Olio su tela - 114×93,5 cm - Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze
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sabato 4 luglio 2026
lunedì 1 settembre 2025
domenica 29 giugno 2025
Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi - Autoritratto come santa Caterina d'Alessandria (1615-17)
Olio su tela - 71,4×79 cm - National Gallery, Londra
vedi anche questo
Se pur molto simili la santa si mostra molto meno procace e con tutt'altro sguardo.
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venerdì 27 giugno 2025
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Autoritratto come suonatrice di liuto (1615-18)
Olio su tela - 77,5 - 71,8 cm - Wadsworth Atheneum, Hartford, Connecticut, US
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domenica 4 maggio 2025
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Judith and Her Maidservant with the Head of Holofernes (ca. 1623-25)
Oil on canvas - 187.2 - 142 cm - Detroit Institute of Arts
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venerdì 2 maggio 2025
domenica 9 febbraio 2025
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Giuditta decapita Oloferne (ca.1620-21)
Oil on canvas - 199 × 162.5 cm - Galleria degli Uffizi, Firenze
.
Artemisia fin da giovane mostrò un talento precoce che venne nutrito dallo stimolante ambiente romano e dal fermento artistico che gravitava intorno alla sua casa, frequentata assiduamente da altri pittori, amici e colleghi del padre (Artemisia fu battezzata da un altro pittore, Pietro Rinaldi, e così i suoi fratelli da altre personalità artistiche di spicco del tempo).
A Roma vi era una concentrazione di relazioni tra artisti, Artemisia crebbe in un quartiere popolato da pittori e artigiani e il suo ambiente naturale era legato all'arte, basti pensare che tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento Caravaggio lavorava nella Basilica di Santa Maria del Popolo e nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, Guido Reni e Domenichino gestivano il cantiere a S.Gregorio Magno, i Carracci terminavano gli affreschi della Galleria Farnese.
Poiché lo stile del padre, in quegli anni, si riferiva esplicitamente all'arte del Caravaggio (con cui Orazio ebbe rapporti di familiarità), anche gli esordi artistici di Artemisia si collocano, per molti versi, sulla scia del pittore lombardo. Probabilmente Artemisia conobbe personalmente Caravaggio, che usava prendere in prestito strumenti dalla bottega di Orazio.
L'influenza del Merisi venne mitigata dall'altrettanto forte influenza del padre. L'apprendistato presso Orazio rappresentò per Artemisia, pittrice donna, l'unico modo per esercitare l'arte, essendole precluse le scuole di formazione. Alle donne veniva negato l'accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale.
A Roma vi era una concentrazione di relazioni tra artisti, Artemisia crebbe in un quartiere popolato da pittori e artigiani e il suo ambiente naturale era legato all'arte, basti pensare che tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento Caravaggio lavorava nella Basilica di Santa Maria del Popolo e nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, Guido Reni e Domenichino gestivano il cantiere a S.Gregorio Magno, i Carracci terminavano gli affreschi della Galleria Farnese.
Poiché lo stile del padre, in quegli anni, si riferiva esplicitamente all'arte del Caravaggio (con cui Orazio ebbe rapporti di familiarità), anche gli esordi artistici di Artemisia si collocano, per molti versi, sulla scia del pittore lombardo. Probabilmente Artemisia conobbe personalmente Caravaggio, che usava prendere in prestito strumenti dalla bottega di Orazio.
L'influenza del Merisi venne mitigata dall'altrettanto forte influenza del padre. L'apprendistato presso Orazio rappresentò per Artemisia, pittrice donna, l'unico modo per esercitare l'arte, essendole precluse le scuole di formazione. Alle donne veniva negato l'accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale.
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mercoledì 27 novembre 2024
🌞 s🌞le mi🌞
La Maddalena Penitente, un dipinto di Artemisia Gentileschi esposta nella Basilica di Santa Chiara, Napoli, 25.09.2024
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mercoledì 15 maggio 2024
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Judith and her maid with the head of Holofernes (1618-19)
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giovedì 28 marzo 2024
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Santa Cecilia (ca. 1620)
Oil on canvas - 108 x 78.5 cm - Galleria Spada, Roma
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domenica 28 agosto 2022
venerdì 9 aprile 2021
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Lucrezia (1620-21)
Oil on canvas - 54 × 51 cm - Palazzo Cattaneo-Adorno, Genova
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Il ratto di Lucrezia (tra ca. 1645 e ca. 1650)
Oil on canvas - 261 x 226 cm - Neues Palais, Potsdam, Germania
domenica 29 novembre 2020
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]

Artemisia Gentileschi - Autoritratto come Santa Caterina d'Alessandria (1615–17)
Olio su tela - 71 x 71.5 cm - The National Gallery, Londra
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mercoledì 21 ottobre 2020
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Autoritratto come suonatrice di liuto (1615-17)
Curtis Galleries, Minneapolis
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lunedì 10 dicembre 2018
mercoledì 7 marzo 2018
Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi - Giuditta che decapita Oloferne (seconda versione)(1620-21)
Olio su tela - 199×162,5 cm - Galleria degli Uffizi, Firenze
.
La tela appare di dimensioni maggiori e di diversi colori rispetto ad una prima versione, conservata al Museo nazionale di Capodimonte, Napoli che risulta dipinta immediatamente a ridosso del processo per stupro.
Anche in quest'opera, comunque, l'analisi in chiave psicologica ha portato alcuni critici contemporanei a vedervi il desiderio femminile di rivalsa rispetto alla violenza sessuale subita da parte di Agostino Tassi.
È difficile tuttavia effettuare una lettura più appropriata e suggestiva di quella che ne aveva dato Roberto Longhi già nel 1916.
« Chi penserebbe infatti – scriveva il Longhi - che sopra un lenzuolo studiato di candori e ombre diacce degne d'un Vermeer a grandezza naturale, dovesse avvenire un macello così brutale ed efferato [...] Ma - vien voglia di dire - ma questa è la donna terribile! Una donna ha dipinto tutto questo?» ed aggiungeva «[...]che qui non v'è nulla di sadico, che anzi ciò che sorprende è l'impassibilità ferina di chi ha dipinto tutto questo ed è persino riuscita a riscontrare che il sangue sprizzando con violenza può ornare di due bordi di gocciole a volo lo zampillo centrale! Incredibile vi dico! Eppoi date per carità alla Signora Schiattesi – questo è il nome coniugale di Artemisia – il tempo di scegliere l'elsa dello spadone che deve servire alla bisogna! Infine non vi pare che l'unico moto di Giuditta sia quello di scostarsi al possibile perché il sangue non le brutti il completo novissimo di seta gialla? Pensiamo ad ogni modo che si tratta di un abito di casa Gentileschi, il più fine guardaroba di sete del Seicento europeo, dopo Van Dyck. »
Le considerazioni svolte, su questo quadro, da Roland Barthes aggiungono elementi che ne chiariscono ulteriormente la originalità iconografica, anche a paragone della Giuditta di Caravaggio.
« Il primo colpo di genio – afferma Barthes - è quello di aver messo nel quadro due donne, e non solo una, mentre nella versione biblica, la serva aspetta fuori; due donne associate nello stesso lavoro, le braccia frapposte, che riuniscono i loro sforzi muscolari sullo stesso oggetto: vincere una massa enorme, il cui peso supera le forze di una sola donna. Non sembrano due lavoranti sul punto di sgozzare un porco? Tutto ciò assomiglia a un'operazione di chirurgia veterinaria. Nel frattempo (secondo colpo di genio), la differenza sociale delle due compagne è messa in risalto con acume: la padrona tiene a distanza la carne, ha un'aria disgustata anche se risoluta; la sua occupazione consueta non è quella di uccidere il bestiame; la serva, al contrario, mantiene un viso tranquillo, inespressivo; trattenere la bestia è per lei un lavoro come un altro: mille volte in una giornata essa accudisce a delle mansioni così triviali. »
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domenica 26 giugno 2016
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Giaele e Sisara (1620)
Olio su tela - 86 x 125 cm - Szépművészeti Múzeum, Budapest
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giovedì 25 dicembre 2014
Artemisia Gentileschi [Italian Baroque Era Painter, 1593-1652]
Artemisia Gentileschi - Giuditta decapita Oloferne (1612-13)
Oil on canvas - 158,8 x 125,5 cm - Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli
...
« questa femina, come è piaciuto a Dio, havendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si
è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso
fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere. »
(Artemisia Gentileschi. La pittura della passione, (a cura di) Tiziana Agnati e Francesca Torres, Edizioni Selene, Milano, 2008)
...
Artemisia nel maggio 1611 venne stuprata da Agostino Tassi, pittore maestro di prospettiva, che assieme al padre Orazio Gentileschi, lavorava alla decorazione del fresco delle volte del Casino delle Muse nel Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma.
Negli anni settanta del secolo scorso Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all'affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.
La tela appare di minori dimensioni e di diversi colori rispetto ad una seconda versione, conservata alla Galleria degli Uffizi.
Mentre questa è stata dipinta immediatamente a ridosso del processo per stupro.
Proprio per la vicinanza cronologica al processo che colpì l'aggressore, alcuni storici dell'arte hanno voluto vedere, nella scena di terribile violenza il desiderio di rivalsa rispetto allo stupro subìto.
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domenica 25 maggio 2014
Artemisia Lomi Gentileschi [pittrice italiana di scuola caravaggesca, 1593-1656]
Artemisia Gentileschi - Autoritratto come suonatrice di liuto (ca. 1615-17)
Olio su tela - cm 77,5 x 71,8 - Curtis Galleries, Minneapolis
A 18 anni Artemisia fu stuprata.
L'autore, tale Agostino Tassi, maestro di prospettiva e amico del padre, non potè "rimediare" - come si faceva a quei tempi - con un matrimonio riparatore. Il problema era che il pittore era già sposato - tra l'altro nel frattempo manteneva anche una relazione incestuosa con la sorella della moglie.
Questa la testimonianza di Artemisia al processo, secondo le cronache dell'epoca:
« Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe et appuntendomi il membro alla natura cominciò a spingere e lo mise dentro. E li sgraffignai il viso e li strappai li capelli et avanti che lo mettesse dentro anco gli detti una stretta al membro che gli ne levai anco un pezzo di carne »
Il processo si concluse con una lieve condanna del Tassi anche perchè Artemisia depose le accuse dopo essere stata torturata. Tortura che consisteva nello schiacciamento dei pollici con uno strumento usato ampiamente all'epoca (!!!).
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