Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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giovedì 6 agosto 2026

Lev Tolstoj



Quando il format del “romanzo sceneggiato” stava già declinando, fra il 10 novembre e il
15 dicembre 1974, la RAI mandò in onda Anna Karenina sul “Programma Nazionale” (attuale Rai 1)
in sei puntate di poco più di un’ora, in bianco e nero. Regia di Sandro Bolchi. Anna Karenina: Lea Massari.



No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.


: :  Lev Tolstoj - Anna Karenina  : :






mercoledì 5 agosto 2026

Lev Tolstoj / Il'ja Efimovič Repin




Il'ja Efimovič Repin - Портрет Льва Николаевича Толстого (1887)
(Ritratto di Lev Nikolayevich Tolstoy)
Olio su tela - 88 x 124 cm - Galleria Tret'jakov, Mosca, Russia



Ogni persona vive per se stessa, gode di libertà per raggiungere i propri fini personali e sente con tutto il proprio essere che in un dato momento può compiere o non compiere una data azione; ma non appena l'ha compiuta, quella stessa azione diventa irrimediabile, rientra nel patrimonio della storia, nella quale non ha più carattere di libertà ma di predestinazione.


: :  Lev Tolstoj, Guerra e pace  : :









lunedì 27 luglio 2026

Lev Tolstoj







“No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.”



: :  Lev Tolstoj - Anna Karenina  : :






venerdì 15 maggio 2026

Lev N.Tolstoj







Tutto questo non fu che un attimo per lui, ma il senso di quell’attimo ormai
non poteva più mutare. Per i presenti la sua agonia durò ancora due ore.
Qualcosa gorgogliava nel suo petto; il suo corpo macerato si scuoteva.
Poi il gorgòglio e il rantolo si fecero sempre più rari.
- E' finito! – disse qualcuno
Egli udì questa parola e se la ripetè nell’anima.
“Finita la morte, - si disse. – Non c’è più, la morte”.
Trasse il fiato, si fermò a mezzo, s’irrigidì e morì.

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: :  Lev N.Tolstoj, La morte di Ivan Il’ič   : :







sabato 25 aprile 2026

War and Peas

 



War and Peas è un webcomic di Elizabeth Pich e Jonathan Kunz. Il titolo è un gioco di parole che riprende il romanzo Guerra e Pace di Lev Tolstoj. I fumetti sono in formato striscia, solitamente lunghi quattro vignette e caratterizzati da un umorismo macabro, dark o surreale.







venerdì 31 gennaio 2025

Charles Bukowski




Charles Bukowski and his cat Manx, ca. 1985


Bukowski - il ribelle - amava l'alcol e lisciava il pelo ai gatti, alle donne, e alla poesia. Charles amava i felini ne ebbe fino a nove e li definiva suoi maestri.



"Un gatto ti mangerà quando morirai. Non
importa quanto abbiate vissuto insieme."


: :  da una lettera a Sheri Martinelli, nel dicembre del 1960  : :


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Eleonora Barbieri da il Giornale

"Io/ non amo le poesie tenere sui/ gatti/ ma ne ho scritta una/ comunque". Perché Charles Bukowski non amava le parole tenere, ma i gatti sì. Le donne, l'alcol, e i felini: ne aveva sempre qualcuno in casa, magari due, magari quattro, a un certo punto perfino nove. "I randagi continuano ad arrivare e non ce la sentiamo di mandarli via", scriveva in una lettera a Louis Webb, a proposito di sé e della moglie Linda Lee. "Dobbiamo smetterla però. 'Sti maledetti gatti mi svegliano presto alla mattina perché vogliono uscire... Ma sono animali meravigliosi e bellissimi. Matti scatenati". Ovvio che non smettesse. Ovvio che non potesse non amarli, ammirarli: "Sono i miei maestri" dichiara negli ultimi due versi de I miei gatti, che insieme a una serie di poesie e stralci di saggi e lettere si possono leggere in una raccolta di scritti (in gran parte inediti, o pubblicati su piccole riviste a tiratura limitata; tutti riproposti in una versione fedele ai manoscritti originali), Sui gatti appunto, che ora arriva in Italia pubblicata da Guanda (pagg. 158, euro 14).

I gatti sono esempi, inarrivabili per definizione: "Un gatto è semplicemente se stesso. Ecco perché quando cattura il povero uccello, non lo molla più". Il gatto "è la bellezza del diavolo", i gatti di Bukowski hanno occhi gialli, malvagi, qualche volta sono gialli loro stessi (c'è una gatta "gialla come il sole", che lo aspetta sempre su una scala antincendio per strusciarsi sulla sua gamba); sono gatti picchiatori e picchiati, gatti che si feriscono e finiscono dal veterinario, spietati come da loro natura: "Un gatto ti mangerà quando morirai. Non importa quanto abbiate vissuto insieme" scrive in una lettera a Sheri Martinelli, nel dicembre del 1960. Però Bukowski ci viveva eccome e scriveva con loro accanto, o sulle spalle, o sui tasti, nelle sue nottate alcoliche, coi mici che "corrono sui fogli dattiloscritti sparsi/ lasciandoli spiegazzati e con piccoli buchi sulla / carta.// poi/ saltano dentro allo scatolone delle lettere che ricevo dalla/ gente/ ma non rispondono, gli ho insegnato/ bene" (Una poesia genuina per te). Il rischio di scivolare nel cliché dello scrittore (auto)distruttivo che diventa romantico solo quando parla dei suoi animali è qualcosa che non lo preoccupa, anzi lo diverte, infatti nel seguito della poesia si legge: "mio dio diranno, Chinaski scrive solo/ di gatti!/ mio dio dicevano prima, Chinaski scrive solo/ di puttane!". Accontentare il lettore è peccato, quasi come lo sarebbe per il gatto lisciare il suo proprietario, del resto "i lamentosi si lamenteranno e continueranno a comperare i miei/ libri: gli piace proprio come riesco a farli / incazzare". Lo stesso accade per i gatti, meno si fanno piacere, più piacciono: "e a quei dannati gatti/ non importa/ proprio/ niente di niente./ E/ se gliene importasse/ non mi piacerebbero / neanche/ un po':/ le cose cominciano a perdere il loro/ valore naturale/ quando si avvicinano/ alle faccende/ umane" (Un gatto è un gatto è un gatto è un gatto).

I gatti di Bukowski non sono umani, non vivono faccende umane, forse solo troppo umane: sono gatti bukowskiani, come Butch Van Gogh Artaud Bukowski, che lui ha ereditato, un "vecchio gatto enorme/ grosso come un cane di media taglia/ malvagio/ occhi gialli/ vecchio e furiosamente forte" (Dono); come il Manx, bianco, con l'occhio strabico, la lingua penzoloni di lato, che corre sghembo e che ti capita davanti agli occhi proprio mentre pensi, e senti, "che siamo/ strani, deformi e che non andiamo bene/ da nessuna parte qui...". Il Manx è un animale primordiale, una forza totale: "Un ladro internazionale ha investito il mio gatto preferito lunedì... dai raggi X si è visto che qualcuno in passato gli ha pure sparato". Qualcun altro gli aveva anche mozzato la coda. Ma "è bellissimo, ha cervello". "Questo gatto sono io", dice Bukowski al veterinario: "È arrivato alla mia porta che stava morendo di fame. Sapeva benissimo dove venire. Tutti e due siamo barboni sopravvissuti alla strada".

Bukowski, che parla male di tutto e tutti (ed è bollato di volta in volta come misogino, omofobo, sporcaccione...) può parlare di gatti malvagi e che mangiano i padroni, senza finire bollato come gattofobo, anzi si può fare fotografare col gatto in braccio, durante le interviste, ed esibirlo come una risposta molto più esauriente del bla bla letterario ("lei/ dice di essere stato influenzato da Céline...// no/ sollevo il gatto davanti a loro, da quello che succede, da/ cose così, così, così!...", La storia di un bastardo figlio di puttana). I gatti, Bukowski vorrebbe chiamarli Ezra, Turgenev, Fëdor, ma lascia che i nomi li scelga la moglie e così diventano Ting, Ding, Beeker, Beauty... "manco un Tolstoj/ in tutto 'sto cazzo di/ gruppo" (La nostra gang).

Il gatto è la terapia, come la scrittura: "Quando sono dilaniato dalle forze, allora guardo uno dei miei gatti... Anche scrivere è il mio gatto. Scrivere mi permette di affrontare le cose". Ed è un sogno: "Nella mia prossima vita voglio essere un gatto. Per dormire 20 ore al giorno e aspettare di essere nutrito".

Ma lui, Bukowski, non è un gatto e lo sa: lui è stato "rammollito e sbatacchiato come un topo in bocca a un gatto frenetico: la vita". È un uccellino nelle sue fauci. Non può fare come il gatto, che "passa e si scrolla Shakespeare/ dalla schiena". Lui è Bukowski, e un gatto è un gatto è un gatto è un gatto.



venerdì 20 ottobre 2023

Lev Tolstoj

 


Lev Tolstoj, Anna Karenina





giovedì 23 febbraio 2023

Confindustria 💵 ᵖᵃʳᵒᵈʸ @confundustria

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@confundustria
·
2h

Lev Tolstoj a il Giornale je spiccia casa.






Anche se io ci avrei accostato più "Centomila gavette di ghiaccio" di Giulio Bedeschi
con gli 89.799 morti e dispersi; e i 35.133 feriti e congelati
dell' Armata italiana in Russia, campagna voluta dai fascisti amici suoi.



 

domenica 18 novembre 2018

Lev Tolstoj





mercoledì 4 aprile 2018

Lev Tolstoj





giovedì 8 marzo 2018

Lev Tolstoj





mercoledì 11 ottobre 2017

Lev Nikolaevic Tolstoj





giovedì 5 ottobre 2017

Lev Tolstoj




"Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza
della vita è composta d'ombra e di luce".

: :  Lev Tolstoj, Anna Karenina  : :


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giovedì 23 marzo 2017

Lev Tolstoj




"E’ tutta una grande sciocchezza. Te lo dico in assoluta sincerità: tengo moltissimo alle mie idee e al mio lavoro, ma in sostanza, pensaci un istante: tutto questo nostro mondo non è altro che una piccola muffa, spuntata fuori su un minuscolo pianeta. Noi che stiamo qui a pensare di poter avere qualcosa di grande: pensieri, opere! Non sono che granelli di sabbia."


: :  Lev Tolstoj, Anna Karenina  : :


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sabato 14 gennaio 2017

Lev Tolstoj




"Quando si vuol bene a una persona le si vuol bene com'è e non come si vorrebbe che fosse."

: :  Lev Tolstoj, Anna Karenina  : :


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giovedì 13 ottobre 2016

Lev Tolstoj




"No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei:
con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, 
gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute
e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato
e che non puoi conseguire."

: :  Lev Tolstoj, Anna Karenina  : :


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sabato 26 marzo 2016

Ilya Repin / Lev Nikolàevič Tolstòj




Ilya Repin - Portrait of Lev Nikolayevich Tolstoy (1887)
Oil on canvas - 88 x 124 cm - Tretyakov Gallery, Moscow

Tolstoj nel suo studio nel 1908







Leone Tolstoj fu sepolto nei pressi della sua casa. La tomba è semplicissima, con il cumulo di terra e la sola erba, senza croce, senza nome, sull'orlo di un piccolo burrone. Aveva indicato lui il luogo, lo stesso nel quale era sepolto – ricordo dell'amato fratello maggiore Nikolaj – un "bastoncino verde" simbolo delle speranze dell'umanità, come raccontato da Tatiana:

« Sapete perché mio padre è seppellito ai piedi di un poggio, all'ombra di vecchie querce, nella foresta di Jasnaja Poljana? Perché quel luogo era legato a un ricordo [...] Il maggiore dei figli Tolstoj, Nikolaj [...] aveva confidato di avere interrato in un angolo della foresta un bastoncino verde sul quale c'era scritta una formula magica. Chi avesse scoperto il bastone e se ne fosse impossessato, avrebbe avuto il potere di rendere felici tutti gli uomini. L'odio, la guerra, le malattie, i dolori, sarebbero scomparsi dalla faccia della terra [...].»



lunedì 25 gennaio 2016

Lev Tolstoj


:iconzer0-naught:


"Nei rapporti migliori, 
anche i più amichevoli, i più semplici, 
l'adulazione e la lode sono altrettanto 
necessari del grasso alle ruote perché girino."

: :  Lev Tolstoj, Guerra e pace  : :


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martedì 24 novembre 2015

Lev Tolstoj




"Un desiderio di desideri: la malinconia."


: :  Lev Tolstoj  : :


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lunedì 13 aprile 2015

Lev Tolstoj




"Scese, 
evitando di guardarla a lungo, 
come si fa col sole, 
ma vedeva lei, 
come si vede il sole, 
anche senza guardare."

: :  Lev Tolstoj, Anna Karenina  : :


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