白れむの的皪と我が朝は来ぬ
hakuren no takireki to waga asa wa kinu
Bagnati dal sole del mattino, i fiori bianchi della magnolia sono abbaglianti, scintillanti di un bianco purissimo. E così, per me è arrivata una nuova (o insostituibile) mattina.
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
白れむの的皪と我が朝は来ぬ
hakuren no takireki to waga asa wa kinu
Bagnati dal sole del mattino, i fiori bianchi della magnolia sono abbaglianti, scintillanti di un bianco purissimo. E così, per me è arrivata una nuova (o insostituibile) mattina.
Sta come un pesce
che ignora l’oceano
l’uomo nel tempo.
: : Issa Kobayashi : :
Utagawa Hiroshige - Scorpionfish, Chicken Grunt and Ginger Shoots (corfano, pesce pollo e germogli di zenzero)(ca. 1832)
タざくら
けふも昔に
成りにけり
Ciliegi in fiore
Sul far della sera.
Anche quest’oggi è diventato ieri
: : Kobayashi Issa : :
猫塚に正月させるごまめ哉
[Issa Kobayashi 小林一茶 - Poeta e pittore giapponese, 1763-1828]
neko tsuka ni shôgatsu saseru gomame kana
sulla tomba del gatto
nel primo mese...
sardine essiccate
La combinazione di immagini in questo haiku è davvero sorprendente. Un bambino (o forse Issa stesso) ha lasciato un regalo di Capodanno sulla tomba del piccolo amico: le sardine secche che un tempo il gatto amava.
Toyohara Kunichika - Dittico gatto fantasma (Bando Hikosabura nei panni del fantasma del demone gatto e Bando Danya nei panni di Tomochiyo)(1863)
道哲の仏の膝や蝉の声
dôtetsu no hotoke no hiza ya semi no koe
nel grembo
dell'uomo santo...
canta una cicala
: : Issa Kobayashi : :
Questo haiku si riferisce ad un'usanza in un certo tempio buddista a Kyoto. Nel primo Giorno della Tigre di ogni anno, i pellegrini potevano acquistare le famose pietre di selce del tempio calando un cesto con i loro soldi in una buca. I monaci invisibili di sotto avrebbero quindi scambiato le pietre con il denaro.
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| “Alberi di pino” (byōbu, paravento gigante tipico della tradizione giapponese, dipinto da Hasegawa Tohaku, realizzato in carta, cornici in legno e dipinto con inchiostro indiano) |
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