Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 6 novembre 2026

I rinnegati nel pensierino della sera: “Mai stati trumpiani."

 



Non sono passate nemmeno 24 ore dalla chiusura delle urne americane e nel governo c’è già chi rinnega il passato, dimenticando i cappelli rossi pro-Maga (in foto) e la candidatura di The Donald al Nobel per la pace. Che schifo di gente.




Jackson C. Frank - My Name is Carnival

 







William Blair Bruce [Canada, 1859–1906]



William Blair Bruce
- Marine (1889)
Huile sur toile - 73,1 x 92,5 cm - , Parigi



La tela descrive in realtà un raffinato studio psicologico di una folla borghese, cupa e accalcata, all'interno di un salone parigino (probabilmente l'anticamera di un teatro o di un'esposizione d'arte).

Nonostante il titolo registrato negli archivi ufficiali e sul sito del Musée d’Orsay sia proprio Marine, nel dipinto non c'è alcuna traccia del mare.
Il titolo deriva da un vecchio inventario d'inizio Novecento. È molto probabile che si sia trattato di un banale errore di trascrizione o dello scambio dei cartellini nei registri del museo con una reale marina (un paesaggio costiero) eseguita dallo stesso artista.




 

Victor Prouvé [Pittore, scultore e incisore francese della scuola di Nancy, 1858-1943]



Victor Prouvé
- 
Les Voluptueux (I lussuriosi o Il secondo cerchio. I lussuriosi) (1889)
Olio su tela - 206 x 399 cm - Musée des Beaux-Arts, Nancy



L'opera è una monumentale tela a olio che traspone visivamente il Canto V dell'Inferno di Dante Alighieri.

La bufera infernale e il movimento: Il dipinto evoca immediatamente il concetto dantesco del "contrappasso": così come in vita i lussuriosi si lasciarono travolgere dai venti della passione carnale, ora all'Inferno sono condannati a essere trascinati per l'eternità da una tempesta incessante e violenta. Prouvé riesce a rendere tangibile questa bufera fondendo i corpi con elementi atmosferici densi come fumo, nubi oscure e bagliori infuocati che emergono dal basso.

I Corpi e l'Erotismo: Al centro della composizione domina un groviglio di corpi nudi, sensuali e tormentati. I toni della carne, che variano dal pallore quasi spettrale a riflessi dorati e ambrati, contrastano drammaticamente con lo sfondo cupo. I volti dei dannati, in particolare quello della figura centrale reclinata all'indietro, esprimono un mix ambiguo di estasi erotica e straziante sofferenza, catturando perfettamente l'essenza del peccato di lussuria.

Influenze stilistiche: Pur essendo un'opera del tardo Ottocento e legata alle correnti del Simbolismo, la tecnica e il dinamismo dei corpi rivelano una forte eredità del Romanticismo francese, in particolare lo studio del movimento e del colore tipici di Eugène Delacroix.

Sebbene il soggetto ufficiale provenga da Dante Alighieri, la critica ha spesso evidenziato come l'atmosfera morbosa, sensuale e decadente dei corpi fluttuanti risenta enormemente della poesia francese contemporanea, in particolare de I fiori del male di Charles Baudelaire, di cui Prouvé era un profondo estimatore.







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Heinz Schattner [Germania]

 


Heinz Schattner -  Glam Fishing, 2011






L'Eresia dell'Iconologia di Cesare Ripa

 


ERESIA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)


"Una vecchia estenuata di spaventevole aspetto, getterà per la bocca fiamma affumicata, haverà i crini disordinatamente sparsi et irti, il petto scoperto, come quasi tutto il resto del corpo, le mammelle asciutte e assai pendenti, terrà con la sinistra mano un libro succhiuso, donde appariscono uscire fuora serpenti et con la destra mano mostri di spargere varie sorti."

Questa è la descrizione allegorica dell'Eresia tratta dall'Iconologia di Cesare Ripa, un'opera fondamentale del 1593 (e successivamente arricchita nelle edizioni del 1603 e seguenti) che fungeva da vero e proprio manuale per artisti e letterati dell'età barocca e della Controriforma.

Questo testo è la descrizione allegorica dell'Eresia tratta dall'Iconologia di Cesare Ripa, un'opera fondamentale del 1593 (e successivamente arricchita nelle edizioni del 1603 e seguenti) che fungeva da vero e proprio manuale per artisti e letterati dell'età barocca e della Controriforma.

Ogni dettaglio anatomico e ogni oggetto menzionato dal Ripa possiede un preciso significato simbolico codificato dalla teologia e dalla morale dell'epoca:

La vecchiaia e lo spaventevole aspetto: Rappresentano l'estremo grado di perversità inveterata dell'eretico e la totale privazione della bellezza spirituale e della luce chiarissima della Fede.

La fiamma affumicata dalla bocca: Simboleggia le empie persuasioni, la propaganda dottrinale ingannevole e il desiderio distruttivo di consumare tutto ciò che si oppone all'ortodossia.

I crini sparsi e irti: Sono l'emblema dei pensieri malvagi, disordinati e ribelli.

Il corpo nudo e le mammelle asciutte e pendenti: Mostrano che l'eresia è totalmente priva di virtù (nuda) e incapace di generare o nutrire spiritualmente i fedeli con il latte della sana dottrina.

Il libro socchiuso con i serpenti: È il veicolo principale della minaccia (la stampa e la circolazione dei libri proibiti); i serpenti che ne escono rappresentano le false dottrine e le sentenze nocive e velenose.

Lo spargere mostri con la destra: Indica l'atto di seminare continuamente false opinioni, divisioni e mostruosità teologiche all'interno della società.




James D. Vance

Anteprima
il Fatto Quotidiano

Nelle mani di negazionisti e gerontocrati: stiamo precipitando nell’assurdo

James D. Vance dichiara di eseguire l’opera di Dio “e se questo porta alla fine dei tempi, va bene”. Insomma

Gabriella Gray

 


Gabriella Gray - Black Cat Floating in Garden Pond



Phrosine et Mélidore



anonimo pittore francese del primo terzo del XIX secolo
Phrosine et Mélidore
(da Pierre Paul Prud'hon)
Olio su tela - 32,5 x 24,0 cm - Musée Magnin, Digione, Francia


La storia di Phrosine e Mélidore è una vicenda tragica e fortemente passionale ambientata a Messina. 

Il giovane Mélidore è perdutamente innamorato della bellissima Phrosine, e il sentimento è ricambiato. Il loro legame è però ferocemente ostacolato dai due fratelli di lei, Aymar e Jules. I motivi dei fratelli sono oscuri e spietati: Aymar rifiuta l'unione perché considera Mélidore di una classe sociale troppo inferiore, mentre Jules nutre una gelosia morbosa e un desiderio incestuoso verso la sorella.

I due amanti pianificano di fuggire insieme per farsi sposare in segreto da un vecchio eremita che vive su un'isola vicina. Durante il tentativo di fuga, tuttavia, vengono intercettati da Aymar. Ne nasce un violento scontro in cui Mélidore ferisce gravemente il fratello di Phrosine. Ritenuto erroneamente un assassino e braccato dai vendicatori, Mélidore è costretto a fuggire sull'isola. Lì scopre che l'eremita è morto; decide così di indossare gli abiti del monaco, prendendone il posto e vivendo in totale solitudine all'insaputa del mondo.

Nonostante la separazione forzata, la passione tra i due non si spegne. Per potersi incontrare in segreto, Phrosine e Mélidore escogitano un piano: ogni notte, guidata dalla luce di un fuoco acceso da Mélidore sulla scogliera dell'isola, Phrosine attraversa a nuoto lo stretto braccio di mare che li separa.

In perfetto stile con i drammi romantici e i miti classici, il destino si rivela fatale. Durante una notte di terribile tempesta, la luce del faro improvvisata da Mélidore si spegne a causa del vento forte. Priva di un punto di riferimento nell'oscurità e sopraffatta dalle onde violente, Phrosine muore annegata. Il mattino seguente, Mélidore ritrova il corpo senza vita della sua amata sulla spiaggia e, distrutto dal dolore, decide di togliersi la vita per ricongiungersi a lei nella morte.








Henri Gustave Jossot




Henri Gustave Jossot
- Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".


La frase in calce recita:
— Surtout époussetez bien mon thorax : j'ai des toiles d'araignées à la place du cœur.
(Soprattutto spolverate bene il mio torace: ho delle ragnatele al posto del cuore.)



Jossot, noto per le sue posizioni radicali e anarchiche, sfrutta l'espediente macabro dei morti (i "raffreddati") per lanciare una feroce critica alla società del suo tempo:

La satira della distinzione sociale: Anche nel regno dei morti, le barriere di classe non svaniscono. Il borghese mantiene il suo cilindro e la sua pretesa di essere servito da una domestica. La morte non ha livellato lo status sociale, rivelando l'assurdità e l'artificialità di tali convenzioni.

L'aridità emotiva della borghesia: Le "ragnatele al posto del cuore" descrivono l'insensibilità, l'egoismo e l'indifferenza morale della classe dominante della Belle Époque. Per Jossot, la borghesia era una classe spiritualmente morta e priva di cuore già prima di finire sotto terra.




Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 



Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"I think it's his beeper."
"Penso sia il suo cercapersone."







Messere









Joseph Wright of Derby [Regno Unito, 1734–1797]

 


Joseph Wright of Derby -  An eruption of Vesuvius seen from Portici (c.1775)






Under Paris (Sous la Seine, 2024 diretto da Xavier Gens)

 




La storia ha inizio tre anni dopo una tragedia oceanica che ha colpito la biologa marina Sophia. La scienziata viene contattata dall'attivista ecologista Mika, che ha rilevato la presenza di un imponente squalo mako mutato, battezzato "Lilith", cresciuto a dismisura nei pressi del vortice di spazzatura del Pacifico e misteriosamente risalito lungo il fiume Senna, nel cuore di Parigi.

















Cansu Rossi [Turkish, b. 1980s]




Cansu Rossi - Blue Moka (2026)
Oil on stretched canvas - 30 x 40 cm



Uno studio del 2009 condotto da ricercatori della Durham University e pubblicato sulla rivista Personality and Individual Differences ha evidenziato una correlazione tra un elevato consumo di caffeina e una maggiore predisposizione alle allucinazioni.

Punti principali dello studio:
Il campione: Sono stati coinvolti circa 200-219 studenti universitari a cui sono stati somministrati questionari su consumo di caffeina, livelli di stress e tendenza ad avere allucinazioni.

I risultati: I "forti consumatori" (che assumevano l'equivalente di più di 7 tazze di caffè solubile al giorno tramite caffè, tè o energy drink) avevano una probabilità tre volte superiore di riportare esperienze allucinatorie — come sentire voci o vedere cose inesistenti — rispetto a chi ne beveva meno di una tazza al giorno.

Il ruolo dello stress e del cortisolo: I ricercatori hanno ipotizzato che la caffeina aumenti la risposta del corpo allo stress e la produzione di cortisolo (un ormone legato a queste esperienze), oppure che le persone più stressate o con tendenze allucinatorie usino la caffeina come meccanismo di "coping" (adattamento) per gestire i sintomi o la stanchezza.

Causazione vs. correlazione: Gli autori dello studio (tra cui lo psicologo Charles Fernyhough) hanno precisato che la ricerca mostra una correlazione e non prova un rapporto di causa-effetto diretto.



Soslan Sosiev [Pittore e artista russo pop-surrealista, b. 1993]

 


Soslan Sosiev - tributo a L'Assassin menacé di René Magritte(2020s)
Acrilico su tela




Nel dipinto di Soslan Sosiev, la sostituzione dell'impianto scenico originale di René Magritte con un ambiente da bagno e l'inserimento del gorilla stravolgono la narrazione borghese e poliziesca del 1927, inserendo una forte dose di ironia contemporanea e svelando una nuova dimensione psicologica.

Il contrasto simbolico tra le due opere si articola su tre livelli:

La dissacrazione del dramma: la stanza da bagno
Nell'originale di Magritte: La scena si svolge in un salotto borghese elegante, austero e freddo, che funge da palcoscenico per un enigmatico delitto da romanzo noir.
Nella versione di Sosiev: L'ambiente viene declassato e modernizzato in un bagno privato piastrellato, completo di tenda della doccia e di un ombrello rovesciato sul pavimento. Il bagno è lo spazio intimo, quotidiano e vulnerabile per eccellenza. Portarvi un delitto surrealista (o una scena di levitazione) sposta il focus dal mistero metafisico alla comicità dell'assurdo domestico.

L'istinto primordiale contro l'ordine borghese: il Gorilla
Nell'originale di Magritte: Sullo sfondo compaiono tre uomini anonimi che spiano la scena da una finestra sopra le montagne, incarnando il voyeurismo e il giudizio della società.
Nella versione di Sosiev: I tre testimoni scompaiono per lasciare il posto a un oblò in cui un gorilla ruggisce ferocemente. La figura dell'animale incarna la rottura definitiva della compostezza: rappresenta l'istinto selvaggio, l'inconscio primordiale e la natura incontrollabile che irrompe violentemente nella rigida e asettica quotidianità dell'uomo in bombetta. Mentre l'uomo rimane immobile, voltato di spalle e congelato nei suoi abiti formali, il gorilla esprime l'urlo e la tensione emotiva che l'essere umano tenta di reprimere.

La levitazione invece della morte
Nell'originale di Magritte: La donna distesa sul divano è chiaramente una vittima insanguinata, priva di vita.
Nella versione di Sosiev: La figura femminile fluttua magicamente a mezz'aria, evocando un senso di estasi, trans o sogno indotto. Questa sospensione – unita all'acqua o all'idea della purificazione legata al bagno – trasforma la macabra scena originale in un paradosso visivo leggero e onirico, dove la gravità (sia fisica che emotiva) viene completamente annullata.

L'operazione di Sosiev unisce le radici della sua "mitologia personale" — fatta di atmosfere vulnerabili e disorientanti — al linguaggio del pop-surrealismo moderno, dove la citazione colta incontra la cultura visiva dell'assurdo e del meme di internet, creando un contrasto stridente e affascinante tra ordine e caos.



Henry Edward Gaze [Fotografo neozelandese, 1874-1953]




Henry Edward Gaze - The Spell (L'incantesimo), 1929


L'opera mette in scena un'atmosfera sospesa e carica di mistero, tipica del filone "gotico" o esoterico della fotografia di inizio Novecento.

Al centro della scena troviamo due figure contrapposte. A sinistra, una giovane donna giace distesa con gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto in una posa che ricorda il sonno profondo, la trance ipnotica o la morte. A destra, una figura anziana e ammantata di scuro estende le braccia sopra di lei.

Il titolo The Spell (L'incantesimo) lascia l'interpretazione aperta all'osservatore. La scena può essere letta sia in chiave oscura — come l'atto di una strega che scaglia una maledizione — sia in chiave rituale o terapeutica, evocando pratiche dell'epoca come l'ipnotismo, il mesmerismo, l'esorcismo o una guarigione spirituale.

Henry Edward Gaze realizzò questa stampa in un periodo in cui la fotografia lottava ancora per essere riconosciuta come una vera e propria forma d'arte autonoma.

I fotografi pittorialisti rifiutavano la pura nitidezza documentaristica della macchina fotografica. Cercavano invece di emulare l'estetica della pittura e del disegno attraverso l'uso di filtri soft-focus (messa a fuoco morbida) e manipolazioni in camera oscura, ottenendo atmosfere sfumate ed evocative.

Gli esperti del Museum of New Zealand Te Papa sottolineano come l'opera sia fortemente influenzata dallo stile del fotografo americano William Mortensen, noto per i suoi scatti legati al cinema hollywoodiano degli anni '20 e '30. Le atmosfere cupe e l'illuminazione ricalcano da vicino il cinema espressionista tedesco (come Nosferatu o Il gabinetto del dottor Caligari), che proprio in quegli anni stava gettando le basi visive dei primi film horror della storia.

 


Pietro da Cortona (Pietro Berrettini) [Italian Baroque Era Painter, 1596-1669]

 


Scuola di Pietro da Cortona
Un'aquila che combatte con un serpente e un putto nel cielo che regge uno stendardo (XVII sec.)
Penna e inchiostro nero, pennello e acquerello nero su tracce di gesso nero, lumeggiature
con guazzo bianco e grigio-blu - 24.5 x 18.6 cm - The Metropolitan Museum of Art, NYC


Un'aquila (simbolo della città di Trento) combatte contro un serpente attorcigliato, mentre in alto a sinistra brilla il sole e un putto alato regge un cartiglio con l'iscrizione latina "Sternit humi foedos hostes & celsa tuetur" ("Atterra a terra i nemici turpi e protegge le cose alte").
Questa composizione è stata utilizzata come celebre antiporta o incisione allegorica per la Vera concilii tridentini historia (1670) del cardinale Sforza Pallavicino, simboleggiando il trionfo della verità e della Chiesa sul male e sull'eresia.

Nel contesto del Barocco romano, l'uso di simboli iconografici come l'aquila, il serpente e il sole assumeva una forte valenza politica, teologica e propagandistica. Questo stile artistico nacque per stupire, persuadere e riaffermare l'autorità universale della Chiesa cattolica dopo lo scisma della Riforma protestante.

Le tre figure principali presenti nel disegno della scuola di Pietro da Cortona riflettono perfettamente i canoni del linguaggio barocco:

L'Aquila e il Serpente: La Lotta tra Bene e Male
Il motivo dell'aquila che combatte contro il rettile affonda le sue radici nell'Iliade di Omero e nell'arte romana. Nel Seicento, questo scontro divenne la metafora per eccellenza della vittoria di Cristo (l'aquila) sul peccato e su Satana (il serpente).
Nell'incisione ufficiale tratta dal disegno, il combattimento rappresenta la difesa attiva del dogma cattolico. L'aquila incarna la vigilanza e la fermezza della Chiesa (nonché la città di Trento, sede del Concilio) che schiaccia le insidie del serpente, simbolo ricorrente associato all'eresia protestante.

Il Sole Raggiante: La Luce della Verità Divina
Nel Barocco, la luce non era un semplice elemento naturale, ma la manifestazione visiva di Dio e della Verità assoluta. Gli artisti barocchi, in primis Gian Lorenzo Bernini nella celebre scultura della Verità svelata, usavano il sole per indicare una conoscenza superiore che dissipa le tenebre dell'inganno.
I raggi che scendono dall'alto non lasciano zone d'ombra. Simboleggiano la grazia divina che guida le decisioni della Chiesa cattolica romana nel definire i propri dogmi in contrapposizione alle dottrine riformate.

Il Putto e il Cartiglio: La Parola Gloriosa
I putti o amorini venivano impiegati come elementi di raccordo dinamico nello spazio. Non sono mai statici; volano tra le nuvole e creano un senso di profondità teatrale tipicamente seicentesco.
Il cartiglio svolazzante con l'iscrizione latina funge da "chiave di lettura" intellettuale dell'immagine. Nel Barocco fiorì la cultura degli Emblemi e delle Imprese, in cui un testo breve e arguto doveva integrarsi perfettamente con la componente visiva per istruire lo spettatore e sollecitarne l'intelletto.



Nicolas Poussin [French Baroque Era Painter, 1594-1665]



Nicolas Poussin
- Le Triomphe de Pan (1636)
Olio su tela - 135,9 × 146 cm - National Gallery, Londra



L'opera raffigura una scena dionisiaca e baccanale, una festa caotica e sfrenata nei boschi in cui satiri, ninfe e menadi danzano, bevono e celebrano attorno a una statua del dio Pan (o di Priapo), con riferimenti classici all'antichità greco-romana e al mondo del teatro antico (evidenziato da maschere e strumenti musicali in primo piano).

Dietro una scena apparentemente caotica si nasconde una profonda riflessione filosofica. Al centro dell'opera c'è la tensione costante tra la ragione umana e gli impulsi primordiali della natura, espressa attraverso simboli colti tratti dalle letture di Ovidio e dall'archeologia romana.
I principali dettagli mitologici e le figure assumono precisi significati allegorici:

Il simulacro al centro (L'erma di Pan o Priapo)
La statua attorno a cui ruota la danza è un'erma (un pilastro sormontato da un busto) raffigurante Pan (dio della natura selvaggia e degli istinti) o Priapo (dio della fertilità e dei giardini).
Il colore rosso, che tradizionalmente ricopriva queste statue durante i riti agricoli, rappresenta il sangue, il vino e l'energia vitale della Terra. La sua staticità contrasta con il movimento frenetico dei presenti, elevando gli istinti carnali a fulcro attorno al quale gravita l'esistenza terrena.

Le maschere teatrali e gli strumenti in primo piano
In basso a sinistra e al centro si notano una siringa di Pan (flauto di Pan), un bastone da pastore (pedum) e diverse maschere teatrali abbandonate sul terreno.
Questi elementi richiamano l'origine greca del teatro, nato proprio dai rituali e dai drammi dionisiaci. Simbolicamente suggeriscono che la civiltà e i ruoli sociali sono solo "maschere" temporanee: quando l'uomo si abbandona alla natura selvaggia ordinata da Pan, si spoglia delle convenzioni sociali (la maschera cade) per mostrare la sua vera essenza animale e istintiva.

I satiri, le ninfe e il capro
Un satiro (metà uomo e metà capra) aiuta una ninfa vestita di azzurro a cavalcare un capro, animale sacro a Pan. Più in alto, un'altra figura solleva una preda cacciata per offrirla al dio.
Il capro e i satiri incarnano la lussuria, l'irrazionalità e la sessualità sfrenata priva dei freni inibitori imposti dalla morale. La ninfa che cavalca la bestia simboleggia l'essere umano che si lascia trasportare e dominare dalle proprie passioni fisiche.

La composizione a fregio e l'ordine geometrico
Nonostante il disordine del baccanale, Poussin dispone i corpi in modo estremamente bilanciato, quasi stessero scorrendo come un bassorilievo su un antico sarcofago romano.
Questa è la chiave di lettura intellettuale tipica di Poussin. Inserendo il caos degli istinti dentro una rigorosa gabbia geometrica e classica, il pittore afferma che la ragione (l'ordine geometrico dell'arte) può e deve contenere le passioni umane più selvagge, impedendo loro di sfociare nella pura distruzione.








Un sorriso è come uno spazzolino. Devi usarlo spesso per mantenere i denti puliti. (Proverbio giapponese)




 





giovedì 5 novembre 2026

Pensierino della sera di @albika

 



Avere la depressione e dover aspettare mesi per essere
visitati da uno psicologo perché non te ne puoi
permettere uno privato è anch'essa violenza.
Il capitalismo ferisce e uccide in molte, moltissime forme.






Todd Terje - Johnny & Mary (feat Bryan Ferry)









Una nube a supercella




L'immagine mostra una nube a supercella (un intenso temporale caratterizzato da un forte updraft rotante,
noto come mesociclone), fotografata nei cieli del Wyoming (USA) dal gruppo di cacciatori di tempeste Basehunters



Il Mesociclone è la struttura portante della nuvola: una colonna d'aria in rotazione che le conferisce il caratteristico aspetto a "navicella spaziale" o a trottola.
Questo tipo di temporale è il più pericoloso e organizzato, spesso associato a grandine di grandi dimensioni, forti raffiche di vento, nubifragi e la possibile formazione di tornado.
A differenza dei temporali multicella comuni, la supercella mantiene una forte correnti ascensionale (updraft) separata dalla corrente discendente (downdraft), permettendole di durare per ore e percorrere grandi distanze.




Ikenishi Gonsui /Tsuchiya Koitsu [Japan, 1870-1949]




Tsuchiya Koitsu
- Full Moon at Akashi Beach (1934)


kogarashi no
hate wa arikeri
umi no oto

C’è una meta
per il vento dell’inverno:
il rumore del mare


: :  池西言水 : :







Miles Cleveland Goodwin [Pittore statunitense, b. 1980]




Miles Cleveland Goodwin - Bat hanging from a birds nest (2024)
Oil on canvas


 

Salvador Dalì [Spanish Surrealist Painter, 1904-1989]

 


Salvador Dalí - Couple aux têtes pleines de nuages (Coppia con le teste piene di nuvole)(1936)
Dittico composto da due pannelli indipendenti. Le cornici in legno sono tagliate
su misura per seguire esattamente i contorni antropomorfi delle due silhouette.
Olio su tavola di compensato sagomata
Pannello sinistro (figura maschile): 92,5 x 69,5 cm
Pannello destro (figura femminile): 82,5 x 62,5 cm
Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, Paesi Bassi




Le due cornici sagomate non sono figure astratte. Quella di sinistra, più dritta, rappresenta lo stesso Salvador Dalí, mentre quella di destra, dolcemente reclinata, rappresenta Gala, sua moglie, musa e manager.

La posa della figura di Gala riprende esattamente la postura della donna nel dipinto L'Angelus di Jean-François Millet. Dalí era letteralmente ossessionato da quel quadro ottocentesco, in cui vedeva profondi significati sessuali repressi e angosce nascoste, e lo citò in moltissime sue opere.

I tavoli imbanditi con tovaglie bianche si trovano nella parte inferiore dei corpi. Questo crea un paradosso spaziale: l'esterno (il paesaggio desertico e il mare di Port Lligat) diventa l'interno dei personaggi, suggerendo che la realtà intima della coppia sia fusa con la natura che li circonda.

Dalí ha firmato l'opera sul pannello maschile scrivendo "Gala Salvador Dalí". Non si trattava di un errore: il pittore siglava spesso i suoi capolavori più importanti unendo il proprio nome a quello di Gala, poiché la considerava co-autrice biologica e spirituale di tutto il suo genio.





Maurizio L'Altrella [Italia, b.1972]

 


Maurizio L'Altrella - The Golden Calf (Il vitello d'oro)(2014)
Olio su tela - 240 × 170 cm - Collezione privata






Pietro da Cortona (Pietro Berrettini) [Italian Baroque Era Painter, 1596-1669]

 


Pietro da Cortona - Busto di giovane donna rivolta a sinistra (1637)
Grafite e tocchi di colore - The Albertina Museum, Vienna






Kehinde Wiley [Pittore statunitense, b.1977]



Kehinde Wiley
- 
Judith and Holofernes (Giuditta e Oloferne)(2012)
North Carolina Museum of Art, Raleigh, Carolina del Nord, US



L'opera fa parte della prima serie di ritratti femminili di Wiley intitolata
An Economy of Grace, creata per ribaltare la rappresentazione storica delle donne nell'arte occidentale.

La protagonista è una donna afroamericana ritratta con un elegante abito haute couture blu disegnato da Riccardo Tisci (Givenchy), mentre sullo sfondo e intorno a lei si sviluppa un sontuoso motivo floreale bidimensionale tipico dello stile barocco e decorativo di Wiley. La testa recisa tenuta in mano è quella di uno dei suoi assistenti.