Rosso Fiorentino - Allegoria macabra (1517)
Sanguigna su carta - 31,9×50,1 cm - Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, Firenze
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Il carattere grottesco della rappresentazione, oltre che confermare la pratica dello studio anatomico dei cadaveri che in quegli anni iniziava a diffondersi anche a Firenze, avvalora anche l'episodio vasariano secondo cui il Rosso fosse solito disegnare figure "diaboliche", che tanto spaventarono Leonardo Buonafede, al punto da fargli rinunciare alla pala che aveva commissionato al pittore.
La scena, di difficile interpretazione, mostra uno scheletro alato al centro, probabilmente un'allegoria della morte, che mostra un libro aperto e conversa con un personaggio nudo e cadavericamente magro. Ai suoi piedi si trova uno scheletro sdraiato, attorno al quale una serie di figure si dispera, secondo l'iconografia del Compianto sul Cristo morto: a questi ultimi sembra diretto il gesto della morte, che mostrando ciò che è scritto (cioè inevitabile, ovvero la morte) rende vana la loro disperazione.
A destra invece si assiepa un gruppo di figure, anziane e smunte, tra cui un vecchio barbuto che si appoggia a una lapide su cui si trova un'iscrizione. Ai lati infine si trovano due figure di "scorticati", uno di spalle e uno frontale col braccio destro disteso, che sembrano introdurre l'intera scena allo spettatore.
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