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lunedì 5 ottobre 2026
Albert Matignon [Francia, 1860–1937]
Albert Matignon - La Morphine (1905)
Olio su tela - 148 x 237 cm - Château-Musée de Nemours, Francia
L'opera cattura in modo intimo e drammatico il fenomeno della morfinomania, una dipendenza che si diffuse ampiamente nell'elegante borghesia parigina durante la Belle Époque. La scena mostra tre figure femminili in un interno raffinato, avvolte da vesti leggere e colte negli effetti dell'oppiaceo: una riversa esausta sul letto e un'altra in uno stato di estasi o torpore sensoriale.
Cartolina in cirillico per il mercato dell'Impero Russo dell'epoca
"Париж. Салон. — Морфинистки. — Матиньон."
"Parigi. Salon. — Le Morfiniste. — Matignon."
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domenica 4 ottobre 2026
Al Aumuller / Woody Guthrie
Al Aumuller - Woody Guthrie, New York, 8 marzo 1943
Collezione fotografica del "New York World-Telegram" presso la Library of Congress, Washington
Woody Guthrie è stato il vero e proprio menestrello della Grande Depressione. La sua stessa vita incarna il dramma sociale degli anni '30, trasformandolo nella voce dei più deboli.
Nato nel 1912 a Okemah, Oklahoma, visse un'infanzia segnata da gravi tragedie familiari (tra cui incendi domestici e la perdita della sorella). Il tracollo economico della famiglia coincise con la crisi del 1929. Quando nel 1935 la catastrofe ecologica delle tempeste di sabbia (il cosiddetto Dust Bowl) rase al suolo le coltivazioni delle grandi pianure americane, Woody fu costretto ad abbandonare tutto. Diventò uno dei tantissimi refugees e senzatetto itineranti (gli hoboes).
Mentre milioni di persone si spostavano verso la California percorrendo la mitica Route 66 in cerca di lavoro nei campi, Guthrie si unì a loro viaggiando su treni merci e facendo l'autostop.
Guthrie non cantava storie astratte, ma la realtà brutale del momento. Documentò lo sfruttamento dei braccianti agricoli (noti dispregiativamente come Okies), la fame, l'avidità delle banche che espropriavano le terre e i soprusi della polizia ferroviaria.
Usò la chitarra e la sua voce per dare dignità e speranza ai lavoratori nei campi di accoglienza e nelle baraccopoli. Le sue canzoni diventarono inni di protesta e solidarietà sindacale.
Lo storico album "Dust Bowl Ballads" (1940) racchiude i brani composti in quegli anni, considerati il primo vero concept album della storia focalizzato su una crisi economica e sociale. Brani come I Ain't Got No Home o Do Re Mi raccontano la disillusione del "sogno americano".
Guthrie divenne il punto di giunzione tra il giornalismo d'inchiesta alla John Steinbeck (autore di Furore) e la musica tradizionale folk, dimostrando per la prima volta negli Stati Uniti che una canzone poteva avere un impatto politico e sociale dirompente.
Woody Guthrie è stato il faro artistico e ideale per intere generazioni di musicisti. Senza di lui, la figura del moderno cantautore impegnato (il singer-songwriter) semplicemente non esisterebbe.
Il suo impatto su Bob Dylan e Bruce Springsteen ridefinì la storia della musica rock e folk americana.
Nei primi anni '60, un giovanissimo Bob Dylan arrivò a New York con un unico grande obiettivo: incontrare il suo idolo Woody Guthrie, che all'epoca era già ricoverato in ospedale a causa della corea di Huntington.
Dylan fu così folgorato da Guthrie da assorbirne completamente lo stile, il modo di cantare nasale, l'uso dell'armonica a bocca e persino l'accento dell'Oklahoma, fingendo per un periodo di essere un orfano vagabondo proprio come Woody.
Il primo brano in assoluto inciso da Dylan in un album ufficiale si intitola "Song to Woody" (1962), un esplicito e commovente omaggio in cui canta: "Sto cantando la mia canzone a Woody, ma la sto cantando a un milione di persone che sono fatte come te".
Dylan ereditò da Guthrie la capacità di trasformare le notizie di cronaca e le ingiustizie sociali in poesia e canzoni di protesta (come Blowin' in the Wind e The Times They Are A-Changin'), prima di evolvere verso il rock elettrico.
Se Dylan prese da Woody l'aspetto poetico e folk, Bruce Springsteen ne assorbì la coscienza di classe e il racconto epico dell'America dei dimenticati.
Springsteen scoprì a fondo Guthrie alla fine degli anni '70 grazie alla biografia Bound for Glory. Questa lettura cambiò radicalmente la sua scrittura, portandolo ad abbandonare le storie di corse d'auto giovanili per dedicarsi a canzoni sulla crisi economica e la disoccupazione.
L'album "Nebraska" (1982) disco acustico, cupo e minimale, è il tributo più diretto di Springsteen allo stile delle Dust Bowl Ballads di Guthrie. Racconta storie di emarginati, operai licenziati e criminali nati dalla disperazione.
Springsteen ha eseguito "This Land Is Your Land" dal vivo per decenni, restituendogli la rabbia originale e i versi più politici che spesso venivano censurati nelle versioni scolastiche. Nel 2009, la cantò insieme a Pete Seeger sui gradini del Lincoln Memorial per l'insediamento di Barack Obama.
L'eredità di Woody non si ferma a Dylan e Springsteen, ma si divide in vari filoni:
• Il Folk Tradizionale: Pete Seeger (suo grande amico e compagno di viaggio) e suo figlio Arlo Guthrie, che portarono avanti la tradizione del folk sindacale.
• Il Rock e il Punk: Band come i The Clash, gli U2 e i Rage Against the Machine si sono esplicitamente ispirati al messaggio antifascista di Guthrie. Tom Morello (chitarrista dei RATM) ha personalizzato le sue chitarre con scritte come "Arm the Homeless", chiaro richiamo a quella di Woody.
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Sidney D. Gamble [Sociologo e fotografo amatoriale che visse a lungo in Cina, 1890-1968]
Sidney D. Gamble - A Chinese criminal in the cangue, Hangzhou, 9 maggio 1908
Collezione storica Duke University Libraries, Durham, NC, US
La canga (木枷) era una pesante tavola di legno con un foro centrale per il collo. A differenza della gogna occidentale, non era fissata al terreno o a un palo; il prigioniero doveva camminare e convivere portandone il peso, che variava a seconda del reato commesso.
I cartigli inchiostrati incollati sulla struttura di legno non sono decorativi, ma riportano ufficialmente le generalità del criminale, il reato commesso e la durata della pena inflitta, esponendolo al pubblico ludibrio.
La larghezza della tavola impediva al condannato di piegare le braccia per portarsi il cibo o l'acqua alla bocca. Per questa ragione, la sopravvivenza del prigioniero dipendeva interamente dalla pietà dei passanti, degli amici o dei familiari che decidevano di nutrirlo direttamente.
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sabato 3 ottobre 2026
Dorothea Lange [American Social Realist Photographer, 1895-1965]
Dorothea Lange - Restaurant Segregation, Mississippi, 1938
L'immagine cattura in modo incisivo l'era della segregazione razziale sotto le leggi Jim Crow negli Stati Uniti meridionali. La composizione visiva mostra una coppia di clienti afroamericani seduti all'interno di un locale, parzialmente nascosti e separati dal resto dell'ambiente da una paratia o schermo di legno che pende sopra il bancone. Questa barriera fisica simboleggia visivamente la rigida divisione sociale ed etnica dell'epoca.
Sullo sfondo si notano cartelli pubblicitari d'epoca di marchi noti come la birra Jax e Budweiser (con il prezzo di 15 centesimi di dollaro per bottiglia). L'opera fa parte del vasto corpus di ricerche sociali ed etnografiche condotte da Dorothea Lange per conto della Farm Security Administration (FSA), mirate a documentare le reali condizioni di vita e le disuguaglianze negli Stati Uniti durante la Grande Depressione.
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venerdì 2 ottobre 2026
Marcel Roux [French, 1878 – 1922]
Marcel Roux - La Danse Macabre (1904-05)
Ink, ink wash and white gouache highlights on red pencil lines
La composizione fa parte di una serie di illustrazioni incentrate sul tema storico della danza macabra, reinterpretata da Roux con una forte sensibilità cupa e drammatica tipica del Simbolismo di inizio Novecento.
Al centro una figura demoniaca e alata afferra o trasporta una figura femminile vestita di bianco. Sulla destra si scorge una figura scheletrica posizionata sotto una struttura con una campana, un classico richiamo iconografico alla personificazione della Morte. Sullo sfondo si delinea il panorama di una città distesa lungo un fiume.
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Chéri Hérouard [Artista francese, 1881–1961]
Chéri Hérouard - Après le départ du train des maris (1923)
(Dopo la partenza del treno dei mariti)
Tavola per la rivista satirica e di costume francese "La Vie Parisienne"
Una giovane donna in stile flapper (tipico degli anni '20) danza gioiosamente stringendo le zampe di un gatto nero con un fiocco rosso.
La didascalia in basso gioca ironicamente sul famoso proverbio francese "Quand le chat n'est pas là, les souris dansent" (Quando il gatto non c'è, i topi ballano), ribaltandolo in: "Contrairement au proverbe, c'est quand les rats ne sont plus là que les chats dansent!" (Al contrario del proverbio, è quando i topi non ci sono più che i gatti ballano!). Nel contesto della rivista, i "topi" (o ratti) che se ne sono andati sono i mariti partiti in treno, lasciando le mogli libere di divertirsi spensieratamente.
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giovedì 1 ottobre 2026
Edvard Munch
Edvard Munch - Nattevandreren (1923-24)
(Il viandante notturno (Autoritratto)
Oil on canvas - 90 x 68 cm - Munch Museum, Oslo, Norvegia
Munch raffigura se stesso in età avanzata (intorno ai 60 anni) mentre vaga insonne all'interno della sua casa di Ekely. La figura si staglia in un ambiente domestico cupo e opprimente. Sulla destra si nota la sagoma scura di un pianoforte a coda, mentre lo sfondo è dominato da ampie finestre che lasciano intravedere la fredda luce blu della notte. Il volto emaciato, gli occhi ridotti a orbite scure e la postura ricurva incarnano perfettamente i temi cardine della poetica munchiana: la solitudine profonda, l'angoscia esistenziale e l'inquietudine legata alla vecchiaia e alla mortalità.
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mercoledì 30 settembre 2026
Louis Moe [Pittore, illustratore e scrittore norvegese che si stabilì in Danimarca, 1857-1945]
Louis Moe - The Devil Reads the Book of Destiny (1902)
Louis Moe raffigura un demone scuro e cornuto seduto su un cornicione di pietra mentre è intento a sfogliare e leggere un grande libro. Con l'altro braccio stringe un teschio umano.
Un illustrazione tipica dell'immaginario scuro, macabro e mitologico nordico di Louis Moe, intriso di simbolismo e atmosfere folcloristiche legate all'occulto e alla demonologia.
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Jan Bogaerts [Dutch, 1878-1962]
Jan Bogaerts - Gezicht op bordes landhuis (Veduta dell'ingresso di una casa di campagna)(1904)
Olio su tela - 40,4 x 60,7 cm - Collezione privata
Max Ernst [German-born French Dadaist/Surrealist Painter, 1891-1976]
Max Ernst - L'oeil du silence (L'occhio del silenzio)(1943-44)
Olio su tela - 110 × 143 cm
Museo d'arte Mildred Lane, Kimberley, St. Louis, Missouri, US
Per creare la texture complessa e quasi biologica del paesaggio, Ernst ha utilizzato la decalcomania, una tecnica surrealista automatica in cui il colore viene premuto sulla tela tramite una superficie liscia (come un foglio o una lastra di vetro) per generare macchie e trame casuali. L'artista ha poi rielaborato a pennello queste forme astratte, trasformandole in strutture rocciose, elementi architettonici decadenti, vegetazione fantastica, occhi e creature ibride nascoste.
Come molte opere di Ernst risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale (durante il suo esilio negli Stati Uniti), l'opera evoca un paesaggio onirico, desolato e inquietante, che riflette l'inconscio tormentato dai venti di guerra del XX secolo.
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Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]
Henri Gustave Jossot - Les Refroidis (I raffreddati / I morti)
Illustrazione satirica da "L'Assiette au Beurre" rivista satirica anarchica francese (1903)
Dialogo (in basso):
«– As-tu du tabac?» («Hai del tabacco?»)
«– Cherche dans mon cerveau : j'y fourre des tas de choses.» («Cerca nel mio cervello: ci ho ficcato un sacco di cose»)
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Magnus Zeller [Tedesco, 1888-1972]
Nave e sirene (Richiesta d'aiuto)
Olio su tela - 83 x 54 cm
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