Mirra, figlia di Cinira (re di Cipro), viene colpita da un'irrefrenabile e folle passione amorosa per il padre. Dilaniata dal senso di colpa e dalla vergogna, la ragazza tenta persino il suicidio. Scoperta in tempo dalla sua anziana nutrice, quest'ultima decide di aiutarla per salvarle la vita. Approfittando dell'assenza della regina Cencreide (impegnata nei riti sacri della dea Cerere), la nutrice introduce Mirra nel letto del re al buio, spacciandola per una giovane corteggiatrice. I due si uniscono per diverse notti e Mirra rimane incinta. Una notte, però, spinto dal desiderio di conoscere l'identità della misteriosa amante, Cinira accende un lume e scopre il volto della figlia. Sconvolto e furioso, il re impugna la spada per ucciderla. Mirra riesce a fuggire e vaga per nove mesi fino in Arabia. Ormai stremata e pentita, supplica gli dei di sottrarla sia al mondo dei vivi che a quello dei morti. Gli dei, impietositi, la trasformano nell'albero della mirra; le sue lacrime di resina profumata continuano a scorrere ancora oggi dalla corteccia. Dal tronco di questo albero incrinato nascerà successivamente Adone, il neonato che incanterà persino la dea Venere per la sua straordinaria bellezza.
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mercoledì 2 settembre 2026
Antonio Zanchi [Italia, 1631-1722]
Antonio Zanchi - Myrrha and Cinyras (1722)
Oil on canvas - 115 x 158 cm - National Museum in Warsaw
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