Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)
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venerdì 23 ottobre 2026

Elihu Vedder [American Symbolist Painter, 1836-1923]

 


Elihu Vedder - The Cup of Death (La coppa della morte)(1883-84)
Matita, inchiostro e gesso


Si tratta della quartina numero 49 della celebre opera Rubáiyát di Omar Khayyám, tradotta in inglese da Edward FitzGerald. Il disegno raffigura l'Angelo della Morte (chiamato nel testo "Angel of the Darker Drink") mentre offre dolcemente la coppa dell'oblio a una giovane donna, invitando la sua anima a bere senza timore.

Il testo poetico inserito nel riquadro recita:

"So when the Angel of the darker Drink
At last shall find you by the river-brink,
And, offering his Cup, invite your Soul
Forth to your Lips to quaff — you shall not shrink."

"Così, quando l'Angelo della più scura Bevanda
ti troverà infine sulla sponda del fiume,
e, offrendoti la sua Coppa, inviterà la tua Anima
a portarsi alle tue Labbra per bere — tu non dovrai tirarti indietro."


Il "fiume" rappresenta il confine tra la vita e la morte, mentre la "più scura bevanda" contenuta nella coppa è una metafora dell'oblio e del trapasso. Il messaggio centrale è un invito tipicamente epicureo e fatalista: accettare la fine della vita in modo sereno, dignitoso e senza paura, come un passo naturale e inevitabile.



martedì 20 ottobre 2026

Joseph Mallord William Turner [English Romantic Painter, 1775-1851] / Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

 


William Turner
Snow Storm – Steam-Boat off a Harbour's Mouth
Making Signals in Shallow Water, and going by the Lead
(Tempesta di neve. Battello a vapore al largo di Harbour's Mouth)
Olio su tela - 91,5×122 cm - Tate Britain, Londra



Un filo di fumo
...un bel dì vedremo
levarsi un fil di fumo sull'estremo
confin del mare.
E poi la nave appare...

Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, Madama Butterfly
- Atto II, parte prima -






Blaga Dimitrova





Appunti sotto il cuscino
: :  Blaga Dimitrova  : :
 

Li tiro fuori al risveglio
dal fondo dei sogni.

La mia mano ha graffiato,
libera nell'oscurità.

A stento decifro i segni
come iscrizioni runiche.

Mi sono inviata da sola
messaggi da un altro luogo.

E il mattino si rischiara
con la loro mancanza di chiarezza.







venerdì 16 ottobre 2026

Jorge Luis Borges






A un gatto
: :  Jorge Luis Borges  : :

Non sono più silenziosi gli specchi
né più furtiva l’alba avventuriera;
sei, sotto la luna, quella pantera
che a noi è dato percepire da lontano.
Per opera indecifrabile di un decreto
divino ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende la carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è già oblio,
l’amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un abito chiuso come un sogno.







lunedì 12 ottobre 2026

Shel Silverstein [Poeta e cantautore statunitense, 1930-1999]

 

La poesia illustrata "Batty" scritta e disegnata da Shel Silverstein,
tratta dalla sua raccolta di versi per bambini "A Light in the Attic".


Il piccolo pipistrello
urlò spaventato:
"Accendete il buio,
ho paura della luce."










giovedì 8 ottobre 2026

Marco Anneo Lucano [Poeta latino, 39-65]




Ritratto immaginario di Lucano in una miniatura delle Cronache di Norimberga (1493)



Cur hanc tibi, rector Olympi,
sollicitis visum mortalibus addere curam,
noscant venturas ut dira per omina clades?
Sit subitum, quodcumque paras; sit caeca futuri
mens hominum fati; liceat sperare timenti.


«Perché, o rettore dell'Olimpo, hai voluto aggiungere questa
sofferenza ai mortali già affannati: far sì che conoscessero le
stragi imminenti attraverso tristi presagi? Sia improvviso
qualunque cosa tu prepari; sia cieca la mente degli uomini sul
destino futuro: sia concesso a chi teme di poter sperare.»


: :  Marco Anneo Lucano, Pharsalia, Libro II, versi 4-8  : :





martedì 6 ottobre 2026

Giulio Stocchi [Poeta italiano, 1944–2019]





Quadro numero 52
(dalla raccolta "Quadri di un'esposizione")
: : Giulio Stocchi : :

Dato che
di vita
si parla
e di morte
dato che
si invocano
la Santa Chiesa
e il Sommo
Pontefice
dato che
le parole
di fronte
all’infamia
cominciano
a scarseggiare
propongo
in via del tutto
teorica
e tanto
per portarsi avanti
di tornare
a studiare
i Dottori della Chiesa
là dove
di vita si parla
e di morte
e in particolare i passi
dove i Venerandi Padri distinguono
fra tyrannus in titula
e tyrannus in regimine
giustificandone
in entrambi i casi
l’uccisione.





Yosana Akiko (与謝野 晶子) [Poetessa, saggista, autrice di autobiografie e romanziera giapponese, 1878-1942]






 乳房おさへまくの帳をトばしもてそこに咲きなむクリムゾンの花
Chibusa osae / maku no tobari o / tobashimote / soko ni sakinam / kurimuzon no hana


Premi i miei seni,
squarcia il velo del mistero,
lì sboccia un fiore,
cremisi e profumato.


dalla raccolta di poesie Midaregami (みだれ髪, "Capelli spettinati"), pubblicata nel 1901






domenica 4 ottobre 2026

Johann Wolfgang von Goethe / Orest Kiprensky




Orest Kiprensky - Johann Wolfgang von Goethe (1823)
incisione di Henri Grevedon




Wandrers Nachtlied II
: :  Johann Wolfgang von Goethe  : :

Über allen Gipfeln
Ist Ruh’,
In allen Wipfeln
Spürest du
Kaum einen Hauch;
Die Vögelein schweigen im Walde.
Warte nur, balde
Ruhest du auch.


Il canto notturno del viandante II

Su tutte le cime
regna ora la quiete,
tra le chiome degli alberi
non si ode quasi alcun respiro;
gli uccellini tacciono nel bosco.
Aspetta e vedrai,
presto anche tu riposerai.







martedì 29 settembre 2026

Anton Ivanovich Kandaurov [Russian painter and illustrator, 1863-1930]

 


Anton Ivanovich Kandaurov - Strega (1899)
Illustrazione per la poesia "L'ussaro" (Гусар) di Aleksandr Pushkin



И, сев на веник перед печкой,
Разделась до-нага; потом
Из склянки три раза хлебнула...
: :  А. Пушкинъ  : :

E, sedutasi sulla scopa davanti alla stufa,
si spogliò nuda; poi
bevve tre sorsi dalla fiala...
: :  A. Puškin  : :



venerdì 25 settembre 2026

The Lady of Shalott by Alfred, Lord Tennyson




The Lady of Shalott (1842)
: :  Alfred, Lord Tennyson  : :

Part I
On either side the river lie
Long fields of barley and of rye,
That clothe the wold and meet the sky;
And thro' the field the road runs by
To many-tower'd Camelot;
And up and down the people go,
Gazing where the lilies blow
Round an island there below,
The island of Shalott.

Parte I
Lungo entrambe le rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che rivestono la brughiera fino a incontrare il cielo;
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
e la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all’isola, lì sotto,
l’Isola di Shalott.

Willows whiten, aspens quiver,
Little breezes dusk and shiver
Thro' the wave that runs for ever
By the island in the river
Flowing down to Camelot.
Four gray walls, and four gray towers,
Overlook a space of flowers,
And the silent isle imbowers
The Lady of Shalott.

Salici impalliditi, pioppi tremuli,
lievi brezze si oscurano e fremono
nella corrente che scorre perpetua
intorno all’isola nel fiume,
fluendo verso Camelot.
Quattro mura grigie, quattro torri grigie
sovrastano un prato di fiori,
e l’isola silenziosa dimora
la Damigella di Shalott.

By the margin, willow veil'd,
Slide the heavy barges trail'd
By slow horses; and unhail'd
The shallop flitteth silken-sail'd
Skimming down to Camelot:
But who hath seen her wave her hand?
Or at the casement seen her stand?
Or is she known in all the land,
The Lady of Shalott?

Presso le rive dai salici velate
Scorrono chiatte pesanti trainate
Da bestie lente mentre a vele issate
Fende uno scafo le onde increspate
Veloce verso Camelot
Ma chi vide mai un suo cenno di mano?
O della finestra stagliarsi nel vano
Chi conosce il destino arcano
Della Damigella di Shalott?

Only reapers, reaping early
In among the bearded barley,
Hear a song that echoes cheerly
From the river winding clearly,
Down to tower'd Camelot:
And by the moon the reaper weary,
Piling sheaves in uplands airy,
Listening, whispers " 'Tis the fairy
Lady of Shalott."

Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell’orzo barbuto
odono una canzone che echeggia lietamente
dal fiume che limpido si snoda,
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
ammucchiando covoni sull’arioso altipiano,
ascoltando sussurra "È la maga»
la Damigella di Shalott."

Part II
There she weaves by night and day
A magic web with colours gay.
She has heard a whisper say,
A curse is on her if she stay
To look down to Camelot.
She knows not what the curse may be,
And so she weaveth steadily,
And little other care hath she,
The Lady of Shalott.

Parte II
Lì intesse giorno e notte
una magica tela dai colori vivaci.
Ed aveva sentito una voce secondo cui
una maledizione l’avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione.
E così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,
la Damigella di Shalott.

And moving thro' a mirror clear
That hangs before her all the year,
Shadows of the world appear.
There she sees the highway near
Winding down to Camelot:
There the river eddy whirls,
And there the surly village-churls,
And the red cloaks of market girls,
Pass onward from Shalott.

E muovendosi attraverso uno specchio limpido
appeso di fronte a lei tutto l’anno,
ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
Si torce in mulinelli la corrente
Passano i giovani dalle spalle spente
E le ragazze dalla voce ardente
vanno verso Camelot

Sometimes a troop of damsels glad,
An abbot on an ambling pad,
Sometimes a curly shepherd-lad,
Or long-hair'd page in crimson clad,
Goes by to tower'd Camelot;
And sometimes thro' the mirror blue
The knights come riding two and two:
She hath no loyal knight and true,
The Lady of Shalott.

A volte damigelle tintinnanti,
O un monaco in comunione con i santi
A volte un pastorello dai riccioli grondanti
E giovani paggi in livree rutilanti
Passano andando a Camelot
ed a volte attraverso lo specchio azzurro
i Cavalieri giungono cavalcando a due a due
lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele,
la Damigella di Shalott.

But in her web she still delights
To weave the mirror's magic sights,
For often thro' the silent nights
A funeral, with plumes and lights
And music, went to Camelot:
Or when the moon was overhead,
Came two young lovers lately wed:
"I am half sick of shadows," said
The Lady of Shalott.

Ma con la tela ancor si diletta
ad intessere le magiche immagini dello specchio,
perché spesso attraverso le notti silenti
un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
o quando la luna era alta,
venivano due innamorati sposati di recente.
«Mi sto stancando delle ombre» disse
la Damigella di Shalott.

Part III
A bow-shot from her bower-eaves,
He rode between the barley-sheaves,
The sun came dazzling thro' the leaves,
And flamed upon the brazen greaves
Of bold Sir Lancelot.
A red-cross knight for ever kneel'd
To a lady in his shield,
That sparkled on the yellow field,
Beside remote Shalott.

Parte III
A un tiro d’arco dal cornicione della sua dimora,
lui cavalcò fra i mannelli d’orzo.
Il sole giunse abbagliante fra le foglie,
e splendente sui gambali di ottone
del coraggioso Sir Lancelot.
Un cavaliere con la croce rossa perpetuamente inginocchiato
ad una dama nel suo scudo,
che scintillò sul campo giallo,
presso la remota Shalott.

The gemmy bridle glitter'd free,
Like to some branch of stars we see
Hung in the golden Galaxy.
The bridle bells rang merrily
As he rode down to Camelot:
And from his blazon'd baldric slung
A mighty silver bugle hung,
And as he rode his armour rung,
Beside remote Shalott.

Brilla al sole il finimento
Come una stella del firmamento
Risuonano di limpido accento
Sulle briglie campane d’argento
Mentre cavalca verso Camelot
E scende dall’imbrago stemmato
potente un corno argentato
risuona l’armatura al passo ritmato
Presso la remota Shalott

All in the blue unclouded weather
Thick-jewell'd shone the saddle-leather,
The helmet and the helmet-feather
Burn'd like one burning flame together,
As he rode down to Camelot.
As often thro' the purple night,
Below the starry clusters bright,
Some bearded meteor, trailing light,
Moves over still Shalott.

Il cielo terso, l’aria silente
Di gemme spesse la sella lucente
Sull’elmo il pennacchio fremente
brucia come brace ardente
Cavalcando verso Camelot
E mentre in cielo si danno convegno
Crocchi di stelle in antico disegno
Va nella notte il fulgido segno
Di una meteora su Shalott

His broad clear brow in sunlight glow'd;
On burnish'd hooves his war-horse trode;
From underneath his helmet flow'd
His coal-black curls as on he rode,
As he rode down to Camelot.
From the bank and from the river
He flash'd into the crystal mirror,
"Tirra lirra," by the river
Sang Sir Lancelot.

La sua fronte ampia e chiara scintillò al sole;
con zoccoli bruniti il suo cavallo passava;
da sotto il suo elmo fluirono, mentre cavalcava,
i suoi riccioli neri come il carbone,
Mentre cavalcava verso Camelot.
Dalla riva e dal fiume
egli brillò nello specchio di cristallo,
“Tirra lirra” presso il fiume
cantava Sir Lancelot.

She left the web, she left the loom,
She made three paces thro' the room,
She saw the water-lily bloom,
She saw the helmet and the plume,
She look'd down to Camelot.
Out flew the web and floated wide;
The mirror crack'd from side to side;
"The curse is come upon me," cried
The Lady of Shalott.

Lasciò la tela, lasciò il telaio,
fece tre passi nella stanza,
vide le ninfee in fiore,
vide l’elmo ed il pennacchio,
e guardò verso Camelot.
La tela volò via fluttuando spiegata;
lo specchio si incrinò da cima a fondo
«La maledizione mi ha colta» urlò
la Damigella di Shalott.

Part IV
In the stormy east-wind straining,
The pale yellow woods were waning,
The broad stream in his banks complaining,
Heavily the low sky raining
Over tower'd Camelot;
Down she came and found a boat
Beneath a willow left afloat,
And round about the prow she wrote
The Lady of Shalott.

Parte IV
Nel tempestoso vento dell’est che sferzava,
i boschi giallo pallido si indebolivano
l’ampio fiume nei suoi argini si lamentava.
Dal cielo basso la pioggia scrosciava
sopra la turrita Camelot;
lei discese e trovò una barca
galleggiante presso un salice,
e intorno alla prua scrisse
la Damigella di Shalott.

And down the river's dim expanse
Like some bold seër in a trance,
Seeing all his own mischance—
With a glassy countenance
Did she look to Camelot.
And at the closing of the day
She loosed the chain, and down she lay;
The broad stream bore her far away,
The Lady of Shalott.

Ed oltre la pallida estensione del fiume
come un’audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte –
con una espressione vitrea
guardò verso Camelot.
E sul finir del giorno
mollò gli ormeggi, e si distese:
l’ampio fiume la portò assai lontano,
la Damigella di Shalott.

Lying, robed in snowy white
That loosely flew to left and right—
The leaves upon her falling light—
Thro' the noises of the night
She floated down to Camelot:
And as the boat-head wound along
The willowy hills and fields among,
They heard her singing her last song,
The Lady of Shalott.

Giace, le vesti di candida neve,
Che il vento agita di un tremito breve
Cadono le foglie sull’acqua greve
Canta la notte un sussurro lieve
Scendendo verso Camelot
E mentre la barca solca le onde
Tra salici e campi lungo le sponde
S’ode il canto che i sensi confonde
Della Damigella di Shalott

Heard a carol, mournful, holy,
Chanted loudly, chanted lowly,
Till her blood was frozen slowly,
And her eyes were darken'd wholly,
Turn'd to tower'd Camelot.
For ere she reach'd upon the tide
The first house by the water-side,
Singing in her song she died,
The Lady of Shalott.

Si udì un inno triste, sacro
cantato forte, cantato sommessamente
finché il suo sangue si freddò, lentamente
ed i suoi occhi furono oscurati completamente,
volti alla turrita Camelot.
Prima che, portata dalla corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l’argine
canticchiando il proprio canto morì
la Damigella di Shalott.

Under tower and balcony,
By garden-wall and gallery,
A gleaming shape she floated by,
Dead-pale between the houses high,
Silent into Camelot.
Out upon the wharfs they came,
Knight and burgher, lord and dame,
And round the prow they read her name,
The Lady of Shalott.

Sotto la torre ed il balcone
vicino il muro del giardino e la loggia
lei galleggiò, figura splendente
di un pallor mortale, tra le case alte
silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
il cavaliere, il cittadino, il Signore e la Dama
e intorno alla prua lessero il suo nome
la Damigella di Shalott.

Who is this? and what is here?
And in the lighted palace near
Died the sound of royal cheer;
And they cross'd themselves for fear,
All the knights at Camelot:
But Lancelot mused a little space;
He said, "She has a lovely face;
God in his mercy lend her grace,
The Lady of Shalott."

Chi è? Che c’è qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i regali applausi
e, per la paura, si segnarono
tutti i cavalieri di Camelot.
Ma Lancillotto rifletté per un po’
E disse «Ha un bel viso;
Dio nella sua misericordia le conceda la pace
la Damigella di Shalott».



The Lady of Shalott è una delle ballate liriche più celebri del poeta vittoriano inglese Alfred Tennyson. Composta originariamente nel 1832 (e successivamente ampiamente rivista nel 1842), l'opera si basa liberamente sulla leggenda arturiana di Elaine di Astolat, mediata attraverso una fonte italiana del XIII secolo intitolata La Damigella di Scalot.

Il poema è suddiviso in quattro parti e segue il tragico destino della protagonista:
Parte I (L'Isolamento): La Lady vive confinata in una torre grigia sull'isola di Shalott, situata lungo un fiume che scorre verso la mitica città di Camelot. La sua presenza è avvolta nel mistero; solo i mietitori che lavorano all'alba ne sentono il canto malinconico.
Parte II (La Maledizione e lo Specchio): Sulla donna pende una misteriosa maledizione: non può guardare direttamente verso Camelot. Per questo motivo, osserva il mondo esterno unicamente attraverso il riflesso di uno specchio magico, tessendo giorno e notte ciò che vede in una tela fatata. Col tempo, inizia a sentirsi "mezza stanca delle ombre" ("half sick of shadows").
Parte III (L'Apparizione di Lancillotto): Il cavaliere Sir Lancelot passa accanto alla torre, splendente nella sua armatura e cantando sotto il sole. Colpita dalla sua figura, la Lady abbandona il telaio e guarda direttamente fuori dalla finestra verso Camelot. All'istante, la tela vola via e lo specchio si incrina da parte a parte: la maledizione si è compiuta.
Parte IV (Il Viaggio Fatale): Consapevole della fine, la donna scende al fiume, trova una barca e scrive il proprio nome sulla prua. Si stende all'interno vestita di bianco e si lascia trasportare dalla corrente verso Camelot, cantando la sua ultima canzone. Muore di freddo prima di raggiungere la città. Al suo arrivo, i cittadini e i cavalieri provano timore, ma Lancillotto, guardandola, ne loda la bellezza e prega per la sua anima.

L'opera è ricca di allegorie e viene comunemente letta in chiave critica come una metafora della condizione dell'artista. Per creare la vera arte, il poeta/artista deve rimanere isolato dalla realtà, osservandola da lontano (attraverso lo specchio). Il contatto diretto con il mondo reale e le passioni umane distrugge la purezza creativa, portando alla morte dell'arte stessa.