Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 2 ottobre 2026

Pensierino della sera di Cesare Di Trocchio





È tutto giusto, Giorgia. Tranne la data. Questo l'hai scritto quando urlavi all'opposizione. Adesso che sei al governo e puoi punire chi specula, sei troppo impegnata a controllare il tetto dei bambini stranieri nelle scuole. Imbarazzante.





Cherry Wainer & Don Storer - Peter Gun (1966)

 







Pieter Boel [Fiammingo, b.1622–1674]




attribuito
Pieter Boel - Die Räuberische Katze" (La gatta ladruncola)






Mikhail Vasil'evich Nesterov [Russian Painter, 1862-1942]



Mikhail Nesterov
- Elegy. Blind Musician (1928)






Jannick Senium

 


Jannick Senium - Death and the Maiden (2025)




Virginie Demont-Breton [Francia, 1859-1935]

 


Virginie Demont-Breton- Under the Orange Tree (1900)



Jais Nielsen [Danimarca, 1885-1961]




Jais Nielsen - Acrobats (1916)



 

Pilseok Heo

 


Pilseok Heo - Over There (2024)



Steven J. Levin

 


Steven J. Levin - 6am News (2018)






Marcel Roux [French, 1878 – 1922]




Marcel Roux
-  La Danse Macabre (1904-05)
Ink, ink wash and white gouache highlights on red pencil lines



La composizione fa parte di una serie di illustrazioni incentrate sul tema storico della danza macabra, reinterpretata da Roux con una forte sensibilità cupa e drammatica tipica del Simbolismo di inizio Novecento.
Al centro una figura demoniaca e alata afferra o trasporta una figura femminile vestita di bianco. Sulla destra si scorge una figura scheletrica posizionata sotto una struttura con una campana, un classico richiamo iconografico alla personificazione della Morte. Sullo sfondo si delinea il panorama di una città distesa lungo un fiume.






Boris Groh [Artista digitale, Ukraine]

 


Boris Groh - I Felt a Funeral in My Brain






Charles W. Stewart [Book illustrator, 1915 - 2001]




Charles W. Stewart
- Swelter Rehearsing (1973)
Matita, penna nera, acquerello e guazzo su carta
ollezione ufficiale della Royal Academy of Arts di Londra


Il disegno fa parte di una serie di illustrazioni gotiche (rimaste inedite nella pubblicazione originale) per il celebre romanzo fantasy gotico "Titus Groan" di Mervyn Peake, il primo volume della saga di Gormenghast. Raffigura il grottesco e sadico chef del castello, Swelter (in italiano tradotto spesso come Melassa o Affanno), mentre brandisce una mannaia da macellaio all'interno delle cucine o dei sotterranei di Gormenghast. La sua gigantesca ombra proiettata sul muro alle spalle enfatizza la sua natura minacciosa e imponente.




Gustave Doré

 


Gustave Doré - Il massacro dei Valdesi di Mérindol nel 1545 (1866)



Il Massacro di Mérindol (aprile 1545) fu una brutale spedizione militare contro le comunità valdesi della Provenza, che avevano aderito alla Riforma protestante.
Su ordine di re Francesco I e sotto la guida di Jean Maynier d'Oppède, le truppe francesi e papali distrussero circa 24 villaggi (tra cui Mérindol e Cabrières). L'operazione provocò l'uccisione di circa 3.000 persone e la condanna al lavoro forzato sulle galere per oltre 600 sopravvissuti.
L'eccidio suscitò forte sdegno in Europa e rappresentò uno dei più sanguinosi preludi alle Guerre di religione francesi.





I peccati capitali della Cavalcata dei Vizi

 


GOLA


Un'illustrazione medievale tratta dal genere della Cavalcata dei Vizi. In questa specifica tradizione iconografica diffusa nei manoscritti miniati del XV secolo, ciascuno dei sette vizi capitali viene raffigurato come un personaggio che cavalca un animale simbolo del peccato stesso.

La figura cavalca un porco o cinghiale, l'animale simbolo per eccellenza della voracità e della sporcizia materiale e spirituale legata all'ingordigia.
Il personaggio è colto nell'atto di bere avidamente da un grande recipiente o corno potorio e stringe nell'altra mano un sacco o una zampa di carne.
Sulla veste o sul corpo spicca la scritta identificativa "GLOTONIE" (Gola).

Questa miniatura fa parte del ciclo di illustrazioni dei vizi capitali conservato nel manoscritto francese Fr. 2224 custodito presso la Bibliothèque Nationale de France.





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SOLIDARIETÀ PER I PALESTINESI

 


Nessuno si è interessato del risultato sportivo dell'amichevole fra il Konyaspor - la squadra locale - e la Palestina - per la cronaca 2 a 2 - durante gli ottantanove minuti di partita giocatasi mercoledì 30 settembre. Sì perché il cronometro dello Stadio municipale metropolitano si è fermato al minuto 89.59 e la partita, nei fatti, non è mai finita. Niente triplice fischio ma una scritta che compare sul maxischermo: "Questa partita è stata rinviata a quando la Palestina sarà libera".

Prima del calcio d'inizio la coreografia sugli spalti ha visto al centro un grande striscione - "Si resta in silenzio quando i bambini dormono non quando muoiono" - sormontato da gigantografie di bambini e gazawi, il tutto mentre a centrocampo era stesa una enorme colomba bianca.



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Terrazza Mascagni, Livorno, 25.08.2026






Chéri Hérouard [Artista francese, 1881–1961]

 


Chéri Hérouard - Après le départ du train des maris (1923)
(Dopo la partenza del treno dei mariti)
Tavola per la rivista satirica e di costume francese "La Vie Parisienne"


Una giovane donna in stile flapper (tipico degli anni '20) danza gioiosamente stringendo le zampe di un gatto nero con un fiocco rosso.
La didascalia in basso gioca ironicamente sul famoso proverbio francese "Quand le chat n'est pas là, les souris dansent" (Quando il gatto non c'è, i topi ballano), ribaltandolo in: "Contrairement au proverbe, c'est quand les rats ne sont plus là que les chats dansent!" (Al contrario del proverbio, è quando i topi non ci sono più che i gatti ballano!). Nel contesto della rivista, i "topi" (o ratti) che se ne sono andati sono i mariti partiti in treno, lasciando le mogli libere di divertirsi spensieratamente.




Léon Spilliaert

 


Léon Spilliaert - Le Pendu (Gli impiccati)(1912)
Matita Conté, inchiostro e pastello su carta






Robinet Testard [Miniaturista francese, fl. dal 1471 al 1531]

 




Robinet Testard - Il suicidio di Lucrezia (1488-96)
da "De mulieribus claris" di Giovanni Boccaccio 
Biblioteca nazionale di Francia






Mario López aka El Mayo Monero [Fumettista messicano]

 


El Mayo Monero - Sala vacía ("Sala vuota")






Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]









Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"Relax-all I want is a good table."
("Rilassati, tutto ciò che voglio è un buon tavolo.")






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Baldomero Romero Ressendi [Pittore spagnolo, 1922-1977]

 


Baldomero Romero Ressendi - El martirio de San Pedro (Il martirio di San Pietro)(1951)




THE GENTLEMEN (2024-) #02.08 'Bring Me The Head'

 









Nemrut Dağı (Il Monte Nemrut)

 



Il Monte Nemrut (Nemrut Dağı) è una straordinaria montagna alta 2.150 metri situata nella Turchia sud-orientale, nella provincia di Adıyaman. È celebre in tutto il mondo per ospitare sulla sua vetta il maestoso mausoleo funerario e santuario fatto erigere nel I secolo a.C. dal re Antioco I di Commagene, sovrano di un piccolo ma prospero regno ellenistico situato tra l'Impero Romano e la Persia.




Dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1987, il sito archeologico è famoso per le sue statue colossali e le celebri teste giganti di pietra sparse sul terreno, originariamente alte fino a 9 metri. Il complesso rispecchia un profondo sincretismo culturale, unendo divinità della mitologia greca e persiana (come Zeus-Oromasde e Apollo-Mitra) insieme alla figura divinizzata dello stesso re Antioco. 




A causa di secoli di terremoti, fulmini e intemperie, le colossali statue sedute sui troni sono state decapitate, e le loro imponenti teste rimangono oggi allineate a terra sulle terrazze orientali e occidentali, offrendo uno degli spettacoli visivi più suggestivi e misteriosi di tutta l'Anatolia, specialmente all'alba e al tramonto.




La camera sepolcrale del re Antioco I rimane uno dei più grandi misteri irrisolti dell'archeologia mondiale, protetta da un ingegnoso sistema di "sicurezza" vecchio di duemila anni. Il re ordinò infatti la costruzione di un immenso tumulo artificiale sulla vetta, alto circa 50 metri e con un diametro di 150 metri, realizzato interamente accumulando milioni di tonnellate di pietre calcaree frantumate. Questo accorgimento è stato straordinariamente efficace, ogni volta che si è tentato di scavare un tunnel o di penetrare nella struttura, la ghiaia e le rocce sciolte sono fruttate all'istante, riempiendo nuovamente lo spazio e minacciando di seppellire gli stessi archeologi.




Questo impedisce qualsiasi scavo tradizionale. Anche i moderni tentativi scientifici condotti con georadar e rilevazioni sismiche non sono riusciti a mappare con precisione una cavità o un vuoto definitivo nel nucleo di roccia della montagna. Gli storici ipotizzano che le ceneri o i resti del sovrano si trovino sigillati all'interno di una camera scavata direttamente nella roccia madre della montagna, situata ben al di sotto di questa imponente e impenetrabile collina artificiale. Fino ad oggi, il santuario mantiene intatto il suo segreto.




Una lastra raffigura il cosiddetto "leone astrale" considerato uno dei più antichi oroscopi del mondo. 
Non si tratta di un oroscopo generico, ma di una vera e propria istantanea astronomica che fissa nel tempo una data precisa attraverso precisi dettagli cosmici: Il corpo del leone è costellato da 19 stelle a otto punte che ricalcano fedelmente la costellazione del Leone descritta dall'antico astronomo Eratostene. Sul petto del leone si trova una falce di luna calante (simbolo del novilunio), sormontata dalla stella Regolo (la stella più luminosa della costellazione, storicamente legata ai sovrani). Sopra il dorso del leone sono chiaramente identificabili tre grandi stelle che, grazie a iscrizioni in caratteri greci, sappiamo rappresentare i pianeti Marte, Mercurio e Giove.




Gli astrofisici e gli archeologi hanno calcolato che quella specifica congiunzione astrale si è verificata solo in pochissimi momenti della storia. La teoria più accreditata indica il 7 luglio del 62 a.C., giorno in cui re Antioco I di Commagene salì ufficialmente al trono o diede inizio alla costruzione del santuario. Un'altra ipotesi scientifica suggerisce invece il 14 luglio del 109 a.C., data legata alla cattedra del padre (Mithridates I) o alla nascita spirituale dello stesso Antioco. In ogni caso, la lastra serviva a legittimare il potere del re, mostrando che il suo regno era stato scritto e voluto dall'ordine cosmico delle stelle.




La lastra originale del Leone Astrale non si trova più esposta all'aperto sulla terrazza occidentale del Monte Nemrut.Per garantirne l'assoluta protezione dagli agenti atmosferici, dalle forti escursioni termiche della vetta e dai rischi di deterioramento, l'originale è stato rimosso dalla sua collocazione originaria. Attualmente è custodito in un deposito protetto e sigillato in loco, gestito dal Ministero della Cultura e del Turismo turco in attesa del completamento di un museo archeologico dedicato e climatizzato ai piedi della montagna.







Marc Fishman [Moldavia, b.1971]

 


Marc Fishman - Vision of the Apocalypse (2019)
Oil on canvas




Ferdinando Scianna

 


Ferdinando Scianna - Marpessa Hennink, Palermo, 1987 for "Dolce & Gabbana"






Max Klinger [Simbolista tedesco, 1857–1920]

 


Max Klinger - Auf den Schienen (Sui binari)(1883)imbolista tedesco
(from the portfolio On Death, Part I, Opus XI)



La serie esplora il tema della morte in contesti quotidiani e moderni, allontanandosi dalle allegorie medievali tradizionali. In questa specifica opera, Klinger unisce l'asprezza di un paesaggio montano alla linearità geometrica e industriale dei binari ferroviari, sui quali giace uno scheletro. L'accostamento simboleggia l'inevitabilità della morte che si insinua persino nel progresso tecnologico e nella modernità rappresentata dalla ferrovia.




David Ryckaert [Pittore fiammingo, 1612–1661]

 


David Ryckaert - The alchimist (ca. 1649)
Olio su tavola - 46,5 x 79 cm - Kunsthistorisches Museum, Vienna







L’amore non conosce le mezze misure. All’inizio ci diciamo tutto. Alla fine ci diciamo di tutto. (Mirco Stefanon)









giovedì 1 ottobre 2026

Pensierino della sera della ministra degli Esteri islandese Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir 💜





[Le parole di replica a Netanyahu, il quale aveva definito "codardi morali" i diplomatici che avevano abbandonato l'aula dell'ONU durante il suo intervento.]


«Abbiamo sentito le parole "codardi morali" pronunciate da questo podio. Per me, i codardi morali sono quei leader che si rifiutano di sedersi e negoziare una pace giusta e duratura. Coloro che negano l'accesso agli aiuti umanitari a persone che ne hanno disperatamente bisogno. E i codardi morali sono quei leader che ripetutamente vanno contro e calpestano il diritto internazionale.»


: :  Il suo intervento alla fine di settembre 2026 presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite  : :





Nick Cave & The Bad Seeds - Breathless

 






Adolphe Thomasse

 


Adolphe Thomasse - Peacock fan (ca. 1905)


Svetlana Ceramics








DIFFERENT ERA SAME GENOCIDE

 







David Turnley

 


David Turnley - Un ragazzo palestinese a Hébron, Cisgiordania, 1990







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 





John William Waterhouse

 


John William Waterhouse - Consulting the Oracle (ca.1884)
Oil, canvas - 72 x 44 cm - Tate Britain, London



Il dipinto raffigura una scena rituale e misteriosa. Una sacerdotessa si sporge in avanti facendo cenno di fare silenzio con la mano, nel tentativo di carpire la profezia sussurrata da un teraph. Il teraph è un antico idolo oracolare semitico ricavato da una testa umana mummificata e trattata con spezie, appesa alla parete del santuario.
Di fronte alla sacerdotessa, sette giovani donne sono disposte a semicerchio sul pavimento. Ognuna mostra una gamma differente di intense emozioni legate all'attesa e alla suspense: terrore, disperazione, stupore, ansia e profonda angoscia.
Sebbene originariamente ispirata a una ambientazione greca (la Sibilla Delfica), Waterhouse virò poi verso un'atmosfera mediorientale dalle influenze bibliche ed esotiche, definita da finestre ad arco finemente intagliate (mashrabiyya), pavimenti in marmo e ricchi tappeti orientali.
Il dipinto è famoso per la sua struttura a "buco della serratura" (keyhole composition), in cui il cerchio parziale di donne concentra l'attenzione visiva dello spettatore verso la sacerdotessa. Questa armonia geometrica di cerchi e linee orizzontali viene interrotta volutamente dalla diagonale del corpo proteso della sacerdotessa e dalla disposizione asimmetrica dei tappeti, creando una forte tensione emotiva e visiva.





Il teraph






TEAR DOWN THE BORDERS FREE MOVEMENT FOR ALL