Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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giovedì 19 febbraio 2026

Strawberry Fields Forever






Per registrare Strawberry Fields Forever ci vollero 55 ore, un tempo che all'epoca pochi artisti spendevano per registrare un intero LP! I Beatles incisero due versioni che ottennero la momentanea approvazione di Lennon: una, più leggera, evocava meglio la spensierata serenità dell'infanzia, la seconda, più oscura, rifletteva meglio l'inquietudine della maturità. Lennon chiese quindi a George Martin di unire queste due versioni, sebbene fossero registrate a velocità e in tonalità differenti.

Letteralmente armati soltanto di forbici, rallentando da una parte e accelerando dall'altra, Martin e Geoff Emerick riuscirono nell'impresa: un capolavoro di edizione che da solo dovrebbe valere a entrambi imperitura gloria. Il contributo di Martin è notevole anche nell'arrangiamento, per il quale Lennon dovette essere anche riconoscente a McCartney che esegue una semplice ma ingegnosa ed efficace parte di Mellotron (che qui fa la sua prima apparizione in una canzone dei Beatles).

Il filmato promozionale di Strawberry Fields Forever che potete vedere qui sopra, girato il 30 e 31 gennaio 1967 dal regista svedese Peter Goldman fu a sua volta un grande successo. Pionieristico per l'epoca, con rallenty e brutali tagli e cambi di sequenza, è stato inserito dal "MoMa" nei più influenti video musicali degli anni '60.




Ingresso dell'orfanotrofio dell'Esercito della Salvezza che diede il nome alla canzone


Come in molte delle migliori composizioni di Lennon, la musica veicola magistralmente lo stato d'animo del testo, esprimendo sia l'esitante insicurezza del protagonista, sia il sognante incanto di "Strawberry Fields", che nella realtà era un orfanotrofio situato in Beaconsfield Road, Woolton, Liverpool, vicino alla casa in cui viveva Lennon e nei cui giardini giocava durante la sua infanzia.





Il titolo della canzone ha dato il nome allo "Strawberry Fields Memorial", eretto in memoria di John Lennon all'interno del Central Park a New York.

Lennon borbotta qualcosa durante la fine della canzone. Le parole sono di difficile decifrazione, non facendo parte del testo. I fautori della teoria “Paul is Dead” hanno ipotizzato che Lennon mormori «I buried Paul» (Ho sepolto Paul). Un più accurato ascolto, e soprattutto l'uscita sull'Anthology dei differenti provini della canzone, dove le parole di Lennon sono nettamente più comprensibili, ha definitivamente stabilito che Lennon alla fine del brano dice, in modo ugualmente enigmatico, «cranberry sauce» (salsa di mirtillo).







martedì 9 settembre 2025

Forse sono esattamente dove dovrei essere.




Una delle vasche del National September 11 Memorial & Museum di New York

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mi è piaciuta questa cosa che ho letto da: 



Un anno dopo la tragedia dell’11 settembre 2001, su un giornale americano apparve un piccolo biglietto.

Non era gridato né drammatico, ma semplice… e indimenticabile.

Diceva così:

“Potresti aver sentito parlare dell’amministratore delegato sopravvissuto perché quel giorno toccava a lui portare il figlio all’asilo.

Un altro uomo si è salvato perché era il suo turno di prendere le ciambelle.

Una donna è arrivata in ritardo perché la sveglia non ha suonato.

Qualcuno è rimasto imbottigliato nel traffico del New Jersey.

Un altro ha perso l’autobus.

Qualcuno si è macchiato la camicia di caffè ed è dovuto tornare a cambiarsi.

La macchina di uno non partiva.

Un altro ha risposto a una telefonata di troppo.

Un bambino ha impiegato più tempo a vestirsi.

E qualcuno, semplicemente, non riusciva a trovare un taxi.

Ma la storia che mi ha colpito di più è quella di un uomo sopravvissuto… perché indossava scarpe nuove.

Gli provocarono una vescica, così si fermò in farmacia a comprare una benda.

E per questo è vivo.”

Da allora, ogni volta che resto bloccato nel traffico, perdo l’ascensore, devo tornare indietro a prendere le chiavi o rispondo a una chiamata all’ultimo momento… mi fermo a pensare:

Forse sono esattamente dove dovrei essere.

Forse quel ritardo è una protezione che non conoscerò mai.

Così, la prossima volta che la tua mattina sembra “storta”—

i bambini sono lenti, non trovi le chiavi, o ti fermi a ogni semaforo rosso—

non stressarti, non arrabbiarti.

Forse… solo forse… Dio ti sta proteggendo in silenzio, in modi che ancora non puoi vedere.









lunedì 12 giugno 2023

nyc







lunedì 5 giugno 2023

NYC: Ed Koch Queensboro Bridge (59th Street Bridge)




Queensboro Bridge, NYC, 16.08.2013



venerdì 13 gennaio 2023

Lee Lawrie e Rene Paul Chambellan





Lee Lawrie e Rene Paul Chambellan - Atlas (1937)
Bronzo - 460 cm - Rockefeller Center, New York





domenica 27 febbraio 2022

Chelsea Hotel






Il Chelsea Hotel (o Hotel Chelsea) è uno storico hotel di New York, situato al 222 West 23rd Street, Manhattan, tra la Seven e l'Eight Avenue, vicino a Chelsea.
Fondato nel 1884, è principalmente conosciuto per aver ospitato per lunghi periodi di tempo scrittori, musicisti e artisti in genere, tra cui Bob Dylan, Janis Joplin, Patti Smith, Leonard Cohen, Arthur C. Clarke, Dylan Thomas, Sid Vicious - la cui fidanzata Nancy Spungen fu trovata uccisa la notte del 12 ottobre 1978 nella stanza numero 100 - Robert Mapplethorpe e una serie di artisti legati ad Andy Warhol e alle sue Factories.
Sebbene l'hotel non accetti più ospiti per più di 24 notti di fila, rimane a tutt'oggi punto d'incontro e seconda casa per molti artisti e bohémien.





martedì 4 gennaio 2022

NYC

 







lunedì 3 gennaio 2022

NYC

 





domenica 2 gennaio 2022

NYC

 






domenica 26 gennaio 2020

NY, Brooklyn, Coney Island







lunedì 10 dicembre 2018

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martedì 29 maggio 2018

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martedì 17 aprile 2018

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martedì 20 marzo 2018

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martedì 20 febbraio 2018

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martedì 23 gennaio 2018

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martedì 28 novembre 2017

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martedì 31 ottobre 2017

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lunedì 9 ottobre 2017

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giovedì 21 settembre 2017

NYC