Il film segue le vicende di Totò, un giovane orfano e scanzonato che si stabilisce in una baraccopoli alla periferia di Milano. Quando nel terreno viene scoperto il petrolio, i poveri abitanti della baraccopoli dovranno difendersi dalle mire di un ricco e cinico industriale, riuscendo a compiere piccoli e grandi "miracoli" quotidiani.
L'opera rappresenta un felice e poetico connubio tra la critica sociale tipica del neorealismo e l'elemento fantastico, favolistico e surreale (scritto in collaborazione con Cesare Zavattini, basato sul suo romanzo Totò il buono).
Il film ha vinto la prestigiosa Palma d'Oro (all'epoca denominata Grand Prix) al Festival di Cannes del 1951.

















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