Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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venerdì 27 settembre 2024

Maria Wisława Anna Szymborska[Poetessa polacca premio Nobel per la letteratura nel 1996, 1923-2012]






Nulla è in regalo
: :  Wisława Szymborska  : :


Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
E' cosi che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
E' troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso di aprirmi
quel conto.
Chiamiamo anima
la protesta contro di esso.
E questa è l'unica cosa
che non c'è nell'inventario.




venerdì 8 dicembre 2023

Wisława Szymborska [Poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura nel 1996, 1923-2012]




«Il mondo, qualunque cosa noi ne pensiamo, spaventati dalla sua immensità
e dalla nostra impotenza di fronte a esso, amareggiati dalla sua indifferenza alle
sofferenze individuali (di uomini, animali, e forse piante, perché chi ci dà la
certezza che le piante siano esenti dalla sofferenza?), qualunque cosa noi
pensiamo dei suoi spazi trapassati dalle radiazioni delle stelle, stelle intorno a cui si
sono già cominciati a scoprire pianeti (già morti? Ancora morti?), qualunque cosa
pensiamo di questo smisurato teatro, per cui abbiamo sì il biglietto d’ingresso,
ma con una validità ridicolmente breve, limitata dalle due date categoriche,
qualunque cosa ancora noi pensassimo di questo mondo – esso è stupefacente.»

Wisława Szymborska, da “Il poeta e il mondo discorso”
Tenuto in occasione del conferimento del Premio Nobel 7 dicembre 1996


 

lunedì 2 ottobre 2023

Maria Wisława Anna Szymborska [Poetessa polacca premio Nobel per la letteratura, 1923_2012]






Nulla è in regalo
: :  WISŁAWA SZYMBORSKA  : :

 Nulla è in regalo, tutto è in prestito. Sono indebitata fino al collo.

Sarò costretta a pagare per me, con me stessa, a rendere la vita in cambio della vita.

È così che è stabilito, il cuore va reso

e il fegato va reso

e ogni singolo dito

È troppo tardi per impugnare il contratto. Quanto devo mi sarà tolto con la pelle

Me ne vado per il mondo, tra una folla di altri debitori. Su alcuni grava l’obbligo di pagare le ali. Altri dovranno, per amore o per forza, rendere conto delle foglie 

Nella colonna Dare, ogni tessuto che è in noi. Non un ciglio, non un peduncolo da conservare per sempre

L’inventario è preciso e a quanto pare, ci toccherà restare con niente

Non riesco a ricordare dove, quando e perché ho permesso che aprissero questo conto a mio nome 

La protesta contro di esso la chiamiamo anima. E questa è l’unica voce che manca nell’inventario



sabato 18 febbraio 2023

Maria Wisława Anna Szymborska [Poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura, 1923-2012]






Poesia in onore
: :  Wislawa Szymborska  : :


Poesia in onore
C’era una volta. Inventò lo zero.
In un paese incerto. Sotto una stella
oggi forse scura. Tra date
su cui nessuno mai giurerà. Senza un nome,
neppure controverso. Senza lasciare
al di sotto del suo zero nessuna massima
sulla vita che è come. Né una leggenda,
che un giorno aggiunse uno zero
a una rosa colta e ne fece un mazzo.
Che dovendo morire si avviò nel deserto
su un cammello con cento gobbe. Che si addormentò
all’ombra delle palma conseguita. Che si sveglierà
quando tutto sarà già stato contato
fino all’ultimo granello di sabbia. Che uomo.
Attraverso la fessura tra il fatto e il fittizio
sfuggi alla nostra attenzione. Resistente
a ogni destino. Si scrolla di dosso
ogni forma che gli do.
Il silenzio si chiuse su di lui,
la voce non lasciò cicatrice.
L’assenza prese l’aspetto d’orizzonte.
Lo zero si scrive da solo.






sabato 4 luglio 2020

Wisława Szymborska

Traduzione di Pietro Marchesani



Attimo
: :  Wisława Szymborska  : :

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.

In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.

Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi: di
ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.

Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.

Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.

Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.

Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.

Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.

E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?

Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?

La sorte, finora,
mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.



. . .




martedì 17 gennaio 2017

Wisława Szymborska



Ormai non saprò più
cosa di me pensasse A.
Se B. fino all'ultimo non mi abbia perdonato.
Perché C. fingesse che fosse tutto a posto.
Che parte avesse D. nel silenzio di E.
Cosa si aspettasse F., sempre che si aspettasse qualcosa.
Perché G. facesse finta, benché sapesse bene.
Cosa avesse da nascondere H.
Cosa volesse aggiungere I.
Se il fatto che io ero lì accanto
avesse un qualunque significato
per J. per K. e il restante alfabeto.

: :  Wisława Szymborska, ABC  : :


. . .



martedì 23 febbraio 2016

Wisława Szymborska




[…]
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino
– le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque,
se dobbiamo vivere ancora.

: :  Wisława Szymborska, Le quattro del mattino , versi finali, da "Appello allo Yeti"  : :


. . .



martedì 14 ottobre 2014

Wisława Szymborska/Caravaggio

Caravaggio - St. Jerome (detail), ca.1605

da “Attimo” di Wisława Szymborska

[...]
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento; 

e persistere nel non sapere

qualcosa d’importante.


giovedì 20 dicembre 2012

Wisława Szymborska (1923–2012) poetessa e saggista polacca.


Wislawa Szymborska - Vietnam

Donna, come ti chiami? – Non lo so.
Quando sei nata, da dove vieni? – Non lo so.
Perché ti sei scavata una tana nella terra? – Non lo so.
Da quanto tempo ti nascondi qui? – Non lo so.
Lo sai che non ti faremo nulla di male? – Non lo so.
Da che parte stai? – Non lo so.
C’è la guerra, devi scegliere. – Non lo so.
Il tuo villaggio esiste ancora? – Non lo so.
Sono tuoi questi bambini? – Sì.

*

martedì 6 novembre 2012

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012)


Tutto -
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta tra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.



immagine: Pablo Palazuelo - Sign I (2003) Oil on canvas - 188.3 x 174.5 cm - Guggenheim Museum Bilbao, Spain 

lunedì 29 ottobre 2012

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012)


“Conosciamo noi stessi solo fin dove siamo stati messi alla prova. Ve lo dico dal mio cuore sconosciuto.”

°

venerdì 7 settembre 2012

Wisława Szymborska - Terrorista che guarda, 1974


La bomba scoppierà nel bar alle tredici e venti.
Adesso sono solo le tredici e sedici.
Alcuni faranno in tempo ad entrare,
Altri a uscire.
Il terrorista ha già attraversato la strada.
Questa distanza lo tiene in salvo dal pericolo,
e la visuale è proprio come al cinema.
Una donna con la giacca gialla, ecco entra.
Un uomo con gli occhiali scuri, lui esce.
Dei ragazzi in blue jeans se ne stanno a chiacchierare.
Le tredici diciassette minuti e quattro secondi.
Il più basso ha fortuna e salta sullo scooter,
quello più alto entra dentro.
Ore tredici e diciassette e quaranta secondi.
C’è una ragazza col nastro verde tra i capelli.
Ma ecco che l’autobus ne impedisce la vista.
Ore tredici e diciotto.
Non c’è più la ragazza.
Ma se è stata così sciocca da entrare,
lo si vedrà quando li porteranno fuori.
Ore tredici e diciannove.
Beh, non esce nessuno.
Ma ecco che esce ancora un uomo grasso e calvo.
Però, così, come se stesse cercando qualcosa per le tasche e
alle tredici e venti meno dieci secondi
rientra a veder se trova quei suoi miseri guanti.
Sono già le tredici e venti.
Ma come va piano il tempo.
Ecco, forse ora.
No, non ancora.
Sì, adesso.
È la bomba che scoppia.


*

mercoledì 12 ottobre 2011

Wisława Szymborska - Le tre parole più strane


Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.


Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.


Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.


°

mercoledì 25 maggio 2011

Wisława Szymborska


Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

da Amore a prima vista di Wislawa Szymborska