Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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mercoledì 21 marzo 2018

Ahed Tamimi




Ahed Tamimi è diventata in pochi giorni la “Rosa Parks della Palestina“. Ha solo diciassette anni, ma è già impegnata attivamente insieme alla sua famiglia, contro l’occupazione israeliana. Proprio a causa di questo suo impegno politico oggi rischia una condanna a 10 anni di carcere.

Le accuse si basano su un video, con migliaia di visualizzazioni, in cui Ahed protesta contro i soldati israeliani. La ragazza e la sua famiglia stavano protestando contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele.

In un orribile susseguirsi di eventi, il cugino di Ahed, il quattordicenne Mohammed, è stato colpito alla testa da un proiettile di gomma sparato da un soldato israeliano. Mohamed ha subito un intervento chirurgico intensivo per asportare il proiettile e una parte del suo cranio è stata rimossa.

Nello stesso giorno anche Ahed si è trovata ad affrontare faccia a faccia i soldati israeliani perché erano entrati nel cortile di casa sua. Nel video postato dalla madre su facebook, si vede Ahed disarmata che schiaffeggia, spinge e prende a calci due soldati israeliani armati di tutto punto e che indossano indumenti protettivi. È evidente che non rappresentava una seria minaccia per loro!

Aiutaci a far pressione sul primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per chiedere di annullare questa punizione palesemente sproporzionata.



da: amnesty.it

giovedì 26 ottobre 2017

Turchia mette Amnesty alla sbarra, in 11 rischiano 15 anni



Anche 2 stranieri, accuse 'terrorismo'. Ong, 'processi politici'.




venerdì 12 maggio 2017

Bambini danesi e tedeschi deturpati da interventi chirurgici invasivi per “normalizzare” il loro sesso.


I bambini nati con caratteristiche sessuali che non si adattano alle norme femminili o maschili rischiano di essere sottoposti a una serie di procedure mediche non necessarie, invasive e traumatiche in violazione dei loro diritti umani.









giovedì 6 aprile 2017

Stop alla vendita della armi italiane in Yemen


da: "Amnesty Intenational Italia"

Il Governo italiano sta continuando a fornire armi all’Arabia Saudita e agli altri membri della coalizione da utilizzare contro lo Yemen, violando il diritto nazionale ed internazionale.

Tra le norme violate, ci sono quelle stabilite nel Trattato sul commercio delle armi a cui l’Italia ha aderito proprio per prevenire la sofferenza umana dovuta ad uno commercio sconsiderato e senza regole, oltre alla legge italiana 185 del 1985 che vieta espressamente la vendita di armi a paesi coinvolti in conflitti armati.

Anche bombe prodotte in Italia sono state utilizzate in questi due anni di violento conflitto, come confermato dal Rapporto delle Nazioni Unite sul conflitto nello Yemen dello scorso 27 gennaio dove si mostrano le prove dell’utilizzo di bombe targate RWM da parte della coalizione araba nella capitale Sana’a. Ad oggi si calcolano più di 12.000 tra morti e feriti tra i civili, 18 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria e oltre 3 milioni quelle costrette a lasciare le proprie case.

Firma ora per non essere più complice di questi crimini.