Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

lunedì 14 settembre 2026

Le streghe di Benevento

 


Danza delle streghe intorno al Noce di Benevento (1830-35)
Illustrazione utilizzata come frontespizio per lo spartito musicale di Paganini's Dream, una
fantasia per pianoforte basata sul celebre brano "Le Streghe, Op. 8" del violinista Niccolò Paganini


«Unguento unguento
portami al noce di Benevento
sopra l'acqua e sopra il vento
e sopra ogni altro maltempo.»

(Formula magica che molte donne accusate di stregoneria riferirono durante i processi)




Il noce di Benevento era un antico e frondoso albero di noce consacrato al dio germanico Odino, presso il fiume Sabato, intorno al quale si riuniva una comunità di Longobardi stanziati nei pressi di Benevento a partire dal VI secolo, nei territori originariamente abitati dai Sanniti.

La celebrazione di riti religiosi pagani, che prevedevano si appendesse al noce una pelle di capro, ha dato vita a varie leggende che si sono perpetuate nei secoli, riguardante cerimonie e rituali magici officiati da streghe in occasione di sabba spesso menzionati nei processi per stregoneria in Italia.




La leggenda vuole che le streghe, indistinguibili dalle altre donne di giorno, di notte si ungessero le ascelle o il petto con un unguento e spiccassero il volo pronunciando una frase magica, riportata all'inizio della pagina, a cavallo di una scopa di saggina o di un bastone o, secondo delle versioni, in groppa ad un «castrato negro» voltandogli le spalle. Contemporaneamente le streghe diventavano incorporee, spiriti simili al vento: infatti le notti preferite per il volo erano quelle di tempesta. Si credeva inoltre che ci fosse un ponte in particolare dal quale le streghe beneventane erano solite lanciarsi in volo, il quale perciò prese il nome di ponte delle janare, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

Ai sabba sotto il noce prendevano parte streghe di varia provenienza. Questi consistevano di banchetti, danze, orge con spiriti e demoni in forma di gatti o caproni, chiamati anche detti giochi di Diana.

Dopo le riunioni le streghe seminavano l'orrore. Si credeva che fossero capaci di causare aborti, di generare deformità nei neonati facendo loro patire atroci sofferenze, sfiorando come una folata di vento i dormienti e che fossero la causa del senso di oppressione sul petto che a volte si avverte stando sdraiati. Si temevano anche alcuni dispetti più "innocenti", per esempio che facessero ritrovare di mattina i cavalli nelle stalle con la criniera intrecciata o sudati per essere stati cavalcati tutta la notte. In alcuni piccoli paesini campani, tra gli anziani circolano ancora voci secondo cui le streghe di Benevento di notte rapiscano i neonati dalle culle per passarseli tra loro, gettandoli sul fuoco, e terminato il gioco, li riportino lì dove li avevano presi.

Le janare, grazie alla loro consistenza incorporea, entravano in casa passando sotto la porta, collegato con un'altra possibile etimologia del termine da ianua, porta. Per questo si era soliti lasciare una scopa o del sale sull'uscio: la strega avrebbe dovuto contare tutti i fili della scopa o i grani di sale prima di entrare, ma nel frattempo sarebbe giunto il giorno e sarebbe stata costretta ad andarsene. I due oggetti hanno un valore simbolico: la scopa è un simbolo fallico contrapposto alla sterilità portata dalla strega, il sale si riconnette con una falsa etimologia alla Salus.





Vincent Proce




Vincent Proce 
De Nuce Maga (2024)
Oil on canvas 30 x 48 cm


De Nuce Maga è il titolo latino di un famoso saggio del 1639 scritto dal medico Pietro Piperno sulla leggenda del noce di Benevento e delle streghe.








Henry John Stock [English, 1853-1930]




Henry John Stock
The Aspiration of a Soul While Listening to Music (1881)
(L'aspirazione di un'anima durante l'ascolto della musica)
Acquerello e matita






Gustave Doré

 


Gustave Doré
Inferno, Canto 32: Ugolino (Ugolino della Gherardesca) rode la testa dell'arcivescovo
Ruggieri (Ruggeri Ubaldini), illustrazione della Divina Commedia di Dante Alighieri (1885)


Noi eravam partiti già da esso,
ch’io vidi due ghiacciati in una buca,
sì che l’un capo a l’altro era cappello;

e come ’l pan per fame si manduca,
così ’l sovran li denti a l’altro pose
là ’ve ’l cervel si giugne con la nuca


: :  Inferno, Canto  XXXII, vv. 124 - 129  : :







Il motivo di tanto odio feroce ed eterno risiede in un duplice tradimento politico e, soprattutto, in una disumana vendetta personale. 
I due protagonisti dell'incisione, il Conte Ugolino della Gherardesca e l'Arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, in vita erano due potenti leader politici di Pisa (rispettivamente di fazione guelfa e ghibellina). Per ottenere il controllo assoluto della città, i due strinsero inizialmente un'alleanza segreta. 
L'odio nasce dal modo in cui questa alleanza si è spezzata.
Nel 1288, l'Arcivescovo Ruggieri tradì Ugolino. Sfruttando il malcontento del popolo e accusando il Conte di aver ceduto alcuni castelli pisani a Firenze e Lucca, Ruggieri guidò una rivolta violenta contro di lui. Ugolino fu catturato con l'inganno e privato di ogni potere. 
Ciò che trasforma una rivalità politica in un odio eterno e bestiale è la spietata punizione inflitta da Ruggieri. L'Arcivescovo fece rinchiudere Ugolino nella Torre della Muda a Pisa insieme a due suoi figli (Gaddo e Uguccione) e due nipoti giovanissimi (Anselmuccio e il Brigata).
Dopo diversi mesi di prigionia, Ruggieri ordinò di inchiodare definitivamente la porta della torre e di gettare le chiavi nell'Arno, condannando l'intera famiglia a morire di fame. 
Ugolino fu costretto a guardare i propri figli e nipoti spegnersi uno a uno per i morsi della fame, implorando invano il suo aiuto. Come scrive il critico Francesco De Sanctis: «Quest'uomo odia molto, perché ha amato molto». Il dolore disperato di un padre che vede morire la sua discendenza si è convertito in una rabbia infinita.





Aude Delannoy Dib [Fotografa di strada e artista visiva francese che vive e lavora a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, b.1972]

 


Aude Delannoy Dib - Curiosity Killed The Cat (2026)






Cunt

 




Questa immagine mostra la celebre tazza della University of North Texas (UNT), diventata un fenomeno virale globale a causa di un clamoroso errore di design visivo.
Contrariamente a quanto si possa pensare la tazza era un prodotto ufficiale venduto originariamente nel negozio online dell'università gestito da Barnes & Noble. I portavoce della University of North Texas hanno confermato che si è trattato di una sfortunata svista progettuale del tutto involontaria. Una volta emerso il problema, l'ateneo ha ritirato immediatamente il prodotto dalla vendita e ridisegnato i gadget successivi (spostando il manico sul lato opposto rispetto alle scritte). 
Oggi l'oggetto originale è considerato un pezzo da collezione introvabile.

"Cunt" (Figa) in Nord America è considerata un tabù assoluto e una delle offese più gravi in assoluto, un insulto fortemente misogino, se rivolto a una donna. 






Giuseppe Pellizza da Volpedo [Italia, 1868-1907]

 


Giuseppe Pellizza da Volpedo - Il Quarto Stato (1901)
O Olio su tela - 293×545 cm - Galleria d'Arte Moderna di Milano



Rappresenta una folla di braccianti e lavoratori che marcia in modo compatto, pacifico ma risoluto verso il primo piano. L'avanzata simboleggia il riscatto sociale, la presa di coscienza e la rivendicazione dei diritti del proletariato (il cosiddetto "quarto stato") all'alba del XX secolo. La marcia è guidata da tre figure chiave: due uomini e una donna con un bambino in braccio, un dettaglio che sottolinea la partecipazione attiva delle famiglie e delle donne alle lotte sociali.
Realizzato con la tecnica del divisionismo, il quadro gioca sul contrasto luminoso: lo sfondo scuro e fosco rappresenta le privazioni del passato, mentre la luce calda e intensa del primo piano simboleggia un futuro più giusto e luminoso.






Michael Craig-Martin [Irlanda, b.1941]

 


Michael Craig-Martin - LUSSURIA (2008)






Bomarzo




Panca Etrusca, 12.08.2026

 


Questa struttura in pietra di peperino è incastonata all'interno di una nicchia ad arco. Nella parte superiore della panca è incisa l'epigrafe più emblematica dell'intero complesso, considerata il vero e proprio "manifesto" programmatico voluto dal principe Pier Francesco "Vicino" Orsini nel Cinquecento per accogliere i visitatori:

«Voi che pel mondo gite errando vaghi
di veder maraviglie alte et stupende
venite qua dove son faccie horrende
elefanti leoni orsi orchi et draghi»


L'opera funge da invito al viaggio iniziatico e psicologico all'interno del parco, esortando il viandante a superare la ricerca delle classiche bellezze per lasciarsi stupire e disorientare dalle bizzarrie grottesche e simboliche nascoste nella natura circostante.






Katerina Gorelik

 


Katerina Gorelik - Illustrazione da "Regarde par la fenêtre" (2021)



Una strega in una cucina spettrale è intenta a preparare una pozione in un calderone. La strega apparentemente spaventosa si rivela in realtà una dolce nonnina che cucina per dei gatti randagi.
Se vi fosse sfuggito...
La strega/nonnina indossa una camicetta a scacchi rosa e una gonna nera decorata con teschi e topolini.
Nella cucina gotica sullo sfondo c'è una credenza piena di ingredienti tipici da strega, come funghi allucinogeni, pozioni in barattolo, occhi sotto spirito, teschi nel forno e serpenti in salamoia.
In basso a destra è presente, immancabile, un gatto nero con gli occhi sgranati.








Catarina Ykens I, conosciuta anche come Catarina Ykens-Floquet [Pittrice fiamminga del periodo Barocco, 1608/18 – after 1666]




Catarina Ykens I
A garland of fruit and flowers surrounding a portrait of a lady in a blue dress, holding a guitar
(Ghirlanda di frutta e fiori che circonda il ritratto di una signora in abito blu con in mano una chitarra)
Olio su pannello di quercia -  40,6 x 27,5 cm - Collezione privata europea
(decennio del 1660)
 
 

La presenza di frutti maturi accostati a fiori recisi reca in sé il concetto della Vanitas, ovvero il memento della transitorietà della bellezza terrena, della giovinezza e dei piaceri della vita (come la musica della chitarra).
Mentre le prime ghirlande del secolo circondavano esclusivamente soggetti religiosi come atto di devozione controriformista, questa composizione testimonia la successiva laicizzazione del genere, dove la ricchezza della natura celebra la committenza terrena e lo status sociale del ritrattato.





Walter Draesner [Germania, 1891-1940]




Walter Draesner - Tod im Bergwerk (1922)
(Morte in miniera)






 

12 set 2026: COSI' TRUMPETTA E' STATO ACCOLTO DAI MANIFESTANTI A DUBLINO



I partners del tycojon sono l'amato Bibi e Elon Musk



 



Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]









Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"My husband, of course, will want a den."
("Mio marito, ovviamente, vorrà una stanza tutta per sé.")






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Henri Fantin-Latour [French Realist Painter, 1836-1904]

 


Henri Fantin-Latour - La Nuit (La Notte)(1897)
Olio su tela - 61 x 75 cm - Musée d'Orsay, Parigi



Sebbene l'artista sia spesso ricordato per i suoi ritratti realistici e le minuziose nature morte con fiori, nell'ultima parte della sua carriera si dedicò intensamente a soggetti fantasiosi e onirici legati al Simbolismo. 
L'opera ritrae una personificazione allegorica della Notte, raffigurata come una figura femminile nuda sospesa o adagiata delicatamente tra le nuvole e veli scuri. In basso a destra è visibile una piccola figura alata (un putto o cupido) immersa nell'oscurità. 
La scena è caratterizzata da un'atmosfera vaporosa e soffusa. Fantin-Latour utilizza una tecnica con pennellate morbide e sfumate che fondono il corpo nudo con i toni caldi dell'oro e i blu profondi del cielo notturno, evocando un senso di profonda musicalità ed erotismo velato.






The Others (2001, dir. Alejandro Amenábar)



Nel 1945, sull'isola di Jersey, Grace Stewart vive isolata in una grande e cupa villa vittoriana insieme ai suoi due figli, Anne e Nicholas. I bambini soffrono di una grave forma di fotosensibilità che impedisce loro di esporsi alla luce del sole; per questo motivo, la casa deve rimanere costantemente al buio e ogni porta deve essere chiusa a chiave prima di aprire la successiva. 

Mentre Grace attende invano il ritorno del marito dalla Seconda Guerra Mondiale, assume tre misteriosi domestici per farsi aiutare nella gestione della dimora. Subito dopo il loro arrivo, però, iniziano a verificarsi fenomeni paranormali e inquietanti: porte che si aprono da sole, rumori di passi e un pianoforte che suona senza che nessuno lo tocchi. La figlia maggiore, Anne, afferma di vedere il fantasma di un bambino di nome Victor e di altre persone.

Inizialmente scettica e protettiva, Grace sprofonda gradualmente nel terrore e nella paranoia, convinta che la casa sia infestata da sinistre presenze esterne, fino a quando una sconvolgente scoperta sui nuovi domestici e sulle apparizioni la condurrà a un imprevedibile colpo di scena finale, che ribalterà completamente tutta la realtà che credeva di conoscere.

 

















Carl Gustav Jung




«Non possiamo vivere il pomeriggio della
vita secondo il programma del mattino.»

: :  Carl Gustav Jung  : :



A seguire l'interpretazione di Ladysophia di Caffèfilosofico

Ci prepariamo per anni a costruire la nostra vita.
Studiamo, lavoriamo, cerchiamo un posto nel mondo. Costruiamo relazioni, una famiglia, una professione, un'immagine di noi stessi. Impariamo soprattutto ad andare avanti, possibilmente migliorando.

Ma nessuno ci insegna che, a un certo punto, andare avanti può significare qualcosa di completamente diverso.

Carl Gustav Jung lo racconta attraverso un'immagine bellissima: il corso del sole.
Il mattino della vita è ascendente. Il sole sale e noi con lui, dobbiamo formarci, affermarci, diventare qualcuno.
Poi arriva il mezzogiorno.
Il sole raggiunge lo zenit e continua il suo viaggio, ma cambia direzione. Jung usa un'antica parola greca, "enantiodromia", il movimento verso il proprio contrario.

Ed è qui che la vita si complica. Non abbiamo semplicemente: giovinezza - maturità -vecchiaia, ma: costruzione dell'identità - crisi della forma costruita - trasformazione.

È in questo contesto che Jung scrive:
«Non possiamo vivere il pomeriggio della vita secondo il programma del mattino.»
Non sta semplicemente dicendo che bisogna accettare di invecchiare.
Sta dicendo che ciò che ci è servito per diventare quelli che siamo potrebbe non essere ciò che ci serve per continuare a vivere.

Il lavoro, l'ambizione, il riconoscimento, certi ideali, persino alcune immagini che abbiamo di noi stessi non erano necessariamente sbagliati. Appartenevano al mattino. Il problema comincia quando pretendiamo che valgano per sempre.

Jung fa allora un'osservazione che, quasi un secolo dopo, resta attuale, abbiamo scuole e università per preparare i giovani alla prima metà della vita. Ma dove sono le scuole per i quarantenni che dovrebbero prepararli alla seconda?
Forse è anche per questo che certe trasformazioni ci sembrano fallimenti.
Siamo stati educati a costruire noi stessi. Molto meno a capire quando è arrivato il momento di trasformare ciò che abbiamo costruito.





Maurizio L'Altrella [Italia, b.1972]

 


Maurizio L'Altrella - Il trofeo di David (2019)



Il quadro fa un riferimento diretto alla celebre vicenda biblica di Davide e Golia. Nella tradizione artistica classica (da Donatello a Caravaggio), il "trofeo" è la testa mozzata del gigante, simbolo della virtù spirituale e dell'ingegno umano che trionfano sulla forza bruta; nel quadro di L'Altrella, tuttavia, l'epica dello scontro si dissolve: l'eroe non è celebrato nella sua veste monumentale, l'attenzione si sposta sull'idea stessa di "trofeo" come macabra reliquia, esplorando il confine psicologico e drammatico della vittoria, che porta con sé un senso di solitudine e oscurità.







Irina Kharchenko aka kharchenkoirina

 


Irina Kharchenko
Ritratto in stile vintage che richiama la moda delle flapper degli anni '20
 (2010-15)






Antoine Calbet [Francia, 1860–1942]




Antoine Calbet
Odyssey by Homer: The Slaying of the Suitors (1897)
(Odissea di Omero: Il massacro dei pretendenti)






Lucas Cranach the Elder [German Northern Renaissance Painter, 1472-1553]

 


Lucas Cranach the Elder - Judith with the Head of Holofernes (ca. 1530)



L'eroina ebrea Giuditta presenta la testa mozzata del generale assiro che assediava la sua città, dopo averlo sedotto e poi decapitato con la sua stessa spada. Appropriatamente, è "vestita per uccidere" e indossa un elaborato costume dell'epoca che sarebbe piaciuto ai mecenati di corte di Cranach. Il pittore e la sua bottega realizzarono diverse versioni di questa riuscita composizione, che contrappone la macabra testa di Oloferne alla serena bellezza di Giuditta. In basso a destra si trova l'emblema di Cranach: un serpente alato coronato con un anello in bocca.














Nei paesi nei quali gli uomini non si sentono al sicuro in carcere, non si sentono sicuri neppure in libertà. (Stanisław Jerzy Lec)

 





domenica 13 settembre 2026

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Il Pranzo Della Domenica









 

Dino Buzzati




Dino Buzzati - Il Gatto Mammone (1971)



Questa immagine rappresenta una delle tavole pittoriche più celebri realizzate da per il suo libro illustrato del  intitolato "I miracoli di Val Morel".
L'opera imita lo stile tradizionale dei dipinti votivi popolari (i cosiddetti ex voto), combinando il talento letterario e artistico dell'autore bellunese.
La scena illustra il momento in cui la signora Serafina Dal Pont viene assalita nella fattoria di Faverga da un gigantesco e minaccioso Gatto Mammone, una creatura leggendaria e demoniaca del folclore popolare italiano.
In alto a sinistra è visibile la figura di Santa Rita da Cascia avvolta in una luce protettiva. L'iscrizione P.G.R. (Per Grazia Ricevuta) e la didascalia in basso sottolineano il ringraziamento alla santa per aver salvato la donna dal tragico attacco.
Nel libro, Buzzati racconta in modo ironico e surreale una serie di finti miracoli ambientati nella provincia di Belluno, giocando continuamente sul confine sottile tra realtà quotidiana, superstizione contadina e fantascienza.




 

Antonio Bueno [Italia, 1918-1984]




Antonio Bueno - The Painter and the Model (1952)
Olio su tavola telata - 80,6 x 79,5 cm



La composizione presenta una curiosa inversione dei ruoli tradizionali, intrisa di una sottile e ironica ambiguità. All'interno di una stanza spoglia, geometrica e inondata di luce diffusa, una modella completamente vestita con un maestoso abito rosso posa seduta ad un tavolo. Al contrario, il pittore è raffigurato interamente nudo, di spalle, intento a dipingere sulla tela posta sul suo cavalletto. Lo spazio minimalista ed essenziale amplifica il senso di sospensione temporale e solitudine tipico dello stile di Bueno di questo periodo.




Virgil Finlay [American Illustrator, 1914-1971]




Virgil Finlay - Illustrazione da "Weird Tales” di Maggio 1939 (Vol. 34, #5)(1939)



Il disegno è accompagnato da una citazione in versi tratta dall'opera teatrale gotica Death's Jest-Book (sottotitolata The Fool's Tragedy) del poeta e drammaturgo inglese Thomas Lovell Beddoes, pubblicata postuma nel 1850.

"Let us drink then, my raven of Cairo.
Is that the wind dying? O no;
It's only two devils, that blow
Through a murderer's bones, to and fro,
In the ghosts' moonshine.
—Beddoes: Death's Jest Book."

"Beviamo dunque, mio corvo del Cairo.
È il vento che sta morendo? O no;
Sono solo due diavoli, che soffiano
Attraverso le ossa di un assassino, avanti e indietro,
Al chiaro di luna dei fantasmi."
—Beddoes: Il libro del gioco della Morte.






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]