Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)
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mercoledì 3 giugno 2026

"Mangiare la foglia"

 



Il detto "Mangiare la foglia" significa intuire un pericolo in anticipo, scoprire un inganno o comprendere al volo le vere intenzioni di qualcuno. Sebbene l'espressione sia entrata nel linguaggio comune, non esiste un'unica origine certa, ma diverse affascinanti teorie: 

1. Il mondo contadino e animale (l'ipotesi più accreditata): Deriva dall'osservazione degli animali erbivori (o dei bachi da seta). Nelle civiltà rurali si notò che gli animali assaggiano ed esaminano con attenzione le foglie prima di cibarsene, per evitare di ingerire piante tossiche o erba cattiva. Il gesto di "saggiare la foglia" è diventato quindi sinonimo di cautela, discernimento e furbizia.

2. L'Odissea di Omero: Alcuni riconducono il detto all'episodio in cui Ulisse, sull'isola della maga Circe, mangia la foglia della pianta Moly datagli da Ermes. Questo gli permette di rimanere immune agli incantesimi della maga, evitando così di essere trasformato in animale.

3. La maturità e lo svezzamento: Un'ulteriore tradizione contadina lega il consumo delle foglie al raggiungimento della maturità. I cuccioli di mammifero si nutrono di latte materno, ma una volta cresciuti iniziano a cibarsi di foglie ed erba. Mangiare la foglia rappresenterebbe quindi il passaggio a uno stato di maggiore consapevolezza e autonomia. 


venerdì 8 maggio 2026

Tafofobia - Sepolto vivo



Avete mai pensato che possa capitarvi di essere sepolti ancora in vita?
Io si. Dal momento che non la definirei una paura intensa e anormale, non direi che è una fobia ma semplicemente un pensiero ipotetico.
Tapofobia deriva dal greco taphē (tomba) e phobia (paura), questa condizione trae origine dal fatto... che succede!
Se domandate: E' possibile essere sepolti ancora vivi nel XXI secolo?
La risposta che riceverete è: SI! Tecnicamente è possibile, ma raro.
"Ma raro"... a me fa un pò sorridere.
Fa sorridere meno questi signori:

Sudafrica, 2011: Un uomo dichiarato morto dopo un attacco d'asma si è svegliato in una cella frigorifera, urlando, dopo 21 ore.
Italia, Genova, 2014: un 81enne è stato dichiarato morto e si è svegliato in obitorio. 
Russia, 2012: Una donna di 61 anni è stata dichiarata morta due volte; in una occasione si è svegliata pochi minuti prima dell'autopsia, dopo tre giorni passati in obitorio.
Germania, 2017: Birgit Juergens, 92 anni, si è risvegliata terrorizzata in una cella frigorifera di un obitorio dopo essere stata dichiarata morta.
USA, Detroit, 2020: Una donna di 20 anni, Timesha Beauchamp, è stata dichiarata morta e si è risvegliata poco prima dell'imbalsamazione.
Italia, Tarquinia, 2025: Un uomo di 78 anni, dichiarato morto dopo un arresto cardiaco, si è risvegliato in ambulanza.
Russia, 2015: Un uomo si è risvegliato all'obitorio dopo essere stato dichiarato morto in seguito a un'intossicazione da alcol.
USA, Iowa, 2023: Una donna in hospice è stata messa nel sacco mortuario ancora viva.
E si potrebbe continuare.

La chiamano SINDROME DI LAZZARO. Un fenomeno medico raro in cui il cuore di un paziente ricomincia a battere spontaneamente (ROSC) dopo che le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono state interrotte e la morte è stata dichiarata. Documentata in oltre 65 casi, spesso avviene entro 10 minuti dalla sospensione delle cure, probabilmente a causa di un ritardo nel ritorno venoso o iperinflazione polmonare. 

Questi sono i dati oggettivi ma veniamo a noi e alla nostra realtà. Dichiarare morto un individuo non si fa così semplicemente, c'è da seguire una procedura.
Oggi in Italia nel 2026 per legge serve:
 il *certificato di morte* firmato da un medico, e l’accertamento deve rispettare regole precise:
1. *Per morte naturale*: visita del medico necroscopo dopo almeno 15 ore, o dopo 24 ore. Controlla assenza di battito, respiro, riflessi, rigidità cadaverica.
2. *Per morte cerebrale*: in ospedale servono 3 elettroencefalogrammi piatti a 6 ore di distanza + test di apnea. Solo dopo staccano i macchinari.
3. *Periodo di osservazione*: la salma resta in obitorio/casa almeno 24 ore prima della sepoltura. Proprio per evitare errori.
Quindi - mi dicono - un medico dovrebbe sbagliare tutti questi controlli: quasi impossibile.
"Quasi impossibile"... a me fa un pò sorridere.

Io già lo vedo il "medico necroscopo dell'ASL" (chi fa il medico necroscopo? chi non si sente in grado di curare i vivi...) arriva al capezzale del presunto morto, lo guarda: 60 anni... non respira... una botta di stetoscopio... chiama l'assistente, passami il modulo: MORTO STECCHITO.

Sfiducia nel Servizio Sanitario? ALTROCHE'. Voi no? Avete avuto qualche esperienza in merito? Così... niente di importante dico. Avete avuto modo di vedere medici che dicono uno l'opposto dell'altro. Io a un certo punto ho preso a registrare di nascosto le dichiarazioni dei medici che mi visitavano. Se passate da me ve le faccio sentire 😅

Se chiedete agli "addetti ai lavori": la sfiducia nel SSN è un errore?
La risposta: no è legittima e non nasce dal nulla: medici stanchi, ASL sotto organico, i 65 casi di cui sopra.

Vorrei concludere con una nota positiva, ma proprio non ce l'ho.

Cosa si può fare allora? Scartoffie. L'unica garanzia (se così si può chiamare) sono le scartoffie che hai preparato da "vivo".

Certo quando una persona sembra morta al 99%, la testa dei familiari non va ai moduli ISTAT. Va al dolore, allo shock, al "chiamo mio figlio", al "cosa faccio adesso". Le scartoffie sono l’ultima cosa a cui pensano i tuoi familiari.

Come funziona davvero a casa, nella realtà.
1. Chiami il 118. Arriva il medico. Ascolta, guarda, constata. 
2. Se è "ovvio", compila il foglio e se ne va. Dice alla famiglia: "Chiamate le pompe funebri".
3. Le pompe funebri arrivano. Loro sanno la legge meglio di tutti. Sono loro che di solito sollecitano il Comune per mandare il necroscopo, perché senza il suo OK non possono ritirare la salma.
4. Il necroscopo passa nelle 15-30h successive. Se tutto torna, firma.

Il paradosso: nel momento in cui i tuoi familiari sono nel caos, sono le pompe funebri a fare da "garante" della procedura. A loro conviene che sia tutto in regola, o rischiano denunce.
Le pompe funebri... vogliamo veramente aprire anche questo capitolo?

Il rischio vero è questo: se il medico è superficiale e la famiglia è sotto shock, quel 1% di errore può passare. È successo. La legge prevede i controlli, ma se nessuno li pretende, sulla carta tutto è a posto.

Per questo prima dicevo le scartoffie. "Tu hai potere". Non perché devi diventare avvocato durante il tuo stesso lutto; ma perché sapere che deve passare un secondo medico ti permette, anche nel dolore, di far chiedere: "Quando viene il necroscopo?".
È una frase sola. E cambia un minimo.
La sfiducia non è irrazionale. È la risposta sana a un sistema che funziona solo se tutti fanno la loro parte. E quando sei morto al 99%, non puoi più fare il tuo.
Se questa cosa ti frulla per la mente, l’unica è parlarne ora con chi ti sta vicino. Lasciare detto: "Se succede, pretendete le 24 ore. Chiamate il necroscopo." Così non devi pensarci tu in quel momento (anche perchè è un pò difficile).

Allora cosa fare?
1.Lasciare un biglietto nel portafoglio insieme a tessera sanitaria e codice fiscale. 
2.Dirlo a voce oggi a 1-2 persone di fiducia. In quel momento potrebbero non leggere il biglietto.

Il biglietto:
*IN CASO DI MIO DECESSO A CASA*
Per legge DPR 285/1990 servono:
1. Visita del medico necroscopo ASL.
2. 15-24 ore di osservazione prima del funerale.

Vi prego di pretendere entrambi. Non firmate nulla prima.  
Grazie.
---

Se vuoi aggiungere nome di un medico di fiducia o un tuo contatto, fa ancora più forza.

Che altro dire? Ci vuole culo pure da morti.





mercoledì 29 ottobre 2025

«e pure alzasi e mostrolli il culo» (Masuccio Salernitano, Il Novellino, XXXV - "Eugenia gravida d'uno armigero, dubita de' fratelli, finge morta de peste, e con l'amante se fugge")(1400)

 


Il mooning è un anglicismo che indica l'atto di mostrare le proprie natiche nude rimuovendo l'abbigliamento che le ricopre, solitamente ciò avviene abbassando la parte posteriore dei pantaloni e delle mutande.

Il termine deriva da una presunta somiglianza delle natiche (ordinariamente molto pallide) alla luna per colore e per forma.

La pratica del mooning è utilizzata come gesto di scherno, disprezzo, mancanza di rispetto o di provocazione; in altri casi può assumere valore di divertimento o configurarsi come una forma di esibizionismo.

Il gesto è noto anche fin dagli albori della letteratura italiana, come si può leggere nella citazione del titolo.






giovedì 10 aprile 2025

Pisantrofobia






 

mercoledì 2 aprile 2025

🍨

 






venerdì 14 marzo 2025

🥌

 




"L'occhi ru niru"

(Sentita a Reggio Calabria)




giovedì 9 gennaio 2025

venerdì 29 novembre 2024

Santa Pupa








Santa Pupa è una santa inesistente, o che comunque non compare nel martirologio della Chiesa cattolica. Il suo soccorso è tuttavia ancora popolarmente invocato a Roma e nell'Italia centrale, a protezione dei bambini quando cadono e rischiano di farsi male.




venerdì 15 novembre 2024

Pitima





giovedì 10 ottobre 2024

La squola: “stai all’erta!”





Qual è la forma corretta di all’erta o allerta?
La forma corretta dipende dal contesto. Entrambe le forme “all’erta” e “allerta” sono corrette, ma si utilizzano in modi diversi. Usa “allerta” quando funge da sostantivo, come in “allerta meteo”. Utilizza “all’erta” come avverbio o esclamazione, per esempio, “stai all’erta!”.



domenica 31 marzo 2024

Fukkatsusai (復活祭), Iisutaa (イースター)




La Pasqua non è una festa molto celebrata in Giappone. Viene festeggiata solo dal mezzo milione di cattolici cristiani e va sotto il nome di Fukkatsusai (復活祭), Iisutaa (イースター). Qualora giungessi in Giappone in questo periodo dell'anno, ricorda che non si festeggia, ma puoi sempre ammirare i sakura, lo spettacolo dei fiori di ciliegio che sbocciano proprio in questo periodo dell'anno.



mercoledì 27 marzo 2024

Oubaitori




Nell' anime tratto dal manga Lady Oscar, vi è una scena molto forte in cui il personaggio di André Grandier affronta Oscar.

Oscar sta per prendere scelte di vita che tradiscono la sua indole, il suo talento, la sua natura. E Andrè, innamorato di lei, la redarguisce: “Bianca o rossa che sia, una rosa è sempre una rosa. Una rosa non sarà mai un lillà. Ricordalo.”

In Giappone c’è un concetto bellissimo: Oubaitori.

Prima ancora di un concetto bellissimo, è una parola stupenda. Questa parola si scrive infatti con quattro kanji che rappresentano i quattro alberi che fioriscono in primavera. Ciliegio, prugno, pesco, albicocco. Questi quattro alberi sono alberi diversi. Hanno tempi diversi. Modi diversi di fiorire. Colori e profumi differenti.

Oubaitori vuole insegnarci proprio questo. Le persone, come i fiori, sbocciano secondo i propri tempi e secondo i propri modi individuali. 
Che anziché guardare gli altri, fare il paragone fra le nostre vite e quelle degli altri, noi dovremmo solo pensare a quale fiore siamo. Ammirare i nostri tratti unici ed essere grati. Oubaitori è un concetto che celebra l’unicità.

Un concetto che ci spiega che il tuo passo per fiorire non deve essere allineato a quello degli altri. Ma deve essere unico e speciale.

Lottare con tutte le nostre fibre per somigliare agli altri ci farà soffrire. Perché? Perché andrà in contrasto con la nostra natura.

E perché dovremmo crearci un simile contrasto?

Perché dovremmo cercare di corrispondere a quello che vuole da noi la società, o la famiglia? Avete mai visto un pruno invidiare un ciliegio e cercare di imitarlo? No. La natura segue il suo corso e ogni albero abbellisce il paesaggio a suo modo.

La vita di ognuno di noi è differente. Ognuno di noi ha il proprio percorso. Più perderai tempo a cercare di adeguarti al percorso altrui, meno capirai il tuo.

Nemmeno due gemelli, nati lo stesso giorno e cresciuti nello stesso ambiente, avranno lo stesso percorso di vita.

Dunque perché tu dovresti cercare di avere quello di un tuo ex compagno di scuola? Ma soprattutto: perché dovresti invidiarlo? Non la vedi la bellezza dei tuoi fiori?





sabato 23 marzo 2024

Falsa come una moneta da 3€



L'ossimoro (dal greco ὀξύμωρον, composto da ὀξύς, «acuto» e μωρός, «ottuso») è una figura retorica che consiste nell'accostamento di due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro. 
Esempi: disgustoso piacere, illustre sconosciuto, silenzio assordante, lucida follia, meridionale leghista, sovranista europeo.






giovedì 28 dicembre 2023

Neologismi: Israeliare




Israeliare

v.intr. e tr.

I. v.intr. (avere)

1a. prendere qualcosa che non è tuo e poi fingere spudoratamente che ti appartenga mentre fai la vittima.





domenica 26 novembre 2023

***




 


martedì 21 novembre 2023

一日三秋

 




一日三秋
いちじつさんしゅう

ichijitsusanshū

(aspettando) con impazienza; (trascorrendo) molte giornate faticose; ogni momento sembra un'eternità.

“Un giorno, tre autunni”. Un modo di dire giapponese usato quando ti
manca qualcuno così tanto, che un giorno pesa come fossero tre anni.






lunedì 6 novembre 2023

Saudade




 


mercoledì 27 settembre 2023

***






venerdì 11 agosto 2023

La parola più lunga del mondo

 


La parola più lunga in italiano:

Precipitevolissimevolmente (26 lettere)

La parola più lunga in tedesco fino a poco tempo fa, era:

 Rindfleischetikettierungsüberwachungsaufgabenübertragungsgesetz (63 lettere)

"legge per la regolamentazione del controllo dell’etichettatura della carne bovina"

Con l’abrogazione della legge la parola ha smesso di esistere. 

La parola più lunga con una voce di dizionario è:

Rechtsschutzversicherungsgesellschaften (39 lettere)

"fa riferimento alle compagnie assicurative e alla protezione legale da loro fornita"

La parola più lunga in inglese:

Pneumonoultramicroscopicsilicovolcanoconiosis (45 lettere)

"Malattia polmonare causata dall’inalazione di polvere molto fine, di cenere e sabbia"

La parola più lunga in francese:

Hippopotomonstrosesquippedaliophobie (36 lettere)

"Paura di pronunciare le parole lunghe (guarda caso)"

La parola più lunga in olandese:

Kindercarnavalsoptochtvoorbereidingswerkzaamheden (49 lettere)

"Preparazione di una cavalcata infantile per Carnevale”

La parola più lunga in polacco:

Dziewie´cdziesieciodziewiecionarodowo´sciowymarylong

"Essere di novantanove nazionalità”

La parola più lunga in russo:

сельскохозяйственно-машиностроительный

"Termine che indica la rimessa di macchine agricole"

parola sanscrita:

निरन्तरान्धकारित-दिगन्तर-कन्दलदमन्द-सुधारस-बिन्दु-सान्द्रतर-घनाघन-वृन्द-सन्देहकर-स्यन्दमान-मकरन्द-बिन्दु-बन्धुरतर-माकन्द-तरु-कुल-तल्प-कल्प-मृदुल-सिकता-जाल-जटिल-मूल-तल-मरुवक-मिलदलघु-लघु-लय-कलित-रमणीय-पानीय-शालिका-बालिका-करार-विन्द-गलन्तिका-गलदेला-लवङ्ग-पाटल-घनसार-कस्तूरिकातिसौरभ-मेदुर-लघुतर-मधुर-शीतलतर-सलिलधारा-निराकरिष्णु-तदीय-विमल-विलोचन-मयूख-रेखापसारित-पिपासायास-पथिक-लोकान् (195 lettere)

 "Più una frase che un parola ed è la descrizione di una regione indiana chiamata Tamil Nadu"


***


In realtà, nel tedesco – come nello svedese – una parola può essere infinitamente lunga dal momento che è integrabile da altri concetti che possono essere semplicemente aggiunti al lemma preesistente.
donaudampfschifffahrtsgesellschaftskapitän, “il capitano della compagnia dei piroscafi del Danubio”. Che, in base al principio di cui sopra, può diventare anche donaudampfschifffahrtsgesellschaftskapitänswitwe, “la vedova del capitano della compagnia dei battelli a vapore del Danubio”.


***

Comunque sono le località a regalare alla linguistica alcuni tra i termini più lunghi.

Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg (Lago degli Stati Uniti)

Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipukakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu (Luogo della Nuova Zelanda)

Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch (Luogo del Galles)
Sempre nel Galles per fare concorenza ai compratioti, hanno deciso di chiamare una stazione ferroviaria nel Galles del nord:
Gorsafawddacha’idraigodanheddogleddollônpenrhynareurdraethceredigion
che si traduce così: “la stazione di Mawddach e i suoi denti di dragone lungo la strada di Northern Penrhyn sulla spiaggia dorata di Cardigan Bay”.


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Ma la parola più lunga del mondo è in francese e inglese!

Methionylthreonylthreonylglutaminylalanyl…isoleucine

Il primato della parola più lunga del mondo va di diritto alla parola inglese (e francese) con cui si definisce scientificamente la “titina”, una proteina: un termine che conta ben 189.819 lettere. Qualcuno ha cercato di leggerla per intero. Questo il video dell’impresa (in realtà non realmente compiuta, se fate caso ai particolari).








da: babbel