Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 30 ottobre 2026

Adolf Hirémy-Hirschl [Hungarian, Jewish artist, 1860–1933]

 


Adolf Hirémy-Hirschl
Portrait of a Young Woman, from "Melancholy" (1915)
(Ritratto di una giovane donna, da "Melancholia")
Pastello su carta arancione - 33,3 x 47,6 cm - Art Institute of Chicago



Questo ritratto trasmette tristezza, espressa magistralmente attraverso scelte visive precise che catturano lo stato d'animo della malinconia:
Lo sguardo vuoto e perso: Gli occhi della donna non fissano lo spettatore, ma sono rivolti leggermente verso l'alto e di lato. Questo dettaglio evoca un senso di profonda solitudine, come se la modella fosse completamente assorta nei suoi pensieri ed estraniata dal mondo circostante.

La bocca socchiusa e i lineamenti statici: Le labbra sono leggermente dischiuse e prive di tensione, un segno tipico dell'abbandono emotivo e della stanchezza interiore causata dal dolore o dal peso dei ricordi.

Il contrasto cromatico: Lo sfondo azzurro freddo, applicato con tratti rapidi attorno alla testa, contrasta con il calore della carta arancione. Questo accostamento isola il volto e ne accentua l'aspetto pallido e vulnerabile, quasi a voler materializzare visivamente l'aura di tristezza che la circonda.



1648'2hga09736hlgs63

 







Alidor Lamote

 


Alidor Lamote - Two Children in Front of the Prayer Room (1915)
Olio su tela - 140 x 115 cm - Collezione privata



I bambini stanno guardando all'interno di una stanza adibita alla preghiera, dove si sta svolgendo una veglia funebre.
Se si osserva attentamente la penombra oltre la soglia, si possono distinguere:
Una bara o un feretro coperto da un drappo chiaro al centro della stanza.
Tre candele accese posizionate sul tavolo/altare, che creano l'unica fonte di luce nel buio.
Una figura scura e velata, presumibilmente una donna in lutto (forse la madre), seduta o inginocchiata in preghiera sul lato sinistro, parzialmente nascosta dall'oscurità.
I bambini si sono tolti gli zoccoli prima di entrare, un gesto che nella cultura contadina fiamminga andava oltre la pulizia: era un segno di profondo rispetto per la sacralità del momento e per il defunto.





Snoopy & Woodstock





00533467hg'063hjg'623

 






Artemisia Gentileschi

 


Artemisia Gentileschi - Sansone e Dalila (1620-25)
Olio su tela - 164 × 200 cm - Collezione privata



La scena raffigura l'episodio biblico tratto dal Libro dei Giudici: il forte eroe Sansone è addormentato con la testa greve sulle ginocchia di Dalila, mentre un giovane servitore o complice taglia le sue ciocche (la fonte della sua sovrumana forza) con un paio di forbici. Sulla destra, sullo sfondo di un'architettura classica, si intravedono i soldati filistei pronti a intervenire per catturarlo.

Uno dei tradimenti più celebri e spietati della storia biblica.
Dalila non agisce per passione o per un ideale, ma per puro interesse economico: accetta infatti una massiccia ricompensa in sicli d'argento dai principi dei Filistei per scoprire il segreto dell'invincibilità di Sansone.
Artemisia Gentileschi riesce a trasmettere la tensione viscerale di questo dramma attraverso dettagli magistrali:
La finta tenerezza di Dalila: Con una mano sostiene delicatamente la testa di Sansone per non svegliarlo, simulando un gesto d'affetto che è in realtà l'atto finale del suo inganno.
La vulnerabilità di Sansone: L'eroe, colto nel sonno, è completamente indifeso, con la schiena nuda esposta e abbandonata sulle gambe della donna di cui si fidava.
La complicità furtiva: Il complice che recide i capelli scambia uno sguardo carico di suspense con Dalila, mentre con l'altra mano indica i soldati che aspettano nell'ombra, pronti a piombare sull'eroe ormai privato della sua forza protettiva.



Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]




Maestro Honoré - Allegoria dell'Invidia (1270-80)
La Cavalcata dei Vizi
da "Li livres des vices et des vertus" di Frate Laurenzio
Collezioni di Gallica / Biblioteca Nazionale di Francia



La Cavalcata dei Vizi è uno dei motivi iconografici più affascinanti e diffusi dell'arte tardo-medievale e rinascimentale, nato con scopi fortemente didattici, moralizzanti e di ammonimento per i fedeli.

L'Invidia è rappresentata da una figura tonsurata in abiti religiosi (religiosus) che tiene in pugno un uccello rapace (avis), simbolo legato alla rapacità o alla caccia. L'Invidia è tradizionalmente associata al cane (o al levriero) in alcune iconografie medievali, a rimarcare l'istinto mordace, geloso e gregario del vizio. Il tondo è corredato da iscrizioni latine esplicative tipiche dei codici miniati (come quelli conservati in raccolte storiche e studiati nell'ambito delle allegorie morali medievali).



.


Anteprima
DOLCE VITA

La leggenda dei Black Bloc, i teppisti “in divisa” che compaiono quando serve

Marco Cedolin, 26 Marzo 2019

'1968hg5129yt2981









 

Frederick Carl Frieseke [American Impressionist Painter, 1874-1939]

 


Frederick Carl Frieseke - In the Boudoir (1914)
Olio su tela - 89,3 x 116,9 cm
LACMA (Los Angeles County Museum of Art), Los Angeles, California, USA






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 








Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"Who'd have thought old Harry would turn out to be a vampire?"
("Chi avrebbe mai pensato che il vecchio Harry si sarebbe rivelato un vampiro?")






6'91834hg69021yt9012864









 

Arthur Schopenhauer

 










Egon Josef Kossuth [Artista boemo-tedesco-austriaco, 1874–1949]

 


Egon Kossuth - Reiter oder König? (Cavaliere o Re)(ca.1900)
Olio su cartone - 36 x 41 cm - Collezione commerciale della Galerie Drylewicz, Parigi






La cornice originale è un elemento fondamentale per comprendere appieno il significato dell'opera di Egon Kossuth. 
Sulla parte inferiore della cornice è presente un entablement dorato sul quale è inciso a lettere gotiche il titolo originale dell'opera: « REITTER [sic] ODER KÖNIG » (Cavaliere o Re). L'artista ha utilizzato una grafia d'epoca con una doppia "T" per la parola Reiter.
Nei dipinti legati al Simbolismo e alla Vanitas di inizio Novecento, la cornice non era un semplice elemento decorativo ma parte integrante del messaggio. L'iscrizione gotica interroga direttamente lo spettatore: davanti ai resti scheletrici consumati dal tempo, non è più possibile distinguere se quel teschio sia appartenuto a un umile cavaliere o a un potente re. La morte viene presentata come la grande livellatrice di ogni distinzione sociale.
Si tratta di una cornice strutturata e massiccia, coerente con il gusto austero centro-europeo (tedesco/boemo) del periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, pensata appositamente per dare solennità al soggetto macabro.






Il grande Lebowski (The Big Lebowski, 1998, scritto, prodotto, montato e diretto dai fratelli Coen]

 


Drugo (interpretato da Jeff Bridges) fa la spesa al supermercato in vestaglia e occhiali da sole


Gran parte dei vestiti indossati dal Drugo nel film apparteneva in realtà al guardaroba personale di Jeff Bridges. Tra questi, anche i celebri sandali di plastica trasparente (i jelly shoes) che l'attore ha comprato da solo in un negozio di Los Angeles prima delle riprese.

Il personaggio del Drugo è quasi interamente basato su Jeff Dowd, un produttore cinematografico e attivista politico americano che i fratelli Coen avevano conosciuto anni prima. Proprio come il personaggio del film, Dowd faceva parte dei "Seattle Seven", amava il White Russian e si faceva chiamare da tutti "The Dude" (il Drugo).




Clement Lindley Wragge [Meteorologo britannico, 1852-1922]






Il meteorologo britannico-australiano Clement Wragge (attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo) è stato il primo a dare regolarmente dei nomi ai cicloni tropicali. All'inizio usava lettere dell'alfabeto greco, figure della mitologia o nomi femminili polinesiani, ma in seguito – a causa di attriti politici – iniziò a utilizzare anche i nomi di politici australiani che non gli andavano a genio (come Edmund Barton o Alfred Deakin).

Questo gli permetteva di descrivere i bollettini meteorologici in modo ironico, affermando ad esempio che un ciclone che portava il nome di un parlamentare stesse «causando grande sofferenza» o «vagando senza meta».

Tuttavia, il sistema personale di Wragge non è l'origine diretta del moderno sistema globale di denominazione delle tempeste: la pratica si interruppe dopo il suo ritiro e fu ripresa decenni dopo (durante la Seconda guerra mondiale e poi formalizzata negli anni '50 e '70) seguendo liste standardizzate gestite oggi dall'Organizzazione meteorologica mondiale.


 


Nick Eisele [US, b.1992]

 


Nick Eisele - Divination (2018)






Helmut Newton

 



Helmut Newton - Self-Portrait with Models, 1981


L'opera ritrae una modella nuda vista di spalle in primo piano, il cui corpo e la cui posa sono riflessi e moltiplicati nello specchio.
Nello specchio si intravede lo stesso Helmut Newton seduto mentre impugna la macchina fotografica e scatta l'immagine.
Sulla sinistra (fuori dal riflesso diretto dello specchio principale) siede un'altra donna, sua moglie June Newton (nota anche con lo pseudonimo di Alice Springs), che osserva la scena. Si vedono solo le gambe e le scarpe col tacco di June. Questo taglio netto e l'enfasi sulle gambe lunghe e slanciate (spesso abbinate a tacchi a spillo) diventeranno un vero e proprio marchio di fabbrica del fotografo in gran parte dei suoi successivi lavori per riviste come Vogue.
L'immagine gioca sul concetto di voyeurismo, sul doppio, sullo specchio e sul processo creativo della fotografia di moda e di nudo, cifra stilistica inconfondibile di Newton.
La modella protagonista della fotografia è Arielle Burgelin, una delle muse e modelle preferite da Newton durante i primi anni '80.





Max Klinger [German, 1857–1920]

 


Max Klinger - Eva und die Zukunft (Rad.-Werk III) (1898)
Quinta tavola (Opus III, Tavola 5) della serie di sei incisioni intitolata "Eva e il futuro"
Etching - 61.5 x 45.0 cm - The Metropolitan Museum of Art, NYC



Max Klinger mette in scena la sua personale e drammatica reinterpretazione del peccato originale e della cacciata dall'Eden.
Adamo sta portando Eva fuori dal Giardino dell'Eden, addentrandosi in un paesaggio aspro, arido, roccioso e desolato che simboleggia il mondo terreno. Sullo sfondo, seminascosto tra due maestosi pilastri di roccia che delimitano il confine del paradiso perduto, si intravede un angelo con una spada fiammeggiante posto a guardia del cancello per impedire il loro ritorno.









E io pago!


Anteprima
WORLD POLITICS BLOG

L’Europa chiamata a pagare il conto ucraino mentre Washington arretra

Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha reso evidente la nuova realtà finanziaria della guerra: mentre Washington riduce progressivamente il proprio impegno, Kiev presenta all’Europa un fabbisogno aggiuntivo di circa 70 miliardi di euro per il solo 2027.

Giovanni Battista Langetti [Italia, 1635-1676]

 


Giovanni Battista Langetti - La morte di Catone (1666–76)
Olio su tela - 95 × 123 cm - Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso), Genova



Il dipinto raffigura Marco Porcio Catone Uticense (Catone il Giovane) mentre si toglie la vita a Utica dopo la sconfitta dei Repubblicani ad opera di Giulio Cesare, rifiutandosi di vivere sotto una tirannia.
Fortemente influenzato dal caravaggismo, il dipinto si caratterizza per un contrasto drammatico di luci e ombre (tenebrismo), un realismo anatomico intenso e una forte tensione emotiva.
Langetti mostra Catone nel momento estremo in cui, lacerandosi il ventre, cerca con le mani di allargare o toccare la ferita, in un racconto visivo crudo e straziante ripreso dalle fonti classiche (come Plutarco).

Un'opera decisamente cupa e drammatica, tipica dello stile tenebrista della seconda metà del Seicento.
Il profondo senso di oscurità che trasmette è intenzionale e si basa su precise scelte artistiche come il contrasto chiaroscurale, il realismo crudo e spietato e la poetica del dolore.

La scena emerge a fatica da uno sfondo completamente nero e indistinto. La luce violenta colpisce direttamente il corpo nudo di Catone, esaltandone la sofferenza e la tensione muscolare, lasciando nell'ombra i testimoni alle sue spalle.

A differenza del classicismo rinascimentale, che tendeva a idealizzare il momento della morte, il pittore Giovan Battista Langetti sceglie un approccio iperrealista e teatrale, quasi "splatter" per l'epoca, mostrando i dettagli anatomici lacerati con tinte livide, terrose e sanguigne.

 Questa atmosfera opprimente riflette appieno la sensibilità barocca del Seicento, un periodo in cui l'arte esplorava spesso temi legati alla caducità della vita, al martirio, alla filosofia stoica e alla brutalità emotiva.














Non capisco perché l’insonnia venga di notte. A me farebbe comodo di giorno. (Anonimo)

 





giovedì 29 ottobre 2026

Pensierino della sera di Mercurio Di Maio



Dietro lo sciopero dei camionisti e degli agricoltori ci sarebbe la camorra, dietro le manifestazioni degli studenti ci sarebbero i maranza, dietro i cortei contro il carovita ci sarebbe l'Islam.

Solo dietro ai politici non c'è mai nessuno.





David Rawlings - Cumberland Gap

 







Marcel Roux [French, 1878–1922]




Marcel Roux - Œdipe et le Sphinx (1905)



Edipo all'ingresso della grotta della Sfinge, il mitico mostro con testa di donna, corpo di leone e ali di aquila, circondato dai corpi delle sue vittime su una scala a chiocciola.






Alfred Eberling [Pittore polacco e poi sovietico, professore, membro dell'Unione degli artisti di San Pietroburgo, 1872 - 1951]




Alfred Eberling - The Demon (1910)






L'esercizio del potere corrompe. La sottomissione al potere degrada. (Bakunin)




 



Gabriel-Joseph-Marie-Augustin Ferrier [Francia, 1847–1914]

 



Gabriel-Joseph-Marie-Augustin Ferrier - Soir (La Sera)(1911)






670uy7612bv926810

Mark Demsteader [British, b. 1963]

 



Mark Demsteader
- Ophelia V
Ol on canvas - 102 x 81 cm





Benvenuto Maria Disertori [Italia, 1887-1969]



Benvenuto Maria Disertori - La nicchia (prima del 1913)
Carta e inchiostro di china
Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, Milano




Robert Beebe

 


Robert Beebe
Death Lurks Behind the Practical Joker (La morte si nasconde dietro il burlone)(1923)
Pubblicato da Mather & Company, Chicago



Negli anni '20, la Mather & Company produceva e distribuiva manifesti motivazionali e per la sicurezza sul lavoro destinati a fabbriche e uffici americani per promuovere l'efficienza e prevenire gli incidenti.

Il manifesto ammonisce i lavoratori contro gli scherzi pericolosi ("practical jokes"), mostrando la Morte (nelle vesti del Tristo Mietitore con la falce) in agguato dietro a chi fa scherzi, ricordando che un gesto superficiale può causare infortuni gravi o mortali.

"DEATH LURKS BEHIND THE PRACTICAL JOKER"
"Thousands of painful injuries and deaths are caused each year by the practical joker! Never encourage the cheerful idiot who will run the risk of injuring a fellow worker to get a cheap laugh."

"The practical joker is not wanted here"


(LA MORTE SI NASCONDE DIETRO IL BURLONE)
Migliaia di dolorosi infortuni e decessi sono causati ogni anno dal burlone! Non incoraggiare mai l'allegro idiota che corre il rischio di ferire un collega per una risata di poco conto.

Il burlone non è gradito qui.




Henrik Aarrestad Uldalen [Artista norvegese-coreano, b. 1986]




Henrik Aarrestad Uldalen - Corrode (2016)




Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]




Maestro Honoré - Allegoria della Gola (1270-80)
La Cavalcata dei Vizi
da "Li livres des vices et des vertus" di Frate Laurenzio
Collezioni di Gallica / Biblioteca Nazionale di Francia



La Cavalcata dei Vizi è uno dei motivi iconografici più affascinanti e diffusi dell'arte tardo-medievale e rinascimentale, nato con scopi fortemente didattici, moralizzanti e di ammonimento per i fedeli.


Il Personaggio - il ghiottone - personifica il vizio capitale della gola, vestito con una tunica decorata e una spada al fianco.
Il lupo è la cavalcatura simbolica associata a questo vizio nella tradizione iconografica medievale dei Sette Vizi Capitali.
L'Uccello (mulrus) sul pugno del personaggio richiamava l'immaginario della caccia e degli eccessi nobiliari o terreni.
Intorno al medaglione sono presenti scritte in antico francese o latino medievale che commentano il vizio della gola e l'incostanza dei futili piaceri carnali.



xSleepingxBeastx su Flickr




xSleepingxBeastx - Neu (Neve), Castellón de la Plana, Spagna, 1 novembre 2018






Claude Monet



Claude Monet - Près de Fécamp, Marine (Paesaggio marino vicino a Fécamp)(1881)






Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]

 


Henri Gustave Jossot - Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".

La frase in calce recita:
— Et pourtant, il y avait quelque chose là !
(Eppure, c'era qualcosa lì!)

Lo scheletro di una persona defunta è seduto tra le tombe di un cimitero e tiene in mano il proprio teschio, guardandolo con un senso di ironica e vana ricerca, quasi a chiedersi dove siano finiti i pensieri o l'identità che un tempo occupavano quella testa.







Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 








Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]



Gentlemen, since this board refuses to come to a consensus, I have no recourse but to place the duck of shame at the center of the meeting.
(Signori, poiché questo consiglio si rifiuta di raggiungere un consenso, non mi resta altra scelta che mettere l'anatra della vergogna al centro della riunione.)

 


6'10hg'62bv0326




 



Guigo Gozzano

 




La strofa IX e l'inizio della strofa X del poemetto intitolato "Paolo e Virginia"
Nella raccolta "I colloqui", pubblicata nel 1911

: :  Guido Gozzano  : :


Era l'alba e il tuo bel corpo travolto
stava tra l'alghe e le meduse attorte,
placido come in placido sopore.
Muto mi reclinai sopra quel volto
dove già le viole della morte
mescevansi alle rose del pudore...
Disperato dolore!
Dolore senza grido e senza pianto!
Morta giacevi col tuo sogno intatto,
tornavi morta a chi t'amava tanto!
Nella destra chiudevi il mio ritratto,
con la manca premevi il cuore infranto...
- Virginia! O sogni miei!
Virginia! - E ti chiamai, con occhi fissi...
- Virginia! Amore che ritorni e sei
la Morte! Amore... Morte... - E più non dissi.
 
 




.

Natale Scarpa, alias Cagnaccio di San Pietro [1897 – 1946]




Cagnaccio di San Pietr
o - Donna allo specchio (1927)


Il dipinto è caratterizzato da linee pulite, forme geometriche e un'atmosfera sospesa e silenziosa tipica del realismo magico italiano del primo dopoguerra.

Il corpo della donna non ha le curve morbide e calde della pittura tradizionale. La pelle ha una consistenza quasi di porcellana o marmo levigato, e le forme sono solide, geometriche, quasi monumentali. Questa durezza crea un corto circuito affascinante con la nudità del soggetto.

Lo sguardo del pittore è quasi chirurgico, spietato nella sua precisione (basta guardare la definizione della schiena, della scapola e della piega del braccio). Eppure, questa precisione realistica non toglie fascino, ma proietta la figura in una dimensione enigmatica.

Il gesto di applicarsi il rossetto sfiorandosi le labbra è profondamente intimo e seducente. Tuttavia, lo sguardo della donna nello specchio non è rivolto allo spettatore per compiacerlo o sedurlo; è concentrato su se stessa, rendendoci dei voyeur di un momento privato e inaccessibile.

L'uso di colori freddi e netti, come il blu elettrico e profondo della toeletta, contrasta con le tonalità calde dei flaconi arancioni e dell'incarnato. Questa pulizia formale e l'assenza di sfumature fumose creano un'atmosfera immobile e cristallizzata, dove la sensualità viene trattenuta, sospesa nel tempo.

È proprio questa combinazione di algida perfezione e intimità svelata a generare quel senso di mistero e attrazione tipico del Realismo Magico.