Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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mercoledì 6 maggio 2026

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]

 


Jan Vermeer - View of Delft (1660-61)
(Veduta di Delft)
Oil on canvas - 96.5 x 115.7 cm - Koninklijk Kabinet van Schilderijen Mauritshuis, L'Aia






Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675] e il suo segreto.




Johannes Vermeer - Brieflesendes Mädchen am offenen Fenster (1657-59)
(Ragazza che legge una lettera davanti a una finestra aperta)
Oil on canvas - 83 x 64.5 cm - Staatliche Kunstsammlungen Dresden


Il Segreto: il quadro cancellato. Dietro la donna si vede quella che è rimasta una parete bianca fino a un'analisi scientifica del 1979. Allora si scoprì che un dipinto di Cupido decorava la parete. All'epoca si pensava che Vermeer stesso avesse nascosto il dio dell'amore, ma si scoprì che si trattava di una successiva imbiancatura. Solo nel 2021, dopo 3 anni di restauro, il dipinto fu svelato con il Cupido, per la prima volta in centinaia di anni.
Questa l'opera restaurata:





 



da: focus

mercoledì 4 marzo 2026

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]




Jan Vermeer - De Astronoom (L'Astronomo)(ca. 1668)
Olio su tela - 50 × 45 cm - Museo del Louvre, Parigi










giovedì 16 ottobre 2025

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]




Jan Vermeer
- Donna che scrive una lettera (ca.1665) 
Olio su tela - 45 x 40 cm - National Gallery of Art, Washington









martedì 2 settembre 2025

Jan Vermeer

 


dettaglio di "La Ragazza col turbante",
meglio conosciuta come "Ragazza con l'orecchino di perla"
("Meisje met de parel") di Jan Vermeer (1665)







mercoledì 29 maggio 2024

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]




Jan Vermeer - Bicchiere di vino (tra il 1658 e il 1660)
Olio e pittura su tela - 67,7 x 79,6 cm - Gemäldegalerie der Staatlichen Museen, Berlin














mercoledì 6 marzo 2024

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]




Jan Vermeer - The Allegory of the Faith (ca. 1670)
Oil on canvas - 114,3 x 88,9 cm - Metropolitan Museum of Art, NYC







 


mercoledì 28 dicembre 2022

Banksy





Forse non tutti sanno che Banksy è originario di Bristol, e che proprio in questa città ha mosso i primi passi. Proprio a Bristol sul muro esterno dell’Albion Dockyard in Hanover Place si può ammirare un murale del 2014 che si chiama “Girl with a Pierced Eardrum”.
E' la versione personale dell’opera “Ragazza con turbante” di Jan Vermeer (meglio conosciuta come “Ragazza con l’orecchino di perla”).
L'orecchino di perla non c'è, al suo posto troviamo la centralina dell'allarme del palazzo.
Da qui il nome, e il sarcasmo, dell'opera: La ragazza con il timpano trafitto... dall'assillante sirena dell'allarme della palazzina.








domenica 18 giugno 2017

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]



Jan Vermeer - La Ragazza con velo (o Ritratto Wrightsman)(ca. 1666-67)
Olio su tela - 44,5x40 cm - Metropolitan Museum of Art di New York



sabato 18 aprile 2015

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675]



Jan Vermeer ~ The Girl with the Red Hat (1665-66)



mercoledì 14 gennaio 2015

Sigmund Freud/Johannes Vermeer

Johannes Vermeer (attrib.) - Saint Praxedis (det.)(1655)


“Gli uomini amano le donne che non desiderano 
e desiderano donne che non amano”.


: :  Sigmund Freud  : :


mercoledì 16 gennaio 2013

Gustave Flaubert (1821 – 1880), scrittore francese


“Si può essere padroni di ciò che si fa, ma mai di ciò che si prova.”


immagine: detail from Johannes Vermeer “Girl with the pearl earring”, ca. 1665

giovedì 30 agosto 2012

Salvador Dali


Salvador Dali - The Ghost of Vermeer van Delft which Can Be Used as a Table (1934)

°

lunedì 20 agosto 2012

Un Chien Andalou [1929]


Un chien andalou è un cortometraggio del 1929 scritto, prodotto ed interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí, e diretto dal solo Buñuel. È considerato il film più significativo del periodo del cinema surrealista.

Il film ha l'obiettivo di provocare un impatto morale sullo spettatore attraverso l'aggressività delle immagini, offensive per l'epoca. È una temperie di assurdità, oniricità, stranezze, creatività che i surrealisti utilizzano per evidenziare l'inafferrabilità dell'esistenza e quindi la sua intrinseca meravigliosità.
I critici hanno suggerito che Un chien andalou può essere compreso come un tipico pezzo buñueliano antiborghese e anticlericale. L'uomo che trascina il piano, gli asini e i preti è stato interpretato come un'allegoria del progresso dell'uomo verso il suo obiettivo che viene ostacolato dal peso delle convenzioni della società che è costretto a sopportare.

Prodotto in Francia nel 1928, ha le sue radici nel movimento cinematografico francese dell'avanguardia surrealista dell'epoca, e si pone al contempo come critica verso movimenti precedenti, come il dadaismo, contro il quale contrappone la presenza di un contenuto, oltre al solo uso delle immagini originali e sorprendenti.
Nel 1960, sotto la direzione di Buñuel, è stata aggiunta una colonna sonora al film. Buñuel ha usato la stessa musica che eseguì (usando registrazioni fonografiche) alla proiezione del 1929: il Liebestod dal Tristano e Isotta di Richard Wagner e due tango argentini.

Analisi delle scene

Il film è un susseguirsi di scene senza apparente connessione, che causa nello spettatore l'impressione di assistere alla messa in scena di un delirio onirico. In realtà vi sono contenuti significati molto profondi, leggibili alla luce della psicanalisi, che sono stati oggetto di numerosi studi.

La primissima scena è una delle più terrificanti dell'intera storia del cinema: il regista stesso, dopo aver guardato la luna, affila un rasoio e si avvicina a una donna seduta alla quale tiene ben aperto l'occhio sinistro; nella scena successiva taglia l'occhio in due (in realtà un trucco di montaggio, col taglio dell'occhio di un vitello morto). La scena è emblematica della rivoluzione visiva surrealista, che intende squarciare l'occhio dello spettatore per fargli vedere, anche a costo di grandi sofferenze, tutto quello che non ha mai visto e forse non ha mai voluto vedere. Buñuel compie comunque due operazioni - tagliare e osservare - interpretabili anche come azioni fondamentali per qualsiasi regista nella fase di montaggio di un film.

Le didascalie sono completamente fuorvianti e indicano momenti (otto anni dopo, alle tre del mattino, sedici anni prima, in primavera) completamenti slegati da quello che viene mostrato: sembrano suggerire un andamento ciclico della storia o comunque al di fuori del tempo, secondo uno schema che mira a costruire una situazione eterna e universale.

Il tema del film è quello di un uomo e una donna attratti reciprocamente da una pulsione erotica intensa e violenta (tra le prime rappresentazioni cinematografiche di una sensualità così esplicita), ma una serie di situazioni e figure si interpongono fra i due. Le visioni sembrano scaturire dall'inconscio più profondo dell'uomo (ricordi di scuola, il doppio, la scatola con gli oggetti cari), mentre la donna è quella che guarda, attende e cerca l'uomo, ma quando viene toccata lo respinge con orrore.

All'inizio l'uomo va in bicicletta, mentre una donna sta leggendo un libro in una casa, per poi buttarlo via: l'inquadratura mostra una pagina con La merlettaia di Vermeer, un simbolo della femminilità casalinga e tradizionale. La donna si affaccia alla finestra e vede l'uomo in bicicletta che passa e cade proprio davanti alla sua porta. Allora scende e, trovandolo ancora immobile, con una misteriosa scatola a righe al collo, lo soccorre e lo bacia. Tornata in casa apre la scatola a righe e vi trova una cravatta avvolta in carta a righe, che ella mette in un colletto di cartone, ricreando sul letto la forma dell'uomo con i suoi abiti distesi. Si siede poi ad aspettare guardando il letto finché non si accorge dell'uomo nella stanza. Lui si sta guardando la mano, al centro della quale si trova un foro dal quale escono formiche (un'immagine che Dalí disse di aver sognato). Anche la donna si avvicina, allora sovvengono immagini sessuali (peluria di ascella, paragonata a un riccio di mare).

La scena successiva mostra un personaggio androgino, vestito da uomo ma dai tratti femminili, che per strada, in mezzo a una folla curiosa allontanata a stento da un poliziotto, tocca con un bastone una mano mozza. L'uomo e la donna guardano dalla finestra. L'androgino tiene in mano la stessa scatola a righe dell'uomo, per cui rappresenta forse una sua proiezione di femminilità. L'androgino resta solo con la scatola in mezzo alla strada e macchine gli passano vicino, finché una non lo investe, sorprendendo l'uomo.

A quel punto lui è preso da un raptus sessuale e si dirige verso la donna, immobilizzandola contro un muro e toccandole con insistenza i seni, che lui immagina nudi, facendo un'espressione di intensa libido animalesca (arriva anche a sbavare). I seni diventano poi natiche nude e poi ancora seni, finché lei non lo respinge scappando per la stanza. Lui la insegue finché lei non resta in un angolo, minacciandolo con una racchetta. Allora lui inizia ad avvicinarsi malizioso, ma nell'incedere deve raccogliere due corde e trainare un misterioso fardello, che si scopre essere composto da due tavole che sembrano quelle dei Dieci Comandamenti, due pianoforti con sopra una carcassa putrefatta d'asino ciascuno, ai quali sono legati anche alcuni preti distesi (simbolo dei freni alla sessualità posti dalla Chiesa e dalla società).

Uno dei due preti era interpretato da Dalí, ma poi nella scena montata fu sostituito da un altro attore; per un errore, però, è possibile vedere Dalí per pochi fotogrammi la prima volta che vengono inquadrati i due preti.

La donna allora fugge e blocca nella porta la mano dell'uomo, dalla quale escono ancora le formiche. Poco dopo lei lo rivede nel letto malato, con la scatola a righe al collo. Un altro uomo viene a fare visita e suona un campanello (che ha il rumore di uno shaker, mostrato nell'inquadratura successiva). Entra e si avventa contro l'uomo malato e poco dopo si scopre che è la stessa persona. Crudelmente l'uomo strappa all'alter ego malato la scatola e tutti gli accessori della sua vita precedente, scaraventandoli fuori dalla finestra. Poi l'alter-ego mette l'uomo in castigo e lo fa tornare sui banchi di scuola, commiserandolo. Mentre fa per andare via l'uomo blocca l'alter ego e lo elimina sparandogli. Esso muore allora all'aperto, aggrappandosi alla schiena di una donna.
L'uomo liberato passeggia allora all'aperto con un amico e viene invitato a vedere l'uomo ucciso, che viene poi portato via in una sorta di corteo funebre.

La donna torna a casa e vede sul muro il simbolo macabro della farfalla Sfinge testa di morto, con il teschio sul corpo. Si trova davanti l'uomo e lo sgrida, ma lui ha perso la bocca: al suo posto ha i peli d'ascella, che lei non ha più. Lei se ne va offesa, facendo la linguaccia e i due si ritrovano sul mare. Adesso è lei a cercare l'uomo, ma lui sembra distaccato, le mostra solo l'orologio. Lei allora lo bacia e lui si riscalda, abbracciandola. Iniziano allora a passeggiare finché l'uomo non nota sulla riva i resti della scatola a righe e gli oggetti della sua vita passata, che scansa ridendoci su.

I due s'incamminano allora abbracciati e felici, ma l'ultima scena (Au printemps) è demoralizzante: i due sono sepolti fino ai gomiti nella sabbia e sono vicini ma immobili, impossibilitati a toccarsi.

da wikipedia

sabato 4 settembre 2010

Jose Guadalupe Posada - Johannes Vermeer


Johannes Vermeer - Lo studio dell’Artista (1665-67)


Jose Guadalupe Posada
"Artist's Studio" di Johannes Vermeer versione Dias De Los Muertos
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