Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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venerdì 18 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen: Ewald Volhard, Il cannibalismo



Gastrosofia cannibali e gourmet


Dio solo sa che cosa abbia indotto Giulio Einaudi a pubblicare nel giugno del 1949, in un'Italia che stentava ancora a far quadrare il pranzo con la cena, un libro di seicento e passa pagine sull'antropofagia scritto dieci anni prima, nella Germania hitleriana, da un giovane studioso che sarebbe morto nell'immane orgia cannibalica della guerra. Fatto sta che Il cannibalismo di Ewald Volhard, allievo di Leo Frobenius, era e rimane tuttora il più ampio, minuzioso e documentato repertorio sugli usi antropofagici basato su testimonianze dirette di esploratori, missionari ed etnologi.

Grazie a questo libro sappiamo tutto quel che c'è da sapere sulle popolazioni che praticavano il cannibalismo, sulle circostanze in cui veniva esercitato, sui rituali che lo accompagnavano, nonché sulle sue differenti tipologie: dal cannibalismo di guerra, a spese dei nemici sconfitti, a quello "giuridico", a scapito dei criminali condannati a morte; dal cannibalismo magico-religioso a quello parentale, encomiabile atto di pietà verso i propri cari defunti illustrato già da Erodoto; fino alle manifestazioni, relativamente rare, di cannibalismo profano.

Apprendiamo, fra l'altro, che il I Congresso internazionale di Antropofagia fu tenuto nel 1871 a Bologna. Apprendiamo qua e là, di straforo, qualche rara notizia di carattere gastronomico. 
Se la carne umana sia più o meno buona di altre carni, è questione controversa e di difficile soluzione, e non solo per banali ragioni pratiche. Come si usa dire in questi casi, sui gusti non si discute. Per alcune popolazioni non c'era sostanziale differenza: "La carne è carne" chiosa Volhard. 

Presso i Ba-Ati e i Baloi il costo di una capra e quello di uno schiavo da macellazione si equivalevano. Gli Jaga vendevano sul mercato rionale, più o meno allo stesso prezzo, sia la carne ovina e bovina che quella umana. I Bangwa non la distinguevano dalla carne d'antilope. Nel Nissan si ingrassavano e si commerciavano (l'accostamento non suoni maschilista) sia le donne che i maiali. Gli indigeni della Nuova Caledonia paragonavano la carne d'uomo a quella dei pesci di mare, e nelle isole Figi la vittima predestinata di un banchetto cannibalico veniva addirittura chiamata "pesce". Altre popolazioni, invece, andavano ghiotte della carne umana, che giudicavano particolarmente prelibata. Per i Baja, i Sande, i Pambia, i Manjema, gli Haussa e via elencando, era la migliore in assoluto. Quando ai Basuto furono regalati bovini a patto che abbandonassero l'antropofagia, costoro si sentirono presi per i fondelli e rifiutarono indignati lo scambio. Gli indigeni di Tanna guardavano dall'alto in basso i bianchi che si cibavano di volgare carne suina mentre facevano gli schizzinosi con quella umana.

Anche su quale fosse la parte migliore - il cosiddetto "boccone del prete" - c'era disparità di vedute. Per i Babufuk e le altre tribù del Niger erano una leccornia le palme della mano; per i Warega i piedi e gli intestini; per i nativi della Nuova Guinea il cervello; per gli aborigeni del fiume Herbert il grasso intorno ai reni, considerato "un cibo leggero e rinforzante"; per gli antichi Tartari, a detta di John de Mandeville, le "orecchie condite con aceto"; per gli indigeni del Nissan i lombi; per i Wasongola e numerose altre popolazioni antropofaghe le mammelle femminili. Di queste pare fossero avidi anche gli Unni che, stando ad Americo Scarlatti, serbavano per Attila "le più tenere e delicate, quelle cioè delle fanciulle". Un paio di ragazze alla settimana, per consumarne solo le poppe, faceva macellare, nel suo piccolo, anche un capo di Aoba.

Era opinione largamente diffusa che la carne più pregiata fosse proprio quella delle giovinette o, in mancanza, quella dei giovani schiavi castrati. I sovrani non si facevano mai mancare tagli pregiati di ragazze ingrassate allo scopo. Il re dei Baja non mangiava altro. Un capo degli Jaga, che ne andava ghiottissimo, ne sacrificò almeno un centinaio. I Bangala raccontavano la dolorosa storia di un loro re che, benché ricco sfondato, si era ridotto in miseria "a furia di comprare tante graziose e grasse giovani femminucce per mangiarle".
 
Quanto alla provenienza delle carni o - come si usa dire oggi - alla "filiera", tutti i cannibali gourmands concordano sulla qualità decisamente mediocre di quella dei bianchi. Come ai volatili da cortile sono da preferirsi quelli bradi, - spiega Alberto Cougnet sulla scorta di Karl Lumholtz - così "la squisitezza o haut goût delle carni è sempre più pronunziata nella selvatica". Né è da stupirsi che la carne della razza gialla sia quella tenuta in maggior pregio, "avvegnaché i Chinesi si nutrono quasi esclusivamente di riso, mentre i bianchi, oltre all'essere onnivori, le loro carni sono sempre impregnate di esalazioni di tabacco e di acquavite", donde la necessità di sottoporli preventivamente "ad un regime di gavage come le oche di Strasburgo".

Con le puntuali osservazioni di Cougnet, frutto di competenze alimentari di prim'ordine, contrastano le scarne annotazioni di Volhard, che sbriga il lato culinario della faccenda asserendo che "la preparazione della carne umana non si distingue necessariamente da quella di altri generi di carne". Possiamo, con un po' di fatica, estrapolare tre misere "specialità": lo schiavo frollato per un giorno in acqua corrente, eviscerato e imbottito di banane, piatto tipico dei Bangala; la cottura in una buca scavata nel terreno e foderata di profumate foglie di kata, praticata dai Binbinga; l'affumicatura della carne umana da parte dei Mangbettu, dei Badinga, dei Bangala e altri ancora.





martedì 18 agosto 2026

Rene Magritte [Belgian Surrealist Painter, 1898-1967] / Fantômas e la mia collezione




René Magritte
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L'Assassin menacé (L’assassino minacciato)(1926)
Oil on canvas - 150.4 × 195.2 cm - Museum of Modern Art, New York

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Il quadro raffigura il luogo di un delitto. All’interno della stanza il cadavere nudo di una donna è disteso su un elegante divano foderato di stoffa rossa, mentre un uomo in piedi ascolta un disco sul grammofono, poco distante da lei. L’uomo – presumibilmente l’assassino – indossa un completo elegante ed ha una posa rilassata, una mano in tasca e l’altra appoggiata sul tavolo dove si trova il grammofono. A terra accanto a lui vi sono una valigia e una sedia, sulla quale sono posati il suo cappotto e il cappello. Tre uomini osservano la scena da fuori, attraverso una grande finestra posta centralmente in fondo alla sala. In primo piano ai lati del dipinto vi sono due figure, probabilmente due detective, accostate al muro in attesa del momento giusto per catturare l’assassino. I due uomini sono fisicamente identici, indossano gli stessi abiti e lo stesso cappello a bombetta, ma brandiscono armi diverse: quello a sinistra impugna una mazza con mano destra, l’altro tiene con entrambe le mani una lunga rete che arriva a sfiorare il pavimento.

Nonostante l’ambientazione e i personaggi del quadro siano realistici, la vena surrealista di Magritte si percepisce dall’inespressività delle figure. La scena è pervasa da un’atmosfera di mistero e sembra sospesa nel tempo: non vi è fretta di fuggire nell’assassino, tranquillamente assorto nella musica del grammofono, né di agire da parte dei detective in agguato. Inoltre, i volti immobili dei tre uomini sullo sfondo spiano ciò che avviene all’interno della stanza e allo stesso tempo sembrano guardare negli occhi lo spettatore.

L'influenza di Fantômas
L'uomo nel dipinto è presumibilmente Fantômas, di cui Magritte era appassionato. Si tratta di un personaggio immaginario molto popolare all’epoca, protagonista di una serie di 32 romanzi a puntate di genere poliziesco e successivamente di alcuni adattamenti cinematografici e televisivi (i romanzi, opera degli scrittori francesi Pierre Souvestre e Marcel Allain, sono stati pubblicati dal 1911 al 1914, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale e alla morte di Souvestre). Fantômas è un genio del male, un criminale diabolico e spietato in grado di commettere i crimini più efferati senza lasciare tracce, grazie alla sua abilità nei travestimenti; divenne anche un eroe per i surrealisti, che apprezzavano la sua capacità di celare la propria identità, cambiare completamente aspetto e svanire nel nulla, sfuggendo sempre alla legge. Fantômas rappresenta il rovesciamento dei valori borghesi, la naturale e umana tendenza al male che si compie attraverso imprese creative e assurde. Ciò si allinea perfettamente all’ideologia surrealista, che mirava a distruggere la contrapposizione tra bene e male o ragione e pazzia attraverso l’accostamento di contraddizioni.

Molte cose ci dicono che in L’assassin menacé il protagonista sia proprio Fantômas: la vicinanza dei due detective e i tre osservatori esterni fanno presumere che l’assassino verrà catturato a breve, ma l’atteggiamento di quest’ultimo è sereno, e la presenza della valigia, del cappotto e del cappello accanto a lui lasciano pensare che possa fuggire all’ultimo minuto senza problemi. Inoltre, pare che la posizione dei due detective, nascosti dagli stipiti della porta, sia ispirata proprio a una scena del film Le Mort Qui Tue (Il cadavere assassino), uno degli adattamenti cinematografici della serie di Fantômas, uscito nel 1913.


E' con una punta di orgoglio che mostro la mia collezione completa di Fantômas di cui avevo 2 numeri dalla fine degli anni 60 e ai quali sono riuscito a ricongiungere i mancanti 33 (in Italia in totale sono 35 numeri) trovati da un vecchio libraio antiquario.







sabato 28 marzo 2026

Michael Christopher Brown [Usa, b.1978]




Un immagine da: "Yo Soy Fidel", fotolibro realizzato dal fotografo americano Michael Christopher
Brown che documenta la processione funebre di Fidel Castro avvenuta alla fine del 2016 a Cuba

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Il libro segue il corteo militare che ha trasportato le ceneri di Fidel Castro dall'Avana a Santiago di Cuba nei giorni successivi alla sua morte (fine novembre-inizio dicembre 2016). Brown ha seguito il convoglio e ha fotografato, spesso sporgendosi dal finestrino di un'auto, la folla di cubani radunata lungo la strada per salutare l'ex leader. Il percorso ha ripercorso al contrario la "Carovana della Libertà" del 1959, la marcia trionfale durante la rivoluzione cubana con cui Castro e il popolo cubano spodestarono il tiranno Fulgencio Batista e che vide la trasformazione di Cuba in uno Stato socialista.
Il libro è stato pubblicato da Damiani nel 2018 ed è descritto come un ritratto della nazione cubana in un momento di transizione tra il rispetto per il passato rivoluzionario e l'incertezza del futuro. 






mercoledì 25 marzo 2026

Liu Yongbiao

 



嫌疑人刘永彪被警方控制。警方供图
(Il sospettato Liu Yongbiao arrestato dalla polizia. (Foto fornita dalla polizia))

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Liu Yongbiao è stato uno scrittore cinese, noto per essere stato condannato a morte nel 2018 per una serie di omicidi compiuti nel 1995 che hanno ispirato parte della sua produzione letteraria noir. 

Nato nel 1964 ha iniziato la sua carriera letteraria negli anni '80. Nonostante le sue umili origini, è riuscito a pubblicare numerosi best seller, tra cui romanzi storici e noir, diventando nel 2013 membro della prestigiosa China Writers Association. 

Tra le sue opere principali figurano:
The Guilty Secret (2010): Un romanzo incentrato su una serie di omicidi irrisolti. Nella prefazione, Liu accennava alla volontà di scrivere un seguito su una scrittrice che commetteva omicidi senza mai essere catturata.
The Traveler Wu Song (2014): Un romanzo storico.
A Movie: Una collezione di racconti premiata con l'Anhui Literature Prize. 

La doppia vita di Liu è emersa nell'agosto 2017, quando è stato arrestato per un quadruplo omicidio avvenuto il 29 novembre 1995. Insieme a un complice, Wang Weiming, aveva rapinato e ucciso a colpi di martello e oggetti contundenti un ospite di un albergo locale, i proprietari della struttura e il loro nipote di 13 anni. 

Il caso è rimasto irrisolto per 22 anni fino a quando i progressi tecnologici hanno permesso di collegare il DNA di Liu a un mozzicone di sigaretta lasciato sulla scena del crimine. Al momento dell'arresto, lo scrittore ha dichiarato alla polizia: "Vi ho aspettato per tutto questo tempo", consegnando poi una lettera di confessione alla moglie.











sabato 21 marzo 2026

Robert de Laroche

 



Contes et légendes du chat, 2005
Edizione Francese di Robert de Laroche (Autore)

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Sebbene il gatto, insieme al cane, sia stato uno dei due compagni più fedeli dell'umanità per millenni, rimane un animale leggendario. Il suo sguardo, che brilla di verde nell'oscurità, ha stimolato l'immaginazione di innumerevoli scrittori. Quante storie sono state intessute attorno alla personalità seducente e poliedrica di Sua Maestà il Gatto? Quante leggende sono nate dalle sue gesta, reali o presunte? Questo libro ritrae il gatto fin dalle sue origini. Si mescola con Dio e il Diavolo, con i potenti e gli umili, portando mistero, fantasia, inquietudine o tenerezza in ogni sua apparizione. Non ci aspetteremmo niente di meno da un animale che non ha mai smesso di affascinarci fin dal suo arrivo nell'Egitto faraonico.




martedì 9 settembre 2025

An Open book

 


German school - An Open book (Early XVI sec.)











venerdì 25 aprile 2025

🥛

 






martedì 11 marzo 2025

Il Malleus Maleficarum

 


Frontespizio del Malleus Maleficarum (1669)

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Il Malleus Maleficarum (letteralmente "Il martello delle malefiche", cioè "delle streghe") è un trattato in latino pubblicato nel 1487 dal frate domenicano Heinrich Kramer con la collaborazione del confratello Jacob Sprenger, allo scopo di reprimere in Germania l'eresia, il paganesimo e la stregoneria.
Il Malleus Maleficarum vide la luce nel momento in cui la stregoneria cominciava a essere vista come una forma di satanismo.

È il più noto dei tre principali trattati pubblicati sulla questione alla fine del XV secolo: gli altri due furono il Formicarius di Johannes Nider (1475, composto tra il 1436 e il 1437) e il De lamiis et pythonicis mulieribus ("Delle streghe e delle indovine") di Ulrich Molitor (1489).





venerdì 3 gennaio 2025

mercoledì 6 marzo 2024

martedì 13 febbraio 2024

Nessuno torna indietro

 




Questo è l'incipit di "Nessuno torna indietro".
Con questo libro la scrittrice italiana Alba de Céspedes vinse il Premio Viareggio del 1939.
Per ordine di Mussolini la decisione della giuria fu annullata e il premio revocato. Perchè?

Nel libro - uscito nel novembre del 1938 - le figure femminili, i rapporti intrafamiliari e l'intera società ritratti non si attagliavano ai modelli allora imposti e vigenti in Italia, secondo i quali la donna era un monodimensionale "angelo del focolare", il tessuto sociale esente da smagliature, la corruzione inesistente, gli intrecci fra il mondo della politica e quello degli affari esclusi e i rapporti sessuali prematrimoniali femminili tabù: nessuna ragazza italiana avrebbe mai potuto nutrire ambizioni e progetti di realizzazione personale al di fuori del matrimonio, disprezzare i propri genitori e men che mai - soprattutto se studentessa educata in un collegio religioso - commettere un furto o scegliere coscientemente di essere amante di uomini facoltosi, depravati e corrotti.

Alla Mondadori fu imposto di cessare le pubblicazioni dell'opera alla sua 20ª edizione; la casa editrice formalmente obbedì ma di fatto eluse la censura con uno stratagemma: ottenuto il permesso di esaurire le numerose copie di quell'edizione ancora giacenti nei suoi depositi, andò avanti a stampare continuando a dichiarare le nuove copie come 20ª edizione.😄

Passate le proibizioni di parlare di cose che disturbavano il ditkat fascista (!) l'opera è stata tradotta in 22 lingue, fra le quali il tedesco, lo spagnolo, il giapponese, il russo, il norvegese, lo svedese, il finlandese, il rumeno, il bulgaro e sempre da questo romanzo furono tratti l'omonimo film di Alessandro Blasetti del 1943 e l'omonimo sceneggiato di Franco Giraldi del 1987.






da: wikipedia

domenica 7 gennaio 2024

Dracula di Bram Stoker Edizione speciale dalla Amaranthine Books




Dracula di Bram Stoker
Edizione speciale dalla Amaranthine Books

Cofanetto in legno intagliato...
 

...vera terra della Transilvania in un piccolo recipiente in plexiglass.


Illustrazioni fosforescenti e... 


...il titolo scritto con il vero sangue dei creativi che hanno lavorato a questo libro.





martedì 12 settembre 2023

Bernardo Gui [1261-1331]





Bernardo Gui è stato un vescovo cattolico e scrittore francese, domenicano, noto per la sua opera come inquisitore e come autore del "Manuale dell'inquisitore", il primo manuale su questo soggetto. Fu vescovo di Lodève ed è considerato uno dei più prolifici scrittori del Medioevo.



domenica 16 luglio 2023

Drowning Pool - Bodies




Nel 2015 Mohamedou Ould Slahi detenuto di Guantánamo ha parlato al mondo e lo ha fatto con un libro. Guantánamo Diary parla della sua esperienza in una delle prigioni più malfamate al mondo.

Le sue parole danno un volto umano ai presunti “terroristi” che il governo americano ha rinchiuso a Gitmo, più di 750 dal 2001. Almeno sette sono morti sotto custodia. Molti sono stati spostati in altre prigioni. Centoventidue rimangono. Le torture che Mohamedou descrive ricordano quelle subite sotto la Dittatura dei Colonnelli in Grecia o sotto Pinochet in Cile. Sevizie, molestie sessuali, minacce di morte, pestaggi. Mohamedou dice di essere stato bendato e costretto a bere acqua salata, lasciato a lungo senza cibo e acqua, tenuto sveglio tutta la notte, costretto ad ascoltare a ripetizione fino alle cinque del mattino la canzone metal:

Bodies dei Drowning Pool 





sabato 29 ottobre 2022

Putinfobia. (Giulietto Chiesa) by Gli sfogliabili di LPD - Issuu



In questo saggio profetico di quache anno fa, Giulietto Chiesa conduce un'approfondita analisi controcorrente, in cui mette a fuoco le responsabilità dell'Occidente, impantanato in un tracollo senza precedenti: economico, finanziario, ambientale, ma anche valoriale e politico.

Per Chiesa, già da tempo la leadership usa mostra la guardia. Per mascherare la propria debolezza, cerca un nemico su cui scaricare responsabilità e colpe, qualcuno di cui avere paura. La Russia è quel nemico. Lo è stato in passato e torna a esserlo ora, con il suo uomo forte Vladimir Putin alla guida. Ma e se la russofobia 2.0 fosse solo uno specchio in cui, deformata, si riflette la crisi occidentale?

Sono considerazioni che non si possono eludere oggi, proprio oggi che la guerra infuria. Conoscere il recente passato, ripercorrerne gli eventi, smascherare le retoriche propagandistiche: forse la strada per la pace passa solo dalla comprensione di ciò che è stato. Sempre che si sia ancora in tempo. «La "russofobia 2.0" ci segnala che è in preparazione un'altra guerra, ma incomparabilmente più pericolosa per l'esistenza stessa dell'Uomo.»




Potete leggere tutto il libro qui

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grazie Mario





domenica 16 ottobre 2022

Biblioburro

 



Scopri il progetto Biblioburro , l'ideatore e gli adorabili asini.

“Il Biblioburro è una biblioteca itinerante che distribuisce libri agli avventori dal dorso di due asini, Alfa e Beto. Il programma è stato creato a La Gloria, in Colombia, da Luis Soriano. Il biblioburro opera all'interno dei comuni centrali del Dipartimento della Maddalena, sulla costa caraibica della Colombia”. ( Clicca per saperne di più )





giovedì 28 aprile 2022

Fosco Maraini [Antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta italiano, 1912-2004]





Fosco Maraini - Inverno siciliano, Enna misteriosa, Sicilia, 1952

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Un giorno un amica mi chiese quale fosse il libro che più avesse segnato la mia vita. Gli risposi immediatamente: "Ore Giapponesi" di Fosco Maraini.












mercoledì 20 aprile 2022

Kuniyoshi Kaneko [Giapponese, 1936-2015, pittore, illustratore e fotografo giapponese]





Kuniyoshi Kaneko - da: "金子 國義 Drink Me Eat Me, Seven oriental beauties" (2004)

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Drink Me Eat Me, Seven oriental beauties  è un libro fotografico
dedicato a sette vampiri giapponesi svelati in pose assassine e seducenti.






domenica 30 maggio 2021

Budapest

 




Questa fontana si trova a Budapest, tra la facoltà di legge dell’università Elte
e il Petőfi Literary Museum. Non c’era posto migliore per una fontana
a forma di libro dove un getto d'acqua agisce come una pagina che gira.