Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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venerdì 10 aprile 2026

Anne Sexton






Anne Gray Harvey, coniugata Sexton, nata nel 1928 a Newton, vicino Boston, è stata (ed è) una delle più importanti poetesse del Novecento.

Suo padre Ralph era proprietario di un cotonificio nonché uomo pubblicamente virtuoso e tuttavia dedito al vizio privato dell’alcool. Fin da giovane Anne cercò una sua più genuina identità, oltre le dicotomie dell’apparire e dell’essere della buona borghesia conformista, ma non vi riuscì, se non cominciando a imbottirsi di psicofarmaci e abbandonandosi a un etilismo devastante. 

A diciannove anni fuggì con Alfred Muller Sexton, che sposerà. Suo marito, uomo molto protettivo, era un ricco commerciante che teneva alla buona educazione di sua moglie. Ma una vita normale, come avrebbe voluto, egli non ebbe in sorte sposando Anne. Nel 1953 la superficie di Anne si infranse quando mise al mondo la primogenita Linda e le venne diagnosticata una depressione postpartum con ricorrenti ricadute. Fu l’inizio di ricorrenti ricoveri all’ospedale neuropsichiatrico.

Nel 1955 nacque la secondogenita Joy. Il parto la rigettò nella depressione. Nel corso di un attacco psicotico, decise di inghiottire un tubetto di barbiturici il giorno prima del suo ventottesimo compleanno. Il tentativo di suicidio fallì, ma fu l’inizio di una seconda vita. 

Al Westwood Lodge, durante una seduta di psicanalisi, Anne rivelò di sentirsi una moglie e una madre inadeguate, confidò che le erano indispensabili stimoli sessuali sempre nuovi, che l’unico modo per sentirsi viva e realizzata era di rendere gli uomini sessualmente potenti e soddisfatti. Il medico le consigliò di scrivere per incanalare e sublimare questa esuberanza libidica. Anne applicò la poetry-therapy e scoprì di possedere una vera anima di scrittrice. 

Divenne famosa, conobbe Sylvia Plath, altro destino tormentato e tragico, e con lei sperimentò la poesia come espressione di fatti psichici, quella che poi verrà definita “poesia confessionale”. Scrisse molto, gli anni ’60 furono un crescendo di pubblicazioni e successi fino al premio Pulitzer per la raccolta Live or die. Le sue poesie sono colme di temi scabrosi come aborto, alcool, droga, libertà sessuale, pulsioni di morte. Era una poetessa estroversa, che si prodigò in letture pubbliche, facendolo quasi da rockstar maledetta con molto anticipo sulle poetesse del rock come Patti Smith: raggiungeva il pubblico in ritardo, indossava vistosi abiti rossi e tacchi a spillo, si muoveva barcollando già sbronza. Niente di strano se, nel 1968 per tre anni, fondò e portò avanti un gruppo rock: Anne Sexton and her Kind

Il suo disturbo bipolare tornò più severo e nel 1974, il 4 di ottobre, da poco divorziata, Anne Sexton si uccise nel garage con i fumi di scarico che impregnavano l’abitacolo della sua automobile. Aveva 46 anni.







 

domenica 5 aprile 2026

Sylvia Plath





"Is there no way out of the mind?"

(Non esiste una via d'uscita dalla mente?")



: :  Sylvia Plath, La campana di vetro  : :






lunedì 9 marzo 2026

Sylvia Plath (Ted Hughes)




Sylvia Plath e Ted Hughes sono stati sposati per sette anni.
I due si incontrano a Cambridge dove frequentano l’università.
L’attrazione fisica tra di loro è impossibile da frenare
e frequentandosi scoprono di avere uno spirito affine e una propensione alla poesia.
Innamoratissimi, si sposano nel 1956.
Del loro matrimonio si sa che fu felice nei primi anni e devastato da profonde crisi in seguito,
che Hughes fu infedele e che Plath si tolse la vita,
dopo aver messo in sicurezza i bambini, infilando la testa nel forno.
La loro relazione oscilla sempre tra sostegno e dipendenza,
amore e ricatto, senso di inferiorità e potere. Vita e morte.

.


Lady Lazarus
: :  Sylvia Plath  : :

I have done it again.
One year in every ten
I manage it—

A sort of walking miracle, my skin
Bright as a Nazi lampshade,
My right foot

A paperweight,
My face a featureless, fine
Jew linen.

Peel off the napkin
O my enemy.
Do I terrify?—

The nose, the eye pits, the full set of teeth?
The sour breath
Will vanish in a day.

Soon, soon the flesh
The grave cave ate will be
At home on me

And I a smiling woman.
I am only thirty.
And like the cat I have nine times to die.

This is Number Three.
What a trash
To annihilate each decade.

What a million filaments.
The peanut-crunching crowd
Shoves in to see

Them unwrap me hand and foot—
The big strip tease.
Gentlemen, ladies

These are my hands
My knees.
I may be skin and bone,

Nevertheless, I am the same, identical woman.
The first time it happened I was ten.
It was an accident.

The second time I meant
To last it out and not come back at all.
I rocked shut

As a seashell.
They had to call and call
And pick the worms off me like sticky pearls.

Dying
Is an art, like everything else.
I do it exceptionally well.

I do it so it feels like hell.
I do it so it feels real.
I guess you could say I’ve a call.

It’s easy enough to do it in a cell.
It’s easy enough to do it and stay put.
It’s the theatrical

Comeback in broad day
To the same place, the same face, the same brute
Amused shout:

‘A miracle!’
That knocks me out.
There is a charge

For the eyeing of my scars, there is a charge
For the hearing of my heart—
It really goes.

And there is a charge, a very large charge
For a word or a touch
Or a bit of blood

Or a piece of my hair or my clothes.
So, so, Herr Doktor.
So, Herr Enemy.

I am your opus,
I am your valuable,
The pure gold baby

That melts to a shriek.
I turn and burn.
Do not think I underestimate your great concern.

Ash, ash—
You poke and stir.
Flesh, bone, there is nothing there—

A cake of soap,
A wedding ring,
A gold filling.

Herr God, Herr Lucifer
Beware
Beware.

Out of the ash
I rise with my red hair
And I eat men like air.




Lady Lazarus
: :  Sylvia Plath  : :

L’ho rifatto.
Un anno ogni dieci
mi riesce —

una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
splendente come un paralume nazista,
il piede destro

un fermacarte,
il viso, anonima e fine
tela ebraica.

Solleva il panno,
o mio nemico.
Incuto terrore? —

Il naso, le occhiaie vuote, tutti i denti?
L’alito puzzolente
svanirà in un giorno.

Presto, presto la carne
che il severo sepolcro ha divorato
tornerà al suo posto su di me,

e sarò una donna sorridente.
Ho trent’anni soltanto.
E come i gatti ho nove volte per morire.

Questa è la Numero Tre.
Quanto ciarpame
da annientare ogni decennio,

che miriade di filamenti.
La folla che sgranocchia noccioline
spintona per vedere

mentre vengo sbendata mani e piedi —
il grande spogliarello.
Signori e signore,

ecco qua le mie mani,
le ginocchia.
Sarò pure pelle e ossa,

ma sono sempre la stessa identica donna.
La prima volta avevo dieci anni.
Fu un incidente.

La seconda volevo
andare fino in fondo senza ritorno.
Cullandomi mi chiusi

come una conchiglia.
Dovettero chiamare e chiamare
e staccarmi di dosso i vermi come perle appiccicose.

Morire
è un’arte, come qualunque altra cosa.
Io lo faccio in modo magistrale,

lo faccio che fa un effetto da impazzire
lo faccio che fa un effetto vero.
Potreste dire che ho la vocazione.

È facile farlo in una cella.
È facile farlo e rimanerci.
È il teatrale

ritorno in scena in pieno giorno,
stesso posto, stessa faccia, stesso bestiale
urlo goduto:

«Miracolo!»
è questo che mi stende.
Si paga

per vedere le mie cicatrici, si paga
per ascoltarmi il cuore —
funziona eccome.

E si paga, si paga salato
per sentire una parola, per toccare,
per un goccio di sangue,

una ciocca di capelli, un brandello di veste.
E così, Herr Doktor,
e così, Herr Nemico.

Sono il tuo capolavoro,
il tuo bene prezioso
l’infante d’oro puro

che si scioglie in un grido.
Mi rigiro e brucio.
Non credere che sottovalutati le tue sollecite cure.

Cenere, cenere —
Frughi e rimesti.
Carne, ossa, non ci sono resti —

una saponetta,
una vera nuziale,
una capsula dentaria.

Herr Dio, Herr Lucifero
in guardia
in guardia.

Dalla cenere
sorgo con i miei capelli rossi
e divoro gli uomini come aria.

(Traduzione di Anna Ravano)







venerdì 13 febbraio 2026

Di autori famosi e delle lettere di rifiuto che ricevettero. / Felix Edouard Vallotton




Felix Edouard Vallotton - To Edgar Poe (1848)

.


Sylvia Plath: Di certo non c'è abbastanza talento autentico da farci notare. 

Rudyard Kipling: Mi dispiace, signor Kipling, ma lei non sa proprio usare la lingua inglese. 

Emily Dickinson: [Le sue poesie] sono notevoli tanto per i difetti quanto per la bellezza e sono generalmente prive di vere qualità poetiche. 

Ernest Hemingway (su "Torrenti di primavera"): Sarebbe di pessimo gusto, per non parlare di una crudeltà orribile, se volessimo pubblicarlo. 

Dr. Seuss: Troppo diverso dagli altri libri per ragazzi sul mercato per giustificarne la vendita. 

Il diario di Anna Frank: La ragazza non ha, mi sembra, una percezione o un sentimento speciale che possa elevare quel libro al di sopra del livello di "curiosità". 

Richard Bach (su "Il gabbiano Jonathan Livingston"): non uscirà mai in edizione tascabile. (Oltre 7,25 milioni di copie vendute) 

H.G. Wells (su "La guerra dei mondi"): Un incubo senza fine. Non credo che "prenderebbe"... Penso che il verdetto sarebbe "Oh, non leggere quell'orribile libro". E (su La macchina del tempo): Non è abbastanza interessante per il lettore medio e non abbastanza approfondito per il lettore scientifico.

Edgar Allan Poe: I lettori in questo paese hanno una netta e forte preferenza per le opere in cui un'unica storia collegata occupa l'intero volume. 

Herman Melville (su Moby Dick): Ci dispiace dire che la nostra opinione unanime è completamente contraria al libro, poiché non pensiamo che sarebbe affatto adatto al mercato giovanile in [Inghilterra]. È molto lungo, piuttosto antiquato... 

Jack London: [Il tuo libro è] proibitivo e deprimente. 

William Faulkner: Se il libro avesse una trama e una struttura, potremmo suggerire accorciamenti e revisioni, ma è così disordinato che non credo che servirebbero a nulla. La mia principale obiezione è che non hai nessuna storia da raccontare. E due anni dopo: Santo cielo, non posso pubblicarlo! 

Stephen King (su Carrie): Non ci interessa la fantascienza che tratta di utopie negative. Non vende.

Joseph Heller (su Comma 22): Non ho la più pallida idea di cosa stia cercando di dire quest'uomo... A quanto pare l'autore intende che sia divertente – forse persino satirico – ma in realtà non è divertente a livello intellettuale... Dalla sua lunga esperienza editoriale saprà che è meno disastroso rifiutare un'opera geniale che rifiutare mediocrità di talento. 

George Orwell (su La fattoria degli animali): È impossibile vendere storie di animali negli Stati Uniti.

Oscar Wilde (su Il ventaglio di Lady Windermere): Mio caro signore, ho letto il suo manoscritto. Oh, mio ​​caro signore. 

Vladimir Nabokov (su Lolita): ... incredibilmente nauseante, persino per un freudiano illuminato... l'intera vicenda è un incrocio incerto tra orribile realtà e improbabile fantasia. Spesso diventa un folle sogno ad occhi aperti nevrotico... Consiglio di seppellirlo sotto una pietra per mille anni.

"La storia di Peter Coniglio" fu rifiutata così tante volte che Beatrix Potter inizialmente la autopubblicò. 

"Brama di vivere" di Irving Stone fu rifiutato 16 volte, ma trovò un editore e vendette circa 25 milioni di copie. 

Il primo romanzo di John Grisham fu rifiutato 25 volte. 

Jack Canfield e Mark Victor Hansen ("Brodo di pollo per l'anima") ricevettero 134 rifiuti.

Robert Pirsig ("Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta") ne ricevette 121.

Gertrude Stein trascorse 22 anni a inviare poesie prima che venisse accettata una sola. 

Judy Blume, amata dai bambini di tutto il mondo, ricevette rifiuti per due anni consecutivi. 

"Nelle pieghe del tempo" di Madeline L'Engle ricevette 26 rifiuti. 

"Dune" di Frank Herbert fu rifiutato 20 volte. 

"Carrie" di Stephen King ne ricevette 30. 

"Il diario di Anna Frank" ne ricevette 16. 

"Harry Potter e la pietra filosofale" di J.K. Rolling fu rifiutato 12 volte. 

Il Dr. Seuss ha ricevuto 27 lettere di rifiuto.






martedì 15 aprile 2025

Sylvia Plath




Sylvia Plath, Giugno 1958



Edge
: :  Sylvia Plath, 5 February 1963  : :

The woman is perfected
Her dead
Body wears the smile of accomplishment,
The illusion of a Greek necessity
Flows in the scrolls of her toga,
Her bare
Feet seem to be saying:
We have come so far, it is over.
Each dead child coiled, a white serpent,
One at each little
Pitcher of milk, now empty
She has folded
Them back into her body as petals
Of a rose close when the garden
Stiffens and odors bleed
From the sweet, deep throats of the night flower.
The moon has nothing to be sad about,
Staring from her hood of bone.
She is used to this sort of thing.
Her blacks crackle and drag.



Limite
: :  Sylvia Plath, 5 Febbraio 1963  : :

La donna è la perfezione.
Il suo morto corpo
ha il sorriso del compimento,
un’illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi
della sua toga,
i suoi nudi piedi sembrano dire:
Abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti
Ciascuno come un bianco serpente
a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s’intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d’osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.





lunedì 14 aprile 2025

Sylvia Plath

 






: :  Sylvia Plath, La campana di vetro  : :










martedì 7 gennaio 2025

Sylvia Plath






Paralytic
: :  Sylvia Plath  : :

It happens. Will it go on? ----
My mind a rock,
No fingers to grip, no tongue,
My god the iron lung

That loves me, pumps
My two
Dust bags in and out,
Will not

Let me relapse
While the day outside glides by like ticker tape.
The night brings violets,
Tapestries of eyes,

Lights,
The soft anonymous
Talkers: 'You all right?'
The starched, inaccessible breast.

Dead egg, I lie
Whole
On a whole world I cannot touch,
At the white, tight

Drum of my sleeping couch
Photographs visit me-
My wife, dead and flat, in 1920 furs,
Mouth full of pearls,

Two girls
As flat as she, who whisper 'We're your daughters.'
The still waters
Wrap my lips,

Eyes, nose and ears,
A clear
Cellophane I cannot crack.
On my bare back

I smile, a buddha, all
Wants, desire
Falling from me like rings
Hugging their lights.

The claw
Of the magnolia,
Drunk on its own scents,
Asks nothing of life.




Paralitico


Succede. Continuerà? –
La mia mente è una rupe,
non ho dita per aggrapparmi, né lingua,
il polmone d’acciaio è il mio dio

che mi vuole bene, pompa
e ripompa i miei
due sacchi di polvere,
non

mi consente ricadute
mentre fuori il giorno scorre come un nastro telegrafico.
La notte reca viole,
arazzi d’occhi,

luci,
smorzate anonime
voci: «Tutto bene?»
l’inamidato seno inaccessibile.

Morto uovo, io
giaccio intero
in un intero mondo che non posso toccare,
al bianco, teso

tamburo del mio giaciglio
fotografi vengono a trovarmi –
mia moglie, morta e piatta, in pellicce da anni ‘20,
bocca piena di perle,

due ragazze
piatte come lei, che sussurrano: «Siamo tue figlie.»
Le immobili acque
mi avvolgono labbra,

occhi, naso e orecchi,
lucente
cellofan che non posso lacerare.
Sui miei nudi lombi

sorrido come un buddha e ogni
voglia, desiderio
cadono da me come anelli
serranti le loro luci.

Gli artigli
della magnolia,
ebbri dei loro propri profumi,
nulla chiedono della vita.





domenica 15 settembre 2024

Sylvia Plath





Mi creerò il mio spazio, io, uno spazietto strano e striminzito, ma sufficiente e con vista, per starci dentro felice.


Sylvia Plath, Diari



 

martedì 30 luglio 2024

Sylvia Plath - Diari


Sylvia Plath - Diari



mercoledì 26 giugno 2024

Sylvia Plath




da una lettera di Sylvia Plath a Sassoon Richard nei "Diari"


venerdì 21 giugno 2024

Sylvia Plath

 


Sylvia Plath, Diari



giovedì 20 giugno 2024

Sylvia Plath




Sylvia Plath, Diari



giovedì 4 gennaio 2024

Sylvia Plath

 


Sylvia Plath, La campana di vetro





sabato 15 ottobre 2022

Sylvia Plath [Poetessa e scrittrice statunitense, 1932-1963]





Le carezze sui graffi si sentono di più
: :  Sylvia Plath  : :

.

Dovrò essere delicato quando
accarezzerò la tua anima buia
dovrò soffiare sulle cicatrici
ancora aperte nei tuoi occhi
perché io ho inciso i segni rossi,
tatuaggi delle parole che ti ho detto
talismani dei sogni e dei soli che
ho sparso durante i nostri giorni
Come una lucertola ho aperto
le illusioni perse e le ho sparse
come biglie tutte colorate di blu
dove non potevi raggiungerle
però tornerò a spegnerti le notti
e le carezze saranno così fonde
che potrai solo immaginarle,
e all’alba sarò sempre con te
reale più del sale sulle ferite.






 

sabato 17 settembre 2022

Sylvia Plath [Poetessa e scrittrice statunitense, 1932-1963]






"Le carezze sui graffi si sentono di più."

: :  Sylvia Plath  : :

 




martedì 12 aprile 2022

Sylvia Plath/Rogier van der Weyden





Rogier van der Weyden - Deposizione dalla Croce (det.)(1433-35)

.


Sylvia Plath - Sculptor
Dedicated by the Author to Artist Leonard Baskin

To his house the bodiless

Come to barter endlessly
Vision, wisdom, for bodies
Palpable as his, weighty.

Hands moving more priestlier

Than Priest’s hands, invoke no vain
images of light and air
But sure stations in bronze, wood, stone.

Obdurate, in dense-grained wood,

A bald angel blocks and shapes
The flimsy light; arms folded
Watches his cumbrous world eclipse

Inane worlds of wind and cloud.

Bronze dead dominate the floor,
Restive, ruddy-bodied,
Dwarfing us. Our bodies flicker

Toward extinction in those eyes
Which, without him, were beggared
Of place, time and their bodies.
Emulous spirits make discord,

Try entry, enter nightmares

Until his chisel bequeaths
Them life livelier than ours,
A soldier repose than death’s.

I nostri corpi sfarfallio
verso l'estinzione