Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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lunedì 21 settembre 2026

Carl Gustav Jung






"Noi non possiamo cambiare
nulla finché non lo accettiamo. 

Il rifiuto opprime, non libera."


: :  Carl Gustav Jung  : :






lunedì 3 novembre 2025

Cartolina francese vintage

 


French postcard "Porte Veine"
Illustrazione del 1913

Un gatto nero riposa arcigno sotto le coperte
La didascalia "Porte Veine" in francese significa "Portafortuna"
Presente anche un francobollo - "République Française" di 5 centesimi





mercoledì 20 agosto 2025

Briefmarke Deutsche Post - Deutsche Malerei 2004- Felix Nussbaum mit "Das Geheimnis"

 




Briefmarke Deutsche Post - Deutsche Malerei 2004- Felix Nussbaum mit "Das Geheimnis"







lunedì 7 aprile 2025

by J Brodowski

 



J Brodowski per Protezione ambientale - Pipistrelli - Polonia, 1997








martedì 3 dicembre 2024

Ennio Flaiano

 






"La notte ha sempre lo stesso problema:

è troppo corta per i piaceri

e troppo lunga per i pensieri."



: :  Ennio Flaiano  : :




martedì 22 ottobre 2024

Francobollo gatto nero



Francobollo serie gatti emesso in Gran Bretagna nel 1995




martedì 3 ottobre 2023

Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane attaccavano l’Etiopia.





Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane attaccavano l’Etiopia. Più che una guerra di conquista coloniale, fu una guerra di distruzione del popolo etiope. Nonostante la sua fiera resistenza, l’esercito italiano ebbe la meglio, soprattutto perché impiegò ­l’aviazione e le armi chimiche, perfino contro le truppe in ritirata. Le truppe italiane usarono i lanciafiamme nei rastrellamenti. Massacri su massacri contro popolazioni inermi: il 5 maggio 1936 Badoglio entrava ad Addis Abeba. Quel giorno Mussolini da Palazzo Venezia proclamò alla folla “la riappropriazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. L’Etiopia è italiana!”. E impose a tutte le colonie il Manifesto della razza del 1938.

Tutto questo avveniva con la benedizione delle alte gerarchie ecclesiastiche d’Italia. Il cardinale Schuster di Milano in Duomo aveva detto: “Cooperiamo con Dio in questa missione nazionale e cattolica di bene, soprattutto in questo momento in cui sui campi di Etiopia il vessillo d’Italia reca in trionfo la Croce di Cristo, spezza le catene, spiana le strade ai missionari del Vangelo”. E poi: “Dio darà pace e protezione all'Esercito valoroso che in obbedienza intrepida, al comando della Patria, a prezzo di sangue apre le porte di Etiopia alla fede cattolica e alla civiltà romana”. E così si espressero tanti altri vescovi italiani.

In Italia purtroppo c’è stata la volontà politica di nascondere tutto questo e di far passare l’idea che il colonialismo italiano fosse stato benevolo. Eppure storici come Angelo del Boca e Giorgio Rochat hanno scritto volumi sulla ferocia del colonialismo italiano. Quando il popolo italiano avrà il coraggio di ammettere i crimini commessi nel periodo coloniale in Africa? Quando l’Italia riconoscerà fino in fondo la propria vergognosa storia colonialista?


Alex Zanotelli, Lettera alla tribù bianca, Feltrinelli (collana Serie Bianca); prima edizione marzo 2022. [Libro elettronico]




martedì 12 settembre 2023

Fronte Nazionale di Liberazione del Vietnam del Sud: vittoria ad Ap Bac




"Fronte Nazionale di Liberazione del Vietnam del Sud - Vittoria ad Ap Bac" (1965)

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La battaglia di Ap Bac avvenne il 2 gennaio 1963 in quella che allora era la provincia di Dinh Tuong (attuale provincia di Tien Giang), nell'ambito della guerra del Vietnam. 

Il 28 dicembre 1962 l'intelligence statunitense rilevò una postazione radio ed una formazione Viet Cong nel villaggio di Ap Tan Thoi, zona presidiata dalla 7ª divisione sudvietnamita. Per neutralizzare la minaccia i sudvietnamiti, in accordo con i consiglieri militari statunitensi, decisero di attaccare Ap Tan Thoi con la fanteria supportata da elicotteri e veicoli trasporto truppe M113.

Le forze sudvietnamite tuttavia vennero bloccate nel villaggio di Ap Bac prima di raggiungere Ap Tan Thoi, ed anche le altre formazioni attaccanti da altre direzioni vennero fermate dai Viet Cong. Subito vennero inviati rinforzi trasportati dagli elicotteri statunitensi, ma la resistenza Viet Cong non cessò fino a sera, quando gli stessi decisero di ritirarsi col favore dell'oscurità per non dover fronteggiare ulteriormente un nemico superiore di numero e mezzi.

La battaglia fu la prima di una certa entità vinta dai Viet Cong nella guerra del Vietnam.


Uno dei cinque elicotteri statunitensi abbattuti dai Viet Cong ad Ap Bac, in questo caso un UH-1 Iroquois




lunedì 1 maggio 2023

Al-Khawarizmi [Matematico persiano vissuto tra VIII e IX sec d.C.]


Al-Khwārizmī in un francobollo dell'URSS (1983)

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Un giorno chiesero al grande matematico persiano Al-Khawarizmi il suo pensiero sul valore dell’essere umano, egli rispose così:
“Se ha Etica, allora il suo valore è 1.
Se in più è intelligente, aggiungete uno zero e il suo valore sarà 10.
Se è ricco, aggiungete un altro zero e il suo valore sarà 100.
Se, oltre tutto ciò è una bella persona, aggiungete un altro zero e il suo valore sarà 1000.
Però se perde l’uno, che corrisponde all’Etica, perderà tutto il suo valore perché gli rimarranno solo gli zeri.”




sabato 11 giugno 2022

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domenica 3 ottobre 2021

domenica 4 luglio 2021

sabato 27 aprile 2019

富士山 Fujisan









venerdì 10 agosto 2018

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domenica 20 maggio 2018

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mercoledì 7 settembre 2016

Hishida Shunsō [Japanese, 1874-1911]


Hishida Shunsō - The Black Cat (1979)
Japanese Postage Stamp



giovedì 9 giugno 2016

Batyr l'elefante



L'elefante di questi francobolli si chiamava Batyr e viveva nello zoo di Karaganga nel Kazakistan sovietico.
Batyr aveva una caratteristica molto particolare, sapeva emettere suoni simili alla voce umana. Aveva un vocabolario di circa venti frasi che pronunciava a senso. Era insomma un elefante parlante. Sapeva dire: «Batyr è buono», «Batyr è bello», «Batyr ha fame» e altre cose tra cui alcune in slang russo.


domenica 13 dicembre 2015

М0сква


Il mausoleo di Lenin è il monumento funerario situato sulla Piazza Rossa a Mosca che accoglie le spoglie mortali di Vladimir Il'ič Ul'janov (Lenin).




Dopo la sua morte il padre della Rivoluzione russa fu imbalsamato per poter restare esposto al pubblico. 

In seguito all'enorme afflusso di visitatori la costruzione che l'ospitava venne sempre più ampliata fino a quando nel 1929 quando venne eretta una struttura permanente marmoreo-granitica. 

Il numero di visitatori della tomba è stimato dell'ordine dei dieci milioni fra il 1924 e il 1972. E ogni giorno decine di persone si mettono in fila sotto le mura del Cremlino per onorare Lenin e per seguire poi il percorso obbligato che porta agli altri grandi della Russia sepolti vicino a lui: Stalin, Andropov, Chernenko, Breznev, Zherzhinskij. 

Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica il presidente russo El'cin propose la chiusura della struttura e la contestuale sepoltura di Lenin ma la proposta fu bocciata. Anche Putin parla di seppellire il corpo di Lenin ma il suo mito è ancora ben radicato. E proprio in rappresentanza di questa parte della Russia è sceso in campo Gennadij Zyuganov, leader del Partito Comunista: «La devono smettere di combattere contro i morti. Se il potere compirà questo atto sacrilego, organizzeremo azioni di disobbedienza in tutta la Russia. Prima hanno abolito l'anniversario della Rivoluzione il 7 novembre, poi hanno tolto la falce e il martello dalla bandiera rossa della vittoria. E adesso?».

In tutta l'ex-Unione Sovietica, anche in quelle repubbliche che non lo ricordano con nostalgia, le statue di Lenin sono ancora in piedi in moltissime piazze e tutte le città minori di Russia, hanno una delle vie principali dedicate al fautore della Rivoluzione d'Ottobre.



Il corpo di Vladimir Lenin, 18 aprile 1997 (AP Photo/Sergei Karpukhin)


Il Mausoleo di Lenin su di un francobollo del 1962


venerdì 2 maggio 2014

Snoopy





venerdì 20 dicembre 2013

Arthur Schopenhauer

“Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro. Ciò viene dall’idea che i porcospini possiedono aculei sulla propria schiena. Se si avvicinassero fra loro i propri aculei finirebbero col ferire entrambi. Questo è in analogia con le relazioni tra due esseri umani. Se due persone iniziassero a prendersi cura e fidarsi l’uno dell’altro, qualsiasi cosa spiacevole che accadesse ad uno di loro ferirebbe anche l’altro, e le incomprensioni tra i due potrebbero causare problemi ancora più grandi. Eppure i porcospini hanno bisogno di stare vicini per scaldarsi a vicenda. Da questa contraddizione nasce il dilemma.”