Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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venerdì 25 settembre 2026

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La Panca di Proserpina (o Persefone), 12.08.2026



La figura femminile, che personifica la regina degli Inferi della mitologia greca e romana, è rappresentata con le braccia distese lungo lo schienale, quasi a voler accogliere i visitatori e invitarli a sedersi su questa suggestiva panchina monumentale.



giovedì 24 settembre 2026

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Il Piazzale delle Pigne, 12.08.2026






mercoledì 23 settembre 2026

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Furia Alata, 12.08.2026



La Furia Alata (talvolta associata o confusa con un'Arpia o la fata Melusina) ritrae una creatura mitologica con il busto di donna, ali spiegate e una lunga coda di rettile o sirena che si avvolge su se stessa. Fa parte di un complesso monumentale posto su un terrazzamento del parco che comprende anche la statua dell'Echidna e due leoni posti a guardia del viale.





martedì 22 settembre 2026

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I due leoni in pietra posti a guardia dell'Echidna, 12.08.2026






lunedì 21 settembre 2026

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Echidna, 12.08.2026


Echidna è la creatura della mitologia greca considerata la madre di tutti i mostri. Realizzata in pietra locale (peperino) nel XVI secolo, l'opera raffigura una figura mitologica con il busto di donna e la parte inferiore del corpo formata da due lunghe code di serpente divaricate. 





venerdì 18 settembre 2026

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Il mascherone di Giove Ammone, 12.08.2026






giovedì 17 settembre 2026

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Ninfa Dormiente (nota anche come la Nuda Abbandonata), 12.08.2026



Una figura femminile nuda colta nel sonno, parzialmente avvolta da un panneggio di pietra. Sebbene comunemente definita ninfa, alcune interpretazioni storiche vi associano il personaggio letterario di Armida. Alle spalle della donna, scolpita nella stessa roccia, spunta la testa di un piccolo cane da guardia, che sembra vegliare sul riposo della figura e proteggerla da sguardi indiscreti o pericoli nel bosco.





mercoledì 16 settembre 2026

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Nettuno, 12.08.2026


La statua custodisce un affascinante enigma storico e dettagli unici legati alla letteratura rinascimentale e all'esoterismo.
Il doppio enigma: Nettuno o Plutone? La scultura viene tradizionalmente indicata come Nettuno (il dio del mare) per la presenza del grande bacino d'acqua, di un mostro marino con le fauci spalancate e di un delfino che la divinità accarezza con la mano destra. 
Molti studiosi ritengono che si tratti in realtà di Plutone, il dio degli Inferi e delle ricchezze sotterranee. Questa seconda chiave di lettura è supportata da diversi elementi dell'area come la cornucopia, l'enorme guscio o vaso che la statua stringe simboleggia l'abbondanza (attributo tipico di Plutone). Inoltre la statua si trova in una zona del parco strettamente legata al mondo sotterraneo, circondata dai vasi monumentali che ricordano le urne funerarie, e situata a breve distanza da altre figure ctonie come il cane Cerbero (guardiano dell'Ade) e la dea Proserpina.






martedì 15 settembre 2026

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Delfino (o mostro marino), 12.08.2026



L'opera è interamente cavata e scolpita in un grande masso di peperino locale ed è caratterizzata da grandi fauci spalancate e da un occhio spalancato e grottesco, tipico dello stile manierista che contraddistingue l'intero complesso. Nella mitologia etrusca e classica locale, questa creatura marina assumeva spesso una funzione psicopompa (ossia di accompagnamento delle anime) o emergeva come minaccioso abitante degli abissi.







lunedì 14 settembre 2026

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Panca Etrusca, 12.08.2026

 


Questa struttura in pietra di peperino è incastonata all'interno di una nicchia ad arco. Nella parte superiore della panca è incisa l'epigrafe più emblematica dell'intero complesso, considerata il vero e proprio "manifesto" programmatico voluto dal principe Pier Francesco "Vicino" Orsini nel Cinquecento per accogliere i visitatori:

«Voi che pel mondo gite errando vaghi
di veder maraviglie alte et stupende
venite qua dove son faccie horrende
elefanti leoni orsi orchi et draghi»


L'opera funge da invito al viaggio iniziatico e psicologico all'interno del parco, esortando il viandante a superare la ricerca delle classiche bellezze per lasciarsi stupire e disorientare dalle bizzarrie grottesche e simboliche nascoste nella natura circostante.






venerdì 11 settembre 2026

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Drago alato in lotta con i leoni, 12.08.2026


L'iconografia si ispira ai miti classici greci e alla tradizione cavalleresca medievale. Gli studiosi hanno evidenziato un legame diretto tra questa scultura e un'incisione cinquecentesca di Lucantonio degli Uberti, basata a sua volta su un celebre disegno perduto di Leonardo da Vinci che mostrava proprio un drago intento a lottare con dei leoni.



giovedì 10 settembre 2026

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L'Ariete dal Vello d'Oro, 12.08.2026 






mercoledì 9 settembre 2026

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L'Elefante, 12.08.2026



La colossale scultura dell'Elefante presenta una complessa simbologia legata alle vicende storiche e alla cultura cinquecentesca: 
L'ispirazione militare: Rappresenta un maestoso elefante da guerra sormontato da una torretta fortificata (o gualdana), un chiaro richiamo storico alle storiche imprese belliche di Annibale durante le guerre puniche o, secondo altre interpretazioni araldiche della famiglia Orsini, alle antiche legioni romane.
La figura nella proboscide: L'animale stringe e sovrasta con la sua proboscide un soldato romano esanime. Questo elemento viene spesso letto come un tributo allegorico a Orazio Orsini, familiare del committente del parco (il principe Vicino Orsini), caduto valorosamente in battaglia.

 









martedì 8 settembre 2026

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Cerere (vista posteriore), 12.08.2026






Cerere, 12.08.2026



La statua della dea Cerere (conosciuta anche come Demetra o, in alcune interpretazioni locali, associata a Iside o Proserpina). Rappresenta una gigantesca divinità femminile seduta. Sul capo sorregge un grande cesto di spighe (una fiasca o un canestro), simbolo di fertilità e dell'abbondanza dei campi. Alle sue spalle e ai lati è circondata da grandi anfore ornamentali e creature mitologiche, che contribuiscono a creare l'atmosfera enigmatica tipica del giardino dei mostri.





lunedì 7 settembre 2026

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La Casa Pendente, 12.08.2026



Costruita appositamente su un masso di peperino inclinato dal progettista Pirro Ligorio su commissione del principe Pier Francesco Orsini, la particolarità di questa bizzarra architettura manierista risiede negli interni: le stanze presentano una pendenza innaturale che altera i rapporti prospettici. Chi vi entra sperimenta un'immediata perdita dei punti di riferimento spaziali, subendo un curioso senso di vertigine e disorientamento. 


 





venerdì 4 settembre 2026

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Le Erme, 12.08.2026



Queste caratteristiche sculture manieriste del XVI secolo, ricavate direttamente dai blocchi locali di pietra peperino, raffigurano busti e teste di divinità ed eroi dell'antichità classica che emergono dai pilastri. Nell'antichità greca e romana, le erme venivano tradizionalmente posizionate lungo le strade, ai crocevia o sui confini per invocare la protezione di Ermes sui viandanti; in questo parco monumentale, voluto dal principe Pier Francesco "Vicino" Orsini e progettato dall'architetto Pirro Ligorio, fungono da elementi decorativi che delimitano i viali, accompagnando i visitatori in un percorso onirico e ricco di enigmi simbolici.








giovedì 3 settembre 2026

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Il Mascherone (spesso identificato come la maschera di Proteo o Glauco), 12.08.2026 



Un imponente blocco di pietra vulcanica locale (peperino) scolpito nel XVI secolo. raffigura un volto umano grottesco e barbuto, caratterizzato da un'espressione enigmatica e una bocca spalancata a forma di fessura.






mercoledì 2 settembre 2026

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Fontana dei Delfini o Vasca a barchetta
, Bomarzo, 12.08.2026



La vasca-fontana in pietra riproduce la silhouette di una navicella. Alle estremità della struttura spiccano grandi vasi ornamentali e sculture raffiguranti due teste di delfino, da cui prende il nome.




I due delfini (foto dal web)







lunedì 31 agosto 2026

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l'Antro delle Ninfe o delle Tre Grazie, Bomarzo, 12.08.2026


Sulla parete rocciosa a sinistra è ben visibile il bassorilievo raffigurante le tre Grazie (Aglaia, Eufrosine e Talia) strette in un abbraccio, simbolo classico delle virtù nel dare e nel ricevere.
Accanto si aprono delle nicchie che simulano l'architettura dei ninfei greci e romani, antichi luoghi di culto consacrati alle ninfe e legati alla freschezza delle sorgenti acquatiche e alla rigenerazione spirituale.
In primo piano si trova una lunga panca in pietra peperino finemente decorata, sui cui lati o nei pressi sono incisi i celebri versi enigmatici voluti da Vicino Orsini per accogliere e disorientare l'iniziato nel suo viaggio interiore.
I tre bassorilievi collocati all'interno delle nicchie sulla parete di fondo (più a destra rispetto alle Tre Grazie) raffigurano tre Ninfe. Insieme ai rilievi principali del complesso, la presenza di queste figure non è casuale ma risponde a precisi riferimenti storici e letterari: Il Sogno di Polifilo. L'intera struttura del Ninfeo riproduce l'edificio termale descritto nell'Hypnerotomachia Poliphili (un celebre romanzo allegorico del 1499 molto caro al committente Vicino Orsini). Nel testo, il protagonista Polifilo si intrattiene proprio con cinque ninfe. Le sculture nel parco richiamano direttamente questo episodio. 
Al di sotto delle nicchie, si possono scorgere anche i resti di una vasca e di canalizzazioni che un tempo alimentavano i suggestivi giochi d'acqua della fontana.






venerdì 28 agosto 2026

Bomarzo

 


Fontana di Pegaso, Bomarzo, 12.08.2026