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| Minamoto no Yorimasa by Kikuchi Yosai |
Zetsumei-shi ,絶命詩: Poesia di morte
Il seppuku veniva eseguito - secondo un rituale rigidamente codificato - come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici. Per i giapponesi il ventre è la sede dell'anima, e pertanto il significato simbolico di questo gesto era quello di mostrare agli astanti la propria anima priva di colpe in tutta la sua purezza.
Di fronte al disonore della sconfitta, Minamoto no Yorimasa (源 頼 政) decise di porre fine alla sua vita commettendo seppuku, in quello che molti storici considerano il secondo caso registrato di suicidio di un samurai di fronte alla sconfitta, dopo quello di Minamoto no Tametomo dieci anni prima, nel 1170.
Secondo la leggenda dopo il seppuku il suo servitore prese la sua testa per evitare che cadesse nelle mani dei Taira e allontanatosi dal tempio la legò a un masso e la gettò nel fiume Uji, dove non fu mai ritrovata.
Il suo “poema d’addio” prima di morire è stato:
埋もれ 木 の
花 咲く こと も
な かり し に
身 の なる 果て ぞ
悲し かりける
umoregi no
hana saku koto mo
nakarishi ni
mi non naru odio zo
kanashikarikeru
Come un vecchio albero
da cui si non raccolgono i fiori
triste è stata la mia vita
destinata a non portare alcun frutto.