Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

sabato 26 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen

 


L'atmosfera del locale è quella genuina delle vecchie locande marinare dove la materia prima non si nasconde.
Sul carrello di legno, una ricciola adagiata su un piatto fa capolino pronta per essere cucinata.
Sotto lo straccio umido a quadretti rossi e bianchi sembra un pesce a letto che riposa.




"GARNET" NEGROAMARO ROSATO SALENTO CANTINA PRODUTTORI DI MANDURIA




CALAMARO RIPIENO DI SCAROLA SU FONDUTA DI PROVOLA




PACCHERO TRIGLIA E GAMBERO DI PESCATO





Deb JJ Lee [Illustratrice e fumettista nonbinary coreano-americana residente a Brooklyn, New York, b.1996]

 


Deb JJ Lee
Illustrazione commissionata dalla Society of Illustrators come immagine promozionale
principale per l'edizione 2026 dell'annuale festival di fumetti e arte indipendente di New York






Norman Rockwell [American Illustrator, 1894-1978]




Norman Rockwell
- Going and Coming
The Saturday Evening Post (August 30, 1947)



Il dipinto è strutturato su due pannelli sovrapposti che invitano a un confronto diretto sul passaggio del tempo e sul mutamento di umore di una famiglia durante una gita estiva al lago.
Il pannello superiore (L'andata): Mostra la famiglia all'inizio della vacanza, straripante di energia ed entusiasmo. I bambini si sporgono dai finestrini, il cane si gode il vento e il padre guida fiero.
Il pannello inferiore (Il ritorno): Cattura il viaggio di ritorno verso casa, dove l'atmosfera è radicalmente cambiata. Tutti i passeggeri sono esausti, accaldati e visibilmente provati dalla lunga giornata; persino il cane appare stanco e privo di energie.
La figura della nonna: In linea con la tipica ironia di Rockwell, la nonna è l'unico personaggio che rimane perfettamente identico in entrambe le scene, mantenendo una postura rigida e un'espressione stoica e imperturbabile che non risente della stanchezza generale.
L'opera riflette la realtà socioculturale dell'America del secondo dopoguerra, periodo caratterizzato dalla fine del razionamento della benzina e dal boom dei viaggi in automobile per le famiglie della classe media. 




 



David Hockney [British Pop Artist, 1937-2026]

 


David Hockney - Postcard of Richard Wagner with a Glass of Water (1973)
Etching




David Hockney era un grandissimo appassionato della musica di Wagner. Ha spesso raccontato di aver ascoltato le sue opere (in particolare il Tristano e Isotta) a volume altissimo mentre guidava ad alta velocità attraverso i canyon della California. Questa passione lo ha portato in seguito a realizzare le scenografie e i costumi per una celebre produzione del Tristano alla Los Angeles Music Center Opera nel 1987.
L'opera unisce due dei più grandi interessi visivi di Hockney: i ritratti storici e la distorsione ottica creata dall'acqua. Prima di dipingere le sue famosissime piscine californiane, Hockney studiò a lungo come l'acqua riflette e spezza le linee. In questa acquaforte, il volto di Wagner viene letteralmente "capovolto" e distorto dalla rifrazione del bicchiere, creando una complessa sfida tecnica su una superficie piccolissima.






Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Peter Christopher Vey aka P. C. Vey [Fumettista e illustratore statunitense, 1955 – 2026]

 







la soluzione è ... ATTREZZATEVI









 

Proverbio Africano

 




Puoi svegliarti anche molto presto all'alba, ma il 
tuo destino si è svegliato mezz'ora prima di te.

: :  Proverbio Africano  : :





L'opera è una creazione digitale contemporanea in stile barocco. L'autore dell'opera è il brand o designer indipendente TimeCapsulePrintsCie (gestito da un'artista di nome Sarah, con base in Quebec, Canada).

Johann Heinrich Füssli [Swiss-born British Romantic Painter, 1741-1825]

 


Johann Heinrich Füssli - Achille si aggrappa all'ombra di Patroclo (ca.1810)
Grafite, gesso e acquerello - 34 x 60 cm - Kunsthaus, Zurigo



La scena è tratta direttamente dal Libro XXIII dell'Iliade di Omero. Raffigura il drammatico momento in cui il fantasma di Patroclo appare in sogno ad Achille per chiedergli una degna sepoltura. Achille, visibile in primo piano sulla sinistra con un'anatomia muscolosa ed esasperata tipica dello stile del pittore, si protende disperatamente in avanti nel tentativo di stringere a sé l'amico perduto. Sulla destra, lo spettro velato di Patroclo sfugge alla stretta e svanisce come fumo, simboleggiando l'impossibilità di trattenere i morti e il profondo dolore di Achille. 






AGATHA ALL ALONG 1.08 - "Follow Me My Friend / For Glory at the End" (2024)



 



Aubrey Plaza nei panni di Lady Death (la Morte)




Norm Saunders




Norm Saunders - Figurina numero 36 intitolata "Destroying a Dog" (1962)
dalla serie di carte collezionabili "Mars Attacks" pubblicata dalla Topps
 
 

Questa figurina in particolare è considerata una delle più controverse dell'intero set. All'epoca dell'uscita, la crudezza e la violenza grafica mostrate nelle carte (che includevano la distruzione di città, torture e l'uccisione di animali e civili) causarono un'ondata di indignazione tra i genitori e i comitati civici dell'epoca. La forte pressione spinse la Topps a ritirare o modificare temporaneamente diverse illustrazioni.

Per altre Mars Attacks cards clicca il tag
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Mercedes Helnwein [Artista austriaca, b. 1979]

 


Mercedes Helnwein - Red (2010)


L'atto di osservare un piccolo oggetto sotto la luce al neon di un distributore di ghiaccio, in un'area di sosta americana isolata, richiama l'immaginario dei vecchi B-movie, della cultura dei motel e dei romanzi noir. Il volto della giovane, oscurato da un'ombra marcata che somiglia a una maschera teatrale, unito al gesto concentrato sulle mani, accentua il senso di auto-assorbimento, alienazione e distacco dalla realtà circostante tipico dei personaggi dell'artista.





Christopher Soukup




Christopher Soukup
- Winters, Pacifica, CA



Questa immagine di stampo cinematografico immortala lo storico locale Winters Tavern, situato al 1522 di Francisco Blvd a Pacifica, California. Si tratta di un celebre e caratteristico dive bar e rock club della Bay Area, molto apprezzato per la sua atmosfera retrò, la selezione di birre artigianali alla spina e i concerti di musica dal vivo. Lo scatto notturno, opera del fotografo Christopher Soukup, accentua l'estetica vintage e nostalgica grazie al contrasto tra le calde luci al neon e la tipica nebbia costiera della zona.





Wenceslaus Hollar [Bohemian, 1607–1677]

 


Wenceslaus Hollar - Il dottore e la morte (1651)



L'opera è basata sui disegni originali della celebre serie rinascimentale della Danza della Morte (Danse Macabre) di Hans Holbein il Giovane. 
L'incisione è ambientata nello studio di un medico. Al centro, la figura dello scheletro della Morte conduce per mano un paziente anziano e decrepito. Con l'altra mano, la Morte porge al dottore seduto un'ampolla di urina per l'ispezione medica (una pratica diagnostica storica nota come uroscopia).
Il gesto della Morte serve a schernire i limiti della medicina dotta dell'epoca, come a dire al medico: "Puoi davvero curare quest'uomo che è già in mio potere?".
 In basso spicca la locuzione latina:

"Medice, cura te ipsum" (tratta dal Vangelo di Luca, 4:23)
("Medico, cura te stesso")

Un antico proverbio usato in questo contesto per evidenziare l'impotenza dei medici di fronte alla mortalità universale.




Giulio Pippi de' Jannuzzi, o Giannuzzi, detto Giulio Romano [Pittore e architetto italiano, 1492 o 1499 – 1546]

 


Giulio Romano - Madonna col Bambino (1520-22)
Olio su tavola - 105 x 77,5 cm - Gli Uffizi, Firenze


Questo dipinto fu realizzato in un momento drammatico e caotico per la storia dell'arte. Raffaello era appena morto lasciando incompiute enormi commissioni (tra cui le Stanze Vaticane). Giulio Romano si trovò improvvisamente a capo della bottega più importante del mondo a soli ventuno anni. Questo quadro rappresenta una sorta di "manifesto della sua indipendenza": l'artista usa l'impostazione affettuosa tipica di Raffaello, ma introduce appositamente la massiccia muscolatura del Bambino e i forti contrasti di luce per dimostrare a Roma di saper padroneggiare anche la titanica potenza di Michelangelo.






Non è importante quello che raccogli; ma quello che semini. (leggermente riadattata da Robert Louis Stevenson)

 






venerdì 25 settembre 2026

pensierino della sera di Antonio Carano



Malpensa diventa l'aeroporto "Berlusconi".

Anche se ancora non si conosce per quale reato.







Rilo Kiley - A Better Son/Daughter

 







La morte di Cristoforo Colombo e i suoi resti




La morte di Cristoforo Colombo (1893)
cromolitografia americana pubblicata originariamente dalla "L. Prang & Company"



Forse non tutti sanno che:
Le spoglie di Cristoforo Colombo rappresentano una delle odissee post-mortem più affascinanti della storia. I resti del navigatore hanno viaggiato quasi quanto lui in vita, venendo spostati e rivendicati da diverse nazioni per secoli.

1. Il viaggio infinito delle spoglie (Le 5 traslazioni)
Dopo la morte a Valladolid nel 1506 (mostrata nell'illustrazione), il corpo di Colombo iniziò una serie incredibile di spostamenti:
Valladolid (1506): Inizialmente viene sepolto nel convento di San Francesco a Valladolid. Solo in anni recenti, grazie a indagini geofisiche con georadar, gli archeologi sono riusciti a individuare l'esatta posizione della sua prima, temporanea fossa sotto il tessuto stradale moderno della città.
Siviglia (1509): Il figlio Diego fa trasferire le spoglie nel monastero della Cartuja a Siviglia.
Santo Domingo (1537–1544 circa): Rispettando il desiderio testamentario di Colombo di essere sepolto nelle sue amate terre d'oltreoceano, la nuora María de Toledo ottiene il permesso di spostare i resti nella Cattedrale di Santo Domingo, nell'isola di Hispaniola.
L'Avana (1795): Quando la Spagna cede la parte occidentale di Hispaniola alla Francia con il Trattato di Basilea, gli spagnoli decidono di dissotterrare i resti per non lasciarli in mani straniere e li portano alla Cattedrale dell'Avana, a Cuba.
Ritorno a Siviglia (1898): In seguito alla guerra ispano-americana e all'indipendenza di Cuba, i resti vengono nuovamente riesumati e ricollocati definitivamente nel maestoso monumento funebre all'interno della Cattedrale di Siviglia.

2. Il colpo di scena: Due tombe e il sosia di Santo Domingo
Il mistero si infittisce nel 1877. Durante alcuni lavori di restauro nella Cattedrale di Santo Domingo, gli operai scoprono una cassetta di piombo celata sotto l'altare con un'iscrizione inequivocabile: "L'illustre ed eccellente uomo, Don Cristobal Colon".
La Repubblica Dominicana sostenne immediatamente che, nel 1795, gli spagnoli si erano confusi (o erano stati deliberatamente ingannati dai locali) prelevando i resti del figlio o di un altro parente. Da quel momento, sia la Spagna sia la Repubblica Dominicana hanno continuato ad affermare di custodire il vero corpo del navigatore, la prima a Siviglia e la seconda all'interno del monumentale Faro a Colón a Santo Domingo.

3. La parola definitiva della scienza e del DNA
Per mettere fine a questa disputa centenaria, l'Università di Granada ha avviato uno studio genetico approfondito guidato dal medico forense José Antonio Lorente. Gli scienziati hanno prelevato frammenti ossei dalla tomba di Siviglia e li hanno confrontati con il DNA mitocondriale dei resti certamente identificati del fratello Diego e del figlio Fernando. Le analisi di laboratorio hanno confermato con "assoluta attendibilità" che i resti conservati a Siviglia appartengono proprio a Cristoforo Colombo.
Tuttavia, il mistero non è chiuso al 100%: lo scheletro di Siviglia è fortemente incompleto ed è composto solo da circa 150-200 grammi di frammenti ossei. È quindi altamente probabile che il corpo sia andato frammentato durante i numerosi viaggi e che una parte delle spoglie si trovi ancora a Santo Domingo, rendendo entrambe le tombe parzialmente autentiche.


 


Yashô (夜潮) [Artista giapponese attivo a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo - vissuto approssimativamente tra il 1782 e il 1825] / Matsuo Bashō




Yashô - Bat in Flight
Ink on paper



蝙蝠や 鳥のなき世の 花に鳥
Kōmori ya tori no naki yo no hana ni tori

Il pipistrello —nel mondo senza uccelli, un uccello tra i fiori

: :  Matsuo Bashō  : :






Claude Monet

 


Claude Monet - La Manneporte (Étretat)(1883)
Oil on canvas - 65.4 x 81.3 cm - Metropolitan Museum of Art, NYC 



Monet trascorse gran parte del febbraio 1883 in questa località balneare. In questa tela cattura l'effetto "smaterializzante" della luce solare che colpisce la falesia calcarea, riducendo la solida roccia e le onde agitate del mare a una pura interazione di luminosità e vibrazioni di colore. Tramite pennellate veloci e frammentate tipiche dell'impressionismo, la tavolozza fonde sfumature di azzurro, viola e crema dorata.





Monogrammista IS [attivo tra il 1632 e il 1658, enigmatico pittore del Secolo d'oro olandese]

 


Monogrammist IS - Ritratto di una donna anziana (1651)
Olio su legno di quercia - 41 x 33 cm - Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria



L'uso della tavola di legno, anziché della tela, permetteva ai pittori dell'epoca di stendere il colore su una superficie estremamente liscia, ideale per catturare i dettagli più minuti. L'artista utilizza velature d'olio per creare un forte contrasto tra lo sfondo completamente scuro e il volto della donna. Questo permette alla luce di far emergere con precisione quasi chirurgica la texture della pelle, le singole rughe ed espressività del volto.






ANIMAL LIBERATION

 

  




Willem de Kooning [Dutch-born American Abstract Expressionist Painter, 1904-1997]




Willem de Kooning -  Gotham News (1955)
Buffalo AKG Art Museum, Buffalo, New York



Si tratta di un dipinto a olio, carboncino e collage su tela. Durante il lungo processo di stratificazione del colore, de Kooning applicava spesso fogli di giornale sulla vernice fresca per rallentarne l'asciugatura, lasciando talvolta frammenti di testo e inchiostro impressi o incollati direttamente sulla tela.
L'opera rappresenta appieno l'estetica della Action Painting e della Scuola di New York, caratterizzandosi per una composizione caotica e densa, con vigorose pennellate dai toni accesi che trasmettono l'energia e il ritmo frenetico della vita urbana newyorkese. 




RITORNO AL PASSATO








Francisco Goya

 


Francisco Goya -  Murió la Verdad (La Verità è morta)(1810-20)



E' la tavola numero 79 della celebre serie di incisioni Los desastres de la guerra (I disastri della guerra) e fa parte dei cosiddetti "Caprichos Enfáticos" (Capricci enfatici).
Il corpo senza vita di una giovane donna, dal cui petto nudo si sprigiona un intenso fascio di luce, rappresenta l'allegoria della Verità. La sua morte simboleggia l'oscurantismo e la fine delle speranze liberali.
Sulla destra, una figura femminile (la Giustizia, riconoscibile dalla bilancia che stringe) si copre il volto disperata, incapace di tollerare lo scempio.
Al centro spicca un alto dignitario ecclesiastico (un vescovo con la mitria) intento a dare una benedizione ipocrita al cadavere. Accanto a lui, alcuni monaci armati di zappe preparano frettolosamente la fossa per seppellire il corpo. 
Goya realizzò questa stampa per denunciare il clima repressivo instaurato in Spagna dopo il ritorno al potere di Ferdinando VII nel 1814, caratterizzato dalla restaurazione dell'assolutismo, dal ripristino dei privilegi ecclesiastici e della censura.







L'Agama delle rocce dalla testa piatta (Agama mwanzae)

 


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ChatGPT





La parte posteriore di un furgone commerciale americano con una scritta pubblicitaria molto ironica e attuale. La frase principale recita: "WE FIX WHAT CHATGPT SAID YOU SHOULD TRY!" (in italiano: "Aggiustiamo quello che ChatGPT ti ha detto di provare!"). Il messaggio gioca con ironia sul fatto che molte persone oggi provano a fare riparazioni "fai-da-te" seguendo i consigli dell'intelligenza artificiale o dei tutorial su You-Tube, finendo spesso per peggiorare il danno e dovendo poi chiamare dei professionisti per risolvere la situazione.




Cornelis Saftleven [Dutch, 1607-1681]




Cornelis Saftleven
- Witch’s Tavern (La taverna delle streghe)(1650)
Olio su tavola - 54,3 × 78,2 cm - Rafael Valls Gallery di Londra, Regno Unito



Al centro della scena una strega sta volando a cavalcioni di una scopa fuori dalla cappa di un grande camino. Sulla parete del camino spicca l'impronta scura di una mano. Sulla parte sinistra e sullo sfondo si raduna una serie di creature mostruose, demoni ibridi, animali antropomorfi e gatti che leggono libri di incantesimi.In basso a destra si trova un uomo parzialmente nudo seduto a terra vicino a un grande calderone bollente poggiato sui carboni ardenti. Sparsi in primo piano si notano elementi rituali quali: dadi da gioco, una spada, piccoli teschi o gusci, e una fiaschetta.





"Iconologia" di Cesare Ripa




LUSSURIA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)


La donna seminuda rappresenta la natura carnale del vizio e l'atto di dissipare e distruggere non solo i beni spirituali, ma anche le proprie ricchezze materiali. Ha inoltre capelli ricci e acconciati in modo artificiale per indicare la vanità e l'inganno che attraggono verso il peccato. 
La figura siede sopra un coccodrillo, animale che secondo i complessi bestiari antichi ed egizi era considerato un simbolo di straordinaria fecondità e sfrenata passionalità.
Tra le mani la donna stringe e accarezza una pernice. Nella tradizione classica e medievale, questo uccello era ritenuto uno degli animali più lussuriosi e incontinenti in natura.



 

Bomarzo

 


La Panca di Proserpina (o Persefone), 12.08.2026



La figura femminile, che personifica la regina degli Inferi della mitologia greca e romana, è rappresentata con le braccia distese lungo lo schienale, quasi a voler accogliere i visitatori e invitarli a sedersi su questa suggestiva panchina monumentale.



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Félix Vallotton [Swiss-born French Nabi Painter, 1865-1925]




Félix Vallotton
- Femme faisant une réussite (Chambre verte)(1912)




Nelle accademie d'arte tradizionali dell'Ottocento, il nudo femminile veniva quasi sempre idealizzato. Le donne nude erano rappresentate come dee mitologiche (come Venere), ninfe nei boschi o figure allegoriche. Vallotton, invece, compie una scelta radicale che all'epoca spiazzò il pubblico e la critica: spoglia il nudo da qualsiasi pretesto mitologico o erotico, inserendolo nella realtà domestica più ordinaria e solitaria.





Walter Draesner [Germania, 1891-1940]

 


Walter Draesner - Tod im Zweikampf (1922)
(Morte in combattimento)






Riccardo Mannelli [Artista e disegnatore italiano, b. 1955]

 







Beppe Mora [Illustratore italiano, b. 1962]

 







Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"I AM SORRY, MA'M, BUT THIS IS REALLY VERY MUCH OUT OF MY LINE!"
("Mi dispiace, signora, ma questo va decisamente oltre le mie competenze!")





The Lady of Shalott by Alfred, Lord Tennyson




The Lady of Shalott (1842)
: :  Alfred, Lord Tennyson  : :

Part I
On either side the river lie
Long fields of barley and of rye,
That clothe the wold and meet the sky;
And thro' the field the road runs by
To many-tower'd Camelot;
And up and down the people go,
Gazing where the lilies blow
Round an island there below,
The island of Shalott.

Parte I
Lungo entrambe le rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che rivestono la brughiera fino a incontrare il cielo;
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
e la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all’isola, lì sotto,
l’Isola di Shalott.

Willows whiten, aspens quiver,
Little breezes dusk and shiver
Thro' the wave that runs for ever
By the island in the river
Flowing down to Camelot.
Four gray walls, and four gray towers,
Overlook a space of flowers,
And the silent isle imbowers
The Lady of Shalott.

Salici impalliditi, pioppi tremuli,
lievi brezze si oscurano e fremono
nella corrente che scorre perpetua
intorno all’isola nel fiume,
fluendo verso Camelot.
Quattro mura grigie, quattro torri grigie
sovrastano un prato di fiori,
e l’isola silenziosa dimora
la Damigella di Shalott.

By the margin, willow veil'd,
Slide the heavy barges trail'd
By slow horses; and unhail'd
The shallop flitteth silken-sail'd
Skimming down to Camelot:
But who hath seen her wave her hand?
Or at the casement seen her stand?
Or is she known in all the land,
The Lady of Shalott?

Presso le rive dai salici velate
Scorrono chiatte pesanti trainate
Da bestie lente mentre a vele issate
Fende uno scafo le onde increspate
Veloce verso Camelot
Ma chi vide mai un suo cenno di mano?
O della finestra stagliarsi nel vano
Chi conosce il destino arcano
Della Damigella di Shalott?

Only reapers, reaping early
In among the bearded barley,
Hear a song that echoes cheerly
From the river winding clearly,
Down to tower'd Camelot:
And by the moon the reaper weary,
Piling sheaves in uplands airy,
Listening, whispers " 'Tis the fairy
Lady of Shalott."

Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell’orzo barbuto
odono una canzone che echeggia lietamente
dal fiume che limpido si snoda,
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
ammucchiando covoni sull’arioso altipiano,
ascoltando sussurra "È la maga»
la Damigella di Shalott."

Part II
There she weaves by night and day
A magic web with colours gay.
She has heard a whisper say,
A curse is on her if she stay
To look down to Camelot.
She knows not what the curse may be,
And so she weaveth steadily,
And little other care hath she,
The Lady of Shalott.

Parte II
Lì intesse giorno e notte
una magica tela dai colori vivaci.
Ed aveva sentito una voce secondo cui
una maledizione l’avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione.
E così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,
la Damigella di Shalott.

And moving thro' a mirror clear
That hangs before her all the year,
Shadows of the world appear.
There she sees the highway near
Winding down to Camelot:
There the river eddy whirls,
And there the surly village-churls,
And the red cloaks of market girls,
Pass onward from Shalott.

E muovendosi attraverso uno specchio limpido
appeso di fronte a lei tutto l’anno,
ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
Si torce in mulinelli la corrente
Passano i giovani dalle spalle spente
E le ragazze dalla voce ardente
vanno verso Camelot

Sometimes a troop of damsels glad,
An abbot on an ambling pad,
Sometimes a curly shepherd-lad,
Or long-hair'd page in crimson clad,
Goes by to tower'd Camelot;
And sometimes thro' the mirror blue
The knights come riding two and two:
She hath no loyal knight and true,
The Lady of Shalott.

A volte damigelle tintinnanti,
O un monaco in comunione con i santi
A volte un pastorello dai riccioli grondanti
E giovani paggi in livree rutilanti
Passano andando a Camelot
ed a volte attraverso lo specchio azzurro
i Cavalieri giungono cavalcando a due a due
lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele,
la Damigella di Shalott.

But in her web she still delights
To weave the mirror's magic sights,
For often thro' the silent nights
A funeral, with plumes and lights
And music, went to Camelot:
Or when the moon was overhead,
Came two young lovers lately wed:
"I am half sick of shadows," said
The Lady of Shalott.

Ma con la tela ancor si diletta
ad intessere le magiche immagini dello specchio,
perché spesso attraverso le notti silenti
un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
o quando la luna era alta,
venivano due innamorati sposati di recente.
«Mi sto stancando delle ombre» disse
la Damigella di Shalott.

Part III
A bow-shot from her bower-eaves,
He rode between the barley-sheaves,
The sun came dazzling thro' the leaves,
And flamed upon the brazen greaves
Of bold Sir Lancelot.
A red-cross knight for ever kneel'd
To a lady in his shield,
That sparkled on the yellow field,
Beside remote Shalott.

Parte III
A un tiro d’arco dal cornicione della sua dimora,
lui cavalcò fra i mannelli d’orzo.
Il sole giunse abbagliante fra le foglie,
e splendente sui gambali di ottone
del coraggioso Sir Lancelot.
Un cavaliere con la croce rossa perpetuamente inginocchiato
ad una dama nel suo scudo,
che scintillò sul campo giallo,
presso la remota Shalott.

The gemmy bridle glitter'd free,
Like to some branch of stars we see
Hung in the golden Galaxy.
The bridle bells rang merrily
As he rode down to Camelot:
And from his blazon'd baldric slung
A mighty silver bugle hung,
And as he rode his armour rung,
Beside remote Shalott.

Brilla al sole il finimento
Come una stella del firmamento
Risuonano di limpido accento
Sulle briglie campane d’argento
Mentre cavalca verso Camelot
E scende dall’imbrago stemmato
potente un corno argentato
risuona l’armatura al passo ritmato
Presso la remota Shalott

All in the blue unclouded weather
Thick-jewell'd shone the saddle-leather,
The helmet and the helmet-feather
Burn'd like one burning flame together,
As he rode down to Camelot.
As often thro' the purple night,
Below the starry clusters bright,
Some bearded meteor, trailing light,
Moves over still Shalott.

Il cielo terso, l’aria silente
Di gemme spesse la sella lucente
Sull’elmo il pennacchio fremente
brucia come brace ardente
Cavalcando verso Camelot
E mentre in cielo si danno convegno
Crocchi di stelle in antico disegno
Va nella notte il fulgido segno
Di una meteora su Shalott

His broad clear brow in sunlight glow'd;
On burnish'd hooves his war-horse trode;
From underneath his helmet flow'd
His coal-black curls as on he rode,
As he rode down to Camelot.
From the bank and from the river
He flash'd into the crystal mirror,
"Tirra lirra," by the river
Sang Sir Lancelot.

La sua fronte ampia e chiara scintillò al sole;
con zoccoli bruniti il suo cavallo passava;
da sotto il suo elmo fluirono, mentre cavalcava,
i suoi riccioli neri come il carbone,
Mentre cavalcava verso Camelot.
Dalla riva e dal fiume
egli brillò nello specchio di cristallo,
“Tirra lirra” presso il fiume
cantava Sir Lancelot.

She left the web, she left the loom,
She made three paces thro' the room,
She saw the water-lily bloom,
She saw the helmet and the plume,
She look'd down to Camelot.
Out flew the web and floated wide;
The mirror crack'd from side to side;
"The curse is come upon me," cried
The Lady of Shalott.

Lasciò la tela, lasciò il telaio,
fece tre passi nella stanza,
vide le ninfee in fiore,
vide l’elmo ed il pennacchio,
e guardò verso Camelot.
La tela volò via fluttuando spiegata;
lo specchio si incrinò da cima a fondo
«La maledizione mi ha colta» urlò
la Damigella di Shalott.

Part IV
In the stormy east-wind straining,
The pale yellow woods were waning,
The broad stream in his banks complaining,
Heavily the low sky raining
Over tower'd Camelot;
Down she came and found a boat
Beneath a willow left afloat,
And round about the prow she wrote
The Lady of Shalott.

Parte IV
Nel tempestoso vento dell’est che sferzava,
i boschi giallo pallido si indebolivano
l’ampio fiume nei suoi argini si lamentava.
Dal cielo basso la pioggia scrosciava
sopra la turrita Camelot;
lei discese e trovò una barca
galleggiante presso un salice,
e intorno alla prua scrisse
la Damigella di Shalott.

And down the river's dim expanse
Like some bold seër in a trance,
Seeing all his own mischance—
With a glassy countenance
Did she look to Camelot.
And at the closing of the day
She loosed the chain, and down she lay;
The broad stream bore her far away,
The Lady of Shalott.

Ed oltre la pallida estensione del fiume
come un’audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte –
con una espressione vitrea
guardò verso Camelot.
E sul finir del giorno
mollò gli ormeggi, e si distese:
l’ampio fiume la portò assai lontano,
la Damigella di Shalott.

Lying, robed in snowy white
That loosely flew to left and right—
The leaves upon her falling light—
Thro' the noises of the night
She floated down to Camelot:
And as the boat-head wound along
The willowy hills and fields among,
They heard her singing her last song,
The Lady of Shalott.

Giace, le vesti di candida neve,
Che il vento agita di un tremito breve
Cadono le foglie sull’acqua greve
Canta la notte un sussurro lieve
Scendendo verso Camelot
E mentre la barca solca le onde
Tra salici e campi lungo le sponde
S’ode il canto che i sensi confonde
Della Damigella di Shalott

Heard a carol, mournful, holy,
Chanted loudly, chanted lowly,
Till her blood was frozen slowly,
And her eyes were darken'd wholly,
Turn'd to tower'd Camelot.
For ere she reach'd upon the tide
The first house by the water-side,
Singing in her song she died,
The Lady of Shalott.

Si udì un inno triste, sacro
cantato forte, cantato sommessamente
finché il suo sangue si freddò, lentamente
ed i suoi occhi furono oscurati completamente,
volti alla turrita Camelot.
Prima che, portata dalla corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l’argine
canticchiando il proprio canto morì
la Damigella di Shalott.

Under tower and balcony,
By garden-wall and gallery,
A gleaming shape she floated by,
Dead-pale between the houses high,
Silent into Camelot.
Out upon the wharfs they came,
Knight and burgher, lord and dame,
And round the prow they read her name,
The Lady of Shalott.

Sotto la torre ed il balcone
vicino il muro del giardino e la loggia
lei galleggiò, figura splendente
di un pallor mortale, tra le case alte
silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
il cavaliere, il cittadino, il Signore e la Dama
e intorno alla prua lessero il suo nome
la Damigella di Shalott.

Who is this? and what is here?
And in the lighted palace near
Died the sound of royal cheer;
And they cross'd themselves for fear,
All the knights at Camelot:
But Lancelot mused a little space;
He said, "She has a lovely face;
God in his mercy lend her grace,
The Lady of Shalott."

Chi è? Che c’è qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i regali applausi
e, per la paura, si segnarono
tutti i cavalieri di Camelot.
Ma Lancillotto rifletté per un po’
E disse «Ha un bel viso;
Dio nella sua misericordia le conceda la pace
la Damigella di Shalott».



The Lady of Shalott è una delle ballate liriche più celebri del poeta vittoriano inglese Alfred Tennyson. Composta originariamente nel 1832 (e successivamente ampiamente rivista nel 1842), l'opera si basa liberamente sulla leggenda arturiana di Elaine di Astolat, mediata attraverso una fonte italiana del XIII secolo intitolata La Damigella di Scalot.

Il poema è suddiviso in quattro parti e segue il tragico destino della protagonista:
Parte I (L'Isolamento): La Lady vive confinata in una torre grigia sull'isola di Shalott, situata lungo un fiume che scorre verso la mitica città di Camelot. La sua presenza è avvolta nel mistero; solo i mietitori che lavorano all'alba ne sentono il canto malinconico.
Parte II (La Maledizione e lo Specchio): Sulla donna pende una misteriosa maledizione: non può guardare direttamente verso Camelot. Per questo motivo, osserva il mondo esterno unicamente attraverso il riflesso di uno specchio magico, tessendo giorno e notte ciò che vede in una tela fatata. Col tempo, inizia a sentirsi "mezza stanca delle ombre" ("half sick of shadows").
Parte III (L'Apparizione di Lancillotto): Il cavaliere Sir Lancelot passa accanto alla torre, splendente nella sua armatura e cantando sotto il sole. Colpita dalla sua figura, la Lady abbandona il telaio e guarda direttamente fuori dalla finestra verso Camelot. All'istante, la tela vola via e lo specchio si incrina da parte a parte: la maledizione si è compiuta.
Parte IV (Il Viaggio Fatale): Consapevole della fine, la donna scende al fiume, trova una barca e scrive il proprio nome sulla prua. Si stende all'interno vestita di bianco e si lascia trasportare dalla corrente verso Camelot, cantando la sua ultima canzone. Muore di freddo prima di raggiungere la città. Al suo arrivo, i cittadini e i cavalieri provano timore, ma Lancillotto, guardandola, ne loda la bellezza e prega per la sua anima.

L'opera è ricca di allegorie e viene comunemente letta in chiave critica come una metafora della condizione dell'artista. Per creare la vera arte, il poeta/artista deve rimanere isolato dalla realtà, osservandola da lontano (attraverso lo specchio). Il contatto diretto con il mondo reale e le passioni umane distrugge la purezza creativa, portando alla morte dell'arte stessa.