Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30
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lunedì 12 maggio 2025

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La storia è interessante: queste due monumentali colonne, originarie dell'Oriente, restarono a lungo a terra, giacché nessuno aveva trovato la tecnica per drizzarle. L'idea venne all'ingegnere bergamasco Nicolò Barattiero, che aveva edificato il primo ponte di Rialto, nel 1172. Questi pensò di bloccare un'estremità della colonna e di legare attorno all'altra estremità alcune corde solidamente fissate a terra. Bagnando le funi, queste si accorciarono, mentre aumentavano di diametro, in tal modo fu possibile sollevare la testa della colonna di pochi centimetri. Furono allora collocati del ceppi di legno sotto la colonna, le corde bagnate furono sostituite con corde asciutte e ripetendo l'operazione più volte, fu possibile drizzare le due colonne.

Come ricompensa, a Barattiero fu concesso di giocare a dadi in questo luogo e di organizzarvi addirittura una bisca, visto che fino ad allora questo gioco era stato vietato.



giovedì 8 maggio 2025

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martedì 6 maggio 2025

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La Basilica di Santa Maria della Salute è un ex voto alla Madonna da parte dei veneziani per la liberazione dalla Peste che tra il 1630 e il 1631 decimò la popolazione (morirono 80.000 veneziani, e 600.000 nel territorio della Serenissima. Fra i morti, il doge e il patriarca).





lunedì 5 maggio 2025

L'aRoma del v3l3no

 






venerdì 2 maggio 2025

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giovedì 1 maggio 2025

L'aRoma del v3l3no

 








mercoledì 30 aprile 2025

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martedì 29 aprile 2025

L'aRoma del v3l3no

 





La Fontana delle Palle di Cannone, situata in Via di Porta Castello, appena oltre i fornici aperti nel Passetto, è situata sotto un arco in travertino a tutto sesto, al centro del quale è raffigurato lo stemma del Comune di Roma, ed è costituita da un mascherone posto al centro di una piramide costituita da palle di pietra sovrapposte, chiaro riferimento alla vicina fortezza di Castel S.Angelo, che versa l’acqua nella sottostante vaschetta-abbeveratoio per cavalli.




lunedì 28 aprile 2025

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Questo bassorilievo si trova sopra la porta d'entrata dell'antica sede della Scuola dei Calegheri (calzolai) del XV sec. Rappresenta San Marco che ad Alessandria guarisce il calzolaio Aniano. Da questo gesto il titolo di patrono dei calzolai.



venerdì 25 aprile 2025

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Sant'Ivo alla Sapienza è una chiesa situata nel rione di Sant'Eustachio, realizzata dall'architetto Francesco Borromini su commissione di Papa Urbano VII Barberini.

L’emblema araldico di casa Barberini, l’ape, si ripete ovunque nella chiesa: la pianta stessa ha la forma di un’ape, tutto il suo corpo è una grossa ape e la spirale, originalissima, della lanterna è il pungiglione dell’ape barberiniana. 

La chiesa in origine aveva nei nicchioni interni le statue degli Apostoli. Le statue, chiamate "babuini" dai romani per la loro bruttezza, furono rimosse nel 1700.




giovedì 24 aprile 2025

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I turisti vi ci siedono sopra. Siamo a San Rocco, sestiere di San Polo. Qualcuno, sorridendo, magari la nota anche, ma non vede altro che il gioco del filetto. Si deve scomodare nientedimeno che René Guénon per far notare che lo stesso schema è stato ritrovato inciso anche su un muro verticale o in dimensioni talmente ridotte da impedire il suo utilizzo come base del gioco.

In numerosi luoghi in Europa, cosi come in Cina e addirittura nello Sri Lanka, si ritrova la medesima iscrizione, composta da tre quadrati concentrici, attraversati da quattro linee centrali che si fermano al quadrato interno.

Il simbolo della triplice cinta è un simbolo esoterico che rappresenta, nell'ambito di una ricerca spirituale, i tre gradi del cammino degli iniziati verso la meta finale, attraverso i tre mondi: fisico, mentale e spirituale o divino.

Dopo aver simboleggiato le tre cinte del tempio di Salomone a Gerusalemme, descritte dalla Bibbia [Re 1, 7-12], rappresenterebbe anche la Gerusalemme celeste e le sue dodici porte (tre su ogni lato), come si legge sempre nella Bibbia [Apocalisse 21 11.22]. Le quattro linee disposte a forma di croce che collegano le tre cinta, simboleggiano le vie attraverso le quali si divulga l'insegnamento.





mercoledì 23 aprile 2025

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Via Panisperna non è proprio una via qualsiasi perché qui vi ebbe sede, prima di trasferirsi nella Città Universitaria, l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma.

Niente di eclatante se non fosse che l'istituto nel 1934 era frequentato da alcuni "pischelli" che scoprirono la radioattività provocata dai neutroni attraverso il bombardamento dell’atomo, ponendo le basi della moderna fisica nucleare. 

"I ragazzi di Via Panisperna", così vennero chiamati, erano gli scienziati: Enrico Fermi, Edoardo Amaldi, Emilio Segre, Bruno Pontecorvo, Ettore Majorana.


Quando ancora frequentavo la palestra c'era una vecchina che faceva esclusivamente il tapis roulant ad una velocità, diciamo di crociera. Incuriosito da tanta abnegazione parlai più volte con lei. Una persona deliziosa. Una volta con tutta nonchalance mi disse che faceva parte dell'equipe di Fermi che aveva accompagnato lo scienziato a Stoccolma a ritirare il premio Nobel.




venerdì 18 aprile 2025

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La fontana delle Naiadi al centro di Piazza della Repubblica ha 124 anni.

Bella, inquadrata nel contesto e da lontano è piuttosto brutta vista da vicino. L'opera è di Mario Rutelli nientedimeno che il bisnonno dell'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli.




giovedì 17 aprile 2025

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mercoledì 16 aprile 2025

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Il Traforo Umberto I che collega Via Nazionale con Via del Tritone ha 123 anni.

Venne inaugurato il 20 ottobre 1902 e aperto al pubblico il giorno dopo, ma solo al traffico tranviario, tram che furono letteralmente presi d'assalto dai romani. Peccato non ci sia più nessuno che possa raccontare quella giornata.



martedì 15 aprile 2025

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lunedì 14 aprile 2025

L'aRoma del v3l3no






Secondo una versione popolare molto accreditata, la sua particolare forma potrebbe essere stata ispirata dalla presenza sulla piazza di una barca in secca, portata fin lì dalla piena del Tevere del 1598 (nel cui ricordo il papa potrebbe aver commissionato l'opera), ma si è anche avanzata l'ipotesi che quel luogo fosse anticamente utilizzato come piccola naumachia (la quale indica nel mondo romano sia uno spettacolo rappresentante una battaglia navale, sia il bacino, o in senso lato l'edificio in cui si tenevano). In entrambi i casi il nome «barcaccia» richiama una vecchia imbarcazione prossima all'affondamento. Più verosimilmente, era chiamata «barcaccia» quel tipo di natante che, nell'antica Roma, veniva usato per il trasporto fluviale di botti di vino, e che, molto simile all'opera berniniana, aveva appunto le fiancate particolarmente basse, per facilitare l'imbarco e lo sbarco delle botti stesse.




venerdì 11 aprile 2025

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Il Rio Terà de le Colonne occupa - come indica il suo nome - la sede di un vecchio canale. Oggi, nell'antica fondamenta si trova un sotoportego. All'incrocio con la calle dei Fabbri, sul soffitto di questo sotoportego, si può osservare un affresco che raffigura dei dadi ed una lanterna. Anche se la data indica che l'affresco sarebbe stato realizzato nel 1691, pare che si tratti piuttosto di un opera moderna. 
In realtà l'unico posto a Venezia dove si poteva giocare a dadi era tra le due colonne in Piazzetta, ma con tutta probabilità si giocava anche qui.




giovedì 10 aprile 2025

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La fontana dell'Acqua Felice, conosciuta anche come fontana del Mosè.

Nel nicchione centrale è infatti raffigurato Mosè che indica le acque miracolosamente scaturite dalla roccia, opera di Leonardo Sormani, con la collaborazione di Prospero Antichi, detto il Bresciano, al quale fu a lungo attribuita l'esclusività dell'opera, con la falsa leggenda che, a causa della vergogna da lui provata per bruttezza della statua, si sarebbe suicidato. Haimè... 0ltre l'anacronismo della presenza delle Tavole della Legge, che Mosè non aveva ancora ricevuto all'epoca del miracolo delle acque, la statua, per quanto intenda rifarsi a modelli michelangioleschi, si presenta tozza ed enfatica, tanto da essere battezzata dai romani il "Mosè ridicolo" ed essere oggetto di pasquinate quali:

Guarda con occhio torvo
l'acqua che sgorga ai pié
pensando inorridito
al danno che a lui fe'
uno scultor stordito

o anche

È buona l'acqua fresca e la fontana è bella
Con quel mostro di sopra però non è più quella
O tu, Sisto, che tanto tieni alla tua parola
Il nuovo Michelangelo impicca per la gola





lunedì 7 aprile 2025

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In Corte del Rosario, nascosto in un angolo, sopra una porta si può vedere questo intrigante draghetto del XIV sec.

E' curioso il doppio anello posto proprio al centro che divide in due l'animale, da una parte drago e dall'altra serpente. Quasi come l'ago della bilancia tra due valori simbolici.