Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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domenica 12 aprile 2026

Gesualdo Bufalino





Pericoloso entrare senza frustino nella gabbia dei ricordi.

Mordono.


: :  Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987  : :





lunedì 19 gennaio 2026

Gesualdo Bufalino






Chiuso per lutto
: :  Gesualdo Bufalino  : :

Basta così, giù il sipario, non me la sento stasera.
Si chiude. Vi rimborso il biglietto.
Lasciamo Guerrino per un bel po’
a sbrogliarsela con le tenebre
sul ciglione dell’abisso.

Gli farà bene vegliare anche lui
in questa Notte d’Ulivi della Sicilia…
Sicilia santa, Sicilia carogna…
Sicilia Giuda, Sicilia Cristo…
Battuta, sputata, inchiodata
palme e piedi a un muro dell’Ucciardone,
fra siepi di sudari in fila
e rose di sangue marcio
e spine di sole e odori,
sull’asfalto, di zolfo e cordite…

Isola leonessa, isola iena…
Cosa di carne d’oro settanta volte lebbrosa…

No, non verrà Guerrino a salvarla
con la spada di latta
a cavallo di Macchiabruna…

Nessun angelo trombettiere
nel mezzogiorno del Giudizio
suonerà per la vostra pasqua,
poveri paladini in borghese,
poveri cadaveri eroi,
di cui non oso pronunziare il nome…

Non vi vedremo mai più sorridere
col telefono in una mano
e una sigaretta nell’altra,
spettinati, baffuti, ciarlieri…

Nessuna mano solleverà
la pietra dei vostri sepolcri…
Nessuna schioderà
le bare dalle maniglie di bronzo…

Forse solo la tua, bambino.




Questi versi del 1992 dello scrittore e poeta siciliano Gesualdo Bufalino custodiscono la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nato il 19 gennaio 1940 a Palermo, ma anche di tutti coloro che hanno combattuto la mafia pagando con la vita. Una poesia di grande impatto emotivo che condivide l'amarezza di chi si fa portavoce delle menti e delle anime alla ricerca di una profonda rivoluzione culturale contro tutte le mafie, in seno a una profonda riflessione civile e morale che scava nelle radici più profonde della Sicilia.









giovedì 27 giugno 2024

Gesualdo Bufalino


Gesualdo Bufalino, Diceria dell'untore



giovedì 26 ottobre 2023

Gesualdo Bufalino




Gesualdo Bufalino, Diceria dell'untore



mercoledì 25 ottobre 2023

Gesualdo Bufalino




Gesualdo Bufalino, Diceria dell'untore



domenica 28 ottobre 2018

venerdì 15 settembre 2017

lunedì 24 luglio 2017

venerdì 14 luglio 2017

good night skeletons & skulls! (Gesualdo Bufalino)



"È la vita che si trasforma in sogno 
e il sogno che si trasforma in vita, 
così come avviene per la memoria."

: :  Gesualdo Bufalino  : :


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venerdì 9 giugno 2017

good night skeletons & skulls! (Gesualdo Bufalino)



"Se volete sapere di più su di voi, origliate dietro le porte."

: :  Gesualdo Bufalino  : :


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sabato 1 aprile 2017

martedì 14 marzo 2017

good night skeletons & skulls! (Gesualdo Bufalino)





"La parola ha preceduto la luce e non viceversa: Fiat lux e la luce fu."

: :  Gesualdo Bufalino  : :


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giovedì 21 aprile 2016

Gesualdo Bufalino




"Pericoloso entrare senza frustino 
nella gabbia dei ricordi. Mordono."

: :  Gesualdo Bufalino, Il malpensante. Lunario dell’anno che fu  : :


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lunedì 16 novembre 2015

Me Sha'She [Bamoun, Camerun]



"Non vedo perché sia legittimo amare insieme Cimarosa, Bach e Stravinskij 
e sia da fedifraghi amare a un tempo Carolina, Claudia e Maria. "


: :  Gesualdo Bufalino  : :


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lunedì 6 luglio 2015

Gesualdo Bufalino




"Se una lezione ho imparato riguardo a questa cosa strana che è la vita, è che conviene viverla. Come se… Come se fossero reali tutti i fantasmi che ci siamo inventati (amore, amicizia, famiglia, gloria, Dio…) di cui si maschera il niente.” 


: : Gesualdo Bufalino, Bluff di parole : :



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lunedì 29 giugno 2015

Gesualdo Bufalino




“Dovendo dire addio a un luogo e a una persona mi sono ripassato gli addii letterari che so, caso mai potessero consolarmi. Da Tasso (“Fur segni forse della tua partita, / la vita della mia vita?”) a Bob Dylan (“Addio è una parola troppo grossa / così ti dirò solo arrivederci”); dallo Shakespeare dei sonetti (“Addio! / Troppo caro tu sei perché ti tenga!”) al Racine di Berenice (“Addio! Pensa, signore, quanto risuoni questa / dispietata parola agli amanti funesta!”)… Cosa me n’è venuto? Nessun soccorso, se non la persuasione che seppure non valga benda quando lo strazio e più nudo, l’atto stesso di bendarsi con le parole contiene una qualche virtù di svago analgesico, come il lamento o l’urlo o il morso alle labbra del ferito sulla barella.”

: :  Gesualdo Bufalino, Il malpensante. Lunario dell’anno che fu  : :


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