mercoledì 23 settembre 2026
Thomas Stern Eliot
martedì 22 settembre 2026
Cesare Pavese / Max Ramezzana
: : Cesare Pavese, Il mestiere di vivere : :
venerdì 18 settembre 2026
Marguerite Yourcenar
martedì 15 settembre 2026
Roberto Genovesi
giovedì 3 settembre 2026
Cormac McCarthy
: : Cormac McCarthy, La strada : :
martedì 25 agosto 2026
lunedì 17 agosto 2026
@ambrenoir
sabato 15 agosto 2026
Emil Cioran
martedì 11 agosto 2026
Bertrand Russell
“Uno dei sintomi dell'approssimarsi di un esaurimento nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia terribilmente importante e che prendersi una vacanza porterebbe ogni tipo di disastro. Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che ritengono importante il proprio lavoro. L'esaurimento nervoso che sembra essere prodotto dal lavoro è, in realtà, in tutti i casi che ho conosciuto personalmente, prodotto da qualche problema emotivo da cui il paziente cerca di sfuggire attraverso il suo lavoro. Egli è restio ad abbandonare il suo lavoro perché, se lo fa, non avrà più nulla che lo distragga dai pensieri della sua disgrazia, qualunque essa sia.”
: : Bertrand Russell - La conquista della felicità : :
giovedì 6 agosto 2026
Lev Tolstoj
: : Lev Tolstoj - Anna Karenina : :
mercoledì 5 agosto 2026
Lev Tolstoj / Il'ja Efimovič Repin
lunedì 27 luglio 2026
Lev Tolstoj
“No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.”
sabato 25 luglio 2026
Michel Houellebecq, pseudonimo di Michel Thomas [Scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese, b.1956]
: : Michel Houellebecq, La possibilità di un'isola : :
martedì 21 luglio 2026
Anna Salvatore / Paola Ferruzzi /E.A.Poe
giovedì 16 luglio 2026
Pensierino della sera di Giovanni Boccaccio
«Alcuni al mio giudicio sono li quali più che l'altre genti si credon sapere e sanno meno;
e per questo non solamente a' consigli degli uomini, ma ancora contra la natura delle cose presummono d'opporre il senno loro;
della quale presunzione già grandissimi mali sono avvenuti e alcun bene non se ne vide giammai.»
: : Giovanni Boccaccio, Decameron, giornata IV, novella 8, 2 : :
domenica 12 luglio 2026
Alejandra Acosta e i Fratelli Grimm
Il Ginepro (titolo tedesco: Vom Machandelbaum) è una fiaba popolare contenuta nella celebre raccolta dei fratelli Grimm, Kinder- und Hausmärchen. Il racconto, dai toni molto crudi e violenti, narra della persecuzione di un bambino da parte della sua matrigna, della sua metamorfosi in uccello e della sua rivalsa finale.
Una donna, rattristata dalla sua impossibilità di avere figli, un giorno d'inverno sbuccia una mela seduta ai piedi di un ginepro, nel suo giardino. Inavvertitamente si ferisce ad un dito e il sangue che ne fuoriesce macchia la neve che ricopriva il terreno: d'istinto esprime il desiderio di poter dare alla luce un figlio rosso come il sangue e bianco come la neve. Di lì a poco, con grande gioia sua e di suo marito, la donna rimane incinta, ma verso la fine della gravidanza si ammala per aver mangiato troppe bacche del ginepro. Poco prima di partorire, chiede al marito di essere seppellita sotto quell'albero: il parto va a buon fine, ma la donna effettivamente muore dando alla luce suo figlio.
Il marito esaudisce il suo desiderio e la piange giorno e notte, ma col tempo il dolore si attenua e l'uomo si decide a prendere nuovamente moglie. Da questo nuovo matrimonio nasce una bambina, Marilena, che si affeziona profondamente al fratellastro; sua madre, invece, ben presto lo prende in odio a tal punto da perseguitarlo continuamente, da riprenderlo e punirlo con ogni pretesto, tanto da non lasciargli pace. Questo suo accanimento si fa sempre più pesante, fino al giorno in cui la donna arriva al punto di ucciderlo: simulando gentilezza lo convince a prendere una mela da un baule dotato di un pesante e tagliente coperchio di ferro e, quando l'ignaro bambino si china per infilare la mano all'interno, ella con un colpo secco gli sbatte sul collo il coperchio, decapitandolo. Spaventata - ma non pentita - per il misfatto, la matrigna ricompone la testa del figliastro sul collo reciso nascondendo il taglio con un fazzoletto, poi sistema il cadavere su una sedia davanti alla porta e gli mette in mano una mela. Marilena, ingolosita alla vista del frutto, chiede al fratello di averne un po', e davanti al suo silenzio si cruccia: la madre, allora, le consiglia di dargli uno schiaffo, ma a quel gesto la testa del ragazzino cade ovviamente a terra. Marilena, pensando di essere la responsabile della morte del fratello, si dispera; a quel punto, la perfida donna la convince a tacere dell'incidente col padre, e - per sbarazzarsi del cadavere - lo taglia a pezzi e si fa aiutare a cucinarlo. Il padre, ignaro, divora con gusto le carni di suo figlio, al punto da mangiarselo per intero da solo.
Marilena, disperata, piangendo raccoglie le ossa del fratello, le avvolge nel suo più bel fazzoletto e le seppellisce ai piedi del ginepro. A quel punto l'albero comincia a muoversi in modo strano finché da esso non esce una nube e da questa nube un uccellino bellissimo e dal canto meraviglioso. Questo uccellino vola prima presso la casa di un orefice, poi presso quella di un calzolaio e infine presso un mulino, e ogni volta si mette a cantare la stessa canzone, che fa:
Incantati dalla bellezza del canto, sia l'orefice, sia il calzolaio, sia i garzoni che lavoravano al mulino pregano l'uccelletto di cantare di nuovo per loro, e in cambio esso chiede - nell'ordine - una catena d'oro, un paio di belle scarpette rosse e una pesante macina di pietra. Con la catena in una zampa, le scarpe nell'altra e la macina attorno al collo, vola nuovamente verso casa, si posa su un ramo del ginepro, nel giardino, e ricomincia a cantare la sua canzone. All'udire quelle note, il padre e Marilena si rallegrano ed escono in giardino, dove ricevono dall'uccellino in dono la preziosa catena d'oro e le scarpette. La matrigna, invece, terrorizzata dal presentimento di qualcosa di terribile, rimane in casa a tormentarsi finché, esasperata, non fugge all'esterno, ma appena mette piede fuori dalla soglia l'uccellino le fa cadere in testa la pesante macina e ne fa poltiglia. A quel punto l'uccello si ritrasforma nuovamente e riacquista le sue fattezze umane: felici e contenti, il bambino, Marilena e il padre rientrano in casa e si mettono a tavola.
giovedì 9 luglio 2026
Edgar Allan Poe
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| Edgar Allen Poe by buzz |
mercoledì 1 luglio 2026
Gli occhi hanno preso a fiammeggiargli di diabolica furia; le grandi narici del bianco naso aquilino si sono spalancate frementi; i candidi denti aguzzi, visibili tra le labbra piene della bocca stillante sangue, hanno cozzato insieme come quelle di una bestia selvaggia. (Bram Stoker, Dracula)
martedì 30 giugno 2026
Pensierino della sera di Herbert Marcuse [Filosofo, sociologo, politologo ed accademico, 1898 – 1979]
Il tollerare l’incretinimento sistematico dei bambini come degli adulti, prodotto dalla pubblicità e dalla propaganda, lo sfogo della distruttività realizzato nella guida aggressiva, il reclutamento e l’istruzione di truppe speciali, l’imponente e benevola tolleranza verso l’inganno completo nel commercio, nello spreco e nell’inutilizzazione pianificata, non sono distorsioni e aberrazioni, sono l’essenza di un sistema che coltiva la tolleranza come un mezzo per perpetuare la lotta per l’esistenza, sopprimendone le alternative. Le autorità nei campi dell’educazione, della morale e della psicologia sbraitano contro l’aumento della delinquenza giovanile; sbraitano di meno contro la presentazione superba, a parole e a fatti e al cinema, di missili, razzi, bombe sempre più potenti - la delinquenza matura di un’intera civiltà.
: : Herbert Marcuse, Critica della tolleranza, Mimesis : :




















