Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

martedì 15 settembre 2026

Bomarzo

 


Delfino (o mostro marino), 12.08.2026



L'opera è interamente cavata e scolpita in un grande masso di peperino locale ed è caratterizzata da grandi fauci spalancate e da un occhio spalancato e grottesco, tipico dello stile manierista che contraddistingue l'intero complesso. Nella mitologia etrusca e classica locale, questa creatura marina assumeva spesso una funzione psicopompa (ossia di accompagnamento delle anime) o emergeva come minaccioso abitante degli abissi.







Patrick Valenza






Questa illustrazione raffigura una carta proveniente dal mazzo Mildred Payne's Oracle of Black Enchantment, un celebre oracolo moderno creato dall'artista Patrick Valenza
Anche se lo stile grafico imita fedelmente le xilografie e le incisioni medievali o della prima età moderna, si tratta di un'opera d'arte contemporanea dal sapore gotico e surreale. L'universo narrativo del mazzo racconta la storia fittizia di Mildred Payne, una bambina che avrebbe ideato questi inquietanti disegni nel 1933.
Nello specifico, questa è la carta numero 13 del mazzo e rappresenta un gatto nero dall'aspetto demoniaco con artigli affilati che insidia degli uccellini, incarnando temi legati alla stregoneria, ai presagi e al folklore occulto.







Alfred Stevens [Belgian painter, 1823–1906]

 


Alfred Stevens - Lady Macbeth (1889) 
Olio su tela -  127 x 97 cm - Musées communaux de Verviers, Belgio

Il dipinto cattura la celebre scena del sonnambulismo (Atto V, Scena 1 della tragedia), un momento di profonda angoscia psicologica.
Lady Macbeth è ritratta avvolta in una veste chiara in un ambiente buio e austero, rischiarato solo dalla debole luce di una lampada a olio in primo piano. La donna fissa con sguardo vitreo, allucinato e colmo di terrore la propria mano aperta, nel disperato e ossessivo tentativo di lavare via le macchie invisibili del sangue di Re Duncan, simbolo indelebile della sua colpa e del rimorso che la sta conducendo alla follia. 






Walter Draesner [Germania, 1891-1940]

 


Walter Draesner - Tod in der Wüste (1922)
(Morte nel deserto)






Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 







Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]

 


At night he could just be a duck and his thoughts.
Di notte poteva essere solo un'anatra e i suoi pensieri.






Kawase Hasui / Kawabata Bōsha




Kawase Hasui - Evening Snow at Terajima Village (1920)
from the series: "Twelve Scenes of Tokyo"
(Tokyo Junikkei: Kure no yuki Terajima mura)



月の雪 あをあを闇を染めにけり
Tsuki no yuki ao-ao yami o some ni keri

Neve sotto la luna, tinge del suo azzurro il buio della notte


: :  Kawabata Bōsha  : :


 

月の雪 (Tsuki no yuki): Significa letteralmente "la neve della luna" o "la neve sotto la luna". La neve non è solo illuminata, ma sembra quasi appartenere alla luna stessa, fondendosi con la sua luce d'argento.

あをあを (Ao-ao): È il raddoppiamento dell'antico termine ao (o awo). In giapponese classico, ao copriva lo spettro sia del blu che del verde. In questo contesto evoca un azzurro profondo, freddo, quasi ultraterreno.

闇を染めにけり (Yami o some ni keri): Significa "ha tinto l'oscurità". Il verbo someru (tingere) suggerisce un'azione diffusa: la luce della neve e della luna non scaccia semplicemente il buio, ma si mescola a esso, colorando la notte di una sfumatura cobalto o indaco.




Roberto Genovesi





"Perché le cose quando devono succedere sono prepotenti, se ne sbattono dell'impossibile e dell'assurdo, si mettono in cammino a testa bassa e semplicemente succedono."


: :  Roberto Genovesi, Chi manda le onde  : :








Jacqueline Marval pseudonimo di Marie-Joséphine Vallet [Francia, 1866–1932]

 


Jacqueline Marval - L'Enfant au Renard (1922)


L'opera ritrae una giovane donna bionda con un abito blu decorato che tiene affettuosamente tra le braccia una volpe, unendo elementi tipici del Fauvismo e dell'Espressionismo francese attraverso pennellate espressive e un uso vibrante del colore.




Marie-Hélène Demongeot detta Mylène [Attrice e modella francese, 1935-2022]






La foto originale in bianco e nero è una celebre immagine promozionale scattata sul set del film drammatico e di guerra del 1960 Sotto dieci bandiere, diretto da Duilio Coletti. In questa specifica scena della pellicola, l'attrice indossa della biancheria intima mentre si trova a bordo di una nave insieme ad altri passeggeri e membri dell'equipaggio. L'immagine è una versione modernizzata e ricolorata digitalmente rispetto allo scatto d'epoca originale.




Pio Fedi [Scultore italiano, 1816-1892]

 


Pio Fedi - Ratto di Polissena (det.)(1860-65)
Marmo bianco - Loggia dei Lanzi, Firenze






Julia Soboleva [Latvian, b.1990]

 


Julia Soboleva - White Cat (2021)






Fan Ho

 


Fan Ho - Hong Kong, 1950s






Karl Alexander Wilke [Pittore, illustratore e scenografo austro-ungarico, 1879-1954]

 


Karl Alexander Wilke - Trumpf  (Trionfo)
Copertina della rivista satirica viennese "Die Muskete" [1]  del 17 dicembre 1926

Fortemente influenzato dal gusto Art Déco e dallo Jugendstil (il Liberty austro-tedesco), l'opera gioca su un contrasto cromatico netto dominato dal rosso, dal nero e dal bianco. Il soggetto rappresenta una donna elegante e fiera in un ampio abito d'epoca rosso che si rivolge con distacco alla figura scura del Diavolo
Nella parte inferiore è riportata la citazione satirica in tedesco che definisce il tono provocatorio dell'illustrazione:

"Sie imponieren mir nicht. Herr Teufel! Vergessen Sie nicht,
dall meine Wonnen mehr Qualen schaffen als Ihre Hölle!"
("Non mi impressioni, signor Diavolo! Non dimenticare
che i miei piaceri creeranno più tormento del tuo inferno!")

L'opera costituisce una graffiante satira sociale dell'epoca sulla vanità, la seduzione e le dinamiche di potere relazionali. 

[1] "Die Muskete" era una rivista satirica che godette di grande popolarità durante l'Impero austro-ungarico e nel periodo tra le due guerre e Wilke ne era un collaboratore fisso.




Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens
The Virgin as the Woman of the Apocalypse (La Vergine come la donna dell'Apocalisse)(ca.1623-24)
Olio su pannello - ca 64,5 × 49,8 cm - J. Paul Getty Museum (Getty Center) di Los Angeles


La Vergine Maria con il Bambino Gesù in braccio, in piedi sopra una falce di luna mentre calpesta il serpente del male, circondata da angeli e in lotta contro il drago apocalittico, con San Michele arcangelo a sinistra.





Ad ogni uccello, il suo nido è bello. (Proverbio)

 


Immagine creta con AI




lunedì 14 settembre 2026

Pensierino della sera di Natalino Balasso

 

Per loro la pacchia non è mai finita.
Deprecano il reddito di cittadinanza e percepiscono
ciascuno 30 redditi di cittadinanza al mese.
Ti dicono che l'economia è mobile e percepiscono una somma fissa per tutta la vita.
Ti dicono che il tuo problema sono gli stranieri e mandano i figli all'estero.
Censurano gli immorali e s'inculano anche i termosifoni.
Sbeffeggiano i tossici e sniffano qualsiasi polvere nei cessi del parlamento.
Dev'essere per questo che ripetono in continuazione che bisogna essere coerenti.




Sinead O'Connor - The House Of The Rising Sun (Live On The Danny Baker Show 1994)





La vita di tutti gli umani è sofferenza, anche di chi crediamo sia più fortunato di noi.

Sinéad O'Connor ha lottato per gran parte della sua vita contro gravi problemi di salute mentale, tra cui disturbo bipolare, depressione grave, agorafobia, disturbo post-traumatico da stress e ideazioni suicide, riconducibili anche ai profondi traumi e agli abusi subiti durante l'infanzia da parte della madre. Sinéad ha subito violenze fisiche e psicologiche in famiglia, finendo per essere emarginata e istituzionalizzata da adolescente.

Ha parlato apertamente delle sue diagnosi di disturbo bipolare e PTSD, affrontando lunghi periodi di ricoveri e crisi depressive. 
Nel gennaio del 2022 ha subito il colpo più devastante con il suicidio del figlio diciassettenne Shane, un dolore che l'ha segnata irreparabilmente fino alla sua stessa scomparsa, avvenuta il 26 luglio 2023 per cause naturali legate a problemi respiratori (broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma).






Sarah Sheil

 


Sarah Sheil - Fae & the Grotto (det.)(2014)






Elena Wuest [Kazakistan, based Germany, b. 1977]

 


Elena Wuest - L'ultima pesca dell'estate (2025)






Le streghe di Benevento

 


Danza delle streghe intorno al Noce di Benevento (1830-35)
Illustrazione utilizzata come frontespizio per lo spartito musicale di Paganini's Dream, una
fantasia per pianoforte basata sul celebre brano "Le Streghe, Op. 8" del violinista Niccolò Paganini


«Unguento unguento
portami al noce di Benevento
sopra l'acqua e sopra il vento
e sopra ogni altro maltempo.»

(Formula magica che molte donne accusate di stregoneria riferirono durante i processi)




Il noce di Benevento era un antico e frondoso albero di noce consacrato al dio germanico Odino, presso il fiume Sabato, intorno al quale si riuniva una comunità di Longobardi stanziati nei pressi di Benevento a partire dal VI secolo, nei territori originariamente abitati dai Sanniti.

La celebrazione di riti religiosi pagani, che prevedevano si appendesse al noce una pelle di capro, ha dato vita a varie leggende che si sono perpetuate nei secoli, riguardante cerimonie e rituali magici officiati da streghe in occasione di sabba spesso menzionati nei processi per stregoneria in Italia.




La leggenda vuole che le streghe, indistinguibili dalle altre donne di giorno, di notte si ungessero le ascelle o il petto con un unguento e spiccassero il volo pronunciando una frase magica, riportata all'inizio della pagina, a cavallo di una scopa di saggina o di un bastone o, secondo delle versioni, in groppa ad un «castrato negro» voltandogli le spalle. Contemporaneamente le streghe diventavano incorporee, spiriti simili al vento: infatti le notti preferite per il volo erano quelle di tempesta. Si credeva inoltre che ci fosse un ponte in particolare dal quale le streghe beneventane erano solite lanciarsi in volo, il quale perciò prese il nome di ponte delle janare, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Ai sabba sotto il noce prendevano parte streghe di varia provenienza. Questi consistevano di banchetti, danze, orge con spiriti e demoni in forma di gatti o caproni, chiamati anche detti giochi di Diana.

Dopo le riunioni le streghe seminavano l'orrore. Si credeva che fossero capaci di causare aborti, di generare deformità nei neonati facendo loro patire atroci sofferenze, sfiorando come una folata di vento i dormienti e che fossero la causa del senso di oppressione sul petto che a volte si avverte stando sdraiati. Si temevano anche alcuni dispetti più "innocenti", per esempio che facessero ritrovare di mattina i cavalli nelle stalle con la criniera intrecciata o sudati per essere stati cavalcati tutta la notte. In alcuni piccoli paesini campani, tra gli anziani circolano ancora voci secondo cui le streghe di Benevento di notte rapiscano i neonati dalle culle per passarseli tra loro, gettandoli sul fuoco, e terminato il gioco, li riportino lì dove li avevano presi.

Le janare, grazie alla loro consistenza incorporea, entravano in casa passando sotto la porta, collegato con un'altra possibile etimologia del termine da ianua, porta. Per questo si era soliti lasciare una scopa o del sale sull'uscio: la strega avrebbe dovuto contare tutti i fili della scopa o i grani di sale prima di entrare, ma nel frattempo sarebbe giunto il giorno e sarebbe stata costretta ad andarsene. I due oggetti hanno un valore simbolico: la scopa è un simbolo fallico contrapposto alla sterilità portata dalla strega, il sale si riconnette con una falsa etimologia alla Salus.





Vincent Proce




Vincent Proce 
De Nuce Maga (2024)
Oil on canvas 30 x 48 cm


De Nuce Maga è il titolo latino di un famoso saggio del 1639 scritto dal medico Pietro Piperno sulla leggenda del noce di Benevento e delle streghe.








Henry John Stock [English, 1853-1930]




Henry John Stock
The Aspiration of a Soul While Listening to Music (1881)
(L'aspirazione di un'anima durante l'ascolto della musica)
Acquerello e matita






Gustave Doré

 


Gustave Doré
Inferno, Canto 32: Ugolino (Ugolino della Gherardesca) rode la testa dell'arcivescovo
Ruggieri (Ruggeri Ubaldini), illustrazione della Divina Commedia di Dante Alighieri (1885)


Noi eravam partiti già da esso,
ch’io vidi due ghiacciati in una buca,
sì che l’un capo a l’altro era cappello;

e come ’l pan per fame si manduca,
così ’l sovran li denti a l’altro pose
là ’ve ’l cervel si giugne con la nuca


: :  Inferno, Canto  XXXII, vv. 124 - 129  : :







Il motivo di tanto odio feroce ed eterno risiede in un duplice tradimento politico e, soprattutto, in una disumana vendetta personale. 
I due protagonisti dell'incisione, il Conte Ugolino della Gherardesca e l'Arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, in vita erano due potenti leader politici di Pisa (rispettivamente di fazione guelfa e ghibellina). Per ottenere il controllo assoluto della città, i due strinsero inizialmente un'alleanza segreta. 
L'odio nasce dal modo in cui questa alleanza si è spezzata.
Nel 1288, l'Arcivescovo Ruggieri tradì Ugolino. Sfruttando il malcontento del popolo e accusando il Conte di aver ceduto alcuni castelli pisani a Firenze e Lucca, Ruggieri guidò una rivolta violenta contro di lui. Ugolino fu catturato con l'inganno e privato di ogni potere. 
Ciò che trasforma una rivalità politica in un odio eterno e bestiale è la spietata punizione inflitta da Ruggieri. L'Arcivescovo fece rinchiudere Ugolino nella Torre della Muda a Pisa insieme a due suoi figli (Gaddo e Uguccione) e due nipoti giovanissimi (Anselmuccio e il Brigata).
Dopo diversi mesi di prigionia, Ruggieri ordinò di inchiodare definitivamente la porta della torre e di gettare le chiavi nell'Arno, condannando l'intera famiglia a morire di fame. 
Ugolino fu costretto a guardare i propri figli e nipoti spegnersi uno a uno per i morsi della fame, implorando invano il suo aiuto. Come scrive il critico Francesco De Sanctis: «Quest'uomo odia molto, perché ha amato molto». Il dolore disperato di un padre che vede morire la sua discendenza si è convertito in una rabbia infinita.





Aude Delannoy Dib [Fotografa di strada e artista visiva francese che vive e lavora a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, b.1972]

 


Aude Delannoy Dib - Curiosity Killed The Cat (2026)






Cunt

 




Questa immagine mostra la celebre tazza della University of North Texas (UNT), diventata un fenomeno virale globale a causa di un clamoroso errore di design visivo.
Contrariamente a quanto si possa pensare la tazza era un prodotto ufficiale venduto originariamente nel negozio online dell'università gestito da Barnes & Noble. I portavoce della University of North Texas hanno confermato che si è trattato di una sfortunata svista progettuale del tutto involontaria. Una volta emerso il problema, l'ateneo ha ritirato immediatamente il prodotto dalla vendita e ridisegnato i gadget successivi (spostando il manico sul lato opposto rispetto alle scritte). 
Oggi l'oggetto originale è considerato un pezzo da collezione introvabile.

"Cunt" (Figa) in Nord America è considerata un tabù assoluto e una delle offese più gravi in assoluto, un insulto fortemente misogino, se rivolto a una donna. 






Giuseppe Pellizza da Volpedo [Italia, 1868-1907]

 


Giuseppe Pellizza da Volpedo - Il Quarto Stato (1901)
O Olio su tela - 293×545 cm - Galleria d'Arte Moderna di Milano



Rappresenta una folla di braccianti e lavoratori che marcia in modo compatto, pacifico ma risoluto verso il primo piano. L'avanzata simboleggia il riscatto sociale, la presa di coscienza e la rivendicazione dei diritti del proletariato (il cosiddetto "quarto stato") all'alba del XX secolo. La marcia è guidata da tre figure chiave: due uomini e una donna con un bambino in braccio, un dettaglio che sottolinea la partecipazione attiva delle famiglie e delle donne alle lotte sociali.
Realizzato con la tecnica del divisionismo, il quadro gioca sul contrasto luminoso: lo sfondo scuro e fosco rappresenta le privazioni del passato, mentre la luce calda e intensa del primo piano simboleggia un futuro più giusto e luminoso.






Michael Craig-Martin [Irlanda, b.1941]

 


Michael Craig-Martin - LUSSURIA (2008)






Bomarzo




Panca Etrusca, 12.08.2026

 


Questa struttura in pietra di peperino è incastonata all'interno di una nicchia ad arco. Nella parte superiore della panca è incisa l'epigrafe più emblematica dell'intero complesso, considerata il vero e proprio "manifesto" programmatico voluto dal principe Pier Francesco "Vicino" Orsini nel Cinquecento per accogliere i visitatori:

«Voi che pel mondo gite errando vaghi
di veder maraviglie alte et stupende
venite qua dove son faccie horrende
elefanti leoni orsi orchi et draghi»


L'opera funge da invito al viaggio iniziatico e psicologico all'interno del parco, esortando il viandante a superare la ricerca delle classiche bellezze per lasciarsi stupire e disorientare dalle bizzarrie grottesche e simboliche nascoste nella natura circostante.






Katerina Gorelik

 


Katerina Gorelik - Illustrazione da "Regarde par la fenêtre" (2021)



Una strega in una cucina spettrale è intenta a preparare una pozione in un calderone. La strega apparentemente spaventosa si rivela in realtà una dolce nonnina che cucina per dei gatti randagi.
Se vi fosse sfuggito...
La strega/nonnina indossa una camicetta a scacchi rosa e una gonna nera decorata con teschi e topolini.
Nella cucina gotica sullo sfondo c'è una credenza piena di ingredienti tipici da strega, come funghi allucinogeni, pozioni in barattolo, occhi sotto spirito, teschi nel forno e serpenti in salamoia.
In basso a destra è presente, immancabile, un gatto nero con gli occhi sgranati.








Catarina Ykens I, conosciuta anche come Catarina Ykens-Floquet [Pittrice fiamminga del periodo Barocco, 1608/18 – after 1666]




Catarina Ykens I
A garland of fruit and flowers surrounding a portrait of a lady in a blue dress, holding a guitar
(Ghirlanda di frutta e fiori che circonda il ritratto di una signora in abito blu con in mano una chitarra)
Olio su pannello di quercia -  40,6 x 27,5 cm - Collezione privata europea
(decennio del 1660)
 
 

La presenza di frutti maturi accostati a fiori recisi reca in sé il concetto della Vanitas, ovvero il memento della transitorietà della bellezza terrena, della giovinezza e dei piaceri della vita (come la musica della chitarra).
Mentre le prime ghirlande del secolo circondavano esclusivamente soggetti religiosi come atto di devozione controriformista, questa composizione testimonia la successiva laicizzazione del genere, dove la ricchezza della natura celebra la committenza terrena e lo status sociale del ritrattato.





Walter Draesner [Germania, 1891-1940]




Walter Draesner - Tod im Bergwerk (1922)
(Morte in miniera)






 

12 set 2026: COSI' TRUMPETTA E' STATO ACCOLTO DAI MANIFESTANTI A DUBLINO



I partners del tycojon sono l'amato Bibi e Elon Musk



 



Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"My husband, of course, will want a den."
("Mio marito, ovviamente, vorrà una stanza tutta per sé.")






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Henri Fantin-Latour [French Realist Painter, 1836-1904]

 


Henri Fantin-Latour - La Nuit (La Notte)(1897)
Olio su tela - 61 x 75 cm - Musée d'Orsay, Parigi



Sebbene l'artista sia spesso ricordato per i suoi ritratti realistici e le minuziose nature morte con fiori, nell'ultima parte della sua carriera si dedicò intensamente a soggetti fantasiosi e onirici legati al Simbolismo. 
L'opera ritrae una personificazione allegorica della Notte, raffigurata come una figura femminile nuda sospesa o adagiata delicatamente tra le nuvole e veli scuri. In basso a destra è visibile una piccola figura alata (un putto o cupido) immersa nell'oscurità. 
La scena è caratterizzata da un'atmosfera vaporosa e soffusa. Fantin-Latour utilizza una tecnica con pennellate morbide e sfumate che fondono il corpo nudo con i toni caldi dell'oro e i blu profondi del cielo notturno, evocando un senso di profonda musicalità ed erotismo velato.






The Others (2001, dir. Alejandro Amenábar)



Nel 1945, sull'isola di Jersey, Grace Stewart vive isolata in una grande e cupa villa vittoriana insieme ai suoi due figli, Anne e Nicholas. I bambini soffrono di una grave forma di fotosensibilità che impedisce loro di esporsi alla luce del sole; per questo motivo, la casa deve rimanere costantemente al buio e ogni porta deve essere chiusa a chiave prima di aprire la successiva. 

Mentre Grace attende invano il ritorno del marito dalla Seconda Guerra Mondiale, assume tre misteriosi domestici per farsi aiutare nella gestione della dimora. Subito dopo il loro arrivo, però, iniziano a verificarsi fenomeni paranormali e inquietanti: porte che si aprono da sole, rumori di passi e un pianoforte che suona senza che nessuno lo tocchi. La figlia maggiore, Anne, afferma di vedere il fantasma di un bambino di nome Victor e di altre persone.

Inizialmente scettica e protettiva, Grace sprofonda gradualmente nel terrore e nella paranoia, convinta che la casa sia infestata da sinistre presenze esterne, fino a quando una sconvolgente scoperta sui nuovi domestici e sulle apparizioni la condurrà a un imprevedibile colpo di scena finale, che ribalterà completamente tutta la realtà che credeva di conoscere.