Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 30 ottobre 2026

Clement Lindley Wragge [Meteorologo britannico, 1852-1922]






Il meteorologo britannico-australiano Clement Wragge (attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo) è stato il primo a dare regolarmente dei nomi ai cicloni tropicali. All'inizio usava lettere dell'alfabeto greco, figure della mitologia o nomi femminili polinesiani, ma in seguito – a causa di attriti politici – iniziò a utilizzare anche i nomi di politici australiani che non gli andavano a genio (come Edmund Barton o Alfred Deakin).

Questo gli permetteva di descrivere i bollettini meteorologici in modo ironico, affermando ad esempio che un ciclone che portava il nome di un parlamentare stesse «causando grande sofferenza» o «vagando senza meta».

Tuttavia, il sistema personale di Wragge non è l'origine diretta del moderno sistema globale di denominazione delle tempeste: la pratica si interruppe dopo il suo ritiro e fu ripresa decenni dopo (durante la Seconda guerra mondiale e poi formalizzata negli anni '50 e '70) seguendo liste standardizzate gestite oggi dall'Organizzazione meteorologica mondiale.


 


Nick Eisele [US, b.1992]

 


Nick Eisele - Divination (2018)






Helmut Newton

 



Helmut Newton - Self-Portrait with Models, 1981


L'opera ritrae una modella nuda vista di spalle in primo piano, il cui corpo e la cui posa sono riflessi e moltiplicati nello specchio.
Nello specchio si intravede lo stesso Helmut Newton seduto mentre impugna la macchina fotografica e scatta l'immagine.
Sulla sinistra (fuori dal riflesso diretto dello specchio principale) siede un'altra donna, sua moglie June Newton (nota anche con lo pseudonimo di Alice Springs), che osserva la scena. Si vedono solo le gambe e le scarpe col tacco di June. Questo taglio netto e l'enfasi sulle gambe lunghe e slanciate (spesso abbinate a tacchi a spillo) diventeranno un vero e proprio marchio di fabbrica del fotografo in gran parte dei suoi successivi lavori per riviste come Vogue.
L'immagine gioca sul concetto di voyeurismo, sul doppio, sullo specchio e sul processo creativo della fotografia di moda e di nudo, cifra stilistica inconfondibile di Newton.
La modella protagonista della fotografia è Arielle Burgelin, una delle muse e modelle preferite da Newton durante i primi anni '80.





Max Klinger [German, 1857–1920]

 


Max Klinger - Eva und die Zukunft (Rad.-Werk III) (1898)
Quinta tavola (Opus III, Tavola 5) della serie di sei incisioni intitolata "Eva e il futuro"
Etching - 61.5 x 45.0 cm - The Metropolitan Museum of Art, NYC



Max Klinger mette in scena la sua personale e drammatica reinterpretazione del peccato originale e della cacciata dall'Eden.
Adamo sta portando Eva fuori dal Giardino dell'Eden, addentrandosi in un paesaggio aspro, arido, roccioso e desolato che simboleggia il mondo terreno. Sullo sfondo, seminascosto tra due maestosi pilastri di roccia che delimitano il confine del paradiso perduto, si intravede un angelo con una spada fiammeggiante posto a guardia del cancello per impedire il loro ritorno.









E io pago!


Anteprima
WORLD POLITICS BLOG

L’Europa chiamata a pagare il conto ucraino mentre Washington arretra

Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha reso evidente la nuova realtà finanziaria della guerra: mentre Washington riduce progressivamente il proprio impegno, Kiev presenta all’Europa un fabbisogno aggiuntivo di circa 70 miliardi di euro per il solo 2027.

Giovanni Battista Langetti [Italia, 1635-1676]

 


Giovanni Battista Langetti - La morte di Catone (1666–76)
Olio su tela - 95 × 123 cm - Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso), Genova



Il dipinto raffigura Marco Porcio Catone Uticense (Catone il Giovane) mentre si toglie la vita a Utica dopo la sconfitta dei Repubblicani ad opera di Giulio Cesare, rifiutandosi di vivere sotto una tirannia.
Fortemente influenzato dal caravaggismo, il dipinto si caratterizza per un contrasto drammatico di luci e ombre (tenebrismo), un realismo anatomico intenso e una forte tensione emotiva.
Langetti mostra Catone nel momento estremo in cui, lacerandosi il ventre, cerca con le mani di allargare o toccare la ferita, in un racconto visivo crudo e straziante ripreso dalle fonti classiche (come Plutarco).

Un'opera decisamente cupa e drammatica, tipica dello stile tenebrista della seconda metà del Seicento.
Il profondo senso di oscurità che trasmette è intenzionale e si basa su precise scelte artistiche come il contrasto chiaroscurale, il realismo crudo e spietato e la poetica del dolore.

La scena emerge a fatica da uno sfondo completamente nero e indistinto. La luce violenta colpisce direttamente il corpo nudo di Catone, esaltandone la sofferenza e la tensione muscolare, lasciando nell'ombra i testimoni alle sue spalle.

A differenza del classicismo rinascimentale, che tendeva a idealizzare il momento della morte, il pittore Giovan Battista Langetti sceglie un approccio iperrealista e teatrale, quasi "splatter" per l'epoca, mostrando i dettagli anatomici lacerati con tinte livide, terrose e sanguigne.

 Questa atmosfera opprimente riflette appieno la sensibilità barocca del Seicento, un periodo in cui l'arte esplorava spesso temi legati alla caducità della vita, al martirio, alla filosofia stoica e alla brutalità emotiva.














Non capisco perché l’insonnia venga di notte. A me farebbe comodo di giorno. (Anonimo)

 





giovedì 29 ottobre 2026

Pensierino della sera di Mercurio Di Maio



Dietro lo sciopero dei camionisti e degli agricoltori ci sarebbe la camorra, dietro le manifestazioni degli studenti ci sarebbero i maranza, dietro i cortei contro il carovita ci sarebbe l'Islam.

Solo dietro ai politici non c'è mai nessuno.





David Rawlings - Cumberland Gap

 







Marcel Roux [French, 1878–1922]




Marcel Roux - Œdipe et le Sphinx (1905)



Edipo all'ingresso della grotta della Sfinge, il mitico mostro con testa di donna, corpo di leone e ali di aquila, circondato dai corpi delle sue vittime su una scala a chiocciola.






Alfred Eberling [Pittore polacco e poi sovietico, professore, membro dell'Unione degli artisti di San Pietroburgo, 1872 - 1951]




Alfred Eberling - The Demon (1910)






L'esercizio del potere corrompe. La sottomissione al potere degrada. (Bakunin)




 



Gabriel-Joseph-Marie-Augustin Ferrier [Francia, 1847–1914]

 



Gabriel-Joseph-Marie-Augustin Ferrier - Soir (La Sera)(1911)






670uy7612bv926810

Mark Demsteader [British, b. 1963]

 



Mark Demsteader
- Ophelia V
Ol on canvas - 102 x 81 cm





Benvenuto Maria Disertori [Italia, 1887-1969]



Benvenuto Maria Disertori - La nicchia (prima del 1913)
Carta e inchiostro di china
Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, Milano




Robert Beebe

 


Robert Beebe
Death Lurks Behind the Practical Joker (La morte si nasconde dietro il burlone)(1923)
Pubblicato da Mather & Company, Chicago



Negli anni '20, la Mather & Company produceva e distribuiva manifesti motivazionali e per la sicurezza sul lavoro destinati a fabbriche e uffici americani per promuovere l'efficienza e prevenire gli incidenti.

Il manifesto ammonisce i lavoratori contro gli scherzi pericolosi ("practical jokes"), mostrando la Morte (nelle vesti del Tristo Mietitore con la falce) in agguato dietro a chi fa scherzi, ricordando che un gesto superficiale può causare infortuni gravi o mortali.

"DEATH LURKS BEHIND THE PRACTICAL JOKER"
"Thousands of painful injuries and deaths are caused each year by the practical joker! Never encourage the cheerful idiot who will run the risk of injuring a fellow worker to get a cheap laugh."

"The practical joker is not wanted here"


(LA MORTE SI NASCONDE DIETRO IL BURLONE)
Migliaia di dolorosi infortuni e decessi sono causati ogni anno dal burlone! Non incoraggiare mai l'allegro idiota che corre il rischio di ferire un collega per una risata di poco conto.

Il burlone non è gradito qui.




Henrik Aarrestad Uldalen [Artista norvegese-coreano, b. 1986]




Henrik Aarrestad Uldalen - Corrode (2016)




Maestro Honoré [Attivo a Parigi nell'ultimo quarto del XIII secolo]




Maestro Honoré - Allegoria della Gola (1270-80)
La Cavalcata dei Vizi
da "Li livres des vices et des vertus" di Frate Laurenzio
Collezioni di Gallica / Biblioteca Nazionale di Francia



La Cavalcata dei Vizi è uno dei motivi iconografici più affascinanti e diffusi dell'arte tardo-medievale e rinascimentale, nato con scopi fortemente didattici, moralizzanti e di ammonimento per i fedeli.


Il Personaggio - il ghiottone - personifica il vizio capitale della gola, vestito con una tunica decorata e una spada al fianco.
Il lupo è la cavalcatura simbolica associata a questo vizio nella tradizione iconografica medievale dei Sette Vizi Capitali.
L'Uccello (mulrus) sul pugno del personaggio richiamava l'immaginario della caccia e degli eccessi nobiliari o terreni.
Intorno al medaglione sono presenti scritte in antico francese o latino medievale che commentano il vizio della gola e l'incostanza dei futili piaceri carnali.



xSleepingxBeastx su Flickr




xSleepingxBeastx - Neu (Neve), Castellón de la Plana, Spagna, 1 novembre 2018






Claude Monet



Claude Monet - Près de Fécamp, Marine (Paesaggio marino vicino a Fécamp)(1881)






Henri Gustave Jossot [Illustratore, pittore e caricaturista francese, 1866–1951]

 


Henri Gustave Jossot - Les Refroidis ("I Raffreddati")(1903-04)
dalla rivista satirica francese anarchica e libertaria "L'Assiette au Beurre"
n° 156 del 26 marzo 1904, intitolato interamente "Les Refroidis".

La frase in calce recita:
— Et pourtant, il y avait quelque chose là !
(Eppure, c'era qualcosa lì!)

Lo scheletro di una persona defunta è seduto tra le tombe di un cimitero e tiene in mano il proprio teschio, guardandolo con un senso di ironica e vana ricerca, quasi a chiedersi dove siano finiti i pensieri o l'identità che un tempo occupavano quella testa.







Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 








Mario Natangelo [Fumettista e giornalista italiano, b. 1985]

 







Graham Annable [Fumettista e animatore canadese, b. 1970]



Gentlemen, since this board refuses to come to a consensus, I have no recourse but to place the duck of shame at the center of the meeting.
(Signori, poiché questo consiglio si rifiuta di raggiungere un consenso, non mi resta altra scelta che mettere l'anatra della vergogna al centro della riunione.)

 


6'10hg'62bv0326




 



Guigo Gozzano

 




La strofa IX e l'inizio della strofa X del poemetto intitolato "Paolo e Virginia"
Nella raccolta "I colloqui", pubblicata nel 1911

: :  Guido Gozzano  : :


Era l'alba e il tuo bel corpo travolto
stava tra l'alghe e le meduse attorte,
placido come in placido sopore.
Muto mi reclinai sopra quel volto
dove già le viole della morte
mescevansi alle rose del pudore...
Disperato dolore!
Dolore senza grido e senza pianto!
Morta giacevi col tuo sogno intatto,
tornavi morta a chi t'amava tanto!
Nella destra chiudevi il mio ritratto,
con la manca premevi il cuore infranto...
- Virginia! O sogni miei!
Virginia! - E ti chiamai, con occhi fissi...
- Virginia! Amore che ritorni e sei
la Morte! Amore... Morte... - E più non dissi.
 
 




.

Natale Scarpa, alias Cagnaccio di San Pietro [1897 – 1946]




Cagnaccio di San Pietr
o - Donna allo specchio (1927)


Il dipinto è caratterizzato da linee pulite, forme geometriche e un'atmosfera sospesa e silenziosa tipica del realismo magico italiano del primo dopoguerra.

Il corpo della donna non ha le curve morbide e calde della pittura tradizionale. La pelle ha una consistenza quasi di porcellana o marmo levigato, e le forme sono solide, geometriche, quasi monumentali. Questa durezza crea un corto circuito affascinante con la nudità del soggetto.

Lo sguardo del pittore è quasi chirurgico, spietato nella sua precisione (basta guardare la definizione della schiena, della scapola e della piega del braccio). Eppure, questa precisione realistica non toglie fascino, ma proietta la figura in una dimensione enigmatica.

Il gesto di applicarsi il rossetto sfiorandosi le labbra è profondamente intimo e seducente. Tuttavia, lo sguardo della donna nello specchio non è rivolto allo spettatore per compiacerlo o sedurlo; è concentrato su se stessa, rendendoci dei voyeur di un momento privato e inaccessibile.

L'uso di colori freddi e netti, come il blu elettrico e profondo della toeletta, contrasta con le tonalità calde dei flaconi arancioni e dell'incarnato. Questa pulizia formale e l'assenza di sfumature fumose creano un'atmosfera immobile e cristallizzata, dove la sensualità viene trattenuta, sospesa nel tempo.

È proprio questa combinazione di algida perfezione e intimità svelata a generare quel senso di mistero e attrazione tipico del Realismo Magico.





The Blues Brothers - I fratelli Blues (The Blues Brothers, 1980, diretto da John Landis)

 


Un classico intramontabile degli anni '80 con una colonna sonora di lusso e irripetibile.






Appena uscito dal carcere di Joliet, Jake Blues viene recuperato dal fratello Elwood a bordo di una ex auto della polizia, la mitica Bluesmobile. Quando i due scoprono che l'orfanotrofio cattolico in cui sono cresciuti rischia di chiudere per un debito con il fisco di 5.000 dollari, decidono di rimettere insieme la loro vecchia band musicale per raccogliere la somma tramite una serie di concerti. Convinti di essere "in missione per conto di Dio", scatenano il caos in tutto l'Illinois, inseguiti contemporaneamente dalla polizia, da un gruppo di neonazisti, da una band di musica country e da un'ex fidanzata furiosa e armata fino ai denti.

















Il Memoriale dei cani da ricerca e soccorso dell'11 settembre

 


Il Memoriale dei cani da ricerca e soccorso dell'11 settembre
(Essex County Search and Rescue Dog Statue)
Eagle Rock Reservation, West Orange, New Jersey


Oltre 300 cani da ricerca e soccorso (come i celebri golden retriever, pastori tedeschi e altre razze) lavorarono tra le macerie del World Trade Center.

Poiché i cani erano addestrati a trovare persone vive e il lavoro si trasformò rapidamente in un'operazione di recupero di corpi, molti animali mostrarono segni di stress, depressione e frustrazione per non riuscire a "vincere" l'addestramento.

I "mock finds" (salvataggi fittizi): Per mantenere alto il loro spirito e la loro concentrazione, i soccorritori e i gestori si nascondevano tra le macerie per farsi trovare dai cani, permettendo loro di sperimentare il successo di un ritrovamento.

Due dei più celebri cani eroi che hanno prestato servizio a Ground Zero dopo gli attentati dell'11 settembre: Bretagne e Trakr.

Bretagne (Il simbolo della resilienza)

Bretagne era un meraviglioso Golden Retriever di due anni che faceva parte della Texas Task Force 1. Insieme alla sua addestratrice Denise Corliss, ha lavorato instancabilmente tra le macerie per 10 giorni consecutivi.

Oltre al lavoro di ricerca, Bretagne divenne fondamentale per il morale dei soccorritori umani; molti vigili del fuoco e poliziotti si fermavano ad accarezzarla per trovare un momento di conforto nel mezzo della devastazione.

È stata l'ultimo cane da salvataggio dell'11 settembre ancora in vita. È morta nel 2016 all'età di 16 anni. Per il suo ultimo viaggio dal veterinario, i vigili del fuoco locali si sono schierati lungo il marciapiede per salutarla con un picchetto d'onore formale.

Trakr (Il cane dell'ultimo miracolo)

Trakr, un Pastore Tedesco della polizia canadese arrivato a New York con il suo conduttore James Symington, è diventato leggendario per aver localizzato l'ultima sopravvissuta estratta viva dalle macerie.

A circa 26 ore dal crollo delle Torri Gemelle, Trakr ha fiutato e segnalato la presenza di Genelle Guzman-McMillan, intrappolata sotto quasi 10 metri di detriti instabili.

Come descritto per molti altri cani a Ground Zero, anche Trakr ha collassato a causa della fatica, dei fumi e dello stress da inalazione, venendo trattato sul posto dai veterinari prima di poter rientrare a casa.

Insieme a loro, quasi 300 altri cani (tra cui altri celebri eroi come Riley o Apollo) hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei soccorsi della città di New York.




Robert Duxbury [Anglo-australiano operante principalmente a Melbourne, in Australia]

 


Robert Duxbury - Serpentem (2025)
Olio su tela - 41.5 x 31.5 cm






[Francia, 1878–1921] & "Miss Fernande"

 


Jean Agélou - "JA Serie 034 - No 1", 1910-17


Dietro questa fotografia si nascondono dettagli affascinanti legati al contesto storico dell'epoca, alla tecnica e all'identità della modella.

La donna ritratta in questa e in molte altre cartoline della serie è quasi certamente "Miss Fernande", la modella preferita (e musa) di Jean Agélou.

Molti storici dell'arte la identificano come Fernande Barrey, che in seguito divenne una nota prostituta, modella per pittori del calibro di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine, e infine pittrice a sua volta nella vibrante Parigi di Montparnasse.

Se si guarda in basso a destra nell'immagine, si nota il monogramma "JA Paris".

Nel 1908 il governo francese varò una legge molto severa contro la proliferazione e l'esposizione pubblica della fotografia di nudo o erotica.

Per evitare ripercussioni legali o la prigione, i fotografi smisero di firmarsi con il proprio nome completo. Agélou utilizzò l'acronimo "JA" per proteggere la propria identità, e il suo vero nome venne riscoperto dal grande pubblico solo molto tempo dopo.

I registri storici descrivono questa specifica sessione (la Serie 034) come una messa in scena in stile "pseudo-orientale".

L'abito indossato dalla modella è in realtà un velo finissimo trasparente su cui sono stati applicati ricami e perline lucide per creare un effetto "vedo-non-vedo" altamente coreografico.

Per aggirare le leggi sulla censura postale, queste immagini venivano vendute e spedite tassativamente all'interno di buste chiuse e non potevano essere mostrate liberamente sulle vetrine delle edicole.

Tra il 1900 e il 1914, il mercato delle cartoline in Francia visse una vera e propria età dell'oro. Le riviste di "studio accademico" o le cartoline d'arte venivano collezionate non solo per scopi legati all'erotismo, ma anche da artisti, pittori e scultori che le utilizzavano come riferimenti anatomici veloci ed economici per le proprie opere d'arte.




Maestro di Jacques de Besançon [Anonimo miniatore che fu attivo a Parigi tra il 1478 e il 1500]



Maestro di Jacques de Besançon
- 
Il suicidio di Giocasta (1493)
La regina Giocasta compie il suicidio; Edipo viene appeso ad un albero a testa in giù.
Bibliothèque nationale de France, Parigi





Peter Paul Rubens [Flemish, 1577–1640]

 


Peter Paul Rubens - Atalanta and Meleager (ca. 1616)
Oil on wood - 133.4 x 106.7 cm - The Metropolitan Museum of Art, NYC



L'opera è un perfetto esempio del canone estetico barocco dell'artista (da cui deriva il termine moderno "rubensiano"). Atalanta non è dipinta come una cacciatrice agile, magra e androgina, ma con un corpo morbido, prosperoso e dalla carne chiarissima, enfatizzato dalla luce che colpisce il seno scoperto. Per Rubens, le forme generose erano il massimo simbolo di bellezza, vitalità e salute.









Nella penombra in alto, sopra le teste di Atalanta e Meleagro, si nasconde una figura oscura con i capelli fatti di serpenti. Si tratta di una Furia (o Erinni). Rubens l'ha inserita intenzionalmente come un "presagio di morte". Nel mito, subito dopo questo momento romantico, gli zii di Meleagro si opporranno al fatto che il trofeo venga donato a una donna. Scoppierà una rissa violenta in cui Meleagro ucciderà i suoi zii, spingendo sua madre a bruciare il ceppo magico legato alla sua vita, condannandolo a morte. La Furia simboleggia proprio la vendetta familiare imminente.









Lo stress è il cestino della vita moderna – tutti noi generiamo scorie, ma se non le smaltiamo correttamente, si accumulano e superano la vostra vita. (Anonimo)