Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

martedì 3 novembre 2026

Tiina Menzel

 





David Salle [Pittore, incisore e scenografo statunitense, b.1952]

 


David Salle - Mingus in Mexico (1990)
Oio e acrilico su tela - 241,6 x 310,8 cm - Collezione privata



Tipico esempio del postmodernismo e del citazionismo di Salle, caratterizzato dalla sovrapposizione di immagini frammentate e strati visivi eterogenei (figure classiche o accademiche, elementi di arredamento come sedie stilizzate, inserti fotografici in bianco e nero e macchie di colore astratte).




Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]




Henri Gustave Jossot - Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".

La frase in calce recita:
— Nous autres "désincarnés" nous ne coupons pas dans "l'Au-Delà"
(Noi altri 'disincarnati' non ce la beviamo mica quella storia dell'"Aldilà")


Due scheletri (quindi entità che si trovano già letteralmente nell'Aldilà) che, fumando e chiacchierando come normali avventori di un bar, si fanno beffe delle credenze religiose e spirituali, dicendo che persino loro "non ci credono".
In francese, l'espressione "ne pas couper dans..." è un modo di dire gergale dell'epoca che significa "non cascarci", "non farsi frollare" o "non bersi una bugia". I due scheletri si definiscono "disincarnati" proprio per scimmiottare il linguaggio solenne che usavano i medium durante le sedute spiritiche.
In sintesi, il messaggio è una critica razionalista e cinica: se l'Aldilà è un'invenzione dei vivi per consolarsi, persino i morti ne riderebbero.



Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]









Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]

 


He really needed to find a bigger bridge.
Aveva davvero bisogno di trovare un ponte più grande.






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Kehinde Wiley [Pittore statunitense, b.1977]

 


Kehinde Wiley - Napoleone guida l’esercito oltre le Alpi (2005)
Olio e smalto su tela - 274 x 274 cm - Brooklyn Museum, New York



Il dipinto è una reimmaginazione in chiave moderna del celebre dipinto neoclassico Bonaparte che valica il Gran San Bernardo (1801) di Jacques-Louis David.
Al posto di Napoleone Bonaparte su un cavallo impennato, Wiley ritrae un giovane uomo afroamericano (identificato solo con il cognome Williams) vestito con abiti contemporanei e di ispirazione "street-chic" / hip-hop.
Sulle rocce in basso, dove nell'originale di David sono incisi i nomi di Annibale, Carlo Magno e Napoleone, Wiley aggiunge anche il nome del modello (Williams). Lo sfondo è decorato da un motivo damascato rosso e oro tipico del suo stile, che richiama la tappezzeria regale e l'iconografia del potere, inserendo i corpi neri nei canoni della grande pittura occidentale.




Mary Ellen Mark / Marlon Brando

 


Mary Ellen Mark - Self-Portrait with Marlon Brando, 1979


L'attore Marlon Brando (nel ruolo del colonnello Kurtz) insieme alla celebre fotografa di scena Mary Ellen Mark sul set del film Apocalypse Now (1979) diretto da Francis Ford Coppola.



Trattati in condizioni disumane, nel 1912 gli internati del manicomio di Collegno furono protagonisti di una grande rivolta.





Il manicomio di Collegno, poco lontano da Torino, fu inaugurato nella seconda metà dell’Ottocento. Un rapporto risalente al 1888 lo descrive così:

“Sta in fatto che le bocche dei cessi si aprivano senza ripari in corridoi e camere comunicanti coi dormitori e coi refettori; [...] i mezzi di coazione erano intollerabilmente molesti, che i mobili consistevano in una lettiera di ferro senza spalliera e con saccone di paglia per i tranquilli, in un cassone pieno di paglia per i dementi paralitici, gli agitati e gli epilettici incolti da accesso in un grossolano seggiolone di legno senza imbottitura e senza cuscino in cui si assicuravano ai malleoli ed ai polsi gli agitati ed i dementi; che i bagni erano insufficienti [...] e quasi interamente sprovvisti di docce; che le celle degli agitati erano piccole, oscure ed umide [...]”

Era questa la cura per i malati di Collegno. Ma qualcuno, la notte del 12 luglio del 1912, decise che ne aveva avuto abbastanza. Si liberò, liberò gli altri reclusi e iniziò la rivolta. Vennero presi degli ostaggi e chi tra loro provò a calmare gli animi si ritrovò “espulso” e consegnato a medici e carabinieri. Ma non si trattava certo di uno scatto d’ira da parte di qualche “matto”. Quella rivolta aveva una forte, fortissima connotazione politica e ideale. Le richieste degli internati erano chiare: “Vogliamo la libertà che da un pezzo vi chiediamo: siamo stanchi di attendere [...] Sentirete finalmente le infamie a cui siamo soggetti. Le torture che ci infliggono queste canaglie!”, gridano gli insorti. “Dormiamo nei letti di cemento che trasudano umidità. Siamo legati come cani da cortile, come belve da serraglio - si lamentano i detenuti - Noi vogliamo meno clausura, un po’ più d’aria e di cielo”.

Venne chiesto agli internati di porre fine alla rivolta e, in cambio, il memorandum con le loro richieste sarebbe stato preso in considerazione. Accettarono di buon grado e la rivolta ebbe fine. I rivoltosi di Collegno avevano iniziato a mettere in discussione l’istituzione manicomiale 60 anni prima della riforma Basaglia.



Gianrico Gualtieri [Pittore franco-italiano, b.1962]




Gianrico Gualtieri - Vanitas still life with skull on a book and extinguished candle
(Natura morta Vanitas con teschio su un libro e candela spenta)





Max Kozloff / Francesca Woodman

 


Max Kozloff - Francesca Woodman, 1981






Heinrich Kley [Illustratore e pittore tedesco, 1863-1945]

 


Heinrich Kley - Alligator Wrestling (Lotta con l'alligatore)(1908-14)
Penna e inchiostro di china, con l'aggiunta di acquerello - 18 x 25 cm - Collezione privata



Kley era famoso per i suoi disegni satirici, grotteschi e ricchi di dinamismo, spesso caratterizzati da creature antropomorfe, animali in situazioni surreali e accostamenti fantastici o mitologici. 

Il suo stile unico e la sua straordinaria capacità di catturare il movimento e l'anatomia hanno esercitato una profonda influenza sui primi animatori dei Walt Disney Animation Studios, in particolare per la realizzazione di capolavori come Fantasia (nella celebre sequenza della danza delle ore con alligatori e ippopotami).

L'opera raffigura, con tratti fluidi e un leggero tocco di colore, una figura umana e un alligatore avvinghiati in una posa drammatica e sinuosa che unisce tensione ed eleganza formale.




È erroneo credere che la scala delle paure corrisponda a quella dei pericoli che la ispirano. (Marcel Proust)

 


(La foto non è stata fatta di certo a Palermo X)





lunedì 2 novembre 2026

Pensierino della sera di Enrico Berlinguer






"Se i giovani si organizzano, si impadroniscono
di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori
e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio
ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia".








Manchester Orchestra - All That I Really Wanted









Leonard Freed [American, 1929 - 2006]


Leonard Freed • Farmer washing up, Trapani, Sicilia, Italia, 1974
(Contadino che si rinfresca)






Caspar David Friedrich [German Romantic Painter, 1774-1840]

 


Caspar David Friedrich - Kreidefelsen auf Rügen (Le bianche scogliere di Rügen)(1818)
Olio su tela - 90×70 cm - Collezione Oskar Reinhart Am Römerholz, Winterthur, Svizzera



Ci sono diversi dettagli affascinanti e "segreti" nascosti in questo capolavoro che lo rendono unico rispetto ad altri paesaggi dell'epoca:

Questo dipinto fu realizzato subito dopo il viaggio di nozze di Friedrich con la giovane Caroline Bommer. È un'opera profondamente intima: non fu mai esposta al pubblico mentre il pittore era in vita e fu venduta solo dopo la sua morte. Rappresenta una rara parentesi di serenità e felicità domestica nella produzione solitamente malinconica dell'artista.

I tre colori degli abiti delle figure non sono casuali, ma richiamano le tre virtù teologali cristiane:
Rosso (Caroline): Simboleggia la Carità (l'amore). È anche l'unica figura che indica il precipizio, quasi a voler fare da tramite tra la terra e l'infinito.
Blu/Nero (L'uomo al centro): Simboleggia la Fede. È inginocchiato a terra in un atteggiamento di totale umiltà davanti alla grandezza della natura (Dio).
Verde (L'uomo a destra): Simboleggia la Speranza. Guarda calmo verso l'orizzonte, appoggiato saldamente alla pianta viva.

Se si guarda attentamente il mare, ci sono delle piccole barche a vela. La composizione è divisa rigorosamente in tre mondi:
Il primo piano (Verde): Rappresenta la vita terrena, dove si muovono gli umani.
Il piano di mezzo (Le scogliere bianche): Taglienti e vertiginose, simboleggiano la barriera della morte e la fragilità umana.
Lo sfondo (Il mare e il cielo): Simboleggiano l'infinito, l'eternità e il divino. Le tre barche (una vicina alla riva, una intermedia e una quasi invisibile all'orizzonte) indicano il viaggio dell'anima di ciascuno dei tre personaggi verso l'eternità.

Friedrich utilizza un espediente visivo incredibile per l'epoca: chiude l'inquadratura usando gli alberi in alto e le rocce ai lati come se fossero una lente fotografica. Questo "effetto imbuto" schiaccia lo spazio centrale, costringendo l'osservatore a guardare dritto verso il vuoto, amplificando la sensazione di vertigine e di sublime (il misto di meraviglia e terrore tipico del Romanticismo).




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Rosalba Carriera [Italia, 1673 - 1757]

 


Rosalba Carriera - Autoritratto (Seconda metà anni quaranta del XVIII sec.)
Pastello su carta - 31 x 25 cm - Gallerie dell'Accademia, Venezia



L'artista si ritrae in età matura, incoronata con l'alloro (simbolo di gloria e trionfo artistico), con uno sguardo intenso e stanco che anticipa il dramma della progressiva perdita della vista (la cecità che la colpirà pochi anni dopo, nel 1746).


Rosalba fu la prima a utilizzare il supporto in avorio per i ritratti in miniatura, introducendo tratti fluidi e luminosi tipici della pittura barocca invece della rigida tecnica fiamminga in voga all'epoca. Questo genere divenne un enorme successo commerciale, specialmente tra i giovani aristocratici europei che visitavano Venezia durante il Grand Tour.

Rosalba Carriera ottenne una fama tale da essere richiesta nelle principali corti europee (tra cui Düsseldorf, Vienna e Parigi).
Nel 1720 si recò a Parigi, dove fu accolta come una celebrità: dipinse il re Luigi XV ancora bambino, i membri della corte e i più importanti nobili francesi.
Venne ammessa all'unanimità alla prestigiosa Académie Royale de Peinture et de Sculpture, un onore rarissimo per una donna a quei tempi. Il suo stile influenzò profondamente la nascita e lo sviluppo del Rococò francese.

Rosalba non inventò la pittura a pastello, ma fu colei che la trasformò da tecnica di bozzetto a arte pittorica autonoma.
Riusciva a sfumare i gessetti direttamente con le dita sulla carta, ottenendo una resa vellutata della pelle e una brillantezza nei tessuti (come pizzi e sete) che nessun altro artista dell'epoca sapeva replicare con l'olio.

Nonostante il successo strepitoso, la ricchezza e l'indipendenza economica, Rosalba soffrì per tutta la vita di profonde crisi depressive e malinconia. Non si sposò mai e visse sempre legatissima alla sua famiglia, in particolare alla sorella Giovanna.
Il dramma peggiore arrivò intorno al 1746: una gravissima malattia agli occhi (probabilmente cataratta) la portò alla cecità totale. Subì anche un intervento chirurgico, che purtroppo non ebbe successo. Passò gli ultimi dieci anni della sua vita senza poter più dipingere, spegnendosi a Venezia nel 1757.






Il pappagallo di Pesquet (Psittrichas fulgidus) conosciuto anche con il nome di "Pappagallo Dracula"

 


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Maestro della Maiestas Domini di Sant'Angelo in Formis

 



Maestro della Maiestas Domini di Sant'Angelo in Formis
Cristo Pantocratore in trono (ca. 1100)
Basilica di Sant'Angelo in Formis, Sant'Angelo in Formis, Caserta, Italia



Il Cristo siede in maestà su un ricco trono gemmato, con lo sfondo azzurro cobalto, mentre con la mano destra compie un gesto di benedizione e con la sinistra regge un libro aperto.

L'iscrizione: Sul libro aperto è leggibile la scritta latina: 

"EGO SUM ALFA ET O(MEGA) PRIM(US) ET NOVISSIMUS"
("Io sono l'alfa e l'omega, il Primo e l'Ultimo", dall'Apocalisse)

L'opera rappresenta uno dei massimi e meglio conservati esempi di pittura medioevale in Campania, caratterizzato da una forte e raffinata fusione tra la tradizione bizantina e quella dell'arte romanica locale.

La mano che benedice può sembrare una forma simile al gesto moderno delle corna ma in realtà è la benedizione alla greca, in cui le dita della mano destra assumono una posizione dal profondo significato simbolico e teologico:

Il pollice, l'indice e il medio sono tesi o parzialmente uniti per simboleggiare la Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo).

L'anulare e il mignolo si piegano verso il palmo per rappresentare la doppia natura di Cristo, ovvero quella divina e quella umana.

In molti modelli bizantini correlati, la disposizione delle dita riproduce visivamente le lettere greche IC XC, l'abbreviazione di Iesous Christos (Gesù Cristo).





Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]



Maestro Honoré - Allegoria dell'Ira (1270-80)
La Cavalcata dei Vizi
da "Li livres des vices et des vertus" di Frate Laurenzioù
Collezioni di Gallica / Biblioteca Nazionale di Francia



La Cavalcata dei Vizi è uno dei motivi iconografici più affascinanti e diffusi dell'arte tardo-medievale e rinascimentale, nato con scopi fortemente didattici, moralizzanti e di ammonimento per i fedeli.

L'Ira (etichettata con la scritta "Aper", cinghiale) è rappresentata da una dama in abito lungo medievale (spesso associata al vizio o alla passione sfrenata) che tiene in mano un gallo. La figura cavalca un cinghiale (indicato dalla scritta latina Aper), tradizionalmente scelto nell'iconografia medievale come simbolo dell'ira e della ferocia distruttiva. Il gallo sorretto dalla donna rafforza l'allegoria dell'Ira, simboleggiando la complessiva disposizione alla rissa, alla superbia e all'iracondia spontanea.






Melf [Francia]

 



Melf - Non provate a fare i giocolieri con i gatti se avete la pelle. Non finirà bene.






Ippolito Caffi [Italia, 1809–1866]

 


Ippolito Caffi - Venezia, una veduta della città innevata con la Chiesa della Salute (1852)






Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]

 


Henri Gustave Jossot 
La copertina  della rivista satirica francese L'Assiette au Beurre,
intitolata "Les Refroidis" ("I raffreddati" o "I cadaveri") del 26 marzo 1904


Il fascicolo presenta una serie di disegni satirici e di umorismo nero che reinterpretano in chiave moderna e grottesca la danza macabre, ponendo la domanda: "Y a-t-il une vie avant la mort?" (Esiste una vita prima della morte?).

La copertina riporta alcuni versi del poeta Paul Verlaine:

D'ailleurs, en ce temps léthargique,
Sans gaîté comme sans remords,
Le seul rire encore logique
Est celui des têtes de mort.

D'altronde, in questo tempo letargico,
Senza allegria così come senza rimorsi,
Il solo riso ancora logico
È quello dei teschi.




Epstein files






 

Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]

 


"Yep, I guess the full moon takes some gettin' used to if you weren't brought up hereabouts."
"Sì, immagino che la luna piena richieda un po' di abitudine se non sei cresciuto da queste parti."







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Oscar Wilde



Winifred Emery nel ruolo di Lady Windermere in "Il ventaglio di Lady Windermere", 1892



- "Santo cielo! Come rovina un uomo il matrimonio! È demoralizzante come le sigarette, e molto più costoso."

: :  Oscar Wilde, Il ventaglio di Lady Windermere 1893, atto III (Mr Dumby)  : :







Eugène Jules Joseph Baron Laermans [Belgian painter, 1864-1940]




Eugène Laermans - Mon portrait en 1898 (Autoritratto, 1898)
Olio su tela - 80 × 60 cm



Laermans è stato uno dei più importanti pittori del realismo sociale belga, noto per la sua profonda empatia verso la vita dei lavoratori, dei contadini e delle persone emarginate.


Clicca sul tag per le sue opere
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Il Trono di Spade - 10 x 01: Fuoco e sangue (2011)




Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) con il piccolo drago Drogon sulla spalla




 

L'ibristofilia





L'ibristofilia è una parafilia caratterizzata da un forte coinvolgimento emotivo, affettivo e sessuale verso persone che hanno commesso crimini gravi, violenti o illegali (come omicidi, stupri o rapine).

Coniato dallo psicosessuologo John Money, il nome deriva dalle parole greche hybrízein (commettere un oltraggio verso qualcuno) e philo (affinità, amore o preferenza).

Nella letteratura e nella pratica clinica viene spesso distinta in una forma passiva (ammirazione a distanza, invio di lettere o richieste di matrimonio a detenuti famosi, come accadeva ad esempio per Charles Manson) e una forma attiva o co-partecipata, in cui il soggetto è direttamente coinvolto o complice di condotte criminali (spesso richiamata nella cultura popolare con l'espressione "sindrome di Bonnie e Clyde").

Non si tratta di una "follia indotta" automatica, ma di una deviazione del comportamento sessuale e relazionale in cui l'eccitazione è contingente alla consapevolezza della natura trasgressiva o criminale del partner.

Sebbene colpisca prevalentemente soggetti di sesso femminile (con ampi riscontri nei casi di cronaca e nei gruppi di fan nati attorno a figure di criminali), dinamiche simili si riscontrano anche in uomini attratti da donne autrici di reati. Le motivazioni profonde spesso includono fantasie di onnipotenza (l'illusione di poter "salvare" o cambiare il criminale), il bisogno di protezione da parte di una figura percepita come "forte" e pericolosa, o il fascino della Notorietà.


Il caso di Carol Ann Boone e Ted Bundy

I due si conobbero a metà degli anni '70, quando lavoravano insieme presso il Dipartimento di Sicurezza dell'Impiego a Olympia, nello stato di Washington. Boone era una donna divorziata con un figlio, e Bundy la corteggiò, instaurando un rapporto di profonda amicizia e fiducia.

Quando Bundy fu arrestato e processato in Florida con l'accusa di aver rapito, violentato e ucciso decine di giovani donne, Boone si rifiutò categoricamente di credere alla sua colpevolezza. Si trasferì in Florida per stargli vicino, gestendo la sua campagna mediatica e assistendolo nella preparazione della difesa legale.

Durante il processo del 1980 per l'omicidio di Kimberly Leach, Bundy sfruttò una bizzarra legge della Florida. Mentre Boone era sul banco dei testimoni, Bundy (che si difendeva da solo) le propose il matrimonio. Poiché la dichiarazione avvenne davanti a un giudice e alla presenza di testimoni, l'unione divenne legalmente valida seduta stante.

Nonostante Bundy fosse detenuto nel braccio della morte e le visite coniugali fossero ufficialmente vietate, i due riuscirono ad avere rapporti intimi in prigione (spesso corrompendo le guardie). Nel 1982 nacque la loro figlia, Rose.

La devozione di Carol Ann Boone crollò solo pochi anni prima dell'esecuzione di Bundy. Di fronte all'imminenza della sedia elettrica, Bundy decise di confessare dettagliatamente decine di omicidi nel tentativo di negoziare un rinvio della pena.

Sentendosi profondamente tradita e realizzando che l'uomo che amava era davvero il mostro descritto dall'accusa, Boone divorziò da lui nel 1986, cambiò nome e fece perdere le sue tracce insieme alla figlia.



Filip Mirazović [Serbia, b.1977]

 


Filip Mirazović - Daughter (2026)
Olio su lino - 81 x 65 cm







Ray K.Metzker [Fotografo statunitense, 1931–2014]

 


Ray K.Metzker - Chicago, 1959






Benvenuto Maria Disertori [Italia, 1887-1969]

 


Benvenuto Maria Disertori - La nicchia (studio per la xilografia)(prima del 1913)
Carta, grafite, inchiostro, acquerellatura e pastello a cera



L'opera rappresenta un nudo femminile stilizzato all'interno di un'edicola o nicchia architettonica, circondato da elementi simbolici come spade, un serpente e file di candele.

Le spade: questo elemento riprende direttamente l'iconografia cristiana della Mater Dolorosa (la Vergine dei Sette Dolori), in cui le spade simboleggiano le sofferenze e le fitte al cuore. Nel contesto artistico del primo Novecento, questo simbolo viene reinterpretato in chiave simbolista e sensuale, legando il dolore spirituale a un'estetica del martirio.

Il serpente: Il rettile avvolto attorno alle gambe e ai fianchi della donna richiama la figura biblica di Eva e il peccato originale. Rappresenta la tentazione terrena, la carnalità, il contrasto perpetuo tra la purezza spirituale (evocata dall'aureola di stelle) e la caduta o il legame con la materia e le forze sotterranee.

Le candele: Disposte fittamente ai lati come canne d'organo o elementi di un coro, le candele accese trasformano lo scenario in un altare monumentale o in una cappella votiva. Creano un'atmosfera rituale, sacrale e funebre, trasformando la figura nuda in un idolo o in un oggetto di adorazione mistica ed erotica al tempo stesso.

La falce di luna e la corona di stelle: La donna poggia i piedi su una mezzaluna e ha la testa circondata da stelle, attributi tradizionali dell'Immacolata Concezione (dalla Donna dell'Apocalisse).

In definitiva l'opera rappresenta una figura ibrida, una sintesi tra Vergine e Peccatrice (o tra Maria ed Eva), dove il sacro si mescola al profano in un rituale d'altare decadente, tema estremamente caro ai movimenti artistici di inizio secolo.



Jusepe de Ribera (detto Lo Spagnoletto) [Spanish-born Italian Baroque Era Painter, ca.1591-1652]



Jusepe de Ribera - Martyrium des Hl. Bartholomäus (ca.1630)
Olio su tela - 145 x 216 cm - Palazzo Pitti, Firenze



Nel dipinto viene raffigurato il momento immediatamente precedente al supplizio finale di san Bartolomeo, che secondo la tradizione agiografica fu scorticato vivo.
I carnefici attorno a lui stanno compiendo azioni precise per prepararlo alla tortura.
Sulla sinistra, un uomo brutale e in penombra sta stringendo saldamente le corde attorno alle caviglie del santo per immobilizzarlo.
Altri carnefici stanno tirando le braccia di Bartolomeo verso l'alto e di lato (una dinamica evidente nel braccio destro sollevato) per tendere la pelle del torso e facilitare l'operazione di scorticamento.
L'aguzzino situato sulla destra, chinato e parzialmente in ombra, sta preparando gli strumenti e afferrando il braccio sinistro del santo per iniziare a incidere la carne.
Ribera sceglie di non mostrare il sangue o le ferite aperte, ma cattura la tensione psicologica e fisica dell'istante prima del primo taglio, amplificando il dramma attraverso il realismo del corpo anziano e deformato dal dolore.





“Il web fa più danni di un'autobomba.” (Recep Tayyip Erdoğan)

 




domenica 1 novembre 2026

Diana Pančenko




Diana Pančenko, giornalista ucraina, ha un coraggio che è davvero straordinario. Continua a sbugiardare quel terrorista di Zelensky e assieme a lui tutta la propaganda guerrafondaia occidentale:

"Non abbiamo mai scelto la guerra. Ci è stata imposta. L’intera storia post-sovietica dell’Ucraina è caratterizzata da un popolo che ha ripetutamente votato per la calma e la stabilità, non per l’escalation o la NATO.

I radicali e le voci favorevoli alla guerra contro la Russia hanno costantemente perso le elezioni e sono rimasti ai margini. La gente voleva vivere, non combattere.

Anche nel 2019, Zelensky ha ottenuto il 73% dei voti non promettendo di conquistare Mosca, ma promettendo la pace. Ha mentito.

Abbiamo sempre chiesto la pace.

Abbiamo ottenuto guerra, corruzione e dittatura."

Queste parole sono fortissime. Dirompenti. Chissà se questa giornalista otterrà qualche menzione sulla nostra stampa di regime...