Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
Visualizzazione post con etichetta cup3stori3. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cup3stori3. Mostra tutti i post

sabato 19 settembre 2026

Daniel Abodunrin





Purtroppo non esistono, nel web, immagini o illustrazioni, ne del protagonista, ne dell'episodio che segue.

Parliamo di Daniel Abodunrin, profeta cristiano nigeriano, divenuto noto per la sua tragica morte avvenuta nel 1991 presso lo zoo dell'Università di Ibadan, in Nigeria.

Convinto che la fede lo avrebbe protetto, l'uomo entrò volontariamente nel recinto dei leoni per dimostrare la potenza di Dio, cercando di replicare il miracolo descritto nel racconto biblico di Daniele nella fossa dei leoni. Finì tuttavia per essere sbranato e ucciso dagli animali.

Durante il periodo pasquale del 1991, Abodunrin si recò allo zoo accompagnato da alcuni membri della sua congregazione e da diversi visitatori per mostrare un "miracolo" in diretta. Nonostante i guardiani dello zoo avessero espressamente vietato l'accesso, il profeta riuscì a eludere la sicurezza o a intrufolarsi furtivamente nel recinto dei felini. Indossava una veste rossa e teneva in mano una Bibbia. 

Quando iniziò ad avvicinarsi recitando versetti della Bibbia i leoni inizialmente indietreggiarono. Il profeta interpretò questo movimento come un segno del successo del miracolo, spingendosi ancora più avanti. 
In realtà, l'arretramento temporaneo è un comportamento tipico dei leoni quando studiano un intruso nel proprio territorio prima di sferrare l'attacco.
Non appena l'uomo si avvicinò troppo, i leoni lo assalirono violentemente, uccidendolo sotto gli occhi della folla terrorizzata, che fuggì immediatamente. 

La vicenda suscitò enorme scalpore e aspre polemiche in tutta la Nigeria. Molti condannarono il gesto descrivendolo come un atto di pura incoscienza ed egocentrismo, evidenziando una profonda differenza con il testo biblico: nella Bibbia, Daniele viene gettato nella fossa involontariamente a causa di una persecuzione, mentre Abodunrin scelse deliberatamente di sfidare i predatori solo per esibizionismo.

Al contrario, alcuni sostenitori più radicali del profeta giunsero a sostenere che i leoni fossero "posseduti da spiriti maligni" e chiesero inutilmente alle autorità che gli animali venissero abbattuti.






venerdì 11 aprile 2025

Svetlana Telets



Svetlana Telets - Donna della Pioggia (1996)


Creato da un’artista ucraina, questo quadro maledetto è stato più volte venduto e, nonostante il prezzo piuttosto elevato, sempre riportato senza nemmeno rivolere indietro i soldi. La sua realizzazione stessa, d’altronde, è avvenuta in circostanze un po’ allarmanti: Svetlana Telets, dopo essersi laureata alla Odessa Art University, aveva avuto per diversi mesi la sensazione che qualcuno la stesse osservando. Un giorno, in preda all’ispirazione, iniziò a intravvedere sulla tela bianca i contorni di una donna e iniziò a disegnarla, così d’impulso, come se qualcuno stesse dirigendo la sua mano. La ultimò in poche ore.

Arrivata poi nella città di Vinnitsa, esibì la tela nella galleria d’arte locale. Dopo qualche tempo, una donna d’affari che viveva da sola la comprò, ma dopo pochi mesi chiese di poterla dare indietro, poiché sentiva una presenza nel suo appartamento e non riusciva a dormire. Anche con il secondo proprietario successe la stessa cosa; dopo qualche tempo riportò indietro Woman of the rain, sostenendo che l’ombra di una donna camminasse intorno a lui mentre era addormentato. Un terzo compratore si fece avanti, dichiarandosi scettico, ma dopo essersi appropriato della tela e aver osservato a fondo gli occhi della figura, disse che questi avessero cominciato ad apparirgli ovunque, contemporaneamente a terribili emicranie. Ancora una volta il quadro maledetto fu riportato indietro.



lunedì 23 dicembre 2024

John William Waterhouse / Piramo e Tisbe




John William Waterhouse - Thisbe (1909)

.

Piramo e Tisbe si amavano; ma l'amore dei due giovani era contrastato dai parenti, e i due, che erano vicini di casa, erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro abitazioni. Questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d'amore. Nel luogo dell'appuntamento, che era vicino ad un gelso, Tisbe, arrivata per prima, incontra una leonessa dalla quale si mette in salvo perdendo un velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa. Piramo trova il velo macchiato dell'amata e, credendola morta, si suicida lanciandosi su una spada. Sopraggiunge Tisbe che lo trova in fin di vita e, mentre tenta di rianimarlo, gli sussurra il proprio nome. Piramo riapre gli occhi e riesce a guardarla prima di morire. Per il grande dolore, anche Tisbe si lancia sulla spada dell'amato sotto il gelso. Tanta è la pietà degli dei nell'ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio.




sabato 23 novembre 2024

Il disastro di Le Mans del 1955






Il disastro di Le Mans fu un incidente automobilistico avvenuto l'11 giugno 1955 sul Circuit de la Sarthe durante la "24 Ore di Le Mans". 

L'incidente fu causato dall'uscita di pista della Mercedes-Benz 300 SLR del pilota francese Pierre Levegh.
Pierre Levegh tamponò la Austin del britannico Lance Macklin che funse da rampa.
L'auto fu proiettata in alto, e si schiantò sulla barriera che divideva la pista dalla tribuna, prendendo fuoco.
Alcuni pezzi dell'auto (il cofano, l'asse anteriore delle ruote, ed altri) volarono sulla tribuna piombando violentemente sugli spettatori. 
L'incidente causò la morte del pilota, di 83 spettatori, e il ferimento di altre 120 persone.

Il disastro di Le Mans fu l'incidente più catastrofico nella storia dell'automobilismo.




lunedì 30 settembre 2024

Antoni Munoz i Degrain [Spagnolo, 1840-1924]




Antoni Munoz i Degrain - Gli amanti di Teruel (1884)

.

La leggenda

Nei primi anni del XIII secolo vivevano nella città di Teruel Juan de Marcilla e Isabel de Segura, la cui amicizia presto si convertì in amore. Indesiderato dalla famiglia di Isabel, per il fatto di non possedere beni materiali, il pretendente ottenne un tempo per arricchirsi. Partì così per la guerra e tornò poco dopo la scadenza dell'ultimatum. Per quel tempo Isabel già era sposa di un fratello del signore di Albarracín. Ciononostante, Juan ottenne udienza con Isabel nella sua casa e le chiese un bacio; ella glielo negò ed il giovane morì di dolore. Il giorno seguente si celebrarono i funerali del giovane nella chiesa di san Pietro; in quel momento, una donna vestita a lutto si avvicinò al féretro: era Isabel, che voleva dare al defunto il bacio che gli negò in vita; la giovane posò le sue labbra su quelle del morto ed improvvisamente cadde morta accanto a lui.



martedì 24 dicembre 2019

Il massacro di Covina






Il 24 dicembre di undici anni fa, il quarantacinquenne Bruce Pardo, vestito da Babbo Natale, con un pacco regalo contenente un lanciafiamme fatto in casa e due pistole semiautomatiche da 9 mm, bussò alla porta dei suoi ex suoceri a Covina città alla periferia di Los Angeles.

In casa c'erano circa 25 persone che festeggiavano il Natale. 
Ad aprirgli fu la nipote Katrina che felice di vederlo fece per abbracciarlo, Pardo gli sparò in faccia. Quindi sparò indiscriminatamente contro tutti i frequentatori della festa in fuga.

Dopo gli spari, Pardo scartò il pacco contenente il lanciafiamme e diede fuoco alla casa. 9 persone (tra cui ex-moglie e suoceri) morirono a causa dei colpi di arma da fuoco o per le fiamme, altre 3 rimasero ferite. Katrina la bambina di otto anni colpita in faccia riportò ferite gravi ma non letali. 

L'allarme fu dato da un sopravvissuto che chiamò le autorità dopo essere fuggito nella casa di un vicino. Le fiamme alte 15-20 m furono domate da 80 vigili del fuoco in un'ora e mezza. 

A causa dell'intensità dell'incendio, le vittime furono identificate dalle loro cartelle dentali.

Dopo l'attacco, Pardo si cambiò e guidò fino a casa di suo fratello, a circa 30 miglia dalla scena del crimine, dove in seguito fu trovato morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta.







sabato 13 luglio 2019

La terra dei fuochi





Il "triangolo della morte" Acerra-Nola-Marigliano è un'area compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, tutti compresi nella regione Campania, in Italia nota per il forte aumento della mortalità per cancro della popolazione locale, principalmente dovuto allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della camorra e provenienti principalmente dalle regioni industrializzate del Nord-Italia.

A queste attività, si aggiungono i roghi appiccati per eliminare copertoni o per recuperare il rame dai cavi elettrici. I roghi, che producono diossina, sono diventati più frequenti quando potevano essere confusi tra i numerosi roghi appiccati ai cumuli di immondizia durante la crisi dei rifiuti in Campania del 2007-2008. I carabinieri hanno accertato che solo tra gennaio e marzo 2007 sono stati incendiati in terreni agricoli 30 tonnellate di rifiuti con un ricavo di oltre 118.000 euro. La presenza di roghi ha dato il nome all'area a nord di Napoli di Terra dei fuochi.

[+]






sabato 15 giugno 2019

Ogni settimana ingeriamo 5g di plastica!





“Ogni settimana ingeriamo cinque grammi di plastica, come una carta di credito”: l’allarme del Wwf.

Ormai l’uomo si “nutre” di plastica. Secondo uno studio dell’Università australiana di Newcastle commissionata dal Wwf, ogni settimana ingeriamo una quantità di plastica equivalente a una carta di credito: in sette giorni finisco nel nostro stomaco fino a 2000 minuscoli frammenti di plastica, che corrispondono a circa 5 grammi. In media sono oltre 250 grammi l’anno.

Secondo lo studio “No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestion from Nature to People” (che combina altre cinquanta precedenti ricerche), la maggior parte delle particelle sotto i 5 millimetri vengono assunte con l’acqua, sia quella in bottiglia sia quella del rubinetto. Le microparticelle si trovano nelle acque di tutto il mondo, sia in quelle di superficie sia in quelle nelle falde (negli Stati Uniti e in India ne sono state riscontrate il doppio rispetto all’acqua in Europa o Indonesia).

Ma la microplastica è presente anche nei frutti di mare, nella birra, e nel sale, gli alimenti con i più alti livelli registrati.


continua a leggere su Today




domenica 19 maggio 2019

Cane disabile salva il neonato sepolto vivo dalla madre 15enne




Ping Pong è un cane disabile che vive nella comunità Tha Talat di Korat,  in Thailandia. Qualche giorno fa il cagnolone ha salvato la vita a un neonato che era stato sepolto vivo dalla sua mamma di appena 15 anni. Alcuni agricoltori hanno notato che il cane annusava in modo insistente in un punto e ha iniziato a scavare. Il suo atteggiamento era tipico di chi ha trovato qualche cosa, così si sono avvicinati per capire meglio di cosa si trattasse.

I passanti hanno aiutato l'animale a scavare fino a quando non hanno trovato il piccolo avvolto dalla terra. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi per il neonato ed è scattata la denuncia.

La polizia ha fermato e arrestato la madre della vittima, una ragazza di 15 anni che ha ammesso di aver sepolto il figlio perché spaventata all'idea di come avrebbero potuto reagire i suoi genitori. L'adolescente era convinta che l'avrebbero picchiata per essere rimasta incinta, così ha cercato di far sparire le prove. Fortunatamente il bambino sta bene e la famiglia della giovane ha detto che si prenderà cura di lui.

Intanto però Ping Pong è diventato un vero eroe. Da sempre amato da tutta la comunità per il suo temperamento docile e la sua attenzione al prossimo, ora è una vera e propria mascotte, con orgoglio del suo padrone che lo ha salvato dopo un terribile incidente che ha reso anche il povero cagnolone invalido. 


Ping Pong (Image: ViralPress)


Il bambino è in buona salute. La polizia ha arrestato la madre con l'accusa di tentato omicidio (Immagine: ViralPress)




da: mirror.co.uk e ilmessaggero.it

sabato 19 gennaio 2019

sabato 12 gennaio 2019

Blackout di New York del 1977


South Bronx is Burning 1977 NYC Blackout

Il blackout di New York del 1977 fu un black out che colpì la città di New York dalla sera del 13 luglio al tardo pomeriggio del 14 luglio 1977.

Quasi tutta l'area urbana venne interessata dall'interruzione dell'energia elettrica, ad eccezione di alcuni quartieri del distretto del Queens, dove operava un'altra compagnia elettrica. A differenza di altri famosi episodi di blackout (come ad esempio nel 1965 e nel 2003), nel 1977 il fenomeno rimase circoscritto ai confini della città e non interessò alcuna area esterna.

Il blackout ebbe inizio intorno alle 21.30 del 13 luglio, a causa dell'avaria provocata da fulmini ad una sottostazione della compagnia Con Edison e ad alcune linee ad alta tensione, che si riverberò a cascata su tutto il sistema di trasmissione dell'energia elettrica della città;[1][2] Altre aree della città, rifornite dalla compagnia elettrica Long Island Lighting Company, non vennero invece interessate dall'oscuramento. Le procedure di emergenza vennero immediatamente attivate, tuttavia la fornitura di energia elettrica ritornò ai livelli normali solo durante la serata del 14 luglio.

Il blackout colpì una New York al culmine di una lunga fase di decadenza, duramente colpita dalla delinquenza di strada (le famose gang) e, proprio in quegli anni, dalle gesta criminali di David Berkowitz, assassino seriale conosciuto come son of Sam;[1] la città stava inoltre fronteggiando una seria crisi fiscale ed era colpita da alti livelli di disoccupazione.[3] Durante le ore di oscuramento in alcuni quartieri della città si scatenarono vere e proprie rivolte urbane, con scontri per le strade e razzie. I rivoltosi, per la maggior parte residenti nei quartieri poveri della città, scorrazzarono indisturbati per tutte le quasi 24 ore della durata del blackout, appiccando incendi (più di 1.000) e danneggiando e derubando circa 1.600 esercizi commerciali. Alla fine dell'evento la polizia cittadina aveva effettuato circa 3.700 arresti per i vari reati commessi durante le sommosse; il bilancio finale dei danni provocati dal blackout e dai tumulti collegati fu di circa 300 milioni di dollari dell'epoca.[4] A causa dell'interruzione della fornitura di corrente elettrica, furono chiusi anche i due principali aeroporti cittadini, Kennedy e La Guardia; analogamente venne colpito lo Shea Stadium, dove stava giocando la squadra di baseball della città, i Mets.[5] Durante il blackout inoltre non funzionò la metropolitana e vennero chiusi i tunnel per mancanza di ventilazione.



da: wikipedia

venerdì 4 gennaio 2019

Moglie cannibale costringe il marito a uccidere la presunta amante e ne mangiano parti del corpo insieme


Krasnodar, sud della Russia, 28 Set. 2018 - In casa i poliziotti hanno trovato resti umani conservati in frigorifero, 19 pezzi di pelle e carne umana conservata sott'aceto.



I poliziotti hanno trovato nel frigorifero della cucina resti umani e per questo la russa Natalia Baksheeva è stata accusata di cannibalismo.

Ma la storia, già sconvolgente, è ancora più intricata, perché, secondo quanto scoperto dagli inquirenti, la 43enne russa avrebbe indotto il marito a uccidere una donna per poi commettere atti di cannibalismo sul cadavere.

Il test del Dna ha rivelato che i resti trovati nel frigorifero della coppia di cannibali apparterrebbe a Elena Vashrusheva, una cameriera. Sembrerebbe che Natalia Baksheeva sospettasse che il marito avesse una relazione clandestina con la cameriera, per questo avrebbe spinto il coniuge a uccidere la donna e poi a farla a pezzi.

E così lui, Dimitry Baksheev, 35 anni, si è persuaso di quanto gli chiedeva la moglie, ha colpito al petto con diverse coltellate la cameriera e poi ha trascinato a casa il corpo della donna.

È qui che la coppia ha prima smembrato il corpo e poi mangiato alcune parti. Ma non solo: i poliziotti oltre ai resti confezionati e conservati nel frigo, hanno trovato anche un barattolo con carne umana sott’aceto e 19 pezzi di pelle.

La storia ai limiti dell’irreale presenta ulteriori elementi inquietanti e sconvolgenti: infatti la donna avrebbe confessato di aver commesso atti di cannibalismo su altri corpi. Sarebbero ben trenta i cadaveri su cui la donna avrebbe praticato atti di cannibalismo solo nell’ultimo anno e mezzo.

Secondo quanto riportato dai media locali, i due inoltre amavano ritrarre i momenti di cannibalismo con fotografie, video e selfie. Infatti gli inquirenti hanno trovato a casa della coppia vecchi filmati e immagini in cui i coniugi Baksheev sono intenti a consumare carne umana.

Ma in Russia non esiste il reato di cannibalismo ed è per questo che Natalia Baksheev rischia al massimo quindici anni di reclusione. Per Dimitry si ipotizza una pena meno severa: l’uomo, infatti, è affetto da tubercolosi e pare fosse incline a farsi influenzare dalla consorte, senza dubbio mente malefica della coppia.


[+]



da: tpi.it

martedì 16 ottobre 2018

Il volo 826 della United Airlines atterrato a Brooklyn



Il relitto del volo 826 della United Airlines all'incrocio tra Sterling Place e Seventh Avenue, Brooklyn, New York, 17 dicembre 1960



sabato 13 ottobre 2018

George




Questo è il monumento in memoria di George di Manaia, Nuova Zelanda.
George era un Jack Russell di 9 anni che il 29 aprile 2007 per proteggere due bambini dall'aggressione di due Pit Bull ha ingaggiato con loro un combattimento senza speranza.
Secondo i testimoni George ha lottato come un leone e alla fine i bambini sono stati portati in salvo e lui dal veterinario dove però è morto in seguito alle gravi ferite riportate.





domenica 9 settembre 2018

Un uomo si intrufola nello zoo per rubare una scimmia, ma le scimmie lo "corgano"

("corgare" in gergo romano sta per riempire di botte)



Una visita inaspettata ha spezzato la tranquillità della notte allo zoo di Wellington, in Nuova Zelanda. Ad aprile, John Owen Casford, 23 anni, ha tagliato due lucchetti dal cancello dello zoo per infilarsi nel recinto delle scimmie, riferisce il New Zealand Herald. L'intenzione del giovane era di rubare una scimmia sciattolo da dare alla sua ragazza. Tuttavia, il piano non ha funzionato come previsto. L'uomo si è trovato ben presto nel bel mezzo di una rissa con le scimmie ed è finito con una gamba rotta, due denti spezzati, una distorsione alla caviglia, lividi multipli e una condanna a una pena detentiva: due anni e sette mesi di carcere. 


Un esmplare di Saimiri o Crisotrice o Scimmia Scoiattolo (Saimiri sciureus)



martedì 7 agosto 2018

Si fa tagliare la gamba per truffare l'assicurazione ma l'emorragia è troppo forte e il giovane perde la vita



Andreas Plack, 23 anni, è morto dissanguato dopo che suo cugino (e complice) gli aveva tagliato l'arto

BOLZANO - 29 novembre 2001 - Si erano messi d'accordo per una folle truffa ai danni delle assicurazioni, per ottenere un miliardo di lire: due cugini volevano quei soldi al punto che uno ha tagliato la gamba dell'altro con una motosega. Ma la vittima volontaria è morta dissanguata troppo presto, prima che arrivassero i soccorsi.

C'è questa incredibile storia dietro la morte del ventitreenne meranese Andreas Plack, trovato senza vita, ieri mattina, in un frutteto vicino la superstrada Bolzano-Merano. Con l'accusa di omicidio e tentata truffa aggravata è stato arrestato suo cugino Christian Kleon, 29 anni, assicuratore. 

I due protagonisti della vicenda si erano messi d'accordo: Plack aveva stipulato polizze assicurative con un paio di società. In caso di infortunio con invalidatà permanente avrebbe ricevuto quasi un miliardo. Ex buttafuori in sale da ballo, sorvegliante antitaccheggio in un grande magazzino di Bolzano, assicuratore occasionale, collaboratore della Croce bianca, l'uomo aveva così maturato questo folle progetto, e aveva anche comprato la motosega per portarlo a termine. Coinvolgendo il cugino Kleon. Ecco il piano: Plack doveva fingere una violenta aggressione, mentre il realtà si sarebbe fatto tagliare quasi del tutto la gamba dal cugino. I due erano convinti di essere in grado di bloccare l'emorragia, e di chiamare in tempo i soccorsi.

Martedì sera, i cugini sono andati nel frutteto, dove Kleon ha segato la gamba a Plack con la motosega. Poco dopo, come concordato, ha abbandonato il luogo, portandosi dietro l'arma e buttandola nel fiume Adige. Ma la ferita, recidendo l'arteria e la vena tibiale, ha subito privato di forze la vittima volontaria: l'uomo è riuscito solo a chiamare il 113 col cellulare. Subito dopo è morto.

Il suo complice, che ha confessato e raccontatato l'incredibile vicenda, è ora in carcere a Bolzano.



lunedì 25 giugno 2018

Grandi vite e poi si muore: Martin Luther King Jr.


La celebre foto di Joseph Louw scattata un attimo dopo che MLK fu colpito


Martin Luther King Jr., politico e attivista statunitense, è stato negli anni '60 leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani.

Martin Luther King era a Memphis il 4 aprile 1968 e alloggiava al Lorraine Motel. Alle 18:01 King uscì sul balcone della sua stanza e qui venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa. Si cercò inutilmente di tamponare la ferita.Trasportato al St. Joseph's Hospital, i medici constatarono un irreparabile danno cerebrale; la sua morte venne annunciata alle 19:05 dello stesso giorno.

- MLK aveva 39 anni e 3 mesi -



giovedì 17 maggio 2018

Uccide l'amante e lo "serve" a cena ai suoi vicini. Ma gli ex assassinati sarebbero 9.



La 34enne Kelly M. Cochran sta già scontando l'ergastolo per aver ucciso un suo amante nel 2014 e suo marito nel 2016. Ma la parte peggiore della storia deve ancora venir fuori. Perché solo ora stanno emergendo nuovi indizi che rischiano di gettare su di lei una luce ancora più sinistra e orripilante: Kelly avrebbe assassinato in precedenza altri suoi nove amanti, servendo in almeno un'occasione i resti di uno di loro come cena ai vicini di casa durante un barbecue tra amici.

La donna era stata condannata al carcere a vita nel maggio 2017 per la morte di Chris Regan, un 51enne con cui aveva una relazione: tre anni prima lei e il marito Jason lo avevano attirato nella loro casa in Michigan, gli avevano sparato e lo avevano fatto a pezzi, per poi disperdere parte dei suoi resti nei boschi. Un'altra parte dei resti l'avrebbero cucinata e servita per cena durante un barbecue, stando ai racconti dei vicini e dei parenti che, a distanza di tempo, videro sotto una nuova luce alcuni particolari di quella serata che all'epoca li avevano insospettiti. Kelly e Jason avevano stretto un patto macabro: avrebbero ucciso tutte le persone coinvolte nelle loro relazioni extraconiugali. Lei, però, in seguito all'omicidio aveva sempre covato rancore nei confronti del marito per aver assassinato Regan e, nel febbraio 2016, uccise anche lui. Gli iniettò una dose fatale di eroina e poi lo soffocò con un cuscino. All'inizio simulò una disgrazia dovuta a un'overdose, poi, sotto la pressione degli investigatori, finì per confessare. Cosi come, successivamente, confessò anche l'omicidio di Regan: poche settimane fa, quando era già in carcere, è stata condannata per questo secondo delitto ad altri 65 anni che vanno ad aggiungersi all'ergastolo.

Laura Frizzo, il capo della polizia di Iron River che indagò sulla scomparsa di Regan, è convinta però che il caso non sia finito qui. Secondo lei, ma anche secondo la famiglia di Kelly, la donna non è una persona che ha ucciso in due sole occasioni, ma una vera serial killer che avrebbe eliminato altri suoi nove amanti, scomparsi misteriosamente nel corso degli anni. Tanti gli indizi e i particolari che, anche alla luce dei due omicidi acclarati, portano in questa direzione. E proprio a questo mistero il canale Investigation Discovery ha dedicato un documentario che sarà messo in onda il 28 e il 29 maggio.



da: ilmessaggero.it

martedì 8 maggio 2018

Ed Gein




L'arresto di Ed Gein

Edward Theodore "Ed" Gein serial killer statunitense.
Gein è stato associato a due soli delitti anche se sospettato di ulteriori omicidi. Commise atti di squartamento e necrofilia sulle vittime; era anche solito violare delle bare e costruirsi vari pezzi di arredo con le parti dei corpi. Le particolarità della sua vita e dei suoi assassinii hanno ispirato film come Psyco, Non aprite quella porta, Il silenzio degli innocenti, Deranged e il personaggio di Bloody Face nella seconda stagione della serie TV American Horror Story.



venerdì 27 aprile 2018

La dolcezza nel dolore


Queste drammatiche immagini arrivano dalla riserva di Gunung in Malesia. Ritraggono il cucciolo di elefante pigmeo di appena 3 mesi che con la proboscide accarezza la madre senza vita. Gli agenti della forestale stanno indagando sulle cause della morte dell'esemplare che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata preda di cacciatori senza scrupoli che avrebbero violato, nonostante i controlli, la zona protetta. Quello che resta sono le immagini del cucciolo soccorso dai dipendenti del parco che hanno faticato non poco per riuscire ad allontanarlo dalla madre vegliata per ore.



da: repubblica.it