Forse non tutti sanno che: da più di dieci anni, nel bel mezzo di un contesto difficilissimo, nella regione del Rojava è nato un esperimento di autogoverno che è un unicum nel panorama mondiale. Democrazia diretta, eguaglianza sociale, parità di genere, ecologismo radicale sono i pilastri su cui si sta edificando una società che, di fatto, sta sostituendo lo stato-nazione con una confederazione di comunità e l’economia capitalista con nuove forme di cooperazione.
Da alcuni giorni questa esperienza è oggetto di violenti attacchi da parte delle milizie del governo di Damasco appoggiate dalla Turchia di Erdogan. Dove le forze militari governative hanno ripreso il potere, oltre a compiere crimini contro la popolazione civile come già avvenuto in altre città siriane, si stanno smantellando le organizzazioni economiche anticapitaliste e quelle legate alla parità di genere.
L’obiettivo è trasformare la regione, ricca di importanti risorse naturali, in uno stato liberista in economia e fondamentalista sul piano culturale.
È necessario mobilitarsi tutti in difesa del confederalismo democratico e delle sue formazioni di autodifesa, alle quali nel corso del tempo si sono affiancati tanti e tante volontari internazionali, come Lorenzo Orsetti, morti combattendo contro l’ISIS per costruire una società più libera e giusta.
Oggi la battaglia in difesa del Rojava è molto di più che la battaglia tra il regime siriano, spalleggiato dalla Turchia, e un’esperienza di democrazia radicale. È la battaglia tra diversi modelli di società. Tra lo stato-nazione autoritario, fondamentalista e xenofobo e una confederazione egalitaria, ecologista, femminista, multiculturale.
È la battaglia tra due mondi antagonisti, con le classi dirigenti del primo che cercano di soffocare il secondo per impedire che certe idee travalichino i confini e li travolgano. Per impedire l'avanzamento delle classi subalterne, delle minoranze, di tutti coloro che sono oppressi ed emarginati.
Difendere il Rojava significa difendere noi stessi, significa credere che gli ultimi di questo mondo possono ancora rivoltarlo e ricostruirlo secondo i loro bisogni e per la loro felicità.
Cronache Ribelli

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