venerdì 6 novembre 2026
Phrosine et Mélidore
Henri Gustave Jossot
Under Paris (Sous la Seine, 2024 diretto da Xavier Gens)
Cansu Rossi [Turkish, b. 1980s]
Uno studio del 2009 condotto da ricercatori della Durham University e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences ha evidenziato una correlazione tra un elevato consumo di caffeina e una maggiore predisposizione alle allucinazioni.
Punti principali dello studio:
Il campione: Sono stati coinvolti circa 200-219 studenti universitari a cui sono stati somministrati questionari su consumo di caffeina, livelli di stress e tendenza ad avere allucinazioni.
I risultati: I "forti consumatori" (che assumevano l'equivalente di più di 7 tazze di caffè solubile al giorno tramite caffè, tè o energy drink) avevano una probabilità tre volte superiore di riportare esperienze allucinatorie — come sentire voci o vedere cose inesistenti — rispetto a chi ne beveva meno di una tazza al giorno.
Il ruolo dello stress e del cortisolo: I ricercatori hanno ipotizzato che la caffeina aumenti la risposta del corpo allo stress e la produzione di cortisolo (un ormone legato a queste esperienze), oppure che le persone più stressate o con tendenze allucinatorie usino la caffeina come meccanismo di "coping" (adattamento) per gestire i sintomi o la stanchezza.
Causazione vs. correlazione: Gli autori dello studio (tra cui lo psicologo Charles Fernyhough) hanno precisato che la ricerca mostra una correlazione e non prova un rapporto di causa-effetto diretto.
Soslan Sosiev [Pittore e artista russo pop-surrealista, b. 1993]
Henry Edward Gaze [Fotografo neozelandese, 1874-1953]
L'opera mette in scena un'atmosfera sospesa e carica di mistero, tipica del filone "gotico" o esoterico della fotografia di inizio Novecento.
Al centro della scena troviamo due figure contrapposte. A sinistra, una giovane donna giace distesa con gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto in una posa che ricorda il sonno profondo, la trance ipnotica o la morte. A destra, una figura anziana e ammantata di scuro estende le braccia sopra di lei.
Il titolo The Spell (L'incantesimo) lascia l'interpretazione aperta all'osservatore. La scena può essere letta sia in chiave oscura — come l'atto di una strega che scaglia una maledizione — sia in chiave rituale o terapeutica, evocando pratiche dell'epoca come l'ipnotismo, il mesmerismo, l'esorcismo o una guarigione spirituale.
Henry Edward Gaze realizzò questa stampa in un periodo in cui la fotografia lottava ancora per essere riconosciuta come una vera e propria forma d'arte autonoma.
I fotografi pittorialisti rifiutavano la pura nitidezza documentaristica della macchina fotografica. Cercavano invece di emulare l'estetica della pittura e del disegno attraverso l'uso di filtri soft-focus (messa a fuoco morbida) e manipolazioni in camera oscura, ottenendo atmosfere sfumate ed evocative.
Gli esperti del Museum of New Zealand Te Papa sottolineano come l'opera sia fortemente influenzata dallo stile del fotografo americano William Mortensen, noto per i suoi scatti legati al cinema hollywoodiano degli anni '20 e '30. Le atmosfere cupe e l'illuminazione ricalcano da vicino il cinema espressionista tedesco (come Nosferatu o Il gabinetto del dottor Caligari), che proprio in quegli anni stava gettando le basi visive dei primi film horror della storia.
Pietro da Cortona (Pietro Berrettini) [Italian Baroque Era Painter, 1596-1669]
Nicolas Poussin [French Baroque Era Painter, 1594-1665]
giovedì 5 novembre 2026
Pensierino della sera di @albika
Una nube a supercella
Ikenishi Gonsui /Tsuchiya Koitsu [Japan, 1870-1949]
Salvador Dalì [Spanish Surrealist Painter, 1904-1989]
Maurizio L'Altrella [Italia, b.1972]
Pietro da Cortona (Pietro Berrettini) [Italian Baroque Era Painter, 1596-1669]
Kehinde Wiley [Pittore statunitense, b.1977]
L'opera fa parte della prima serie di ritratti femminili di Wiley intitolata An Economy of Grace, creata per ribaltare la rappresentazione storica delle donne nell'arte occidentale.
La protagonista è una donna afroamericana ritratta con un elegante abito haute couture blu disegnato da Riccardo Tisci (Givenchy), mentre sullo sfondo e intorno a lei si sviluppa un sontuoso motivo floreale bidimensionale tipico dello stile barocco e decorativo di Wiley. La testa recisa tenuta in mano è quella di uno dei suoi assistenti.
Andy Warhol [American Pop Artist, 1928-1987]
Il Giudizio Universale (pannello dell'inferno / La caduta dei dannati)
Gustav Klimt [Austrian Art Nouveau Painter, 1862-1918]
Serpente Arboricolo a Testa Tronca (Imantodes cenchoa), noto anche come Serpente Liana o Serpente dagli Occhi Grandi) / Italo Calvino
Jean-Antoine Watteau [Francia, 1684–1721]
L'allegoria del viaggio ruota interamente attorno al tema dell'amore, della seduzione e della transitorietà del piacere, riflettendo lo spirito disincantato ma edonista della Francia della Régence (l'inizio del XVIII secolo).
La critica d'arte si è a lungo divisa sul significato spaziale del dipinto. Non è chiaro se le coppie stiano partendo per l'isola o se stiano lasciando Citera per tornare alla realtà:
L'ipotesi del ritorno (la più accreditata): I personaggi sembrano aver già vissuto l'esperienza idilliaca. La malinconia diffusa suggerisce il ritorno alla vita di tutti i giorni. L'amore ideale è per sua natura effimero: dura il tempo di un viaggio, e la malinconia nasce dalla consapevolezza che quel momento di perfezione sta per finire.
• L'ipotesi della partenza: Rappresenta l'attesa del piacere e il rito del corteggiamento. Il viaggio verso l'isola simboleggia l'aspirazione umana verso una felicità assoluta e senza vincoli, lontana dalle rigide convenzioni sociali dell'epoca.
Il dipinto è ricco di dettagli che costruiscono questa complessa rete allegorica:
La statua di Venere: Sulla destra si erge un'erma di Venere (la dea dell'amore), avvolta da ghirlande di rose. Sotto di essa sono poggiati un arco e una faretra, simboli di Cupido. Il fatto che sia in ombra e circondata dalla natura selvaggia suggerisce un amore che appartiene a una dimensione mitica, quasi sacrale.
L'evoluzione delle coppie: Guardando i personaggi da destra verso sinistra, Watteau mette in scena le diverse fasi del corteggiamento:
1. A destra (sotto la statua): Una donna ascolta un uomo che le sussurra parole all'orecchio; è la fase dell'invito e della timida resistenza.
2. Al centro: L'uomo aiuta la donna ad alzarsi; è il momento del consenso, la coppia decide di muoversi insieme.
3. A sinistra (verso la nave): Le coppie camminano abbracciate verso l'imbarco. L'amore è ormai pienamente accettato e condiviso.
I putti e Cupido: Numerosi amorini alati fluttuano nell'aria e spingono dolcemente gli amanti verso la barca dorata. Uno di essi, seduto a terra a destra, tira la gonna della donna per sollecitarla a cedere all'invito del suo cavaliere.
La nave dorata e i barcaioli: La nave che attende i passeggeri è guidata da amorini e da figure che ricordano il mito di Caronte o di marinai fantastici. La sua struttura dorata rimanda al concetto di un'arca o di un vascello dei sogni, capace di traghettare gli esseri umani fuori dal tempo reale.
L'atmosfera luminosa e nebbiosa: Il paesaggio sullo sfondo non è nitido, ma sfuma in una nebbia dorata e azzurrina. Questa scelta stilistica accentua il carattere di sogno a occhi aperti o di ricordo sfocato, rafforzando l'idea che Citera non sia un luogo geografico, ma uno stato d'animo.



















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