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venerdì 21 giugno 2024
sabato 11 dicembre 2010
Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - in basso a destra
In basso a destra, infine, si trova la rappresentazione dell'Inferno, sullo sfondo di un cielo rosso di fiamme. A sinistra Caronte a colpi di remo insieme ai demoni percuote e obbliga a scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente. È evidente in questa parte il riferimento all'Inferno della Divina Commedia di Dante.
La brutalità dei demoni, la tragedia dei peccatori, innescano un culmine di intensità e violenza.
Dalla barca di Caronte i dannati, ora terrorizzati ora inebetiti come bestie, vengono trascinati giù dai dannati con gli arpioni e scaraventati tra i diavoli grotteschi.
Caratteristico di questa zona il tumulto, il groviglio di corpi, la disperata gestualità e i volti esterrefatti, come maschere bestiali e raccapriccianti.
Secondo Vasari, nella figura di Minosse Michelangelo ritrasse il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, che, da "persona scrupolosa", dopo aver osservato l'opera in corso di completamento, rimase sconvolto dal turbinio di corpi nudi e contorti che "sì disonestamente mostran le loro vergogne" e li definì adatti "da stufe (bagni termali) e d'osterie" piuttosto che la cappella pontificia. Michelangelo, che come si sa non praticava volentieri il ritratto, fece allora un'eccezione effigiandolo nel giudice infernale, per di più con orecchie da asino e con una serpe che, invece di aiutarlo nel giudizio dei dannati, lo punisce mordendogli l'organo sessuale. Biagio, umiliato, se ne lamentò col papa che replicò di non avere alcuna autorità sull'Inferno, disinteressandosi alla questione.
In questa zona si arrivano a contare sessanta figure.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - in basso a sinistra
Qui avviene la resurrezione dei corpi in una landa desolata; essi escono dai sepolcri e recuperano la propria corporeità, in atteggiamenti che ben esprimono un faticoso risveglio dal torpore degli abissi e ritorno alla coscienza. Si vedono uomini che affiorano dalla terra, altri che spingono su i lastroni di roccia che coprono il sepolcro, altri ancora che escono da crepacci, talvolta vestiti, talvolta nudi, talvolta a metà della trasformazione composti ancora dal solo scheletro.
Sulla destra alcune figure in volo fanno da raccordo con la zona superiore. Si vedono in particolare due corpi disputati tra angeli e diavoli usciti dall'antro: uno è raccolto all'incontro e tenuto per le gambe da un angelo, mentre un diavolo cornuto cerca di strapparlo giù tirandogli i capelli; un altro è sollevato mentre la mano di un diavolo gli ha legato un serpente alle caviglie che lo trattiene.
In questa zona, compreso l'antro infernale e i due gruppi disputati tra angeli e demoni, si contano almeno cinquanta figure visibili.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona sottostante a destra
Su questo lato la scena è dominata dalla zuffa dei dannati che, lottando contro la loro condanna, sono respinti inesorabilmente verso l'inferno. Si tratta di uno dei punti più dinamici e violenti dell'intera rappresentazione, con grappoli di figure che sono in lotta ora affiorando nel primo piano, investiti da una luce incidente, ora scompaiono nello sfondo in penombra. Gli angeli picchiano coi pugni i reprobi, mentre i demoni li trascinano verso l'abisso con ogni modo.
In alcuni casi alcuni attributi manifestano la colpa: così ad esempio l'uomo al centro del gruppo a testa in giù mostra appesi al mantello una borsa con denari e due chiavi, simbolo dell'attaccamento ai beni terreni fino all'ultimo, mentre quello a sinistra un dannato col capo coperto che è preso per i testicoli è un simbolo del peccato di lussuria.
Isolato (a sinistra nell'immagine) si trova un dannato seduto che si copre il volto mentre i diavoli lo trascinano in basso. Egli è probabilmente un emblema della disperazione. Un serpente mostruoso lo morde, simbolo del rimorso. Accanto ad esso, un demonio appena visibile è fatto in forma di vapore.
In questa zona si arrivano a contare ventisei figure.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona sottostante al centro
Sotto la figura del Cristo giudice si vedono undici angeli che, composti in uno spazio per lo più ovale, annunciano la fine dei tempi, risvegliando i morti con le trombe dell'Apocalisse e mostrando all'umanità che si risveglia i libri profetici delle Sacre Scritture che si avverano oppure i libri in cui sta scritta la vita passata di ognuno.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona sottostante a sinistra
Questa zona è occupata da un gruppo di eletti che ascendono verso le schiere dei santi. Alcuni volano, altri sembrano sospinti o rapiti da una forza incontrollabile, altri ancora sono aiutati da angeli e altri beati in vari modi: trascinati in volo, spinti, caricati, tirati per le braccia, issati con corde. Uno dei due personaggi tirato con le corde è di colore.
In questa zona sono contabili trenta figure.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona centrale a destra
Il gruppo di destra è composto da martiri, confessori e altri beati, con una preponderanza di figure maschili.
In questo gruppo si contano almeno ottanta personaggi.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona centrale
E' questo il fulcro dell'intera composizione. La figura del Cristo giudice con accanto la Vergine, rappresentato in un nimbo al centro di una folla di apostoli, profeti, patriarchi, sibille, eroine dell'Antico Testamento, martiri, vergini e santi che tutt'intorno formano una doppia e turbinosa corona di corpi.
In posizione predominante, ai piedi di Cristo, si trovano san Lorenzo (con la graticola) e san Bartolomeo, forse in relazione al fatto che la cappella, oltre che all'Assunta, era dedicata anche a loro due. Bartolomeo in particolare, riconoscibile dal coltello, tiene in mano l'attributo della sua pelle, nel quale si è riconosciuto un autoritratto dell'artista. Il volto di Bartolomeo invece è stato indicato come un possibile ritratto di Pietro Aretino, nemico giurato del Buonarroti che tanto aveva detto male di lui per punirlo di non averlo accettato quale consulente nella realizzazione del Giudizio.
Nella zona sono contabili 53 teste, più la pelle di Bartolomeo.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - zona centrale a sinistra
In questa zona sono collocati i martiri, confessori della Chiesa, vergini e altri beati con una preponderanza di figure femminili.
In tutto si possono contare in questa sezione cinquanta teste.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - lunetta di destra
Nella lunetta destra alcuni angeli tentano di innalzare la colonna della flagellazione, librando nel cielo solcato da qualche nube in pose da acrobati, dinamicamente intrecciate, con un andamento simmetrico a quello della lunetta opposta.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti - lunetta di sinistra
Le due lunette superiori sono occupate da un altrettanti gruppi angelici che recano i simboli della Passione di Cristo.
La lunetta di sinistra mostra il tradizionale motivo dell'innalzamento della Croce al cospetto di Cristo giudice, risolto come un groviglio di corpi atletici travolti da un'impetuosa bufera.
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Il Giudizio Universale - Michelangelo Buonarroti
Il Giudizio Universale è un affresco (13,7 x 12,2 m) di Michelangelo Buonarroti, realizzato tra il 1536 e il 1541 per decorare la parete dietro l'altare della Cappella Sistina (Musei Vaticani).
Il Giudizio è divisibile, per comodità di trattazione, in dieci zone fondamentali:
- gli angeli con gli strumenti della Passione in alto nelle lunette
- il Cristo e la Vergine attorniati a destra e sinistra da martiri e santi
- la fascia sottostante con al centro gli angeli con le trombe, la salita degli eletti, a sinistra e la cacciata dei dannati a destra.
- il risveglio dei morti, in basso a sinistra e l'inferno in basso a destra.
In tutto si contano più di quattrocento figure.
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