Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

sabato 31 ottobre 2026

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LA TRIMURTI

 







ore 12:00 - momento zen













PACCHERO CON LA CERNIA



ALICI ALLA BRACE CON SALSA VERDE








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John Anster Fitzgerald




John Anster Fitzgerald - Sea Sprites (Fate marine)(1870)
Olio su tela - 50,8 x 64,77 cm - Collezione privata



Creature eteree, folletti e fate marine che volano o scivolano sopra un mare tempestoso, con figure spettrali sulla sinistra e una fata con ali verdi e vesti scure in primo piano. 
Misteriosa, onirica e venata di un romanticismo oscuro tipico dell'immaginario fantastico dell'Inghilterra del XIX secolo quest'opera è un esempio di pittura vittoriana di genere fiabesco e fantastico (Victorian fairy painting).





 

Domenico Ghirlandaio

 


Domenico Ghirlandaio - Ritratto di uomo anziano (1488-90)



La scelta di Domenico Ghirlandaio di ritrarre questo uomo anziano, nonostante i segni evidenti della malattia cutanea sul naso (il rinofima), risponde a motivi profondi legati alla rivoluzione culturale e artistica del Rinascimento fiorentino:

Il superamento della bellezza idealizzata: A differenza del Medioevo, dove il brutto o il deforme erano associati al male o al peccato, il Rinascimento riscopre l'interesse scientifico e umanistico per la realtà. Gli artisti volevano dipingere il mondo così com'era, senza filtri, celebrando la natura in ogni sua forma e difetto.

L'amore oltre l'apparenza: Questo disegno è lo studio per il celebre dipinto Ritratto di vecchio con nipote conservato al Museo del Louvre. Nel quadro finale, l'uomo abbraccia con immensa tenerezza il nipotino, che lo guarda negli occhi con pura ammirazione. Ghirlandaio ha voluto dimostrare che la deformità fisica non intacca minimamente la dignità, la dolcezza e la bellezza interiore dell'anima o degli affetti familiari.

Il valore della memoria: L'uomo ha gli occhi chiusi, il che ha spinto molti storici dell'arte a ipotizzare che Ghirlandaio abbia preso i suoi lineamenti sul letto di morte o subito dopo (una pratica comune per preservare le sembianze di una persona cara prima che andassero perdute per sempre).

Come scrisse il celebre critico d'arte Bernard Berenson a proposito di questo volto: «Tale deformità, tuttavia, non è repellente, né menoma la dignità di quel volto».


Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 







Chad Carpenter [Fumettista statunitense, b. 1967]







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Emily Dickinson





(656)
: :  Emily Dickinson  : :



The name—of it—is "Autumn"—
The hue—of it—is Blood—
An Artery—upon the Hill—
A Vein—along the Road—

Great Globules—in the Alleys—
And Oh, the Shower of Stain—
When Winds—upset the Basin—
And spill the Scarlet Rain—

It sprinkles Bonnets—far below—
It gathers ruddy Pools—
Then—eddies like a Rose—away—
Upon Vermilion Wheels—


Il nome – suo – è “Autunno” –
Il colore – suo – è Sangue –
Un’Arteria – sulla Collina –
Una Vena – lungo la Strada –

Grandi Globuli – nei Viali –
E Oh, l’Acquazzone di Tinte –
Quando i Venti – rovesciano il Bacile –
E versano Pioggia Scarlatta –

Sparpaglia Berretti – laggiù –
Forma rubicondi Stagni –
Poi – avvolgendosi come una Rosa – se ne va –
Su Vermiglie Ruote –




Thomas Eakins [American Realist Painter, 1844-1916]




Thomas Eakins - The Chess Players (1876)






Werewolves (2024, diretto e co-prodotto da Steven C. Miller)

 



Un anno prima degli eventi narrati, una rarissima Superluna ha attivato un gene latente nel DNA umano, trasformando istantaneamente chiunque fosse esposto alla luce lunare in un feroce lupo mannaro per una notte, provocando circa un miliardo di morti in tutto il mondo.
Allo scoccare del secondo anno ("Year 2"), il fenomeno astrale sta per ripetersi. Il biologo molecolare ed ex marine Wesley Marshall corre contro il tempo per testare un siero preventivo (chiamato Moonscreen) in un laboratorio. Quando l'esperimento fallisce e le cavie infette scappano scatenando il caos, Marshall deve farsi strada armi in pugno in una città infestata da mostri per raggiungere la sua casa fortificata e mettere in salvo la propria famiglia.














Iside con coda di serpente

 


Iside con coda di serpente (II secolo d.C.)
Egitto - Terracotta - Los Angeles County Museum of Art


La dea Iside è rappresentata con il busto di donna e la parte inferiore del corpo trasformata in una coda di serpente avvolta a spirale, un sincretismo tra l'antica divinità egizia del raccolto e della fertilità Renenutet (spesso raffigurata come un cobra) e la dea greco-romana Iside. Arte e religione sincretica romano-egizia, fiorita in Egitto dopo la conquista di Ottaviano Augusto nel 30 a.C.. In questo periodo, le antiche tradizioni millenarie dei faraoni si fusero con il gusto e la cultura dell'Impero Romano.

La dea che porta sul capo una corona con disco solare e corna (o elementi legati all'iconografia isiaca) è associata a simboli di abbondanza e protezione.


L'anima egiziana (Il Mito): Il concetto alla base è puramente egizio. La figura unisce Iside a Renenutet (chiamata Thermuthis dai greci), l'antica dea-cobra protettrice del raccolto, della fertilità e delle nascite. Il corpo a forma di serpente (nello specifico un cobra) richiama il potere della terra, la rinascita e la protezione contro i veleni.

L'influenza romana (Lo Stile): La tecnica di realizzazione e i tratti del volto sono tipicamente romani. Non si tratta di una rigorosa e geometrica scultura in pietra da tempio faraonico, ma di una terracotta stampata in serie, una produzione di massa estremamente popolare nel mondo romano per i piccoli altari domestici (larari). Il viso della dea presenta lineamenti e acconciature che ricordano i ritratti delle matrone o delle imperatrici romane dell'epoca.

I romani rimasero letteralmente affascinati dai culti egizi (in particolare da quello di Iside), tanto da esportarli in tutto l'Impero, da Roma fino alla Britannia, riadattandoli alla propria sensibilità estetica.



Martina Clarke [Australia, b.1997]




Martina Clarke - Service (2026)
Olio su tela - 30 x 40 cm






Pepi Merisio [Italia, 1931-2021]



Pepi Merisio - Stazione Centrale di Milano, 1953






Giovanni Canavesio [Italia, 1450-1500]





Giovanni Canavesio - dettaglio dell'affresco del Giudizio Universale (1492)
Santuario di Notre-Dame des Fontaines, La Brigue, Francia



Il dettaglio raffigura un demone teriomorfo (dalle sembianze bestiali, simili a un lupo o a una fiera cornuta e artigliata) che tormenta e divora le anime dei dannati tra fiamme, corpi martirizzati e scheletri.


 


Giovanni Bellini [Italian High Renaissance Painter, ca.1430-1516]

 


Giovanni Bellini - Madonna Lochis (1475–76)
Tempera su tavola - 47×34 cm - Accademia Carrara, Bergamo



La prima cosa che colpisce osservando l'opera è lo sguardo sfuggente della Vergine.  Gli occhi sono socchiusi e non cercano il contatto visivo né con il Bambino né con lo spettatore. È uno sguardo rivolto verso l'interno, specchio di una profonda e dolorosa meditazione.
La testa di Maria piegata dolcemente verso il Figlio, crea una linea di intima tenerezza che contrasta con la tristezza del suo volto. Le labbra composte in un'espressione di silenziosa e composta rassegnazione.

Nelle opere rinascimentali, e in particolare nei capolavori di Bellini, questo velo di tristezza non è una semplice reazione emotiva materna. Si tratta del presagio della Passione: Maria, per ispirazione divina, conosce già il destino di sacrificio e morte che attende suo figlio sulla Croce. La gioia della maternità viene così filtrata dal dolore della consapevolezza.






Lillo Gullo

 




Primavera
: :  Lillo Gullo  : :

“Si sta sul chi va là
come marinai in vedetta
posseduti dalla smania
di additare per primi
la terra promessa di un germoglio.




venerdì 30 ottobre 2026

Pensierino della sera di Giovanni Falcone




"Ci accorgeremo che la mafia è entrata nelle istituzioni quando le stesse attaccheranno la magistratura."






The Handsome Family - Passenger Pigeons









Kawanabe Kyōsai [Pittore e stampatore giapponese del periodo Bakumatsu e Meiji, 1831–1889]

 


Kawanabe Kyōsai
- The Skeleton Arranging Flowers (1870-89)
Inchiostro su carta (sumi-e) - Kawanabe Kyōsai Memorial Museum, Saitama, Giappone


Questo schizzo viene spesso confuso o soprannominato "scheletro giardiniere" o "scheletro potatore" nel mondo occidentale, ma l'intento originale dell'artista Kawanabe Kyōsai è la rappresentazione dell'ikebana (l'arte giapponese della composizione dei fiori recisi).

Significato e il simbolismo dell'opera

Memento Mori ironico: Nella filosofia buddhista e nel folclore del periodo Edo, gli scheletri ricordano l'impermanenza della vita (mujo). Kyōsai tuttavia ribalta il concetto: anziché essere spaventosa, la Morte viene rappresentata in modo sereno o divertente, impegnata in compiti quotidiani ed eleganti riservati ai vivi.

Contrasto concettuale: C'è una sottile ironia visiva e concettuale nel mostrare uno scheletro privo di vita mentre si prende cura, taglia e dispone con cura millimetrica e delicatezza una pianta viva.

Il dettaglio delle forbici: Accanto allo scheletro si vedono chiaramente le tradizionali forbici giapponesi da potatura (hasami), usate sia per l'ikebana che per i bonsai.





Kees van Dongen [Dutch Fauvist Painter, 1877-1968]

 


Kees van Dongen - Cérès (Buste de Femme)(1948)




La carta numero 20 del mazzo di divinazione "Petit Lenormand"

 


La carta numero 20 del mazzo di divinazione "Petit Lenormand"
Corrisponde alla figura del Giardino e alla carta da gioco dell'8 di picche


20. Annonce une bonne et grande compagnie ou l'on entrera, tout près, elle assure
encore une amitié constante mais éloignée, c'est un signe pour de faux amis.

20. Annuncia una buona e grande compagnia in cui si entrerà; molto da vicino, assicura ancora un'amicizia costante ma lontana, (oppure) è un segno di falsi amici (a seconda delle carte vicine).


 Significato della Carta (Il Giardino / 8 di Picche)

Nel sistema Lenormand, il Giardino rappresenta la sfera pubblica, la società, gli incontri e le relazioni sociali. Il testo sulla carta riassume le sfumature del suo significato in base alla posizione della carta rispetto al consultante:
- Annuncia l'ingresso in un nuovo cerchio sociale, una festa, un evento pubblico o una "grande compagnia" positiva.
- Conferma la presenza di legami affettivi sinceri e costanti, anche se geograficamente distanti.
- Poiché è legata all'8 di picche, se la carta si trova circondata da carte negative o rappresenta contesti di apparenza, mette in guardia dai "faux amis" (falsi amici), ovvero da relazioni superficiali o pettegolezzi tipici degli ambienti mondani.




Adolf Hirémy-Hirschl [Hungarian, Jewish artist, 1860–1933]

 


Adolf Hirémy-Hirschl
Portrait of a Young Woman, from "Melancholy" (1915)
(Ritratto di una giovane donna, da "Melancholia")
Pastello su carta arancione - 33,3 x 47,6 cm - Art Institute of Chicago



Questo ritratto trasmette tristezza, espressa magistralmente attraverso scelte visive precise che catturano lo stato d'animo della malinconia:
Lo sguardo vuoto e perso: Gli occhi della donna non fissano lo spettatore, ma sono rivolti leggermente verso l'alto e di lato. Questo dettaglio evoca un senso di profonda solitudine, come se la modella fosse completamente assorta nei suoi pensieri ed estraniata dal mondo circostante.

La bocca socchiusa e i lineamenti statici: Le labbra sono leggermente dischiuse e prive di tensione, un segno tipico dell'abbandono emotivo e della stanchezza interiore causata dal dolore o dal peso dei ricordi.

Il contrasto cromatico: Lo sfondo azzurro freddo, applicato con tratti rapidi attorno alla testa, contrasta con il calore della carta arancione. Questo accostamento isola il volto e ne accentua l'aspetto pallido e vulnerabile, quasi a voler materializzare visivamente l'aura di tristezza che la circonda.



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Alidor Lamote

 


Alidor Lamote - Two Children in Front of the Prayer Room (1915)
Olio su tela - 140 x 115 cm - Collezione privata



I bambini stanno guardando all'interno di una stanza adibita alla preghiera, dove si sta svolgendo una veglia funebre.
Se si osserva attentamente la penombra oltre la soglia, si possono distinguere:
Una bara o un feretro coperto da un drappo chiaro al centro della stanza.
Tre candele accese posizionate sul tavolo/altare, che creano l'unica fonte di luce nel buio.
Una figura scura e velata, presumibilmente una donna in lutto (forse la madre), seduta o inginocchiata in preghiera sul lato sinistro, parzialmente nascosta dall'oscurità.
I bambini si sono tolti gli zoccoli prima di entrare, un gesto che nella cultura contadina fiamminga andava oltre la pulizia: era un segno di profondo rispetto per la sacralità del momento e per il defunto.





Snoopy & Woodstock





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Artemisia Gentileschi

 


Artemisia Gentileschi - Sansone e Dalila (1620-25)
Olio su tela - 164 × 200 cm - Collezione privata



La scena raffigura l'episodio biblico tratto dal Libro dei Giudici: il forte eroe Sansone è addormentato con la testa greve sulle ginocchia di Dalila, mentre un giovane servitore o complice taglia le sue ciocche (la fonte della sua sovrumana forza) con un paio di forbici. Sulla destra, sullo sfondo di un'architettura classica, si intravedono i soldati filistei pronti a intervenire per catturarlo.

Uno dei tradimenti più celebri e spietati della storia biblica.
Dalila non agisce per passione o per un ideale, ma per puro interesse economico: accetta infatti una massiccia ricompensa in sicli d'argento dai principi dei Filistei per scoprire il segreto dell'invincibilità di Sansone.
Artemisia Gentileschi riesce a trasmettere la tensione viscerale di questo dramma attraverso dettagli magistrali:
La finta tenerezza di Dalila: Con una mano sostiene delicatamente la testa di Sansone per non svegliarlo, simulando un gesto d'affetto che è in realtà l'atto finale del suo inganno.
La vulnerabilità di Sansone: L'eroe, colto nel sonno, è completamente indifeso, con la schiena nuda esposta e abbandonata sulle gambe della donna di cui si fidava.
La complicità furtiva: Il complice che recide i capelli scambia uno sguardo carico di suspense con Dalila, mentre con l'altra mano indica i soldati che aspettano nell'ombra, pronti a piombare sull'eroe ormai privato della sua forza protettiva.



Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]




Maestro Honoré - Allegoria dell'Invidia (1270-80)
La Cavalcata dei Vizi
da "Li livres des vices et des vertus" di Frate Laurenzio
Collezioni di Gallica / Biblioteca Nazionale di Francia



La Cavalcata dei Vizi è uno dei motivi iconografici più affascinanti e diffusi dell'arte tardo-medievale e rinascimentale, nato con scopi fortemente didattici, moralizzanti e di ammonimento per i fedeli.

L'Invidia è rappresentata da una figura tonsurata in abiti religiosi (religiosus) che tiene in pugno un uccello rapace (avis), simbolo legato alla rapacità o alla caccia. L'Invidia è tradizionalmente associata al cane (o al levriero) in alcune iconografie medievali, a rimarcare l'istinto mordace, geloso e gregario del vizio. Il tondo è corredato da iscrizioni latine esplicative tipiche dei codici miniati (come quelli conservati in raccolte storiche e studiati nell'ambito delle allegorie morali medievali).



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Anteprima
DOLCE VITA

La leggenda dei Black Bloc, i teppisti “in divisa” che compaiono quando serve

Marco Cedolin, 26 Marzo 2019

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Frederick Carl Frieseke [American Impressionist Painter, 1874-1939]

 


Frederick Carl Frieseke - In the Boudoir (1914)
Olio su tela - 89,3 x 116,9 cm
LACMA (Los Angeles County Museum of Art), Los Angeles, California, USA






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 








Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"Who'd have thought old Harry would turn out to be a vampire?"
("Chi avrebbe mai pensato che il vecchio Harry si sarebbe rivelato un vampiro?")






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Arthur Schopenhauer

 










Egon Josef Kossuth [Artista boemo-tedesco-austriaco, 1874–1949]

 


Egon Kossuth - Reiter oder König? (Cavaliere o Re)(ca.1900)
Olio su cartone - 36 x 41 cm - Collezione commerciale della Galerie Drylewicz, Parigi






La cornice originale è un elemento fondamentale per comprendere appieno il significato dell'opera di Egon Kossuth. 
Sulla parte inferiore della cornice è presente un entablement dorato sul quale è inciso a lettere gotiche il titolo originale dell'opera: « REITTER [sic] ODER KÖNIG » (Cavaliere o Re). L'artista ha utilizzato una grafia d'epoca con una doppia "T" per la parola Reiter.
Nei dipinti legati al Simbolismo e alla Vanitas di inizio Novecento, la cornice non era un semplice elemento decorativo ma parte integrante del messaggio. L'iscrizione gotica interroga direttamente lo spettatore: davanti ai resti scheletrici consumati dal tempo, non è più possibile distinguere se quel teschio sia appartenuto a un umile cavaliere o a un potente re. La morte viene presentata come la grande livellatrice di ogni distinzione sociale.
Si tratta di una cornice strutturata e massiccia, coerente con il gusto austero centro-europeo (tedesco/boemo) del periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, pensata appositamente per dare solennità al soggetto macabro.






Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998, scritto, prodotto, montato e diretto dai fratelli Coen]

 


Drugo (interpretato da Jeff Bridges) fa la spesa al supermercato in vestaglia e occhiali da sole


Gran parte dei vestiti indossati dal Drugo nel film apparteneva in realtà al guardaroba personale di Jeff Bridges. Tra questi, anche i celebri sandali di plastica trasparente (i jelly shoes) che l'attore ha comprato da solo in un negozio di Los Angeles prima delle riprese.

Il personaggio del Drugo è quasi interamente basato su Jeff Dowd, un produttore cinematografico e attivista politico americano che i fratelli Coen avevano conosciuto anni prima. Proprio come il personaggio del film, Dowd faceva parte dei "Seattle Seven", amava il White Russian e si faceva chiamare da tutti "The Dude" (il Drugo).