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martedì 20 marzo 2018
giovedì 18 maggio 2017
Italo Svevo
"La malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione."
: : Italo Svevo, La coscienza di Zeno : :
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lunedì 20 febbraio 2017
Italo Svevo
"A tutti a questo mondo sarebbe spettato il diritto di passare ogni giorno
un paio d'ore su una poltrona tanto comoda,
in faccia ad una bottiglia di liquore buono, di quello che non fa male."
: : Italo Svevo, La coscienza di Zeno : :
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lunedì 9 maggio 2016
Italo Svevo
"Strano come sono malcontento di me, di te, di tutti."
: : Italo Svevo, dal Diario per la fidanzata, 14 gennaio : :
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giovedì 24 luglio 2014
Italo Svevo/Vincent van Gogh
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| Irises, Vincent van Gogh 1890 |
da “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo
“Scriva! Scriva! Vedrà come arriverà a vedersi dentro!”
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lunedì 12 maggio 2014
Italo Svevo (Aron Hector Schmitz)[scrittore e drammaturgo italiano, 1861-1928]
da: La coscienza di Zeno di I.Svevo
[...] perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.
immagine: Henri Matisse - Cyclamen Pourpre (1911-12)
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giovedì 5 dicembre 2013
Italo Svevo / Jacques-Henri Lartigue
Jacques-Henri Lartigue - Renée Perle, Paris, ca. 1933
Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia.
♥
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mercoledì 9 ottobre 2013
Italo Svevo
A una data età nessuno di noi è quello a cui madre natura lo destinava; ci si ritrova con un carattere curvo come la pianta che avrebbe voluto seguire la direzione che segnalava la radice, ma che deviò per farsi strada attraverso pietre che le chiudevano il passaggio.
immagine: Béatrice Lechtanski - White flowers
venerdì 29 marzo 2013
Italo Svevo
da "Diario per la fidanzata" di Italo Svevo
6 Gennaio - 8 pom.
Come la mia cotta va aumentando e come è una cotta differente da tutte quelle che la precedettero. Più m’istupidisco (perdonami, Livia, se continuo ad usare questo verbo che la prammatica vuole) e più lieto, sereno, laborioso divengo. Poco fa per un bisogno istintivo di sentire la tua voce in quest’ora in cui sempre la sento ti chiamai al telefono e nell’oscurità sorrisi a te, alla tua voce, al vestito lilà che oggi indossi e che somiglia alla tua voce, alla tua faccia che veramente è di un altro colore. E il bello si è che mi sento caldo al cuore anche quando non ti sono vicino. Ti sento ben mia anche nella lontananza e mi scende nell’anima la grande tranquillità che questo vigliacco mondo borghese m’accorda. Io ti conquisto ora ma esso ci penserà di legarti a me con nodi indissolubili e farà bene. Oh! buona e cara borghesia! Nella gioia di saperti tanto mia, definitivamente mia dovetti fare qualche cosa e mi misi a fumare non appena abbandonato il telefono.
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martedì 25 ottobre 2011
Italo Svevo
E’ un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.
da La coscienza di Zeno di Italo Svevo
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mercoledì 5 maggio 2010
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