Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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martedì 12 maggio 2026

Tadashige Nishida - 西田忠重 [Japanese artist, b. 1942]

 


Nishida Tadashige - 猫と桜 (Gatti e fiori di ciliegio(Sakura))

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Il termine Sakura (桜 o さくら) indica in giapponese il fiore di ciliegio, simbolo nazionale del Giappone che rappresenta la bellezza effimera, la fragilità e la transitorietà dell'esistenza. Legati al concetto di mono no aware (la malinconica consapevolezza della fugacità delle cose), i sakura celebrano la vita che, pur essendo breve, va vissuta intensamente.





giovedì 18 aprile 2024

giovedì 4 aprile 2024

季語: l'Hanami sotto casa

 


Hanami (花見 - "guardare i fiori") è un termine giapponese che si riferisce alla tradizionale usanza di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi. Ormai si riferisce principalmente alla fioritura dei ciliegi giapponesi (in giapponese sakura), e quindi l'hanami è diventato sinonimo dell'ammirare il fiore di ciliegio. Il fiore del ciliegio, la sua delicatezza e brevità sono per i giapponesi il simbolo della fragilità, ma anche della rinascita, della bellezza dell'esistenza. L'arrivo della primavera rappresenta la rinascita della natura, ma la fioritura dei ciliegi dura pochi giorni quindi rappresenta la brevità della vita che va goduta in pieno, senza sprecarne neanche un momento.



martedì 2 aprile 2024

季語

 

Masaya Kobayashi - Misty cherry blossoms(sakura)



domenica 31 marzo 2024

Fukkatsusai (復活祭), Iisutaa (イースター)




La Pasqua non è una festa molto celebrata in Giappone. Viene festeggiata solo dal mezzo milione di cattolici cristiani e va sotto il nome di Fukkatsusai (復活祭), Iisutaa (イースター). Qualora giungessi in Giappone in questo periodo dell'anno, ricorda che non si festeggia, ma puoi sempre ammirare i sakura, lo spettacolo dei fiori di ciliegio che sbocciano proprio in questo periodo dell'anno.



mercoledì 24 maggio 2023

季語

 




venerdì 19 maggio 2023

季語

 




venerdì 14 aprile 2023

季語




 


venerdì 31 marzo 2023

季語: Sakura

 




domenica 18 aprile 2021

Hiroshi Yoshida [Japanese Printmaker, 1876-1950]








酒なくて何のおのれが桜かな  無名


Sake nakute
Nan no onore ga
Sakura kana


Se manca il sake,
velata
è la bellezza dei ciliegi in fiore


: :  anonimo  : :







Yoshida Hiroshi - Avenue of Cherry Trees (1935) - From the series: "Sakura Hachi-dai" (Eight Scenes of Cherry Blossom), "Hanazakari". Avenue of Cherry Trees in full bloom.

giovedì 4 giugno 2020

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venerdì 28 settembre 2018

sabato 5 settembre 2015

Under cherry trees




酒なくて何のおのれが桜かな

Sake nakute 
nan no onore ga 
sakura kana

Se manca il sakè
velata è la bellezza
dei ciliegi in fiore

: :  Anonimo  : :

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E' abitudine in Giappone in primavera di andare ad ammirare in gruppo la fioritura dei ciliegi nei parchi e nei giardini pubblici. Questo evento si chiama Hanami. Qui i giapponesi mangiano e bevono il sake la bevanda nazionale distillata dal riso fermentato.



sabato 21 marzo 2015

花見 e 夜桜


foto: _miqqi su Flickr

L' Hanami (lett. "ammirare i fiori") è la tradizionale usanza giapponese di godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi, in particolare di quella dei ciliegi da fiore giapponesi, i sakura (lett.: "Ciliegio").

Questa tradizione, antica di più di un millennio, è ancora molto sentita in Giappone tanto da provocare vere e proprie migrazioni di milioni di giapponesi dalle loro città verso le 60 località più famose del Paese. Lo spettacolo dei sakura in fiore occupa gran parte della primavera e si può ammirare da inizio aprile (nel sud dell'isola di Honshu) fino a metà maggio (nella settentrionale Hokkaidō).

Al giorno d'oggi la festa è anche un'occasione per uscire all'aperto e consumare un sostanzioso picnic a base di sushi, con birra e sake in abbondanza all'ombra degli alberi fioriti. I festeggiamenti continuano anche durante la notte, dove l'Hanami cambia nome in Yozakura (lett.: "La notte del Ciliegio"). 

Il fiore del Ciliegio per la sua delicatezza e la brevità della sua esistenza rappresenta per i giapponesi il simbolo della caducità dell'esistenza umana la sua fragilità, ma al tempo stesso della rinascita e della bellezza dell'esistenza.



domenica 20 aprile 2014

Issa Kobayashi 小林一茶 [poeta e pittore giapponese, 1763-1828]



 苦の娑婆や桜が咲ば咲 いたとて

 ku no shaba ya sakura ga sakeba saita tote

Mondo di sofferenza:
eppure i ciliegi
sono in fiore

A world of grief and pain,
Flowers bloom,
Even then



sabato 23 aprile 2011

l'hanami (花見)


In Giappone i fiori di ciliegio sono cosa seria! Ogni anno i provider di previsioni meteorologiche fanno a gara per cercare di indovinare, attraverso l'analisi delle temperature medie dell'inverno in corso, il giorno esatto in cui i fiori di ciliegio (sakura, 桜) sbocceranno nelle varie regioni del paese. Da questo tipo di previsioni (sakurazensen, 桜前線) dipende una grande fetta dell'industria del turismo giapponese dal momento che le agenzie turistiche programmano i tour per ammirare i ciliegi in piena fioritura, e le città (grandi e piccole) organizzano i festival. Anche i singoli giapponesi prestano attenzione a queste previsioni per fare hanami (花見), letteralmente "guardare i fiori", ovvero riunirsi con colleghi, amici, o familiari per ammirare la bellezza dei fiori, contemplarne la caducità, e in pratica per...bere, mangiare, e divertirsi!

La pratica dell'hanami così come la conosciamo sembra nascere nel periodo Heian (794-1185), durante il quale la parola "hana" (花, fiore) cominciò ad essere associata sempre più al fiore di ciliegio, mentre prima il fiore per antonomasia era quello del pruno (ume, 梅). A tale proposito si tramanda una storia commovente. All'interno del Palazzo Imperiale di Kyoto (l'antica capitale) vi erano due grandi alberi chiamati "Sakon no sakura" (左近の梅, il ciliegio di Sakon) e "Ukon no tachibana" (右近の橘, l'arancio di Ukon). Originariamente al posto dell'albero di ciliegio c'era piantato un pruno. Durante il regno dell'Imperatore Murakami (946-967) quest'albero venne distrutto da un incendio. Un servo dell'Imperatore ordinò a sua figlia di donare il suo pruno preferito per rimpiazzare quello bruciato. Per esprimere il dispiacere nel dover dar via il suo albero preferito la ragazza scrisse una poesia che commosse a tal punto l'Imperatore Murakami che questi decise di restituire l'albero alla fanciulla e di sostituirlo nel cortile del Palazzo Imperiale con un albero di ciliegio. Da qui in avanti il fiore del ciliegio sostituì come immagine di bellezza poetica il fiore del pruno, e quando si scriveva "hana" si aveva in mente il "sakura".

Un prototipo dell'odierno hanami può essere però rintracciato in tempi antichi quando la fioritura dei fiori di ciliegio era importante in un mondo prevalentemente agricolo che si basava sulla cultura del riso. Gli antichi giapponesi infatti quando vedevano che sulla montagna sbocciavano molti fiori di ciliegio credevano che il raccolto del riso sarebbe stato abbondante e pregavano affinché i fiori di ciliegio restassero a lungo sui rami. Durante i giorni di primavera dopo aver preparato da mangiare e da bere gli abitanti dei villaggi salivano sulla montagna e da sotto gli alberi di ciliegio in fiore pregavano i fiori contemplando il misticismo della fioritura, la caducità dei fiori, e la brevità della vita (sia dei fiori che del genere umano).

L'associazione tra fiori di ciliegio e piantine di riso sembra avere un'origine mitologica. Nel primo libro della prima storia scritta del Giappone, il "Kojiki" (古事記, Vecchie Cose Scritte, 712), si fa riferimento ad una certa Ko no hana sakuya hime (木花之開耶姫, letteralmente "Principessa dell'albero in piena fioritura") figlia del dio della montagna. Quando giungeva la primavera il dio della montagna scendeva a valle verso i villaggi sotto forma di dio della risaia e Ko no hana sakuya hime per ordine del padre mutò aspetto diventando un albero di ciliegio e apparendo agli abitanti dei villaggi come lo spirito delle piantine di riso. Per gli antichi lo stesso spirito dimorava dunque sia nei fiori di ciliegio che nelle piantine di riso, e questo spirito prese le sembianze di Ko no hana sakuya hime. Il dio della montagna aveva anche un'altra figlia, più grande e meno bella di Sakuya hime, Iwa naga hime (letteralmente "Principessa durevole come la roccia") e la voleva dare in sposa al nobile Ninigi no Mikoto (瓊瓊杵尊, il nipote della dea del sole Amaterasu dalla cui stirpe discendono gli Imperatori giapponesi). Ninigi preferì invece la bella figlia minore del dio della montagna, e per questo si dice che la vita del genere umano è breve e sfuggente come i fiori di ciliegio, come Ko no hana sakuya hime.

Durante il periodo Heian la società aristocratica sembra che apprezzasse in modo particolare i sakura selvatici. Il monte Yoshino vicino a Nara allora come oggi era un famoso luogo per andare ad ammirare i ciliegi. Nella prima metà del IX secolo l'Imperatore Saga piantò dei sakura di Yoshino nel cortile del Palazzo Imperiale e organizzando dei banchetti gioviali sotto gli alberi piantati diede inizio alla pratica dell'hanami. La contemplazione dei fiori di ciliegio mutò dunque da momento rituale e magico legato alla sopravvivenza a momento ricreativo.

L'hanami come pratica venne trasmessa anche alla nobiltà di spada e ai samurai del periodo Muromachi (1333 - 1573), e molto famosi sono rimasti nella storia gli hanami organizzati dal condottiero Toyotomi Hideyoshi a Yoshino e a Daigo (nei dintorni di Kyoto). Si racconta che nella primavera del 1598 Hideyoshi organizzò a Daigo uno spettacolare hanami con 900 invitati, e tutt'oggi il tempio Daigoji per ricordare quell'evento, organizza durante la seconda domenica di aprile una parata sotto i ciliegi in fiore.

L'hanami poi prese piede anche tra la gente comune a partire dal periodo Tokugawa (1600-1868). Il terzo shōgun Tokugawa, Iemitsu, fece piantare in quello che è l'odierno parco di Ueno a Tokyo alcuni alberi di ciliegio trasportati dal monte Yoshino, e il quarto shōgun, Ietsuna, fece piantare dei ciliegi lungo le sponde del fiume Sumida. Famosi erano anche i ciliegi selvatici del monte Asuka e qui vi si recava la gente comune a fare hanami. Il sakura venne particolarmente amato dai samurai per via di una frase della famosa opera teatrale del XVIII sec. "Chūshingura" (忠臣蔵) che recitava "Hana wa sakuragi, hito wa bushi" (花は桜木人は武士), ovvero "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il samurai". Il samurai, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo, ma come l'unica maniera onorevole di lasciare questo mondo, rifletté nel fiore di ciliegio questa sua filosofia.

In occasione della Restaurazione Meiji (1866-1869), che portò all'abolizione dello shogunato e alla restituzione dei poteri all'Imperatore, i fiori di ciliegio che erano a Tokyo vennero tutti tagliati e usati come legna da ardere per rompere l'associazione tra la primavera e lo spirito dei samurai. Al posto dei ciliegi selvatici venne creata una nuova varietà, la somei-yoshino, un ibrido lodato allora perchè era sinonimo di scienza: riusciva a fiorire in qualsiasi tipo di terreno, fioriva in modo simultaneo (per questo è relativamente facile prevederne la fioritura a livello nazionale), possedeva un senso di bellezza uniforme perchè i fiori fiorivano sui rami prima dello spuntare delle foglie. I ciliegi somei-yoshino vennero piantati in tutto il paese, e i fiori di questa varietà vennero designati come simbolo del Giappone. Rispetto ai ciliegi selvatici, tuttavia, questa varietà di albero dà fiori senza profumo e vive di meno (70 o 80 anni rispetto ai 300 e a volte 500 anni di un ciliegio selvatico).

Ai giorni nostri i giapponesi continuano questa lunga tradizione di hanami. A volte si tratta solo di business turistici, a volte è solo un modo per divertirsi e distrarsi dalla quotidianità del lavoro, della scuola, e della vita in genere. Ciò che è certo è che in pochi fanno hanami per contemplare i fiori e la caducità della vita umana, tanto è vero che un'espressione che definisce al meglio il contemporaneo atteggiamento di chi mangia, canta, e beve sotto i ciliegi in fiori recita: "Hana yori dango", ovvero "più i dolci che i fiori", nel senso che la natura umana è ciò che è, e la gente sembra mostrare un maggiore interesse per il cibo (ciò che è materiale) piuttosto che per i fiori (l'estetica)!

noom+


da zero no tsukaima