Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

martedì 29 settembre 2026

pensierino della sera di Gino Strada





"Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, senza che questo avesse delle ricadute sull'Europa e sul nostro Paese. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società."


: :  Gino Strada  : :









Attarazat Addahabia & Faradjallah - Aflana

 







Maurilio Manara, detto Milo [Fumettista italiano, b. 1945]

 


Milo Manara - Illustrazione da "L'asino d'oro" (1999)






Häri Ren [Artista britannico, b.1985]




Häri Ren - Pubs Of England (2024)





 

Tamara de Lempicka [Polish-born American Art Deco Painter, 1898-1980]




Tamara de Lempicka
- Ritratto della signora Boucard (Portrait de Madame Boucard (1931)






Chaim Soutine [Lithuanian-born French Expressionist Painter, 1893-1943]

 


Chaim Soutine - Young Woman (1915)






Bonnie & Clyde


Rare sequenze filmate di Bonnie e Clyde




Bonnie Parker e Clyde Barrow furono forse la coppia criminale più famosa della storia. Le loro gesta ebbero come scenario l'America rurale degli anni trenta.




La coppia fu trucidata dopo il tradimento di un componente della banda che decise di collaborare con la polizia in cambio della sospensione delle accuse a suo carico. 
Il 23 maggio del 1934, nascosti lungo una piccola strada della Louisiana, l'infame e poliziotti attesero la macchina di Bonnie e Clyde. Come esca, il padre della spia aveva accostato il suo furgone lungo la strada e quando Clyde rallentò per vedere cosa fosse successo, i poliziotti aprirono il fuoco. 
Bonnie e Clyde rimasero uccisi: lei aveva 23 anni, lui 25. 









Dora Maar / Leonor Fini

 


Dora Maar - Leonor Fini, Paris, ca. 1938






Hasui Kawase / Usuda Arō




Hasui Kawase - Asama Shrine in Shizuoka (1934)



 ふるさとは山路がかりに秋の暮

furusato wa yamaji ga kari ni aki no kure


nel mio villaggio lungo il sentiero montano: crepuscolo d’autunno


: :  Usuda Arō  : :



Francis Bacon [Irish-born British Expressionist Painter, 1909-1992]

 



Francis Bacon - Studies from the Human Body (1975)
Collezione privata




Anton Ivanovich Kandaurov [Russian painter and illustrator, 1863-1930]

 


Anton Ivanovich Kandaurov - Strega (1899)
Illustrazione per la poesia "L'ussaro" (Гусар) di Aleksandr Pushkin



И, сев на веник перед печкой,
Разделась до-нага; потом
Из склянки три раза хлебнула...
: :  А. Пушкинъ  : :

E, sedutasi sulla scopa davanti alla stufa,
si spogliò nuda; poi
bevve tre sorsi dalla fiala...
: :  A. Puškin  : :



La Morte (Arcano XIII)




La Morte (Arcano XIII)
dal mazzo "Tarot of Musterberg", creato dallo studio creativo Curio & Co.
(2015)


Questo mazzo fittizio è stato ideato con una splendida estetica vintage che richiama lo stile delle antiche xilografie medievali e rinascimentali.
A differenza delle tradizionali raffigurazioni in cui lo scheletro impugna una falce sul terreno, in questa specifica carta la Morte è rappresentata come un traghettatore (evocando la figura mitologica di Caronte) che spinge una barca sull'acqua tenendo un bastone o un remo, accompagnata da una lanterna appesa a prua.



 

Gustave Doré

 


Gustave Doré - Il conte Ugolino con i figli e i nipoti morenti (1861)


Poscia che fummo al quarto dì venuti,
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
dicendo: "Padre mio, ché non m’aiuti?".


: :  Inferno, Canto XXXIII, versi 67-72)  : :





Gustave Caillebotte [French, 1848-1894]

 


Gustave Caillebotte - Canotier ramenant sa périssoire (1878)
Oil on canvas - 73.7 x 92.7 cm - Virginia Museum of Fine Arts, Richmond, US






Henry Justice Ford

 


Henry Justice Ford - The Enchanted Snake (Il Serpente Incantato)(1892)
da "The Green Fairy Book" curato dallo scrittore Andrew Lang


L'illustrazione raffigura una scena dell'omonima fiaba (le cui radici storiche risalgono a "Lo cunto de li cunti" di Giambattista Basile), in cui una principessa si trova a interagire con un grande serpente incantato. Lo stile grafico unisce l'immaginario fiabesco vittoriano alle influenze dell'Art Nouveau e del movimento Arts and Crafts, visibili nei dettagli decorativi floreali, nell'arazzo naturale sullo sfondo e nell'andamento sinuoso delle linee.

Una povera donna di nome Grannonia viveva in una misera capanna e desiderava disperatamente un figlio. Un giorno, vedendo un piccolo serpente tra i cespugli del bosco, esclamò che avrebbe preferito persino un figlio serpente piuttosto che restare sola. Il destino la prese in parola: il piccolo rettile andò a vivere con lei e Grannonia lo crebbe come se fosse suo figlio.

Anni dopo, il serpente, ormai cresciuto, rivelò di saper parlare e comunicò alla madre di voler prendere moglie. Chiese quindi a Grannonia di recarsi dal re per chiedere la mano della principessa. Il sovrano, divertito e convinto che la donna fosse pazza, impose una condizione apparentemente impossibile: avrebbe concesso la mano della figlia solo se il serpente avesse trasformato tutti i frutteti del palazzo reale in oro zecchino.

Contro ogni previsione, il serpente usò i suoi poteri magici e compì il miracolo. Il re, sbalordito ma vincolato dalla sua stessa promessa, fu costretto a permettere il matrimonio.

La notte delle nozze, una volta rimasto solo nella camera nuziale con la principessa, il serpente lasciò cadere la sua pelle squamosa, rivelandosi come un bellissimo principe. Spiegò alla sposa di essere vittima di un antico incantesimo: era condannato a mantenere le sembianze di un rettile durante il giorno, potendo riprendere la sua forma umana solo di notte.

La principessa mantenne inizialmente il segreto, ma il re e la regina, preoccupati per l'incolumità della figlia, decisero di spiarli. Scoperta la verità, il re pensò di liberare definitivamente il genero: approfittando del momento in cui il principe dormiva, prese la pelle di serpente lasciata sul pavimento e la gettò nel fuoco, bruciandola.

L'atto impulsivo del re spezzò l'incantesimo ma nel modo sbagliato. Il principe, svegliato dal dolore delle fiamme che consumavano la sua pelle magica, si trasformò in una colomba e volò via dalla finestra, fuggendo lontano.

Disperata, la principessa scappò dal palazzo per ritrovare il suo sposo. Dopo un lungo e faticoso viaggio attraverso boschi e montagne, riuscì a scoprire la dimora nascosta del principe e, grazie alla sua devozione e ad altre prove di coraggio, riuscì finalmente a spezzare definitivamente la maledizione, permettendo a entrambi di vivere felici insieme come umani.




Il Picchio Dorato (Colaptes Auratus) (photos by Amber Maitrejean)




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Maestro S. [identificato provvisoriamente con Sanders Alexander van Brugsal: artista fiammingo]

 


Maestro S. - Incisione del genere "Memento Mori" (ca.1520)
Bowdoin College Museum of Art, Brunswick, Maine, US


Lo scheletro allegorico rappresenta la Morte o la caducità della vita umana (il passaggio "da uomo a polvere"). Ha le braccia conserte sul petto e un serpente e un rospo che gli strisciano attraverso il cranio e la cassa toracica, simboli medievali e rinascimentali di decomposizione, peccato e scorrere del tempo.
I cartigli in lingua fiamminga/olandese antica che circondano e attraversano la figura portano messaggi moraleggianti sulla mortalità dell'uomo (come "Mensch, sl_ij der erde..." che richiama il concetto biblico del "Polvere sei e polvere ritornerai"). Ammonimento spirituale per ricordare ai fedeli l'inevitabilità della morte e la necessità di condurre una vita retta.




"Iconologia" di Cesare Ripa / Johann Jacob de Trattner




Cesare Ripa

.

Nell'edizione milanese del 1603 dell'"Iconologia", Cesare Ripa non ha incluso alcuna illustrazione per l'Invidia, limitandosi a fornirne una dettagliatissima descrizione testuale.
La descrive come una donna vecchia, magra, brutta e pallida, con gli occhi biechi, vestita del colore della ruggine e scapigliata; fra i capelli ha alcune serpi, a significare i “mali pensieri, essendo ella sempre in continua rivolutione de’ danni altrui e apparecchiata sempre a spargere il veleno negli animi di coloro con i quali senza mai quietare si riposa, divorandosi il cuore da se medesima”. E si dipinge vecchia perché “per dir poco, ha avuta lunga e antica inimicitia con la virtù”. Mentre è mal vestita perché questo vizio “ha luogo fra gli uomini bassi e con la plebe”. “Un veleno è l’Invidia”, si legge ancora nell’Iconologia di Ripa, “che divora le midolle, e il sangue tutto sugge, onde l’invido n’ha debita pena, perché mentre l’altrui sorte l’accora, sospira, freme e come leon rugge, mostrando ch’ha la misera alma piena d’odio crudel che’l mena a veder l’altrui ben con occhio torto; però dentro si fa ghiaccio, e furore, bagnasi di sudore, ch’altrui può far del suo dolor accorto, e con la lingua di veleno armata morde e biasima sempre ciò che guata”.

Bisogna aspettare il 1766 quando Johann Jacob de Trattner sulla base della descrizione appena fatta crea un illustrazione che la raffiguri. 




INVIDIA
da "Iconologia" di Cesare Ripa
Illustrazione di Johann Jacob de Trattner, per l'edizione viennese del 1766,
creata sulla descrizione originale dell'autore




Jannik Sinner

 








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Bomarzo

 


Statua di Cerbero, il mitico cane a tre teste guardiano dell'oltretomba, 12.08.2026






Hannah Flowers



Hannah Flowers
- Maenad and the Night Cats
Oil on linen panel - 24”x30”







Ivan Konstantinovič Ajvazovskij [Russian-born Armenian Academic Painter, 1817-1900]

 


Ivan Konstantinovič Ajvazovskij - Mari tempestosi (o Stormy Seas)(1895)



Ajvazovskij è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi maestri della pittura marina della storia, celebre per la sua straordinaria capacità di catturare la trasparenza, il movimento caotico e la luce delle onde. Quest'opera in particolare è emblematica dello stile tardo dell'artista, in cui le tonalità drammatiche del cielo scuro si scontrano con la spuma bianca e la luce dorata che filtra tra le nuvole, esaltando la potenza sublime della natura contro la scogliera rocciosa. 





Walter Draesner [Germania, 1891-1940]




Walter Draesner - Tod und Krieger (1922)
(Morte e guerriero)





Francesco Chiacchio [Illustratore e vignettista italiano, b. 1981]

 







Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]





He was a sucker for mysteries and true crime.
(Aveva una vera passione per i misteri e i casi di cronaca nera.)





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Arthur Schopenhauer

 






Augustus John [Galles, 1878–1961]

 


Augustus John - The Marchesa Casati (o Ritratto della marchesa Luisa Casati)(1919)
Olio su tela - Art Gallery of Ontario (AGO), Toronto, Canada


Il dipinto immortala l'eccentrica ereditiera, mecenate e musa italiana Luisa Casati Stampa di Soncino (vedi anche qui), nota per il suo desiderio di voler diventare lei stessa "un'opera d'arte vivente". Nel ritratto spiccano i suoi iconici capelli rosso fuoco e uno sguardo intenso ed enigmatico, stagliati su uno sfondo che evoca un paesaggio montano tempestoso, presumibilmente ispirato alle Alpi italiane.




They Live (Essi vivono, 1988, dir. John Carpenter)

 



Il protagonista John Nada (Roddy Piper), un operaio edile disoccupato e vagabondo, trova un paio di speciali occhiali da sole che gli permettono di vedere la realtà senza filtri. Scopre così che l'intera classe dirigente e i media sono controllati da alieni camuffati, i quali tengono la popolazione in uno stato di sottomissione psicologica attraverso messaggi subliminali nascosti nelle pubblicità (come "Obbedisci", "Consuma", "Dormi").















Ann Hodges

 



La signora Ann Hodges è la prima e unica persona nella storia moderna documentata a essere stata colpita direttamente da un meteorite.

Il 30 novembre 1954, intorno alle 12:46, un lampo luminoso sfrecciò nei cieli dell'Alabama. 

Ann si trovava nella sua casa a Sylacauga quando il meteorite di circa 3,9 kg sfondò il tetto della sua abitazione, rimbalzò su una grossa radio a console e la colpì di striscio sull'anca e sulla mano mentre riposava tranquillamente sul divano. Se la cavò, tutto sommato, senza gravi danni se non un grande ematoma (un livido a forma di ananas) visibile nella foto.

Dopo l'impatto, la padrona di casa rivendicò la proprietà del frammento spaziale, scatenando una causa legale. Dopo aver ottenuto la proprietà, la famiglia Hodges decise di donare il meteorite all'Alabama Museum of Natural History di Tuscaloosa, dove si trova tuttora esposto.




Hannah Flowers

 


Hannah Flowers - Two Moons in a Violet Sky
Oil on linen panel - 15.7”x 19.7”






Henri Cartier-Bresson

 



Henri Cartier-Bresson - Shanghai, Marchant Ambulant, 1949


L'inquadratura cattura un venditore ambulante a Shanghai che spinge il suo carrello di merci lungo il marciapiede. L'elemento più toccante e curioso è il bambino piccolo, seminudo, nascosto o addormentato all'interno dello scomparto inferiore del carrello stesso, proprio sopra le ruote.

Sullo sfondo si notano i passanti e le insegne dei negozi scritte in caratteri cinesi tradizionali, tra cui una che recita "布棉緞綢" (riferita al commercio di tessuti, cotone e seta).

Cartier-Bresson si trovava in Cina su incarico della neonata agenzia Magnum Photos. Le sue immagini di questo specifico periodo documentano in modo straordinario la vita quotidiana, le fatiche e la resilienza della popolazione civile durante un momento di drastico cambiamento politico e sociale.






Hadj Mohammed Mesfewi

 


Un illustrazione dell'immuramento di Hadj Mohammed Mesfewi



Le strade di Marrakesh agli inizi del Novecento erano un labirinto di colori, profumi di spezie e segreti sussurrati. Tra la folla che animava la medina, Hadj Mohammed Mesfewi era una figura insospettabile: lavorava come calzolaio e scrittore pubblico, un uomo a cui i passanti affidavano lettere e documenti, considerandolo un cittadino rispettabile.
Nessuno poteva immaginare che dietro quella bottega si nascondesse l'"Arci-assassino di Marrakesh".

Mesfewi non agiva da solo. Aveva una complice fedele, Annah, una donna di settant'anni che si muoveva come un'ombra tra i vicoli. Il suo compito era semplice e spietato: agganciare giovani donne, conquistarne la fiducia e convincerle a entrare nel negozio del calzolaio con una scusa.

Una volta dentro, l'atmosfera si faceva apparentemente accogliente. Mesfewi offriva alle ospiti del vino drogato. Non appena le sostanze facevano effetto e le vittime cadevano in un sonno profondo, la trappola si chiudeva: l'uomo le decapitava per poi derubarle del denaro e dei loro miseri averi. I corpi venivano poi fatti sparire nel nulla, sepolti in una fossa profonda scavata sotto il pavimento del negozio e nel giardino sul retro.

La scia di sangue si interruppe bruscamente nel 1906, quando la misteriosa sparizione di decine di ragazze spinse la polizia a indagare a fondo. Fu proprio Annah, crollata sotto i sospetti, a confessare l'orrore. Quando le autorità perquisirono la bottega, la realtà superò ogni incubo: trovarono 20 corpi sepolti sotto le assi del pavimento e altri 16 nel giardino. In totale, Mesfewi aveva strappato la vita a almeno 36 donne.

La reazione della città fu una miscela di shock e furia. La condanna emessa dalla corte fu esemplare e spaventosa. Il 13 giugno 1906, nel cuore di Marrakesh, Mesfewi venne murato vivo: gli operai sollevarono un muro di mattoni e malta attorno a lui, sigillandolo in una cella verticale senza luce né aria. La folla della medina si radunò attorno a quel pilastro di pietra, ascoltando le urla dell'assassino per due interi giorni, fino a quando il silenzio non calò definitivamente, ponendo fine alla storia del più macabro serial killer del Marocco.





Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadarino [Pittore italiano, 1585-1652]





Giovanni Antonio Galli - Miracolo di santa Valeria dinanzi a san Marziale (1629-32)
Olio su tela - 320 x 186 cm - Basilica di San Pietro in Vaticano, Roma



Soggetto dell'opera è un miracolo legato alla tradizione agiografica di Santa Valeria di Limoges. Secondo il racconto, dopo essere stata decapitata a causa della sua conversione al cristianesimo, la fanciulla raccolse prodigiosamente la propria testa con le mani e la portò al cospetto del vescovo San Marziale. La composizione gioca su un contrasto teatrale tra l'incredulità del sacerdote, le pieghe scultoree del panneggio e la drammatica resa del corpo mutilato della santa che sorregge il proprio capo. 

 



Non è che il ricco sia cattivo; è soltanto troppo indaffarato a fare soldi per essere buono. (Gerhard Uhlembruck)









lunedì 28 settembre 2026

pensierino della sera di Mercurio Di Maio

 


Caravaggio, Marco Polo, Guglielmo Marconi, Vincenzo Bellini, Valerio Catullo, Galileo Galilei, Leonardo da Vinci, Karol Wojtyla, Falcone e Borsellino, Sandro Pertini... queste sono le persone alle quali sono stati intitolati gli aeroporti italiani. Mancava solo un puttaniere.














Jessica Pratt - Life Is

 







John Faed / Robert Burns




John Faed - Tam O'Shanter and the Witches (1855)
Olio su tela - National Galleries of Scotland, Edimburgo)




Questa è una cartolina vintage dello stesso soggetto, il celebre componimento poetico satirico "Tam O'Shanter" del poeta scozzese Robert Burns, intitolata originariamente "Warlocks and Witches in a Dance" (Stregoni e streghe in una danza) e come visto, dipinta da John Faed nel 1855.

La scena rappresenta il protagonista, Tam, che dopo una notte passata a bere in una locanda, si imbatte sulla via del ritorno nei resti della chiesa sconsacrata di Alloway Kirk, misteriosamente illuminata. Guardando all'interno, assiste a un sabba infernale: un gruppo forsennato di streghe e stregoni che danzano al ritmo delle cornamuse suonate dal Diavolo in persona (visibile sotto le spoglie di un grosso cane nero).

"And, vow! Tam saw an unco sight! Warlocks and witches in a dance."
(E, perbacco! Tam vide una vista straordinaria! Stregoni e streghe in una danza.)