L'Orco, la scultura più celebre del Parco dei Mostri di Bomarzo, 12.08.2026
Il Sacro Bosco, noto anche come Parco dei Mostri per la presenza di sculture grottesche disseminate in un paesaggio surreale, è il più antico parco di sculture del mondo moderno.
Pier Francesco Orsini, detto Vicino, lo realizzò a partire dalla metà del XVI secolo e concluse la prima parte dei lavori già nel 1552. Vicino, signore di Bomarzo sino al 1581, fece scolpire le rocce sul posto, animandole e dandogli forme, a volte minacciose e a volte suadenti, di oniriche creature.
Il Bosco si differenzia dai giardini all’italiana e, pur inserendosi nella cultura architettonica-naturalistica del secondo Cinquecento, costituisce un unicum, dando vita a un labirinto ermeneutico di silenzi, allusioni e illusioni.
Le sculture sono svincolate da vicendevoli rapporti prospettici o proporzionali.
La compostezza classica lascia il passo al gusto manierista per il bizzarro e, con i suoi elementi giganteschi, determina un rapporto sconcertante con la natura.
Numerosi gli studi che hanno tentato di sciogliere l’enigma di questo boschetto, collocato in un’area intermedia tra arte, magia e letteratura, ma il giardino di Bomarzo è destinato a rimanere un luogo intriso di fascino e mistero che genera racconti e che sollecita l’immaginario di ciascun visitatore.
Soglia fisica: varcare la bocca significa lasciare la luce del sole ed entrare nel buio.
Mondo dei morti: richiama il mito classico di Caronte o l'ingresso dell'Ade.
Ribaltamento: l'iscrizione originale "Lasciate ogni pensiero o voi ch'entrate" (ispirata a Dante) accentuava la perdita delle certezze terrene.
Mutazione successiva: la frase fu modificata in "Ogni pensiero vola", alleggerendo il carico cupo in una riflessione sulla leggerezza della mente.
Iniziazione: per molti studiosi rappresenta una prova di coraggio per il visitatore del XVI secolo.






















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