Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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domenica 4 gennaio 2026

Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]



Sofonisba AnguissolaRitratto di Massimiliano Stampa (1557)
Olio su tela - 136,8 x 71,5 cm - Museo d'arte Walters, Mount Vernon, Baltimore, MD, U.S.

Un'iscrizione sul retro di questo suggestivo ritratto identifica il ragazzo come Massimiliano Stampa, di nove anni, terzo marchese della cittadina di Soncino, nel nord Italia. Il dipinto commemora la sua eredità del titolo nel 1557, alla morte del padre. L'abbigliamento nero era di moda nelle corti italiane durante il XVI secolo. La figura a figura intera con la colonna sullo sfondo e un cane fedele è tipica della ritrattistica aristocratica e ritrae il nuovo marchese come un adulto. I suoi guanti e la sua spada sono espressione del suo status sociale.






Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]




Sofonisba AnguissolaRitratto di Alessandro Farnese (ca. 1560)
Olio su tela - 107 x  79 cm - Galleria nazionale d'Irlanda, Dublino, Irlanda






Derek Walcott / Sofonisba Anguissola



Sofonisba Anguissola
-  Portrait of the Artist's Sisters Playing Chess (1555) 
- Lucia (left), Minerva (right) and Europa (middle) Anguissola playing chess -
Oil, tempera and oil painting on canvas - 72 x 97 cm - National Museum in Poznań, Poland


.

Aironi bianchi
: :  Derek Walcott  : :

I pezzi sono immobili sulla scacchiera come i guerrieri
in terracotta a grandezza naturale, il cui giuramento
di fedeltà all’imperatore, con spada scudo e briglia, fatto
da una voce a questo punto spenta, aleggiava come fosse
una eco in quello scavo strabiliante. Ogni soldato
un voto e ciascuno pronto a morire per la causa,
per la nazione e per l’imperatore, e tuttavia tuttora
immobile e diritto, senza respiro, come un simulacro
di se stesso che dovrà essere il silenzio a vagliare
collocandolo al suo posto. Se i nostri giuramenti
fossero visibili, li vedremmo al pari di questi pezzi
sulla scacchiera, immutabili e fermi sotto la luce,
sudditi votati per sempre a una causa che ti vede
regina, vigile la notte e vittima silenziosa dell’amore
e di un incantesimo a cui non può porre rimedio
il fragore di nessuna battaglia ma solo
la tranquillità degli scacchi, con gli alberi che fuori,
sul prato, si muovono al ritmo del tempo, i giuramenti
che vengono meno e che, morti, sono ancora più forti
mentre un merlo, nero, fischia sui limoni.






Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]

 



Sofonisba Anguissola - Ritratto di fanciullo alla corte spagnola (ca. 1565-70)
Olio su tela - 59 x 48,2 cm - San Diego Museum of Art, San Diego, CA, US






Sofonisba Anguissola / Antoon van Dyck




Sofonisba Anguissola - Autoritratto al cavalletto (1556-1565)
Olio su tela - 66×57 cm - Castello di Łańcut, Łańcut
(Il castello di Łańcut è un palazzo nobiliare situato nella città di Łańcut, nella Polonia meridionale. Di origini
seicentesche, questo ampio edificio ha ospitato nobili famiglie polacche, oggi il ospita un grande museo)


Sofonisba Anguissola è una delle poche artiste del Rinascimento ad aver ottenuto fama e riconoscimenti internazionali. Diversamente da molte sue coetanee nobili, ha fatto della pittura la propria professione, diventando famosa in tutta Europa per i suoi ritratti.

Sofonisba Anguissola, fu una "dama pittrice" rinascimentale, una delle poche artiste del tempo ad aver ottenuto fama e riconoscimenti internazionali. La sua fama è giunta fino a noi grazie alle citazioni del grande storico dell'arte Giorgio Vasari nelle sue "Vite", ma anche alle lettere di Amilcare Anguissola, padre della pittrice, che scriveva a Michelangelo Buonarroti per lanciare la figlia nel mondo dell'arte; si dice anche che Caravaggio abbia tratto spunto da uno schizzo a carboncino e matita di Anguissola ("Il Fanciullo morso da un gambero") per uno dei suoi più celebri dipinti, "Ragazzo morso da un ramarro".



Sofonisba Anguissola - Fanciullo morso da un gambero (ca. 1554)
Carboncino su carta - 33 x 38 cm - Museo di Capodimonte, Naples, Italia



Oggi le sue opere sono presenti nelle collezioni e nei musei più importanti del mondo, dagli Uffizi di Firenze al Museo del Prado di Madrid, dall'Hermitage di San Pietroburgo al Museum of Fine Arts di Boston.

Nacque a Cremona dai nobili Amilcare Anguissola e Bianca Ponzone, tra la seconda metà degli anni venti e la prima metà degli anni trenta del Cinquecento. Spinta dal padre a coltivare il proprio talento artistico, insieme alle sorelle Elena, Lucia, Europa e Anna Maria, frequentò le botteghe cremonesi di Bernardino Campi e di Bernardo Gatti (detto il Sojaro) che la introdussero uno alla scuola di Raffaello e del Parmigianino e l'altro al Correggio. Anche le sorelle si cimentarono con la pittura, prendendo però strade diverse. È la sola Sofonisba a fare della pittura la propria professione, in un percorso insolito rispetto alle coetanee nobili dell'epoca, contribuendo anche alle finanze di famiglia prima e dopo la morte del padre.

Già dagli anni cinquanta del Cinquecento Sofonisba divenne famosa e ricercata per i suoi ritratti, caratterizzati sia dall'attenzione al dettaglio sia da fu una accurata ricerca dell'espressività: esempi sono il famoso "Ritratto della famiglia Anguissola" o i suoi molti autoritratti.


Sofonisba venne quindi invitata nelle migliori corti italiane del tempo, dove fu chiamata a realizzare i ritratti dei nobili Gonzaga, dei Farnese e degli Este. E la sua fortuna non si fermò all'Italia: a testimoniarlo sono proprio le sue opere, come l'autoritratto (che ufficialmente ritrae la sorella) "Ritratto di Minerva Anguissola" conservato oggi alla Pinacoteca di Brera, a Milano, ed eseguito durante un lungo soggiorno a Madrid, alla corte del re di Spagna Filippo II.

Sposatasi con Don Fabrizio Moncada e trasferitasi a Palermo, Sofonisba sposò poi in seconde nozze Orazio Lomellino a Genova, e si dice che sul finire della vita divenne cieca. Tornata a Palermo, venne ritratta dal famoso pittore fiammingo Antoon Van Dyck, e poco tempo dopo morì (ultranovantenne) e venne sepolta in città.



Antoon van Dyck - Portrait of Sofonisba Anguissola (1624)
Olio su tavola e su tela - 42 x 33,5 cm
National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, Swindon, Regno Unito


Scrisse Van Dyck della sua esperienza con Sofonisba Anguissola: 
"Mentre le facevo il ritratto mi diede molti spunti, come quello di non prendere la luce troppo dall'alto, altrimenti l'ombra delle rughe della vecchiaia diventa troppo forte, e molti altri buoni consigli, mentre mi raccontava episodi della sua vita..."









sabato 9 marzo 2024

Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]




Sofonisba Anguissola - Ritratto delle sorelle dell'artista che giocano a scacchi (ca. 1555)
Olio su tela - 72 x 97 cm - Muzeum Narodowe w Poznaniu, Poznań, Poland













«SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILAM PINXIT MDLV»

«Sofonisba Angussola vergine figlia di Amilcare dipinse dal vero tre sue sorelle e una servente, 1555»




Lucia e Minerva Anguissola giocano a scacchi (ricostruzione della scacchiera)


Gli scacchi nel periodo di Sofonisba Anguissola


Il poemetto giovanile del poeta cremonese e vescovo di Alba Marco Gerolamo Vida, intitolato Scacchia Ludus, era stato da poco ripubblicato (nel 1550). Si conosce una tela di Giulio Campi, in cui si vedono giocatori di scacchi. Questo gioco faceva parte della formazione umana ed era considerato un esercizio intellettuale eccellente per una donna; al contrario le erano vietati i giochi con le carte e con i dadi, perché fondati sulla fortuna e non sull'ingegno.

Secondo una tradizione antica, gli scacchi avrebbero adombrato una battaglia delle Amazzoni. Le regine hanno la possibilità di risorgere anche da un pedone (1). Marco Girolamo Vigo in Scacchia ludus chiama la regina a volte virgo e a volte amazon e dice che si può muovere in ogni direzione. Nella parte finale Vida parla di un combattimento tra due regine e fa morire e poi risorgere la regina bianca. Alla fine la regina nera dà scacco alla bianca. Il combattimento dipinto dalla Anguissola allude alla ricerca della conquista di un primato femminile. La scacchiera diventa quindi un pretesto allusivo e vere regine sono dunque le due sorelle Anguissola, che spendono la loro vita virtuosamente, impegnandosi in un esercizio educativo.


(1) Marco Aurelio Severino, La filosofia overo Il perché degli scacchi per cui chiaramente si mostra prima l'artificio della fabrica universale, poscia la ragion particolare della ordinanza, & degli andamenti tutti degli scacchi: trattato non tanto per lo gradevole scherzo, quanto per la riposta contezza delle cose, Napoli, a spese d'Antonio Bulifon, 1690, pp. 30 e 63


sabato 17 ottobre 2020

Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]

 




Sofonisba Anguissola - Self-portrait at the Easel Painting a Devotional Panel (1556)
Oil on canvas - 66 x 57 cm - Łańcut Castle, Łańcut, Poland 







giovedì 19 maggio 2016

Sofonisba Anguissola [Italian, 1530 - 1625]




Sofonisba Anguissola - Ritratto di famiglia Anguissola (1558)
Olio su tela - 157×122 cm - Nivaagaards Malerisamling, Nivå, Danimarca






sabato 15 marzo 2014

occhi






Lucas Cranach the elder - The Suicide of Lucretia, 1529
Robert Campin - Ritratto di donna, 1435
Lucas Cranach the elder - The Suicide of Lucretia, 1529
William Bouguereau - L'orientale à la grenade, 1875
Sofonisba Anguissola - Autoritratto al cavalletto, 1554-56


venerdì 12 luglio 2013

Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]


Sofonisba Anguissola - Autoritratto (1554)


lunedì 12 novembre 2012

Sofonisba Anguissola [Pittrice Italiana, 1532-1625 - Manierismo]


Sofonisba Anguissola - Self Portrait (1556)
Boston, Museum of Fine Arts

la scritta in latino dice: 

"Sophonisba Angussola virgo ipsius manu ex speculo depictam Cremonae" 

(Sofonisba Angussola, ragazza di Cremona, si è ritratta con l'aiuto di uno specchio)