Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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martedì 15 settembre 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens
The Virgin as the Woman of the Apocalypse (La Vergine come la donna dell'Apocalisse)(ca.1623-24)
Olio su pannello - ca 64,5 × 49,8 cm - J. Paul Getty Museum (Getty Center) di Los Angeles


La Vergine Maria con il Bambino Gesù in braccio, in piedi sopra una falce di luna mentre calpesta il serpente del male, circondata da angeli e in lotta contro il drago apocalittico, con San Michele arcangelo a sinistra.





mercoledì 9 settembre 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens - Satiri all'inseguimento delle ninfe. (ca. 1630-40)
Inchiostro e carboncino su carta - Museo Nazionale di Varsavia






mercoledì 5 agosto 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens - Giudizio Universale, anche detto Il grande Giudizio Finale (1614-17)
Olio su tela - 605×460 cm - Alte Pinakothek, Monaco di Baviera


















venerdì 31 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens
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Ratto delle sabine (1635-40)
Olio su legno di quercia - 169,9 x 236,2 cm - National Gallery, Londra

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Subito dopo la fondazione di Roma, la città era popolata quasi esclusivamente da uomini (pastori, avventurieri ed esuli). Romolo chiese alle popolazioni vicine il diritto di matrimonio, ma ricevette solo rifiuti sdegnosi. Il re organizzò allora una grande festa e dei giochi solenni in onore del dio Conso (i Consualia), invitando i popoli vicini, tra cui i Sabini. Durante lo spettacolo, a un segnale convenuto, i Romani rapirono le giovani donne sabine e cacciarono gli uomini. Gli uomini sabini, guidati dal re Tito Tazio, dichiararono guerra a Roma per vendicare l'oltraggio. Tuttavia, durante la battaglia decisiva, le stesse donne sabine si lanciarono tra le due fazioni per fermare il massacro, poiché erano ormai diventate spose e madri dei Romani. Questo gesto portò alla pace e alla fusione dei due popoli sotto un unico regno.



















giovedì 30 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Hygeia, Goddess of Health (det.)(1615)


L'opera completa qui



Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens - La Vergine come donna apocalittica sulla luna (1623-25)
Oil on canvas - 554.5 x 370.5 cm - Alte Pinakothek, Munich, Germany

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La Vergine come donna apocalittica sulla luna si riferisce al capitolo 12 del Libro dell'Apocalisse, dove appare una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul capo. Nella tradizione cristiana e nell'arte, questa figura è identificata con la Vergine Maria, simbolo di purezza e vittoria sul male.
La donna vestita di sole: indica che Maria è totalmente avvolta e illuminata dalla gloria e dalla grazia di Dio.
La luna sotto i piedi rappresenta il dominio sul tempo, sulla mutabilità del mondo terreno e la vittoria della luce sulle tenebre (la luna riflette la luce del sole, così come Maria riflette quella di Cristo).
La corona di dodici stelle simboleggia le dodici tribù d'Israele e l'intero popolo di Dio, unito attorno a lei.
Nell'iconografia classica dal periodo gotico e rinascimentale, la Madonna viene spesso dipinta in piedi sopra una falce di luna crescente, spesso mentre schiaccia la testa del serpente (il demonio).



















mercoledì 29 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens - The Rape of Hippodamia (Ovid, Metamorphoses, XII)(1636-38)
Oil on canvas - 182 x 290 cm - Museo del Prado, Madrid


Durante il banchetto di nozze tra Ippodamia (chiamata anche Deidamia) e Piritoo, re dei Lapiti, i centauri invitati alla festa si ubriacarono perdendo ogni controllo. Il centauro Euritione (o Eurito), sopraffatto dai fumi dell'alcol e dalla lussuria, tentò brutalmente di rapire la sposa. Al centro della rissa furiosa però si stagliò l'eroe ateniese Teseo, che intervenne con vigore per sottrarre Ippodamia dalle grinfie del mostro, simboleggiando il trionfo dell'ordine e della civiltà sulla bestialità selvaggia.
Ma che fine hanno fatto tutti?
Nel mito classico narrato da Ovidio, quel preciso momento di caos degenera in una delle guerre più violente e sanguinarie della mitologia greca, nota come Centauromachia.
I personaggi principali affrontano destini ben precisi: 
- Eurizione (il centauro rapitore): Viene ucciso sul colpo. Nel bel mezzo della rissa, lo sposo Piritoo e l'amico Teseo gli si scagliano contro. Teseo gli fracassa il cranio scagliandogli in testa un pesante cratere di bronzo colmo di vino.
- Ippodamia (la sposa): Viene tratta in salvo da Teseo e Piritoo. Il matrimonio viene temporaneamente interrotto dalla carneficina, ma lei sopravvive al massacro. La sua felicità dura poco: morirà pochi anni dopo, lasciando Piritoo nel dolore.
- Teseo e Piritoo: Guidano i Lapiti alla vittoria in una battaglia feroce che si consuma dentro e fuori la sala del banchetto. I Lapiti riescono a massacrare o cacciare quasi tutti i centauri. Successivamente, il legame tra i due eroi diventerà così forte che Teseo accompagnerà Piritoo persino negli Inferi per tentare (fallendo) di rapire Persefone.
- I Centauri: Coloro che sopravvivono alla strage vengono banditi per sempre dalla Tessaglia. Vengono cacciati verso la catena montuosa del Pindo, segnando la definitiva sconfitta della loro stirpe selvaggia contro il mondo civile degli umani.






martedì 28 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Il rapimento di Ganimede (1636-38)
Oil on canvas - 181 x 87.3 cm - Museo del Prado, Madrid

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L'opera illustra il mito descritto nelle Metamorfosi di Ovidio. Rappresenta il momento in cui il dio romano Giove, trasformatosi in un'aquila, rapisce il bellissimo e giovane pastore troiano Ganimede per portarlo sul monte Olimpo, dove assumerà il ruolo di coppiere degli dei. 
Il coppiere degli dei era una figura ufficiale della mitologia greca e romana incaricata di servire il nettare e l'ambrosia (le bevande e i cibi dell'immortalità) durante i banchetti divini sul Monte Olimpo.

Zeus scelse proprio Ganimede per tre ragioni fondamentali legate alla cultura, alla bellezza e al costume sociale del mondo antico:
1. La bellezza insuperabile. Secondo l'Iliade di Omero, Ganimede era considerato in assoluto il più bello di tutti i mortali del suo tempo. La sua fisionomia era talmente splendida e aggraziata da essere giudicata degna di riflettere la perfezione estetica degli stessi dei olimpici.
2. Il desiderio e l'amore omoerotico. A partire dal V secolo a.C., il mito si arricchì di una forte componente legata alla passione amorosa. Nella società greca antica, questa vicenda divenne il modello mitologico e l'emblema della pederastia aristocratica. Il termine deriva dal greco antico ed è diverso dalla pedofilia. Mentre la pedofilia si riferisce all'attrazione verso i bambini prima della pubertà questa è una relazione a sfondo sessuale o affettivo tra una persona adulta e un adolescente. Il legame tra un uomo adulto (in questo caso la divinità massima, Zeus) e un giovane fanciullo era inteso come un percorso educativo e di iniziazione sociale, prima ancora che sentimentale.
3. Il dono dell'immortalità. A differenza di altre amanti mortali di Zeus che venivano spesso abbandonate o andavano incontro a destini tragici, Ganimede ricevette un privilegio unico: non fu una conquista passeggera. Zeus volle renderlo immortale ed eternamente giovane per sottrarlo al decadimento del tempo, elevandolo a una costellazione (l'Acquario, colui che versa l'acqua o il nettare) per fissare la sua presenza nel cielo per sempre.








venerdì 24 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens
 - Tereus Confronted with the Head of his Son Itys (1636-38)
Oil on panel - 195 x 267 cm - Museo del Prado, Madrid










martedì 7 luglio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens and workshop - Meleager presenting to Atalanta the head of the Calydonian boar (prima del 1640)
Oil on panel - 76 x 57.5 cm - Château de Ferrières, Ferrières-en-Brie, Seine-et-Marne, France












mercoledì 27 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Meleagro e Atalanta e la caccia al cinghiale Calidonio (1618)
Oil on panel - 47.6 x 74 cm - Norton Simon Museum

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Il mito di Meleagro e della caccia al cinghiale Calidonio è uno dei racconti più tragici della mitologia greca. Racconta la storia di una caccia leggendaria, di un amore sfortunato e di un destino ineluttabile decretato dagli dei. 

Il re di Calidone, Eneo (Oineo), dimenticò di offrire sacrifici alla dea Artemide durante i festeggiamenti per il raccolto. Offesa, la dea inviò nelle campagne un cinghiale mostruoso e gigantesco che distruggeva i raccolti, uccideva il bestiame e terrorizzava la popolazione.
Per uccidere l'animale, il principe Meleagro (figlio di Eneo) radunò i più grandi eroi della Grecia, inclusi Castore, Polluce, Teseo e la giovane e abile cacciatrice Atalanta. 

Durante la feroce caccia, molti uomini vennero uccisi o sbranati dall'animale. La prima a colpire e ferire gravemente il cinghiale fu Atalanta, scoccando una freccia infallibile.
Meleagro riuscì infine a sferrare il colpo di grazia e ad uccidere la bestia. Essendosi innamorato di Atalanta, le offrì il trofeo (la pelle e le zanne dell'animale) come riconoscimento per il suo coraggio. 

Gli zii materni di Meleagro, sdegnati dal fatto che il trofeo fosse stato donato a una donna, aggredirono Atalanta per sottrarglielo. Accecato dall'ira, Meleagro li difese uccidendo i propri zii.
La madre di Meleagro, Altea, addolorata dalla morte dei fratelli non perdonò mai al figlio di averli uccisi e anzi decise di vendicarli. 
Alla nascita di Meleagro, le Moire avevano profetizzato che il figlio sarebbe vissuto finché un tizzone di legno (conservato gelosamente dalla madre in uno scrigno) non fosse bruciato completamente. In preda al dolore e alla furia, Altea gettò il tizzone nel fuoco, provocandone così la morte. 








mercoledì 13 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Ercole che combatte il leone di Nemea
National Museum of Art of Romania, Bucharest

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Dopo essere impazzito e aver ucciso la propria famiglia, Ercole ricevette il compito di compiere dodici fatiche come penitenza, con la sua prima sfida quella di scuoiare il feroce leone Nemeo. Rubens illustra i due personaggi impegnati nella battaglia. Vari pentimenti mostrano dove l'artista apportò modifiche alla gamba destra dell'animale e alla schiena dell'eroe per trovare il modo migliore di rappresentare la battaglia mitologica.

Inizialmente, Ercole doveva compiere dieci fatiche invece di dodici. Re Euristeo ordinò a Ercole di procurargli la pelle di un leone invulnerabile che seminava terrore sulle colline vicino a Nemea come sua prima sfida. Arrivato a Nemea, Ercole scoprì che le sue frecce erano inefficaci contro il temibile leone che stava inseguendo. Ercole afferrò la sua clava e andò dietro al leone. Inseguendolo in una grotta con due ingressi, Ercole chiuse un ingresso e poi avanzò verso il feroce leone attraverso quello rimanente. Afferro saldamente il leone con le sue braccia forti, ignorando i suoi artigli affilati, e lo strangolò fino a farlo morire.

Il Leone Nemeo nacque da Tifone ed Echidna, riconosciuti come creatori di tutti i mostri. Alcuni sostengono che fosse affiliato a Zeus e alla sua compagna Selene. Era insegnò e allevò la feroce creatura. Il leone trascorreva la maggior parte del suo tempo a scorrazzare sul monte Tretos. Era anche astuto. Il leone attirava i guerrieri nella sua tana catturando donne che poteva usare come esca. Il Leone Nemeo attaccava e divorava qualsiasi cacciatore coraggioso che tentasse di salvare le fanciulle.

Il dipinto è stato ampiamente elogiato per la sua vivace composizione e il forte impatto emotivo. Critici e storici hanno elogiato Rubens per la sua abilità nel rappresentare movimento e forza. Il dipinto ritrae gli ideali eroici dell'epoca, attraendo gli spettatori che apprezzano temi di valore e superamento delle sfide. La sua influenza si può notare nelle successive rappresentazioni artistiche di Ercole, consolidando la reputazione di Rubens come maestro di soggetti mitologici.








venerdì 8 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 



Peter Paul Rubens - Inghilterra, Scozia, Minerva, Cupido e due Vittorie (1632)
Dipinto / Bozzetto a olio • 64×49 cm • Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam






giovedì 7 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens
 - Ganimede riceve la coppa da Ebe (1611-12)
Olio su tela - 203 x 203 cm - Gartenpalais Liechtenstein, Vienna








lunedì 4 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Expulsion from the Garden of Eden (1620)
Oil on panel - 49.5 x 64.5 cm - National Gallery Prague





lunedì 27 aprile 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]

 


Peter Paul Rubens - The Small Last Judgement (det.)(ca. 1620)






venerdì 24 aprile 2026

Peter Paul Rubens



Peter Paul Rubens - Samson and the lion (1628)
Oil on canvas - 226 x 265 cm - Fondo Cultural Villar Mir, Madrid







venerdì 23 gennaio 2026

Lucas Vorsterman [Incisore fiammingo del periodo barocco, 1595 – 1675]

 


Lucas Emil Vorsterman (after Sir Peter Paul Rubens) · La caduta degli angeli ribelli (1621) Engraving - National Gallery of Art, Washington, D.C., US






venerdì 12 dicembre 2025

Peter Paul Rubens

 


Peter Paul Rubens - The Victory and Death of Decius Mus (ca. 1616-17)






mercoledì 1 ottobre 2025

Peter Paul Rubens



Peter Paul Rubens - The Fall of the Damned (ca. 1621)
Oil on panel - 286 x 224 cm - Alte Pinakothek, Munich, Germany