Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)
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venerdì 25 settembre 2026

Félix Vallotton [Swiss-born French Nabi Painter, 1865-1925]




Félix Vallotton
- Femme faisant une réussite (Chambre verte)(1912)




Nelle accademie d'arte tradizionali dell'Ottocento, il nudo femminile veniva quasi sempre idealizzato. Le donne nude erano rappresentate come dee mitologiche (come Venere), ninfe nei boschi o figure allegoriche. Vallotton, invece, compie una scelta radicale che all'epoca spiazzò il pubblico e la critica: spoglia il nudo da qualsiasi pretesto mitologico o erotico, inserendolo nella realtà domestica più ordinaria e solitaria.





martedì 15 settembre 2026

Dare la precedenza ai bacarozzi che rotolano palle di merda






Il cartello si trova all'interno del Parco nazionale degli elefanti di Addo in Sudafrica ed è un segnale stradale di pericolo che indica l'attraversamento di scarabei stercorari. 
E' relativo al raro scarabeo stercorario senza ali (Circellium bacchus), una specie endemica del Sudafrica che dipende fortemente dagli escrementi dei grandi mammiferi, in particolare degli elefanti. 
Il cartello avverte gli automobilisti di rallentare e prestare massima attenzione per non schiacciare questi insetti mentre spingono le loro palline di sterco lungo la carreggiata.

Mi domando se si trova sullo stesso pianeta dove si sta facendo impunemente strage di bambini.













 

venerdì 28 agosto 2026

L'Occhio dei Naga

 


L'Occhio dei Naga

La formazione rocciosa conosciuta come "Naga's Eye"è una straordinaria meraviglia naturale situata nel Parco Nazionale di Phu Langka, nella provincia di Bueng Kan, in Thailandia.
Il fenomeno si manifesta principalmente durante la stagione delle piogge: l'acqua accumulata all'interno di una cavità circolare nella roccia arenaria, unita al riflesso della luce solare, crea la perfetta e suggestiva illusione ottica di una gigantesca pupilla che scruta il cielo.
La cavità si trova lungo il sentiero che conduce alla celebre Grotta di Naka (o Naga Cave). Questa zona è geologicamente unica: le pareti rocciose circostanti presentano profonde fessure simmetriche (chiamate in geologia sun cracks, causate da escursioni termiche millenarie) che imitano in modo sbalorditivo le squame testurizzate di un enorme serpente. Nelle vicinanze si trovano anche formazioni che ricordano la testa e le spire sinuose di un rettile.
L'effetto "squame" è il risultato della naturale erosione della pietra arenaria sottoposta a cicli continui di caldo e freddo nell'arco di milioni di anni. L'occhio stesso è una conca naturale modellata dagli agenti atmosferici.
Nella cultura buddista e del sud-est asiatico, i Naga sono divinità serpentine semidivine che proteggono le acque e i tesori della terra. Secondo il folklore locale, la grotta racchiude il corpo pietrificato di Pu Aue Lue, un re dei Naga mitologico che fu maledetto e trasformato in pietra, condannato a rimanere intrappolato nella montagna.






sabato 22 agosto 2026

La targa commemorativa sulla cripta di Marilyn Monroe




La targa commemorativa sulla cripta di Marilyn Monroe



La prima targa commemorativa fu installata durante i funerali dell'attrice nell'agosto del 1962.

A causa dell'incredibile afflusso di fan che toccano continuamente il bronzo, lo baciano (lasciando tracce di rossetto) e strofinano le lettere con le mani, il metallo si ossida, si scurisce e si consuma rapidamente. L'amministrazione del cimitero Pierce Brothers Westwood Village è costretta a sostituirlo ogni pochi anni.

Le targhe originali rimosse non vengono gettate via. Di tanto in tanto, riemergono in importanti aste di Hollywood. Ad esempio, una targa rimossa da una cripta negli anni '70 è stata venduta da Julien's Auctions per la cifra record di 212.500 dollari, e un'altra della metà degli anni '90 è stata battuta all'asta da Heritage Auctions.


 



mercoledì 19 agosto 2026

Cranio fuso di due gemelli congiunti

 


Cranio fuso di due gemelli congiunti (cefalopagi/craniopagi)
Mütter Museum, Filadelfia

Si tratta di un rarissimo reperto anatomico del XIX secolo che testimonia una grave
anomalia dello sviluppo embrionale, in cui i due gemelli non sono riusciti a
separarsi completamente a livello della testa, condividendo parte della struttura cranica. 





lunedì 17 agosto 2026

Le scogliere di Trælanípa e il lago Sørvágsvatn

 


La foto mostra le imponenti scogliere di Trælanípa e il celebre lago Sørvágsvatn (noto anche come Leitisvatn) sull'isola di Vágar, nell'arcipelago delle Isole Fær Øer. Il lago sembra fluttuare a centinaia di metri di altezza sopra l'Oceano Atlantico, ma in realtà si trova a soli 30-40 metri sopra il livello del mare. L'effetto "sospeso" è dovuto a una prospettiva e a un'inclinazione uniche della scogliera.




domenica 16 agosto 2026

Le Cascate di Monte Gelato






Il complesso di Monte Gelato, con la torre medievale, l’antico mulino ad acqua e le cascate lungo il Fiume Treja è uno dei luoghi più noti del Parco Valle del Treja.
La suggestione delle cascate e la natura lussureggiante che lo circonda hanno reso il Treja uno degli scenari più amati da registi e fotografi in cerca di atmosfere idilliache.




Il primo incontro con la macchina da presa fu subito importante: nel 1950 Roberto Rossellini scelse le Cascate di Monte Gelato come set per le riprese di “Francesco, giullare di Dio”, ambientandovi alcuni momenti del viaggio dei frati verso Roma. Da allora, il cinema non ha più abbandonato queste zone e si conta siano più di cento i film girati alle cascate e lungo il fiume Treja.




L’origine delle cascate di Monte Gelato è da ricondurre alla presenza in questo luogo di strati sovrapposti di rocce vulcaniche di diverso tipo. Nel corso dei millenni, l’incessante scorrere delle acque del Treja ha scavato più profondamente le rocce meno resistenti e poco le più dure determinando il salto che forma le cascate.




Nel tempo però, alla natura si è unito l’intervento dell’uomo che ha sfruttato il luogo sia per utilizzare l’energia delle acque che per cavarne blocchi di pietra da usare per le costruzioni. Il risultato è ciò che vediamo oggi: il corso del fiume che si suddivide in diversi rami che si intrecciano con salti e cascatelle a circondare la cascata principale.




Nessuna raggiunge una grande altezza, ma l’ampio fronte della più grande, il bacino di acqua sottostante e la ricchezza della vegetazione rendono l’insieme straordinariamente scenografico e il luogo uno dei più suggestivi del territorio.




Alcuni film con scene della cascata:
- Per qualche dollaro in più (1965): Il capolavoro spaghetti-western del regista Sergio Leone.
- Don Chisciotte (1992): L'iconica e tormentata opera firmata dal maestro Orson Welles.
- Storia di una capinera (1993): Il dramma in costume diretto dal regista Franco Zeffirelli.
- Lo chiamavano Trinità... (1970): Il famosissimo film con Bud Spencer e Terence Hill.
- Superfantozzi (1986): Con Paolo Villaggio; le cascate fanno da sfondo ad alcune delle catastrofiche peripezie storiche del protagonista.
- Per grazia ricevuta (1971): Diretto e interpretato dal grande Nino Manfredi.
- Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972): Famosissimo esponente della commedia sexy all'italiana ("decamerotico"), dove i protagonisti fanno un picnic proprio lungo il Treja.
- Zucchero, miele e peperoncino (1980): Commedia a episodi tipica degli anni Ottanta.




Un aneddoto simpatico legato al cinema e alle Cascate di Monte Gelato riguarda le riprese di “Lo chiamavano Trinità...”.
Nelle scene in cui Trinità (Terence Hill) e Bambino (Bud Spencer) si trovano all'accampamento vicino al fiume, il set era costantemente preso d'assalto da un "nemico" decisamente inaspettato: le mucche al pascolo. La Valle del Treja era (ed è tuttora) un'area rurale. Durante i ciak più intensi, le mucche della zona ignoravano completamente le cineprese e irrompevano nel bel mezzo della scena per abbeverarsi nel fiume o per brucare l'erba intorno ai costosi macchinari cinematografici. Invece di cacciarle bruscamente o interrompere continuamente il lavoro, le persone che si occupavano di gestire gli imprevisti pratici decisero di fare di necessità virtù. Per evitare che gli animali rovinassero le inquadrature o si scontrassero con gli attori, i membri della produzione iniziarono a "corrompere" i bovini. Prima di ogni ciak, lanciavano grandi balle di fieno e secchi di mangime nella direzione opposta a quella della telecamera. Questo stratagemma serviva ad attirare l'intera mandria lontano dal set giusto il tempo necessario per girare le battute di Bud Spencer e Terence Hill, trasformando le mucche in "comparse disciplinate" che rimanevano pazientemente sullo sfondo a mangiare, perfettamente integrate nell'atmosfera wild del Far West.

  






mercoledì 12 agosto 2026

Un dipinto di 400 anni fa nasconde una scoperta scientifica del 2025




Jan Brueghel the Elder - The Air (1606-11)
Oil on canvas mounted on cardboard - 46 x 83 cm
Museum of Fine Arts of Lyon

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C'è un dettaglio in questo dipinto sfuggito alla scienza per oltre 4 secoli.
Nel dipinto sono presenti numerose varietà di uccelli e pipistrelli. Tra le molte specie rappresentate gli esperti hanno notato un pipistrello del genere Nyctalus, probabilmente una nottola gigante che tiene un piccolo uccello nel muso.
Il particolare è straordinario perché questo comportamento è stato confermato scientificamente solo nel 2025, grazie a strumenti molto avanzati: sensori biologici 3D, registrazioni acustiche, monitoraggio dell’altitudine e dei movimenti.




Gli studi hanno dimostrato che le nottole giganti possono catturare passeriformi migratori durante il volo notturno, mordere loro le ali e nutrirsene restando in aria anche per diversi minuti. Un’abitudine rarissima poiché solo tre specie di pipistrelli sono note per mangiare uccelli, e solo Nyctalus lasiopterus lo fa mentre vola.
La domanda, allora, è inevitabile: come poteva saperlo Brueghel? I ricercatori restano prudenti, perché le opere allegoriche possono contenere elementi simbolici, ma la precisione con cui è raffigurato il pipistrello suggerisce un’ispirazione osservativa. Forse l’artista vide un evento raro di giorno, oppure ascoltò racconti di naturalisti o cacciatori; persino piume trovate nei resti dei pipistrelli avrebbero potuto alimentare l’osservazione.
Il dipinto, conservato al Musée des Beaux-Arts de Lyon, rappresenta più di 60 specie, tra uccelli europei, esotici e animali domestici. Ora dimostra anche quanto l’arte possa diventare archivio della natura: una tela antica capace di anticipare una scoperta biologica di quattro secoli.





mercoledì 5 agosto 2026

Verëvkina Cave

 




La Verëvkina Cave è una delle cavità sotterranee più profonde e affascinanti del pianeta. La grotta si trova nel Massiccio di Arabika nel Caucaso Occidentale. Amministrativamente è situata in Abkhazia, una regione che si è dichiarata indipendente ma che è internazionalmente riconosciuta come parte della Georgia. L'ingresso della grotta si apre a un'altitudine di 2.285 m sopra il livello del mare. Oltre alla sua impressionante estensione verticale, la grotta possiede un labirinto di gallerie e pozzi orizzontali che superano i 17 km di lunghezza complessiva. Fu individuata per la prima volta nel 1968 da speleologi sovietici che inizialmente riuscirono a scendere solo fino a una profondità di 115 m. Il club speleologico moscovita Perovo-Speleo ha guidato numerose spedizioni a partire dal 2000, superando progressivamente i vari sifoni e strettoie, fino a mappare il fondo della grotta oltre la barriera dei 2 km verticali. L'esplorazione della Grotta Veryovkina è considerata una delle imprese umane più estreme e pericolose, tanto da essere spesso definita l'"Everest degli abissi" infatti è composta da enormi pozzi verticali (alcuni superano i 100 m di salto nel vuoto) che richiedono un uso intensivo di corde e attrezzature speleologiche avanzate. Ma il pericolo maggiore è rappresentato dalle piene improvvise causate dallo scioglimento delle nevi o da temporali in superficie, che possono trasformare i passaggi stretti in trappole mortali d'acqua in pochi minuti.  Per raggiungere il fondo e risalire in sicurezza, i team di speleologi professionisti devono allestire diversi campi base sotterranei e trascorrere fino a due settimane consecutive completamente isolati nell'oscurità.

Il nome della grotta è in onore di Alexander Verëvkin, uno speleosub e speleologo sovietico deceduto nel 1983 durante un'esplorazione subacquea in un'altra grotta nella regione della Cabardino-Balcaria.






lunedì 20 luglio 2026

Il micio nero spuntato dalle macerie in Venezuela dopo 23 giorni dal terremoto





Un immagine del piccolo gatto nero rimasto intrappolato per 23 giorni sotto le macerie a causa del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Il gattino è stato estratto vivo dai volontari e dai soccorritori nella località di La Guaira, diventando un simbolo di speranza in mezzo a una tragedia che ha causato migliaia di vittime.

Un particolare curioso è che il suo salvatore, Andrés, è conosciuto con il soprannome "El Gato". Non è un nome scelto durante le operazioni di soccorso, ma un soprannome che lo accompagna fin dalle scuole elementari, per via dei suoi occhi chiari.

E così... «Il gatto ha salvato il gatto».





lunedì 15 giugno 2026

Pablo Picasso

 


Pablo Picasso - Portrait of an Old Man (1896)
Picasso dipinse questo quadro nel 1896 quando aveva 15 anni







martedì 2 giugno 2026

Sir Joshua Reynolds [English Rococo Era Painter, 1723 - 1792] e il suo segreto.




Joshua Reynolds - The Death of Cardinal Beaufort (1789)
from William Shakespeare's Henry VI, Part II, Act III, Scene III
Oil on canvas - 218.5 x 157.5 cm - Petworth House, Regno Unito

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Il segreto: Il demone.
Durante un lavoro di restauro di questo quadro, a sorpresa dalla tela è apparso un demone.

La figura, paurosa, visibile alla destra del cardinale morente, sospesa sopra la sua testa, si staglia chiaramente con i tratti del viso mostruosi e che riescono a incutere ancora timore nonostante siano passati oltre tre secoli dalla sua realizzazione.

Ma della presenza della creatura diabolica sembra che non si ignorasse completamente l'esistenza. Nell’ambiente artistico circolava la voce che, infatti, il pittore inglese avesse deciso di rendere il quadro meno impressionante pochi anni dopo la sua riproduzione su lastra a seguito delle forti critiche ricevute. 

Secondo l'esperto di storia dell'arte e curatore John Chu, intervistato dalla CbsNews, Reynolds aveva realizzato il dipinto per la Shakespeare Gallery di Londra  alla fine della sua carriera e la decisione di includere la figura demoniaca in agguato sul letto di morte non era stata ben accolta dal pubblico e dai colleghi artisti. Da lì la scelta di farla sparire poco tempo dopo.  

The Death of Cardinal Beaufort è attualmente esposto presso la Petworth House nel West Sussex, in Inghilterra, sotto l’egida del National Trust e la controversia che la circonda offre ancora “uno sguardo unico sulle sfide e le percezioni artistiche del XVIII secolo, sottolineando quanto la storia dell’arte possa essere intricata e complessa” e affatto noiosa.

“La discussione sull’inclusione di questa figura demoniaca nel dipinto rifletteva la contrapposizione tra la rappresentazione artistica e la percezione letteraria - spiega Chu - Mentre era accettabile in letteratura introdurre l’idea di un demone come una presenza nella mente di una persona, trasformarlo in una figura visibile all’interno di un dipinto risultava troppo fisico per l’epoca. Reynolds, nonostante le pressioni, si oppose a tentativi di rimuovere la figura demoniaca dal suo lavoro”. Tentativi che, però, furono vani. Almeno fino a oggi. 













testo da: rainews

sabato 23 maggio 2026

Le sagome di due alligatori che dormivano sotto la pioggia




Le sagome di due alligatori che dormivano sotto la pioggia






venerdì 22 maggio 2026

Tamara de Lempicka




Tamara de Lempicka, nata Maria Rozalia Gurwik-Górska, coniugata Łempicki
[Varsavia, 16 giugno 1894 – Cuernavaca, 18 marzo 1980]
Pittrice polacca, appartenente alla corrente dell'Art déco

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Curiosità: La popstar Madonna, affascinata dalla biografia della pittrice, è divenuta una delle principali collezioniste delle opere di Tamara de Lempicka, e ne ha prestate alcune a musei e per l'organizzazione di eventi. Ciò ha contribuito nei recenti anni alla riscoperta (almeno mediatica) e alla rivalutazione di de Lempicka. Madonna ha presentato le opere di de Lempicka nei video musicali di alcuni dei suoi grandi successi, ad esempio in Open Your Heart (1987), Express Yourself (1989), Vogue (1990) e Drowned World/Substitute for Love (1998), così come durante il Who's That Girl Tour del 1987 e il Blond Ambition World Tour del 1990.

Tra gli altri collezionisti delle opere di de Lempicka troviamo l'attore Jack Nicholson, l'attrice e cantante Barbra Streisand e gli stilisti Dolce e Gabbana.





Lo scultore Sławomir Micek gli ha dedicato quest'opera. Sarà rimasta contenta Tamara di questo busto?






sabato 16 maggio 2026

Il Qanat





Il Qanat, un ingegnoso sistema di irrigazione millenario originario dell'antica Persia (l'attuale Iran). Quelli che dall'alto sembrano crateri o buchi nel terreno sono in realtà i pozzi di ventilazione e accesso di una rete di acquedotti sotterranei.

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martedì 12 maggio 2026

Bracciale d'oro con nodo di Eracle



Bracciale d'oro con nodo di Eracle (III-II secolo a.C.)
Oro intarsiato con granati, smeraldi e smalto - 8,9 cm
Museo d'arte metropolitano, New York City, Stati Uniti

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Il nodo di Ercole, noto anche come nodo piano, è un antico nodo di giunzione formato da due nodi semplici speculari, simbolo di unione indissolubile, forza e fertilità nell'antichità. Utilizzato per unire due cime, è famoso per essere il modo in cui Ercole allacciava la pelle del leone nemeo. 






mercoledì 6 maggio 2026

Jan Vermeer [Dutch Baroque Era Painter, 1632-1675] e il suo segreto.




Johannes Vermeer - Brieflesendes Mädchen am offenen Fenster (1657-59)
(Ragazza che legge una lettera davanti a una finestra aperta)
Oil on canvas - 83 x 64.5 cm - Staatliche Kunstsammlungen Dresden


Il Segreto: il quadro cancellato. Dietro la donna si vede quella che è rimasta una parete bianca fino a un'analisi scientifica del 1979. Allora si scoprì che un dipinto di Cupido decorava la parete. All'epoca si pensava che Vermeer stesso avesse nascosto il dio dell'amore, ma si scoprì che si trattava di una successiva imbiancatura. Solo nel 2021, dopo 3 anni di restauro, il dipinto fu svelato con il Cupido, per la prima volta in centinaia di anni.
Questa l'opera restaurata:





 



da: focus

martedì 5 maggio 2026

Vincent van Gogh [Dutch Post-Impressionist Painter, 1853-1890] e il suo segreto.

 


Vincent van Gogh - Olijfgaard (Alberi d'ulivo)(1889)
Olio su tela - 73 x 92 cm  - Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Stati Uniti d'America

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Il Segreto: la cavalletta nella vernice. Benché all'epoca fosse ricoverato in manicomio, Vincent van Gogh era stato autorizzato a dipingere all'aperto. Un esame del dipinto nel 2017 ha rivelato che parte di una testa, zampa e corpo di una cavalletta sono rimasti invisibilmente imprigionati nella pittura.







lunedì 4 maggio 2026

Jan Van Beers [Belgian, 1852–1927]

 


Jan Van Beers - Henri Rochefort, French Journalist and Politican (ca. 1897)

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Victor Henri Rochefort, marchese di Rochefort-Luçay
[Parigi, 30 gennaio 1831 – Aix-les-Bains, 30 giugno 1913]
Letterato, giornalista e politico francese

Henri durante il periodo universitario aveva organizzato un lungo viaggio a piedi attraverso la Svizzera, con cinque suoi compagni di studi, cui tuttavia non poté partecipare, avendogli il padre negata la somma necessaria per l'escursione. In seguito a tale diniego Rochefort ebbe salva la vita. Infatti, i suoi cinque amici furono trucidati nel sonno da un albergatore svizzero, a scopo di rapina.






martedì 21 aprile 2026

Gerard Dou / Le bolle di sapone




Gerard Dou
- Still Life with a Boy Blowing Soap-bubbles (1635-36)
Olio su tela - 48 x 39.7 cm - National Museum of Western Art, Tokyo, Giappone

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Il "Les Bourgeois de Calais" davanti al National Museum of Western Art of Japan di Auguste Rodin

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Le bolle di sapone sono uno dei simboli più potenti della caducità e della fragilità della vita, rappresentando visivamente la brevità della bellezza e delle ambizioni umane che svaniscono in un istante. 
Questa associazione nasce e si diffonde soprattutto a partire dal Cinquecento e dal Seicento, legandosi profondamente ai temi filosofici e artistici del tempo: 
Homo Bulla: L'espressione latina "Homo est bulla" (l'uomo è come una bolla) divenne un monito comune per ricordare la precarietà dell'esistenza.
Tema della Vanitas: Nella storia dell'arte, le bolle appaiono spesso accanto a teschi o clessidre come icone della Vanitas – la consapevolezza che le ricchezze, gli onori e la gloria terrena siano illusioni destinate a rompersi come pellicole di sapone.
Contrasto tra Creazione e Distruzione: Artisti come Jean-Baptiste Siméon Chardin hanno dipinto scene in cui l'impegno nel soffiare una bolla perfetta porta solo alla creazione di un oggetto meraviglioso ma destinato a svanire in pochi secondi.
Meraviglia ed Emozioni: In ambito psicologico e contemporaneo, rappresentano anche la delicatezza dei sentimenti e l'invito a vivere con consapevolezza il presente, prima che il momento magico "scoppi". 
Oltre al significato filosofico, le bolle hanno affascinato per secoli anche la scienza, diventando oggetto di studio per geni come Newton per le loro proprietà ottiche e la loro geometria perfetta, simbolo di un'utopia tra arte e matematica.




Volete dedicarvi all'arte delle bolle di sapone?
A seguire come farle in modo perfetto.

Ingredienti: polvere o scaglie di sapone - acqua distillata – zucchero o miele.
Procedimento: Versate in un recipiente quattro tazze di acqua calda e tre cucchiai di polvere o scaglie di sapone. Lasciate riposare per tre giorni e poi aggiungiete un cucchiaio colmo di zucchero o di miele: mescolate bene. Se lasciate riposare ancora qualche giorno l’effetto sarà più strepitoso.