Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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mercoledì 23 settembre 2026

Thomas Stern Eliot





Death has a hundred hands and walks by a thousand ways.

(La morte ha cento mani e percorre mille strade.)


: :  T.S.Eliot, Murder in the Cathedral  : :









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martedì 22 settembre 2026

Cesare Pavese / Max Ramezzana



«Vivere in un ambiente è bello quando l'anima è altrove. In città quando si sogna la campagna, in campagna quando si sogna la città. Dappertutto quando si sogna il mare».


: :  Cesare Pavese, Il mestiere di vivere  : :






venerdì 18 settembre 2026

Marguerite Yourcenar

 




Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita.
Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito.
E tutto l'intervallo sembra un vano tumulto, un'agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare.


: :  Marguerite Yourcenar, Archivi del Nord  : :







martedì 15 settembre 2026

Roberto Genovesi





"Perché le cose quando devono succedere sono prepotenti, se ne sbattono dell'impossibile e dell'assurdo, si mettono in cammino a testa bassa e semplicemente succedono."


: :  Roberto Genovesi, Chi manda le onde  : :








giovedì 3 settembre 2026

Cormac McCarthy





"Si dimentica ciò che si vuole ricordare
e si ricorda ciò che si vuole dimenticare."


: :  Cormac McCarthy, La strada  : :





lunedì 17 agosto 2026

@ambrenoir





QUANDO MORIRAI, NON PREOCCUPARTI DEL TUO CORPO...!
di @ambrenoir


Quando morirai, non preoccuparti del tuo corpo.
I tuoi parenti faranno tutto il possibile.
Ti toglieranno i vestiti.
Ti laveranno.
Ti vestiranno.
Ti porteranno fuori di casa e ti accompagneranno al tuo nuovo indirizzo.
Molti verranno al funerale per onorarti.
Alcuni addirittura annulleranno i loro impegni e chiederanno aiuto per andare al funerale.
Le cose che non volevi dare
in prestito verranno vendute, donate o bruciate.
Le tue chiavi.
I tuoi attrezzi.
I tuoi libri.
I tuoi CD, DVD, giochi.
Le tue collezioni.
I tuoi vestiti....
E sii certo che il mondo non si fermerà a piangere per te.
L'economia continuerà a funzionare.
Verrai sostituito al lavoro. Qualcuno con le stesse capacità, o addirittura migliori, prenderà il tuo posto.
I tuoi beni passeranno agli eredi.
Le persone che conoscevano solo il tuo volto diranno: "Poverino!"
I tuoi amici più cari piangeranno per qualche ora o per diversi giorni, ma poi torneranno a ridere.
I tuoi animali domestici si abitueranno al nuovo padrone.
Le tue foto rimarranno appese al muro per un po', poi verranno
appoggiate sui mobili e infine riposte in fondo a una scatola.
Qualcun altro si siederà sul tuo divano e ci mangerà.
Un profondo dolore nella tua casa durerà una settimana, due,
un mese, due, un anno, due... Poi ti unirai ai ricordi e poi la tua storia finirà.
Finirà tra le persone, finirà qui, finirà in questo mondo.
Ma la tua storia inizia in una nuova realtà... nella tua vita dopo la morte.
Nel luogo tua nuova vita non puoi muoverti con le cose
che avevi qui, e perderanno il significato che avevano.
La bellezza del tuo corpo
Il tuo nome
Il tuo cognome
Proprietà
Prestiti
Lavoro
Conti bancari
La casa
L'auto
Titoli accademici
Compagni di classe
Trofei
Amici del mondo
Uomo/donna
I figli
La famiglia...
Nella tua nuova vita, avrai bisogno solo della tua anima.
L'unica proprietà che durerà è l'anima.

Quindi cerca di vivere la tua vita appieno e di essere felice finché sei qui perché, come disse
Francesco d'Assisi, "Non porterai via da qui ciò che hai. Porterai via solo ciò che hai dato!"






sabato 15 agosto 2026

Emil Cioran






È possibile che l'esistenza sia il nostro esilio e il nulla la nostra casa?


: :  Emil Cioran, Tears and Saints  : :






martedì 11 agosto 2026

Bertrand Russell





“Uno dei sintomi dell'approssimarsi di un esaurimento nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia terribilmente importante e che prendersi una vacanza porterebbe ogni tipo di disastro. Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che ritengono importante il proprio lavoro. L'esaurimento nervoso che sembra essere prodotto dal lavoro è, in realtà, in tutti i casi che ho conosciuto personalmente, prodotto da qualche problema emotivo da cui il paziente cerca di sfuggire attraverso il suo lavoro. Egli è restio ad abbandonare il suo lavoro perché, se lo fa, non avrà più nulla che lo distragga dai pensieri della sua disgrazia, qualunque essa sia.”


: :  Bertrand Russell - La conquista della felicità  : :





giovedì 6 agosto 2026

Lev Tolstoj



Quando il format del “romanzo sceneggiato” stava già declinando, fra il 10 novembre e il
15 dicembre 1974, la RAI mandò in onda Anna Karenina sul “Programma Nazionale” (attuale Rai 1)
in sei puntate di poco più di un’ora, in bianco e nero. Regia di Sandro Bolchi. Anna Karenina: Lea Massari.



No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.


: :  Lev Tolstoj - Anna Karenina  : :






mercoledì 5 agosto 2026

Lev Tolstoj / Il'ja Efimovič Repin




Il'ja Efimovič Repin - Портрет Льва Николаевича Толстого (1887)
(Ritratto di Lev Nikolayevich Tolstoy)
Olio su tela - 88 x 124 cm - Galleria Tret'jakov, Mosca, Russia



Ogni persona vive per se stessa, gode di libertà per raggiungere i propri fini personali e sente con tutto il proprio essere che in un dato momento può compiere o non compiere una data azione; ma non appena l'ha compiuta, quella stessa azione diventa irrimediabile, rientra nel patrimonio della storia, nella quale non ha più carattere di libertà ma di predestinazione.


: :  Lev Tolstoj, Guerra e pace  : :









lunedì 27 luglio 2026

Lev Tolstoj







“No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.”



: :  Lev Tolstoj - Anna Karenina  : :






sabato 25 luglio 2026

Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas [Scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese, b.1956]

 





«L'amore rende deboli,
e il più debole dei due viene oppresso, torturato e infine ucciso dall'altro,
che a sua volta opprime, tortura e uccide senza pensare a nulla di male,
senza nemmeno provare alcun piacere, con totale indifferenza.
Questo è ciò che gli uomini solitamente chiamano amore.»


: :  Michel Houellebecq, La possibilità di un'isola  : :





martedì 21 luglio 2026

Anna Salvatore / Paola Ferruzzi /E.A.Poe




Anna Salvatore - Tavola "Il pozzo e il pendolo" per "Racconti straordinari" di E.A.Poe
Con la traduzione semplicemente straordinaria di Paola Ferruzzi 
(Armando Curcio Editore - I Classici Curcio, 1964)



: :  Edgar Allan Poe, Il pozzo e il pendolo  : :






giovedì 16 luglio 2026

Pensierino della sera di Giovanni Boccaccio

 



Raffaello Morghen - Giovanni Boccaccio (1822)

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«Alcuni al mio giudicio sono li quali più che l'altre genti si credon sapere e sanno meno;

e per questo non solamente a' consigli degli uomini, ma ancora contra la natura delle cose presummono d'opporre il senno loro;

della quale presunzione già grandissimi mali sono avvenuti e alcun bene non se ne vide giammai.»


: :  Giovanni Boccaccio, Decameron, giornata IV, novella 8, 2  : :





domenica 12 luglio 2026

Alejandra Acosta e i Fratelli Grimm




Alejandra Acosta
- Illustrazione per la fiaba dei Fratelli Grimm "Il Ginepro"

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Il Ginepro (titolo tedesco: Vom Machandelbaum) è una fiaba popolare contenuta nella celebre raccolta dei fratelli Grimm, Kinder- und Hausmärchen. Il racconto, dai toni molto crudi e violenti, narra della persecuzione di un bambino da parte della sua matrigna, della sua metamorfosi in uccello e della sua rivalsa finale. 

Una donna, rattristata dalla sua impossibilità di avere figli, un giorno d'inverno sbuccia una mela seduta ai piedi di un ginepro, nel suo giardino. Inavvertitamente si ferisce ad un dito e il sangue che ne fuoriesce macchia la neve che ricopriva il terreno: d'istinto esprime il desiderio di poter dare alla luce un figlio rosso come il sangue e bianco come la neve. Di lì a poco, con grande gioia sua e di suo marito, la donna rimane incinta, ma verso la fine della gravidanza si ammala per aver mangiato troppe bacche del ginepro. Poco prima di partorire, chiede al marito di essere seppellita sotto quell'albero: il parto va a buon fine, ma la donna effettivamente muore dando alla luce suo figlio.

Il marito esaudisce il suo desiderio e la piange giorno e notte, ma col tempo il dolore si attenua e l'uomo si decide a prendere nuovamente moglie. Da questo nuovo matrimonio nasce una bambina, Marilena, che si affeziona profondamente al fratellastro; sua madre, invece, ben presto lo prende in odio a tal punto da perseguitarlo continuamente, da riprenderlo e punirlo con ogni pretesto, tanto da non lasciargli pace. Questo suo accanimento si fa sempre più pesante, fino al giorno in cui la donna arriva al punto di ucciderlo: simulando gentilezza lo convince a prendere una mela da un baule dotato di un pesante e tagliente coperchio di ferro e, quando l'ignaro bambino si china per infilare la mano all'interno, ella con un colpo secco gli sbatte sul collo il coperchio, decapitandolo. Spaventata - ma non pentita - per il misfatto, la matrigna ricompone la testa del figliastro sul collo reciso nascondendo il taglio con un fazzoletto, poi sistema il cadavere su una sedia davanti alla porta e gli mette in mano una mela. Marilena, ingolosita alla vista del frutto, chiede al fratello di averne un po', e davanti al suo silenzio si cruccia: la madre, allora, le consiglia di dargli uno schiaffo, ma a quel gesto la testa del ragazzino cade ovviamente a terra. Marilena, pensando di essere la responsabile della morte del fratello, si dispera; a quel punto, la perfida donna la convince a tacere dell'incidente col padre, e - per sbarazzarsi del cadavere - lo taglia a pezzi e si fa aiutare a cucinarlo. Il padre, ignaro, divora con gusto le carni di suo figlio, al punto da mangiarselo per intero da solo.

Marilena, disperata, piangendo raccoglie le ossa del fratello, le avvolge nel suo più bel fazzoletto e le seppellisce ai piedi del ginepro. A quel punto l'albero comincia a muoversi in modo strano finché da esso non esce una nube e da questa nube un uccellino bellissimo e dal canto meraviglioso. Questo uccellino vola prima presso la casa di un orefice, poi presso quella di un calzolaio e infine presso un mulino, e ogni volta si mette a cantare la stessa canzone, che fa:

«„Mein Mutter, der mich schlacht’,,
mein Vater, der mich aß,,
mein Schwester, der Marlenichen,,
sucht alle meine Benichen,,
bind’t sie in ein seiden Tuch,,
legt’s unter den Machandelbaum.,
Kywitt, kywitt, wat vör’n schöön Vagel bün ik!“»


«Mia madre mi ammazzò,
mio padre mi mangiò,
mia sorella Marilena
l'ossa mie tutte raduna;
nella seta le ha legate,
sotto il ginepro celate.
Ciuì, ciuì, che bell'uccello è qui!»


Incantati dalla bellezza del canto, sia l'orefice, sia il calzolaio, sia i garzoni che lavoravano al mulino pregano l'uccelletto di cantare di nuovo per loro, e in cambio esso chiede - nell'ordine - una catena d'oro, un paio di belle scarpette rosse e una pesante macina di pietra. Con la catena in una zampa, le scarpe nell'altra e la macina attorno al collo, vola nuovamente verso casa, si posa su un ramo del ginepro, nel giardino, e ricomincia a cantare la sua canzone. All'udire quelle note, il padre e Marilena si rallegrano ed escono in giardino, dove ricevono dall'uccellino in dono la preziosa catena d'oro e le scarpette. La matrigna, invece, terrorizzata dal presentimento di qualcosa di terribile, rimane in casa a tormentarsi finché, esasperata, non fugge all'esterno, ma appena mette piede fuori dalla soglia l'uccellino le fa cadere in testa la pesante macina e ne fa poltiglia. A quel punto l'uccello si ritrasforma nuovamente e riacquista le sue fattezze umane: felici e contenti, il bambino, Marilena e il padre rientrano in casa e si mettono a tavola.





giovedì 9 luglio 2026

Edgar Allan Poe



Edgar Allen Poe by buzz



C'è qualcosa, nell'amore generoso e
paziente di un animale, che va
direttamente al cuore di colui che
ha avuto frequente occasione di
sperimentare la meschina amicizia
e la tenue fedeltà – tenue come la tela
di un ragno – di chi è solo un uomo.


: :  Edgar Allan Poe, Il gatto nero  : :








martedì 30 giugno 2026

Pensierino della sera di Herbert Marcuse [Filosofo, sociologo, politologo ed accademico, 1898 – 1979]





Il tollerare l’incretinimento sistematico dei bambini come degli adulti, prodotto dalla pubblicità e dalla propaganda, lo sfogo della distruttività realizzato nella guida aggressiva, il reclutamento e l’istruzione di truppe speciali, l’imponente e benevola tolleranza verso l’inganno completo nel commercio, nello spreco e nell’inutilizzazione pianificata, non sono distorsioni e aberrazioni, sono l’essenza di un sistema che coltiva la tolleranza come un mezzo per perpetuare la lotta per l’esistenza, sopprimendone le alternative. Le autorità nei campi dell’educazione, della morale e della psicologia sbraitano contro l’aumento della delinquenza giovanile; sbraitano di meno contro la presentazione superba, a parole e a fatti e al cinema, di missili, razzi, bombe sempre più potenti - la delinquenza matura di un’intera civiltà.


: :  Herbert Marcuse, Critica della tolleranza, Mimesis  : :





sabato 20 giugno 2026

Georges Simenon




: :  Georges Simenon, Le Chat (Il gatto)  : :





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