Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

sabato 25 luglio 2026

ORE 12:00 - MOMENTO ZEN










Sarah McLachlan plays "Answer" - LIVE

 







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Pierre Amédée Marcel-Beronneau [Pittore simbolista francese, 1869–1937]

 


Pierre Amédée Marcel-Béronneau - Salomé Fleur Du Mal
Oil on canvas - 115.6 x 81.3 cm




Hellmouth

 


La Bocca dell'Inferno
Miniatura tratta da "Apocalypsis Sancti Johannis" (ca.XV sec.)
Lessing J. Rosenwald Collection presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti






Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







William Steig [Illustratore, scultore e scrittore statunitense, 1907-2003]



William Steig
- Illustrazione per "Listen, Little Man!" di 
Wilhelm Reich (1945)

.

William Steig è stato un illustratore, scultore e scrittore statunitense, specializzato nella letteratura per ragazzi. Nell'arco della sua carriera letteraria, Steig ha pubblicato più di trenta libri per ragazzi: tra questi il più noto è il libro illustrato Shrek!, scritto nel 1990, da cui è stato tratto nel 2001 il film d'animazione Shrek. Steig inoltre collaborò come disegnatore free lance per il New Yorker, pubblicando nel corso degli anni oltre 1600 disegni sul quotidiano newyorkese.
Steig è stato un paziente dello psichiatra Wilhelm Reich, ed ha disegnato le illustrazioni per uno dei suoi libri, Listen, Little Man!








L'efficienza della Security




 



Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas [Scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese, b.1956]

 





«L'amore rende deboli,
e il più debole dei due viene oppresso, torturato e infine ucciso dall'altro,
che a sua volta opprime, tortura e uccide senza pensare a nulla di male,
senza nemmeno provare alcun piacere, con totale indifferenza.
Questo è ciò che gli uomini solitamente chiamano amore.»


: :  Michel Houellebecq, La possibilità di un'isola  : :





Gaetano Previati [Italian Pointillist/Symbolist Painter, 1852-1920]

 


Gaetano Previati - L'Eroica (trittico)(1907)
Collezione dell'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, Roma






Lucky (Serie TV 2026 – ) s01 ep02 - "Make 'em Dance"






Anya Taylor-Joy come Lucky Armstrong






La storia del vibratore






da: saluteluielei

Oggi pensavo di dedicare un post ai sex toys, facendo alcune ricerche sui modelli più nuovi mi sono imbattuta in una storia molto curiosa. Qualcuno di voi ha visto per caso il film inglese Hysteria? È uscito nel 2011 e racconta di un’epoca passata, non tanto lontana, in cui le donne non potevano votare ma potevano andare dal medico per una sana dose di masturbazione… non ci credete? È proprio vero! E così ho cambiato idea, ho deciso di dedicare questo post alla storia del vibratore: come nasce, come si evolve e come arriva ai giorni nostri…

Il vibratore è stato inventato per curare la condizione nota come “isteria”, i cui sintomi comprendevano un’ansia cronica, irritabilità e senso di pesantezza addominale. Le prime spiegazioni mediche tendevano a dare la colpa di questi disturbi all’utero, che in greco si chiama “Hustera”. Da qui il nome isteria. Solo nel Settecento si iniziò a ipotizzare una correlazione tra la mente e l’anima per spiegare i comuni e frequenti attacchi isterici. Fu il medico scozzese Robert Whytt a ricondurre manifestazioni isteriche come parossismi, tremore, panico e senso di soffocamento ad una forma di isteria. Le cure considerate idonee per questo problema erano: l’oppio e il matrimonio, ovvero una frequente attività sessuale.

Ai tempi non si concepiva tanto il sesso fuori dal matrimonio… mica come oggi 😉

La verità era ben diversa, in realtà queste donne erano affette da semplice frustrazione sessuale. Verso la metà del Diciannovesimo secolo, il problema raggiunge proporzioni enormi, tanto da interessare il 75% della popolazione femminile. Tuttavia, perché l’idea stessa di eccitazione sessuale femminile non esisteva nell’epoca vittoriana, non era proprio concepita l’idea del piacere per una donna, la condizione veniva classificata come non-sessuale. Ne seguiva che la sua cura sarebbe stata considerata medica e non sessuale.

L’unico rimedio efficace era considerato quello che i medici avevano praticato per secoli: il massaggio pelvico, eseguito manualmente, fino a quando la paziente avrebbe raggiunto un ‘parossismo isterico’ a seguito del quale, appariva miracolosamente restaurata. Il massaggio pelvico era un rimedio di prima necessità da svolgersi con costanza nell’arco di diverse sedute.

Mica scherzavano i dottori dell’Ottocento 😉

Fermi tutti, non c’è nulla da sghignazzare! Non esiste alcuna prova di medici che traessero una sorta di piacere da questo massaggio… intimo, al contrario, sulle riviste mediche del tempo, la maggior parte dei dottori si lamentava di quanto questa pratica fosse noiosa e anche faticosa. Nell’epoca delle invenzioni apparve chiaro che andava trovata una soluzione, un dispositivo, un qualsiasi cosa che avesse fatto loro risparmiare tempo e… manodopera.

Siamo nella seconda metà dell’Ottocento in Inghilterra quando rispettabili medici vittoriani si sentono esausti di portare le pazienti di sesso femminile all’orgasmo, o meglio al ‘parossismo isterico’ (il che è molto diverso non dimentichiamolo), usando soltanto le dita e per questo motivo iniziano a immaginare un dispositivo per massaggiare la zona pelvica al posto loro.

Oggetti di forma fallica venivano usati nelle pratiche sessuali già dall’antica Grecia, ma il primo oggetto vibrante per la stimolazione clitoridea nacque in Francia nel 1734. Si chiamava “tremoussoir” e, con un meccanismo a molla, curava le donne affette da isteria. Nonostante questa invenzione, evidentemente poco pratica, i medici continuarono ad usare le mani con conseguenti dolori alle dita e ai polsi dovuti alla lunghezza del trattamento.

Fu soltanto dopo oltre un secolo che i medici trovarono un valido aiuto nel trattamento contro l’isteria. Nel 1869, George Taylor, un fisico statunitense, inventò il “manipulator”: un tavolo a cui era collegata una sfera che esercitava la stimolazione della clitoride e che veniva avviata da un macchinario a vapore. Il manipulator divenne uno strumento comune tra i medici insieme alla “doccia pelvica” ovvero un forte getto d’acqua indirizzato verso i genitali della paziente.

Con l’arrivo, nel 1899, del primo vibratore a batteria furono inventati e commercializzati circa un centinaio di diversi oggetti, i quali, in questo periodo, venivano acquistati soprattutto dai medici per la cura delle pazienti.

L’invenzione del vibratore è stata considerata fin dal principio come un normale strumento medico, non meno rispettabile di uno stetoscopio.

Ma torniamo ai primi esempi di vibratori. Prima di quelli con le batterie, i primi esemplari venivano alimentati da un generatore grande con un frigorifero e, ovviamente, era disponibile solo in ambulatori medici e poteva essere gestito solo da esperti.

Quando l’elettricità cominciò a diffondersi, nacquero versioni più piccole e portatili di vibratori, simili ad asciugacapelli. All’inizio del Novecento, oltre 50 varietà di vibratori erano disponibili sul mercato.

Soltanto nel 1902 la Hamilton Beach, azienda statunitense, è riuscita a far entrare il vibratore nelle case del grande pubblico. L’”elettrodomestico” veniva pubblicizzato come un massaggiatore utile a sciogliere la tensione dei muscoli, non solo per le donne ma anche per gli uomini. Diventò così un oggetto molto popolare tra le donne dell’epoca vittoriana ed edoardiana che, ben presto, cominciarono ad acquistare vibratori per loro stesse.

Per le prime clienti, il vibratore era un elettrodomestico normalissimo, non c’era assolutamente nulla di cui sentirsi imbarazzate a differenza di oggi.

Fino agli anni venti del Novecento, il vibratore, o ‘massaggiatore’ come era chiamato, ha goduto di una popolarità di tutto rispetto alimentata da una forte pubblicità nelle riviste per signore. Slogan li descrivevano come ‘deliziosi compagni’, qualcuno prometteva ‘tutto il piacere della gioventù vibrerà dentro di voi’. I vibratori venivano venduti al pari di altri innocui apparecchi elettrici domestici.

A quanto pare, all’inizio del secolo scorso le signore benestanti godevano di una certa libertà nell’usare strumenti di piacere a proprio… piacimento e vantaggio. Questa idea è rafforzata da un certo linguaggio di cui abbiamo tracce nelle riviste del tempo in cui si insinuano, senza pudore, consigli sui migliori ‘massaggiatori penetranti garantiti per creare un desiderio irresistibile in ogni donna’.

Con la diffusione massiccia dei vibratori, o meglio massaggiatori, nessuno più faceva riferimento al ‘parossismo isterico’. Forse perché si considerava, erroneamente, che in assenza di penetrazione nulla di sessuale poteva accadere. La sessualità era esclusivamente considerata ad appannaggio del rapporto coitocentrico.

Il discreto velo del decoro medico sopravvisse fino alla fine degli anni ’20 quando gli oggetti così tanto desiderati dalle donne iniziarono a comparire nei primi film pornografici. Fu così che il pubblico educato gridò allo scandalo e il vibratore entrò definitivamente tra gli oggetti tabù del Novecento.

Ma la storia del vibratore non finisce qui, dopo circa mezzo secolo, intorno agli anni ’60, l’oggetto del piacere ritorna come un giocattolo sessuale piuttosto audace. Secondo ‘il Rapporto Hite’, l’indagine della famosa femminista americana Shere Hite sul comportamento sessuale delle donne americane, negli anni ‘70 solo l’1% di donne ne aveva usato uno.

Questo è stato un dato importante, considerando che la maggior parte dei vibratori degli anni della cosiddetta ‘liberazione sessuale’ sono stati modellati su una nozione molto maschile di ciò che una donna vorrebbe, un fallo di grande taglia, replicante, in altre parole, dell’anatomia su cui c’era la “carenza”. A differenza di oggi in cui viene prestata finalmente la giusta attenzione alla sessualità e all’anatomia femminile.

Infine, colpo di scena: negli ultimi 15 anni il vibratore ha subito una sorta di rinascita. È ritornato con l’invenzione del ‘Coniglio Rampante’ a metà degli anni ‘90, reso popolare dalla sua apparizione in Sex and the city nel 1998, un modello particolare perchè dispone di uno stimolatore clitorideo.

L’avvento dello shopping online ha anche contribuito ad incrementare le vendite da quando il marchio Ann Summers è andato online nel 1999, il negozio ha venduto un milione di conigli in 12 mesi e il fatturato annuo nel Regno Unito continua a superare quello delle lavatrici e delle asciugatrici combinate. Ispirato dal suo successo, altri produttori hanno progettato modelli che prestano maggiore attenzione all’anatomia femminile piuttosto che per quella maschile.

Non è così sorprendente che un sondaggio del 2009 americano ha rilevato che oltre il 50% delle donne aveva usato un vibratore almeno una volta nella loro vita.





Miles Cleveland Goodwin [Pittore statunitense, b. 1980]




Miles Cleveland Goodwin - The Mermaid (ca. 2023)






I. Teplitsky

 


I. Teplitsky - Summer in Ukhta, Komi, CCCP, 1959







Jan Wierix [Incisore, pittore e miniaturista fiammingo, 1549 - 1615]

 


Jan Wierix
Una figura femminile alata non meglio identificata viene trascinata via da una creatura mostruosa,
probabilmente un demone, vicino a un arco in fiamme, con un cane a tre teste sullo sfondo.
dalla serie "Divinarum nuptiarum conventa et acta"
pubblicata ad Anversa intorno al 1580




Raffaello Sanzio [Italian High Renaissance Painter, 1483-1520]




Raffaello Sanzio
- Madonna del Belvedere (o Madonna del Prato) 
(1506)
Olio su legno - 113×88 cm - Kunsthistorisches Museum, Vienna






Il paradiso dei cardiologi: dove il maiale incontra l'olio di palma per darsi il colpo di grazia definitivo. Arteria mia fatti tappo e donami la vita eterna. Amen.







venerdì 24 luglio 2026

Frida Kahlo




Frida Kahlo in una della foto scattate dal padre Guillermo Kahlo, 1932



Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nota come Frida Kahlo
[Città del Messico, 6 luglio 1907 – Città del Messico, 13 luglio 1954]
Pittrice messicana





Il padre di Frida, il fotografo e immigrato tedesco Guillermo Kahlo, costruì la casa della famiglia Kahlo, nota come Casa Azul, nel 1904 a Coyoacán, appena fuori Città del Messico, e vi si trasferì con sua moglie, Matilde Calderón, e le loro figlie maggiori, Matilde e Adriana. Frida nacque in quella residenza il 6 luglio 1907. Nella foto, a 18 anni, posa per l’obiettivo di Guillermo il 7 febbraio 1926. Photo: Lalo Hermosilla Hanus



Nel 1929, Frida sposò il famoso muralista Diego Rivera, membro come lei del Partito Comunista Messicano e di vent’anni più grande di lei. Dopo il matrimonio, Rivera estinse il mutuo della Casa Azul, intestando la casa a Frida. La coppia visse a San Francisco, Detroit e New York mentre viaggiava per le commissioni di murales di Rivera, prima di tornare in Messico nel 1933. In questa foto del 1937, la coppia posa davanti al patio della Casa Azul. FPG/Getty Images



La sorella minore di Frida, Cristina, nacque appena 11 mesi dopo di lei, e tra le due si instaurò un legame molto forte. L’artista intratteneva inoltre rapporti stretti con i figli di Cristina, Isolda e Antonio, con i quali è ritratta alla Casa Azul in questa foto del 1935 scattata da Guillermo. Photo: Lalo Hermosilla Hanus



Frida è seduta su un balcone con suo nipote, Antonio Kahlo, a Casa Kahlo intorno al 1936. Sua cugina, Guadalupe Calderón, e sua nipote, Isolda Kahlo, sono in piedi sotto di lei.



Frida nel cortile pieno di cactus della sua casa e del suo studio nella Colonia San Angel. Michael Ochs Archives/Getty Images



Frida era nota per il suo amore per gli animali; in questa fotografia degli anni ’40 tiene in braccio la sua scimmia ragno domestica, Fulang-Chang. Lei e Rivera allevavano anche parrocchetti, cani, cervi, gatti, tartarughe, anatre e oche a Casa Azul. Questa scimmia è stata immortalata nel dipinto di Frida del 1937 intitolato Fulang-Chang y yo. Photo: Lalo Hermosilla Hanus



Frida Kahlo - Fulang-Chang y yo (1937)



Frida Kahlo - Autorretrato con Chango y Loro (Self-portrait with Monkey and Parrot)(1942)



Nel 1943, Frida iniziò a insegnare alla scuola d’arte La Esmeralda. In breve tempo, a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute e degli effetti persistenti dell’incidente d’autobus che aveva subito da adolescente, iniziò a tenere le lezioni ai suoi allievi, noti come “Los Fridos”, a casa sua. In questa foto del 1944 circa, si concede una pausa vicino a una finestra di Casa Azul. Photo: Bettmann/Getty Images



L’artista a Casa Kahlo nel 1948. Foto: Lalo Hermosilla Hanus



Diego, Frida e la loro scimmietta passeggiano davanti alla loro casetta per uccelli. Wallace Marly/Getty Images



L’artista a letto alla Casa Azul nel 1952. A quel punto, i problemi di salute dell’artista la costringevano spesso a letto, ma lei continuava a dipingere; uno specchio era fissato alla testiera del letto per permetterle di dipingere autoritratti mentre era sdraiata. Il 13 luglio 1954 morì all’età di 47 anni, lasciando questo messaggio di speranza nel suo ultimo dipinto, una natura morta con angurie: “Viva la vida”. Photo Researchers/Getty Images




Frida Kahlo
- Naturaleza muerta: Viva la vida (1954)














Valeriya Simantovskaya [Illustrator from Armenia]

 


Valeriya Simantovskaya - Woman with cats






Adelaide Sophia Claxton [British painter, illustrator, and inventor, 1841 – 1927]

 


Adelaide Claxton - The Lady Ghost (1876)






Thomas Rowlandson [Disegnatore e caricaturista inglese, 1757-1827]

 


Thomas Rowlandson
Lo scheletro della Morte con dardo e clessidra arriva per il goloso mentre banchetta.
dalla serie: "The English Dance of Death", Ackermann, London
(1814–16)





Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]









Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]










Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]









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Frida Kahlo [Mexican Painter, 1907-1954]

 


Frida Kahlo
- El Pollito (Il pulcino)(1945)
Oil on masonite - Museo Dolores Olmedo Patiño, Città del Messico





L'uomo ombra (The Thin Man, 1934, diretto da W. S. Van Dyke)




Myrna Loy come Nora Charles in una scena del film






 

Nicola Turner [ United Kingdom. Sculptor and installation artist based in Bath, UK, b. 1967]

 


Nicola Turner
In una cappella settecentesca riconvertita, all'interno dello Yorkshire Sculpture Park , una strana forma si insinua tra le aperture dell'architettura. Si possono immaginare i suoi viticci, simili a forbici e coltelli, che si muovono sul pavimento mentre fuoriesce da un'apertura superiore e si insinuano persino intorno a una parte della facciata esterna dell'edificio. La sua genesi ultraterrena è opera di  Nicola Turner, nota per le sue monumentali e contorte installazioni tessili che spesso si ergono da strutture e spazi pubblici.

La mostra personale di Turner, Time's Scythe, è composta da forme realizzate con lana riciclata e crine di cavallo, che l'artista cuce a mano all'interno di una rete per creare forme gonfie e annodate.

La mostra Time's Scythe - iniziata il 17 aprile - prosegue fino al 27 settembre a Wakefield, Inghilterra.






Leonard Koscianski [US-American, b.1952]

 


Leonard Koscianski - The Astronomer (2025)






D'aubigny Hatch born Henry Dobney Hatch [English, 1840-1924]




D'aubigny Hatch - Fotografia di uno spirito, Brighton, fine XIX sec.



 

Edmund Joseph Sullivan [Illustratore di libri britannico, 1869-1933]



Edmund Joseph Sullivan - The Path of Glory (1916)
Illustration from "The Kaisers Garland"






Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens
 - Tereus Confronted with the Head of his Son Itys (1636-38)
Oil on panel - 195 x 267 cm - Museo del Prado, Madrid