Dietro lo sciopero dei camionisti e degli agricoltori ci sarebbe la camorra, dietro le manifestazioni degli studenti ci sarebbero i maranza, dietro i cortei contro il carovita ci sarebbe l'Islam.
Solo dietro ai politici non c'è mai nessuno.
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
Dietro lo sciopero dei camionisti e degli agricoltori ci sarebbe la camorra, dietro le manifestazioni degli studenti ci sarebbero i maranza, dietro i cortei contro il carovita ci sarebbe l'Islam.
Solo dietro ai politici non c'è mai nessuno.
Oltre 300 cani da ricerca e soccorso (come i celebri golden retriever, pastori tedeschi e altre razze) lavorarono tra le macerie del World Trade Center.
Poiché i cani erano addestrati a trovare persone vive e il lavoro si trasformò rapidamente in un'operazione di recupero di corpi, molti animali mostrarono segni di stress, depressione e frustrazione per non riuscire a "vincere" l'addestramento.
I "mock finds" (salvataggi fittizi): Per mantenere alto il loro spirito e la loro concentrazione, i soccorritori e i gestori si nascondevano tra le macerie per farsi trovare dai cani, permettendo loro di sperimentare il successo di un ritrovamento.
Due dei più celebri cani eroi che hanno prestato servizio a Ground Zero dopo gli attentati dell'11 settembre: Bretagne e Trakr.
Bretagne (Il simbolo della resilienza)
Bretagne era un meraviglioso Golden Retriever di due anni che faceva parte della Texas Task Force 1. Insieme alla sua addestratrice Denise Corliss, ha lavorato instancabilmente tra le macerie per 10 giorni consecutivi.
Oltre al lavoro di ricerca, Bretagne divenne fondamentale per il morale dei soccorritori umani; molti vigili del fuoco e poliziotti si fermavano ad accarezzarla per trovare un momento di conforto nel mezzo della devastazione.
È stata l'ultimo cane da salvataggio dell'11 settembre ancora in vita. È morta nel 2016 all'età di 16 anni. Per il suo ultimo viaggio dal veterinario, i vigili del fuoco locali si sono schierati lungo il marciapiede per salutarla con un picchetto d'onore formale.
Trakr (Il cane dell'ultimo miracolo)
Trakr, un Pastore Tedesco della polizia canadese arrivato a New York con il suo conduttore James Symington, è diventato leggendario per aver localizzato l'ultima sopravvissuta estratta viva dalle macerie.
A circa 26 ore dal crollo delle Torri Gemelle, Trakr ha fiutato e segnalato la presenza di Genelle Guzman-McMillan, intrappolata sotto quasi 10 metri di detriti instabili.
Come descritto per molti altri cani a Ground Zero, anche Trakr ha collassato a causa della fatica, dei fumi e dello stress da inalazione, venendo trattato sul posto dai veterinari prima di poter rientrare a casa.
Insieme a loro, quasi 300 altri cani (tra cui altri celebri eroi come Riley o Apollo) hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei soccorsi della città di New York.
Dietro questa fotografia si nascondono dettagli affascinanti legati al contesto storico dell'epoca, alla tecnica e all'identità della modella.
La donna ritratta in questa e in molte altre cartoline della serie è quasi certamente "Miss Fernande", la modella preferita (e musa) di Jean Agélou.
Molti storici dell'arte la identificano come Fernande Barrey, che in seguito divenne una nota prostituta, modella per pittori del calibro di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine, e infine pittrice a sua volta nella vibrante Parigi di Montparnasse.
Se si guarda in basso a destra nell'immagine, si nota il monogramma "JA Paris".
Nel 1908 il governo francese varò una legge molto severa contro la proliferazione e l'esposizione pubblica della fotografia di nudo o erotica.
Per evitare ripercussioni legali o la prigione, i fotografi smisero di firmarsi con il proprio nome completo. Agélou utilizzò l'acronimo "JA" per proteggere la propria identità, e il suo vero nome venne riscoperto dal grande pubblico solo molto tempo dopo.
I registri storici descrivono questa specifica sessione (la Serie 034) come una messa in scena in stile "pseudo-orientale".
L'abito indossato dalla modella è in realtà un velo finissimo trasparente su cui sono stati applicati ricami e perline lucide per creare un effetto "vedo-non-vedo" altamente coreografico.
Per aggirare le leggi sulla censura postale, queste immagini venivano vendute e spedite tassativamente all'interno di buste chiuse e non potevano essere mostrate liberamente sulle vetrine delle edicole.
Tra il 1900 e il 1914, il mercato delle cartoline in Francia visse una vera e propria età dell'oro. Le riviste di "studio accademico" o le cartoline d'arte venivano collezionate non solo per scopi legati all'erotismo, ma anche da artisti, pittori e scultori che le utilizzavano come riferimenti anatomici veloci ed economici per le proprie opere d'arte.
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