furusato wa yamaji ga kari ni aki no kure
nel mio villaggio lungo il sentiero montano: crepuscolo d’autunno
: : Usuda Arō : :
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
furusato wa yamaji ga kari ni aki no kure
nel mio villaggio lungo il sentiero montano: crepuscolo d’autunno
: : Usuda Arō : :
Neve sotto la luna, tinge del suo azzurro il buio della notte
: : Kawabata Bōsha : :
月の雪 (Tsuki no yuki): Significa letteralmente "la neve della luna" o "la neve sotto la luna". La neve non è solo illuminata, ma sembra quasi appartenere alla luna stessa, fondendosi con la sua luce d'argento.
あをあを (Ao-ao): È il raddoppiamento dell'antico termine ao (o awo). In giapponese classico, ao copriva lo spettro sia del blu che del verde. In questo contesto evoca un azzurro profondo, freddo, quasi ultraterreno.
闇を染めにけり (Yami o some ni keri): Significa "ha tinto l'oscurità". Il verbo someru (tingere) suggerisce un'azione diffusa: la luce della neve e della luna non scaccia semplicemente il buio, ma si mescola a esso, colorando la notte di una sfumatura cobalto o indaco.
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