Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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venerdì 25 settembre 2026

"Iconologia" di Cesare Ripa




LUSSURIA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)


La donna seminuda rappresenta la natura carnale del vizio e l'atto di dissipare e distruggere non solo i beni spirituali, ma anche le proprie ricchezze materiali. Ha inoltre capelli ricci e acconciati in modo artificiale per indicare la vanità e l'inganno che attraggono verso il peccato. 
La figura siede sopra un coccodrillo, animale che secondo i complessi bestiari antichi ed egizi era considerato un simbolo di straordinaria fecondità e sfrenata passionalità.
Tra le mani la donna stringe e accarezza una pernice. Nella tradizione classica e medievale, questo uccello era ritenuto uno degli animali più lussuriosi e incontinenti in natura.



 

giovedì 24 settembre 2026

"Iconologia" di Cesare Ripa

 


IRA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)



mercoledì 23 settembre 2026

"Iconologia" di Cesare Ripa

 


GOLA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)


Questa figura si distingue per due caratteristiche anatomiche volutamente esasperate: Il collo eccezionalmente lungo modellato su quello di una gru. Questo attributo deriva dal mito classico di Filosseno Ericinio, un uomo talmente ghiotto da desiderare il collo di una gru per far durare il più a lungo possibile il piacere del cibo mentre scendeva nell'esofago. 

Il ventre prominente e rigonfio: simboleggia l'effetto diretto del vizio, ovvero l'atto di riempire lo stomaco solo per pura e smodata ingordigia. 

Nelle descrizioni testuali del Ripa, la donna indossa solitamente un abito color ruggine, metafora della ruggine che divora il ferro proprio come il goloso consuma rapidamente le proprie sostanze e ricchezze.




martedì 22 settembre 2026

"Iconologia" di Cesare Ripa




ACCIDIA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)


Una donna seduta su un piedistallo, in un atteggiamento di profonda stanchezza, noia o torpore. Sopra la figura si nota un cartiglio con il motto latino «TORPET INERS» ("giace inerte" o "intorpidito nell'inattività"). L'accidia viene rappresentata come una pigrizia spirituale e corporale, una paralisi della volontà che rifiuta ogni sforzo o lavoro operoso.





lunedì 21 settembre 2026

Il funerale del re Carlo VI di Francia

 


Il funerale del re Carlo VI di Francia (XV sec.)
da "Chronique" di Jean Chartier - Bibliothèque Nationale de France



La miniatura selezionata raffigura il corteo funebre di Carlo VI di Francia (noto come il Beneamato o il Folle), avvenuto nel 1422. Il corteo è raffigurato mentre lascia l'Hôtel Saint-Pol, la residenza reale parigina preferita dal sovrano, per dirigersi verso la cattedrale di Notre-Dame. Sullo sfondo si scorge il profilo della città di Parigi.

Sopra la bara coperta da un drappo azzurro seminato di gigli d'oro (simbolo della corona francese) è ben visibile una statua o effigie funebre in cera a grandezza naturale del re. Questa riproduzione vestiva gli abiti regali e i simboli del potere e serviva a rappresentare l'immortalità della dignità regia ("Il Re non muore mai"), mentre il vero corpo decomposto rimaneva protetto all'interno del feretro.

I dolenti e i portatori indossano lunghe vesti nere con cappucci calati. Le figure con le vesti rosse rappresentano invece i membri del Parlamento di Parigi, che mantenevano i propri abiti cerimoniali colorati proprio per simboleggiare la continuità della legge e dello Stato, che non si interrompevano con la morte fisica del monarca.






"Iconologia" di Cesare Ripa

 


AVARIZIA (1603)
da "Iconologia" di Cesare Ripa (1593)
(L'opera non riporta i nomi degli incisori o dei disegnatori)



L'avarizia viene raffigurata come una figura vecchia, magra e malinconica. Con la mano destra tiene stretta una borsa (un sacchetto di monete), che fissa intensamente, mentre con la sinistra si tocca il ventre gonfio e dolorante, simbolo dei disturbi fisici causati dalle privazioni e dall'ansia di perdere i propri beni. Accanto alla donna si trova un lupo estremamente magro. Nella tradizione iconografica di Ripa, il lupo rappresenta l'avidità insaziabile e la voracità, poiché è un animale che toglie agli altri con l'inganno e non è mai sazio di ciò che accumula.






mercoledì 16 settembre 2026

Chirurgia oftalmica medievale/moderna




Illustrazione proveniente da un Arzneibuch (libro di medicina) della Germania meridionale
(ca.1675)
Western Manuscripts, Wellcome Collection, Londra, WMS 990, pag. 83



La scena raffigura un intervento di chirurgia oftalmica medievale/moderna, nello specifico il trattamento di una fistola lacrimale eseguito su una monaca.







martedì 15 settembre 2026

La Caduta degli angeli ribelli

 


La Caduta degli angeli ribelli (det.)
da "Bible moralisée", realizzata a Bruges tra il 1455 e il 1460
Biblioteca Nazionale dell'Olanda a L'Aia (manoscritto MS 76 E 7, fol. 1r)



La scena mostra in modo vivido e dinamico la trasformazione degli angeli infedeli in creature demoniache mentre precipitano dal cielo verso l'abisso infernale. 
In alto gli angeli, ancora parzialmente vestiti con le loro candide tuniche bianche, iniziano a mutare assumendo volti scuri e grotteschi con corna e ali membranose da pipistrello.
Al centro durante la caduta libera nel cielo blu, i corpi completano la metamorfosi trasformandosi in demoni neri, grigi e marroni, dotati di artigli, code e ali arancioni.
In basso i ribelli ormai corrotti toccano il suolo roccioso e infernale, avvolti dalle prime lingue di fuoco della loro dannazione eterna.






Dante e Folchetto di Marsiglia

 


Unknown author - A (Folquet de Marseille) (XIII sec.)
BnF ms. 12473 fol. 46


s’io m’intuassi, come tu t’inmii

: :  Paradiso, Canto  IX, v. 81  : :



Verso criptico per un comune mortale come me. Tradotto in prosa contemporanea, il passaggio significa: "Se io potessi entrare dentro di te (comprendere a fondo i tuoi pensieri), così come tu entri dentro di me".

Dante rivolge queste parole a Folchetto di Marsiglia, uno spirito beato del Cielo di Venere. Nella dimensione celeste del Paradiso, le anime leggono direttamente nella mente di Dio e conoscono già i pensieri, i desideri e i bisogni del poeta prima ancora che lui li esprima a voce. Dante esprime il desiderio umano di poter fare lo stesso: godere di una capacità di comprensione reciproca immediata e totale.

Per esprimere questo concetto astratto e spirituale, Dante compie uno straordinario sforzo linguistico creando due verbi pronominali inediti (i cosiddetti "neologismi danteschi" o "verbi in un-"): 
Intuarsi (in-tu-arsi): letteralmente "immedesimarsi in te", penetrare nel tuo "tu".
Inmiarsi (in-mi-arsi): letteralmente "immedesimarsi in me", penetrare nel mio "io".
Oggi questi versi sono considerati una delle più alte, precoci e poetiche definizioni di empatia assoluta e di fusione intellettuale ed emotiva tra due esseri umani.





venerdì 11 settembre 2026

Il "Totentanz" di Heidelberg

 


La pagina dedicata al Papa 
da "Totentanz" (Danza macabra) di Heidelberg
Libro xilografato del XV secolo (circa 1455-1458)
Biblioteca dell'Università di Heidelberg


I versi scritti in alto e in basso in alto tedesco antico contengono il fitto dialogo e lo scambio di battute drammatico tra lo scheletro e il pontefice. La Morte esorta il papa a scendere in pista, mentre quest'ultimo riconosce con rassegnazione che nemmeno la corona più alta del mondo può risparmiargli il fatidico passo d'addio. 

Questo volume appartiene alla categoria dei blockbooks (o libri xilografici), prodotti artigianali realizzati in Germania prima che la stampa a caratteri mobili di Gutenberg si diffondesse su larga scala. In questa tecnica, un intero blocco di legno veniva intagliato a mano per contenere in un'unica matrice sia l'illustrazione che il testo, rendendo l'artigiano e l'intagliatore gli effettivi "creatori" fisici dell'opera, i cui nomi sono però andati perduti nel tempo.






domenica 6 settembre 2026

Apocalypse flamande




Illuminazione che illustra i passi biblici legati ai
Cavalieri dell'Apocalisse e alla devastazione finale del mondo
da "Apocalisse Fiamminga" (Flemish Apocalypse o Apocalypse flamande), Fiandre (1400-10)
Bibliothèque nationale de France, Ms. Néerlandais 3, f. 7r., Parigi






martedì 1 settembre 2026

Il re Kay Kāvus sul suo trono volante

 


Il re Kay Kāvus sul suo trono volante
da "Shahnameh" (Il Libro dei Re) del poeta Ferdowsi (1674)
Princeton University Library (segnato come Princeton Ms. 58 G, Folio 78, verso)


Secondo il mito, il re Kay Kāvus si fece costruire un trono speciale munito di quattro pali verticali ai quali erano appesi grossi pezzi di carne. Sotto di essi vennero legati quattro aquile affamate addestrate. Nel tentativo di raggiungere il cibo, i volatili sollevavano in volo il sovrano verso i cieli.






lunedì 31 agosto 2026

Il funerale di Anna di Bretagna, regina di Francia




Le esequie o il compianto di Anna di Bretagna, regina di Francia

Jean Bourdichon
- Illustrazione da "Récit des funérailles d'Anne de Bretagne" di Pierre Choque (1515)
British Library, Londra (Stowe 584)






sabato 29 agosto 2026

"The Pilgrimage of the Life of Man"




Streghe in combutta col demonio
da "The Pilgrimage of the Life of Man" (secondo quarto del XV sec.)
British Library, Cotton MS Tiberius A VII/1, f. 70r






lunedì 24 agosto 2026

Le Kalendrier des bergiers

 


da "Le Kalendrier des bergiers"
Printer: Guy Marchant (Paris)(1493)
Bibliothèque nationale de France (BnF)






sabato 22 agosto 2026

Roman de la rose

 


Un monaco dall'aria imbarazzata porge un pene di dimensioni spropositate a una suora sconcertata

da "Roman de la rose" (XIV sec.)
Bibliothèque Nationale de France, Ms. Fr. 25526







giovedì 20 agosto 2026

La Bocca dell'Inferno

 



La Bocca dell'Inferno
BNF, manoscritto illuminato (1490-1500)






giovedì 6 agosto 2026

Satana affligge Giobbe con piaghe maligne



Satana affligge Giobbe con piaghe maligne

Si tratta di una miniatura contenuta in un manoscritto miniato risalente al XII secolo. Il personaggio seduto sulla montagna di cenere è il biblico Giobbe. Il demone alato e incatenato alla sua sinistra soffia la pestilenza direttamente sul suo corpo, causandogli le simmetriche pustole rosse che rappresentano le terribili piaghe menzionate nel racconto biblico. Nel medaglione circolare in alto a destra è visibile la figura del profeta Elia (indicato dalla scritta "helias"). Questo prezioso documento storico è conservato presso la biblioteca dell'Università di Glasgow, University of Glasgow Library, Archives & Special Collections.


Sintesi del racconto
Il libro si apre con una specie di scommessa nel consiglio celeste: Dio elogia la straordinaria pietà, devozione e integrità di Giobbe, un uomo ricchissimo, giusto e timorato.
Satana (l'accusatore) ribatte che la fede di Giobbe è dettata solo dall'interesse per i beni e la protezione ricevuti. 
Dio decide allora di mettere alla prova il servo, permettendo al demonio di agire entro limiti ben precisi.
La prima prova: A Giobbe vengono tolti in un colpo solo tutti i beni materiali, il bestiame e persino i figli, morti nel crollo della loro casa. Nonostante l'immenso dolore, Giobbe non maledice Dio e pronuncia la celebre frase: "Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore".
La seconda prova (il momento dell'immagine): Satana insiste che un uomo è pronto a cedere se colpito direttamente nel corpo e nella salute. Dio concede un'estensione del potere a Satana, con l'unico divieto assoluto di non ucciderlo. Come recita il passo biblico, Satana esce e colpisce Giobbe con una "ulcera maligna" (pustole, piaghe e ascessi dolorosi) dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Ridotto a un reietto, Giobbe si siede in mezzo alla cenere e usa un coccio di terracotta per grattarsi le piaghe tormentate dai parassiti. Anche di fronte alla moglie che lo esorta a "maledire Dio e morire" per porre fine allo strazio, Giobbe rifiuta di peccare e risponde: "Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?".

Il racconto prosegue poi con l'arrivo di tre amici che siedono con lui in silenzio per sette giorni davanti a una sofferenza indicibile, aprendo un lungo dibattito teologico sul perché i giusti soffrano, che troverà risposta solo nell'intervento finale di Dio e nella restaurazione di tutti i beni di Giobbe.




giovedì 30 luglio 2026

La Bocca dell'inferno

 


La Bocca dell'inferno
Una delle 15 incisioni didattiche incluse in un catechismo francese pubblicato nel 1647






domenica 26 luglio 2026

Il corteo funebre del re Carlo VI di Francia

 


Il corteo funebre del re Carlo VI di Francia
Dal manoscritto "Français 2691", noto anche come "Chronique de Charles VII" di Jean Chartier
Bibliothèque Nationale de France, Département des Manuscrits, Français 2691, folio 1r