Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 23 ottobre 2026

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Martin Kippenberger [Artista tedesco, 1953-1997]

 


Martin Kippenberger - War is No Nice (1985)






Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]




Henri Gustave Jossot - Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".

La frase in calce recita:
— Là-haut, ils prétendent que l'Amour est un contact d'épidermes.
(Quassù, pretendono che l'Amore sia un contatto di epidermidi)

Una pungente e ironica satira sul materialismo e sulle definizioni ciniche o cliniche dell'amore,
pronunciata da due scheletri che, privi di pelle, si stringono e si scambiano effusioni.






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









 

Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"Congratulations, J. H.! We believe we've worked out a technique whereby you can take it with you!"
("Congratulazioni, J. H.! Crediamo di aver messo a punto una tecnica che ti permetterà di portarlo sempre con te!")






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Victor Hugo

 





Herbert Ploberger [Pittore e costumista austriaco, 1902-1977]

 


Herbert Ploberger - Selbstbildnis mit ophthalmologischen Lehrmodellen (1928-30)
(Autoritratto con modelli oftalmologici)
Olio su legno - 49,9 x 40,0 cm - Städtische Galerie im Lenbachhaus, Monaco di Baviera



Il dipinto è uno degli esempi più celebri della Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit), una corrente artistica nata in Germania negli anni '20 (durante la Repubblica di Weimar) come reazione all'Espressionismo. Questo movimento si distingueva per un ritorno alla figurazione realistica, caratterizzata da una precisione quasi clinica, distaccata, fredda e talvolta venata di sottile ironia o inquietudine.
Nell'opera, Ploberger ritrae se stesso nelle vesti di un medico oculista all'interno di una stanza asettica rivestita di piastrelle bianche. L'artista indossa un camice bianco e si tocca gli occhiali tondi mentre scruta direttamente l'osservatore.
Sul tavolo in primo piano e appesi alle pareti dello sfondo si trovano dettagliatissimi e quasi grotteschi modelli anatomici e sezioni dell'occhio umano, usati all'epoca per l'insegnamento scientifico. Questi elementi sottolineano l'ossessione del movimento per l'atto del "vedere" e per l'indagine oggettiva della realtà.





Cat City (2017, cortometraggio d'animazione indipendente diretto dall'artista e animatrice americana Victoria Vincent)





Realizzato originariamente come progetto del secondo anno durante i suoi studi al
CalArts (California Institute of the Arts), il corto dura circa 3 minuti ed è caratterizzato dallo stile grafico frenetico, sghembo e dai toni cinici e agrodolci tipici dell'autrice.

La storia segue un gatto domestico che scappa di casa per iniziare una nuova vita indipendente nella grande città. Qui riesce a trovare un appartamento in affitto e ottiene un lavoro come parrucchiere. Ben presto, però, l'entusiasmo iniziale lascia spazio al lato oscuro e alienante della vita urbana, tra lo sfruttamento lavorativo (viene licenziato improvvisamente), la solitudine e il disincanto, che portano il protagonista a rifugiarsi nell'alcol.

La regista ha dichiarato che l'idea è nata da un'esperienza personale: lo smarrimento del suo gatto e il senso di angoscia provato nel cercarlo l'hanno spinta a immaginare in modo surreale e satirico le avventure e le difficoltà del felino nel mondo degli umani. Il corto esplora temi universali come l'ansia sociale, la disillusione moderna, l'insonnia e la ricerca di un'indipendenza che si rivela più spietata del previsto.












Statuetta egizia di ibis

 


Statuetta egizia di ibis (III sec. a.C. - I secolo d.C., Epoca Tolemaica o Romana)
J. Paul Getty Museum, Los Angeles, California, US



L'ibis era un animale sacro nell'antico Egitto, considerato l'ipostasi e il simbolo principale di Thot, il dio della sapienza, della scrittura, della magia e della luna. 
Il corpo del volatile è realizzato in vetro blu intenso, con la porzione posteriore e la coda rifinite in una tonalità rosso scuro, mentre il lungo collo curvo, la testa e le zampe sono fusi in bronzo (che presenta la tipica patina verde dovuta al tempo). L'animale è rappresentato in una tipica posa accovacciata con le zampe ripiegate sotto il corpo, il becco marcatamente ricurvo rivolto verso il basso e grandi occhi incisi.
Statuette di questo genere venivano prodotte frequentemente in epoca tarda come offerte ex-voto da deporre nei templi o all'interno di necropoli dedicate agli animali sacri (come quelle di Saqqara o Ermopoli), dove venivano sepolte insieme alle mummie dei veri volatili.




Paul Ferney [USA, b. 1976]

 


Paul Ferney - The Night Born (2026)




Francesca Woodman [Fotografa statunitense, 1958 – 1981]




Francesca Woodman - Self-portrait with cat, New York, 1980






Elihu Vedder [American Symbolist Painter, 1836-1923]

 


Elihu Vedder - The Cup of Death (La coppa della morte)(1883-84)
Matita, inchiostro e gesso


Si tratta della quartina numero 49 della celebre opera Rubáiyát di Omar Khayyám, tradotta in inglese da Edward FitzGerald. Il disegno raffigura l'Angelo della Morte (chiamato nel testo "Angel of the Darker Drink") mentre offre dolcemente la coppa dell'oblio a una giovane donna, invitando la sua anima a bere senza timore.

Il testo poetico inserito nel riquadro recita:

"So when the Angel of the darker Drink
At last shall find you by the river-brink,
And, offering his Cup, invite your Soul
Forth to your Lips to quaff — you shall not shrink."

"Così, quando l'Angelo della più scura Bevanda
ti troverà infine sulla sponda del fiume,
e, offrendoti la sua Coppa, inviterà la tua Anima
a portarsi alle tue Labbra per bere — tu non dovrai tirarti indietro."


Il "fiume" rappresenta il confine tra la vita e la morte, mentre la "più scura bevanda" contenuta nella coppa è una metafora dell'oblio e del trapasso. Il messaggio centrale è un invito tipicamente epicureo e fatalista: accettare la fine della vita in modo sereno, dignitoso e senza paura, come un passo naturale e inevitabile.



Thomas Gainsborough [UK, 1727–1788]




Thomas Gainsborough
The Painter's Daughters Chasing a Butterfly (1756)
(Le figlie del pittore che inseguono una farfallaT)
Olio su tela - 113,5 × 105 cm - National Gallery, Londra



Il quadro raffigura le due giovani figlie dell'artista, Mary e Margaret, mentre corrono mano nella mano all'interno di un fitto e scuro bosco.
La scena, pur nella sua apparente spontaneità, racchiude una profonda metafora tipica dell'epoca dell'Illuminismo: il tentativo di catturare la farfalla simboleggia la natura effimera e la fragilità dell'infanzia, oltre che il passaggio dall'innocenza giovanile alla consapevolezza dell'età adulta.
I vestiti chiari e luminosi delle due sorelle creano un forte contrasto con lo sfondo cupo della vegetazione, facendo emergere le figure come una vibrante sorgente di luce al centro della composizione.





Il paradosso del collo: Regge la testa eppure se baciato bene, la fa perdere. (vignedigabri, Twitter)

 




giovedì 22 ottobre 2026

Pensierino della sera di Cesare Di Trocchio

 



Per il guasto e i disagi negli aeroporti, Salvini vuole chiedere i danni alla Tim.
Il principale azionista di Tim è Poste italiane, società
di proprietà dello Stato direttamente e indirettamente.
Salvini vuole quindi chiedere i danni allo Stato, che lui come governo rappresenta.
Prima urlano ai quattro venti per trovare un colpevole,
poi scoprono che il capo dell'azienda è lo Stato di cui fanno parte.
Un capolavoro di incompetenza.




Seeker Lover Keeper - Dear nighttime

 







Charles-Édouard Boutibonne [Artista francese, 1816–1897]




Charles-Édouard Boutibonne - Mermaids Frolicking in the Sea (Sirene che giocano in mare)(1883)
Olio su tela - 226,06 × 152,4 cm - Collezione privata





 

Oskar Mulley [Austrian, 1891–1949]

 


Oskar Mulley - Seuche (Peste)(1921)
Carbone e gesso bianco su carta



Questo disegno appartiene al primo periodo della produzione di Mulley, fortemente influenzato dall'Espressionismo e dal Simbolismo. L'opera evoca un'atmosfera spettrale e opprimente: un teschio monumentale incombe su una città in ombra, mentre una folla di abitanti si raduna impotente sottostante, traducendo in chiave visiva il senso di mortalità e l'orrore dell'epidemia.




Ethel Brooke Hinson [Artista britannica attiva 1883–1891]

 


Ethel Brooke Hinson - Memento mori (ca. 1886-91)
Olio su tela - 35.5 x 45.7 cm - National Museum Cardiff



L'iscrizione latina dipinta sul libro sullo sfondo non è inventata, ma riproduce fedelmente il frontespizio di un testo storico realmente esistito: "Henrici Glareani Helvetii, Poetae Laureati De Geographia Liber unus", celebre trattato scientifico pubblicato nel 1527 dall'umanista svizzero Heinrich Glarean. 
L'inclusione di un testo scientifico e geografico serve a simboleggiare che persino la conoscenza della Terra e la massima espressione dell'intelletto umano sono destinate a perire di fronte all'eternità.





Il cimitero di Ferndale



Il cimitero di Ferndale (St. Mary's Cemetery), situato a Ferndale, nella contea di Humboldt, in California
Il cimitero è noto per la sua particolare disposizione a terrazze lungo un fianco collinare,
con tombe e lapidi in calcestruzzo disposte a semicerchio in stile anfiteatro






Santiago Rusiñol




Santiago Rusiñol (1906)
in una fotografia di Antonio Cánovas del Castillo y Vallejo, noto come Kaulak



Santiago Rusiñol i Prats
[Barcellona, 25 febbraio 1861 – Aranjuez, 13 giugno 1931]
Pittore, scrittore, drammaturgo e giornalista spagnolo di lingua catalana


Quando parliamo di Santiago Rusiñol subito ci vengono in mente i "Jardines de Aranjuez".
I "Jardines de Aranjuez" sono una celebre serie di opere realizzate dal pittore - massima figura del Modernismo catalano - nel periodo dal 1861 al 1931.

I dipinti ritraggono gli scenari sereni e malinconici del Real Sitio de Aranjuez, con i suoi giochi d'acqua, specchi d'oggi, viali simmetrici, parterre e l'imponente verticalità dei cipressi. L'opera si colloca tra il Post-impressionismo e il Simbolismo, caratterizzata da una luce soffusa e da un’atmosfera intima che trasmette un senso di silenzio, poesia e nostalgia autunnale. Rusiñol ottenne persino l'accesso privilegiato ai giardini reali grazie al titolo onorario concessogli dal re Alfonso XIII. Il legame con Aranjuez fu così profondo che la morte stessa lo colse proprio in questa località nel 1931.



Banconota emessa nel 1951 con la raffigurazione di Rusiñol



Potete vedere numerose opere del maestro cliccando sul tag "*Santiago Rusiñol i Prats" in basso.

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Diane Arbus




Diane Arbus - A naked man being a woman, N.Y.C., 1968

 

La fotografia ritrae Bruce Wright (noto anche come Bruce Catherine), un uomo truccato in posa nuda all'interno di una stanza da letto, incorniciato da pesanti tende che richiamano la struttura di un palcoscenico teatrale.
La posa classica del corpo e la disposizione dei piedi rimandano intenzionalmente alla celebre struttura pittorica de La nascita di Venere di Sandro Botticelli.
L'opera fa parte dell'importante ricerca antropologica e visiva condotta dalla Arbus a New York, focalizzata sull'esplorazione dell'identità di genere, del travestitismo e del confine tra realtà e finzione teatrale alla fine degli anni Sessanta. Stampe originali di questo scatto sono conservate all'interno di prestigiose collezioni museali, tra cui il MoMA di New York e il Metropolitan Museum of Art.





Francisco Goya

 


Francisco Goya - La romería de San Isidro (Il pellegrinaggio a San Isidro)(1819-23)
Olio su muro trasferito su tela 140 x 438 cm - Museo del Prado


La romería de San Isidro fa parte delle famose Pitture nere (Pinturas negras), una serie di quattordici opere murali con cui l'artista decorò le pareti della sua casa di campagna, la Quinta del Sordo, alla periferia di Madrid. Successivamente, i dipinti sono stati trasferiti da muro a tela e oggi sono custoditi ed esposti al Museo del Prado a Madrid.

Al posto di una gioiosa e luminosa festa popolare legata al santo patrono di Madrid, Goya rappresenta una processione notturna e grottesca. I volti dei pellegrini sono stravolti da espressioni allucinate, quasi teatrali, che trasmettono un senso di angoscia, follia e smarrimento esistenziale.

Dominano le tonalità scure, i neri, i marroni e gli ocra, tipici di questa fase dell'artista. Le figure emergono dal buio grazie a contrasti di luce drammatici, anticipando correnti artistiche moderne come l'Espressionismo.







AI

 





Louis Moe [Pittore, illustratore e scrittore norvegese che si stabilì in Danimarca, 1857-1945]



Louis Moe - Don Juan (1925)



Louis Moe è particolarmente noto per le sue atmosfere intrise di Simbolismo, mitologia nordica ed elementi allegorici. In questa acquaforte, l'artista si distacca dalle sue classiche illustrazioni fiabesche o per l'infanzia per abbracciare un tono decisamente più cupo, decadente ed erotico. La composizione esprime il tormento spirituale del protagonista, circondato da corpi sinuosi e figure nude che si arrampicano disperatamente sopra un'enorme roccia antropomorfa a forma di teschio, a rappresentare il legame indissolubile tra il desiderio carnale e la morte (Eros e Thanatos).






Hieronymus Bosch

 


attribuito a Hieronymus Bosch o a un suo seguace
I sette peccati capitali e i quattro novissimi (1500-25)
Olio su tavola - 86 x 56 cm - Fine Arts Foundation, Ginevra



A differenza della versione più nota a forma di tavolo circolare conservata al Museo del Prado, questa composizione si sviluppa in verticale assumendo una struttura concettuale unica: la superficie terrestre viene raffigurata come se fosse una "buccia" di un mappamondo parzialmente aperta, all'interno della quale prendono forma le diverse scene dei vizi.

L'opera offre una complessa allegoria morale della fragilità umana e della punizione divina attraverso una precisa scansione dello spazio:

• La Redenzione (In alto): Sulla sommità della semisfera terrestre, in un paesaggio collinare aperto, svetta la figura di Gesù Cristo sulla Croce. Questo elemento funge da contrappeso spirituale al disordine morale che regna in basso, ricordando allo spettatore la via della salvezza e il sacrificio divino.

• I Sette Peccati Capitali (Al centro): La sezione mediana si articola attorno a uno sperone roccioso centrale che ospita una complessa struttura a torre e una caverna. Tutta l'area è popolata da figure umane grottesche e dinamiche impegnate a compiere i vizi capitali (Ira, Superbia, Accidia, Gola, Lussuria, Avarizia e Invidia). Ogni vizio è calato in piccoli scenari quotidiani o simbolici tipici dell'immaginario boschiano.

• La Dannazione (In basso): Nella parte inferiore, al di sotto della crosta terrestre, si spalancano le tenebre dell'Inferno. Qui le anime dei peccatori vengono tormentate da creature demoniache all'interno di una landa infuocata, esplicitando le conseguenze eterne dei vizi rappresentati sopra.





Chic Cat Lounge: Una serata perfetta con un Martini

 


Studio creativo The Art Concept - "Chic Cat Lounge: Una serata perfetta con un Martini" (nota anche come The Sophisticat)






László Mednyánszky [Artista ungherese-slovacco, 1852–1919]

 


László Mednyánszky - Napájadlo s havranmi (Abbeveratoio con corvi) (1878)
Olio su tela - 38 x 55,6 cm - Galleria Nazionale Slovacca (SNG)



L'opera è un perfetto esempio dello stile "Stimmung" (pittura d'atmosfera) tipico dell'artista, caratterizzato da paesaggi malinconici, nebbiosi e intimisti. Nei suoi diari personali, Mednyánszky descrisse la genesi di questo quadro spiegando di aver voluto catturare l'atmosfera dell'inizio della primavera, con la neve che si scioglie e due corvi appollaiati sul bordo di un piccolo abbeveratoio di campagna.




Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]

 


Henri Gustave Jossot - Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".

La frase in calce recita:
— Jadis, Azor, nous avions des puces.
(— Un tempo, Azor, avevamo le pulci.)

Un tocco di umorismo nero che ironizza sulla condizione della morte rispetto alla vita terrena.






 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 







Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]

 


Turtle had decided to stop inviting Octopus and Porcupine over for horror movie night.
Tartaruga aveva deciso di smettere di invitare Polpo e Porcospino alla serata film horror.







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Egon Schiele




Egon Schiele - Tote Mutter I (Madre Morta)(1910)
Olio su tavola - 32,4 × 25,8 cm - Leopold Museum, Vienna


In forte contrasto con le tradizionali e rassicuranti rappresentazioni della maternità, Schiele mette in scena un legame viscerale e drammatico. La vita e la morte non sono separate, ma convivono e si sfiorano nello stesso istante.

La figura della madre è avvolta in una veste nera, scura e opprimente, che simboleggia la morte avanzante e lo spazio tombale. Al suo interno, come racchiuso in un guscio o in un utero, risplende il corpo colorato e roseo del neonato, che rappresenta la scintilla della vita che resiste.

Il volto della madre appare già emaciato, cadaverico e dai toni spenti. La sua grande mano nodosa e scheletrica, tipica del tratto espressivo e tormentato di Schiele, sembra quasi voler trattenere o proteggere la fragile creatura prima della fine definitiva.

 




Nightmare 3 - I guerrieri del sogno (A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors, 1987, diretto da Chuck Russell)

 




Questo terzo capitolo segna un momento di svolta radicale per il franchise. È qui che la figura di Freddy Krueger abbandona parzialmente le vesti di mostro puramente cupo e demoniaco per abbracciare quella vena di ironia nera e battute taglienti (come la celebre "Welcome to Prime Time, bitch!" che cambierei tranquillamente in "Welcome to TG1") che caratterizzerà il personaggio nei sequel successivi.











Le Torri del Silenzio (note storicamente come Dakhmeh)




Le Torri del Silenzio sono tra gli elementi più affascinanti e caratteristici dell'architettura sacra e dei rituali funerari dello zoroastrismo. Lo zoroastrismo (o mazdeismo) è una delle religioni monoteiste più antiche del mondo, fondata nell'antica Persia dal profeta Zarathustra (Zoroastro) intorno al VII-VI secolo a.C.

Nello zoroastrismo, la terra, l'acqua e il fuoco sono considerati elementi sacri che non devono essere contaminati dal corpo di un defunto, il quale è ritenuto impuro e soggetto alla corruzione spirituale (portata dal demone Nasu). Per questo motivo, i fedeli storicamente non seppellivano né cremavano i morti.

La soluzione era l'esposizione dei corpi (o sconsacrazione celeste):

• I cadaveri venivano adagiati in cima a queste grandi torri circolari a cielo aperto.

• Gli agenti atmosferici e gli uccelli rapaci (principalmente avvoltoi) consumavano le carni in breve tempo.

• Una volta che le ossa venivano completamente disseccate e purificate dal sole, venivano depositate in un pozzo centrale (ossario) situato all'interno della torre stessa.

Le torri venivano edificate su colline o rilievi rialzati, lontano dai centri abitati, per evitare qualsiasi contaminazione biologica o spirituale. La piattaforma superiore era divisa in tre anelli concentrici:

1. Anello esterno: destinato ai corpi degli uomini.

2. Anello intermedio: destinato ai corpi delle donne.

3. Anello interno: destinato ai corpi dei bambini.

Oggi questa pratica è quasi del tutto scomparsa o fortemente modificata per motivi igienico-sanitari, urbanistici e per la drastica diminuzione della popolazione di avvoltoi (specialmente in India).

• In Iran, l'uso delle Torri del Silenzio è stato proibito per legge dagli anni '70 del Novecento. Gli zoroastriani iraniani oggi seppelliscono i propri cari in tombe di cemento per evitare il contatto diretto con la terra.

• In India (dove la comunità zoroastriana prende il nome di Parsi), alcune torri sono ancora teoricamente attive a Mumbai, ma la forte carenza di rapaci ha spinto la comunità a integrare il processo con potenti concentratori solari per accelerare la decomposizione o a ricorrere alla cremazione elettrica.





Lorenzo Tonda [Pittore surrealista italiano, b.1992]

 


Lorenzo Tonda - Run! (2024)






Nino Migliori [Il maestro bolognese della fotografia ha compiuto 100 anni il 29 settembre scorso: auguri!]

 


Nino Migliori - Gente del sud, 1956




Édouard de Beaumont [Pittore e illustratore francese, 1821–1888]

 


 Édouard de Beaumont - L'Oubliée (La dimenticata)(ca. 1883)
Incisore: Charles Alphonse Deblois



Una composizione romantica e spettrale che raffigura una scena notturna sotto una sottile falce di luna. Sulla destra, due amanti sono seduti teneramente su una panchina di pietra. Sulla sinistra emerge lo spettro etereo di una giovane donna che li osserva in silenzio, incarnando i temi della memoria, della perdita, del rimpianto e del passato dimenticato.