Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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sabato 26 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen

 


L'atmosfera del locale è quella genuina delle vecchie locande marinare dove la materia prima non si nasconde.
Sul carrello di legno, una ricciola adagiata su un piatto fa capolino pronta per essere cucinata.
Sotto lo straccio umido a quadretti rossi e bianchi sembra un pesce a letto che riposa.




"GARNET" NEGROAMARO ROSATO SALENTO CANTINA PRODUTTORI DI MANDURIA




CALAMARO RIPIENO DI SCAROLA SU FONDUTA DI PROVOLA




PACCHERO TRIGLIA E GAMBERO DI PESCATO





domenica 20 settembre 2026

Il Pranzo Della Domenica









sabato 19 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen

 


TALO' SALICE SALENTINO DOP
Vitigni: 85% Negroamaro, 15% Malvasia Nera di Brindisi



FIORENTINA CON LE PATATE





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venerdì 18 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen: Ewald Volhard, Il cannibalismo



Gastrosofia cannibali e gourmet


Dio solo sa che cosa abbia indotto Giulio Einaudi a pubblicare nel giugno del 1949, in un'Italia che stentava ancora a far quadrare il pranzo con la cena, un libro di seicento e passa pagine sull'antropofagia scritto dieci anni prima, nella Germania hitleriana, da un giovane studioso che sarebbe morto nell'immane orgia cannibalica della guerra. Fatto sta che Il cannibalismo di Ewald Volhard, allievo di Leo Frobenius, era e rimane tuttora il più ampio, minuzioso e documentato repertorio sugli usi antropofagici basato su testimonianze dirette di esploratori, missionari ed etnologi.

Grazie a questo libro sappiamo tutto quel che c'è da sapere sulle popolazioni che praticavano il cannibalismo, sulle circostanze in cui veniva esercitato, sui rituali che lo accompagnavano, nonché sulle sue differenti tipologie: dal cannibalismo di guerra, a spese dei nemici sconfitti, a quello "giuridico", a scapito dei criminali condannati a morte; dal cannibalismo magico-religioso a quello parentale, encomiabile atto di pietà verso i propri cari defunti illustrato già da Erodoto; fino alle manifestazioni, relativamente rare, di cannibalismo profano.

Apprendiamo, fra l'altro, che il I Congresso internazionale di Antropofagia fu tenuto nel 1871 a Bologna. Apprendiamo qua e là, di straforo, qualche rara notizia di carattere gastronomico. 
Se la carne umana sia più o meno buona di altre carni, è questione controversa e di difficile soluzione, e non solo per banali ragioni pratiche. Come si usa dire in questi casi, sui gusti non si discute. Per alcune popolazioni non c'era sostanziale differenza: "La carne è carne" chiosa Volhard. 

Presso i Ba-Ati e i Baloi il costo di una capra e quello di uno schiavo da macellazione si equivalevano. Gli Jaga vendevano sul mercato rionale, più o meno allo stesso prezzo, sia la carne ovina e bovina che quella umana. I Bangwa non la distinguevano dalla carne d'antilope. Nel Nissan si ingrassavano e si commerciavano (l'accostamento non suoni maschilista) sia le donne che i maiali. Gli indigeni della Nuova Caledonia paragonavano la carne d'uomo a quella dei pesci di mare, e nelle isole Figi la vittima predestinata di un banchetto cannibalico veniva addirittura chiamata "pesce". Altre popolazioni, invece, andavano ghiotte della carne umana, che giudicavano particolarmente prelibata. Per i Baja, i Sande, i Pambia, i Manjema, gli Haussa e via elencando, era la migliore in assoluto. Quando ai Basuto furono regalati bovini a patto che abbandonassero l'antropofagia, costoro si sentirono presi per i fondelli e rifiutarono indignati lo scambio. Gli indigeni di Tanna guardavano dall'alto in basso i bianchi che si cibavano di volgare carne suina mentre facevano gli schizzinosi con quella umana.

Anche su quale fosse la parte migliore - il cosiddetto "boccone del prete" - c'era disparità di vedute. Per i Babufuk e le altre tribù del Niger erano una leccornia le palme della mano; per i Warega i piedi e gli intestini; per i nativi della Nuova Guinea il cervello; per gli aborigeni del fiume Herbert il grasso intorno ai reni, considerato "un cibo leggero e rinforzante"; per gli antichi Tartari, a detta di John de Mandeville, le "orecchie condite con aceto"; per gli indigeni del Nissan i lombi; per i Wasongola e numerose altre popolazioni antropofaghe le mammelle femminili. Di queste pare fossero avidi anche gli Unni che, stando ad Americo Scarlatti, serbavano per Attila "le più tenere e delicate, quelle cioè delle fanciulle". Un paio di ragazze alla settimana, per consumarne solo le poppe, faceva macellare, nel suo piccolo, anche un capo di Aoba.

Era opinione largamente diffusa che la carne più pregiata fosse proprio quella delle giovinette o, in mancanza, quella dei giovani schiavi castrati. I sovrani non si facevano mai mancare tagli pregiati di ragazze ingrassate allo scopo. Il re dei Baja non mangiava altro. Un capo degli Jaga, che ne andava ghiottissimo, ne sacrificò almeno un centinaio. I Bangala raccontavano la dolorosa storia di un loro re che, benché ricco sfondato, si era ridotto in miseria "a furia di comprare tante graziose e grasse giovani femminucce per mangiarle".
 
Quanto alla provenienza delle carni o - come si usa dire oggi - alla "filiera", tutti i cannibali gourmands concordano sulla qualità decisamente mediocre di quella dei bianchi. Come ai volatili da cortile sono da preferirsi quelli bradi, - spiega Alberto Cougnet sulla scorta di Karl Lumholtz - così "la squisitezza o haut goût delle carni è sempre più pronunziata nella selvatica". Né è da stupirsi che la carne della razza gialla sia quella tenuta in maggior pregio, "avvegnaché i Chinesi si nutrono quasi esclusivamente di riso, mentre i bianchi, oltre all'essere onnivori, le loro carni sono sempre impregnate di esalazioni di tabacco e di acquavite", donde la necessità di sottoporli preventivamente "ad un regime di gavage come le oche di Strasburgo".

Con le puntuali osservazioni di Cougnet, frutto di competenze alimentari di prim'ordine, contrastano le scarne annotazioni di Volhard, che sbriga il lato culinario della faccenda asserendo che "la preparazione della carne umana non si distingue necessariamente da quella di altri generi di carne". Possiamo, con un po' di fatica, estrapolare tre misere "specialità": lo schiavo frollato per un giorno in acqua corrente, eviscerato e imbottito di banane, piatto tipico dei Bangala; la cottura in una buca scavata nel terreno e foderata di profumate foglie di kata, praticata dai Binbinga; l'affumicatura della carne umana da parte dei Mangbettu, dei Badinga, dei Bangala e altri ancora.





domenica 13 settembre 2026

Il Pranzo Della Domenica









 

sabato 12 settembre 2026

ORE 12:00 - MOMENTO ZEN

 





PESCE PRETE O LUCERNA






TRIGLIE FRITTE






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venerdì 11 settembre 2026

Artus Wolffort [Flemish painter, 1581–1641]

 


Artus Wolffort - Bearded Man Cooking Sausages
(Uomo barbuto che cucina salsicce, noto anche come Allegoria dell'inverno)






Quanti amori nati e morti in una sola fermata di metropolitana. (_iaci, Twitter)

 







sabato 5 settembre 2026

ore 12:00 - momento zen

 


TAGLIATELLE ALLO SCOGLIO


CACCIUCCO ALLA LIVORNESE


ETNA CANTINA PLANETA











giovedì 3 settembre 2026

Giuseppe Arcimboldo [Italian Mannerist Painter, ca.1530-1593]


Giuseppe Arcimboldo - Il cuoco (ca.1570)






domenica 30 agosto 2026

Il Pranzo Della Domenica









 

giovedì 27 agosto 2026

Kenne Grégoire [Dutch, b. 1951]

 


Kenne Grégoire - Fish Bone Plate (2018)
Acrylic on linen - 40 x 30 cm






lunedì 24 agosto 2026

Leccapadelle







Eh insomma... ero li che facevo le mie compere quando ti sento una signora che parla alla sua amica di un leccapadelle. Leccapadelle? pensavo di avere tutti gli strumenti "dell'arte" e invece scopro all'improvviso che mi manca il leccapadelle. Non che si sia mai sentita l'esigenza di avere un qualcosa in più di quello che già ho, ma non è quello, è una questione di principio. Leccapadelle? e leccapadelle sia e così abbiamo arricchito la cucina di un nuovo collaboratore.







domenica 23 agosto 2026

ore 12:00 - Il Pranzo Della Domenica

 






sabato 22 agosto 2026

domenica 16 agosto 2026

Il Pranzo Della Domenica









Terry Fincher




Terry Fincher (Keystone/Getty Images)
La modella Mirva Arvinen (Miss Finlandia 1955) insieme ad Andria Loran (eletta "Fair Queen"
del quartiere di Soho) e un'altra ragazza, mentre partecipano a una tradizionale gara di
velocità nel mangiare gli spaghetti organizzata in occasione della famosa fiera locale (Soho Fair).
Frith Street nel quartiere di Soho, Londra, 10 luglio 1956






venerdì 14 agosto 2026

ore 12:00 - momento zen

 


LOMBRICHELLI FATTI IN CASA ALLA GRICIA ESTIVA (GUANCIALE E FINOCCHIETTO)



PORCO IN ESSENZA CON SALSA DI MIRTILLI
Un piatto buonissimo ci vogliono 2 gg di preparazione


Gli Stati Uniti sono sicuramente il posto dove le costine di maiale toccano la massima espressione. Ci sono posti semplicemente eccezionali, uno di questi è il Dallas BBQ - Times Square a NYC dove si abbinano alla grande al Margarita. Anche sulla west coast comunque non scherzano. A Los Angeles vi raccomando il Wood Ranch Camarillo con porzioni mega galattiche.

Eppure dovevo capitare in questo ristorantino in un paesino della Tuscia per assaporare le migliori costine del mondo (diciamo pure del mio mondo). Purtroppo non sono riuscito a rendere giustizia al piatto con la foto. Ma credetemi... eccezionali.