mercoledì 21 ottobre 2026
Pensierino della sera di Sandro Grillette
6'9814203fs61059tr76
Amo l'immagine che mostra la persona travestita da Pantera Rosa arrestata dalla polizia durante le proteste in Francia anche s'è falsa ed è stata interamente generata tramite intelligenza artificiale. Credo che il mio cervello sia affascinato nel trovarsi davanti a due concetti totalmente opposti e apparentemente inconciliabili. Da un lato gli aguzzini antisommossa della polizia francese dall'altro la Pantera Rosa, personaggio dei cartoni animati che evoca infanzia, leggerezza e goffaggine. Questo contrasto stridente mi crea un vero cortocircuito.
Henry John Stock [English, 1853-1930]
Henry John Stock - Dante and Virgil Encounter Lucifer in Hell (Dante e Virgilio incontrano Lucifero all'Inferno)(1923)
Franz von Persoglia [Austria, 1852–1912]
Bernard Kingstein
L'immagine mostra l'ultima pagina del celebre fumetto "Master Race", scritto da Al Feldstein e disegnato da Bernie Krigstein, pubblicato originariamente nel 1955 sulla rivista Impact #1 della EC Comics.
Quest'opera è considerata una pietra miliare della nona arte, celebre per la sua drammatica rappresentazione dell'Olocausto e per la tecnica innovativa di scomposizione del movimento visibile proprio in questa tavola.
Il finale della storia rivela un profondo e drammatico colpo di scena:
Per tutta la durata del fumetto, il protagonista Reiss, un uomo visibilmente terrorizzato e ossessionato, scappa da un misterioso "uomo in nero" all'interno della metropolitana. Il lettore è indotto a pensare che Reiss sia una vittima e l'altro un carnefice nazista che lo sta braccando.
Nelle vignette finali si scopre l'esatto contrario. L'uomo in nero è in realtà un sopravvissuto ai campi di concentramento, mentre Reiss era il comandante e aguzzino nazista del campo, fuggito in America sotto falsa identità per rifarsi una vita.
Preso dal panico e convinto che il sopravvissuto sia venuto a cercarlo per vendicarsi, Reiss perde il controllo, corre lungo la banchina della stazione e muore travolto dalle ruote del treno in arrivo. Nelle ultime tre iconiche vignette, l'uomo in nero osserva la scena immobile e dichiara ai passanti di non averlo mai visto prima e che si trattava di un perfetto sconosciuto.
Huang Zongdau (黄宗道) [Pittore cinese del XII secolo, attivo intorno al 1120)
Diane Arbus
Il Colibrì
Gli Atzechi adoravano il dio “colibrì azzurro “ e ad esso innalzarono il loro tempio.
Il popolo Nazca lo ritrasse nella Pampa di Ingenio, in Perù, in un enorme disegno visibile solo dall’aereo (del quale ancor oggi non si conosce il significato).
Questo piccolo uccello, della famiglia dei Trochilidi, proprio delle foreste dell’America tropicale, è uno degli animali più stupendi esistenti oggi sul nostro pianeta.
Nessuno, in passato, è riuscito a resistere all’incanto di questa creatura.
Cristoforo Colombo lo descriveva come “piccolo meraviglioso uccello tanto diverso dai nostri”.
I grandi maestri della zoologia, ciascuno con un proprio stile, cercarono poi di descriverlo con le loro parole.Audubon lo comparò a “frammenti di arcobaleno”, Goeldi lo descrisse come “pietra preziosa e fiore convertito in animale”, altri semplicemente come “gioia della natura”.
Il Colibrì è l’uccello più piccolo del mondo. In natura esistono 334 specie di Colibrì, distribuite in tutto il continente americano ed in particolare in Sud America.
Il più piccolo è il Colibrì Elena (calypte helenae) che pesa circa 1,6 grammi ed è lungo 5,7 cm (di cui 1,25 cm occupati dal solo corpo, il resto da coda e becco).Gli fa’ concorrenza il Colibrì di Vervain (mellisuga minima) di dimensioni pressoché analoghe.
Entrambi sono più piccoli di molte specie di farfalle e falene con le quali condividono gli ambienti della foresta tropicale ed il loro nido è grande circa quanto mezza noce.
Il più grande è il Colibrì Gigante (patagona gigas) che pesa 20g ed è lungo 21,5 cm.
I Colibrì sono dotati di un piumaggio dagli splendidi colori iridescenti (che si riscontra in modo particolare nei maschi adulti, mentre giovani e femmine in genere hanno colori più tenui) e nessun altro uccello può competere con loro sotto questo aspetto.
La particolarità è che i bellissimi colori non sono dovuti alla presenza di pigmenti sulle penne, ma all’interferenza dei raggi luminosi attraverso la struttura prismatica delle diramazioni perpendicolari dei rami delle penne, che scomponendo la luce solare riflettono una parte dell’iride, dando la sensazione di riflessi metallici.
Il piumaggio iridescente permette ai Colibrì di rendersi invisibile ai predatori confondendosi con il colore dei fiori. I predatori più temibili sono i serpenti che li attaccano nascondendosi tra la vegetazione e si cibano delle loro uova e nidiacei.
Il becco, appuntito, per lo più diritto o leggermente ricurvo, è talvolta lunghissimo e serve per succhiare il nettare dei fiori o per cibarsi di ragni e piccoli insetti che catturano in volo o all’interno delle corolle.
Nel suggere il nettare il becco rimane intriso del polline dei fiori, in questo modo spostandosi da un fiore all’altro fungono anche da veicolo naturale per l’impollinazione che, in natura, data l’impossibilità dei vegetali di muoversi è resa possibile solo da agenti esterni “mobili”. Svolgono quindi un ruolo importante nel mantenimento dell’ecosistema delle foreste tropicali.
Molte delle bellissime piante tropicali affidano la loro impollinazione al Colibrì, contrariamente non potrebbero esistere. In questo caso la forma del becco, che si adatta perfettamente al fiore, suggerisce vi sia stata nel tempo una co-evoluzione tra fiore ed uccello con vantaggio reciproco: la pianta si è assicurata un ottimo impollinatore e il Colibrì una fonte di cibo in esclusiva.
Vola molto velocemente grazie alla sua resistente muscolatura ed alle sue forti e leggere piume e può raggiungere velocità elevate, da 30 a 70 ed alle volte anche 100 Km/h.
Nell ’intricata vegetazione delle foreste è in grado di spostarsi rapidamente, ma è anche capace di rimanere immobile nell’aria, vicino ad un fiore, mentre sugge il nettare di cui si nutre; ciò è possibile grazie al rapido movimento elicoidale delle ali, che sa mettere in atto con maestria e che produce portanza anziché spinta. Sa volare anche all’indietro o completamente capovolto, con il dorso rivolto verso il basso.
Queste acrobazie sono rese possibili dal modo in cui le ali sono attaccate alle spalle, come fossero snodate, possono muoversi variando la propria angolazione. Esse sono poi sostenute da dei forti muscoli pettorali, che rappresentano il motore generante la spinta, ed il cui peso è pari al 30% del peso totale dell’uccello.
Il movimento delle ali può raggiungere la sorprendente velocità di 70-90 battiti al secondo e nelle fasi di corteggiamento arriva sino ai 200 battiti al secondo (archilochus colubris). Nessun altro uccello vivente sul pianeta può battere le ali tanto velocemente.
Il movimento è così rapido da produrre un sonoro ronzio, come quello di un calabrone, in lingua inglese sono quindi chiamati “ hummingbirds” che tradotto letteralmente significa uccelli ronzanti.
Questo movimento, tuttavia, richiede un notevole dispendio di energie, considerando le piccole dimensioni del loro corpo, per questo i Colibrì hanno bisogno di alimentarsi in continuazione e sono dotati di un metabolismo rapidissimo.Per mantenersi in efficienza, ogni giorno devono ingerire un quantitativo di nettare dai fiori, loro base alimentare, pari a circa 1-4 volte il loro peso corporeo.
Per ottenere un apporto proteico integrano poi la loro dieta alimentare con piccoli ragni ed insetti.
In proporzione, la dimensione del loro cuore, rapportata all’uomo, è più grande di 5,6 volte (archilochus colubris). La frequenza cardiaca dei battiti può raggiungere 1260 pulsazioni al minuto (lampornis clemenciae).
Durante la notte il Colibrì entra in uno stato di torpore o letargia e volontariamente abbassa la temperatura del proprio corpo a 8-10 °C (di giorno è circa 40°C) in questo modo mette in atto un sistema naturale per conservare energia e riduce notevolmente il proprio metabolismo.Questo stato può essere messo in atto anche quando l’uccello dispone di poche riserve alimentari , è accertato che il tasso metabolico in questo periodo è circa 1/50 del tasso nello stato di allerta.
Il sonno letargico può durare dalle 8 alle 14 ore.
Appartengono al popolo degli uccelli migratori e compiono, ogni anno,delle vere e proprie trasvolate, in alcuni casi, da un capo all’altro del continente americano. Il più settentrionale è il Colibrì gola rubino (archilochus colubris). Nidifica in Canada sulle montagne Rocciose e sverna in Messico e nell’America Centrale e nonostante la sua piccola mole (pesa appena 3,5 grammi) compie distanze di migrazione di oltre 4000 Km. Di questi, circa 1000 sono impiegati per sorvolare il mare sopra il Golfo del Messico.
Per compiere questo viaggio immagazzina nel suo corpo uno strato di grasso pari alla metà del proprio peso. Il volo di ritorno, nelle zone di riproduzione, è regolato dalla fioritura primaverile delle piante nelle regioni che deve attraversare.
Maschi che si impossessano e difendono un territorio hanno più possibilità di accoppiarsi e di attrarre femmine rispetto a maschi non territoriali.
Quando la femmina ritorna inizia il corteggiamento. Il maschio normalmente cerca di attrarla con il canto e la segue in continuazione roteando in voli acrobatici attorno ad essa.
E’ da notare che questo uccellino può cimentarsi in una diversità incredibile di vocalizzazioni e, come gli umani e pochi altri animali, ha sviluppato la rara capacità di imparare suoni diversi, non solo quelli che ogni specie ha innati in sé dalla nascita.Il suo cervello, rapportato alle dimensioni del corpo, è uno dei più grandi nell’ambito del mondo animale.
Se il canto prodotto è gradito dalla femmina, la stessa risponde ed inizia l’accoppiamento.
Dopo l’accoppiamento è la femmina che costruisce il nido. Esso è normalmente posizionato sul ramo cadente di un cespuglio o su una biforcazione di un ramo d’albero.Per la costruzione del nido utilizza generalmente tela di ragno, muschio, licheni, fibre di piante ed altro materiale.
Il nido è minuscolo ed a forma di coppa, quando è completato la femmina depone 1 o 2 piccole uova di colore bianco.Essa incuba le uova e alleva i piccoli senza l’assistenza del maschio.
Il maschio è normalmente poligamo e può avere una o più compagne contemporaneamente.
Il periodo di incubazione può variare da 13 a 23 giorni a secondo della specie, mentre l’allevamento dei piccoli dura normalmente da 18 a 38 giorni.I giovani vengono alimentati con il rigurgito del cibo della madre, generalmente costituito da insetti, poiché ricchi di proteine necessarie per un rapido accrescimento corporeo.
I Colibrì sono tipicamente solitari, vivono in media 4-5 anni e si associano con il sesso opposto solo per pochi secondi durante l’accoppiamento.
Essi sono molto territoriali e difendono le loro fonti di cibo e l’area di nidificazione.Il maschio difende il territorio, la femmina il nido.Il controllo del territorio viene effettuato dal maschio stando appollaiato su di un alto ramo d’albero e tenendo sotto osservazione gli intrusi . Esso emette un segnale vocale di avvertimento all’avvicinamento dell’estraneo e, se detto avvertimento viene ignorato, si lancia con un volo in picchiata verso il “nemico” ingaggiando un vero e proprio duello aereo, fatto di rincorse ed acrobazie, dove entrambi mettono in mostra tutta la loro bravura e padronanza nel volo, atto a scacciare l’intruso ed a stabilire la supremazia sul territorio.
In alcuni casi tale competizione può degenerare in una vera e propria lotta includendo graffi e spinte. In questo caso il lungo becco appuntito, di cui sono dotati, diventa un’arma e più precisamente una spada.
Colibrì Thaumastura cora (coda bianca peruviana) mentre insegue in volo una preda.La preda è un moscerino della frutta (drosophila melanogaster) visibile in alto a destra.
Nel 19° secolo centinaia e migliaia di Colibrì furono uccisi in Sud America e spediti in Europa per decorazione. Alcuni individui , affascinati da questo grazioso uccellino colorato, lo vollero impagliato da mettere in mostra nel proprio salotto come decorazione.Altri inventarono una nuova moda inserendoli nei cappellini delle signore come ornamento.
La cronaca dell’epoca racconta di un commerciante Londinese che in un anno importò più di 400.000 pelli di Colibrì uccisi. Per fortuna questo sterminio non è continuato e questo piccolo uccello ha potuto salvarsi dall’estinzione.
Oggi fortunatamente esistono numerose associazioni, non a scopo di lucro, che si dedicano allo studio e protezione di questi meravigliosi uccelli. L’uomo, il più grande predatore esistente sul pianeta, ha forse deciso di conservare queste minuscole creature, che i nostri antenati, probabilmente più saggi di noi, adoravano. Contemporaneamente sta distruggendo la foresta amazzonica, per ricavarne legname, unico grande polmone di ossigeno del pianeta, dove il Colibrì vive.
Louis-Léopold Boilly [Pittore francese, 1761-1845]
LA POLIZIA MANGANELLA IL FUTURO DELL'ITALIA
Duri scontri e alte tensioni infiammano le piazze durante le proteste in corso in tutta Italia. Nelle principali città, i cortei degli studenti e dei lavoratori sono stati teatro di cariche e momenti di forte tensione con le forze dell’ordine, immortalati in immagini che stanno facendo il giro del web.
Mentre il Paese si ferma tra trasporti a rischio, disagi nei servizi e la rabbia crescente per salari inadeguati e mancanza di stabilità, la risposta dello Stato fa discutere e divide l’opinione pubblica. Una frattura profonda tra istituzioni e le nuove generazioni in cerca di risposte.
✍🏻 𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖
LA GEN Z S'E' DESTA
La Gen Z s’è finalmente desta. Mezzo milione di giovani in piazza, una quarantina di città coinvolte, scontri con la polizia. I ragazzi italiani hanno preso in prestito slogan e determinazione dai cugini francesi e portano nelle strade il malumore contro un sistema che non funziona. Nel mirino c’è il Governo Meloni.
Il No Meloni Day ha attraversato l’Italia da Torino a Cagliari. A Roma 20mila manifestanti secondo gli organizzatori, a Milano 5mila e un edificio occupato. Migliaia anche a Firenze, Genova e Bologna. A Torino gli scontri più duri: lanci di pietre e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. A Bologna cariche della polizia davanti alla stazione. A Roma petardi e bombe carta nei pressi del ministero dell’Istruzione.
La protesta nasce nelle scuole, ma sotto c’è ben altro. C’è una generazione che vive sotto la minaccia di una possibile guerra, guarda al futuro lavorativo senza certezze, affronta affitti e prezzi sempre più alti e nelle decisioni politiche conta praticamente zero.
Sono ragazzi ai quali viene chiesto di studiare, lavorare, fare sacrifici e aspettare. Aspettare un impiego dignitoso, una casa, uno stipendio per vivere. Intanto il Governo punta sul riarmo. «Soldi alla scuola, non alla guerra», gridano nelle piazze. E contestano Meloni e Valditara.
Il ministro dell’Istruzione ha parlato di «teppismo politico» dopo gli incidenti. Gli episodi violenti sono gravi, ma non cancellano le ragioni di centinaia di migliaia di ragazzi che hanno deciso di scendere in strada.
La Gen Z si è accorta che in questa società, se vuoi qualcosa, devi andare a prendertelo. Perché nessuno ti regalerà niente. E che per avere diritti, salari e condizioni di vita migliori bisogna tornare a esercitare una pressione collettiva.
Il 30 ottobre è già previsto uno sciopero generale, al quale intendono unirsi anche gruppi studenteschi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE NEL GIOVEDI' NERO DI MILANO DEL 1973...:
Alphonse Mucha [Czech Art Nouveau Printmaker, 1860-1939]
La figura malinconica e assorta che posa nel dipinto è quasi certamente Jaroslava Mucha, la figlia dell'artista nata nel 1909. Jaroslava e suo fratello Jiří furono i modelli preferiti di Mucha durante la maturità. Le loro sembianze compaiono continuamente nei suoi quadri tardi, nelle fotografie preparatorie dell'archivio di famiglia e persino sulle prime banconote ufficiali della Cecoslovacchia disegnate dallo stesso Mucha.
Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]
Questo antico frontespizio introduce una celebre serie di quindici stampe d'arte (Fünfzehn Kunstblätter) basate sui cartoni preparatori realizzati dal professore, pittore e scultore tedesco Tobias Weiss. I dipinti murali originali si trovano all'interno della St. Michaelscapelle (Cappella di San Michele) a Bad Mergentheim, in Germania.
Egon Schiele [Austrian Expressionist Painter, 1890-1918]
The Ring (2002, diretto da Gore Verbinski)
La sindrome di Cotard / ractapopulous
La sindrome di Cotard (nota anche come delirio di negazione o sindrome del cadavere che cammina) è un rarissimo disturbo neuropsichiatrico in cui la persona è fermamente convinta di essere morta, di non esistere, di essere in putrefazione o di aver perso tutti gli organi vitali e il sangue.
Sul Financial Times c’è un articolo che parla di un caso di Sindrome di Cotard: una giovane paziente con episodi di epilessia insorti a seguito di un’infezione cerebrale da virus herpes simplex.
Si chiama Liz e si è presentata al London Hospital affermando di essere morta da due settimane e di non sapere dove si trovava se all’inferno o altrove.
Il medico che l’ha seguita, il dott. McKay, oltre alle cure del caso le ha fatto anche una serie di domande per cercare di comprenderne lo stile di attribuzione causale, rilevando che questa paziente aveva effettivamente una tendenza inusuale all’attribuzione interna.
Si tratta naturalmente soltanto di una ipotesi, il neuroscienziato Ramachandran nel suo libro Cosa sappiamo della mente, spiega come una negazione così estesa del proprio "esistere" non nasca dalla sola anaffettività nei confronti di altri conosciuti.
Secondo Ramachandran questo tipo di pazienti è diventato completamente anaffettivo, per ogni cosa, animata e inanimata, vista, toccata, gustata, odorata ecc...
Il totale scollamento emotivo dalla realtà costringerebbe il paziente a darsi la spiegazione (dal suo punto di vista, più che logica) di essere morto. Per fortuna Liz è stata dimessa una settimana dopo, essendo migliorata visibilmente, il suo caso è stato pubblicato nella rivista Consciousness and Cognition.
Max Dupain [Fotografo australiano, 1911–1992]
Piero di Cosimo [Italian High Renaissance Painter, ca.1462-1521]
martedì 20 ottobre 2026
Pensierino della sera di anonimo

.jpg)

























.jpg)




.jpg)













