Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

mercoledì 19 agosto 2026

Bomarzo

 


Pan - Giano, Bomarzo, 12.08.2026






Shapavalau Zmicer

 


Shapavalau Zmicer - Steel Rat (2020)






Édouard Bisson [Francia, 1856–1945]



Édouard Bisson - Two Virgins (1903)
Olio su tela - Collezione privata







Alfred Kubin [Czech Expressionist Illustrator, 1877-1959]

 


Alfred Kubin - The Wild Hunt, 1902



Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]








Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]




"You'd think over the years one or two of them would catch on."
("Si potrebbe pensare che nel corso degli anni una o due di queste idee prenderebbero piede.")






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Pedro Almodóvar





Ci sono cose
: :  Pedro Almodóvar  : :


Ci sono cose
che non smetteresti mai di guardare.
Cose che catturano il tuo sguardo
e non lo lasciano andare.
Cose che lasciano un'impronta indelebile
sulla tua retina.
Cose che lasciano un'impronta indelebile
sulla tua Anima.
Cose che non ti sazi di guardare.
E mentre cerchi di scoprire
il perché di tanto fascino,
scopri dopo e solo dopo,
ripensandoci,
che le guardavi perché le amavi.







Lionello Balestrieri [Italian, 1872-1958]




Lionello Balestrieri
- Mimì... Mimì (The Death of Mimì)(1898)





Mississippi Burning - Le radici dell'odio (Mississippi Burning, 1988, diretto da Alan Parker e interpretato da Gene Hackman, Willem Dafoe e Frances McDormand)





Ambientato nel Mississippi del 1964, Mississippi Burning - Le radici dell'odio segue due agenti FBI dagli opposti metodi, Anderson e Ward, alle prese con la scomparsa di tre attivisti per i diritti civili in un contesto di razzismo sistemico e violenza del Ku Klux Klan. Superando un muro di omertà grazie alla testimonianza della moglie di un vicesceriffo e all'uso di metodi non ortodossi, gli agenti riescono a incriminare i responsabili per violazione dei diritti civili.

Nonostante il grande successo di critica — che valse al film 7 candidature agli Oscar (vincendo quello per la Miglior fotografia) — l'opera ha ricevuto forti critiche da storici e attivisti afroamericani (tra cui il leader del CORE e della SNCC). Il film è stato accusato di aver alterato la verità storica attraverso il tropo del "white savior" (il salvatore bianco), dipingendo l'FBI di J. Edgar Hoover come un'organizzazione eroica e virtuosa nella difesa dei diritti civili, quando nella realtà storica l'agenzia fu inizialmente riluttante e ostile al movimento. Inoltre, il film riduce la comunità nera a vittime passive, ignorando il ruolo attivo e coraggioso che i neri del luogo ebbero nella reale lotta per i diritti di voto.



















Il Fatto Storico Reale (Il caso "MIBURN")

La sceneggiatura di Chris Gerolmo si basa sul fascicolo d'indagine dell'FBI denominato "MIBURN" (Mississippi Burning).
Nella notte tra il 21 e il 22 giugno 1964, nella contea di Neshoba, i tre attivisti James Chaney, Andrew Goodman e Michael Schwerner vennero arrestati per un presunto eccesso di velocità, rilasciati nella notte e subito dopo intercettati, picchiati e barbaramente uccisi da una pattuglia guidata dal vicesceriffo Cecil Price, membro del Ku Klux Klan.
I loro corpi vennero ritrovati solo 44 giorni dopo, sepolti sotto una diga di terra. Data l'assenza di leggi federali sull'omicidio all'epoca e il rifiuto dello Stato del Mississippi di procedere, i colpevoli vennero processati e condannati nel 1967 solo per "violazione dei diritti civili" con pene inferiori ai 10 anni.






Cranio fuso di due gemelli congiunti

 


Cranio fuso di due gemelli congiunti (cefalopagi/craniopagi)
Mütter Museum, Filadelfia

Si tratta di un rarissimo reperto anatomico del XIX secolo che testimonia una grave
anomalia dello sviluppo embrionale, in cui i due gemelli non sono riusciti a
separarsi completamente a livello della testa, condividendo parte della struttura cranica. 





Dillon Samuelson




Dillon Samuelson
Rats






Stephen Salmieri [American, b. 1945]

 


Stephen Salmieri - Coney Island, 1968






Francesca Maccaferri [Italia, b.1979]

 


Francesca Maccaferri - Onsen






Rueland Frueauf the Elder [Austrian Late-Gothic painter, ca. 1440 – 1507]

 


Rueland Frueauf the Elder
- La presentazione di Gesù al tempio
Olio su tavola - Museo Correr, Venezia







Ho tolto le pile al vibratore per metterle nella macchinetta per misurare la pressione: il declino. (Francesca P. @exfrancesina)

 







martedì 18 agosto 2026

Hazel Dorothy Scott




Hazel Scott che suona due pianoforti contemporaneamente con estrema facilità.



Hazel Dorothy Scott
[Port of Spain, 11 giugno 1920 – New York, 2 ottobre 1981]
Musicista, cantante, attrice e attivista trinidadiana naturalizzata statunitense


Virtuosa della musica classica e del jazz, è passata alla storia come una delle figure più rivoluzionarie dello spettacolo americano, diventando nel 1950 la prima persona afroamericana a condurre un proprio programma televisivo nazionale, The Hazel Scott Show.

Nata a Port of Spain (Trinidad e Tobago), si trasferì a Harlem con la madre all'età di quattro anni. Fin da piccolissima dimostrò di possedere l'orecchio assoluto:

Juilliard a 8 anni: Fu ammessa alla prestigiosa Juilliard School superando il limite d'età minimo di 16 anni dopo una sbalorditiva audizione su Rachmaninoff.

"Swinging the Classics": Divenne celebre per la sua innovativa abilità nel fondere la musica classica (Bach, Chopin, Mozart) con i ritmi sincopati del jazz e del boogie-woogie.

Café Society: Negli anni '30 e '40 dominò la scena del celebre locale di New York, esibendosi regolarmente anche alla Carnegie Hall e alla radio.

Hollywood e il Primato in TV: Il suo immenso talento la portò rapidamente sul grande e piccolo schermo.

Cinema senza stereotipi: Recitò in diversi film di Hollywood ma rifiutò categoricamente di interpretare ruoli degradanti o stereotipati allora imposti alle donne nere, come cameriere o prostitute, esigendo di apparire sempre nei panni di se stessa.

The Hazel Scott Show (1950): Con il debutto del suo show musicale sul network DuMont, divenne la prima donna nera a guidare un programma televisivo tutto suo.

L'Attivismo e i Diritti Civili: Hazel Scott fu una fiera sostenitrice dell'uguaglianza razziale, pagando spesso di tasca propria le sue scelte coraggiose.

No alla segregazione: Inseriva nei suoi contratti una clausola che vietava la separazione del pubblico in base alla razza; si rifiutava di suonare se la platea non era integrata.

La causa legale vinta: Nel 1949 denunciò e vinse una causa contro un ristorante nello Stato di Washington che si era rifiutato di servire lei e un compagno di viaggio a causa del colore della pelle, stimolando un cambio nelle leggi antidiscriminazione locali.

Il Maccartismo e l'Esilio a Parigi: Nel 1950, all'apice del successo, il suo nome fu inserito nella lista nera di Red Channels con l'accusa di simpatie comuniste a causa del suo attivismo. Scott scelse di testimoniare volontariamente davanti alla House Un-American Activities Committee (HUAC) per difendersi e criticare il sistema delle liste nere. Una settimana dopo la sua testimonianza, il suo show televisivo venne cancellato. Delusa e ostacolata nel suo lavoro, nel 1957 lasciò gli Stati Uniti per trasferirsi a Parigi, dove continuò a esibirsi con successo e dove la sua casa divenne un punto di ritrovo per intellettuali e artisti espatriati come James Baldwin. Tornò stabilmente in America solo nel 1967.

 



Tempesta di fulmini su Roma: il cielo illuminato a giorno per tutta la sera

 


Roma sud neanche una goccia, sigh!






Bomarzo



La Sfinge di sinistra all'ingresso del Sacro Bosco di Bomarzo, 12.08.2026

"CHI CON CIGLIA INARCATE ET LABBRA STRETTE NON VA PER QUESTO LOCO MANCO AMMIRA LE FAMOSE DEL MONDO MOLI SETTE".
Questo epigramma ammonisce il visitatore invitandolo a contemplare le meraviglie del parco con stupore e raccoglimento, suggerendo che chi attraversa il luogo senza sbigottimento o riflessione non riuscirà ad apprezzare nemmeno le sette meraviglie del mondo antico.



La Sfinge di destra all'ingresso del Sacro Bosco di Bomarzo, 12.08.2026



"TU CH' ENTRI QUA PON MENTE PARTE A PARTE ET DIMMI POI SE TANTE MARAVIGLIE SI EN FATTE PER INCANTO PUR ARTE"
Questo epigramma invita i visitatori del Parco dei Mostri di Bomarzo a riflettere sulle meraviglie artistiche e ingannevoli create da Pier Francesco Orsini nel XVI secolo, sfidando la percezione tra realtà e illusione.









Wolfe von Lenkiewicz [Artista britannico, b. 1966]




Wolfe von Lenkiewicz - The Visit (2025)






Pierre-Auguste Renoir [French Impressionist Painter, 1841-1919]

 

Pierre-Auguste Renoir - Albert Cahen d'Anvers (1881)
Oil on canvas - 80 x: 63.8 cm - Getty Center, Los Angeles








Wilhelm Schulz [German, 1865–1952]




Wilhelm Schulz
- Giorno dei Morti (ca. 1926)
da: "Simplicissimus" (rivista satirica tedesca)

In quest'illustrazione, la Morte illumina le tombe con le stelle, rievocando la tradizione del Giorno dei Morti di visitare e decorare le tombe con candele, fiori e offerte in segno di ricordo e devozione, portando la luce nell'oscurità.






Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 





Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]




"Oh whoa! This was totally NOT what I pictured when you said let's meet at the cat cafe!"
("Oh wow! Non era assolutamente questo che mi immaginavo quando hai detto di incontrarci al cat café!")






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Anonimo

 







Rene Magritte [Belgian Surrealist Painter, 1898-1967] / Fantômas e la mia collezione




René Magritte
– 
L'Assassin menacé (L’assassino minacciato)(1926)
Oil on canvas - 150.4 × 195.2 cm - Museum of Modern Art, New York

.

Il quadro raffigura il luogo di un delitto. All’interno della stanza il cadavere nudo di una donna è disteso su un elegante divano foderato di stoffa rossa, mentre un uomo in piedi ascolta un disco sul grammofono, poco distante da lei. L’uomo – presumibilmente l’assassino – indossa un completo elegante ed ha una posa rilassata, una mano in tasca e l’altra appoggiata sul tavolo dove si trova il grammofono. A terra accanto a lui vi sono una valigia e una sedia, sulla quale sono posati il suo cappotto e il cappello. Tre uomini osservano la scena da fuori, attraverso una grande finestra posta centralmente in fondo alla sala. In primo piano ai lati del dipinto vi sono due figure, probabilmente due detective, accostate al muro in attesa del momento giusto per catturare l’assassino. I due uomini sono fisicamente identici, indossano gli stessi abiti e lo stesso cappello a bombetta, ma brandiscono armi diverse: quello a sinistra impugna una mazza con mano destra, l’altro tiene con entrambe le mani una lunga rete che arriva a sfiorare il pavimento.

Nonostante l’ambientazione e i personaggi del quadro siano realistici, la vena surrealista di Magritte si percepisce dall’inespressività delle figure. La scena è pervasa da un’atmosfera di mistero e sembra sospesa nel tempo: non vi è fretta di fuggire nell’assassino, tranquillamente assorto nella musica del grammofono, né di agire da parte dei detective in agguato. Inoltre, i volti immobili dei tre uomini sullo sfondo spiano ciò che avviene all’interno della stanza e allo stesso tempo sembrano guardare negli occhi lo spettatore.

L'influenza di Fantômas
L'uomo nel dipinto è presumibilmente Fantômas, di cui Magritte era appassionato. Si tratta di un personaggio immaginario molto popolare all’epoca, protagonista di una serie di 32 romanzi a puntate di genere poliziesco e successivamente di alcuni adattamenti cinematografici e televisivi (i romanzi, opera degli scrittori francesi Pierre Souvestre e Marcel Allain, sono stati pubblicati dal 1911 al 1914, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e alla morte di Souvestre). Fantômas è un genio del male, un criminale diabolico e spietato in grado di commettere i crimini più efferati senza lasciare tracce, grazie alla sua abilità nei travestimenti; divenne anche un eroe per i surrealisti, che apprezzavano la sua capacità di celare la propria identità, cambiare completamente aspetto e svanire nel nulla, sfuggendo sempre alla legge. Fantômas rappresenta il rovesciamento dei valori borghesi, la naturale e umana tendenza al male che si compie attraverso imprese creative e assurde. Ciò si allinea perfettamente all’ideologia surrealista, che mirava a distruggere la contrapposizione tra bene e male o ragione e pazzia attraverso l’accostamento di contraddizioni.

Molte cose ci dicono che in L’assassin menacé il protagonista sia proprio Fantômas: la vicinanza dei due detective e i tre osservatori esterni fanno presumere che l’assassino verrà catturato a breve, ma l’atteggiamento di quest’ultimo è sereno, e la presenza della valigia, del cappotto e del cappello accanto a lui lasciano pensare che possa fuggire all’ultimo minuto senza problemi. Inoltre, pare che la posizione dei due detective, nascosti dagli stipiti della porta, sia ispirata proprio a una scena del film Le Mort Qui Tue (Il cadavere assassino), uno degli adattamenti cinematografici della serie di Fantômas, uscito nel 1913.


E' con una punta di orgoglio che mostro la mia collezione completa di Fantômas di cui avevo 2 numeri dalla fine degli anni 60 e ai quali sono riuscito a ricongiungere i mancanti 33 (in Italia in totale sono 35 numeri) trovati da un vecchio libraio antiquario.







L'odio (La Haine, 1995, scritto e diretto da Mathieu Kassovitz)




Il film - vincitore del Premio per la miglior regia al Festival di Cannes - si svolge nell'arco di 24 ore nella periferia parigina, devastata dagli scontri tra giovani e polizia dopo il pestaggio del sedicenne Abdel Ichaha da parte di un agente. I protagonisti sono tre amici del ragazzo ferito, simboli della Francia multietnica delle banlieue: Vinz, un ebreo collerico e ossessionato dalla vendetta; Hubert, un pugile afro-discendente che desidera solo scappare da quel degrado; Saïd, un giovane magrebino che fa da mediatore tra i due.

La tensione sale quando Vinz trova una pistola smarrita da un poliziotto durante le rivolte. Il ragazzo giura che, se Abdel morirà in ospedale, userà l'arma per uccidere un agente. Tra vagabondaggi nella periferia, un viaggio notturno e frustrante nel centro di Parigi e continui scontri verbali e fisici, i tre amici si muovono come bombe a orologeria in una città che sembra averli già condannati, fino a un tragico e inevitabile epilogo all'alba del giorno dopo.

«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»

: :  La voce narrante di Hubert nella scena iniziale del film  : :