Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

sabato 17 ottobre 2026

季語: Martin Podt

 


Martin Podt - Rhododendron Dream
The Hague, South Holland, Netherlands
















ore 12:;00 - momento zen

 





Gavi DOCG "La Rocca" prodotto dalla storica cantina piemontese Coppo





PACCHERO CON LA MARMORA




INSALATA DI POLPO CON ARANCIA, CAVOLO VIOLA, OLIVE, FOGLIE DI ACETOSELLA
E GRANELLA DI MANDORLE TOSTATE, RIFINITO CON EMULSIONE AGRUMATA





Sinne Eeg - The Windmills Of Your Mind

 







Nina Glebova

 


Nina Glebova - Self Portrait, 2011






Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 







Cavez - Massimo Cavezzali [Fumettista italiano, b. 1950]

 













PSYCHO!!!!









Hans Holbein the Younger



Hans Holbein the Younger - Erasmus (1523)
Oil and tempera on panel - 73.6 x 51.4 cm - National Gallery, London




Quanto meno talento hanno,
più mostrano orgoglio, vanità e arroganza.
E comunque, quegli sciocchi troveranno
sempre altri sciocchi che li applaudono.


: :  Erasmo da Rotterdam  : :






Edward Okuń [Pittore simbolista polacco, 1872–1945]

 


Edward Okuń - Ave Maria (1902)



Una fila di figure scure e curve avanza in processione solenne in un boschetto o giardino crepuscolare, evocando un senso di preghiera, meditazione o passaggio ultraterreno.
Sullo sfondo si erge la parete di un edificio religioso, dominata da un'alta finestra gotica ad arco acuto fortemente illuminata dall'interno. La luce calda e vibrante della vetrata contrasta nettamente con i toni scuri della vegetazione circostante e delle sagome.
Le atmosfere crepuscolari e la disposizione degli alberi richiamano fortemente le suggestioni poetiche e i paesaggi mitici di artisti coevi come Arnold Böcklin (vedi: Il Bosco Sacro).





IT (Miniserie di due puntate, 1990, diretta da Tommy Lee Wallace e tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King)

 




Richard Masur nei panni di Stanley Uris, in una scena della miniserie









Nel 1959, la Volkswagen offrì una...

 




Nel 1959, la Volkswagen offrì una macchina da caffè insolita montata sul cruscotto chiamata "Macchina da caffè automatica Hertella" (a volte chiamata anche macchina da caffè Heinrich) come accessorio aftermarket opzionale per il Maggiolino.

Si montava direttamente sul cruscotto tramite una staffa e si collegava direttamente all'impianto elettrico dell'auto (disponibile nelle versioni a 6 o 12 volt). Era privo di interruttore di alimentazione e si riscaldava immediatamente una volta collegato.
Includeva speciali tazze in porcellana con dischi metallici sul fondo, in modo che si attaccassero magneticamente alla base durante la guida.
Venduto come optional di lusso in pochissimi esemplari  sopravvivero nel corso dei decenni, il che lo rende uno degli accessori Volkswagen d'epoca più rari e ricercati al giorno d'oggi.





Eliran Kantor [Israeli based Berlin, b. 1984]

 


Eliran Kantor - Suffer Divine for Darkest Hour (2026)
Digital Art








Luis Casadevall [Fotografo spagnolo, b.1950]

 


Luis Casadevall - The ballerina (Havana), 2019



Francesco di Antonio del Chierico [Miniatore e orafo italiano, 1433–1484]



Francesco di Antonio del Chierico - Il Trionfo della Morte (1476)
dai "Trionfi" di Francesco Petrarca
nel "Codice Spagnolo" - Biblioteca Nazionale di Spagna, Madrid



L'opera presenta l'iconografia classica medievale e rinascimentale del trionfo allegorico, caratterizzata da specifici elementi simbolici:
- Il Carro della Morte: Un imponente monumento funebre bianco e dorato a forma di edicola, decorato con teschi e clessidre. Il carro avanza schiacciando sotto le sue ruote una folla di corpi che include papi, sovrani e popolani, a simboleggiare il potere livellatore della morte (Memento Mori).
- I Bufali Neri: Il carro è trainato da due possenti bufali neri, tradizionalmente associati alla forza inarrestabile, all'oscurità e al destino mortale.
- La Morte: Sulla sommità della struttura svetta la figura scheletrica della Morte, alata e incoronata, che impugna una grande falce pronta a mietere le vite umane.
- La Cornice: La scena centrale è racchiusa da un ricchissimo bordo miniato a motivi floreali, viticci intrecciati, piccoli putti e medaglioni decorativi, tipici dell'altissima scuola di miniatura fiorentina del XV secolo.








Fra Filippo di Tommaso Lippi [Italian Early Renaissance Painter, ca.1406-1469]

 


Filippo Lippi - Madonna di Tarquinia (1437)
Tempera su tavola - 114 x 65 cm - Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma



L'opera riveste un'importanza fondamentale nella storia dell'arte per via della sua impostazione rivoluzionaria.
Filippo Lippi abbandona il tradizionale fondo oro di matrice medievale per ambientare la scena sacra all'interno di una vera e propria stanza domestica, con finestre aperte che lasciano intravedere un paesaggio sullo sfondo.






La vita di fra' Filippo Lippi

La vita di fra' Filippo Lippi sembra un romanzo d'avventura e rappresenta uno degli episodi più affascinanti e scandalosi del Rinascimento fiorentino. Nonostante i voti religiosi, Lippi fu un uomo passionale, irrequieto e costantemente protetto dai potenti dell'epoca per via del suo immenso talento visivo.

Filippo nacque a Firenze in condizioni di estrema povertà. Rimasto orfano in tenera età, venne affidato insieme al fratello al convento del Carmine.
Nel convento non mostrò alcuna inclinazione per lo studio delle lettere, ma passava tutto il tempo a imbrattare i libri con disegni.
Proprio negli anni in cui Filippo cresceva nel convento, il giovane Masaccio stava affrescando la vicina Cappella Brancacci. Filippo passò ore a studiare quei dipinti, assorbendo la nuova spazialità e plasticità rinascimentale che avrebbe poi applicato nelle sue opere.

Il celebre biografo Giorgio Vasari racconta un aneddoto leggendario sulla giovinezza del pittore. Durante una gita in barca a Ancona, Filippo sarebbe stato rapito dai pirati mori e portato in catene in Nord Africa. Secondo il racconto, si guadagnò la libertà e l'ammirazione del suo padrone disegnando un ritratto perfetto di quest'ultimo su un muro usando del carbone.
Sebbene molti storici moderni considerino questo racconto una leggenda, esso testimonia la fama di uomo avventuroso che circondava la sua figura.

L'evento che sconvolse Firenze e la Chiesa avvenne intorno al 1456, quando Filippo venne nominato cappellano del convento di Santa Margherita a Prato. Qui gli fu commissionata una pala d'altare e l'artista chiese di poter avere come modella per la Vergine una giovane monaca agostiniana di nome Lucrezia Buti.
Filippo si innamorò perdutamente della ragazza. Durante la solenne processione della festa della Sacra Cintola, il pittore rapì Lucrezia (con il consenso di lei) e la portò nella sua casa. Poco dopo, anche la sorella di Lucrezia e altre tre suore fuggirono dal convento per rifugiarsi nell'abitazione dell'artista.
Il comportamento di Filippo Lippi attirò denunce per reati sessuali, processi e torture. In condizioni normali avrebbe rischiato la scomunica o peggio, ma Lippi aveva un alleato formidabile: Cosimo de' Medici il Vecchio.
Cosimo, che amava profondamente l'arte di Filippo e ne conosceva l'indole distratta e passionale, intervenne direttamente presso Papa Pio II. Il Pontefice, riconoscendo il valore immenso dell'artista, concesse a Filippo e Lucrezia lo scioglimento dai rispettivi voti religiosi e legittimò la loro unione. Dalla loro relazione nacquero due figli, tra cui Filippino Lippi, che diventerà a sua volta uno dei più grandi pittori del tardo Rinascimento fiorentino.



Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue. (Friedrich Nietzsche)

 





venerdì 16 ottobre 2026

Pensierino della sera di len_da88



Questo paese è diventato una barzelletta. Al sud stanno protestando da 4 giorni e nessun telegiornale ne parla. 
NESSUNO. 
Quando però nei vari supermercati inizierà a mancare il cibo voglio vedere se staranno ancora in silenzio questi servi.

 




Sunday Girl - Where Is My Mind

 





E buon weekend!

 












Peder Mørk Mønsted [Pittore danese, 1859-1941]



Peder Mørk Mønsted
 - Sunset over a forest lake (1895)
Oil on canvas - 68.7 x 113.6 cm






Samuel Johnson Woolf [USA, 1880–1948]




Samuel Johnson Woolf - Edgar Allan Poe (ca.1920)






MEMBERS ARE REMINDED

 


Il cartello mostrato nella foto è un meme umoristico italiano che adatta in modo divertente un celebre avviso anglosassone realmente comparso in alcuni golf club.

Il meme italiano riprende e traduce fedelmente un vero avviso esposto in lingua inglese in un esclusivo golf club. Nella sua versione originale, il testo fa riferimento al 9° green (anziché al 18°) ed è nato per proteggere la quiete di un gatto residente che aveva eletto il campo da golf a sua dimora.

Il cartello in lingua originale recitava:

"MEMBERS ARE REMINDED: The cat on the 9th green is not to be chased off. He has been there longer than most members. He will move when he is ready. Play around him. The committee considers this settled."

La storia ha radici in dinamiche tipiche di questi ambienti.

Molti circoli di golf storici (sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti o in Australia) ospitano colonie feline o singoli gatti stabilmente integrati nella struttura. Questi animali svolgono un ruolo utile nel controllo dei piccoli roditori e finiscono per diventare le vere mascotte dei giocatori.

Il gioco del golf è celebre per le sue regole ferree, i comportamenti formali dei soci e il rispetto assoluto per le condizioni del terreno di gioco, specialmente sul green (la zona rasata dove si fa l'ultimo tiro per mandare la pallina in buca). L'idea che un comitato ufficiale di un circolo pubblichi una nota formale per imporre a facoltosi soci di "giocare intorno al gatto" e dichiarare la questione "chiusa" ha subito conquistato la community di internet per il suo irresistibile mix di burocrazia e amore per gli animali.




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John Koch

 


John Koch - Interlude (1963)






PapaDarth




Il mistero della mente umana



 

MAKE ISRAEL PALESTINA AGAIN








Alfred Hitchcock / Albert Watson




Albert Watson - Alfred Hitchcock, Los Angeles. 1973


Sir Alfred Joseph Hitchcock
[Londra, 13 agosto 1899 – Los Angeles, 29 aprile 1980]
Regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense


Soprannominato universalmente come il "Maestro del brivido" (Master of Suspense), ha rivoluzionato il genere del thriller psicologico attraverso l'uso innovativo della cinepresa, del montaggio e della gestione della tensione. Nel corso di una carriera durata sei decenni, ha diretto oltre 50 lungometraggi, passando con successo dall'era del cinema muto in Gran Bretagna alle grandi produzioni hollywoodiane a colori.

Hitchcock era solito apparire brevemente e in ruoli marginali in quasi tutti i suoi film, trasformando questa abitudine in un vero e proprio marchio di fabbrica.

Dietro il successo del grande regista si nascondeva una personalità complessa, segnata da esperienze d'infanzia traumatiche, abitudini rigorose e dinamiche relazionali uniche che hanno profondamente influenzato i temi dei suoi film.

Quando aveva circa cinque anni, suo padre lo mandò alla stazione di polizia locale con una nota. Il capo della polizia lo rinchiuse in una cella per pochi minuti come punizione per essersi comportato male, dicendogli: "Questo è quello che facciamo ai bambini cattivi". Questo evento scatenò in Hitchcock una fobia permanente per la polizia e per la legge, un tema visibile in quasi tutti i suoi film.

Frequentò il St Ignatius College a Londra, una scuola gesuita rigida dove la disciplina corporale e il senso di colpa religioso erano all'ordine del giorno. Questo background alimentò il suo forte senso del peccato, della colpa e della punizione, che trasferì nelle sue trame psicologiche.

Da bambino era molto solitario, timido e in sovrappeso. Ha spesso dichiarato che non giocava con gli altri bambini e che preferiva osservare il mondo da una posizione protetta.

Nel 1926 sposò Alma Reville, una sceneggiatrice e assistente alla regia straordinariamente talentuosa. Rimasero uniti fino alla morte di lui nel 1980. Alma è stata la collaboratrice più importante e fidata di Hitchcock. Valutava le sceneggiature, supervisionava il montaggio e correggeva i dettagli più impercettibili. Fu proprio Alma a notare un grave errore in Psyco: dopo la celebre scena della doccia, l'attrice Janet Leigh si vedeva respirare impercettibilmente. Grazie a lei, il fotogramma fu rimosso.

Hitchcock provava una profonda repulsione per le uova. Dichiarò in un'intervista che la vista di un tuorlo d'uovo che si rompeva lo inorridiva più di qualsiasi goccia di sangue.

Il regista prediligeva attrici bionde, algide, sofisticate e apparentemente distanti (come Grace Kelly, Tippi Hedren, Kim Novak e Joan Fontaine). Nei loro confronti esercitava un controllo maniacale, decidendo non solo come dovevano recitare, ma spesso anche come dovevano vestirsi e pettinarsi fuori dal set.

Il suo rapporto con Tippi Hedren (protagonista de Gli uccelli) divenne tristemente famoso. Per girare la scena dell'attacco nella soffitta, Hitchcock le mentì dicendole che avrebbe usato uccelli meccanici, per poi farle lanciare addosso corvi e gabbiani veri per cinque giorni consecutivi, causandole un crollo emotivo e fisico.

Nonostante le sue fobie alimentari, Hitchcock amava il buon cibo e i vini pregiati. Possedeva una straordinaria cantina nella sua casa a Bel Air e un'altra nella sua tenuta a Scotts Valley, in California.

Detestava il disordine, le sorprese e l'improvvisazione. La sua vita quotidiana e i suoi set dovevano seguire una pianificazione millimetrica, quasi matematica.

Dietro l'inconfondibile aplomb britannico, Alfred Hitchcock nascondeva un lato da burlone sadico. Per sua stessa ammissione, considerava il set cinematografico il suo parco giochi personale e provava un piacere quasi feticistico nel sottoporre i suoi attori e i membri della troupe a scherzi psicologicamente o fisicamente logoranti. Molti colleghi e critici (come il produttore John Houseman) lo descrissero proprio come un uomo ossessionato da humour nero e trovate crudeli.

La trappola del lassativo
Uno degli scherzi più crudeli fu rivolto a un macchinista della troupe. Hitchcock fece una scommessa con lui: gli avrebbe pagato lo stipendio di un'intera settimana se l'uomo avesse accettato di passare una notte intera sul set, da solo, incatenato a una pesante cinepresa da studio. L'operaio accettò la sfida. Prima di spegnere le luci e andarsene via augurandogli buona notte, Hitchcock si mostrò apparentemente generoso e gli offrì un bicchiere di brandy per riscaldarsi. Il liquore era stato preventivamente corretto con una dose massiccia di lassativo. L'uomo visse una notte d'inferno, intrappolato e impossibilitato a muoversi dal set fino al mattino successivo.

Le manette "senza chiave"
Durante le riprese del thriller del 1935 Il club dei 39, i due attori protagonisti, Robert Donat e Madeleine Carroll, dovevano girare una scena in cui fuggivano ammanettati l'uno all'altra. Appena la troupe strinse i polsi dei due attori, Hitchcock finse di aver smarrito le chiavi delle manette. Lasciò i due attori legati insieme per diverse ore, costringendoli a muoversi goffamente per il set, ad andare in bagno e a pranzare uniti nel disagio totale. Solo a fine giornata il regista tirò fuori le chiavi dalla tasca con un sorriso sornione, sostenendo che si fosse trattato di un espediente per "sviluppare la loro chimica di coppia" sul set.

I manichini nei posti sbagliati
Hitchcock amava sfruttare le fobie o le vulnerabilità altrui. Durante la produzione di Psyco (1960), fece fabbricare diversi prototipi in silicone del cadavere della madre di Norman Bates. Per testare quale fosse la versione più spaventosa e realistica, il regista iniziò a nascondere i manichini macroscopici all'interno del camerino della protagonista Janet Leigh. L'attrice entrava per cambiarsi e si ritrovava puntualmente al buio con il corpo mummificato nascosto nell'armadio o seduto sulla sua sedia, scoppiando in urla di terrore che Hitchcock ascoltava divertito dall'esterno per misurarne l'efficacia.

Cene da incubo e finti regali
Per puro divertimento psicologico, una sera il regista organizzò una sontuosa cena formale per i suoi amici e collaboratori. Quando i piatti vennero serviti, gli ospiti scoprirono con orrore che ogni singolo cibo era colorato di blu brillante: dalla zuppa al pesce, dalle cotolette di pollo fino alle pagnotte di pane e al gelato. La vista del cibo bluastro generò un forte senso di nausea nei commensali, mentre Hitchcock osservava compiaciuto le loro reazioni senza dare alcuna spiegazione.

In un'altra occasione, a una cena al ristorante con 14 ospiti, ingaggiò tramite un'agenzia di casting una signora anziana, vestita in modo nobiliare ed elegante, posizionandola a capotavola. Per tutta la sera ignorò la donna, ordinando alla troupe e ai camerieri di fare lo stesso. Quando gli ospiti – paralizzati dall'imbarazzo – chiedevano chi fosse, lui rispondeva impassibile di non averla mai vista in vita sua, portando la tensione psicologica del tavolo alle stelle.

Forse il gesto più inquietante fu rivolto alla giovanissima figlia dell'attrice Tippi Hedren (la futura star Melanie Griffith). Hitchcock le fece recapitare a casa un pacco regalo: all'interno c'era una bambola di cera che riproduceva fedelmente le sembianze della madre, distesa dentro una minuscola bara di legno.




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Nove di Picche con lepri

 


Il Nove di Picche proveniente da un raro mazzo di carte da gioco tedesco a tema animale (1610-50)



Si tratta di una carta incisa su rame e successivamente colorata a mano su carta. Il mazzo originale è anonimo, ma presenta il monogramma dell'incisore I·S.
All'interno dei semi di picche della carta sono raffigurate delle lepri inserite in un contesto naturalistico d'epoca, tipico dei mazzi illustrati dell'arte della prima età moderna.
Questo genere di carte zoomorfe prodotte in Germania ha influenzato profondamente la cultura dei giochi in Europa, venendo spesso ripreso e ridisegnato da altri famosi stampatori dell'epoca (come l'inglese John Lenthall nelle sue celebri "Forest Cards").









Jacob Jordaens [Flemish Baroque Era Painter, 1593-1678]

 



Jacob Jordaens - Meleagro e Atalanta (1618)
Olio su tela - 152 x 120 cm - Reale Museo di Belle Arti di Anversa (KMSKA), Belgio



Meleagro, innamorato della cacciatrice Atalanta, le offre la testa del cinghiale appena abbattuto come trofeo d'onore. Sulla sinistra, gli zii dell'eroe si oppongono violentemente al gesto e cercano di sottrarre il trofeo alla donna poiché considerano un insulto il fatto che un simile onore venga concesso a una figura femminile. 
Jordaens cattura l'istante di massima suspense emotiva. Meleagro, accecato dall'ira, porta la mano all'impugnatura della spada pronto a uccidere i parenti, mentre Atalanta poggia dolcemente il braccio su di lui nel disperato tentativo di frenare la sua furia omicida.   



Louis-Léopold Boilly [Pittore francese, 1761-1845]

 


Louis-Léopold Boilly - La Lussuria in cucina
-LUSSURIA -


L'opera fa parte di una serie di stampe satiriche dedicate alla rappresentazione dei sette peccati capitali calati nel contesto della vita quotidiana e domestica dell'epoca, come ad esempio la gola, l'invidia e l'accidia ambientate all'interno di una cucina.

Un cuoco o un garzone di cucina abbraccia e bacia una fantesca o una cuoca, cogliendola di sorpresa mentre è impegnata nelle sue mansioni.






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Eugène Jules Joseph Baron Laermans [Belgian painter, 1864-1940]

 


Eugène Laermans - L'Ornière (1899)



L'artista, sordo dall'infanzia e in seguito divenuto completamente cieco, è noto per la sua profonda sensibilità sociale. Attraverso uno stile espressionista e realista unico, caratterizzato da contorni netti e figure monumentali ma malinconiche, Laermans ha dedicato gran parte della sua produzione alla rappresentazione della vita dura, dei disagi e della dignità della povera gente di campagna e dei lavoratori belgi.





Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]

 


Tobias Weiss
 - Salva animam tuam: noli respicere post tergum, nec stes in omni circa regione. Gen. XIX. 17. (1891)




La scena illustra il celebre episodio biblico della fuga di Lot e della sua famiglia durante la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra.

L'iscrizione in latino riporta il monito divino tratto dal libro della Genesi: 

"Salva la tua vita! Non guardare indietro e non fermarti in nessun posto della pianura".

Sul lato sinistro è rappresentata la città avvolta da fiamme apocalittiche e fumo denso. Tra i roghi svetta la figura scheletrica della Morte o della distruzione divina che brandisce una spada, a simboleggiare il giudizio implacabile.
Al centro, una figura femminile volge lo sguardo indietro verso la catastrofe sollevando le braccia. Si tratta della moglie di Lot, colta nel preciso istante in cui disobbedisce al comando divino e viene tramutata in una statua di sale.
Sulla destra si vedono Lot e le sue figlie che scappano in fretta arrampicandosi su un sentiero montuoso roccioso, portando con sé dei sacchi con i propri beni e coprendosi i volti per non guardare l'incendio alle loro spalle.





Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]









 

Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]




"If that thing says one word, I'm leaving!"
"Se quella cosa dice una sola parola, me ne vado!"






 

Jorge Luis Borges






A un gatto
: :  Jorge Luis Borges  : :

Non sono più silenziosi gli specchi
né più furtiva l’alba avventuriera;
sei, sotto la luna, quella pantera
che a noi è dato percepire da lontano.
Per opera indecifrabile di un decreto
divino ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende la carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è già oblio,
l’amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un abito chiuso come un sogno.