Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

domenica 1 novembre 2026

La Morte e il Leone

 


Maestro sconosciuto della Media Franconia
Der Tod auf dem Löwen (La Morte e il Leone)(1513)
Automa tardogotico in legno di tiglio
Bayerisches Nationalmuseum, Monaco di Baviera, Germania


L'opera proviene dall'Abbazia di Heilsbronn (Franconia Centrale, Germania). La statua era l'elemento decorativo e meccanico di un monumentale orologio situato nel coro della chiesa abbaziale. Allo scoccare di ogni ora, un meccanismo interno faceva muovere il braccio destro dello scheletro e la mascella, portando la Morte a colpire con un osso una campanella nascosta nella gola del leone, ricordando ai fedeli la transitorietà di ogni cosa terrena.






Adam Burke [American, b.1975]

 


Adam Burke - Ancient Death Triumph




***



Ancient Death Triumph, è stato utilizzato tra le altre cose come copertina per l'omonimo terzo album in studio della band death metal tedesca Slaughterday uscito nel 2020. L'illustrazione di Burke riflette perfettamente lo stile cupo, epico e smaccatamente old-school che caratterizza le 9 tracce del disco.



Josef Koudelka [Fotografo ceco-francese, b. 1938] / L'Encierro & San Fermín

 


Josef Koudelka - Spain, 1977



Lo scatto immortala un momento della tradizionale corsa dei tori (encierro), in cui un gruppo di uomini terrorizzati cerca scampo arrampicandosi disperatamente su un muro per sfuggire a un toro.

L'encierro (che significa letteralmente "chiusura" o "recinto") affonda le sue radici in una necessità puramente logistica del Medioevo, evolvendosi solo successivamente nello spettacolo adrenalinico e controverso che conosciamo oggi.

La tradizione nasce nel nord-est della Spagna intorno al XIV secolo per ragioni commerciali. Gli allevatori che dovevano portare i tori dalle campagne o dai recinti fuori città fino alle arene (plazas de toros) per i mercati o per i combattimenti non avevano mezzi di trasporto dedicati. L'unico modo era guidare la mandria a piedi o a cavallo attraverso le strade cittadine all'alba, quando le vie erano deserte, per rinchiuderli nelle stalle dell'arena.

Con il tempo, lungo il percorso urbano sbarrato per sicurezza, i giovani del posto e i garzoni dei macellai iniziarono a sfidare le autorità. Per dimostrare la propria audacia e il proprio coraggio, iniziarono a saltare in strada mettendosi a correre davanti o in mezzo ai tori per spronarli e accelerare il loro cammino verso l'arena. Quella che era nata come una mansione di lavoro si trasformò gradualmente in una prova di virilità e in una competizione popolare spontanea.

Sebbene si tengano encierros in moltissimi paesi e villaggi della Spagna (e del Portogallo) durante le feste estive, l'evento è diventato internazionalmente famoso grazie ai Sanfermines di Pamplona, la festa in onore di San Firmino che si tiene ogni anno dal 6 al 14 luglio.
La fama mondiale esplose definitivamente nel 1926 grazie allo scrittore americano Ernest Hemingway, che descrisse magistralmente l'atmosfera del festival e la tensione della corsa nel suo celebre romanzo Fiesta (Il sole sorge ancora).
Oggi, l'encierro moderno si svolge seguendo regole ferree di sicurezza, transenne in legno e canti rituali prima della corsa per invocare la protezione del Santo, pur rimanendo una tradizione ad altissimo rischio che attira appassionati (e critiche) da tutto il mondo.



William Heath Robinson [Artista britannico, 1872–1944]

 


William Heath Robinson - The Frog And The Stork (Una cicogna e un rospo)(1913)
Illustrazione realizzata per la fiaba "La figlia del Re della Palude" (The Marsh King's Daughter) di H.C.Andersen



Sebbene oggi William Heath Robinson sia ricordato nel Regno Unito soprattutto per i suoi disegni umoristici di macchine assurdamente complicate e marchingegni stravaganti (qui)(tanto che l'espressione "Heath Robinson contraption" è entrata nel dizionario per indicare un'invenzione bizzarra e sovraccarica), l'opera in questione appartiene al suo periodo d'oro come illustratore serio e poetico di fiabe classiche, caratterizzato da un tratto delicato e atmosfere sognanti.

Nella fiaba di Andersen, la creatura che sembra una semplice rana o rospo è in realtà Helga, la bellissima figlia del Re della Palude e di una principessa egiziana. A causa di un potente incantesimo, Helga subisce una tragica doppia metamorfosi: di giorno ha l'aspetto di un brutto rospo ma possiede un carattere dolce, mentre di notte riprende le sue sembianze umane ma diventa crudele e malvagia.

Lo stile di questa specifica tavola, con i suoi ampi spazi vuoti (il concetto di ma nella composizione giapponese), le linee nette in inchiostro nero e la forte asimmetria, mostra una chiara influenza delle stampe ukiyo-e e del minimalismo orientale, che influenzarono fortemente gli illustratori europei a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

In basso a destra, all'interno del piccolo riquadro, si può notare la firma stilizzata dell'artista con le sue iniziali intrecciate (WHR), un marchio di fabbrica che inseriva con discrezione per non spezzare l'equilibrio visivo della pagina.


Rogier van der Weyden [Netherlandish Northern Renaissance Painter, ca.1400-1464]

 


Beato Angelico - Pietà (ca.1438-40)
Tempera su tavola - 38x46 cm - Alte Pinakothek, Monaco di Baviera, Germania


Una straordinaria fusione tra la tradizione medievale e le novità del Rinascimento fiorentino.

1. La composizione geometrica e prospettica
A differenza dei tradizionali e drammatici "Compianti" medievali, l'Angelico organizza la scena con un rigore geometrico assoluto:
1.1. La simmetria perfetta: Il corpo di Cristo è l'asse centrale. Ai lati, le figure della Vergine e di San Giovanni creano una linea orizzontale perfetta con le braccia distese di Gesù, formando una sorta di croce invisibile.
1.2. L'apertura del sepolcro: La fessura rettangolare e scura del sepolcro alle spalle di Cristo funge da cornice geometrica, che mette in risalto il candore del corpo divino per contrasto.
1.3. La scatola spaziale: Le rocce retrostanti si aprono come quinte teatrali, creando una profondità prospettica ancora pionieristica per l'epoca (siamo intorno al 1440).

2. Il "tappeto fiorito" (L'Hortus Conclusus)
Il prato su cui poggiano i personaggi non è uno sfondo generico, ma un dettaglio ricchissimo di significati:
2.1. Rappresenta un giardino mistico costellato di specie botaniche dipinte con precisione quasi scientifica.
2.2. Simboleggia la purezza della Vergine e la promessa della Resurrezione: dal terreno della morte (il sepolcro) nasce una vita nuova e rigogliosa.

3. La "Pietà geometrica" che ispirò i Fiamminghi
Questo dipinto ebbe un'eco straordinaria anche fuori dall'Italia. Il celebre pittore fiammingo Rogier van der Weyden, durante il suo viaggio a Firenze nel 1450, rimase talmente colpito da questa tavola da riprenderne la struttura compositiva (il corpo sorretto davanti al sepolcro rettangolare) per la sua famosa Deposizione (oggi agli Uffizi), arricchendola però con il tipico realismo nordico.

4. Una spiritualità silenziosa
Mentre molti contemporanei dipingevano il dolore con pianti disperati e volti distorti, l'Angelico sceglie la via della commozione trattenuta. Il dolore di Maria e Giovanni è composto, solenne e meditativo. È un invito alla preghiera e alla contemplazione teologica più che alla pura empatia emotiva.





Non c’è niente di più intimo che guardare qualcuno di nascosto. (Anonimo)

 

Marius et les amoureux du jardin du Luxembourg di René Maltête, 1960





sabato 31 ottobre 2026

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LA TRIMURTI

 







ore 12:00 - momento zen













PACCHERO CON LA CERNIA



ALICI ALLA BRACE CON SALSA VERDE








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John Anster Fitzgerald




John Anster Fitzgerald - Sea Sprites (Fate marine)(1870)
Olio su tela - 50,8 x 64,77 cm - Collezione privata



Creature eteree, folletti e fate marine che volano o scivolano sopra un mare tempestoso, con figure spettrali sulla sinistra e una fata con ali verdi e vesti scure in primo piano. 
Misteriosa, onirica e venata di un romanticismo oscuro tipico dell'immaginario fantastico dell'Inghilterra del XIX secolo quest'opera è un esempio di pittura vittoriana di genere fiabesco e fantastico (Victorian fairy painting).





 

Domenico Ghirlandaio

 


Domenico Ghirlandaio - Ritratto di uomo anziano (1488-90)



La scelta di Domenico Ghirlandaio di ritrarre questo uomo anziano, nonostante i segni evidenti della malattia cutanea sul naso (il rinofima), risponde a motivi profondi legati alla rivoluzione culturale e artistica del Rinascimento fiorentino:

Il superamento della bellezza idealizzata: A differenza del Medioevo, dove il brutto o il deforme erano associati al male o al peccato, il Rinascimento riscopre l'interesse scientifico e umanistico per la realtà. Gli artisti volevano dipingere il mondo così com'era, senza filtri, celebrando la natura in ogni sua forma e difetto.

L'amore oltre l'apparenza: Questo disegno è lo studio per il celebre dipinto Ritratto di vecchio con nipote conservato al Museo del Louvre. Nel quadro finale, l'uomo abbraccia con immensa tenerezza il nipotino, che lo guarda negli occhi con pura ammirazione. Ghirlandaio ha voluto dimostrare che la deformità fisica non intacca minimamente la dignità, la dolcezza e la bellezza interiore dell'anima o degli affetti familiari.

Il valore della memoria: L'uomo ha gli occhi chiusi, il che ha spinto molti storici dell'arte a ipotizzare che Ghirlandaio abbia preso i suoi lineamenti sul letto di morte o subito dopo (una pratica comune per preservare le sembianze di una persona cara prima che andassero perdute per sempre).

Come scrisse il celebre critico d'arte Bernard Berenson a proposito di questo volto: «Tale deformità, tuttavia, non è repellente, né menoma la dignità di quel volto».


Giorgio Franzaroli [Vignettista satirico italiano, b. 1968]

 







Vauro Senesi [Vignettista, scrittore, opinionista e attore italiano, b. 1955]

 







Chad Carpenter [Fumettista statunitense, b. 1967]







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Emily Dickinson





(656)
: :  Emily Dickinson  : :



The name—of it—is "Autumn"—
The hue—of it—is Blood—
An Artery—upon the Hill—
A Vein—along the Road—

Great Globules—in the Alleys—
And Oh, the Shower of Stain—
When Winds—upset the Basin—
And spill the Scarlet Rain—

It sprinkles Bonnets—far below—
It gathers ruddy Pools—
Then—eddies like a Rose—away—
Upon Vermilion Wheels—


Il nome – suo – è “Autunno” –
Il colore – suo – è Sangue –
Un’Arteria – sulla Collina –
Una Vena – lungo la Strada –

Grandi Globuli – nei Viali –
E Oh, l’Acquazzone di Tinte –
Quando i Venti – rovesciano il Bacile –
E versano Pioggia Scarlatta –

Sparpaglia Berretti – laggiù –
Forma rubicondi Stagni –
Poi – avvolgendosi come una Rosa – se ne va –
Su Vermiglie Ruote –




Thomas Eakins [American Realist Painter, 1844-1916]




Thomas Eakins - The Chess Players (1876)






Werewolves (2024, diretto e co-prodotto da Steven C. Miller)

 



Un anno prima degli eventi narrati, una rarissima Superluna ha attivato un gene latente nel DNA umano, trasformando istantaneamente chiunque fosse esposto alla luce lunare in un feroce lupo mannaro per una notte, provocando circa un miliardo di morti in tutto il mondo.
Allo scoccare del secondo anno ("Year 2"), il fenomeno astrale sta per ripetersi. Il biologo molecolare ed ex marine Wesley Marshall corre contro il tempo per testare un siero preventivo (chiamato Moonscreen) in un laboratorio. Quando l'esperimento fallisce e le cavie infette scappano scatenando il caos, Marshall deve farsi strada armi in pugno in una città infestata da mostri per raggiungere la sua casa fortificata e mettere in salvo la propria famiglia.














Iside con coda di serpente

 


Iside con coda di serpente (II secolo d.C.)
Egitto - Terracotta - Los Angeles County Museum of Art


La dea Iside è rappresentata con il busto di donna e la parte inferiore del corpo trasformata in una coda di serpente avvolta a spirale, un sincretismo tra l'antica divinità egizia del raccolto e della fertilità Renenutet (spesso raffigurata come un cobra) e la dea greco-romana Iside. Arte e religione sincretica romano-egizia, fiorita in Egitto dopo la conquista di Ottaviano Augusto nel 30 a.C.. In questo periodo, le antiche tradizioni millenarie dei faraoni si fusero con il gusto e la cultura dell'Impero Romano.

La dea che porta sul capo una corona con disco solare e corna (o elementi legati all'iconografia isiaca) è associata a simboli di abbondanza e protezione.


L'anima egiziana (Il Mito): Il concetto alla base è puramente egizio. La figura unisce Iside a Renenutet (chiamata Thermuthis dai greci), l'antica dea-cobra protettrice del raccolto, della fertilità e delle nascite. Il corpo a forma di serpente (nello specifico un cobra) richiama il potere della terra, la rinascita e la protezione contro i veleni.

L'influenza romana (Lo Stile): La tecnica di realizzazione e i tratti del volto sono tipicamente romani. Non si tratta di una rigorosa e geometrica scultura in pietra da tempio faraonico, ma di una terracotta stampata in serie, una produzione di massa estremamente popolare nel mondo romano per i piccoli altari domestici (larari). Il viso della dea presenta lineamenti e acconciature che ricordano i ritratti delle matrone o delle imperatrici romane dell'epoca.

I romani rimasero letteralmente affascinati dai culti egizi (in particolare da quello di Iside), tanto da esportarli in tutto l'Impero, da Roma fino alla Britannia, riadattandoli alla propria sensibilità estetica.



Martina Clarke [Australia, b.1997]




Martina Clarke - Service (2026)
Olio su tela - 30 x 40 cm






Pepi Merisio [Italia, 1931-2021]



Pepi Merisio - Stazione Centrale di Milano, 1953






Giovanni Canavesio [Italia, 1450-1500]





Giovanni Canavesio - dettaglio dell'affresco del Giudizio Universale (1492)
Santuario di Notre-Dame des Fontaines, La Brigue, Francia



Il dettaglio raffigura un demone teriomorfo (dalle sembianze bestiali, simili a un lupo o a una fiera cornuta e artigliata) che tormenta e divora le anime dei dannati tra fiamme, corpi martirizzati e scheletri.


 


Giovanni Bellini [Italian High Renaissance Painter, ca.1430-1516]

 


Giovanni Bellini - Madonna Lochis (1475–76)
Tempera su tavola - 47×34 cm - Accademia Carrara, Bergamo



La prima cosa che colpisce osservando l'opera è lo sguardo sfuggente della Vergine.  Gli occhi sono socchiusi e non cercano il contatto visivo né con il Bambino né con lo spettatore. È uno sguardo rivolto verso l'interno, specchio di una profonda e dolorosa meditazione.
La testa di Maria piegata dolcemente verso il Figlio, crea una linea di intima tenerezza che contrasta con la tristezza del suo volto. Le labbra composte in un'espressione di silenziosa e composta rassegnazione.

Nelle opere rinascimentali, e in particolare nei capolavori di Bellini, questo velo di tristezza non è una semplice reazione emotiva materna. Si tratta del presagio della Passione: Maria, per ispirazione divina, conosce già il destino di sacrificio e morte che attende suo figlio sulla Croce. La gioia della maternità viene così filtrata dal dolore della consapevolezza.






Lillo Gullo

 




Primavera
: :  Lillo Gullo  : :

“Si sta sul chi va là
come marinai in vedetta
posseduti dalla smania
di additare per primi
la terra promessa di un germoglio.




venerdì 30 ottobre 2026

Pensierino della sera di Giovanni Falcone




"Ci accorgeremo che la mafia è entrata nelle istituzioni quando le stesse attaccheranno la magistratura."






The Handsome Family - Passenger Pigeons









Kawanabe Kyōsai [Pittore e stampatore giapponese del periodo Bakumatsu e Meiji, 1831–1889]

 


Kawanabe Kyōsai
- The Skeleton Arranging Flowers (1870-89)
Inchiostro su carta (sumi-e) - Kawanabe Kyōsai Memorial Museum, Saitama, Giappone


Questo schizzo viene spesso confuso o soprannominato "scheletro giardiniere" o "scheletro potatore" nel mondo occidentale, ma l'intento originale dell'artista Kawanabe Kyōsai è la rappresentazione dell'ikebana (l'arte giapponese della composizione dei fiori recisi).

Significato e il simbolismo dell'opera

Memento Mori ironico: Nella filosofia buddhista e nel folclore del periodo Edo, gli scheletri ricordano l'impermanenza della vita (mujo). Kyōsai tuttavia ribalta il concetto: anziché essere spaventosa, la Morte viene rappresentata in modo sereno o divertente, impegnata in compiti quotidiani ed eleganti riservati ai vivi.

Contrasto concettuale: C'è una sottile ironia visiva e concettuale nel mostrare uno scheletro privo di vita mentre si prende cura, taglia e dispone con cura millimetrica e delicatezza una pianta viva.

Il dettaglio delle forbici: Accanto allo scheletro si vedono chiaramente le tradizionali forbici giapponesi da potatura (hasami), usate sia per l'ikebana che per i bonsai.





Kees van Dongen [Dutch Fauvist Painter, 1877-1968]

 


Kees van Dongen - Cérès (Buste de Femme)(1948)




La carta numero 20 del mazzo di divinazione "Petit Lenormand"

 


La carta numero 20 del mazzo di divinazione "Petit Lenormand"
Corrisponde alla figura del Giardino e alla carta da gioco dell'8 di picche


20. Annonce une bonne et grande compagnie ou l'on entrera, tout près, elle assure
encore une amitié constante mais éloignée, c'est un signe pour de faux amis.

20. Annuncia una buona e grande compagnia in cui si entrerà; molto da vicino, assicura ancora un'amicizia costante ma lontana, (oppure) è un segno di falsi amici (a seconda delle carte vicine).


 Significato della Carta (Il Giardino / 8 di Picche)

Nel sistema Lenormand, il Giardino rappresenta la sfera pubblica, la società, gli incontri e le relazioni sociali. Il testo sulla carta riassume le sfumature del suo significato in base alla posizione della carta rispetto al consultante:
- Annuncia l'ingresso in un nuovo cerchio sociale, una festa, un evento pubblico o una "grande compagnia" positiva.
- Conferma la presenza di legami affettivi sinceri e costanti, anche se geograficamente distanti.
- Poiché è legata all'8 di picche, se la carta si trova circondata da carte negative o rappresenta contesti di apparenza, mette in guardia dai "faux amis" (falsi amici), ovvero da relazioni superficiali o pettegolezzi tipici degli ambienti mondani.




Adolf Hirémy-Hirschl [Hungarian, Jewish artist, 1860–1933]

 


Adolf Hirémy-Hirschl
Portrait of a Young Woman, from "Melancholy" (1915)
(Ritratto di una giovane donna, da "Melancholia")
Pastello su carta arancione - 33,3 x 47,6 cm - Art Institute of Chicago



Questo ritratto trasmette tristezza, espressa magistralmente attraverso scelte visive precise che catturano lo stato d'animo della malinconia:
Lo sguardo vuoto e perso: Gli occhi della donna non fissano lo spettatore, ma sono rivolti leggermente verso l'alto e di lato. Questo dettaglio evoca un senso di profonda solitudine, come se la modella fosse completamente assorta nei suoi pensieri ed estraniata dal mondo circostante.

La bocca socchiusa e i lineamenti statici: Le labbra sono leggermente dischiuse e prive di tensione, un segno tipico dell'abbandono emotivo e della stanchezza interiore causata dal dolore o dal peso dei ricordi.

Il contrasto cromatico: Lo sfondo azzurro freddo, applicato con tratti rapidi attorno alla testa, contrasta con il calore della carta arancione. Questo accostamento isola il volto e ne accentua l'aspetto pallido e vulnerabile, quasi a voler materializzare visivamente l'aura di tristezza che la circonda.



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Alidor Lamote

 


Alidor Lamote - Two Children in Front of the Prayer Room (1915)
Olio su tela - 140 x 115 cm - Collezione privata



I bambini stanno guardando all'interno di una stanza adibita alla preghiera, dove si sta svolgendo una veglia funebre.
Se si osserva attentamente la penombra oltre la soglia, si possono distinguere:
Una bara o un feretro coperto da un drappo chiaro al centro della stanza.
Tre candele accese posizionate sul tavolo/altare, che creano l'unica fonte di luce nel buio.
Una figura scura e velata, presumibilmente una donna in lutto (forse la madre), seduta o inginocchiata in preghiera sul lato sinistro, parzialmente nascosta dall'oscurità.
I bambini si sono tolti gli zoccoli prima di entrare, un gesto che nella cultura contadina fiamminga andava oltre la pulizia: era un segno di profondo rispetto per la sacralità del momento e per il defunto.





Snoopy & Woodstock





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Artemisia Gentileschi

 


Artemisia Gentileschi - Sansone e Dalila (1620-25)
Olio su tela - 164 × 200 cm - Collezione privata



La scena raffigura l'episodio biblico tratto dal Libro dei Giudici: il forte eroe Sansone è addormentato con la testa greve sulle ginocchia di Dalila, mentre un giovane servitore o complice taglia le sue ciocche (la fonte della sua sovrumana forza) con un paio di forbici. Sulla destra, sullo sfondo di un'architettura classica, si intravedono i soldati filistei pronti a intervenire per catturarlo.

Uno dei tradimenti più celebri e spietati della storia biblica.
Dalila non agisce per passione o per un ideale, ma per puro interesse economico: accetta infatti una massiccia ricompensa in sicli d'argento dai principi dei Filistei per scoprire il segreto dell'invincibilità di Sansone.
Artemisia Gentileschi riesce a trasmettere la tensione viscerale di questo dramma attraverso dettagli magistrali:
La finta tenerezza di Dalila: Con una mano sostiene delicatamente la testa di Sansone per non svegliarlo, simulando un gesto d'affetto che è in realtà l'atto finale del suo inganno.
La vulnerabilità di Sansone: L'eroe, colto nel sonno, è completamente indifeso, con la schiena nuda esposta e abbandonata sulle gambe della donna di cui si fidava.
La complicità furtiva: Il complice che recide i capelli scambia uno sguardo carico di suspense con Dalila, mentre con l'altra mano indica i soldati che aspettano nell'ombra, pronti a piombare sull'eroe ormai privato della sua forza protettiva.