Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)
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lunedì 5 ottobre 2026

P




Iniziale 'P' di un antifonario della Cattedrale di Santa Maria di Burgos (1470-1500)



La grande lettera iniziale "P" (di Placebo) è istoriata con l'iconografia del Memento Mori. All'interno della lettera è raffigurato uno scheletro che regge una freccia e una clessidra, simboli universali dello scorrere del tempo e della morte inevitabile.




Non è un paese per giovani

 



Margaret Owen, 94 anni, è stata arrestata a Liverpool durante una manifestazione fuori dalla conferenza del Partito Laburista, Regno Unito [Per gentile concessione di Amelia Hall]


La protesta è stata organizzata a Liverpool in concomitanza con il congresso annuale del Partito Laburista, per fare massima pressione sui ministri e sul Premier, chiedendo l'immediata revoca del bando e la fine delle licenze di esportazione di armi verso Israele.

La manifestazione ha riscontrato una forte attenzione mediatica, in particolare per l'arresto della novantaquattrenne Margaret Owen, nota avvocata penalista e attivista ebrea per i diritti umani. Il fermo è avvenuto il 27 settembre 2026 a Liverpool, proprio all'esterno della sede in cui si teneva il congresso annuale del Partito Laburista britannico.

L'evento, organizzato dalla coalizione Defend Our Juries, ha visto la partecipazione di centinaia di dimostranti intenzionati a sfidare apertamente la linea politica del governo guidato dal Primo Ministro laburista sulla guerra a Gaza. I manifestanti esigevano lo stop immediato alle forniture militari dirette a Israele e criticavano duramente la repressione del dissenso interno.



La polizia arresta un manifestante durante una dimostrazione a sostegno di Palestine Action fuori dalla sede della conferenza, il primo giorno della conferenza annuale del Partito Laburista a Liverpool, nel nord-ovest dell'Inghilterra, il 27 settembre 2026 [Oli Scarff/AFP].


Un agente di polizia parla con un sostenitore del gruppo Palestine Action mentre i manifestanti si radunano per protestare fuori dalla sede della conferenza, il primo giorno del congresso annuale del Partito Laburista a Liverpool, nel nord-ovest dell'Inghilterra, il 27 settembre 2026 [Oli Scarff/AFP].


da e approfondimenti su aljazeera




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Donal Duck non ci sta a perdere le elezioni

 




Sul palco della mobilitazione di ieri a New York l'attore ha accusato apertamente l'amministrazione Trump e i suoi sostenitori di voler ostacolare l'esercizio democratico. De Niro ha sintetizzato la situazione affermando: "Non riescono a ottenere il sostegno degli elettori, e allora cosa fanno? Provano a portarci via i nostri voti".

La risposta alle minacce federali e militari: La protesta è scattata in reazione alle recenti dichiarazioni di Trump, il quale si è rifiutato di escludere il ricorso all'Insurrection Act (l'Atto anti-insurrezione) e allo stato di emergenza per controllare i seggi elettorali. Per De Niro e gli organizzatori della mobilitazione, queste mosse rappresentano un tentativo illegittimo di intimidazione e di controllo federale sul voto.

I sondaggi d'opinione registrano un calo significativo della popolarità di Trump, con un tasso di disapprovazione che oscilla tra il 50% e il 60%. Più della metà degli americani (il 55% secondo le rilevazioni NBC) ritiene che le sue politiche abbiano danneggiato l'economia. I cittadini risentono fortemente del caro vita, dell'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità al supermercato e dell'impennata dei costi della benzina (saliti di oltre il 30%).

A gravare sul clima economico e sociale vi sono i contraccolpi del conflitto geopolitico in Iran e l'impatto economico dei dazi doganali, come quelli verso il Canada, che hanno aumentato la pressione sulle spese delle famiglie americane. Inoltre, le forti tensioni ideologiche sono alimentate da riforme polarizzanti sul controllo del voto (come le restrizioni sul voto per corrispondenza).

Con le elezioni di novembre ormai alle porte, i sondaggi indicano il rischio concreto per il Partito Repubblicano di perdere il controllo della Camera dei Rappresentanti a favore dei Democratici. La perdita del Congresso esporrebbe l'amministrazione a continue indagini parlamentari e mandati di comparazione (subpoenas).

In questo contesto di forte vulnerabilità politica, gli analisti interpretano il rifiuto di Trump di escludere l'uso dell'Insurrection Act come un segnale di profonda apprensione interna per l'esito del voto e come una possibile contromisura per mantenere il controllo politico.

La tendenza di Donald Trump a non accettare passivamente una sconfitta elettorale è un elemento centrale della sua strategia politica.

Attraverso i suoi canali social (come Truth Social), Trump ha intensificato gli attacchi contro la regolarità del sistema elettorale americano, definendo il processo di voto "corrotto". Ha paragonato la lentezza del conteggio dei voti in alcune città statunitensi a quella di altri Paesi, sostenendo – senza fornire prove – che i ritardi vengano utilizzati per truccare i risultati.

Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) sotto la sua amministrazione ha avviato una serie di azioni legali e inchieste mirate sul voto dei non cittadini in vari Stati (come in Minnesota e Utah). Sebbene studi indipendenti dimostrino che il fenomeno sia estremamente raro, la macchina governativa viene impiegata per convalidare politicamente le affermazioni di Trump sull'esistenza di presunte vulnerabilità del sistema.

Trump ha paventato l'intenzione di esercitare un controllo federale sulle procedure di voto (tradizionalmente gestite a livello statale), proponendo la "nazionalizzazione" delle regole elettorali in diverse aree ritenute a rischio irregolarità. A questo si aggiungono le recenti tensioni legate al rifiuto di escludere il ricorso allo stato di emergenza nazionale o all'Insurrection Act per motivi di sicurezza nei seggi.




Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]




Tobias Weiss - Canes comedent Jezabel in agro Jezrahel. III. Reg. XXI. 23. (1891)


La scena descrive il drammatico episodio biblico tratto dal Terzo libro dei Re (corrispondente al Secondo libro dei Re 9:30-37), in cui viene decretata e consumata la morte della regina Gezabele.

Sul lato sinistro, Gezabele viene scaraventata giù dalle finestre del palazzo reale per ordine di Ieu, che sopraggiunge trionfante a cavallo insieme ai suoi soldati al centro della composizione. In basso, i cani sono pronti a divorare i resti della regina in adempiendo alla profezia di Elia.

Il testo in latino riportato nella parte inferiore cita il versetto biblico di riferimento:

"Canes comedent Jezabel in agro Jezrahel. III. Reg. XXI. 23."

(I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl)




 

La mano tatuata di una delle mummie del bacino del Tarim, Xinjiang, Cina




La mano mummificata e tatuata di una delle mummie del Tarim


Questi reperti archeologici risalgono a un periodo compreso all'incirca tra il 1900 a.C. e il 200 d.C.. La mano in questione evidenzia dettagliati motivi decorativi impressi sulla pelle, a testimonianza dell'antica e diffusa pratica del tatuaggio in queste comunità storiche dell'Asia centrale.




Aleksej Vasil'evič Tyranov [Russia, 1808–1859]

 


Aleksej Vasil'evič Tyranov - Борьба за душу (La lotta per l'anima)(1840)


La lotta per l'anima o Un angelo combatte contro lo spirito maligno per l'anima di un morente è un opera che descrive in modo drammatico la lotta spirituale tra il bene (l'angelo custode sulla sinistra) e il male (lo spirito maligno sulla destra) per la salvezza dell'anima di un uomo.




domenica 4 ottobre 2026

Balthus aka Balthasar Kłossowski de Rola [French Painter, 1908-2001]



Balthus - Passage du Commerce-Saint-André (1952-54)
Olio su tela - 294 x 330 cm - Collezione Privata



Il monumentale rappresenta una scena urbana dal sapore enigmatico e senza tempo, ambientata nel reale Passage du Commerce-Saint-André di Parigi, un vicolo storico dove l'artista ha avuto il suo studio per molti anni.
Tipico dello stile di Balthus, il quadro è pervaso da un'atmosfera sospesa, quasi onirica e surreale. I personaggi, pur trovandosi nello stesso spazio, appaiono isolati nei propri pensieri e non interagiscono tra loro, creando un forte senso di alienazione.
Sulla scena si muovono diverse figure ritratte in pose cristallizzate: una ragazza in primo piano sulla destra in atteggiamento pensoso, un uomo di spalle che cammina verso il fondo, un anziano con il bastone, dei bambini sulla sinistra e una figura ricurva seduta sul marciapiede.





Al Aumuller / Woody Guthrie

 


Al Aumuller - Woody Guthrie, New York, 8 marzo 1943
Collezione fotografica del "New York World-Telegram" presso la Library of Congress, Washington



Woody Guthrie è stato il vero e proprio menestrello della Grande Depressione. La sua stessa vita incarna il dramma sociale degli anni '30, trasformandolo nella voce dei più deboli.
Nato nel 1912 a Okemah, Oklahoma, visse un'infanzia segnata da gravi tragedie familiari (tra cui incendi domestici e la perdita della sorella). Il tracollo economico della famiglia coincise con la crisi del 1929. Quando nel 1935 la catastrofe ecologica delle tempeste di sabbia (il cosiddetto Dust Bowl) rase al suolo le coltivazioni delle grandi pianure americane, Woody fu costretto ad abbandonare tutto. Diventò uno dei tantissimi refugees e senzatetto itineranti (gli hoboes).
Mentre milioni di persone si spostavano verso la California percorrendo la mitica Route 66 in cerca di lavoro nei campi, Guthrie si unì a loro viaggiando su treni merci e facendo l'autostop. 
Guthrie non cantava storie astratte, ma la realtà brutale del momento. Documentò lo sfruttamento dei braccianti agricoli (noti dispregiativamente come Okies), la fame, l'avidità delle banche che espropriavano le terre e i soprusi della polizia ferroviaria.
Usò la chitarra e la sua voce per dare dignità e speranza ai lavoratori nei campi di accoglienza e nelle baraccopoli. Le sue canzoni diventarono inni di protesta e solidarietà sindacale.
Lo storico album "Dust Bowl Ballads" (1940) racchiude i brani composti in quegli anni, considerati il primo vero concept album della storia focalizzato su una crisi economica e sociale. Brani come I Ain't Got No Home o Do Re Mi raccontano la disillusione del "sogno americano".
Guthrie divenne il punto di giunzione tra il giornalismo d'inchiesta alla John Steinbeck (autore di Furore) e la musica tradizionale folk, dimostrando per la prima volta negli Stati Uniti che una canzone poteva avere un impatto politico e sociale dirompente.

Woody Guthrie è stato il faro artistico e ideale per intere generazioni di musicisti. Senza di lui, la figura del moderno cantautore impegnato (il singer-songwriter) semplicemente non esisterebbe.
Il suo impatto su Bob Dylan e Bruce Springsteen ridefinì la storia della musica rock e folk americana.
Nei primi anni '60, un giovanissimo Bob Dylan arrivò a New York con un unico grande obiettivo: incontrare il suo idolo Woody Guthrie, che all'epoca era già ricoverato in ospedale a causa della corea di Huntington.
Dylan fu così folgorato da Guthrie da assorbirne completamente lo stile, il modo di cantare nasale, l'uso dell'armonica a bocca e persino l'accento dell'Oklahoma, fingendo per un periodo di essere un orfano vagabondo proprio come Woody.
Il primo brano in assoluto inciso da Dylan in un album ufficiale si intitola "Song to Woody" (1962), un esplicito e commovente omaggio in cui canta: "Sto cantando la mia canzone a Woody, ma la sto cantando a un milione di persone che sono fatte come te".
Dylan ereditò da Guthrie la capacità di trasformare le notizie di cronaca e le ingiustizie sociali in poesia e canzoni di protesta (come Blowin' in the Wind e The Times They Are A-Changin'), prima di evolvere verso il rock elettrico.

Se Dylan prese da Woody l'aspetto poetico e folk, Bruce Springsteen ne assorbì la coscienza di classe e il racconto epico dell'America dei dimenticati.
Springsteen scoprì a fondo Guthrie alla fine degli anni '70 grazie alla biografia Bound for Glory. Questa lettura cambiò radicalmente la sua scrittura, portandolo ad abbandonare le storie di corse d'auto giovanili per dedicarsi a canzoni sulla crisi economica e la disoccupazione.
L'album "Nebraska" (1982) disco acustico, cupo e minimale, è il tributo più diretto di Springsteen allo stile delle Dust Bowl Ballads di Guthrie. Racconta storie di emarginati, operai licenziati e criminali nati dalla disperazione.
Springsteen ha eseguito "This Land Is Your Land" dal vivo per decenni, restituendogli la rabbia originale e i versi più politici che spesso venivano censurati nelle versioni scolastiche. Nel 2009, la cantò insieme a Pete Seeger sui gradini del Lincoln Memorial per l'insediamento di Barack Obama.

L'eredità di Woody non si ferma a Dylan e Springsteen, ma si divide in vari filoni:
• Il Folk Tradizionale: Pete Seeger (suo grande amico e compagno di viaggio) e suo figlio Arlo Guthrie, che portarono avanti la tradizione del folk sindacale.
• Il Rock e il Punk: Band come i The Clash, gli U2 e i Rage Against the Machine si sono esplicitamente ispirati al messaggio antifascista di Guthrie. Tom Morello (chitarrista dei RATM) ha personalizzato le sue chitarre con scritte come "Arm the Homeless", chiaro richiamo a quella di Woody.






Sidney D. Gamble [Sociologo e fotografo amatoriale che visse a lungo in Cina, 1890-1968]

 


Sidney D. Gamble - A Chinese criminal in the cangue, Hangzhou, 9 maggio 1908
Collezione storica Duke University Libraries, Durham, NC, US



Un prigioniero cinese costretto a indossare una canga, un antico strumento di tortura e punizione pubblica utilizzato in Cina fino agli ultimi anni della Dinastia Qing.

La canga (木枷) era una pesante tavola di legno con un foro centrale per il collo. A differenza della gogna occidentale, non era fissata al terreno o a un palo; il prigioniero doveva camminare e convivere portandone il peso, che variava a seconda del reato commesso. 
I cartigli inchiostrati incollati sulla struttura di legno non sono decorativi, ma riportano ufficialmente le generalità del criminale, il reato commesso e la durata della pena inflitta, esponendolo al pubblico ludibrio.
La larghezza della tavola impediva al condannato di piegare le braccia per portarsi il cibo o l'acqua alla bocca. Per questa ragione, la sopravvivenza del prigioniero dipendeva interamente dalla pietà dei passanti, degli amici o dei familiari che decidevano di nutrirlo direttamente.




Paolo di Stefano Badaloni, detto Paolo Schiavo [Italia, 1397-1478]




attribuito Paolo Schiavo - La Crocifissione (1430-40)
Olio su tavola incamottata - 35,9 x 28,9 cm - Georgia Museum of Art, Athens, Georgia, US



La scena è gremita di personaggi in piedi e a cavallo con vesti di vari colori dalle tonalità smaglianti. Tra le figure emergenti, notevoli per la resa pittorica, il gruppo davanti a sinistra. Tra queste la Vergine svenuta retta dalle pie donne, tutte bionde in tunica pastello. Al centro il Cristo di tipo quattrocentesco, rigido e livido, sulla croce, attorniato da quattro angeli in volo dalle tuniche variopinte che raccolgono in coppe il sangue delle mani e del costato. Ai lati le croci con i due ladroni dagli incarnati olivastri e dalle pose contratte; ovunque guerrieri, stendardi, personaggi in vesti rinascimentali e arabeggianti, cavalieri in fogge turchesche.







sabato 3 ottobre 2026

Guido Mazzoni, detto il Paganino o il Modanino [Scultore italiano di arte sacra in terracotta, 1450-1518]




Guido Mazzoni
- Compianto sul Cristo morto (ca. 1477-79)
Terracotta - Chiesa di San Giovanni Battista, Modena, Italia



Commissionato dalla Confraternita della Buona Morte, questo gruppo rappresenta uno dei punti più alti della produzione artistica del Mazzoni. Il gruppo in terracotta esprime, con commoventi modi naturalistici e con forme di viva espressività popolare, la scena di un lamento funebre.





Andrea Mantegna [Italian Early Renaissance Painter, ca.1431-1506]

 


Andrea Mantegna -  Baccanale con Sileno (1458-90)
Incisione a bulino e puntasecca su carta - 29,9 × 47,3 cm
Collezioni del Duca di Devonshire, Chatsworth, Regno Unito



La composizione raffigura un rito pagano legato al culto di Dioniso (Bacco). Al centro della scena si trova la figura corpulenta e barcollante di Sileno, il dio della vinificazione e dell'ubriachezza, sorretto e incoronato da satiri e fauni in un'atmosfera di sfrenata licenziosità classica.




venerdì 2 ottobre 2026

Marcel Roux [French, 1878 – 1922]




Marcel Roux
-  La Danse Macabre (1904-05)
Ink, ink wash and white gouache highlights on red pencil lines



La composizione fa parte di una serie di illustrazioni incentrate sul tema storico della danza macabra, reinterpretata da Roux con una forte sensibilità cupa e drammatica tipica del Simbolismo di inizio Novecento.
Al centro una figura demoniaca e alata afferra o trasporta una figura femminile vestita di bianco. Sulla destra si scorge una figura scheletrica posizionata sotto una struttura con una campana, un classico richiamo iconografico alla personificazione della Morte. Sullo sfondo si delinea il panorama di una città distesa lungo un fiume.






Nemrut Dağı (Il Monte Nemrut)

 



Il Monte Nemrut (Nemrut Dağı) è una straordinaria montagna alta 2.150 metri situata nella Turchia sud-orientale, nella provincia di Adıyaman. È celebre in tutto il mondo per ospitare sulla sua vetta il maestoso mausoleo funerario e santuario fatto erigere nel I secolo a.C. dal re Antioco I di Commagene, sovrano di un piccolo ma prospero regno ellenistico situato tra l'Impero Romano e la Persia.




Dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1987, il sito archeologico è famoso per le sue statue colossali e le celebri teste giganti di pietra sparse sul terreno, originariamente alte fino a 9 metri. Il complesso rispecchia un profondo sincretismo culturale, unendo divinità della mitologia greca e persiana (come Zeus-Oromasde e Apollo-Mitra) insieme alla figura divinizzata dello stesso re Antioco. 




A causa di secoli di terremoti, fulmini e intemperie, le colossali statue sedute sui troni sono state decapitate, e le loro imponenti teste rimangono oggi allineate a terra sulle terrazze orientali e occidentali, offrendo uno degli spettacoli visivi più suggestivi e misteriosi di tutta l'Anatolia, specialmente all'alba e al tramonto.




La camera sepolcrale del re Antioco I rimane uno dei più grandi misteri irrisolti dell'archeologia mondiale, protetta da un ingegnoso sistema di "sicurezza" vecchio di duemila anni. Il re ordinò infatti la costruzione di un immenso tumulo artificiale sulla vetta, alto circa 50 metri e con un diametro di 150 metri, realizzato interamente accumulando milioni di tonnellate di pietre calcaree frantumate. Questo accorgimento è stato straordinariamente efficace, ogni volta che si è tentato di scavare un tunnel o di penetrare nella struttura, la ghiaia e le rocce sciolte sono fruttate all'istante, riempiendo nuovamente lo spazio e minacciando di seppellire gli stessi archeologi.




Questo impedisce qualsiasi scavo tradizionale. Anche i moderni tentativi scientifici condotti con georadar e rilevazioni sismiche non sono riusciti a mappare con precisione una cavità o un vuoto definitivo nel nucleo di roccia della montagna. Gli storici ipotizzano che le ceneri o i resti del sovrano si trovino sigillati all'interno di una camera scavata direttamente nella roccia madre della montagna, situata ben al di sotto di questa imponente e impenetrabile collina artificiale. Fino ad oggi, il santuario mantiene intatto il suo segreto.




Una lastra raffigura il cosiddetto "leone astrale" considerato uno dei più antichi oroscopi del mondo. 
Non si tratta di un oroscopo generico, ma di una vera e propria istantanea astronomica che fissa nel tempo una data precisa attraverso precisi dettagli cosmici: Il corpo del leone è costellato da 19 stelle a otto punte che ricalcano fedelmente la costellazione del Leone descritta dall'antico astronomo Eratostene. Sul petto del leone si trova una falce di luna calante (simbolo del novilunio), sormontata dalla stella Regolo (la stella più luminosa della costellazione, storicamente legata ai sovrani). Sopra il dorso del leone sono chiaramente identificabili tre grandi stelle che, grazie a iscrizioni in caratteri greci, sappiamo rappresentare i pianeti Marte, Mercurio e Giove.




Gli astrofisici e gli archeologi hanno calcolato che quella specifica congiunzione astrale si è verificata solo in pochissimi momenti della storia. La teoria più accreditata indica il 7 luglio del 62 a.C., giorno in cui re Antioco I di Commagene salì ufficialmente al trono o diede inizio alla costruzione del santuario. Un'altra ipotesi scientifica suggerisce invece il 14 luglio del 109 a.C., data legata alla cattedra del padre (Mithridates I) o alla nascita spirituale dello stesso Antioco. In ogni caso, la lastra serviva a legittimare il potere del re, mostrando che il suo regno era stato scritto e voluto dall'ordine cosmico delle stelle.




La lastra originale del Leone Astrale non si trova più esposta all'aperto sulla terrazza occidentale del Monte Nemrut.Per garantirne l'assoluta protezione dagli agenti atmosferici, dalle forti escursioni termiche della vetta e dai rischi di deterioramento, l'originale è stato rimosso dalla sua collocazione originaria. Attualmente è custodito in un deposito protetto e sigillato in loco, gestito dal Ministero della Cultura e del Turismo turco in attesa del completamento di un museo archeologico dedicato e climatizzato ai piedi della montagna.







giovedì 1 ottobre 2026

John William Waterhouse

 


John William Waterhouse - Consulting the Oracle (ca.1884)
Oil, canvas - 72 x 44 cm - Tate Britain, London



Il dipinto raffigura una scena rituale e misteriosa. Una sacerdotessa si sporge in avanti facendo cenno di fare silenzio con la mano, nel tentativo di carpire la profezia sussurrata da un teraph. Il teraph è un antico idolo oracolare semitico ricavato da una testa umana mummificata e trattata con spezie, appesa alla parete del santuario.
Di fronte alla sacerdotessa, sette giovani donne sono disposte a semicerchio sul pavimento. Ognuna mostra una gamma differente di intense emozioni legate all'attesa e alla suspense: terrore, disperazione, stupore, ansia e profonda angoscia.
Sebbene originariamente ispirata a una ambientazione greca (la Sibilla Delfica), Waterhouse virò poi verso un'atmosfera mediorientale dalle influenze bibliche ed esotiche, definita da finestre ad arco finemente intagliate (mashrabiyya), pavimenti in marmo e ricchi tappeti orientali.
Il dipinto è famoso per la sua struttura a "buco della serratura" (keyhole composition), in cui il cerchio parziale di donne concentra l'attenzione visiva dello spettatore verso la sacerdotessa. Questa armonia geometrica di cerchi e linee orizzontali viene interrotta volutamente dalla diagonale del corpo proteso della sacerdotessa e dalla disposizione asimmetrica dei tappeti, creando una forte tensione emotiva e visiva.





Il teraph






Le Scuole Residenziali Indiane Canadesi / Kent Monkman [Artista canadese delle Prime Nazioni di ascendenza Cree, b. 1965]




Kent Monkman - The Scream (2017)



Le Scuole residenziali indiane canadesi

Il sistema delle scuole residenziali indiane è stato una rete di collegi governativi, finanziati dallo Stato e gestiti in gran parte dalle autorità religiose cattoliche e protestanti. Questa rete è rimasta operativa in Canada dal XIX secolo fino alla fine del Novecento (l'ultima scuola ha chiuso ufficialmente nel 1996), e un sistema strettamente analogo è esistito anche negli Stati Uniti.
L'obiettivo fondamentale era l'assimilazione culturale forzata delle popolazioni indigene, un processo formalmente riconosciuto nel 2022 dal Parlamento canadese come un vero e proprio genocidio.

Il sistema fu istituzionalizzato in Canada a seguito dell'approvazione dell'Indian Act del 1876. Le scuole vennero create con il preciso scopo politico e sociale di "estirpare l'identità indiana" dalle nuove generazioni, seguendo il principio di convertire i bambini e integrarli forzatamente nella società dominante di stampo eurocentrico.
Circa 150.000 bambini delle comunità Prime Nazioni, Métis e Inuit vennero strappati alle proprie famiglie e comunità fin dall'età di 6 anni.
Agli studenti veniva vietato di parlare la propria lingua nativa, professare la propria religione e mantenere i capelli lunghi o i costumi tradizionali. Chiunque trasgredisse subiva durissime punizioni corporali.
Le condizioni all'interno di questi istituti erano drammatiche e segnate da gravissime negligenze. Gli studenti erano costantemente esposti a maltrattamenti sistematici, violenze fisiche, abusi psicologici e sessuali all'ordine del giorno.
Sovraffollamento e malnutrizione favorirono letali epidemie di malattie come la tubercolosi. Secondo i dati ufficiali della Commissione per la verità e la riconciliazione (Truth and Reconciliation Commission), i bambini morti accertati all'interno delle scuole sono almeno 4.100, ma le stime dei centri di ricerca indipendenti e delle comunità indigene ipotizzano cifre molto più elevate.
Nel maggio 2021, la questione è tornata al centro dell'attenzione globale in seguito al ritrovamento — tramite l'uso di georadar — dei resti storici di 215 bambini sepolti in tombe anonime vicino alla ex Kamloops Indian Residential School nella Columbia Britannica. Nei mesi successivi, indagini simili condotte in altre ex scuole (come i 751 siti identificati a Marieval) hanno rivelato migliaia di altre sepolture non contrassegnate, confermando la prassi sistematica di non restituire i corpi dei bambini deceduti alle famiglie d'origine.





Tuttavia il negazionismo riguardo alle scuole residenziali è comune tra i canadesi, nonostante, come detto, l'ultima abbia chiuso a metà degli anni '90. 

All'inizio della scorsa settimana, in occasione del National Day for Truth and Reconciliation (la Giornata nazionale per la verità e la riconciliazione), una ricorrenza dedicata proprio al ricordo delle vittime del sistema delle scuole residenziali nella Columbia Britannica, un gruppo di suprematisti bianchi noto come Second Sons Canada si è riunito vicino a una riserva delle Prime Nazioni e ha esposto uno striscione con la scritta "Avete ossa?", in riferimento alle fosse comuni senza nome presenti nei terreni di molti ex complessi di scuole residenziali.

Ma di che ci stupiamo? Lo sappiamo, questa è gente che si nutre di razzismo e odio. 





L'imperatore romano Nerone assiste alla dissezione del corpo di sua madre

 


L'imperatore romano Nerone assiste alla dissezione del corpo di sua madre, Agrippina Minore
da "Roman de la Rose" (ca.1490-1500) - British Library di Londra (collezione Harley MS 4425, f. 59)



Secondo una leggenda medievale, ampiamente diffusa ma priva di reali fondamenti storici nell'antichità romana, Nerone avrebbe ordinato l'autopsia del cadavere di Agrippina subito dopo averla fatta assassinare. Il suo scopo, tramandato con intento moralizzante e macabro dai testi medievali, era quello di esaminare l'utero per vedere il luogo in cui era stato concepito e in cui era cresciuto prima di nascere.
Come accadeva tipicamente nell'arte del XV secolo, l'evento dell'antica Roma viene trasposto in un contesto pienamente medievale. L'abbigliamento dell'imperatore (in primo piano con la veste rossa e la corona), le vesti dei medici e degli spettatori, così come gli strumenti da taglio e il tavolo anatomico, riflettono l'epoca in cui il manoscritto è stato miniato e non l'antichità classica.




L'accampamento a Puerta del Sol a Madrid, in Spagna.





L'accampamento a Puerta del Sol a Madrid, in Spagna.

A partire dal fine settimana del 26-27 settembre 2026, migliaia di manifestanti si sono riuniti e centinaia di persone hanno montato delle tende in piazza, dando vita a una vera e propria acampada (simile a quella storica degli Indignados) per protestare contro il caro affitti e la speculazione edilizia, riassunta perfettamente dal cartello in sovraimpressione "Housing for people, not profit!" ("La casa per le persone, non per il profitto!").

L'ondata di indignazione è esplosa a seguito dello sfratto di Maricarmen Abascal, un'anziana donna di 87 anni con disabilità, costretta a lasciare l'appartamento nel quartiere Retiro dove viveva da oltre 70 anni. Il prezzo dell'affitto della sua abitazione era stato improvvisamente quintuplicato dalla società proprietaria.

In risposta alla fortissima pressione popolare e alle manifestazioni, il governo spagnolo ha approvato d'urgenza due decreti-legge straordinari sulla casa, che includono il blocco degli sfratti per le fasce vulnerabili fino al 2030 e il congelamento del prezzo degli affitti per due anni. Nonostante la società immobiliare abbia poi concesso a Maricarmen di tornare a casa con un nuovo contratto, i manifestanti hanno continuato a presidiare la piazza ritenendo le riforme governative ancora insufficienti per risolvere la crisi abitativa strutturale.



La mosca (The Fly, 1986, diretto e co-sceneggiato da David Cronenberg)

 


Il geniale scienziato Seth Brundle inventa una macchina per il teletrasporto e decide di provarla su se stesso. Non si accorge, però, che una mosca è entrata nella cabina insieme a lui. Il computer si confonde e fonde il DNA dell'uomo con quello dell'insetto.

Inizialmente Seth si sente rinvigorito e dotato di una forza sovrumana. Presto, però, inizia una lenta e mostruosa metamorfosi fisica e mentale. Sotto gli occhi terrorizzati della fidanzata Veronica, Seth perde pezzi di corpo umano, mutando in una creatura ibrida e spietata: la "Brundle-mosca".

Nel finale, ormai ridotto a un mostro grottesco e delirante, tenta di fondersi con Veronica usando i telepodi. L'esperimento fallisce e la macchina lo unisce accidentalmente ai circuiti metallici della cabina. Ormai ridotto a un ammasso agonizzante di carne e acciaio, Seth implora Veronica di ucciderlo, e lei gli concede la morte con un colpo di fucile.












Giuseppe Cades [Italia, 1750-1799]

 


Giuseppe Cades
Alle glorie della pittura (ca. 1780-90)
(Leonardo da Vinci moribondo tra le braccia di Francesco I)



Come spiegato nell'iscrizione in calce alla composizione, la scena presenta una precisa e intenzionale licenza storica. Attorno al letto del genio toscano morente non si trovano testimoni reali dell'epoca, bensì i ritratti dei più celebri artisti italiani che in tempi diversi furono chiamati alla corte francese dello stesso monarca (definito il "gran Mecenate delle Belle Arti").
Da sinistra a destra, gli artisti raffigurati come spettatori sono:
1. Francesco Salviati (il più vicino al sovrano)
2. Andrea del Sarto
3. Il Primaticcio (l'Abate Primaticcio)
4. Rosso Fiorentino
5. Benvenuto Cellini