, sorte di altarini e fotografie. 16 uomini sono stati lì torturati, uccisi, sezionati e conservati.
Ha fatto anche sesso con i cadaveri di alcuni delle sue vittime, torcendo i loro corpi in posizioni particolari per la propria gratificazione sessuale. Oh, e ne ha anche conservato parti del corpo in modo da poterli mangiare a suo piacimento.



IL SALOTTO




Nulla di straordinario, a parte il fatto che vi sono state torturate e assassinate 16 persone


Questa immagine mostra l'acquario che Jeffrey tanto amava, e suggestive opere d'arte alle pareti.




IL FRIGO



Anche il frigo sembra piuttosto innocente, ma i contenitori in realtà contengono resti umani.




Altri vasetti che invece di frutta, verdura e formaggini erano pieni di pezzi di corpi.



Nel congelatore se si guarda attentamente si può notare 
un teschio umano in alto a sinistra, come pure altri resti scheletrici.




Immaginatevi nei panni di coloro che hanno trovato tutto questo.



Una mano umana che aveva conservato per cucinare e mangiare, prima di essere arrestato.


UNA BORSA



Una borsa conteneva resti umani e ossa.


ALTRI CONTENITORI




Questo fusto blu e questo freezer sono stati usati per stoccare varie parti di corpo. Nel congelatore gli investigatori hanno scoperto un intero tronco, più un sacchetto di organi umani e carne incollati al ghiaccio nel fondo. Nel fusto da circa 200l sono stati trovati altri tre torsi smembrati e dissoluti in una soluzione acida.




LE POLAROIDS








Jeffrey ha scattato immagini delle sue vittime in varie fasi dello smembramento per puro piacere personale. Egli affermò in seguito che era un modo per poter rivivere i suoi crimini e provocarsi piacere sessuale. Queste foto hanno dato alla polizia un contributo significativo dei suoi crimini più disgustosi. Sono state rinvenute un totale di 74 polaroid.




TESCHI



Quattro teste mozzate sono state trovate nella cucina di Dahmer. Altri sette teschi alcuni dipinti, altri sbiancati, sono stati trovati in camera da letto all'interno di un armadio.



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Nei 21" di questo agghiacciante filmino girato da suo padre, Jeffrey dice che deve "mangiare a casa più spesso". Il padre non sa che è proprio quello che stava facendo.













sabato 29 luglio 2023

Aileen Carol Wuornos





di: Anna Vagli


Aileen Wuornos, all'anagrafe Aileen Carol Pittman [1956 – 2002] è stata una serial killer statunitense.

La storia di Aileen Carol Wuornos, soprannominata Highway Hooker )(l’adescatrice delle autostrade), smentisce definitivamente il luogo comune per il quale le donne non commettano omicidi seriali.

Per lungo tempo si è ritenuto erroneamente che fosse seriale solo l’assassino che agiva in preda a istinti sessuali. Le donne, invece, diventano killer seriali dietro forti spinte di matrice economica.

Sono loro, le vedove nere. Che incarnano il corrispettivo femminile di Barbablu, il soprannome del serial killer Henri Landru. Aileen, però, rispetto alle altre donne killer, si differenziava per l’arma usata per uccidere: la pistola. Tendenzialmente, invece, il genere femminile tende a prediligere il veleno.

Aileen è nata a Rochester, nel Michigan, il 29 febbraio 1956. In origine il suo cognome era Pitman, perché così si chiamava il suo padre biologico Leo. Un uomo con gravi disturbi psicopatologici, che entrava e usciva dal carcere. Dove peraltro troverà la morte nel 1969, come conseguenza di un regolamento di conti che aveva a che fare con le ragioni della sua detenzione: molestie sui bambini.

Prima di essere ucciso, però, Leo aveva abbandonato Aileen, suo fratello Keith e sua madre Diane. E lo aveva fatto qualche mese dopo la sua nascita. Il destino dei due fratelli era già drammaticamente scritto. Resteranno infatti presto orfani dal momento che anche Diane deciderà di abbandonarli ai nonni materni. Era il 1960.

Poco dopo, Aileen e Keith verranno adottati da Lauri e Britta Wuornos, prenderanno il loro cognome e si trasferiranno nel Michigan, dove i due coniugi abitavano con gli altri loro figli. Aileen scoprirà di essere adottata solo all’età di dodici anni. E da quel momento in poi il suo destino sarà irrimediabilmente segnato.

Difatti, dopo aver scoperto che Lauri e Britta non erano i suoi veri genitori, inizia a ribellarsi e a rifiutare la loro autorità. A quattordici anni rimane incinta, senza sapere chi sia il padre. Aveva infatti cominciato ad avere rapporti sessuali con chiunque, anche con il fratello Keith. Partorirà il suo bambino in un istituto per ragazze madri di Detroit, che abbandonerà subito dopo. Lasciando anche la creatura che aveva messo al mondo.

Inizia così a girare L'America in autostop e a fare la prostituta sotto mentite spoglie. Trincerandosi dietro il nome di Lee. Quello sarà solo uno dei tanti nomi che assumerà durante la carriera criminale. All’epoca, aveva solo 15 anni.

Aileen venne arrestata prima volta nel 1974, in Colorado. Dopo essere stata sorpresa a correre in auto completamente ubriaca e mentre sparava fuori dal finestrino con una pistola calibro 22. Riuscirà a sottrarsi dalle maglie della giustizia fino al 1976, quando arriva in autostop a Daytona. E inizia a cercare un uomo da sposare che possa mantenerla. E, almeno per un periodo, lo trova.

Dopo essere tornata in Michigan, si sposa con Lewis Fell, un uomo benestante più vecchio di lei di quarantanove anni. Aileen spende tutti i suoi soldi e, quando lui rifiuta di continuare a darglieli, lei inizia a picchiarlo violentemente con un bastone. Fell chiede e ottiene un’ordinanza che impedisce alla moglie di avvicinarsi a lui e infine il divorzio.

Aileen, rimasta sola ancora una volta, torna a cercare un potenziale compagno che le consenta di vivere senza lavorare. Ma da quel momento in poi incontrerà tutti uomini sbagliati. Delinquenti come lei. In preda alla disperazione tenta anche il suicidio sparandosi un colpo di pistola allo stomaco.

Nel 1981, dopo aver provato a rapinare un negozio, viene condannata per rapina a mano armata. Resterà in carcere fino al giugno dell'83. Per poi rientrarci periodicamente.

Tra un periodo di detenzione e l’altro continua a fare la prostituta sulle strade della Florida. Ogni volta che viene fermata dalla polizia Aileen dà sempre un nome diverso. Ma viene sempre trovata in possesso di una pistola calibro 22. Si ritrova a trent’anni senza un soldo, senza una casa e forse persino senza un nome.

Un giorno Aileen si innamora di una donna, Tyria Moore, di ventisei anni. Le due diventano inseparabili e Tyria lascia il suo lavoro come cameriera in un motel per vivere con Aileen, che continua a fare la prostituta per tutta la Florida. Dopo un anno di idillio, il loro rapporto si incrina. Aileen, ormai vecchia per fare la prostituta, inizia a guadagnare poco per mantenere entrambe e nel 1987 viene arrestata insieme alla fidanzata per aver preso un uomo a bottigliate e per avere distrutto un appartamento a Daytona Beach. Da quel momento in poi inizia a girare con una pistola nella borsa.

La sera del 30 novembre 1989 Tyria la vide rientrare a casa ubriaca e alla guida di una Cadillac’77. Aileen le disse di averla rubata a un cliente dopo averlo ucciso. La fidanzata non le credette, ma presto dovrà cambiare idea.

La vittima è Richard Mallory ed è morto dopo essere stato attinto al petto da tre colpi di calibro ‘22. Un tipo solitario, ossessionato dalle donne e in particolare dalle spogliarelliste. Solo il primo di una lunga serie di omicidi.

Il 5 maggio 1990, nella contea di Brooks, in Georgia, venne trovato il corpo di un altro uomo bianco, di mezza età e completamente nudo. Anche lui ucciso a colpi di pistola calibro 22. La polizia, però, non riuscirà a identificarlo. Per questo venne archiviato come John Doe, nome convenzionale attribuito a tutti i cadaveri non identificati.

Il 1° giugno 1990 in un bosco vicino alla Interstate 19, nella contea di Citrus, in Florida, giaceva il corpo di David Spears, quarantatreenne che di professione faceva il camionista. Rinvenuto completamente nudo, a parte per il berretto da baseball che portava in testa, era stato ucciso con sei colpi sparati da una calibro 22. Il suo camion verrà ritrovato nella contea di Marion con le portiere chiuse e senza il libretto di circolazione al suo interno.

Il 6 giugno 1990 venne ritrovato ancora un altro corpo nudo nella contea di Marion. Quello di Charles Carskaddon, un cowboy che il 31 maggio era partito da Booneville per andare a trovare la sua fidanzata a Tampa. Dalla quale, però, non era mai arrivato. Anche lui freddato da nove colpi di pistola calibro 22.

Il 7 giugno 1990 Peter Siems, sessantacinque anni, era partito da Jupiter, in Florida, per raggiungere i suoi parenti in Arkansas. Neppure lui arrivò a destinazione. La sua auto, una Pontiac Sunbird, era stata trovata dopo essere stata abbandonata con un’impronta di mano insanguinata sul cruscotto.

Il 30 luglio 1990 toccherà a Eugene Burness, detto Troy. Quella mattina l’uomo avrebbe dovuto fare una serie di consegne per la ditta di insaccati per la quale lavorava sulla statale 19. Proprio la strada sulla quale Aileen svolgeva la sua attività di prostituta. Quel giorno Troy non soltanto non porterà a termine il suo lavoro, neppure tornerà a casa. La sera stessa, allertato dalla moglie, lo sceriffo della contea di Marion scorgerà il suo camion in una via nei pressi della strada statale 19. Di lui nessuna traccia.

Il cadavere di Barnes verrà ritrovato cinque giorni dopo in un parco a otto miglia di distanza. A fare la macabra scoperta fu una famiglia che stava facendo un picnic: il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. Fu riconosciuto dalla moglie solamente perché indossava la fede nuziale. Era stato freddato con due colpi di calibro 22: uno al petto e due alla schiena.

L'11 settembre 1990 scomparve Dick Humphreys, cinquantatreenne esperto della polizia dell’Alabama. Verrà ritrovato cadavere il giorno seguente nella contea di Marion. Anche lui ucciso da sette colpi di pistola partiti da una calibro 22.

Il 19 novembre 1990 verrà infine ritrovato il corpo di Walter Gino Antonio, sessant'anni e camionista di professione. Trovato completamente nudo, a parte per i calzini che indossava, in un bosco nella contea di Dixie. È morto dopo che gli hanno sparato tre volte alla schiena e una volta alla testa. Sempre con una calibro 22. I suoi vestiti vennero rinvenuti in una zona disabitata.

Sette uomini uccisi in meno di un anno. Nonostante i delitti si siano consumati in tutta la Florida era chiaro a tutti: dietro non poteva esserci altro se non la mano di un assassino seriale. La prostituta assassina, la donna sanguinaria delle strade della Florida, la serial killer, era sempre lei: Aileen Wuornos.

Il modus operandi di Aileen era sempre lo stesso. Dopo aver fatto l’autostop, si accordava con gli uomini per il compimento di atti sessuali. Una volta appartatasi con loro li uccideva e li derubava. Per poi rivendere i loro oggetti al banco dei pegni. Dunque, la scena del crimine, il modus operandi e l’arma del delitto si sono rivelati determinanti nella descrizione e nell’identificazione della personalità criminale della prostituta.

Le sue vittime erano tutte di sesso maschile, bianchi e di mezza età, sui quaranta-cinquant’anni. I loro cadaveri erano stati tutti rinvenuti denudati. Sul pavimento di un paio di auto, inoltre, erano stati repertati preservati usati e sulla tappezzeria anche alcuni capelli lunghi biondi.

Sotto il profilo vittimologico era stato altresì riscontrato che le vittime erano solite viaggiare spesso. In aggiunta, la dinamica omicidiaria aveva consentito di stabilire che gli uomini erano stati uccisi tutti dopo essere stati colti di sorpresa. Dunque, senza che si fossero verificate violente colluttazioni.

Sotto mentite spoglie, quelle di Cammie Marsh Green, Aileen ha venduto a un banco di pegni di Daytona una videocamera e un rivelatore radar che appartenevano a Richard Mallory, il primo uomo ucciso, e per farlo ha dovuto lasciare le impronte digitali, come richiesto dalla legge.

Stessa cosa a Ormond Beach, dove ha impegnato la cassetta degli attrezzi presa dal camion di David Spears, e a Volusia, dove ha impegnato la fede di Walter Antonio. Aileen fa un incidente in auto con la sua fidanzata. Con l’auto di proprietà di una delle sue vittime, Peter Siems. Così la polizia ha un’intuizione.

Le impronte di Cammie Green sono le stesse di una donna, registrata sotto il nome di Lory Grody, che era stata arrestata qualche tempo prima. E quelle impronte coincidono proprio con quelle lasciate sul cruscotto della Pontiac di Peter Siems. Dunque, nonostante “gli alias”, le impronte digitali corrispondono tutte a una persona: Aileen Carol Wuornos. Che, nel frattempo, è stata lasciata dalla fidanzata.

Tyria aveva paura. La caccia inizia il 5 gennaio 1991. Ormai la donna più ricercata d’America ha le ore contate.

L’8 gennaio 1991 cerca di colpire ancora in un pub di Port Orange, ma lo fa con le persone sbagliate. Abborda Bucket e Drums, due spacciatori che si fingono interessati a lei. Ma che in realtà sono agenti sotto copertura. Da mesi la polizia della Florida aveva infatti istituito una task force per trovare la donna che da poco più di un anno teneva sotto scacco gli Stati Uniti.

Prima di arrestarla, non avendo prove schiaccianti contro di lei, ma solamente indizi, le danno appuntamento la sera seguente a una festa di bikers. L’obiettivo era di non perderla di vista. Dopo essersi trovati al party, la convincono a recarsi in un motel nelle vicinanze dove verrà arrestata per porto abusivo d’arma da fuoco sulla base di un vecchio mandato di cattura diretto a Lori Grody, uno dei suoi alter ego.

L’impianto accusatorio per gli omicidi poteva non reggere perché in quel momento contro di lei c’era solo l’impronta insanguinata sulla macchina di Siems. Che provava solamente che era salita sul mezzo. Non che l’avesse ucciso. Capiscono, dunque, che per affrontare il processo hanno bisogno di prove più schiaccianti. Così arrivano a Tyria che era scappata a vivere dalla sorella in Pennsylvania. La donna accetta immediatamente di collaborare.

Il 14 gennaio 1991 Tyria chiama proprio Aileen da un motel della Florida, dove era stata condotta dalla task force che voleva incastrarla. Parlano quasi ininterrottamente per tre giorni di seguito. La Wuornos capisce quasi subito che quella chiamata è intercettata e che lo scopo è ottenere una sua confessione. E, incredibilmente, confessa.

Come gesto di pietas, e forse di affetto, con quella confessione Aileen voleva scagionare Tyria da ogni responsabilità. Ma anche se stessa. Inizialmente, infatti, si dichiara totalmente estranea ai fatti. Per poi affermare di aver commesso gli omicidi per legittima difesa. Perché le sue vittime prima avevano cercato di essere i carnefici. L’avevano rapita, picchiata e infine l’avevano violentata.

Il racconto è particolarmente ricco con riferimento a Richard Mallory, il primo a essere stato ucciso. La donna riferisce che Mallory l’aveva caricata in macchina visibilmente ubriaco e fatto di marijuana. Secondo la Wuornos, in seguito, l’uomo l’aveva legata alla ruota di scorta, violentata e sodomizzata. Lei, però, ad un certo punto era riuscita a liberarsi, a prendere la pistola dalla borsa e a ucciderlo. Infine, aveva aggiunto che lo stesso copione si era verificato con le altre sue vittime.

Un tentativo maldestro e una strategia difensiva del tutto fallimentare. Strategia che, però, denota una peculiarità personologica. Aileen trova appagamento nel confessare gli omicidi. Trova piacere nel descrivere in maniera certosina e maniacale il suo operato. Lo fa con i secondini del carcere di Volusia, solamente per passare dalla parte dell’indifesa vittima. Ma anche con tutti i giornalisti e i produttori che vanno a trovarla in carcere.

Su di lei hanno scritto di tutto. Anche di quando ha raccontato di aver avuto, in tutta la sua carriera da prostituta, almeno duecentocinquantamila uomini. Un numero spropositato considerando che, se così fosse, avrebbe dovuto avere una media di almeno trentacinque rapporti sessuali ogni giorno per vent’anni.

Il processo a carico della serial killer della Florida iniziò il 14 gennaio 1992. Per dare seguito alla strategia dei legali, però, riguardò inizialmente soltanto l'omicidio di Richard Mallory. Gli avvocati, infatti, pensarono che, con riferimento a un unico omicidio, fosse più facile dimostrare la teoria della legittima difesa. Ma fecero un errore di valutazione. Un grosso errore di valutazione.

Difatti, in Florida c'è una legge che autorizza a introdurre nel corso del dibattimento anche prove di altri omicidi, ove queste si rivelino decisive per la soluzione di quello in oggetto.

Progressivamente le cose si misero sempre peggio e Aileen iniziò a perdere la testa e decise di appellarsi al quinto emendamento. Lo fece per ben venticinque volte. Il 31 gennaio 1992, il giudice Uriel Blount condannò la donna a morire sulla sedia elettrica. Sarà solo la prima condanna.

Nel corso degli altri processi, Wuornos non solo cambiò più volte versione. Dichiarando che solo Mallory era riuscito a violentarla mentre gli altri era riuscita a ucciderli prima che lo facessero. Ma fece anche un’affermazione che le costerà molto cara. Augurò che la moglie e i figli del pubblico ministero Rick Ridgeway venissero violentati e sodomizzati.

Il 15 maggio 1992 venne condannata all'ergastolo anche per gli omicidi di Dick Humphries, Troy Barnes e David Spears. Stesso verdetto intervenne con riguardo alla morte di Charles Carskaddon e di Walter Antonio.

Nel 2002, Aileen ha scritto una lettera alla Corte Suprema: “Sono una che odia seriamente la vita umana. E vorrei uccidere ancora”. A quel punto il governatore della Florida, Jeb Bush, ha disposto una perizia psichiatrica che stabilì che Aileen era perfettamente in grado di intendere e di volere.

Il 9 ottobre 2002, alle nove e quarantasette, Alieen è stata uccisa con un’iniezione letale. Non con la sedia elettrica come prevedeva la prima condanna. E ciò perché in Florida era stata eliminata la modalità di esecuzione capitale mediante l’ausilio della sedia elettrica.




da: fanpage

lunedì 24 luglio 2023

Dennis Rader il serial killer noto con l’acronimo “BTK”






di Linda Corsaletti

BTK è un acronimo che Dennis Rader si da da solo per descrivere il suo modus operandi e sta per Bind, Torture, Kill, ovvero: lega, tortura e uccidi.

Psicopatico con tendenze sadiche e narcistiche , questo serial killer rimarrà impunito per tre decenni.

Siamo a Whicita, Kansas , più precisamente nella Contea di Sedgwick dove negli anni tra il 1974 e il 1991 quella che prima di allora era una cittadina con basso tasso di criminalità si ritroverà a vivere nell’angoscia per trenta lunghi anni, una paura dovuta alla presenza di un soggetto ignoto che uccide gli abitanti e sembra essere inafferrabile.

Il senso di impotenza di fronte al ripetuto susseguirsi di questi violenti omicidi che restano impuniti, farà aumentare improvvisamente la vendita di serrature di sicurezza e armi nella città .

Rader si confonde insospettabile tra la popolazione che lo teme e non lo fa servendosi del favore delle tenebre, ma uccide in pieno giorno.

E’ un uomo che riesce a condurre su binari paralleli che mai si intersecheranno tra loro, una doppia vita.

Da una lato c’è l’uomo sposato con figli, capo scout, capo della sicurezza di quartiere e presidente della congregazione della chiesa Luterana di Wichita, dall altro c’è uno spietato serial killer ossessionato dalle sue fantasie oscure.

Già da bambino si divertiva ad impiccare animali, li torturava ed ha la sua prima erezione mentre guarda la nonna strangolare una gallina, il sadismo farà da elemento catalizzatore delle sue prime fantasie sessuali.

Era anche feticista di intimo femminile e si divertiva a spiare le donne nella fase di puntamento, le seguiva e le spiava scrupolosamente.

Un’ episodio cruciale che ci spiega bene la devianza sessuale di BTK è quando segue di nascosto fino a casa la sua insegnante dopo che l’aveva umiliato sgridandolo di fronte a tutti i compagni di classe.
La spia da fuori alla finestra mentre si spoglia, ha con se una corda che si lega forte in vita immaginando di farlo a lei ed è così che ha il suo primo orgasmo.

L’associazione della corda al voyerismo e al desiderio di dominio sulla vittima sono elementi che si fondano insieme già nella prima adolescenza e diventano cruciali avendo sulla sua sessualità e sulle fantasie legate ad essa un esito devastante.

Dichiarerà infatti: ” A 13 anni conoscevo già il mio futuro, sapevo cosa sarei diventato”

Viveva barricato nel suo mondo interiore, non amava molto socializzare, preferiva fantasticare mentre sfogliava riviste per detective a sfondo pornografico in cui erano presenti scene di bondage.

Passerà all’azione decidendo di mettere in pratica quelle fantasie in cui l’eccitazione non era data solo dall’atto dell’ uccisione, ma dallo svilimento e umiliazione di una vittima sottomessa per mezzo di pratiche sessuali sadiche e violente.

Pianificava ogni omicidio con ossessione attraverso piani e disegni molto accurati in cui descriveva ogni fase e ogni dettaglio.

Inizia ad uccidere commettendo una strage famigliare, quel giorno , il 15 gennaio 1974, quattro membri della famiglia Otero vengono assassinati.

Porta con se quello che lui stesso definisce ” il kit dei colpi” contenente una maschera raffigurante un volto di donna con due buchi al posto degli occhi, una corda, un coltello, una pistola e dei guanti, entra dal retro della casa, taglia i fili del telefono e li coglie di sorpresa.

Le vittime non avranno scampo, ucciderà Joseph Otero, 38 anni, Julie Otero, 33 anni, e due bambini: Joseph Otero Jr. di anni 9, e Josephine Otero di 11.

La bambina viene uccisa per ultima, portata in cantina per poi essere impiccata a una tubazione del soffitto.

Non la violenta, ma sulla scena del crimine viene ritrovato dello sperma.

Quando il giudice gli chiede cosa ha fatto dopo averla uccisa lui con naturalezza agghiacciante risponde:” Mi sono masturbato”

I corpi furono scoperti dal figlio maggiore, Charlie Otero, al ritorno da scuola.

Successivamente inizierà a sfidare la polizia e scriverà una prima lettera, riposta in un libro di ingegneria nella biblioteca pubblica di Wichita la quale descriveva in dettaglio l’uccisione della famiglia Otero.

Nel 1978, spedisce un’altra lettera anonima alla stazione televisiva KAKE di Wichita, rivendicando la paternità del massacro della famiglia Otero, e di quelli di Kathryn Bright, Shirley Vian e Nancy Fox.

Nella lettera inoltre suggeriva alcuni possibili nomi per se stesso, incluso “BTK” .

Voleva che la stampa annunciasse che anche Wichita aveva il “suo serial killer.

Rader infatti sa di essere uno di loro, li studia approfonditamente e lo fa per evitare gli errori che altri hanno fatto prima di lui, si perfeziona sempre di più diventa più evoluto ed organizzato.

Nel 1979 Anna Williams di 63 anni, sarà una vittima mancata, lui dichiarerà con rammarico che all’epoca non era ancora organizzato e che quel giorno qualcosa è andato storto.

Nel 1985 torna a colpire uccidendo Marine Hedge, 53 anni, trasportando il corpo fino alla chiesa Luterana di Cristo, della quale era il presidente del Consiglio della Congregazione.

Fotografa il corpo della vittima legata in pose bondage-sadomaso e poi si masturba prima di andare a scaricare il corpo in un fossato lì vicino e torna al campo scout dove il suo gruppo lo attendeva.

Spesso si allontanava dal campo non solo per uccidere, ma anche per andare a masturbarsi.

Si appendeva agli alberi con le corde, dopo essersi vestito da donna ed aver indossato la sua maschera e aver preparato l’autoscatto si fotografava, anche disteso in una fossa da lui stesso scavata.

L’ultima vittima di Rader, Dolores E. Davis, fu trovata il 1º febbraio 1991, poi il killer improvvisamente smette di uccidere.

Nel 2004 quando la polizia diventa consapevole che quegli omicidi apparentemente non collegati tra loro e ormai catalogati come cold-casi sono stati commessi da un’ unica mano, arriva in aiuto l’F.B.I, proprio in quel periodo Rader cominciò una serie di 11 comunicati anonimi ai media locali che alla fine portarono al suo arresto nel febbraio 2005.

In una di queste missive viene rivendicato un omicidio a lui ancora non attribuito quello di Vicki Wegerle il 16 settembre 1986 , allegherà alla lettera come prova una copia della patente della vittima.

Non manifesta solo il dominio con le sue vittime, ma anche con le forze dell’ordine, lo fa prendendosi gioco della polizia che non riesce a catturarlo.

La determinazione unita alla sua ossessione di perfezione gli fa curare, pianificare e calcolare ogni aspetto tanto da arrivare a studiare anche diritto penale e non solo i seriali come lui.

Vuole essere perfetto in tutto.

Si ritira dalle scene tanto a lungo da far pensare alla polizia che ha smesso di uccidere per vari motivi, in realtà aveva avuto dei figli e calmava le sue fantasie procurandosi piacere attraverso i feticci presi delle scene dei suoi crimini e le fotografie e varie trofei che aveva raccolto.

Gli bastava ripensare alla sua provenienza per eccitarsi.

E’ il 1990 e Rader diventa capo della vigilanza a Park City dimostrando la stessa ossessione che riversava nei crimini anche nel suo lavoro che conduceva con una meticolosità patologica al punto da non passare inosservato in alcuni episodi in cui il suo eccesso di zelo risulta strano, anomalo, ma ancora nessuno sa che lui è BTK.

Rimarrà inattivo per quasi 13 anni, le sue lunghe pause tra gli omicidi dimostrano che può controllarsi se vuole e sarà proprio questo uno dei punti più dibattuti al processo per dimostrare la sua capacità di pianificazione, premeditazione, ma soprattutto di intendere e volere.

Torna alla ribalta delle cronache nel trentesimo anniversario della morte della famiglia Otero dopo che il The wichita Eagle pubblica un memoriale, così Rader decide che voleva più pubblicità e che il mondo non può scordarsi di lui, perciò invia una lettera alla polizia.

Era pronto a dare il via a un’altra scia di omicidi, prima però mette in atto una caccia al tesoro con le autorità.

Inizia a far trovare scatole di cereali contenenti indizi, ma anche bambole raffiguranti l’esatta posa delle sue vittime al momento del loro ritrovamento.

BTK è tornato, ma sta per commettere anche il suo primo passo falso che finalmente lo porterà alla cattura.

In un messaggio di sfida con la polizia, tramite i giornali, scrive “Se vi inviassi un floppy disk, riuscireste a catturarmi?”.

Ovviamente la polizia accetta, non è il solo momento che stavano aspettando, ma una chance concreta per identificarlo.

Grazie ad un file contenuto nel dischetto, l’informatico forense riesce a risalire al pc di provenienza che risulterà essere della chiesa Luterana locale e colui che aveva creato quel documento si era identificato con il nome di Dennis.

Il 25 febbraio 2005 la polizia e l’ FBI, catturano BTK il quale al momento dell’arresto dirà:” Potreste avvisare mia moglie che stasera non tornerò per cena?”

Confesserà con orgoglio ogni omicidio in preda al suo narcisismo sfrenato e lo farà descrivendo minuziosamente e senza rimorso ogni singolo raccapricciante dettaglio dei 10 omicidi commessi.

Verrà condannato a 10 ergastoli.