martedì 20 ottobre 2026
Pensierino della sera di anonimo
ΑΠΑΓΟΡΕΥΟΝΤΑΙ ΟΙ ΦΑΣΙΣΤΕΣ ΣΤΗ ΠΑΡΑΛΙΑ
James Jacques Joseph Tissot [French painter, 1836 – 1902]
Hiné Mizushima
Hiné Mizushima (水島ひね) è un'affermata fibre craft artist, illustratrice e animatrice stop-motion giapponese, celebre a livello internazionale per le sue particolarissime e dettagliate sculture in feltro ad ago (needle felting).
Joseph Mallord William Turner [English Romantic Painter, 1775-1851] / Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Dieci di picche con gatto che suona il violino
Auguste-Antoine Massé [Francia, 1795-1836]
Eugène Carrière [Francia, 1849-1906]
Chris Brunskin
Louis-Léopold Boilly [Pittore francese, 1761-1845]
Sposa fantasma con gatto nero
Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]
L'opera raffigura in modo drammatico la Strage degli Innocenti, con la disperazione delle madri e l'apparizione dell'angelo che guida la fuga della Sacra Famiglia sullo sfondo.
Il titolo riprende un celebre passo del Vangelo secondo Matteo (Matteo 2,18), il quale a sua volta cita il profeta Geremia:
"Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli."
Blaga Dimitrova
La Lobotomia
La lobotomia è un tipo di intervento chirurgico messo a punto nel 1935 dal neurologo portoghese Antonio Egas Moniz, al ritorno di un suo viaggio in America, dove era venuto a conoscenza che alcuni chirurghi riuscivano a far smettere agli scimpanzè di saltare continuamente nelle gabbie mediante la recisione delle fibre nervose dei lobi frontali. Moniz pensò di applicare la stessa tecnica ai pazienti del manicomio di Lisbona, in cui operava.
I risultati furono considerati dai medici e persino da molti familiari dei ricoverati un grande successo: i pazienti diventavano improvvisamente tranquilli, non gridavano più nelle corsie, non disturbavano, e soprattutto non erano più pericolosi.
Tale tecnica oggi non viene più utilizzata perché riduce i soggetti a uno stato quasi vegetale. Ma per anni essa fu praticata con notevole frequenza in Europa su coloro che erano rinchiusi in manicomio. Moniz vinse addirittura il premio Nobel, nel 1949, per questa sua invenzione.
La lobotomia approdò successivamente negli USA, dove medici di pochi scrupoli cominciarono ad applicarla anche a persone sostanzialmente normali, magari solo un po’ iperattive o socialmente devianti. Tra questi si distinse un certo Walter Freeman, un neurologo della George Washington University, che perfezionò la tecnica di Moriz, utilizzando uno scalpello con cui praticava un’incisione poco sopra gli occhi del paziente, mentre questi era sottoposto a scosse elettriche a fini anestetici. Si calcola che gli interventi eseguiti da Freeman con questa tecnica siano stati migliaia. I pazienti non erano soltanto malati mentali, ma criminali o anche persone che presentavano semplici disturbi comportamentali.
Un caso famoso di persone sottoposte a lobotomia è quello di Rosemary Kennedy, sorella di John Kennedy e di Bob Kennedy. Rosemary era una ragazza molto vivace, con un lieve ritardo mentale che le causava qualche difficoltà a scuola. La sua condotta sessuale, giudicata un po’ troppo libera e disinvolta per quei tempi, preoccupava il padre, Joseph Kennedy, il quale temeva ripercussioni negative per la carriera politica che intendeva far intraprendere ai figli maschi. Per questo motivo, nel 1941, all’insaputa della moglie, egli decise, di far sottoporre la ragazza a lobotomia. L’operazione riuscì perfettamente, nel senso che Rosemary, da quel giorno, perse ogni capacità di agire in maniera autonoma (e di dare preoccupazioni al padre). Venne rinchiusa in un istituto per disabili mentali, dove rimase praticamente fino alla morte, avvenuta all’età di 86 anni.
La lobotomia, comunque, non portò fortuna ai suoi più entusiasti sostenitori, Moniz e Freeman. Il primo venne colpito, mentre lavorava nel suo ufficio, da una fucilata sparata da un suo paziente; Moniz sopravvisse, ma rimase parzialmente paralizzato. Al secondo venne revocata la licenza di operare dopo la morte di una paziente, colpita troppo pesantemente col famigerato scalpello.
L’orrore di questa pratica venne portato a conoscenza del grande pubblico da Tennessee Williams, che scrisse un pezzo teatrale sull’argomento, dal titolo Improvvisamente l’estate scorsa. Successivamente Ken Kesey vinse il premio Pulitzer con Qualcuno volò sul nido del cuculo che fu portato sullo schermo, con grande successo di critica, nel 1975.
René Magritte
The Witch (reso graficamente The VVitch, sottotitolato Vuoi ascoltare una favola? - The VVitch: A New-England Folktale, 2015, scritto e diretto da Robert Eggers)
Akbar Mehrinezhad
Jacob Jordaens [Flemish Baroque Era Painter, 1593-1678]
lunedì 19 ottobre 2026
Pensierino della sera di Max Frisch [Scrittore, drammaturgo e architetto svizzero, 1911-1991]
Rodolphe Bresdin
1. Il Pensatore / Il Viandante solitario
Seduto ai piedi del grande albero centrale, vicino alla riva dell'acqua, si trova una figura umana apparentemente viva.
Rappresenta l'essere umano (spesso interpretato come un filosofo, un eremita o lo stesso artista) colto in un momento di profonda contemplazione della morte.
La sua posa è malinconica e passiva; non fugge davanti all'orrore che lo circonda, ma sembra rassegnato e assorto nei suoi pensieri, testimone consapevole della fine di tutte le cose.
2. Gli Scheletri e i Teschi (La Morte pervasiva)
Gli scheletri non sono semplici resti ossei, ma veri e propri attori che popolano la scena a diversi livelli della composizione:
Sulla sommità dei rami spogli, a destra e in alto, si muovono figure scheletriche. Una di esse sembra quasi arrampicarsi o fluttuare, conferendo un movimento grottesco e "vivo" alla morte stessa (da qui il titolo di "Commedia").
La terra e le radici degli alberi sono letteralmente costellate di teschi e costole umane. Questi elementi si fondono con la natura circostante, suggerendo che la morte è il terreno stesso su cui poggia la vita.
3. La figura nella grotta / La tomba
Al centro, dietro il viandante, si apre una cavità buia e bassa che ricorda una tomba o un anfratto roccioso. All'ingresso di questa grotta si intravede una figura chinata, quasi priva di identità definita.
Simboleggia il passaggio imminente verso l'oltretomba o l'atto del seppellimento. Rappresenta la transizione fisica dalla luce del mondo alla densa oscurità della terra.
4. Le creature fantastiche e mostruose
Se si osserva attentamente l'intrico di rami sul lato sinistro e sullo sfondo, i profili della vegetazione si trasformano in volti grotteschi, demoni e creature ibride.
Bresdin utilizza la tecnica del "paesaggio antropomorfo", dove la natura stessa prende vita in forme mostruose. Questi esseri incarnano le paure ancestrali dell'uomo, i fantasmi della mente e l'ignoto che popola l'immaginario romantico e pre-simbolista.
5. Gli elementi naturali come personaggi
In quest'opera, la flora e la fauna non fanno da semplice sfondo, ma agiscono come personaggi parlanti:
Gli alberi contorti con i loro rami simili ad artigli che graffiano il cielo, gli alberi sembrano soffrire e partecipare attivamente al dramma.
L'uccello acquatico in basso a destra e l'acqua stagnante in primo piano richiamano la simbologia classica dello Stige o del passaggio dell'anima, agendo come silenziosi guardiani del regno dei morti.
Ken Regan / Bob Dylan / Allen Ginsberg / Jack Kerouac
Bill Domonkos
Adolphe Barreaux












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