Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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venerdì 25 settembre 2026

La morte di Cristoforo Colombo e i suoi resti




La morte di Cristoforo Colombo (1893)
cromolitografia americana pubblicata originariamente dalla "L. Prang & Company"



Forse non tutti sanno che:
Le spoglie di Cristoforo Colombo rappresentano una delle odissee post-mortem più affascinanti della storia. I resti del navigatore hanno viaggiato quasi quanto lui in vita, venendo spostati e rivendicati da diverse nazioni per secoli.

1. Il viaggio infinito delle spoglie (Le 5 traslazioni)
Dopo la morte a Valladolid nel 1506 (mostrata nell'illustrazione), il corpo di Colombo iniziò una serie incredibile di spostamenti:
Valladolid (1506): Inizialmente viene sepolto nel convento di San Francesco a Valladolid. Solo in anni recenti, grazie a indagini geofisiche con georadar, gli archeologi sono riusciti a individuare l'esatta posizione della sua prima, temporanea fossa sotto il tessuto stradale moderno della città.
Siviglia (1509): Il figlio Diego fa trasferire le spoglie nel monastero della Cartuja a Siviglia.
Santo Domingo (1537–1544 circa): Rispettando il desiderio testamentario di Colombo di essere sepolto nelle sue amate terre d'oltreoceano, la nuora María de Toledo ottiene il permesso di spostare i resti nella Cattedrale di Santo Domingo, nell'isola di Hispaniola.
L'Avana (1795): Quando la Spagna cede la parte occidentale di Hispaniola alla Francia con il Trattato di Basilea, gli spagnoli decidono di dissotterrare i resti per non lasciarli in mani straniere e li portano alla Cattedrale dell'Avana, a Cuba.
Ritorno a Siviglia (1898): In seguito alla guerra ispano-americana e all'indipendenza di Cuba, i resti vengono nuovamente riesumati e ricollocati definitivamente nel maestoso monumento funebre all'interno della Cattedrale di Siviglia.

2. Il colpo di scena: Due tombe e il sosia di Santo Domingo
Il mistero si infittisce nel 1877. Durante alcuni lavori di restauro nella Cattedrale di Santo Domingo, gli operai scoprono una cassetta di piombo celata sotto l'altare con un'iscrizione inequivocabile: "L'illustre ed eccellente uomo, Don Cristobal Colon".
La Repubblica Dominicana sostenne immediatamente che, nel 1795, gli spagnoli si erano confusi (o erano stati deliberatamente ingannati dai locali) prelevando i resti del figlio o di un altro parente. Da quel momento, sia la Spagna sia la Repubblica Dominicana hanno continuato ad affermare di custodire il vero corpo del navigatore, la prima a Siviglia e la seconda all'interno del monumentale Faro a Colón a Santo Domingo.

3. La parola definitiva della scienza e del DNA
Per mettere fine a questa disputa centenaria, l'Università di Granada ha avviato uno studio genetico approfondito guidato dal medico forense José Antonio Lorente. Gli scienziati hanno prelevato frammenti ossei dalla tomba di Siviglia e li hanno confrontati con il DNA mitocondriale dei resti certamente identificati del fratello Diego e del figlio Fernando. Le analisi di laboratorio hanno confermato con "assoluta attendibilità" che i resti conservati a Siviglia appartengono proprio a Cristoforo Colombo.
Tuttavia, il mistero non è chiuso al 100%: lo scheletro di Siviglia è fortemente incompleto ed è composto solo da circa 150-200 grammi di frammenti ossei. È quindi altamente probabile che il corpo sia andato frammentato durante i numerosi viaggi e che una parte delle spoglie si trovi ancora a Santo Domingo, rendendo entrambe le tombe parzialmente autentiche.


 


martedì 23 giugno 2026

Mark Rothko




Mark Rothko, pseudonimo di Markus Yakovlevich Rothkowitz
[Daugavpils, 25 settembre 1903 – New York, 25 febbraio 1970]
Pittore statunitense di origine lettone, di religione ebraica,
spesso classificato come espressionista astratto e informale.

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Fisicamente logorato a causa del suo sregolato regime alimentare, dall'eccesso di alcol e fumo e dopo una vita segnata dalla depressione e una diagnosi di aneurisma aortico, nel primissimo mattino del 25 febbraio 1970 l'artista si suicidò nel suo studio di New York, dove si era ritirato a vivere un anno prima, dopo la separazione dalla moglie Mell.








Mark Rothko - No. 6 (Violet, Green and Red)(1951)
Oil on canvas - 238.8 x 145.1 cm - Private collection

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Nel 2014 "No. 6 (Violet, Green and Red)" superò tutti i record venendo acquistata dal magnate russo Dmitrij Rybolovlev per 186 milioni di dollari, la ottava cifra più alta mai pagata per un dipinto finora.
In realtà non tutti sanno che il quadro più pagato di Rothko è "No. 20 Yellow Expanse" passato di mano per 200 milioni di dollari sempre nel 2014.



Mark Rothko - No. 20 (Yellow Expanse)(1955)
Oil on canvas - 3,048 × 4,572 m - Private collection









martedì 2 giugno 2026

Sir Joshua Reynolds [English Rococo Era Painter, 1723 - 1792] e il suo segreto.




Joshua Reynolds - The Death of Cardinal Beaufort (1789)
from William Shakespeare's Henry VI, Part II, Act III, Scene III
Oil on canvas - 218.5 x 157.5 cm - Petworth House, Regno Unito

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Il segreto: Il demone.
Durante un lavoro di restauro di questo quadro, a sorpresa dalla tela è apparso un demone.

La figura, paurosa, visibile alla destra del cardinale morente, sospesa sopra la sua testa, si staglia chiaramente con i tratti del viso mostruosi e che riescono a incutere ancora timore nonostante siano passati oltre tre secoli dalla sua realizzazione.

Ma della presenza della creatura diabolica sembra che non si ignorasse completamente l'esistenza. Nell’ambiente artistico circolava la voce che, infatti, il pittore inglese avesse deciso di rendere il quadro meno impressionante pochi anni dopo la sua riproduzione su lastra a seguito delle forti critiche ricevute. 

Secondo l'esperto di storia dell'arte e curatore John Chu, intervistato dalla CbsNews, Reynolds aveva realizzato il dipinto per la Shakespeare Gallery di Londra  alla fine della sua carriera e la decisione di includere la figura demoniaca in agguato sul letto di morte non era stata ben accolta dal pubblico e dai colleghi artisti. Da lì la scelta di farla sparire poco tempo dopo.  

The Death of Cardinal Beaufort è attualmente esposto presso la Petworth House nel West Sussex, in Inghilterra, sotto l’egida del National Trust e la controversia che la circonda offre ancora “uno sguardo unico sulle sfide e le percezioni artistiche del XVIII secolo, sottolineando quanto la storia dell’arte possa essere intricata e complessa” e affatto noiosa.

“La discussione sull’inclusione di questa figura demoniaca nel dipinto rifletteva la contrapposizione tra la rappresentazione artistica e la percezione letteraria - spiega Chu - Mentre era accettabile in letteratura introdurre l’idea di un demone come una presenza nella mente di una persona, trasformarlo in una figura visibile all’interno di un dipinto risultava troppo fisico per l’epoca. Reynolds, nonostante le pressioni, si oppose a tentativi di rimuovere la figura demoniaca dal suo lavoro”. Tentativi che, però, furono vani. Almeno fino a oggi. 













testo da: rainews

mercoledì 6 maggio 2026

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675] e il suo segreto.




Johannes Vermeer - Brieflesendes Mädchen am offenen Fenster (1657-59)
(Ragazza che legge una lettera davanti a una finestra aperta)
Oil on canvas - 83 x 64.5 cm - Staatliche Kunstsammlungen Dresden


Il Segreto: il quadro cancellato. Dietro la donna si vede quella che è rimasta una parete bianca fino a un'analisi scientifica del 1979. Allora si scoprì che un dipinto di Cupido decorava la parete. All'epoca si pensava che Vermeer stesso avesse nascosto il dio dell'amore, ma si scoprì che si trattava di una successiva imbiancatura. Solo nel 2021, dopo 3 anni di restauro, il dipinto fu svelato con il Cupido, per la prima volta in centinaia di anni.
Questa l'opera restaurata:





 



da: focus

martedì 5 maggio 2026

Vincent van Gogh [Dutch Post-Impressionist Painter, 1853-1890] e il suo segreto.

 


Vincent van Gogh - Olijfgaard (Alberi d'ulivo)(1889)
Olio su tela - 73 x 92 cm  - Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Stati Uniti d'America

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Il Segreto: la cavalletta nella vernice. Benché all'epoca fosse ricoverato in manicomio, Vincent van Gogh era stato autorizzato a dipingere all'aperto. Un esame del dipinto nel 2017 ha rivelato che parte di una testa, zampa e corpo di una cavalletta sono rimasti invisibilmente imprigionati nella pittura.







giovedì 26 marzo 2026

Hans Holbein the Younger [German Northern Renaissance Painter, 1497-1543] e il suo segreto.

 


Hans Holbein il Giovane - Gli Ambasciatori (1533)
Olio su tavola - 206 x 209 cm - National Gallery, Londra

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Presso la National Gallery di Londra il dipinto è indicato con il titolo Jean de Dinteville and Georges de Selve (‘The Ambassadors’). L’opera in Italia invece è nota semplicemente come Gli ambasciatori.

Hans ha realizzato un opera veramente complessa per molti aspetti. Nel quadro infatti sono presenti diversi strumenti musicali, alcuni strumenti utilizzati per misurare il tempo, l’altitudine e la posizione delle stelle e dei pianeti come il globo celeste che compare a sinistra. Il quadrante poliedrico, costituito da facce quadrangolari, è invece un tipo di meridiana. Ma indubbiamente la cosa più curiosa e interessante è il teschio. A prima vista incomprensibile è dipinto proprio in primo piano. Si tratta di un teschio distorto e allungato dipinto in prossimità del bordo inferiore del dipinto. Il teschio è visibile nella sua prospettiva corretta osservando il dipinto da vicino e dall’angolo in basso a destra.

Se avete avuto la fortuna di vederlo a Londra sicuramente vi sarà rimasto impresso in maniera indelebile. Elemento comune nei dipinti rinascimentali, il teschio che spessissimo nel blog viene menzionato, ai tempi compariva come un particolare messaggio rispetto alla precarietà della vita indicato con il termine latino memento mori. Questo macabro commento equilibrava, in termini morali e religiosi, la celebrazione della propria immagine fisica che poteva portare al peccato di vanità. Qui sotto il teschio visto nell'ottica descritta.

 


Ma bellissimi anche gli altri dettagli e attenzione al segreto:
se osservate attentamente il liuto ha una corda rotta. Hans con questo voleva suggerire disarmonia, alludendo alle fratture nella Cristianità causate dalla Riforma.

















































giovedì 12 marzo 2026

Michelangelo Buonarroti [Italian High Renaissance/Mannerist Painter and Sculptor, 1475-1564] e il suo segreto.




Michelangelo - La creazione di Adamo (1511)
Affresco - 280 x 570 cm - Cappella Sistina, Città del Vaticano, Roma

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Il segreto: la forma del drappeggio divino.
Mentre crea l'uomo, Dio è sostenuto da varie figure circondate da un drappo rosso.
Nel 1990 un medico notò che la forma del tessuto pareva una sezione del cervello, mentre una sciarpa che pende assomigliava al midollo spinale. Michelangelo aveva studiato anatomia e le somiglianze fanno ipotizzare che intendesse che Dio ha dato agli umani un corpo, ma anche una scintilla dell'intelligenza divina.







da: focus

venerdì 20 febbraio 2026

Jean-Auguste-Dominique Ingres [French Neoclassical Painter, 1780-1867] e il suo segreto.

 


Jean-Auguste-Dominique Ingres - Monsieur de Norvins (1811)
Oil on canvas, laid down on panel - 97 x 78 cm - The National Gallery, London

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Il segreto: la posizione politica dell'autore.
Nel ritratto del neo-nominato capo della polizia di Roma si cela un omaggio a Napoleone: De Norvins ha la mano infilata nella giacca, come usava Bonaparte. Sulla sinistra una tenda rossa fa intravedere l'ombra di una testa: probabilmente un busto del figlio di Napoleone, allora re di Roma. Quando Napoleone cadde nel 1814, questa allusione all'ex imperatore divenne imbarazzante e Ingres la nascose.







da: focus

lunedì 16 febbraio 2026

Pieter Lastman [Pittore, incisore e miniaturista olandese, 1583 – 1633]

 


Pieter Lastman - Het offer van Abraham (1612)
Oil on panel - Rijksmuseum, Amsterdam

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Forse non tutti sanno che: questa è un opera a “grisaille”. Il grisaille (grisaglia in italiano) o monocromo indica varie tecniche nella pittura. La parola è un prestito dal francese grisaille, che a sua volta proviene da gris ("grigio"), inteso come metodo per rendere le sfumature di grigio. In generale indica una decorazione o una pittura eseguita a monocromo.







domenica 8 febbraio 2026

Guercino [Italian Baroque Era Painter, 1591-1666]



Guercino - La decapitazione di Giovanni e Paolo (ca.1627-32)
Carta, penna e pennello - 21,0  × 30,2 cm

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Il Guercino, pseudonimo di Giovan Francesco Barbieri, fu soprannominato così a causa di un evidente strabismo all'occhio destro. Tale difetto fisico fu provocato da un incidente avvenuto durante l'infanzia, pare quando era ancora in culla, che gli valse questo appellativo per tutta la vita.






mercoledì 4 febbraio 2026

I Rotolacampo

 



Forse non tutti sanno che: quei "cespugli" che si vedono rotolare nelle pianure sterminate dei film western hanno un nome: Rotolacampo (o ruzzolacampo).

Tecnicamente è la formazione vegetale caratteristica di alcune specie di piante che, giunte a maturità, si staccano dalle proprie radici e rotolano sospinte dal vento, processo che permette alla pianta di disperdere i propri semi. Nella maggior parte delle specie, il rotolacampo è l'intera pianta, a parte l'apparato delle radici, mentre in altre piante può staccarsi un frutto cavo o un'infiorescenza.








sabato 31 gennaio 2026

Leonardo da Vinci [Ingegnere, inventore, pittore e architetto italiano, 1452 – 1519] e il suo segreto.




Leonardo da Vinci - Gioconda (ca. 1503-06)
Olio su tavola di pioppo - 77×53 cm - Museo del Louvre, Parigi

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Il Segreto
: gli occhi. 
La Gioconda fu descritta nelle Vite di Giorgio Vasari con ciglia e sopracciglia, benché oggi non siano visibili. Solo nel 2007 le scansioni hanno rivelato che un tempo in effetti c'erano, ma sono sbiadite. Sempre grazie alle scansioni, uno studioso afferma di aver scoperto le lettere "LV" nell'occhio destro, come una firma, mentre nell'occhio sinistro vi sarebbero una "B" o la sillaba "CE", dal significato sconosciuto.







da: focus

martedì 27 gennaio 2026

Rojava

 



Forse non tutti sanno che: da più di dieci anni, nel bel mezzo di un contesto difficilissimo, nella regione del Rojava è nato un esperimento di autogoverno che è un unicum nel panorama mondiale. Democrazia diretta, eguaglianza sociale, parità di genere, ecologismo radicale sono i pilastri su cui si sta edificando una società che, di fatto, sta sostituendo lo stato-nazione con una confederazione di comunità e l’economia capitalista con nuove forme di cooperazione.

Da alcuni giorni questa esperienza è oggetto di violenti attacchi da parte delle milizie del governo di Damasco appoggiate dalla Turchia di Erdogan. Dove le forze militari governative hanno ripreso il potere, oltre a compiere crimini contro la popolazione civile come già avvenuto in altre città siriane, si stanno smantellando le organizzazioni economiche anticapitaliste e quelle legate alla parità di genere. 

L’obiettivo è trasformare la regione, ricca di importanti risorse naturali, in uno stato liberista in economia e fondamentalista sul piano culturale. 

È necessario mobilitarsi tutti in difesa del confederalismo democratico e delle sue formazioni di autodifesa, alle quali nel corso del tempo si sono affiancati tanti e tante volontari internazionali, come Lorenzo Orsetti, morti combattendo contro l’ISIS per costruire una società più libera e giusta. 

Oggi la battaglia in difesa del Rojava è molto di più che la battaglia tra il regime siriano, spalleggiato dalla Turchia, e un’esperienza di democrazia radicale. È la battaglia tra diversi modelli di società. Tra lo stato-nazione autoritario, fondamentalista e xenofobo e una confederazione egalitaria, ecologista, femminista, multiculturale.

È la battaglia tra due mondi antagonisti, con le classi dirigenti del primo che cercano di soffocare il secondo per impedire che certe idee travalichino i confini e li travolgano. Per impedire l'avanzamento delle classi subalterne, delle minoranze, di tutti coloro che sono oppressi ed emarginati.

Difendere il Rojava significa difendere noi stessi, significa credere che gli ultimi di questo mondo possono ancora rivoltarlo e ricostruirlo secondo i loro bisogni e per la loro felicità.


Cronache Ribelli




mercoledì 21 gennaio 2026

Leonardo da Vinci [Ingegnere, inventore, pittore e architetto italiano, 1452 – 1519] e il suo segreto.




Leonardo da Vinci - L’ultima cena (1495-98)
Dipinto murale / affresco Tempera on gesso, pitch and mastic
460 x 880 cm - Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Milano

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Il segreto: la musica nascosta. La posizione delle mani dei discepoli e del pane sulla tavola può essere sovrapposta al pentagramma. Convertendo ogni posizione in una nota musicale ed eseguendo il tutto da destra a sinistra, la direzione in cui spesso scriveva Da Vinci, si produce un brano solenne. Leonardo aveva studiato musica ed è possibile che avesse nascosto un'armonia nell'opera.






da: focus

lunedì 19 gennaio 2026

Cina? Corea? No... Svizzera!

 


Forse non tutti sanno che: la Svizzera è l’unica nazione del mondo occidentale a consentire il consumo di carne di cane e di gatto. In alcuni cantoni, come San Gallo e Appenzello, è ancora una triste abitudine. In altri cantoni, tra cui il Ticino, si mangia carne di gatto.

In Svizzera, la legge non vieta esplicitamente il consumo di carne di cane o di gatto, a condizione che l'animale venga macellato e consumato per uso personale (all'interno del proprio nucleo familiare). La vendita commerciale di tale carne è invece vietata.






giovedì 15 gennaio 2026

💀

 



喫茶軽食 (Kissaten keishoku): Sala da tè/caffè e pasti leggeri.
蓬初橋電停前 (Homatsubashi dentei-mae): Davanti alla fermata del tram di Homatsubashi


Forse non tutti sanno che: in Giappone le vie raramente hanno un nome, poiché il sistema di indirizzi si basa su quartieri (chōme), isolati (banchi) e numeri di edificio assegnati cronologicamente, non sequenzialmente; per orientarsi si usano punti di riferimento, mappe (spesso affisse vicino a stazioni/bus) e il codice postale, mentre i nomi sono riservati alle grandi arterie (come le "dōri").







Franz von Stuck [German Symbolist/Expressionist Painter and Sculptor, 1863-1928]

 


Franz von Stuck - Die Sünde (Il Peccato)(1893)
Oil on canvas, tela con cornice - 94.5 x 59.5 cm - Neue Pinakothek, Munich, Germany

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Il Peccato di Franz von Stuck è un famoso dipinto che nel primo
Novecento rappresentò l’icona della donna seduttrice e peccatrice.

Il dipinto è una rappresentazione oscura e intrigante di una donna con un enorme serpente avvolto sulle spalle. La ragazza ha la pelle bianca ed è coperta solo da dei lunghi capelli scuri che si mescolano con lo sfondo completamente nero e graffiato dalle pennellate, fatta eccezione per un riquadro di luce in cui appare la firma dell’artista. La donna sembra quindi emergere dal nulla, come fosse parte di un incubo, un’apparizione divina o, più propriamente, demoniaca. Il serpente, anch’esso caratterizzato da colori scuri, le cinge la vita e le spalle, come a formare con lei un’unica figura. Il quadro è custodito in una cornice dorata, massiccia, con due colonne ai lati e il titolo originale inciso sotto al dipinto.

La chiave di quest’opera sta negli sguardi dei due protagonisti: il serpente, simbolo del male per eccellenza, è ritratto mentre sta per attaccare, con i denti ben in mostra e lo sguardo immobile su chi ammira l’opera; mentre la donna, seppur meno minacciosa, osserva lo spettatore con un’occhiata misteriosa e provocante, un tipico esempio del fascino del male. Il viso di lei è poi in penombra, oscurato dalle tenebre, mentre il suo corpo pallido e il volto del serpente sono in piena luce. Si tratta quindi di un quadro che riesce a coinvolgere chi guarda, rompendo la parete che divide l’opera dallo spettatore, invitato qui a essere parte attiva della scena.

Forse non tutti sanno che: Franz von Stuck dipinse altre versioni di quest'opera:




Franz von Stuck - Die Sünde (Il Peccato)(ca. 1893-95)
Olio su tela - 48,8 x 43,4 cm - Collezione privata




Franz von Stuck - Die Sünde (Il Peccato) non datato (ca. 1893)
Oil on canvas, tela con cornice - 88,5 x 53,5 cm - Museum Villa Stuck, München




Franz von Stuck - Die Sünde (Il Peccato)(ca. 1893)
Wiesbaden, Museum Wiesbaden




Franz von Stuck -  (Il Peccato)(ca. 1895)
Olio su tela, tela con cornice - 88 x 53,5 cm  - Collezione Katharina Büttiker, Zürich, Svizzera


C'è anche un ulteriore versione di "Die Sünde", totalmente diversa
(qui)








mercoledì 14 gennaio 2026

Il Busto di Vespasiano/Nerone e il suo segreto.

 


Busto di Vespasiano (I secolo d.C.)


Il Segreto: le orecchie di Nerone.
Dato che le sculture in marmo non erano economiche, quando un imperatore moriva si riciclava il più possibile il materiale. Così, dopo il suicidio di Nerone, nel 68 d.C., vari busti vennero rielaborati per assomigliare a Vespasiano, suo successore. Nerone però aveva orecchie sporgenti, cosa che tradisce l'origine di molti busti di Vespasiano.






da: focus

venerdì 9 gennaio 2026

Robinet Testard [French illuminator and painter, fl. from 1471 until 1531]





Robinet Testard
Giove castra Saturno/Ops (dea dell'abbondanza) distribuisce il pane ai poveri/Saturno divora i suoi figli
da: Le livre des échecs amoureux moralisés (1401)



Forse non tutti sanno che: "fl." per un pittore di solito sta per "fu fiorito" (flourished) e indica il periodo di attività di un artista, specialmente quando le date di nascita e morte non sono certe.





mercoledì 7 gennaio 2026

Raffaello Sanzio [Italian High Renaissance Painter, 1483-1520] e il suo segreto




Raffaello Sanzio - La Scuola di Atene (1509-11)
Affresco - ca. 770 × 500 cm - Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma

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I moderni sistemi di studio hanno rivelato misteri e intenzioni nascoste degli artisti in antiche opere d'arte.

La Scuola di Atene di Raffaello, inquadrato da un arco dipinto, rappresenta i più celebri filosofi e matematici dell’antichità intenti nel dialogare tra loro, all’interno di un immaginario edificio classico, rappresentato in perfetta prospettiva.
58 sono i personaggi raffigurati nell’affresco e alcuni di questi sono stati ritratti con le sembianze di personaggi dell’epoca. I più importanti identificati nello schema sottostante, tra parentesi i nomi dei personaggi dell'epoca.





Schema dell’affresco

1: Zenone di Cizio
2: Epicuro o Rito orfico (Tommaso Inghirami)
3: (Federico II Gonzaga)
4: Boezio o Anassimandro o Aristosseno o Empedocle o Senocrate
5: Averroè
6: Pitagora e Telauge con la lavagna
7: Alcibiade o Alessandro il Grande
8: Antistene o Senofonte
9: Ipazia (Francesco Maria Della Rovere)
10: Eschine o Senofonte o Alcibiade
11: Parmenide o Senocrate o Aristosseno
12: Socrate
13: Eraclito o Democrito (Michelangelo Buonarroti)
La scuola di Atene di Raffaello (Platone)
14: Platone (Leonardo da Vinci o fra’ Giovanni Giocondo)
La scuola di Atene di Raffaello (Aristotele)
15: Aristotele (Bastiano da Sangallo)
La scuola di Atene di Raffaello (Diogene di Sinope)
16: Diogene di Sinope
17: Plotino
18: Euclide o Archimede (Bramante)
19: Zoroastro (Baldassarre Castiglione)
20: Claudio Tolomeo
21: Protogene (Il Sodoma o Perugino o Timoteo Viti)



R: Apelle (Raffaello)


Il segreto: l'autoritratto. Negli appartamenti di papa Giulio II, dove si trova l'affresco a guardare direttamente l'osservatore è lo stesso Raffaello. Gli artisti si autoritraevano in un'opera, ma farlo nelle stanze del papa fu molto audace.










da: wikipedia