domenica 12 luglio 2026
Tre falli e una vulva in processione
Bruges, Belgio - Collezione della famiglia Van Beuningen
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arte erotica
Jana Heidersdorf
Jana Heidersdorf - Wurmpalast
Illustrazioni di copertina e libretto per ‘Wurmpalast’, un progetto
del musicista gothic metal RiG ispirato a Ligeia di E. A. Poe
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2000,
illustrazioni e drawing
Alejandra Acosta e i Fratelli Grimm
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Il Ginepro (titolo tedesco: Vom Machandelbaum) è una fiaba popolare contenuta nella celebre raccolta dei fratelli Grimm, Kinder- und Hausmärchen. Il racconto, dai toni molto crudi e violenti, narra della persecuzione di un bambino da parte della sua matrigna, della sua metamorfosi in uccello e della sua rivalsa finale.
Una donna, rattristata dalla sua impossibilità di avere figli, un giorno d'inverno sbuccia una mela seduta ai piedi di un ginepro, nel suo giardino. Inavvertitamente si ferisce ad un dito e il sangue che ne fuoriesce macchia la neve che ricopriva il terreno: d'istinto esprime il desiderio di poter dare alla luce un figlio rosso come il sangue e bianco come la neve. Di lì a poco, con grande gioia sua e di suo marito, la donna rimane incinta, ma verso la fine della gravidanza si ammala per aver mangiato troppe bacche del ginepro. Poco prima di partorire, chiede al marito di essere seppellita sotto quell'albero: il parto va a buon fine, ma la donna effettivamente muore dando alla luce suo figlio.
Il marito esaudisce il suo desiderio e la piange giorno e notte, ma col tempo il dolore si attenua e l'uomo si decide a prendere nuovamente moglie. Da questo nuovo matrimonio nasce una bambina, Marilena, che si affeziona profondamente al fratellastro; sua madre, invece, ben presto lo prende in odio a tal punto da perseguitarlo continuamente, da riprenderlo e punirlo con ogni pretesto, tanto da non lasciargli pace. Questo suo accanimento si fa sempre più pesante, fino al giorno in cui la donna arriva al punto di ucciderlo: simulando gentilezza lo convince a prendere una mela da un baule dotato di un pesante e tagliente coperchio di ferro e, quando l'ignaro bambino si china per infilare la mano all'interno, ella con un colpo secco gli sbatte sul collo il coperchio, decapitandolo. Spaventata - ma non pentita - per il misfatto, la matrigna ricompone la testa del figliastro sul collo reciso nascondendo il taglio con un fazzoletto, poi sistema il cadavere su una sedia davanti alla porta e gli mette in mano una mela. Marilena, ingolosita alla vista del frutto, chiede al fratello di averne un po', e davanti al suo silenzio si cruccia: la madre, allora, le consiglia di dargli uno schiaffo, ma a quel gesto la testa del ragazzino cade ovviamente a terra. Marilena, pensando di essere la responsabile della morte del fratello, si dispera; a quel punto, la perfida donna la convince a tacere dell'incidente col padre, e - per sbarazzarsi del cadavere - lo taglia a pezzi e si fa aiutare a cucinarlo. Il padre, ignaro, divora con gusto le carni di suo figlio, al punto da mangiarselo per intero da solo.
Marilena, disperata, piangendo raccoglie le ossa del fratello, le avvolge nel suo più bel fazzoletto e le seppellisce ai piedi del ginepro. A quel punto l'albero comincia a muoversi in modo strano finché da esso non esce una nube e da questa nube un uccellino bellissimo e dal canto meraviglioso. Questo uccellino vola prima presso la casa di un orefice, poi presso quella di un calzolaio e infine presso un mulino, e ogni volta si mette a cantare la stessa canzone, che fa:
«„Mein Mutter, der mich schlacht’,,
mein Vater, der mich aß,,
mein Schwester, der Marlenichen,,
sucht alle meine Benichen,,
bind’t sie in ein seiden Tuch,,
legt’s unter den Machandelbaum.,
Kywitt, kywitt, wat vör’n schöön Vagel bün ik!“»
«Mia madre mi ammazzò,
mio padre mi mangiò,
mia sorella Marilena
l'ossa mie tutte raduna;
nella seta le ha legate,
sotto il ginepro celate.
Ciuì, ciuì, che bell'uccello è qui!»
Incantati dalla bellezza del canto, sia l'orefice, sia il calzolaio, sia i garzoni che lavoravano al mulino pregano l'uccelletto di cantare di nuovo per loro, e in cambio esso chiede - nell'ordine - una catena d'oro, un paio di belle scarpette rosse e una pesante macina di pietra. Con la catena in una zampa, le scarpe nell'altra e la macina attorno al collo, vola nuovamente verso casa, si posa su un ramo del ginepro, nel giardino, e ricomincia a cantare la sua canzone. All'udire quelle note, il padre e Marilena si rallegrano ed escono in giardino, dove ricevono dall'uccellino in dono la preziosa catena d'oro e le scarpette. La matrigna, invece, terrorizzata dal presentimento di qualcosa di terribile, rimane in casa a tormentarsi finché, esasperata, non fugge all'esterno, ma appena mette piede fuori dalla soglia l'uccellino le fa cadere in testa la pesante macina e ne fa poltiglia. A quel punto l'uccello si ritrasforma nuovamente e riacquista le sue fattezze umane: felici e contenti, il bambino, Marilena e il padre rientrano in casa e si mettono a tavola.
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sabato 11 luglio 2026
Daniele Ricciarelli, meglio noto come Daniele da Volterra o il Braghettone [Pittore, scultore e stuccatore italiano, ca. 1509 - 1566]
Daniele da Volterra - Quattro studi di un cranio (tra il 1519 e il 1566)
Matita su carta - 27,3 × w 20,3 cm - Rijksmuseum, Amsterdam
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Zerocalcare
"Dice che il dolore fortifica. Ti fa le ossa, dice. Diventi uomo. Dice. Forse è per questo che non piango. In questi ultimi anni io ho avuto un sacco di lutti. Pezzi di cuore che si sono persi per strada. E ogni pezzo, è un pezzo di questa corazza. Tipo un’armatura. E tu pensi che è fico, che alla fine diventi invincibile. [...] Non ti dicevano che l’armatura è pesante. Che ti rallenta. Ti isola. Ti paralizza. Strato dopo strato, il dolore ti trasforma in una specie di monolite corazzato".
: : Zerocalcare, Dimentica il mio nome : :
Frederic James Shields [British artist, illustrator, and designer closely associated with the Pre-Raphaelites, 1833-1911]
(Solomon Eagle avverte gli impenitenti)
Acquerello e guazzo con gomma arabica - 71 x 50 cm
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Il soggetto è tratto da "A Journal of the Plague Year" di Defoe , un resoconto della Peste Nera che uccise un terzo della popolazione londinese nel 1664/65. Una cometa apparve poco prima dello scoppio dell'epidemia e veggenti che profetizzavano la sventura si aggiravano per le strade. Uno di questi fanatici, Solomon Eagle – un predicatore quacchero semi-folle il cui vero nome era Eccles – vedeva la peste come una punizione divina per i peccati della popolazione. Qui, il predicatore indossa solo una griglia di carbone ardente (per purificare l'aria) sulla testa e una sorta di perizoma.
Mentre si trova a cavallo di una stretta strada acciottolata, con i lunghi capelli che gli ricadono sulla schiena, arringa un gruppo di avventori che si sporgono da una locanda ("Ye Goat's Head") e li denuncia per la loro impenitenza.
La guerra civile degli anni Quaranta del Seicento, seguita dalla peste nera e poi dall'incendio di Londra del 1666 (il 666° anno del secondo millennio – 666 era il numero della Bestia nel Libro dell'Apocalisse), fece credere agli inglesi che i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse fossero realmente tra loro e che la Seconda Venuta di Cristo e il Giudizio Universale fossero imminenti. La società scricchiolava e si sgretolava; era un'epoca di paura, superstizione e insurrezione, di Livellatori, Diggers, Ranters, Muggletoniani, Quinto Monarchici e Quaccheri.
Solomon Eagle viene menzionato nel resoconto semi-fittizio della peste del 1665 di Daniel Defoe, intitolato "Diario dell'anno della peste":
"Credo che il mondo abbia sentito parlare del famoso Solomon Eagle, un fanatico. Egli, pur non essendo infetto affatto se non nella testa, andava in giro a proclamare un giudizio divino sulla città in modo spaventoso, a volte completamente nudo, e con una padella di carbone ardente sulla testa. Cosa dicesse, o fingesse di dire, in verità non sono riuscito a scoprirlo."
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Clovis Eve [Rilegatore francese del Rinascimento, attivo 1583-1633]
Copertina realizzata da Clovis Eve del "Reliure macabre"
per un membro della "Compagnie des Confrères de la Mort" a Parigi intorno al 1586
La rilegatura è in pelle marrone con decorazioni memento mori
Biblioteca Municipale di Lione
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Ralph Crane [Americano, 1913 - 1988]
Ralph Crane - Un uomo suona la chitarra mentre va in bicicletta su una sola ruota, Pasadena, California, 1957
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Bartholomaeus Spranger [Flemish painter, draughtsman, sculptor, and designer of prints, 1546-1611]
Bartholomaeus Spranger - Description de l'Assemblée des sorciers qu'on appelle Sabbat
Satana siede sul suo trono al centro di un sabba di streghe; due streghe cucinano neonati smembrati in un calderone; un gruppo di diavoli si ciba di loro sulla sinistra e naturalmente non mancano le streghe che volano sulle scope.
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Vittore Crivelli [Pittore italiano del Rinascimento, ca.1440-1501/02]
Vittore Crivelli - Madonna col bambino e due angeli (ca. 1481–82)
Tempera e oro su tavola - 55.6 x 40.6 cm - Metropolitan Museum of Art, NYC
venerdì 10 luglio 2026
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