Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

sabato 10 ottobre 2026

Absoluten Calfeutrail (1977) di Moebius







 





ORE 12:00 - Momento zen

 


FETTUCCINE POLPO, PECORINO E SCORZA DI LIMONE



BACCALA' ANTICA ROMA



TIRAMISU'







Jan Waldron [American b. 1952]

 


Jan Waldron - The Black Cat Takes a 3pm Nap (2026)
Gouache and ink






Jacobus Vrel [Pittore olandese, esponente del Secolo d'oro, 1630 – 1680]



Jacobus Vrel - Woman at a window, waving at a girl (1650-55)
(Donna alla finestra che saluta una bambina)
 Olio su tavola -  45,7 × 39,2 cm - Fondation Custodia, Parigi



Vrel non dipingeva scene di genere convenzionali e allegre come molti suoi contemporanei; preferiva stanze silenziose, spoglie e personaggi di spalle che sembrano isolati dal mondo, creando quel senso di alienazione e mistero che oggi ci fa sembrare le sue opere così moderne e quasi "gotiche".

Anche se non espresso chiaramente la figura della bambina al di là del vetro ha una forte qualità spettrale.
Ci sono diversi elementi che contribuiscono a questa sensazione da "storia di fantasmi":
L'oscurità impenetrabile: La finestra si affaccia su un buio profondo e innaturale. Non si intravedono strade, alberi o case della tipica città olandese, ma solo un vuoto nero da cui emerge il volto pallido della bambina.
L'aspetto della bambina: Il viso è estremamente pallido, quasi monocromo, e sembra quasi fluttuare contro il vetro senza un corpo ben definito.
La reazione della donna: La donna è completamente assorta e protesa in avanti, quasi in uno stato di trance o di profonda nostalgia. Non sappiamo se stia salutando una bambina reale che gioca fuori al buio o se stia evocando un ricordo, forse la perdita di un figlio, un tema purtroppo molto comune all'epoca.
La sedia inclinata sulla sinistra in un equilibrio precario che rompe la quiete della stanza e aggiunge un senso di sottile inquietudine e instabilità psicologica all'intera scena.









Sir Joseph Noel Paton [Artista scozzese, 1821–1901]

 


Sir Joseph Noel Paton - Faust in the Witch's Kitchen (Faust nella cucina della strega)(1848)
Inchiostro e acquerello - National Galleries of Scotland, Edimburgo, Scozia


L'opera illustra una celebre scena del Faust di Johann Wolfgang von Goethe.
Sulla destra si trova Faust, che osserva incantato uno specchio magico appeso alla parete, all'interno del quale appare l'immagine sfocata di una splendida donna nuda sdraiata (Elena di Troia), simbolo dell'ideale di bellezza che lo catturerà.
Sulla sinistra, seduto in una posa spavalda e rilassata, Mefistofele (riconoscibile dal copricapo piumato e dall'aspetto teatrale) osserva la scena divertito, mentre un gruppo di scimmie antropomorfe e creature grottesche si muove intorno a lui e al focolare.
La stanza è la cucina della strega, descritta fedelmente secondo il testo di Goethe come un antro caotico e oscuro, riempito di teschi, scheletri, alambicchi chimici, libri di magia e piccoli demoni che evocano il mondo dell'occulto.







Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Charles Monroe Schulz [Fumettista statunitense, 1922-2000]: Lucy & Snoopy




- VUOI CHE TI DICA UNA COSA?
- CONSIDERO MOLTO MALEDUCATO PORTARE OCCHIALI SCURI QUANDO PARLI CON QUALCUNO, PERCHE NON GLI CONSENTI DI GUARDARTI NEGLI OCCHI E QUINDI DI GIUDICARE LE TUE REAZIONI A CIO CHE DICE...
- MI HAI SENTITO?







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@emme-la-butte

 




Fosse mai che il tempo vissuto in grazia
scorra lento come quello
in fila al supermercato, fosse mai eh.












Michael Sowa [German artist, b. 1945]

 


Michael Sowa - Katze/Armbinde (La zampa rotta)(anni '80)




PARLA CON ME (2022, regia di Michael e Danny Philippo)






La storia ruota attorno a un gruppo di adolescenti che scopre come entrare in contatto con l'aldilà utilizzando una misteriosa mano imbalsamata racchiusa nella cera. La regola è semplice: si stringe la mano e si pronuncia la frase "Talk to me" per vedere uno spirito, seguita da "Entra in me" per farsi possedere.
Tuttavia, c'è un limite di tempo rigoroso: la possessione non deve superare i 90 secondi, altrimenti gli spiriti si legheranno alla persona in modo permanente. La situazione sfugge drammaticamente di mano quando la protagonista, Mia (interpretata da Sophie Wilde), cerca di usare il rituale per trovare una risposta al presunto suicidio di sua madre.










"È stata un'esperienza incredibile. Mi sentivo come se brillassi. Riuscivo a sentire, vedere e percepire tutto. Ma ero seduto sul sedile del passeggero. È stato fantastico."

 (Mia, sull'essere posseduta da un fantasma)




Napoleone impenitente sciupafemmine



Ufficiale di artiglieria sconosciuto
Napoleone Bonaparte sull'isola di Sant'Elena (1817)
Acquerello su carta - 30x22,6 - Collezione privata



È morto il 17 maggio 2007 in un ospizio di Englewood (Gran Bretagna), a 92 anni, il professore della Columbia University, John F. Lattimer. Urologo, esperto balistico che tra i primi esaminò il corpo di John Fidgerald Kennedy, Lattimer si divertiva nel tempo libero a collezionare reliquie militari e resti umani. Tra di essi c’era anche il pene di Napoleone Bonaparte. Leggenda vuole che l’organo riproduttivo dell’Imperatore francese sia stato fatto decurtare da uno dei suoi nemici, il clerico Vignali, che al generale non aveva mai perdonato alcune pesanti allusioni sulle sue presunte defaillance sessuali.

Ne dà notizia, su un audace blog tutto dedicato alle questioni di sesso, il sito online del quotidiano spagnolo El Mundo, che accompagna il post con qualche divertita precisazione: “Il pene napoleonico passò di mano in mano, restando però di proprietà della famiglia Vignali per molti anni”. Battuto poi all’asta nel 1999, fu acquistato da Lattimer per 4 mila dollari. Circa otto milioni del vecchio conio. “La misura del pene di Bonaparte - spiegò Lattimer senza fornire ulteriori dettagli - era di quattro centimetri e mezzo in stato di riposo che diventavano 6,1 durante l’erezione”. Come Lattimer conoscesse così dettagliatamente le misure di Bonaparte è un mistero, ma pare che l’Imperatore - noto ai più come un impenitente sciupafemmine - soffrisse sin da adolescente di un grave problema endocrinologico che limitò la crescita dei suoi organi genitali. Concludono rassicuranti i blogger-sessuologhi del Mundo: “Questi dati smentiscono chi crede che il successo amatorio dipenda dalla lunghezza dell’organo. Certamente tra le virtù di Napoleone non c’erano né la statura né la “lunghezza”, ma non vi è alcun dubbio che sia stato ugualmente capace di dispensare grandi passioni alle donne che ha amato”.




Leny Guetta [Contemporary french figurative painter based in Paris, b.1983]

 


Leny Guett - Portrait Of Brigette Lundy-Paine (2024)




Ruth Orkin [Fotoreporter, fotografa e regista statunitense, 1921-1985]

 


Ruth Orkin - ired Little Boy Outside Circus at Madison Square Garden, NYC, 1948


L'immagine cattura un momento di intensa spontaneità urbana in bianco e nero: un bambino afroamericano elegantemente vestito con un abito doppiopetto tre quarti, cravatta e cappello stile fedora, ritratto sul marciapiede di New York mentre esprime un pianto di stanchezza o frustrazione. Accanto a lui si trova un tipico cestino della spazzatura metallico a rete con la scritta "D.S.N.Y." (Department of Sanitation New York), mentre sulla sinistra si intravede parzialmente la figura di un adulto con una sigaretta in mano.
La forza dello scatto risiede proprio nel contrasto ironico e tenero tra l'abbigliamento formale e maturo ("da adulto") del piccolo e la sua reazione genuinamente infantile, una caratteristica distintiva della capacità della fotografa Ruth Orkin nel cogliere l'essenza e la personalità dei soggetti nei suoi reportage di strada.





La caduta dei dannati

 


Artista anonimo strettamente legato alla cerchia o allo stile di Hieronymus Bosch
La caduta dei dannati (ca.1548-70)
incisione: Pieter van der Heyden



Si tratta di una densa e caotica raffigurazione apocalittica dell'Inferno e della punizione dei peccatori. La composizione verticale si sviluppa come un catalogo di supplizi grotteschi e demoniaci, in perfetta continuità con la tradizione fantastica di Bosch e ripresa successivamente da Pieter Bruegel il Vecchio.
Nella parte superiore si scorge un paesaggio roccioso e spoglio con patiboli e figure appese, che evoca una desolazione totale.
La sezione centrale e inferiore è popolata da una moltitudine di creature mostruose, ibridi antropomorfi e demoni intenti a torturare i dannati in modi bizzarri (ad esempio, all'interno di enormi calderoni, sotto ruote dentate o macine).
L'opera testimonia la straordinaria diffusione del gusto per le "grottesche" e le invenzioni fantastiche nordiche nella metà del Cinquecento attraverso il mercato delle stampe di Anversa.














Fra Filippo di Tommaso Lippi [Italian Early Renaissance Painter, ca.1406-1469]


Filippo Lippi
Tondo Bartolini (noto anche come Madonna col Bambino e storie della vita di sant'Anna)(1452-53)
Tempera su tavola - Galleria Palatina di Palazzo Pitti



La composizione è strutturata su più livelli temporali e spaziali coordinati attraverso l'uso della prospettiva lineare:
Primo piano: Al centro risalta la figura monumentale e serena della Madonna col Bambino. Gesù Bambino, seduto in grembo alla madre, tiene in mano una melagrana da cui estrae dei chicchi, tradizionale simbolo della sua futura Passione e Resurrezione.
Sfondo a sinistra: All'interno di una stanza monumentale con un soffitto a cassettoni, viene descritta la Nascita della Vergine. Si nota sant'Anna distesa sul letto da parto mentre riceve le cure delle ancelle e il neonato viene accudito.
Sfondo a destra: Sulla destra si sviluppa la scena dell'Incontro alla Porta d'Oro tra i genitori di Maria, Gioacchino e Anna. L'episodio prosegue idealmente sulla scalinata retrostante, dove i due si abbracciano e si baciano.
Questo schema racchiude in un unico spazio circolare tre generazioni (Anna, Maria e Gesù), celebrando la genealogia divina e la purezza della nascita della Vergine.



Sei sposato? – Sì, l’hai capito dalla fede? – No dall’aureola. (MaxMangione, Twitter)



"Le prêtre au halo" (o Holy Joe), realizzato dal fotografo e poeta francese René Maltête







 

venerdì 9 ottobre 2026

Pensierino della sera di Alessandro Bisognin




Trump afferma che se l'Iran distruggesse le città della California non sarebbe poi un gran danno.

È inconcepibile! Come se qui da noi un vicepremier dicesse, chessò, dei napoletani: Vesuvio, lavali col fuo... Ah no, scusate, ho sbagliato esempio.











Radiohead - I Can't

 






Nobel per la pace 2026 alla giurista sudafricana Navi Pillay: ha accusato formalmente Israele di commettere un genocidio a Gaza

 




La giurista Navanethem ‘Navi’ Pillay ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Nata il 23 settembre 1941, ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell’aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.

Pillay è stata a capo della Commissione Internazionale Indipendente dell’Onu che il 16 settembre 2025 ha pubblicato un rapporto nel quale conclude che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno commesso “quattro dei cinque atti genocidi” definiti dalla Convenzione del 1948 per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio. Tra questi, “uccidere membri del gruppo; causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica, totale o parziale; e misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo”.

“La comunità internazionale non può rimanere in silenzio di fronte alla campagna genocida di Israele contro il popolo palestinese a Gaza. Quando emergono chiari segni e prove di genocidio, non agire per porvi fine equivale a complicità”, dichiarò Pillay.




da: ilfattoquotidiano

Karl Gebhardt [Tedesco, 1860–1917]




Karl Gebhardt - The Alchemist (1917)
Olio su tela - 91 x 76 cm - Collezione privata



I dipinti a tema alchemico, come l'opera di Karl Gebhardt, non sono semplici ritratti di studiosi, ma vere e proprie allegorie ricche di significati esoterici, filosofici e morali. Gli artisti inserivano oggetti precisi per comunicare il percorso spirituale e materiale della Grande Opera (la creazione della Pietra Filosofale).
Ecco l'analisi dei simboli nascosti principali raggruppati per categorie:

Strumenti Scientifici e Alchemici

L'alambicco e le storte: Questi vasi di vetro per la distillazione, visibili sopra il bancone e appesi alla parete, rappresentano il processo di purificazione della materia. Nella filosofia alchemica, simboleggiano la purificazione dell'anima umana attraverso cicli di sofferenza e rinascita (evaporazione e condensazione).
Il forno (Athanor): La struttura in muratura accanto allo studioso è l'Athanor, il forno a calore costante. Rappresenta il corpo umano o il grembo materno all'interno del quale deve avvenire la trasmutazione spirituale. Il fuoco controllato simboleggia la passione e la pazienza necessarie per la conoscenza.
Il mantice: Adagiato sul pavimento in basso a sinistra, serve ad alimentare il fuoco. Rappresenta l'intelletto o il soffio vitale (pneuma) che mantiene viva la ricerca della verità.

Elementi di Vanitas e Simboli di Mortalità

I teschi animali: Appesi alla parete in alto a sinistra si notano chiaramente dei teschi. Insieme ai libri antichi, richiamano il tema artistico della Vanitas e del Memento Mori (ricordati che devi morire). Indicano che la conoscenza terrena e la ricerca dell'immortalità fisica sono vane di fronte al potere del tempo e della morte.
Il coccodrillo o rettile appeso: Sebbene in ombra nell'arco sullo sfondo, la presenza di animali esotici imbalsamati (spesso piccoli coccodrilli o lucertole) era un classico nei laboratori e nelle Wunderkammer (camere delle meraviglie). Rappresentava il dominio dell'uomo sul mondo naturale e simboleggiava il principio della rigenerazione, poiché i rettili mutano la pelle.

Lo Studioso e il Sapere

L'abito bordato di pelliccia: L'abbigliamento pesante e sontuoso dello studioso non indica solo uno status sociale elevato, ma sottolinea l'isolamento termico e mentale del saggio, che si protegge dalle distrazioni del mondo esterno per concentrarsi esclusivamente sulla conoscenza interiore.
Il libro aperto: Il grande tomo che l'alchimista legge non è solo una fonte di formule chimiche, ma simboleggia il Liber Mundi (il Libro del Mondo) o le sacre scritture ermetiche. La conoscenza si ottiene solo decifrando i segreti della natura già scritti dai maestri del passato.






Josef Engelhart [Austria, 1864-1941]




Josef Engelhart - The Wind (1897)






Neil Simmons & Fred Cornes




Questa storia riguarda due vicini di casa, il programmatore informatico e appassionato di uccelli Neil Simmons e il suo vicino Fred Cornes, che per quasi un anno hanno risposto l'uno ai versi dell'altro convinti entrambi di comunicare con un vero gufo.
L'assurda ma divertente vicenda si è sviluppata in questo modo:
Neil Simmons usciva regolarmente nel suo giardino di notte imitando il verso dei gufi. Fred Cornes, sentendo i richiami e pensando si trattasse di un vero volatile, rispondeva a sua volta imitando lo stesso verso.
Simmons, convinto di aver instaurato un legame unico con la natura, ha tenuto per mesi un diario dettagliato, registrando gli orari e le date di tutte le "risposte" ricevute dal presunto gufo.
La verità è emersa casualmente quasi un anno dopo, quando le rispettive mogli hanno iniziato a chiacchierare e hanno ricollegato le bizzarre abitudini notturne dei propri mariti, svelando che i due stavano semplicemente facendo il verso l'un l'altro.







Mauvais Garçons






I tatuaggi dell'uomo riprendono l'iconografia storica dei cosiddetti "
Mauvais Garçons" (i malavitosi, i detenuti e i soldati dei battaglioni coloniali francesi) attivi tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.

I tatuaggi visibili sul petto e sull'addome racchiudono elementi specifici e motti tipici di quella sottocultura criminale e militare francese:

• Il motto superiore: Sul petto è tatuata la celebre frase in francese:

"Mauvaise Tête Mais Bon Cœur"
("Testa matta ma buon cuore")


• Sul collo si legge la frase:

"Pas de chance"
("Nessuna fortuna")

 un fatalistico tatuaggio ricorrente tra i criminali e i condannati ai lavori forzati (al bagne) dell'epoca.

• I ritratti sul petto. Sotto la scritta principale sono raffigurati i volti di diversi personaggi storici, letterari o politici, una pratica comune per esprimere ideali personali, patriottici o di aperta ribellione.

• L'ampio tatuaggio sull'addome. Al centro spicca il profilo di una donna con un copricapo, contornato da decorazioni floreali e geometriche, tipiche dello stile old school francese dell'inizio del XX secolo.




Un posto "stellato"

 





Eduard Khoroshy



Eduard Khoroshy - Chess Players in Mikhaylovsky Garden (1950s)






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L'immagine mostra un celebre esempio di "Spirit Photography" (fotografia degli spiriti) dell'epoca vittoriana, una pratica fotografica molto diffusa nella seconda metà dell'Ottocento.

Nello specifico, questo genere di scatti non nasceva per documentare un lutto, ma cavalcava la forte ondata di interesse per l'occultismo e lo spiritualismo che caratterizzò la società vittoriana a partire dagli anni '50 dell'Ottocento. Molti fotografi dell'epoca si spacciavano per veri e propri "medium", sostenendo di poter catturare su pellicola le anime dei defunti per rivenderle a famiglie credulone o curiose, quando in realtà applicavano semplici ed ingegnosi trucchi di manipolazione in camera oscura.



Claudia Schiffer / Ellen von Unwerth

 


Ellen von Unwerth - Claudia Schiffer, ca. 1998


Claudia Maria Schiffer accreditata anche come Claudia Vaughn
[Rheinberg, 25 agosto 1970]
Supermodella, attrice e produttrice cinematografica tedesca



Negli anni Novanta, la febbre attorno alle top model era paragonabile a quella per le rockstar più famose del pianeta. Claudia ha raccontato che la security era talmente serrata che doveva assumere un bodyguard dedicato esclusivamente a sorvegliare la sua biancheria intima. Durante i cambi d'abito nei backstage delle sfilate, infatti, c'era il rischio costante che le persone rubassero i suoi indumenti personali come "souvenir".




Michael Parkes [Pittore e illustratore statunitense, b.1944]

 


Michael Parkes - Designing the Sphinx (1991)
Litografia a pietra






Jaspar Isaac [Incisore e stampatore fiammingo naturalizzato francese, 1585 ? - 1654]

 


Jaspar Isaac - Abomination des sorciers (Abominazione degli stregoni)(1613-18)


Questa stampa d'epoca barocca ritrae l'immaginario collettivo e le credenze dell'epoca legate alla stregoneria, ai sortilegi e al sabba. Venne inserita in trattati e pubblicazioni demonologiche del tempo a testimonianza della violenta caccia alle streghe che infuriava in Europa.
La composizione è densa di figure grottesche ed esoteriche. Si notano streghe e stregoni all'interno di un antro intenti a officiare rituali oscuri, circondati da creature demoniache, teschi, ossa sparse sul pavimento, libri di incantesimi e calderoni fumanti sotto una cappa. Nel registro inferiore compaiono versi scritti in francese arcaico che condannano duramente le pratiche occulte e i "ministri di Lucifero".


Prima colonna:
Est il rien qui soit plus damnable,
Ny plus digne du feu d'enfer,
Que cette engeance abominable
Des ministres de Lucifer?

Seconda colonna:
Ils tirent de leurs noirs mysteres
L'horreur, la hayne, le debat,
Et font de sanglans caracteres
Dans leur execrable Sabat.

Terza colonna:
C'est la que ces maudites ames
Se vont preparer leur tourment,
Et qu'elles attisent les flammes
Qui bruslent eternellement.

Traduzione in italiano moderno

Prima colonna:
Esiste qualcosa di più dannabile,
O più degno del fuoco dell'inferno,
Di questa genìa abominevole
Dei ministri di Lucifero?

Seconda colonna:
Essi traggono dai loro neri misteri
L'orrore, l'odio, la contesa,
E tracciano sanguinosi caratteri [simboli]
Nel loro esecrabile Sabba.

Terza colonna:
È lì che queste anime maledette
Vanno a prepararsi il proprio tormento,
E che alimentano le fiamme
Che bruciano eternamente.




Matthias Stomer [Dutch Baroque Era Painter, ca.1600-1650]




Matthias Stomer - L'Avarizia (1625-49)
Olio su tela - 66 x 81 cm - Musée de Grenoble in Francia



Una donna anziana scruta intensamente delle monete d'oro che tiene nel palmo della mano, mentre con l'altra stringe un sacchetto di denaro, incarnando l'allegoria tradizionale dell'avarizia, uno dei sette peccati capitali.
L'opera riflette la forte influenza del caravaggismo. Stomer utilizza un marcato effetto di chiaroscuro e scene a lume di candela per accentuare i dettagli drammatici del volto rugoso della donna e la consistenza degli oggetti.
Accanto alla candela si notano uno scrigno aperto contenente gioielli, carte e altri oggetti di valore lasciati in penombra.




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Scorcio del quartiere storico Venezia Nuova, Livorno, 26.08.2026






Amber Maitrejean

 




Octave Guillonnet [French, 1872–1967]

 


Octave Guillonnet - Solitude in the Garden (1926)






Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]

 

Tobias Weiss
Morietur omne primogenitum in terra A Egyptiorum a primogenito Pharaonis. Esodo. XI. 5. (1891)


La scena illustra l'annuncio e l'adempimento della decima piaga d'Egitto descritta nel libro dell'Esodo della Bibbia, ovvero la morte di tutti i primogeniti maschi in terra d'Egitto, a partire dal figlio del Faraone. Al centro della composizione si vede il corpo esanime del giovane primogenito circondato da figure in lutto e sacerdoti egizi, in un'ambientazione arricchita da elementi architettonici ed elementi simbolici della cultura egizia (come la statua del toro sulla sinistra).