Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 21 ottobre 2026

Pensierino della sera di Sandro Grillette

 


Carburanti:
"Manifestare è lecito, bloccare le strade è un reato"
 ha detto Lollobrigida,
quello che bloccò un treno per proseguire verso Caivano a bordo di un'auto blu.


: :  Sandro Grillette  : :










Radiohead - Planet Telex (Live at Glastonbury, June 1997) [HD]









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Amo l'immagine che mostra la persona travestita da Pantera Rosa arrestata dalla polizia durante le proteste in Francia anche s'è falsa ed è stata interamente generata tramite intelligenza artificiale. Credo che il mio cervello sia affascinato nel trovarsi davanti a due concetti totalmente opposti e apparentemente inconciliabili. Da un lato gli aguzzini antisommossa della polizia francese dall'altro la Pantera Rosa, personaggio dei cartoni animati che evoca infanzia, leggerezza e goffaggine. Questo contrasto stridente mi crea un vero cortocircuito.




Henry John Stock [English, 1853-1930]




Henry John Stock
- Dante and Virgil Encounter Lucifer in Hell (Dante e Virgilio incontrano Lucifero all'Inferno)(1923)



Lo 'mperador del doloroso regno
da mezzo 'l petto uscia fuor de la ghiaccia;
e più con un gigante io mi convegno,

che i giganti non fan con le sue braccia:
vedi oggimai quant'esser dee quel tutto
ch'a così fatta parte si confaccia.



: :  Inferno, Canto XXXIV, (versi 28-33)  : :









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Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco

 




Franz von Persoglia [Austria, 1852–1912]




Attributed to Franz von Persoglia  - Das hübsche Kind (La bella bambina)



L'espediente di inserire una cornice all'interno del dipinto stesso serve a creare un'illusione ottica. Per un momento l'osservatore viene ingannato, chiedendosi se il volto della bambina sia un ritratto dipinto appeso al muro o una persona reale in carne e ossa che guarda attraverso il foro.
Anche se l'opera è stata dipinta nella seconda metà del XIX secolo, i costumi, le acconciature e l'atmosfera richiamano deliberatamente lo stile rococò del XVIII secolo. All'epoca, infatti, c'era una forte nostalgia per l'eleganza aristocratica del secolo precedente.
Ai piedi delle due figure si notano dei fiori recisi lasciati a terra. Nell'arte dell'Ottocento, la combinazione tra la purezza dei bambini e i fiori recisi era un simbolo frequente per ricordare la fragilità della giovinezza e la natura effimera della bellezza.






 

Bernard Kingstein

 


Bernard Kingstein - Original art for the last page of "Master Race" from "Impact" #1 (1955)


L'immagine mostra l'ultima pagina del celebre fumetto "Master Race", scritto da Al Feldstein e disegnato da Bernie Krigstein, pubblicato originariamente nel 1955 sulla rivista Impact #1 della EC Comics.

Quest'opera è considerata una pietra miliare della nona arte, celebre per la sua drammatica rappresentazione dell'Olocausto e per la tecnica innovativa di scomposizione del movimento visibile proprio in questa tavola.

Il finale della storia rivela un profondo e drammatico colpo di scena:

Per tutta la durata del fumetto, il protagonista Reiss, un uomo visibilmente terrorizzato e ossessionato, scappa da un misterioso "uomo in nero" all'interno della metropolitana. Il lettore è indotto a pensare che Reiss sia una vittima e l'altro un carnefice nazista che lo sta braccando.

Nelle vignette finali si scopre l'esatto contrario. L'uomo in nero è in realtà un sopravvissuto ai campi di concentramento, mentre Reiss era il comandante e aguzzino nazista del campo, fuggito in America sotto falsa identità per rifarsi una vita.

Preso dal panico e convinto che il sopravvissuto sia venuto a cercarlo per vendicarsi, Reiss perde il controllo, corre lungo la banchina della stazione e muore travolto dalle ruote del treno in arrivo. Nelle ultime tre iconiche vignette, l'uomo in nero osserva la scena immobile e dichiara ai passanti di non averlo mai visto prima e che si trattava di un perfetto sconosciuto.




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Huang Zongdau (黄宗道) [Pittore cinese del XII secolo, attivo intorno al 1120)

 


Attribuito a Huang Zongdau - 獵鹿圖 卷 (Caccia al cervo)(ca. 1120)
Inchiostro e colore su seta - 24,6 × 78,9 cm - Metropolitan Museum of Art, New York



Il dipinto mostra una scena dinamica di caccia a cavallo dell'aristocrazia nomade.






Diane Arbus



Diane Arbus - Transvestite with her birthday cake, N.Y.C. (1969)



L'aneddoto dietro questa fotografia, condiviso nel tempo dai galleristi della Arbus, rivela che la persona ritratta aveva invitato la fotografa alla sua festa di compleanno. Al suo arrivo, Diane Arbus si rese conto che non c'era nessun altro invitato: era l'unica persona presente.
L'immagine riflette appieno la poetica della fotografa, nota per l'esplorazione delle sottoculture e delle persone ai margini della società del tempo. L'uso caratteristico del flash frontale stacca nettamente il soggetto dallo sfondo, evidenziando una forte intimità psicologica, sospesa tra vulnerabilità e fiera identità.
Il soggetto è seduto sul bordo di un letto disfatto, con indosso una vestaglia corta, una sigaretta in mano e accanto una torta di compleanno decorata. L'acconciatura cotonata ad alveare e il trucco marcato rimandano all'estetica drag e transessuale clandestina della New York di fine anni '60.




Il Colibrì






Per la sua spiccata aggressività, la rapidità nel volo e nelle acrobazie, per gli stupendi colori di cui è dotato, le antiche civiltà americane lo consideravano la reincarnazione di valorosi guerrieri caduti in battaglia e la rappresentazione in terra del dio Sole.

Gli Atzechi adoravano il dio “colibrì azzurro “ e ad esso innalzarono il loro tempio.

Il popolo Nazca lo ritrasse nella Pampa di Ingenio, in Perù, in un enorme disegno visibile solo dall’aereo (del quale ancor oggi non si conosce il significato).

Questo piccolo uccello, della famiglia dei Trochilidi, proprio delle foreste dell’America tropicale, è uno degli animali più stupendi esistenti oggi sul nostro pianeta.

Nessuno, in passato, è riuscito a resistere all’incanto di questa creatura.

Cristoforo Colombo lo descriveva come “piccolo meraviglioso uccello tanto diverso dai nostri”.

I grandi maestri della zoologia, ciascuno con un proprio stile, cercarono poi di descriverlo con le loro parole.Audubon lo comparò a “frammenti di arcobaleno”, Goeldi lo descrisse come “pietra preziosa e fiore convertito in animale”, altri semplicemente come “gioia della natura”.


Il Colibrì è l’uccello più piccolo del mondo. In natura esistono 334 specie di Colibrì, distribuite in tutto il continente americano ed in particolare in Sud America.

Il più piccolo è il Colibrì Elena (calypte helenae) che pesa circa 1,6 grammi ed è lungo 5,7 cm (di cui 1,25 cm occupati dal solo corpo, il resto da coda e becco).Gli fa’ concorrenza il Colibrì di Vervain (mellisuga minima) di dimensioni pressoché analoghe.

Entrambi sono più piccoli di molte specie di farfalle e falene con le quali condividono gli ambienti della foresta tropicale ed il loro nido è grande circa quanto mezza noce.

Il più grande è il Colibrì Gigante (patagona gigas) che pesa 20g ed è lungo 21,5 cm.

I Colibrì sono dotati di un piumaggio dagli splendidi colori iridescenti (che si riscontra in modo particolare nei maschi adulti, mentre giovani e femmine in genere hanno colori più tenui) e nessun altro uccello può competere con loro sotto questo aspetto.

La particolarità è che i bellissimi colori non sono dovuti alla presenza di pigmenti sulle penne, ma all’interferenza dei raggi luminosi attraverso la struttura prismatica delle diramazioni perpendicolari dei rami delle penne, che scomponendo la luce solare riflettono una parte dell’iride, dando la sensazione di riflessi metallici.

Il piumaggio iridescente permette ai Colibrì di rendersi invisibile ai predatori confondendosi con il colore dei fiori. I predatori più temibili sono i serpenti che li attaccano nascondendosi tra la vegetazione e si cibano delle loro uova e nidiacei.

Il becco, appuntito, per lo più diritto o leggermente ricurvo, è talvolta lunghissimo e serve per succhiare il nettare dei fiori o per cibarsi di ragni e piccoli insetti che catturano in volo o all’interno delle corolle.

Nel suggere il nettare il becco rimane intriso del polline dei fiori, in questo modo spostandosi da un fiore all’altro fungono anche da veicolo naturale per l’impollinazione che, in natura, data l’impossibilità dei vegetali di muoversi è resa possibile solo da agenti esterni “mobili”. Svolgono quindi un ruolo importante nel mantenimento dell’ecosistema delle foreste tropicali.

Molte delle bellissime piante tropicali affidano la loro impollinazione al Colibrì, contrariamente non potrebbero esistere. In questo caso la forma del becco, che si adatta perfettamente al fiore, suggerisce vi sia stata nel tempo una co-evoluzione tra fiore ed uccello con vantaggio reciproco: la pianta si è assicurata un ottimo impollinatore e il Colibrì una fonte di cibo in esclusiva.

Vola molto velocemente grazie alla sua resistente muscolatura ed alle sue forti e leggere piume e può raggiungere velocità elevate, da 30 a 70 ed alle volte anche 100 Km/h.

Nell ’intricata vegetazione delle foreste è in grado di spostarsi rapidamente, ma è anche capace di rimanere immobile nell’aria, vicino ad un fiore, mentre sugge il nettare di cui si nutre; ciò è possibile grazie al rapido movimento elicoidale delle ali, che sa mettere in atto con maestria e che produce portanza anziché spinta. Sa volare anche all’indietro o completamente capovolto, con il dorso rivolto verso il basso.

Queste acrobazie sono rese possibili dal modo in cui le ali sono attaccate alle spalle, come fossero snodate, possono muoversi variando la propria angolazione. Esse sono poi sostenute da dei forti muscoli pettorali, che rappresentano il motore generante la spinta, ed il cui peso è pari al 30% del peso totale dell’uccello.

Il movimento delle ali può raggiungere la sorprendente velocità di 70-90 battiti al secondo e nelle fasi di corteggiamento arriva sino ai 200 battiti al secondo (archilochus colubris). Nessun altro uccello vivente sul pianeta può battere le ali tanto velocemente.

Il movimento è così rapido da produrre un sonoro ronzio, come quello di un calabrone, in lingua inglese sono quindi chiamati “ hummingbirds” che tradotto letteralmente significa uccelli ronzanti.

Questo movimento, tuttavia, richiede un notevole dispendio di energie, considerando le piccole dimensioni del loro corpo, per questo i Colibrì hanno bisogno di alimentarsi in continuazione e sono dotati di un metabolismo rapidissimo.Per mantenersi in efficienza, ogni giorno devono ingerire un quantitativo di nettare dai fiori, loro base alimentare, pari a circa 1-4 volte il loro peso corporeo.

Per ottenere un apporto proteico integrano poi la loro dieta alimentare con piccoli ragni ed insetti.

In proporzione, la dimensione del loro cuore, rapportata all’uomo, è più grande di 5,6 volte (archilochus colubris). La frequenza cardiaca dei battiti può raggiungere 1260 pulsazioni al minuto (lampornis clemenciae).

Durante la notte il Colibrì entra in uno stato di torpore o letargia e volontariamente abbassa la temperatura del proprio corpo a 8-10 °C (di giorno è circa 40°C) in questo modo mette in atto un sistema naturale per conservare energia e riduce notevolmente il proprio metabolismo.Questo stato può essere messo in atto anche quando l’uccello dispone di poche riserve alimentari , è accertato che il tasso metabolico in questo periodo è circa 1/50 del tasso nello stato di allerta.

Il sonno letargico può durare dalle 8 alle 14 ore.

Appartengono al popolo degli uccelli migratori e compiono, ogni anno,delle vere e proprie trasvolate, in alcuni casi, da un capo all’altro del continente americano. Il più settentrionale è il Colibrì gola rubino (archilochus colubris). Nidifica in Canada sulle montagne Rocciose e sverna in Messico e nell’America Centrale e nonostante la sua piccola mole (pesa appena 3,5 grammi) compie distanze di migrazione di oltre 4000 Km. Di questi, circa 1000 sono impiegati per sorvolare il mare sopra il Golfo del Messico.

Per compiere questo viaggio immagazzina nel suo corpo uno strato di grasso pari alla metà del proprio peso. Il volo di ritorno, nelle zone di riproduzione, è regolato dalla fioritura primaverile delle piante nelle regioni che deve attraversare.

Normalmente il maschio torna per primo e stabilisce il proprio territorio prima dell’arrivo della femmina.

Maschi che si impossessano e difendono un territorio hanno più possibilità di accoppiarsi e di attrarre femmine rispetto a maschi non territoriali.

Quando la femmina ritorna inizia il corteggiamento. Il maschio normalmente cerca di attrarla con il canto e la segue in continuazione roteando in voli acrobatici attorno ad essa.

E’ da notare che questo uccellino può cimentarsi in una diversità incredibile di vocalizzazioni e, come gli umani e pochi altri animali, ha sviluppato la rara capacità di imparare suoni diversi, non solo quelli che ogni specie ha innati in sé dalla nascita.Il suo cervello, rapportato alle dimensioni del corpo, è uno dei più grandi nell’ambito del mondo animale.

Se il canto prodotto è gradito dalla femmina, la stessa risponde ed inizia l’accoppiamento.

Dopo l’accoppiamento è la femmina che costruisce il nido. Esso è normalmente posizionato sul ramo cadente di un cespuglio o su una biforcazione di un ramo d’albero.Per la costruzione del nido utilizza generalmente tela di ragno, muschio, licheni, fibre di piante ed altro materiale.

Il nido è minuscolo ed a forma di coppa, quando è completato la femmina depone 1 o 2 piccole uova di colore bianco.Essa incuba le uova e alleva i piccoli senza l’assistenza del maschio.

Il maschio è normalmente poligamo e può avere una o più compagne contemporaneamente.

Il periodo di incubazione può variare da 13 a 23 giorni a secondo della specie, mentre l’allevamento dei piccoli dura normalmente da 18 a 38 giorni.I giovani vengono alimentati con il rigurgito del cibo della madre, generalmente costituito da insetti, poiché ricchi di proteine necessarie per un rapido accrescimento corporeo.

I Colibrì sono tipicamente solitari, vivono in media 4-5 anni e si associano con il sesso opposto solo per pochi secondi durante l’accoppiamento.

Essi sono molto territoriali e difendono le loro fonti di cibo e l’area di nidificazione.Il maschio difende il territorio, la femmina il nido.Il controllo del territorio viene effettuato dal maschio stando appollaiato su di un alto ramo d’albero e tenendo sotto osservazione gli intrusi . Esso emette un segnale vocale di avvertimento all’avvicinamento dell’estraneo e, se detto avvertimento viene ignorato, si lancia con un volo in picchiata verso il “nemico” ingaggiando un vero e proprio duello aereo, fatto di rincorse ed acrobazie, dove entrambi mettono in mostra tutta la loro bravura e padronanza nel volo, atto a scacciare l’intruso ed a stabilire la supremazia sul territorio.

In alcuni casi tale competizione può degenerare in una vera e propria lotta includendo graffi e spinte. In questo caso il lungo becco appuntito, di cui sono dotati, diventa un’arma e più precisamente una spada.

Colibrì Thaumastura cora (coda bianca peruviana) mentre insegue in volo una preda.La preda è un moscerino della frutta (drosophila melanogaster) visibile in alto a destra.

Nel 19° secolo centinaia e migliaia di Colibrì furono uccisi in Sud America e spediti in Europa per decorazione. Alcuni individui , affascinati da questo grazioso uccellino colorato, lo vollero impagliato da mettere in mostra nel proprio salotto come decorazione.Altri inventarono una nuova moda inserendoli nei cappellini delle signore come ornamento.

La cronaca dell’epoca racconta di un commerciante Londinese che in un anno importò più di 400.000 pelli di Colibrì uccisi. Per fortuna questo sterminio non è continuato e questo piccolo uccello ha potuto salvarsi dall’estinzione.

Oggi fortunatamente esistono numerose associazioni, non a scopo di lucro, che si dedicano allo studio e protezione di questi meravigliosi uccelli. L’uomo, il più grande predatore esistente sul pianeta, ha forse deciso di conservare queste minuscole creature, che i nostri antenati, probabilmente più saggi di noi, adoravano. Contemporaneamente sta distruggendo la foresta amazzonica, per ricavarne legname, unico grande polmone di ossigeno del pianeta, dove il Colibrì vive.


Louis-Léopold Boilly [Pittore francese, 1761-1845]



Louis-Léopold Boilly - Accidia in cucina (1850)
- GOLA -


L'opera fa parte di una serie di stampe satiriche dedicate alla rappresentazione dei sette peccati capitali calati nel contesto della vita quotidiana e domestica dell'epoca, come ad esempio la gola, l'invidia e l'accidia ambientate all'interno di una cucina. 

Un cuoco si abbuffa di nascosto in cucina, ingurgitando avidamente del cibo direttamente dal vassoio mentre si trova accanto a un tavolo imbandito con bottiglie di vino.
Alle sue spalle, due donne lo osservano di nascosto dalla porta socchiusa, divertite e complici, cogliendolo in pieno flagrante nel peccato della gola.




Luciana Castellina





 



LA POLIZIA MANGANELLA IL FUTURO DELL'ITALIA





Duri scontri e alte tensioni infiammano le piazze durante le proteste in corso in tutta Italia. Nelle principali città, i cortei degli studenti e dei lavoratori sono stati teatro di cariche e momenti di forte tensione con le forze dell’ordine, immortalati in immagini che stanno facendo il giro del web.

Mentre il Paese si ferma tra trasporti a rischio, disagi nei servizi e la rabbia crescente per salari inadeguati e mancanza di stabilità, la risposta dello Stato fa discutere e divide l’opinione pubblica. Una frattura profonda tra istituzioni e le nuove generazioni in cerca di risposte.

✍🏻 𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖










LA GEN Z S'E' DESTA







La Gen Z s’è finalmente desta. Mezzo milione di giovani in piazza, una quarantina di città coinvolte, scontri con la polizia. I ragazzi italiani hanno preso in prestito slogan e determinazione dai cugini francesi e portano nelle strade il malumore contro un sistema che non funziona. Nel mirino c’è il Governo Meloni.

Il No Meloni Day ha attraversato l’Italia da Torino a Cagliari. A Roma 20mila manifestanti secondo gli organizzatori, a Milano 5mila e un edificio occupato. Migliaia anche a Firenze, Genova e Bologna. A Torino gli scontri più duri: lanci di pietre e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. A Bologna cariche della polizia davanti alla stazione. A Roma petardi e bombe carta nei pressi del ministero dell’Istruzione.

La protesta nasce nelle scuole, ma sotto c’è ben altro. C’è una generazione che vive sotto la minaccia di una possibile guerra, guarda al futuro lavorativo senza certezze, affronta affitti e prezzi sempre più alti e nelle decisioni politiche conta praticamente zero.

Sono ragazzi ai quali viene chiesto di studiare, lavorare, fare sacrifici e aspettare. Aspettare un impiego dignitoso, una casa, uno stipendio per vivere. Intanto il Governo punta sul riarmo. «Soldi alla scuola, non alla guerra», gridano nelle piazze. E contestano Meloni e Valditara.

Il ministro dell’Istruzione ha parlato di «teppismo politico» dopo gli incidenti. Gli episodi violenti sono gravi, ma non cancellano le ragioni di centinaia di migliaia di ragazzi che hanno deciso di scendere in strada.

La Gen Z si è accorta che in questa società, se vuoi qualcosa, devi andare a prendertelo. Perché nessuno ti regalerà niente. E che per avere diritti, salari e condizioni di vita migliori bisogna tornare a esercitare una pressione collettiva.

Il 30 ottobre è già previsto uno sciopero generale, al quale intendono unirsi anche gruppi studenteschi.

✍🏻 𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖

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FORSE NON TUTTI SANNO CHE NEL GIOVEDI' NERO DI MILANO DEL 1973...:

 




• Il "Giovedì nero" di Milano: Il 12 aprile 1973, il Movimento Sociale Italiano (MSI) organizzò una manifestazione a Milano, non autorizzata dalle autorità. All'epoca, l'attuale Presidente del Senato, Ignazio La Russa, era uno dei leader del Fronte della Gioventù locale e partecipò al corteo.

• Gli scontri e l'omicidio: Durante la giornata si verificarono gravi episodi di violenza e guerriglia urbana. Il lancio di alcune bombe a mano causò la morte dell'agente di Pubblica Sicurezza Antonio Marino, di soli 22 anni, e il ferimento di altri poliziotti e passanti. Per quell'omicidio vennero in seguito condannati i neofascisti Vittorio Loi e Maurizio Murelli.

• Il risarcimento: Come emerso anche in recenti inchieste giornalistiche (tra cui un servizio della trasmissione Report su Rai 3), il padre di Ignazio La Russa, l'allora senatore Antonino La Russa, si fece effettivamente carico del pagamento del risarcimento di 20 milioni di lire alla famiglia della vittima per conto di Maurizio Murelli. Questa transazione economica da parte della difesa civile permise legalmente l'accesso ai benefici di legge e una riduzione della pena detentiva per l'imputato.

Oggi La Russa è presidente del Senato e richiama il rispetto della legalità e delle forze dell’ordine.

Fatti storici che corrispondono a quanto documentato dalle cronache giudiziarie e storiche del periodo.






FUN-ZIO-NE-RAN-NO

 




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Alphonse Mucha [Czech Art Nouveau Printmaker, 1860-1939]

 


Alphonse Mucha - Woman With a Burning Candle (1911)
Oil on canvas - 83.5 × 125.5 cm - Mucha Museum, Praga, Repubblica Ceca


La figura malinconica e assorta che posa nel dipinto è quasi certamente Jaroslava Mucha, la figlia dell'artista nata nel 1909. Jaroslava e suo fratello Jiří furono i modelli preferiti di Mucha durante la maturità. Le loro sembianze compaiono continuamente nei suoi quadri tardi, nelle fotografie preparatorie dell'archivio di famiglia e persino sulle prime banconote ufficiali della Cecoslovacchia disegnate dallo stesso Mucha.




Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]




Tobias Weiss - Sceptra mortis – Frontespizio (1891)



Questo antico frontespizio introduce una celebre serie di quindici stampe d'arte (Fünfzehn Kunstblätter) basate sui cartoni preparatori realizzati dal professore, pittore e scultore tedesco Tobias Weiss. I dipinti murali originali si trovano all'interno della St. Michaelscapelle (Cappella di San Michele) a Bad Mergentheim, in Germania.

 



Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"I think we're losing 'em."
("Penso che li stiamo perdendo.")






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Anonimo

Egon Schiele [Austrian Expressionist Painter, 1890-1918]

 


Sitzender weiblicher Akt (Nudo femminile seduto) (1913)
Matita, acquerello e guazzo su carta - 48 x 32 cm - Collezione privata



Cup3tint3 al momento raccoglie circa 245 opere di Egon Schiele e sono praticamente tutti nudi. Ma al di là dell'estetica riduttiva sessuale qual'è il rapporto vero di Schiele col nudo?

Per capire il rapporto di Egon Schiele con il nudo, bisogna abbandonare l'idea del nudo inteso come semplice esercizio accademico o ideale di bellezza classica. Per Schiele, il corpo umano nudo è stato lo strumento primario di un'indagine psicologica, esistenziale e radicalmente onesta della condizione umana.
Ecco i punti chiave per comprendere questo legame così profondo, tormentato e rivoluzionario:

1. Il corpo come specchio dell'anima (Espressionismo)
A differenza del suo mentore Gustav Klimt, che avvolgeva i corpi in decorazioni dorate e mosaici raffinati per celebrare l'erotismo, Schiele spoglia i suoi modelli da ogni filtro estetico.
I corpi di Schiele sono contorti, spigolosi, emaciati e tesi.
La pelle assume spesso tonalità livide, verdastre o rossastre (ottenute con l'acquerello), che richiamano la malattia, la decomposizione e la fragilità della carne.
Il nudo non serve a eccitare o a compiacere lo sguardo dello spettatore, ma a gridare l'ansia esistenziale, la solitudine e la nevrosi dell'uomo del primo Novecento.

2. Una sessualità esplicita e senza tabù
Schiele è stato uno dei primi artisti occidentali a rappresentare l'erotismo e la sessualità in modo crudo e diretto. Ha ritratto l'autoerotismo (sia maschile sia femminile), l'amore omosessuale e pose fortemente provocatorie (come nel caso dell'opera con le calze nere qui riportata).
La sessualità in Schiele non è un peccato da nascondere, ma una forza vitale e primordiale, strettamente legata all'istinto di morte (Eros e Thanatos).

3. L'autoscatto psicologico: L'autoritratto nudo
Schiele ha applicato questo approccio spietato innanzitutto su se stesso. I suoi numerosissimi autoritratti nudi sono indagini quasi cliniche del proprio io. Si ritrae mentre si contorce, fa smorfie, si priva idealmente di parti del corpo o assume pose drammatiche. Era un modo per analizzare la propria identità e le proprie fobie, usando uno specchio come strumento di lavoro quotidiano.

4. Il rapporto con le modelle e lo scandalo di Neulengbach
Il suo legame con le modelle (tra cui la celebre Wally Neuzil) era basato su una complicità assoluta. Tuttavia, questo legame e la sua ossessione per il nudo gli costarono carissimi.
Nel 1912 Schiele fu arrestato a Neulengbach con l'accusa di corruzione di minori e immoralità, poiché i suoi disegni di nudi espliciti erano visibili nel suo studio, frequentato anche da ragazzini del posto. Passò 24 giorni in prigione e il giudice bruciò pubblicamente uno dei suoi disegni. Questa esperienza lo traumatizzò profondamente, ma non fermò la sua urgenza espressiva.

In sintesi, per Egon Schiele il nudo è stato la forma più pura di verità. Spogliare il corpo significava spogliare la mente dalle ipocrisie della società borghese viennese dell'epoca (ma anche adesso non si scherza).






The Ring (2002, diretto da Gore Verbinski)







La storia ruota attorno a una videocassetta maledetta che provoca la morte di chiunque la guardi esattamente sette giorni dopo la visione. Una volta terminato il video, il telefono squilla e una voce sussurra le parole "Sette giorni". La giornalista Rachel Keller (Naomi Watts) decide di indagare sul mistero dopo la morte improvvisa di sua nipote, finendo per guardare il nastro lei stessa e iniziando una corsa contro il tempo per salvare la propria vita e quella di suo figlio.

 











La sindrome di Cotard / ractapopulous



ractapopulous - Man, Skull, Background



La sindrome di Cotard (nota anche come delirio di negazione o sindrome del cadavere che cammina) è un rarissimo disturbo neuropsichiatrico in cui la persona è fermamente convinta di essere morta, di non esistere, di essere in putrefazione o di aver perso tutti gli organi vitali e il sangue.

Il quadro clinico è dominato dal delirio nichilistico (di negazione) e comprende:
• Negazione del corpo: Convinzione di non avere più il cuore, il cervello, lo stomaco o il sangue.
• Negazione dell'esistenza: Il paziente crede fermamente di essere già morto o di essere uno spettro.
• Delirio di immortalità: Paradossalmente, alcuni pazienti credono di non poter morire (o morire di nuovo), percependo questa condizione come una condanna eterna o un castigo divino.
• Sintomi associati: Depressione profonda (presente in circa l'89% dei casi), ansia grave, tendenze all'autolesionismo, insensibilità al dolore (analgesia) e rifiuto di nutrirsi (ritenuto inutile in quanto "già morti").

La sindrome non è classificata come una malattia a sé stante nel DSM-5, ma come un sintomo di altre condizioni sottostanti. Si manifesta principalmente in associazione a:
1. Malattie psichiatriche severe: Depressione maggiore con caratteristiche psicotiche, schizofrenia o disturbo bipolare.
2. Condizioni neurologiche: Lesioni cerebrali (specialmente all'emisfero destro), atrofia dei lobi frontale e parietale, demenza o encefaliti.
A livello cerebrale, gli studi di neuroimaging mostrano un'attività notevolmente ridotta nelle aree fronto-parietali, simile a quella di una persona in stato vegetativo o in anestesia profonda. C'è una profonda disconnessione tra i circuiti del riconoscimento sensoriale e quelli delle emozioni: il paziente percepisce il proprio corpo, ma non vi associa alcuna emozione o senso di familiarità, arrivando alla conclusione logica (dal suo punto di vista) di essere morto

Sul
Financial Times c’è un articolo che parla di un caso di Sindrome di Cotard: una giovane paziente con episodi di epilessia insorti a seguito di un’infezione cerebrale da virus herpes simplex.
Si chiama Liz e si è presentata al London Hospital affermando di essere morta da due settimane e di non sapere dove si trovava se all’inferno o altrove.
Il medico che l’ha seguita, il dott. McKay, oltre alle cure del caso le ha fatto anche una serie di domande per cercare di comprenderne lo stile di attribuzione causale, rilevando che questa paziente aveva effettivamente una tendenza inusuale all’attribuzione interna.

Si tratta naturalmente soltanto di una ipotesi, il neuroscienziato Ramachandran nel suo libro Cosa sappiamo della mente, spiega come una negazione così estesa del proprio "esistere" non nasca dalla sola anaffettività nei confronti di altri conosciuti.
Secondo Ramachandran questo tipo di pazienti è diventato completamente anaffettivo, per ogni cosa, animata e inanimata, vista, toccata, gustata, odorata ecc...
Il totale scollamento emotivo dalla realtà costringerebbe il paziente a darsi la spiegazione (dal suo punto di vista, più che logica) di essere morto. Per fortuna Liz è stata dimessa una settimana dopo, essendo migliorata visibilmente, il suo caso è stato pubblicato nella rivista Consciousness and Cognition.



Jenny Saville [British, b. 1970]




Jenny Saville
- 
Propped, 1992





Max Dupain [Fotografo australiano, 1911–1992]

 


Max Dupain - Waiting for the main event, 40s


Lo scatto cattura una folla di spettatori seduti sulle tribune del Royal Agricultural Show (R.A.S.) a Sydney NSW Government, in attesa dell'evento principale. L'immagine risulta interessante per il suo realismo spontaneo, evidenziato in primo piano da un bambino e da una donna visibilmente stanchi che sbadigliano apertamente, contrastando in modo ironico con la curiosità o la concentrazione del resto del pubblico.



Piero di Cosimo [Italian High Renaissance Painter, ca.1462-1521]

 


Piero di Cosimo - Santa Maria Maddalena (1490-95)
Tempera su tavola - 72×53 cm - Gallerie Nazionali d'Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma



Nonostante l'aureola sottile e il tipico vaso di unguenti (il balsamario) sulla destra identifichino la figura come la santa biblica, i tratti del viso e l'acconciatura rivelano chiaramente le sembianze di una reale gentildonna fiorentina della fine del Quattrocento. La fanciulla presenta una profonda rasatura della fronte e l'assenza di sopracciglia, due pratiche estetiche estremamente diffuse e di gran moda tra le donne d'alto lignaggio nella Firenze rinascimentale.













Ognuno ha la sua croce. (Proverbio)

 





martedì 20 ottobre 2026

Pensierino della sera di anonimo

 


Visto che la parola "comunista" va tanto di moda ora tra i politicanti pagliacci e incompetenti della destra (che citano Berlusconi come fosse un filosofo, uno studioso o un intellettuale), ricordiamo che:
essere comunista non è reato in Italia (lo è essere fascista).
La Costituzione Italiana, alla quale questi politicanti hanno giurato fedeltà, è stata firmata da comunisti antifascisti che hanno combattuto il nazifascismo.
Il contrario di fascismo non è comunismo, è DEMOCRAZIA.
Quindi:
COMUNISTA NON È UN INSULTO.
Meglio poveri comunisti che fascisti di merd.