lunedì 21 settembre 2026
Carl Gustav Jung
lunedì 3 novembre 2025
Cartolina francese vintage
mercoledì 20 agosto 2025
lunedì 7 aprile 2025
martedì 3 dicembre 2024
Ennio Flaiano
è troppo corta per i piaceri
e troppo lunga per i pensieri."
: : Ennio Flaiano : :
martedì 22 ottobre 2024
martedì 3 ottobre 2023
Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane attaccavano l’Etiopia.
Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane attaccavano l’Etiopia. Più che una guerra di conquista coloniale, fu una guerra di distruzione del popolo etiope. Nonostante la sua fiera resistenza, l’esercito italiano ebbe la meglio, soprattutto perché impiegò l’aviazione e le armi chimiche, perfino contro le truppe in ritirata. Le truppe italiane usarono i lanciafiamme nei rastrellamenti. Massacri su massacri contro popolazioni inermi: il 5 maggio 1936 Badoglio entrava ad Addis Abeba. Quel giorno Mussolini da Palazzo Venezia proclamò alla folla “la riappropriazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. L’Etiopia è italiana!”. E impose a tutte le colonie il Manifesto della razza del 1938.
Tutto questo avveniva con la benedizione delle alte gerarchie ecclesiastiche d’Italia. Il cardinale Schuster di Milano in Duomo aveva detto: “Cooperiamo con Dio in questa missione nazionale e cattolica di bene, soprattutto in questo momento in cui sui campi di Etiopia il vessillo d’Italia reca in trionfo la Croce di Cristo, spezza le catene, spiana le strade ai missionari del Vangelo”. E poi: “Dio darà pace e protezione all'Esercito valoroso che in obbedienza intrepida, al comando della Patria, a prezzo di sangue apre le porte di Etiopia alla fede cattolica e alla civiltà romana”. E così si espressero tanti altri vescovi italiani.
In Italia purtroppo c’è stata la volontà politica di nascondere tutto questo e di far passare l’idea che il colonialismo italiano fosse stato benevolo. Eppure storici come Angelo del Boca e Giorgio Rochat hanno scritto volumi sulla ferocia del colonialismo italiano. Quando il popolo italiano avrà il coraggio di ammettere i crimini commessi nel periodo coloniale in Africa? Quando l’Italia riconoscerà fino in fondo la propria vergognosa storia colonialista?
Alex Zanotelli, Lettera alla tribù bianca, Feltrinelli (collana Serie Bianca); prima edizione marzo 2022. [Libro elettronico]
martedì 12 settembre 2023
Fronte Nazionale di Liberazione del Vietnam del Sud: vittoria ad Ap Bac
lunedì 1 maggio 2023
Al-Khawarizmi [Matematico persiano vissuto tra VIII e IX sec d.C.]
sabato 11 giugno 2022
domenica 3 ottobre 2021
domenica 4 luglio 2021
sabato 27 aprile 2019
venerdì 10 agosto 2018
domenica 20 maggio 2018
mercoledì 7 settembre 2016
giovedì 9 giugno 2016
Batyr l'elefante
L'elefante di questi francobolli si chiamava Batyr e viveva nello zoo di Karaganga nel Kazakistan sovietico.
Batyr aveva una caratteristica molto particolare, sapeva emettere suoni simili alla voce umana. Aveva un vocabolario di circa venti frasi che pronunciava a senso. Era insomma un elefante parlante. Sapeva dire: «Batyr è buono», «Batyr è bello», «Batyr ha fame» e altre cose tra cui alcune in slang russo.
domenica 13 dicembre 2015
М0сква
Il mausoleo di Lenin è il monumento funerario situato sulla Piazza Rossa a Mosca che accoglie le spoglie mortali di Vladimir Il'ič Ul'janov (Lenin).
Dopo la sua morte il padre della Rivoluzione russa fu imbalsamato per poter restare esposto al pubblico.
In seguito all'enorme afflusso di visitatori la costruzione che l'ospitava venne sempre più ampliata fino a quando nel 1929 quando venne eretta una struttura permanente marmoreo-granitica.
Il numero di visitatori della tomba è stimato dell'ordine dei dieci milioni fra il 1924 e il 1972. E ogni giorno decine di persone si mettono in fila sotto le mura del Cremlino per onorare Lenin e per seguire poi il percorso obbligato che porta agli altri grandi della Russia sepolti vicino a lui: Stalin, Andropov, Chernenko, Breznev, Zherzhinskij.
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica il presidente russo El'cin propose la chiusura della struttura e la contestuale sepoltura di Lenin ma la proposta fu bocciata. Anche Putin parla di seppellire il corpo di Lenin ma il suo mito è ancora ben radicato. E proprio in rappresentanza di questa parte della Russia è sceso in campo Gennadij Zyuganov, leader del Partito Comunista: «La devono smettere di combattere contro i morti. Se il potere compirà questo atto sacrilego, organizzeremo azioni di disobbedienza in tutta la Russia. Prima hanno abolito l'anniversario della Rivoluzione il 7 novembre, poi hanno tolto la falce e il martello dalla bandiera rossa della vittoria. E adesso?».
In tutta l'ex-Unione Sovietica, anche in quelle repubbliche che non lo ricordano con nostalgia, le statue di Lenin sono ancora in piedi in moltissime piazze e tutte le città minori di Russia, hanno una delle vie principali dedicate al fautore della Rivoluzione d'Ottobre.
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| Il corpo di Vladimir Lenin, 18 aprile 1997 (AP Photo/Sergei Karpukhin) |
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| Il Mausoleo di Lenin su di un francobollo del 1962 |







































