Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 16 ottobre 2026

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Eugène Jules Joseph Baron Laermans [Belgian painter, 1864-1940]

 


Eugène Laermans - L'Ornière (1899)



L'artista, sordo dall'infanzia e in seguito divenuto completamente cieco, è noto per la sua profonda sensibilità sociale. Attraverso uno stile espressionista e realista unico, caratterizzato da contorni netti e figure monumentali ma malinconiche, Laermans ha dedicato gran parte della sua produzione alla rappresentazione della vita dura, dei disagi e della dignità della povera gente di campagna e dei lavoratori belgi.





Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]

 


Tobias Weiss
 - Salva animam tuam: noli respicere post tergum, nec stes in omni circa regione. Gen. XIX. 17. (1891)




La scena illustra il celebre episodio biblico della fuga di Lot e della sua famiglia durante la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra.

L'iscrizione in latino riporta il monito divino tratto dal libro della Genesi: 

"Salva la tua vita! Non guardare indietro e non fermarti in nessun posto della pianura".

Sul lato sinistro è rappresentata la città avvolta da fiamme apocalittiche e fumo denso. Tra i roghi svetta la figura scheletrica della Morte o della distruzione divina che brandisce una spada, a simboleggiare il giudizio implacabile.
Al centro, una figura femminile volge lo sguardo indietro verso la catastrofe sollevando le braccia. Si tratta della moglie di Lot, colta nel preciso istante in cui disobbedisce al comando divino e viene tramutata in una statua di sale.
Sulla destra si vedono Lot e le sue figlie che scappano in fretta arrampicandosi su un sentiero montuoso roccioso, portando con sé dei sacchi con i propri beni e coprendosi i volti per non guardare l'incendio alle loro spalle.





Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]









 

Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]




"If that thing says one word, I'm leaving!"
"Se quella cosa dice una sola parola, me ne vado!"






 

Jorge Luis Borges






A un gatto
: :  Jorge Luis Borges  : :

Non sono più silenziosi gli specchi
né più furtiva l’alba avventuriera;
sei, sotto la luna, quella pantera
che a noi è dato percepire da lontano.
Per opera indecifrabile di un decreto
divino ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende la carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è già oblio,
l’amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un abito chiuso come un sogno.







Santiago Rusiñol i Prats [pittore, scrittore, drammaturgo e giornalista spagnolo, 1861-1931]




Santiago Rusiñol - Garden of Montmartre (1890–91)






I vivi e i morti (House of Usher, 1960, diretto da Roger Corman)

 



Il giovane Philip Winthrop si reca alla spettrale e fatiscente magione degli Usher, isolata in una landa desolata e circondata da una nebbia perenne. Il suo scopo è ricongiungersi con la fidanzata, Madeline Usher, per portarla via e sposarla.

Tuttavia, trova la ferrea opposizione del fratello di lei, Roderick Usher, un uomo raffinato ma tormentato da una morbosa ipersensibilità sensoriale. Roderick è fermamente convinto che la stirpe degli Usher sia affetta da una tara ereditaria maledetta e da una follia irreversibile. Per evitare che la maledizione continui, Roderick intende far morire la dinastia con lui e la sorella. La situazione precipita quando Madeline cade in uno stato di catalessi profonda, spingendo Roderick a seppellirla prematuramente nella cripta di famiglia.













Mary Pinchot Meyer





Mary Pinchot Meyer (14 ottobre 1920 – 12 ottobre 1964) è stata una pittrice astrattista statunitense e un'importante figura dell'alta società di Washington. La sua figura è storicamente celebre sia per la sua produzione artistica, legata alla Washington Color School, sia per le sue complesse relazioni personali con i vertici della politica e dell'intelligence americana, culminate in una morte violenta e mai del tutto chiarita.

Nata in una famiglia facoltosa e progressista di New York, Mary Pinchot si laureò al Vassar College nel 1942. Nel 1945 sposò Cord Meyer, un reduce di guerra ideale e intellettuale che in seguito divenne uno dei principali funzionari sotto copertura della CIA.

Attraverso il matrimonio e i legami familiari (sua sorella Toni era sposata con Ben Bradlee, futuro direttore del Washington Post), Mary visse nel cuore dell'élite della Guerra Fredda. Tra le sue frequentazioni più strette figurava anche James Jesus Angleton, il leggendario capo del controspionaggio della CIA. Divorziò da Cord Meyer nel 1958, in seguito alla tragica perdita di uno dei loro tre figli.

Dopo il divorzio, Mary si trasferì a Georgetown per dedicarsi interamente alla pittura. A partire dal gennaio del 1962, iniziò una fitta e segreta relazione romantica con il presidente John F. Kennedy.

A differenza di altre frequentazioni del presidente, Mary non era considerata una semplice amante. Grazie alla sua spiccata intelligenza e alle sue posizioni pacifiste, divenne una confidente politica di Kennedy, con cui discuteva regolarmente di questioni di Stato e distensione internazionale. Secondo alcune testimonianze dell'epoca (tra cui quelle del pioniere della psichedelia Timothy Leary), Mary avrebbe anche introdotto il presidente all'uso di marijuana e LSD nel tentativo di ampliare le sue vedute pacifiste.

Il 12 ottobre 1964, a meno di un anno dall'assassinio di JFK (e due anni dopo il suicidio, vero o presunto, di un'altra amante di lui, Marilyn Monroe), Mary Pinchot Meyer fu uccisa con due colpi di arma da fuoco in pieno giorno mentre passeggiava lungo il canale C&O a Georgetown. Un operaio afroamericano, Ray Crump Jr., fu arrestato nelle vicinanze, ma venne assolto nel 1965 per totale mancanza di prove. Il delitto è rimasto ufficialmente insoluto.

La notte stessa del suo omicidio, il cognato Ben Bradlee e il capo della CIA James Angleton si introdussero nel suo studio alla ricerca del suo diario personale. Il taccuino, che conteneva dettagli espliciti sulla sua relazione con Kennedy, fu recuperato da Angleton e, secondo le ricostruzioni, successivamente bruciato per proteggere i segreti di Stato e l'intelligence. La concomitanza tra le sue dichiarazioni scettiche sulla versione ufficiale della morte di Kennedy (il Rapporto Warren) e la sua stessa esecuzione ha alimentato per decenni numerose teorie del complotto.




Armen Gasparian [Pittore e artista armeno residente a San Pietroburgo, b.1966]

 


Armen Gasparian - Le Fou et le Roi (2017)
Oil painting






John Chillingworth [British, 1928-2025]

 


John Chillingworth - Rain in Belfast, 1954






Jean Serpin (ou Cerpin)[Illuminatore e decoratore francese attivo a Rouen]

 


Jean Serpin
Il trionfo della Morte: la morte di Laura. Miniatura da "I Trionfi" di Francesco Petrarca (1500-05)






Jacob Jordaens [Flemish Baroque Era Painter, 1593-1678]

 


Jacob Jordaens - King Candaules of Lydia Showing his Wife to Gyges (1646)
Oil on canvas - 193 x 157 cm - Nationalmuseum, Stockholm



Il re di Lidia, Candaule, follemente orgoglioso della straordinaria bellezza di sua moglie (la regina Nisia), decide di dimostrare la veridicità delle sue lodi al suo fedele ministro Gige. Ordina quindi a quest'ultimo di nascondersi nella camera da letto reale per vederla segretamente nuda mentre si spoglia. Nella composizione si nota la regina di spalle colta nella sua intimità, mentre nell'ombra sulla destra emergono i volti di Candaule e Gige che la osservano di nascosto.




Lo sguardo complice e consapevole della regina è un dettaglio psicologico straordinario e cruciale per comprendere la genialità di Jacob Jordaens in questa tela in quanto non è solo intrigante, ma stravolge completamente la dinamica del racconto tradizionale.

Nel mito classico descritto da Erodoto, la regina è una vittima inconsapevole che scopre l'inganno solo in un secondo momento. Jordaens, invece, sceglie di dipingerla nel momento esatto in cui rompe la "quarta parete" e guarda direttamente verso di noi (o verso lo specchio ideale in cui si riflettono i guardoni). Questo dettaglio trasforma profondamente il significato della scena.
La regina non è un oggetto passivo esposto allo sguardo maschile. Il suo mezzo sorriso dimostra che sa perfettamente di essere guardata da Candaule e Gige, e decide di usare questa situazione a suo vantaggio.
Quello sguardo ambiguo anticipa la svolta drammatica della storia. Nel mito, infatti, una volta scoperta l'offesa, la regina costringerà Gige a una scelta radicale: essere giustiziato per il sacrilegio o uccidere il re Candaule per prenderne il trono e la mano. Gige sceglierà la seconda opzione.
Guardando verso l'esterno, la regina rende anche chi osserva il quadro un "complice" involontario del re e del ministro, trasformando lo spettatore stesso in un voyeur scoperto sul fatto.



Il sedere "esagerato" di Nisia e nell'insieme tutta l'enfasi anatomica del suo corpo è in realtà assolutamente corretta ed è una delle caratteristiche più evidenti dello stile di Jacob Jordaens, fortemente influenzato dal suo contemporaneo e concittadino Peter Paul Rubens.
Nelle opere del Barocco fiammingo di questo periodo, la rappresentazione del corpo umano rispondeva a canoni estetici e significati ben precisi.
Nel Seicento fiammingo, le forme giunoniche, opulente e formose erano considerate il massimo ideale di bellezza, sensualità, salute e benessere economico.
Jordaens, in particolare, accentuava la carnalità in modo quasi realistico e popolaresco, evidenziando le pieghe della pelle e la solidità delle masse muscolari, distaccandosi dall'idealizzazione classica del Rinascimento italiano.
Le curve accentuate servivano anche a livello pittorico per catturare la luce radente (il chiaroscuro), creando un forte contrasto con lo sfondo scuro e facendo letteralmente "balzare" la figura in avanti verso lo spettatore, accentuando il senso di intimità violata dal guardone.




La presenza del piccolo cane ai piedi della regina è un dettaglio simbolico fondamentale che Jacob Jordaens inserisce per commentare ironicamente la scena e anticipare il destino dei personaggi. Nell'arte barocca fiamminga, gli animali domestici non erano mai semplici elementi decorativi.
In questo specifico contesto, il cagnolino assume tre significati principali:
1. L'ironia sulla fedeltà violata: Tradizionalmente, il cane nell'arte (come nel celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini) è il simbolo supremo della fedeltà coniugale (Fides). Qui, la sua presenza è fortemente ironica: il re Candaule sta violando il patto matrimoniale e la sacralità dell'intimità di sua moglie, mostrando la regina nuda a un estraneo.
2. Il ruolo di guardiano e l'allarme: Il cagnolino è l'unico nella stanza a essersi accorto della presenza degli intrusi nell'ombra. Guarda fisso verso la regina con le orecchie tese, quasi a volerla avvertire del pericolo o dell'inganno in corso, sottolineando la tensione psicologica del momento.
3. Un riflesso dell'istinto animale: Mentre gli umani tramano nell'ombra (il re) o complottano vendetta (la regina), il cane reagisce d'istinto alla violazione dello spazio privato, incarnando la reazione naturale e morale che il re ha invece represso per puro orgoglio.



Nelle lunghe giornate di pioggia, anche gli istanti sembrano stanchi, scorrono con lentezza quasi a sussurrare al mondo la loro tristezza. (Stephen Littleword)

 




giovedì 15 ottobre 2026

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Terrazza Mascagni, Livorno, 25.08.2026



Ultima foto del ciclo di Livorno e soprattutto ultima Terrazza Mascagni 😊. Non so se sono riuscito a far arrivare la profonda malinconia che trasmette. Il pattern a scacchiera guida lo sguardo verso l'orizzonte, amplificando l'ampiezza della terrazza e fondendola visivamente con la vastità del mare e del cielo. L'ipnotico rigore geometrico delle piastrelle quadrate crea un ritmo che trasmette un senso di perfetto equilibrio, calma e ordine geometrico.
Le poche figure umane in lontananza accentuano il senso di silenzio e di isolamento, evocando atmosfere che ricordano i quadri metafisici di Giorgio de Chirico.
L'assenza di colore toglie l'immagine dal presente reale, regalandole un'atmosfera sospesa nel tempo, romantica, cinematografica e venata di una nostalgia senza tempo.







Naruco [Artista taiwanese / giapponese]

 







Edward Hopper



Edward Hopper - Rich's House (1930)



Il tema della solitudine e dell'isolamento esistenziale è il vero nucleo pulsante di tutta la produzione artistica di Edward Hopper, e questo dipinto ne è un esempio perfetto.
Nelle sue opere la solitudine non viene quasi mai rappresentata in modo drammatico o violento, ma attraverso un senso di silenzio sospeso e di immobilità.




Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]

 

Tobias Weiss
Quoniam blasphemare fecisti inimicos Domini… filius, qui natus est tibi, morte morietur. II. Reg. XII. 14. (1891)



L'opera rappresenta la punizione divina inflitta a Re Davide dopo il suo peccato con Betsabea e l'uccisione di Uria l'Ittita.
La frase in latino riportata in calce recita: 

"Quoniam blasphemare fecisti inimicos Domini... filius, qui natus est tibi, morte morietur".
 
Si tratta di una citazione tratta dal Secondo Libro di Samuele (2 Samuele 12,14) (indicato nell'incisione con la vecchia dicitura vulgata II. Reg. XII. 14).
La traduzione in italiano corrisponde a:

"Tuttavia, poiché facendo questo hai dato ai nemici del
Signore motivo di bestemmiare, il figlio che ti è nato dovrà morire."



Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 








Il Pessimo Quotidiano






Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]









Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]




It hadn't been the sea she'd been hearing.
Non era il mare quello che aveva sentito.






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Arthur Schopenhauer

 





"Essere intelligenti è una maledizione.
Capisci il gioco, osservi le menzogne, riconosci gli schemi.
Ma devi comunque fingerti stupido per sopravvivere."


: :  Arthur Schopenhauer  : :





Henri Fantin-Latour [French Realist Painter, 1836-1904]




Henri Fantin-Latour - Reading (1870)
Olio su tela - 101 x 124,5 cm - Museo Calouste Gulbenkian, Lisbona, Portogallo



É la malinconia la vera cifra stilistica e psicologica di questo dipinto. Non si tratta di una tristezza esplicita o drammatica, ma di un'atmosfera sospesa, silenziosa e intimista che Henri Fantin-Latour riesce a evocare attraverso precise scelte pittoriche.

La figura di destra, identificata solitamente come la cognata del pittore, Charlotte Dubourg, fissa l'osservatore con occhi grandi, seri e vitrei. Il suo sguardo non comunica gioia né complicità, ma una profonda solitudine interiore. Sembra quasi estraniata dal contesto domestico in cui si trova.
Nonostante le due donne siano sedute vicine, tra loro non c'è alcuna comunicazione visiva o verbale. Ognuna è chiusa nel proprio mondo: una totalmente assorta nella lettura e l'altra persa nei propri pensieri. Questo isolamento dei corpi e delle menti crea un senso di incomunicabilità tipico della sensibilità ottocentesca.
Fantin-Latour utilizza una tavolozza dominata da toni cupi, bruni e grigi, con l'abito nero della donna che occupa gran parte della scena. La luce è fioca e d'ambiente, lasciando lo sfondo in una penombra densa e opprimente che accentua il senso di raccoglimento e di nostalgia.
Sullo sfondo, il vaso di fiori (l'unico elemento che introduce un tocco di colore rosa) non è definito con precisione, ma appare sfocato, quasi sbiadito. Questa scelta evoca un senso di caducità e di tempo che passa, un tema classico associato alla malinconia fin dall'arte del Seicento.






Necronomicon (1993, diretto da Christophe Gans, Shūsuke Kaneko e Brian Yuzna)






Il film adotta la classica struttura a episodi legati da una narrazione cornice:
- Cornice (The Library) – Diretto da Brian Yuzna: Ha per protagonista un eccezionale Jeffrey Combs nei panni dello stesso H.P. Lovecraft, che si reca clandestinamente in una misteriosa biblioteca per consultare il famigerato e proibito grimorio.
- Primo episodio (The Drowned) – Diretto da Christophe Gans e ispirato a I topi nel muro (The Rats in the Walls): Segue un uomo che eredità una tenuta isolata e tenta disperatamente di riportare in vita la persona amata usando le formule del libro.
- Secondo episodio (The Cold) – Diretto da Shūsuke Kaneko e ispirato ad Aria fredda (Cool Air): Racconta di una giornalista che indaga su un medico centenario ossessionato dal mantenere il proprio corpo ibernato e vitale attraverso l'aria fredda.
 -Terzo episodio (Whispers) – Diretto da Brian Yuzna: Una poliziotta rimane intrappolata in un incubo sotterraneo brulicante di creature mostruose e alieni carnivori.








Gli scheletri di Ercolano






Gli scheletri di Ercolano rappresentano una delle più straordinarie e drammatiche testimonianze archeologiche dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. A differenza di Pompei, dove i corpi delle vittime hanno lasciato impronte vuote nella cenere solidificata permettendo la creazione dei famosi calchi in gesso, ad Ercolano le altissime temperature dei flussi piroclastici (superiori ai 500 °C) hanno vaporizzato istantaneamente i tessuti molli, lasciando intatte le ossa nude delle vittime, imprigionate nel fango e nella roccia lavica.





















Bruno Díaz [based Austin, TX, USA]

 


Bruno Díaz - The End of the World (2026)







Arthur Rackham [English Golden Age Illustrator, 1867-1939]



Arthur Rackham - To hear the sea-maid's music (Per ascoltare la musica della sirena)(1908)
Illustrazione per l'edizione illustrata del "Sogno di una notte di mezza estate"
(A Midsummer Night's Dream) di William Shakespeare



Nel cielo plumbeo si notano delle stelle cadenti che si gettano verso il mare, incantate dalla melodia. L'illustrazione fa riferimento specifico all'Atto II, Scena 1, in cui il re delle fate Oberon descrive a Puck un momento magico a cui ha assistito, dicendo che "certe stelle scoccarono follemente dalle loro sfere, per ascoltare la musica della sirena".






Jacob van Loo [Dutch 1614 – 1670]

 


Jacob van Loo - An Allegory of Venus and Cupid (1654)
Oil on canvas - 121.6 × 87.6 cm - Speed Art Museum, Louisville, KY, USA


La disposizione caotica di gioielli, vasellame d'argento, manufatti dorati e pezzi d'armatura ai piedi del letto costituisce un'esplicita allegoria della transitorietà dei beni terreni, un tema strettamente connesso al genere della Vanitas.
L'armatura (simbolo del potere militare e della gloria terrena) e gli ori (simbolo della ricchezza materiale) sono mostrati in totale disordine. L'artista suggerisce che il potere, le ricchezze materiali e persino i piaceri dell'amore sensuale sono effimeri, destinati a svanire con il tempo.
Accanto ai metalli preziosi si nota un liuto capovolto. Nella pittura olandese dell'Età dell'Oro, gli strumenti musicali alludono spesso all'amore, ma anche alla musica stessa, un'arte che per sua natura svanisce non appena il suono smette di essere emesso. Rappresenta quindi la rapidità con cui sfumano i piaceri mondani.

L'elemento chiave che svela l'intera allegoria è il piccolo Cupido seduto a cavalcioni su un globo terrestre. Il bambino tiene in mano una bolla di sapone, un rimando diretto al celebre proverbio latino Homo bulla est ("l'uomo è come una bolla di sapone"). Come la bolla brilla di colori splendidi ma è destinata a scoppiare in un secondo, così la vita umana e le sue passioni sono fragili e brevi.

Jacob van Loo dimostra una straordinaria perizia tecnica nel contrasto cromatico. La pelle candida e luminosa di Venere risalta magnificamente contro il velluto rosso intenso del baldacchino e le lenzuola chiare, un espediente tipico della pittura classicista per attirare l'occhio dello spettatore sul nudo ideale.

A differenza di altre rappresentazioni dove Cupido interagisce in modo dispettoso o distaccato, qui Venere è parzialmente sdraiata e si volta con dolcezza per guardare il figlio. Questo scambio intimo conferisce una sfumatura quasi malinconica alla consapevolezza della brevità della giovinezza e della bellezza.





Le campane non suonano se non sono tirate. (Proverbio)

 








mercoledì 14 ottobre 2026

Pensierino della sera di Andrea Lorenzo Capussela [Saggista e commentatore di "The Financial Times"]


Last month, the lower chamber of Italy’s parliament approved a drastic rewriting of the country’s electoral law, which might herald a snap election.

If ratified by the Senate, this will be the fourth electoral reform in two decades. The three previous initiatives had nakedly partisan motives and strictly partisan support — the first was passed by the centre-right (2005), the second (2015) and third (2017) by the centre-left. Each produced complex and eccentric electoral systems while sapping political accountability and trust in representative democracy. The same is true of this reform, which was pushed by Prime Minister Giorgia Meloni’s rightwing coalition.

The first two reforms were struck down by the constitutional court because they gave voters next to no say in the selection of MPs (something largely left to party leaders) and distorted the translation of votes into seats (by awarding a potentially vast number of additional seats — a “majority premium” — to the winner). For the same reasons, this new reform is also arguably unconstitutional.

That is why Meloni might seek a snap election — likely in early 2027 — precisely in order to forestall the court. If the judges were to invalidate the reform after the election, the court would neither invalidate the vote nor deny the winner its majority premium.

The rationale for the reform is clear. Like a fishmonger after days of rough seas, Meloni has scant goods to sell. When she took office in late 2022, she staked her political capital on managing Italy’s slow economic decline, rather than trying to reverse it. She did so by favouring multiple special interests including micro firms and the self-employed, and designating scapegoats — as her reaction to the recent Ceuta migrant crisis shows.

Her government undermined economic institutions crucial for innovation and creative destruction, whose weakness is the proximate cause of Italy’s long-stagnant productivity. Broad amnesties for tax evasion and illegal construction have further enfeebled the rule of law, and a recent reform of the stock market curtailed protections for minority shareholders, which will further lower corporate governance standards and hinder companies’ growth.

The centre-left laments the country’s low wages and widespread injustices. But it still lacks credible ideas for shifting Italy on to a fairer and more productive path. Meanwhile, public debt stands at 138.5 per cent of GDP, up from 120.8 per cent in 2011, when a crisis of confidence in Italian bonds threatened the survival of the euro and the EU itself.

Given all this, four years after Meloni took the helm, the lower and middle classes are not content.

Hence her proposed reform, which is designed to favour coalitions — like her own — that face no competitors at their margins. The ploy initially seemed endangered by the rise of a new demagogic party, National Future, which vehemently attacks Meloni’s government from the right. But as no principles divide them, and co-option would be mutually beneficial, I expect the new party to eventually join her coalition.

Meloni has been suitably European and Atlanticist in foreign policy, winning her acceptance as a credible partner by Berlin and Brussels. She has even managed to maintain a workable balance between closeness to Washington and distance from Donald Trump’s most extreme extravagances.

Neither this balancing act nor her electoral reform will guarantee Meloni’s victory at the next election. What is certain is that this reform will add to the ruin of Italy’s political institutions.

European conservatives were perhaps unwise in embracing Meloni so warmly; European progressives might wish to be more demanding of her opponents, should they succeed her.


Andrea Lorenzo Capussela, AUG 24 2026






Jennifer Ann - Mad World (Live at Music Sales) - Lloyds Bank advert music 2016

 






Brooke Marchel [Australia, b.1999]

 



Brooke Marchel - Presence (2026)



La composizione mostra l'interno di una camera da letto in penombra, dove risaltano un letto sfatto in primo piano, una lampada accesa su un tavolino e una grande specchiera dalla cornice dorata che riflette l'oscurità della stanza. Un elemento di forte tensione narrativa è la mano misteriosa che spunta da dietro la tenda sul lato destro.

La ricerca pittorica di Brooke Marchel si concentra in modo particolare sull'uso del drappeggio e della luce per amplificare il potenziale narrativo e la suspense all'interno della pittura figurativa moderna.