Jakub Schikaneder - Poslední cesta (L'ultimo Viaggio)(ca. 1890-95)

mercoledì 27 maggio 2026

Peter Paul Rubens [Flemish Baroque Era Painter, 1577-1640]




Peter Paul Rubens - Meleagro e Atalanta e la caccia al cinghiale Calidonio (1618)
Oil on panel - 47.6 x 74 cm - Norton Simon Museum

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Il mito di Meleagro e della caccia al cinghiale Calidonio è uno dei racconti più tragici della mitologia greca. Racconta la storia di una caccia leggendaria, di un amore sfortunato e di un destino ineluttabile decretato dagli dei. 

Il re di Calidone, Eneo (Oineo), dimenticò di offrire sacrifici alla dea Artemide durante i festeggiamenti per il raccolto. Offesa, la dea inviò nelle campagne un cinghiale mostruoso e gigantesco che distruggeva i raccolti, uccideva il bestiame e terrorizzava la popolazione.
Per uccidere l'animale, il principe Meleagro (figlio di Eneo) radunò i più grandi eroi della Grecia, inclusi Castore, Polluce, Teseo e la giovane e abile cacciatrice Atalanta. 

Durante la feroce caccia, molti uomini vennero uccisi o sbranati dall'animale. La prima a colpire e ferire gravemente il cinghiale fu Atalanta, scoccando una freccia infallibile.
Meleagro riuscì infine a sferrare il colpo di grazia e ad uccidere la bestia. Essendosi innamorato di Atalanta, le offrì il trofeo (la pelle e le zanne dell'animale) come riconoscimento per il suo coraggio. 

Gli zii materni di Meleagro, sdegnati dal fatto che il trofeo fosse stato donato a una donna, aggredirono Atalanta per sottrarglielo. Accecato dall'ira, Meleagro li difese uccidendo i propri zii.
La madre di Meleagro, Altea, addolorata dalla morte dei fratelli non perdonò mai al figlio di averli uccisi e anzi decise di vendicarli. 
Alla nascita di Meleagro, le Moire avevano profetizzato che il figlio sarebbe vissuto finché un tizzone di legno (conservato gelosamente dalla madre in uno scrigno) non fosse bruciato completamente. In preda al dolore e alla furia, Altea gettò il tizzone nel fuoco, provocandone così la morte. 








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