sabato 31 ottobre 2026
John Anster Fitzgerald
Domenico Ghirlandaio
Emily Dickinson
Werewolves (2024, diretto e co-prodotto da Steven C. Miller)
Iside con coda di serpente
La dea Iside è rappresentata con il busto di donna e la parte inferiore del corpo trasformata in una coda di serpente avvolta a spirale, un sincretismo tra l'antica divinità egizia del raccolto e della fertilità Renenutet (spesso raffigurata come un cobra) e la dea greco-romana Iside. Arte e religione sincretica romano-egizia, fiorita in Egitto dopo la conquista di Ottaviano Augusto nel 30 a.C.. In questo periodo, le antiche tradizioni millenarie dei faraoni si fusero con il gusto e la cultura dell'Impero Romano.
La dea che porta sul capo una corona con disco solare e corna (o elementi legati all'iconografia isiaca) è associata a simboli di abbondanza e protezione.
L'anima egiziana (Il Mito): Il concetto alla base è puramente egizio. La figura unisce Iside a Renenutet (chiamata Thermuthis dai greci), l'antica dea-cobra protettrice del raccolto, della fertilità e delle nascite. Il corpo a forma di serpente (nello specifico un cobra) richiama il potere della terra, la rinascita e la protezione contro i veleni.
L'influenza romana (Lo Stile): La tecnica di realizzazione e i tratti del volto sono tipicamente romani. Non si tratta di una rigorosa e geometrica scultura in pietra da tempio faraonico, ma di una terracotta stampata in serie, una produzione di massa estremamente popolare nel mondo romano per i piccoli altari domestici (larari). Il viso della dea presenta lineamenti e acconciature che ricordano i ritratti delle matrone o delle imperatrici romane dell'epoca.
I romani rimasero letteralmente affascinati dai culti egizi (in particolare da quello di Iside), tanto da esportarli in tutto l'Impero, da Roma fino alla Britannia, riadattandoli alla propria sensibilità estetica.
Giovanni Canavesio [Italia, 1450-1500]
Giovanni Bellini [Italian High Renaissance Painter, ca.1430-1516]
Lillo Gullo
venerdì 30 ottobre 2026
Pensierino della sera di Giovanni Falcone
"Ci accorgeremo che la mafia è entrata nelle istituzioni quando le stesse attaccheranno la magistratura."
Kawanabe Kyōsai [Pittore e stampatore giapponese del periodo Bakumatsu e Meiji, 1831–1889]
Questo schizzo viene spesso confuso o soprannominato "scheletro giardiniere" o "scheletro potatore" nel mondo occidentale, ma l'intento originale dell'artista Kawanabe Kyōsai è la rappresentazione dell'ikebana (l'arte giapponese della composizione dei fiori recisi).
Significato e il simbolismo dell'opera
Memento Mori ironico: Nella filosofia buddhista e nel folclore del periodo Edo, gli scheletri ricordano l'impermanenza della vita (mujo). Kyōsai tuttavia ribalta il concetto: anziché essere spaventosa, la Morte viene rappresentata in modo sereno o divertente, impegnata in compiti quotidiani ed eleganti riservati ai vivi.
Contrasto concettuale: C'è una sottile ironia visiva e concettuale nel mostrare uno scheletro privo di vita mentre si prende cura, taglia e dispone con cura millimetrica e delicatezza una pianta viva.
Il dettaglio delle forbici: Accanto allo scheletro si vedono chiaramente le tradizionali forbici giapponesi da potatura (hasami), usate sia per l'ikebana che per i bonsai.
La carta numero 20 del mazzo di divinazione "Petit Lenormand"
Adolf Hirémy-Hirschl [Hungarian, Jewish artist, 1860–1933]
Alidor Lamote
Artemisia Gentileschi
Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]
Frederick Carl Frieseke [American Impressionist Painter, 1874-1939]
Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]
Egon Josef Kossuth [Artista boemo-tedesco-austriaco, 1874–1949]
Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998, scritto, prodotto, montato e diretto dai fratelli Coen]
Gran parte dei vestiti indossati dal Drugo nel film apparteneva in realtà al guardaroba personale di Jeff Bridges. Tra questi, anche i celebri sandali di plastica trasparente (i jelly shoes) che l'attore ha comprato da solo in un negozio di Los Angeles prima delle riprese.
Il personaggio del Drugo è quasi interamente basato su Jeff Dowd, un produttore cinematografico e attivista politico americano che i fratelli Coen avevano conosciuto anni prima. Proprio come il personaggio del film, Dowd faceva parte dei "Seattle Seven", amava il White Russian e si faceva chiamare da tutti "The Dude" (il Drugo).

































.jpg)





%20~%20%20In%20the%20Boudoir,%201914.jpg)






