Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

domenica 27 settembre 2026

Il Pranzo Della Domenica




 




Olivier Neuray [Belgian artist, b. 1962]




Olivier Neuray - L’Empire des lumières (2023)






Remedios Varo [Spanish-born Mexican Surrealist Painter, 1908-1963]

 


Remedios Varo - Les Murés (I murati)(1958)
Mixed media on cardstock



Due figure androgine con volti grigio-azzurri sembrano emergere o essere letteralmente fuse e intrappolate all'interno di una fessura nella parete. I loro corpi sono avvolti in lunghi mantelli scuri e venati che ricordano la corteccia degli alberi o formazioni rocciose. Davanti a loro, una figura ornitologica (un uccello o una creatura simile a una gallina) si libra a mezz'aria, introducendo un elemento di movimento in un'atmosfera altrimenti statica e claustrofobica. Sulla destra si nota un ombrello chiuso e scuro appoggiato alla parete, un oggetto ricorrente nella simbologia del surrealismo che evoca protezione, ma anche isolamento o l'attesa di un evento atmosferico. In basso a sinistra, un fiore giallo (che ricorda un giglio) spunta da una sottile fenditura nel pavimento di legno. Il riflesso o l'ombra acquosa proiettata dal fiore crea una scia luminosa sul pavimento, simboleggiando speranza, vita o una via di fuga spirituale dalla rigidità delle mura circostanti.






Andries Jacobsz Stock [Incisore fiammingo, 1580–dopo il 1648]

 


Andries Jacobsz Stock - La lezione di anatomia del professor Pieter Pauw (1615-16)



L'illustrazione è stata realizzata basandosi su un disegno originale di Jacques de Gheyn II.
L'opera fungeva originariamente da frontespizio per il trattato anatomico di Pieter Pauw, professore di botanica e anatomia all'Università di Leida, ed è una delle rappresentazioni più iconiche dei primi teatri anatomici stabili d'Europa.
L'incisione cattura magistralmente l'atmosfera scientifica e culturale dell'inizio del XVII secolo, unendo l'osservazione empirica a forti richiami morali e religiosi tipici dell'epoca.
Il Professor Pieter Pauw posizionato al centro, dietro al tavolo settorio, è raffigurato mentre seziona un cadavere e ne mostra le strutture interne alla folla circostante. Lo scheletro centrale sollevato in secondo piano sopra il tavolo, regge uno stendardo con l'iscrizione "Mors Sceptra Ligonibus Aequat" (La morte eguaglia gli scettri alle zappe), un esplicito richiamo al tema del Memento Mori e della Vanitas, ricordando agli spettatori l'inevitabilità della morte indipendentemente dal proprio ceto sociale. Una folla eterogenea di studenti, medici, magistrati e curiosi si accalca attorno alla balaustra del teatro anatomico, evidenziando come queste lezioni fossero veri e propri eventi pubblici e accademici di grande richiamo sociale. Ai piedi della scena si notano un cane (spesso simbolo di fedeltà o di indagine della natura) e degli strumenti scientifici.






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Samuel Harry "Sam" Gross [Fumettista e illustratore statunitense, 1933-2023]

 


Cartoon by Sam Gross, National Lampoon, December 1970






cup3tint3amici

 







Fatal Quiete

 





Jens Peter Møller [Danese, 1783-1854]

 


Jens Peter Møller
Incendio nel cortile del fabbricante di strumenti musicali Marschall in Bredgade (1828)
Olio su carta montata su tela





Miracolo a Milano (1951, diretto da Vittorio De Sica)

 




Il film segue le vicende di Totò, un giovane orfano e scanzonato che si stabilisce in una baraccopoli alla periferia di Milano. Quando nel terreno viene scoperto il petrolio, i poveri abitanti della baraccopoli dovranno difendersi dalle mire di un ricco e cinico industriale, riuscendo a compiere piccoli e grandi "miracoli" quotidiani.

L'opera rappresenta un felice e poetico connubio tra la critica sociale tipica del neorealismo e l'elemento fantastico, favolistico e surreale (scritto in collaborazione con Cesare Zavattini, basato sul suo romanzo Totò il buono).

Il film ha vinto la prestigiosa Palma d'Oro (all'epoca denominata Grand Prix) al Festival di Cannes del 1951.






Lo Scudo di Enrico II di Francia




attribuita all'orafo e incisore di corte Étienne Delaune e al pittore Jean Cousin il Vecchio
Scudo di Enrico II di Francia (regno 1547-1559)(ca. 1555)
Acciaio sbalzato, cesellato e impreziosito da agemine in oro e argento
Altezza 63,5 cm - Larghezza 45,7 cm - Peso 3,175 kg



La scena di battaglia al centro si ritiene raffiguri la vittoria di Annibale e dei Cartaginesi sui Romani a Canne nel 216 a.C., che in questo caso potrebbe essere interpretata come un'allusione alla lotta della Francia contro il Sacro Romano Impero durante il XVI secolo. Nei bordi decorati a motivi intrecciati si trovano le lettere: H per Enrico II (regno 1547-1559); C per Caterina de' Medici, sua regina; e forse anche D per Diana di Poitiers, sua amante. Tra le iniziali si alternano delle mezzelune, stemma personale del re e riferimento alla dea della luna Diana e alla sua omonima Diana di Poitiers.

Questo scudo è considerato uno dei massimi traguardi degli armaioli e dell'oreficeria rinascimentale francese. Non era destinato al combattimento reale, bensì a sfarzose funzioni di stato e parate militari.












Devinez [Polonia]



Devinez
- Escape before the dawn (2023)
Oil on canvas - 46x55 cm






Louis Faurer [American Photographer, 1916-2001]




Louis Faurer - Freudian Woman, NYC, 1947



Louis Faurer, è stato una figura centrale della street photography della metà del Novecento, noto per la sua capacità di catturare la solitudine, l'eccentricità e la complessa psicologia della vita urbana di New York.

L'immagine cattura una donna a New York che nasconde parzialmente il proprio volto dietro a un fitto cumulo di giornali e libri, mentre guarda dritta verso l'obiettivo. Tra le sue braccia spicca in modo evidente una copia del volume The Basic Writings of Sigmund Freud, dettaglio da cui l'opera prende il nome. La composizione gioca in modo ironico e psicologico sul tema del nascondersi e del rivelarsi (concetti cardine della psicoanalisi freudiana), proprio nel momento in cui il soggetto si accinge a imbucare o ritirare la corrispondenza presso una cassetta postale stradale.


 


Joseph-Guillaume Bourdet [French, 1799–1869]


Joseph-Guillaume Bourdet - Tirez, tirez, pauvres artistes ("Tirate, tirate, poveri artisti")(1833)



La scena è una rappresentazione letterale del noto modo di dire francese "tirer le diable par la queue" (letteralmente "tirare il diavolo per la coda"), che significa vivere di stenti, faticare ad arrivare alla fine del mese o sbarcare il lunario con enormi difficoltà. Bourdet applica questa metafora specificamente alle dure condizioni economiche del mondo dell'arte della sua epoca. I personaggi raffigurati sono tre figure allegoriche che uniscono le forze nel disperato tentativo di trattenere il diavolo (rappresentato come un satiro o Pan).
Il pittore: sulla sinistra, riconoscibile dal bastone da appoggio (poggiamano) e dalla tavolozza.
Lo scrittore/poeta: al centro, che si aggrappa alla vita del pittore per fare leva.
Il musicista: sulla destra, che indossa una giacca elegante e porta un violino sotto il braccio.
Insieme, i "poveri artisti" tirano con tutte le loro forze per cercare di ottenere un guadagno economico o semplicemente per sopravvivere alla propria condizione di indigenza.





Aelbrecht Bouts [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1460-1549]

 


Aelbrecht Bouts
Christus als Man van Smarten met geheven handen
( Testa di Cristo coronata di spine o Cristo del dolore benedicente o Uomo dei Dolori)
(1500)
Pittura a olio su tavola - 35,5 × 23,5 cm - Musée des Beaux-Arts de Lyon



Dopo il verbo “amare” il verbo “aiutare” è il più bello del mondo. (Anonimo)

 





sabato 26 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen

 


L'atmosfera del locale è quella genuina delle vecchie locande marinare dove la materia prima non si nasconde.
Sul carrello di legno, una ricciola adagiata su un piatto fa capolino pronta per essere cucinata.
Sotto lo straccio umido a quadretti rossi e bianchi sembra un pesce a letto che riposa.




"GARNET" NEGROAMARO ROSATO SALENTO CANTINA PRODUTTORI DI MANDURIA




CALAMARO RIPIENO DI SCAROLA SU FONDUTA DI PROVOLA




PACCHERO TRIGLIA E GAMBERO DI PESCATO





Deb JJ Lee [Illustratrice e fumettista nonbinary coreano-americana residente a Brooklyn, New York, b.1996]

 


Deb JJ Lee
Illustrazione commissionata dalla Society of Illustrators come immagine promozionale
principale per l'edizione 2026 dell'annuale festival di fumetti e arte indipendente di New York






Norman Rockwell [American Illustrator, 1894-1978]




Norman Rockwell
- Going and Coming
The Saturday Evening Post (August 30, 1947)



Il dipinto è strutturato su due pannelli sovrapposti che invitano a un confronto diretto sul passaggio del tempo e sul mutamento di umore di una famiglia durante una gita estiva al lago.
Il pannello superiore (L'andata): Mostra la famiglia all'inizio della vacanza, straripante di energia ed entusiasmo. I bambini si sporgono dai finestrini, il cane si gode il vento e il padre guida fiero.
Il pannello inferiore (Il ritorno): Cattura il viaggio di ritorno verso casa, dove l'atmosfera è radicalmente cambiata. Tutti i passeggeri sono esausti, accaldati e visibilmente provati dalla lunga giornata; persino il cane appare stanco e privo di energie.
La figura della nonna: In linea con la tipica ironia di Rockwell, la nonna è l'unico personaggio che rimane perfettamente identico in entrambe le scene, mantenendo una postura rigida e un'espressione stoica e imperturbabile che non risente della stanchezza generale.
L'opera riflette la realtà socioculturale dell'America del secondo dopoguerra, periodo caratterizzato dalla fine del razionamento della benzina e dal boom dei viaggi in automobile per le famiglie della classe media. 




 



David Hockney [British Pop Artist, 1937-2026]

 


David Hockney - Postcard of Richard Wagner with a Glass of Water (1973)
Etching




David Hockney era un grandissimo appassionato della musica di Wagner. Ha spesso raccontato di aver ascoltato le sue opere (in particolare il Tristano e Isotta) a volume altissimo mentre guidava ad alta velocità attraverso i canyon della California. Questa passione lo ha portato in seguito a realizzare le scenografie e i costumi per una celebre produzione del Tristano alla Los Angeles Music Center Opera nel 1987.
L'opera unisce due dei più grandi interessi visivi di Hockney: i ritratti storici e la distorsione ottica creata dall'acqua. Prima di dipingere le sue famosissime piscine californiane, Hockney studiò a lungo come l'acqua riflette e spezza le linee. In questa acquaforte, il volto di Wagner viene letteralmente "capovolto" e distorto dalla rifrazione del bicchiere, creando una complessa sfida tecnica su una superficie piccolissima.






Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Peter Christopher Vey aka P. C. Vey [Fumettista e illustratore statunitense, 1955 – 2026]

 







la soluzione è ... ATTREZZATEVI









 

Proverbio Africano

 




Puoi svegliarti anche molto presto all'alba, ma il 
tuo destino si è svegliato mezz'ora prima di te.

: :  Proverbio Africano  : :





L'opera è una creazione digitale contemporanea in stile barocco. L'autore dell'opera è il brand o designer indipendente TimeCapsulePrintsCie (gestito da un'artista di nome Sarah, con base in Quebec, Canada).

Johann Heinrich Füssli [Swiss-born British Romantic Painter, 1741-1825]

 


Johann Heinrich Füssli - Achille si aggrappa all'ombra di Patroclo (ca.1810)
Grafite, gesso e acquerello - 34 x 60 cm - Kunsthaus, Zurigo



La scena è tratta direttamente dal Libro XXIII dell'Iliade di Omero. Raffigura il drammatico momento in cui il fantasma di Patroclo appare in sogno ad Achille per chiedergli una degna sepoltura. Achille, visibile in primo piano sulla sinistra con un'anatomia muscolosa ed esasperata tipica dello stile del pittore, si protende disperatamente in avanti nel tentativo di stringere a sé l'amico perduto. Sulla destra, lo spettro velato di Patroclo sfugge alla stretta e svanisce come fumo, simboleggiando l'impossibilità di trattenere i morti e il profondo dolore di Achille. 






AGATHA ALL ALONG 1.08 - "Follow Me My Friend / For Glory at the End" (2024)



 



Aubrey Plaza nei panni di Lady Death (la Morte)




Norm Saunders




Norm Saunders - Figurina numero 36 intitolata "Destroying a Dog" (1962)
dalla serie di carte collezionabili "Mars Attacks" pubblicata dalla Topps
 
 

Questa figurina in particolare è considerata una delle più controverse dell'intero set. All'epoca dell'uscita, la crudezza e la violenza grafica mostrate nelle carte (che includevano la distruzione di città, torture e l'uccisione di animali e civili) causarono un'ondata di indignazione tra i genitori e i comitati civici dell'epoca. La forte pressione spinse la Topps a ritirare o modificare temporaneamente diverse illustrazioni.

Per altre Mars Attacks cards clicca il tag
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Mercedes Helnwein [Artista austriaca, b. 1979]

 


Mercedes Helnwein - Red (2010)


L'atto di osservare un piccolo oggetto sotto la luce al neon di un distributore di ghiaccio, in un'area di sosta americana isolata, richiama l'immaginario dei vecchi B-movie, della cultura dei motel e dei romanzi noir. Il volto della giovane, oscurato da un'ombra marcata che somiglia a una maschera teatrale, unito al gesto concentrato sulle mani, accentua il senso di auto-assorbimento, alienazione e distacco dalla realtà circostante tipico dei personaggi dell'artista.





Christopher Soukup




Christopher Soukup
- Winters, Pacifica, CA



Questa immagine di stampo cinematografico immortala lo storico locale Winters Tavern, situato al 1522 di Francisco Blvd a Pacifica, California. Si tratta di un celebre e caratteristico dive bar e rock club della Bay Area, molto apprezzato per la sua atmosfera retrò, la selezione di birre artigianali alla spina e i concerti di musica dal vivo. Lo scatto notturno, opera del fotografo Christopher Soukup, accentua l'estetica vintage e nostalgica grazie al contrasto tra le calde luci al neon e la tipica nebbia costiera della zona.





Wenceslaus Hollar [Bohemian, 1607–1677]

 


Wenceslaus Hollar - Il dottore e la morte (1651)



L'opera è basata sui disegni originali della celebre serie rinascimentale della Danza della Morte (Danse Macabre) di Hans Holbein il Giovane. 
L'incisione è ambientata nello studio di un medico. Al centro, la figura dello scheletro della Morte conduce per mano un paziente anziano e decrepito. Con l'altra mano, la Morte porge al dottore seduto un'ampolla di urina per l'ispezione medica (una pratica diagnostica storica nota come uroscopia).
Il gesto della Morte serve a schernire i limiti della medicina dotta dell'epoca, come a dire al medico: "Puoi davvero curare quest'uomo che è già in mio potere?".
 In basso spicca la locuzione latina:

"Medice, cura te ipsum" (tratta dal Vangelo di Luca, 4:23)
("Medico, cura te stesso")

Un antico proverbio usato in questo contesto per evidenziare l'impotenza dei medici di fronte alla mortalità universale.




Giulio Pippi de' Jannuzzi, o Giannuzzi, detto Giulio Romano [Pittore e architetto italiano, 1492 o 1499 – 1546]

 


Giulio Romano - Madonna col Bambino (1520-22)
Olio su tavola - 105 x 77,5 cm - Gli Uffizi, Firenze


Questo dipinto fu realizzato in un momento drammatico e caotico per la storia dell'arte. Raffaello era appena morto lasciando incompiute enormi commissioni (tra cui le Stanze Vaticane). Giulio Romano si trovò improvvisamente a capo della bottega più importante del mondo a soli ventuno anni. Questo quadro rappresenta una sorta di "manifesto della sua indipendenza": l'artista usa l'impostazione affettuosa tipica di Raffaello, ma introduce appositamente la massiccia muscolatura del Bambino e i forti contrasti di luce per dimostrare a Roma di saper padroneggiare anche la titanica potenza di Michelangelo.






Non è importante quello che raccogli; ma quello che semini. (leggermente riadattata da Robert Louis Stevenson)

 






venerdì 25 settembre 2026

pensierino della sera di Antonio Carano



Malpensa diventa l'aeroporto "Berlusconi".

Anche se ancora non si conosce per quale reato.







Rilo Kiley - A Better Son/Daughter

 







La morte di Cristoforo Colombo e i suoi resti




La morte di Cristoforo Colombo (1893)
cromolitografia americana pubblicata originariamente dalla "L. Prang & Company"



Forse non tutti sanno che:
Le spoglie di Cristoforo Colombo rappresentano una delle odissee post-mortem più affascinanti della storia. I resti del navigatore hanno viaggiato quasi quanto lui in vita, venendo spostati e rivendicati da diverse nazioni per secoli.

1. Il viaggio infinito delle spoglie (Le 5 traslazioni)
Dopo la morte a Valladolid nel 1506 (mostrata nell'illustrazione), il corpo di Colombo iniziò una serie incredibile di spostamenti:
Valladolid (1506): Inizialmente viene sepolto nel convento di San Francesco a Valladolid. Solo in anni recenti, grazie a indagini geofisiche con georadar, gli archeologi sono riusciti a individuare l'esatta posizione della sua prima, temporanea fossa sotto il tessuto stradale moderno della città.
Siviglia (1509): Il figlio Diego fa trasferire le spoglie nel monastero della Cartuja a Siviglia.
Santo Domingo (1537–1544 circa): Rispettando il desiderio testamentario di Colombo di essere sepolto nelle sue amate terre d'oltreoceano, la nuora María de Toledo ottiene il permesso di spostare i resti nella Cattedrale di Santo Domingo, nell'isola di Hispaniola.
L'Avana (1795): Quando la Spagna cede la parte occidentale di Hispaniola alla Francia con il Trattato di Basilea, gli spagnoli decidono di dissotterrare i resti per non lasciarli in mani straniere e li portano alla Cattedrale dell'Avana, a Cuba.
Ritorno a Siviglia (1898): In seguito alla guerra ispano-americana e all'indipendenza di Cuba, i resti vengono nuovamente riesumati e ricollocati definitivamente nel maestoso monumento funebre all'interno della Cattedrale di Siviglia.

2. Il colpo di scena: Due tombe e il sosia di Santo Domingo
Il mistero si infittisce nel 1877. Durante alcuni lavori di restauro nella Cattedrale di Santo Domingo, gli operai scoprono una cassetta di piombo celata sotto l'altare con un'iscrizione inequivocabile: "L'illustre ed eccellente uomo, Don Cristobal Colon".
La Repubblica Dominicana sostenne immediatamente che, nel 1795, gli spagnoli si erano confusi (o erano stati deliberatamente ingannati dai locali) prelevando i resti del figlio o di un altro parente. Da quel momento, sia la Spagna sia la Repubblica Dominicana hanno continuato ad affermare di custodire il vero corpo del navigatore, la prima a Siviglia e la seconda all'interno del monumentale Faro a Colón a Santo Domingo.

3. La parola definitiva della scienza e del DNA
Per mettere fine a questa disputa centenaria, l'Università di Granada ha avviato uno studio genetico approfondito guidato dal medico forense José Antonio Lorente. Gli scienziati hanno prelevato frammenti ossei dalla tomba di Siviglia e li hanno confrontati con il DNA mitocondriale dei resti certamente identificati del fratello Diego e del figlio Fernando. Le analisi di laboratorio hanno confermato con "assoluta attendibilità" che i resti conservati a Siviglia appartengono proprio a Cristoforo Colombo.
Tuttavia, il mistero non è chiuso al 100%: lo scheletro di Siviglia è fortemente incompleto ed è composto solo da circa 150-200 grammi di frammenti ossei. È quindi altamente probabile che il corpo sia andato frammentato durante i numerosi viaggi e che una parte delle spoglie si trovi ancora a Santo Domingo, rendendo entrambe le tombe parzialmente autentiche.


 


Yashô (夜潮) [Artista giapponese attivo a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo - vissuto approssimativamente tra il 1782 e il 1825] / Matsuo Bashō




Yashô - Bat in Flight
Ink on paper



蝙蝠や 鳥のなき世の 花に鳥
Kōmori ya tori no naki yo no hana ni tori

Il pipistrello —nel mondo senza uccelli, un uccello tra i fiori

: :  Matsuo Bashō  : :






Claude Monet

 


Claude Monet - La Manneporte (Étretat)(1883)
Oil on canvas - 65.4 x 81.3 cm - Metropolitan Museum of Art, NYC 



Monet trascorse gran parte del febbraio 1883 in questa località balneare. In questa tela cattura l'effetto "smaterializzante" della luce solare che colpisce la falesia calcarea, riducendo la solida roccia e le onde agitate del mare a una pura interazione di luminosità e vibrazioni di colore. Tramite pennellate veloci e frammentate tipiche dell'impressionismo, la tavolozza fonde sfumature di azzurro, viola e crema dorata.





Monogrammista IS [attivo tra il 1632 e il 1658, enigmatico pittore del Secolo d'oro olandese]

 


Monogrammist IS - Ritratto di una donna anziana (1651)
Olio su legno di quercia - 41 x 33 cm - Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria



L'uso della tavola di legno, anziché della tela, permetteva ai pittori dell'epoca di stendere il colore su una superficie estremamente liscia, ideale per catturare i dettagli più minuti. L'artista utilizza velature d'olio per creare un forte contrasto tra lo sfondo completamente scuro e il volto della donna. Questo permette alla luce di far emergere con precisione quasi chirurgica la texture della pelle, le singole rughe ed espressività del volto.






ANIMAL LIBERATION

 

  




Willem de Kooning [Dutch-born American Abstract Expressionist Painter, 1904-1997]




Willem de Kooning -  Gotham News (1955)
Buffalo AKG Art Museum, Buffalo, New York



Si tratta di un dipinto a olio, carboncino e collage su tela. Durante il lungo processo di stratificazione del colore, de Kooning applicava spesso fogli di giornale sulla vernice fresca per rallentarne l'asciugatura, lasciando talvolta frammenti di testo e inchiostro impressi o incollati direttamente sulla tela.
L'opera rappresenta appieno l'estetica della Action Painting e della Scuola di New York, caratterizzandosi per una composizione caotica e densa, con vigorose pennellate dai toni accesi che trasmettono l'energia e il ritmo frenetico della vita urbana newyorkese.