Sarebbe stato interessante averla come Presidente del Consiglio, ma abbiamo sempre avuto una certa avversità nell'eleggere chi si batte per i diritti, siamo più attratti dal votare chi si batte per il potere.
Ciao Emma
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
Sarebbe stato interessante averla come Presidente del Consiglio, ma abbiamo sempre avuto una certa avversità nell'eleggere chi si batte per i diritti, siamo più attratti dal votare chi si batte per il potere.
Ciao Emma
[1] Simpatizzante e sostenitrice del movimento non violento per l'uguaglianza dei diritti civili guidato da Martin Luther King, Viola partecipò alla famosa marcia da Selma a Montgomery. Venne assassinata durante il ritorno a Selma da alcuni membri del Ku Klux Klan. Collie Wilkins, William Eaton e Eugene Thomas, processati da due giurie di bianchi, verranno assolti grazie a una campagna mediatica, che dipingerà Viola come una tossicodipendente che andava a letto con uomini neri e il marito, agente d'affari, come un membro del crimine organizzato.
: : Ilan Pappé dal podcast "Critical Edge", 17 luglio 2026 : :
Narciso era un giovane di straordinaria bellezza, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso. Alla sua nascita, l'indovino Tiresia profetizzò che il bambino avrebbe vissuto una lunga vecchiaia, a patto che "non avesse mai conosciuto se stesso". Crescendo, Narciso divenne così bello e fiero da respingere con freddezza e crudeltà chiunque si innamorasse di lui, uomini o donne che fossero.
Tra le sue vittime ci fu la ninfa Eco, condannata dalla dea Giunone a ripetere solo le ultime parole che le venivano rivolte. Respinta brutalmente da Narciso, Eco si consumò per il dolore fino a scomparire, lasciando di sé solo la voce.
Per punire la superbia del giovane, Rhamnusia (la dea della vendetta Nemesi) esaudì la preghiera di uno dei tanti pretendenti rifiutati. Un giorno, stanco per la caccia, Narciso si accostò a una fonte d'acqua limpida e specchiandosi si innamorò perdutamente della propria immagine. Non comprendendo che si trattava di un riflesso, cercò disperatamente di abbracciare e baciare quella figura. Capendo infine l'impossibilità di quel legame, Narciso si lasciò morire di languore e dolore sulla riva della fonte. Al posto del suo corpo nacque il fiore omonimo, il narciso.
"Die Muskete" fu una rivista satirica che godette di grande popolarità durante l'Impero austro-ungarico e nel periodo tra le due guerre. In qualità di illustratore di punta di "Die Muskete", le opere di Wilke furono fondamentali nel definire il tono della rivista: arguto, raffinato e visivamente ricercato. "Die Muskete" era nota per la sua satira politica e i suoi commenti culturali, e le illustrazioni di Wilke si adattavano perfettamente al suo stile editoriale.
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