mercoledì 14 ottobre 2026
Antoon van Dyck [Pittore fiammingo, 1599–1641]
Antoon van Dyck - Ritratto di Frans Snyders e di sua moglie Margareta de Vos (circa 1621)
Olio su tela - 82×110 cm - Gemäldegalerie, Kassel, Germania
Al centro del dipinto spicca l'intreccio delicato delle mani dei due coniugi. Frans Snyders appoggia la mano su quella della moglie con un gesto che non e solo di affetto, ma simboleggia l'unione matrimoniale e la fedeltà. La mano di lei, rivolta verso l'alto, accoglie il gesto in segno di sottomissione e armonia coniugale.
L'uomo e ritratto con una posa fiera e aristocratica. La mano destra sul petto e un gesto classico della ritrattistica barocca che indica sincerità, lealtà e dignità personale. Il suo sguardo e diretto, intelligente e sicuro, tipico dell'immagine pubblica di un artista di successo.
Margareta siede leggermente più indietro rispetto al marito, secondo le convenzioni dell'epoca che vedevano l'uomo come figura preminente della famiglia. Tuttavia, il suo sguardo e sereno e fiero, a dimostrazione del rispetto e dello status di cui godeva.
Henri de Braekeleer [Belgio, 1840–1888]
Henri de Braekeleer
The Old Inn 'Het Loodshuis' in Antwerp(1877)
(La vecchia locanda "Het Loodshuis" ad Anversa)
Olio su tela - 83,5 × 112,5 cm
Koninklijk Museum voor Schone Kunsten Antwerpen (KMSKA), Anversa
Il dipinto offre una straordinaria testimonianza della pittura di genere fiamminga del XIX secolo, caratterizzata da un realismo meticoloso, uno studio profondo della luce naturale e una palette dominata da caldi toni lignei ed ocra.
La scena immortala l'interno silenzioso di una taverna di Anversa. Sulla sinistra, un oste si appoggia pensieroso al bancone, circondato da scaffali colmi di bottiglie e bicchieri di vetro. Al centro, una sedia vuota conduce lo sguardo dello spettatore attraverso una porta aperta verso una stanza sul retro, dove si intravede un'altra figura seduta.
Una grande finestra a vetrate sulla destra inonda l'ambiente di luce soffusa, mettendo in risalto la texture del pavimento in legno e i complessi dettagli dei mobili antichi, tra cui spicca l'imponente orologio a pendolo al centro della stanza.
Brookesia micra
Rettile appartenente alla famiglia Chamaeleonidae, endemico del Madagascar.
È il più piccolo camaleonte noto, dal momento che un adulto non supera i 3 cm.
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Jusepe de Ribera [Spanish-born Italian Baroque Era Painter, ca.1591-1652]
Oil on canvas - 220 x 301 cm - Museo del Prado, Madrid
Il dipinto fa parte di una famosa serie dedicata ai supplizi dei grandi peccatori della mitologia greca (Le Furie o I Grandi Condannati dell'Ade).
La scena rappresenta la punizione di Issione, re dei Lapiti. Colpevole di aver tentato di sedurre Era (Giunone), la moglie di Zeus, venne condannato a essere legato a una ruota infuocata in perenne rotazione negli Inferi.
L'opera risente profondamente del caravaggismo e dell'uso drammatico del chiaroscuro tipico di Ribera. Il corpo monumentale e contorto di Issione domina lo spazio, mentre in basso a sinistra un demone dalle orecchie appuntite e dallo sguardo beffardo assiste al supplizio agitando la ruota.
Un dettaglio storico interessante riguarda l'orientamento della tela. Tradizionalmente il dipinto veniva esposto in orizzontale, ma studi e critiche più recenti suggeriscono che l'opera potrebbe essere nata per essere appesa in senso verticale.
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*Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto,
1600,
curiosità
Louis-Léopold Boilly [Pittore francese, 1761-1845]
Louis-Léopold Boilly - L'Avarice dans la cuisine (1850)
L'opera fa parte di una serie di stampe satiriche dedicate alla rappresentazione dei sette peccati capitali calati nel contesto della vita quotidiana e domestica dell'epoca, come ad esempio la gola, l'invidia e l'accidia ambientate all'interno di una cucina.
L'opera mette in scena, attraverso la caricatura e la pittura di genere, la gelosia professionale tra i cuochi dell'epoca: un cuoco osserva con evidente risentimento e disappunto il piatto elaborato e orgogliosamente mostrato dal suo collega.
Vincent van Gogh
Vincent van Gogh - Autoritratto (1887)
Olio su tavola da artista, montata su pannello intelaiato
41 x 32.5 cm - Art Institute of Chicago
Tobias Weiss [Germania, 1840-1929]
Tobias Weiss
Per unum hominem peccatum in hunc mundum intravit, et per peccatum mors. Rom. V.12. (1891)
La scena rappresenta in modo allegorico le conseguenze teologiche della caduta dell'uomo secondo le Scritture:
La cacciata dal Paradiso terrestre: Al centro sono raffigurati Adamo ed Eva mentre fuggono disperati e coperti di pelli. Sulla sinistra, l'Arcangelo Michele presidia la porta dell'Eden impugnando una spada fiammeggiante.
L'ingresso del peccato e della morte: Sulla destra, la figura scheletrica della Morte, avvolta in un sudario bianco, accoglie i primi uomini nel mondo terreno. Ai suoi piedi si snoda il serpente tentatore, simbolo del peccato originale che ha introdotto la mortalità nella storia umana.
L'iscrizione in latino corsivo nella parte inferiore riporta il celebre passo della Lettera ai Romani (Capitolo 5, versetto 12) della Bibbia Vulgata:
"Per unum hominem peccatum in hunc mundum intravit, et per peccatum mors."
Traduzione italiana:
"A causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte."
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*Tobias Weiss,
1800,
argomenti,
illustrazioni e drawing
Gahan Allen Wilson [Autore americano, fumettista e illustratore, 1930–2019]
We sure appreciate your doing all you can to make the weather interesting, Herb!"
("Apprezziamo moltissimo tutto quello che fai per rendere il tempo interessante, Herb!")
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illustrazioni e drawing
Johann Heinrich Füssli
Johann Heinrich Füssli - Arianna osserva la lotta di Teseo con il Minotauro (1815-20)
Acquerello marrone, olio, guazzo bianco, gessetto bianco e grafite su carta spessa
61,9 × 50,2 cm - Yale Center for British Art, New Haven, Connecticut, US
Il re di Creta, Minosse, custodiva all'interno di un immenso e intricato labirinto progettato dall'architetto Dedalo il Minotauro, una creatura mostruosa metà uomo e metà toro. Ogni nove anni, la città di Atene era costretta a inviare a Creta un terribile tributo: sette ragazzi e sette ragazze destinati a essere divorati dal mostro.
Teseo, giovane ed eroico principe di Atene, decise di imbarcarsi con le vittime per porre fine a questo massacro uccidendo la creatura.
Al suo arrivo a Creta, Teseo conobbe Arianna, la figlia del re Minosse. La principessa si innamorò perdutamente dell'eroe e decise di aiutarlo a compiere l'impresa, consapevole che nessuno era mai riuscito a uscire vivo dal labirinto a causa della sua complessità.
Arianna consultò Dedalo e ottenne l'oggetto chiave del mito: un gomitolo di filo rosso.
Il filo di Arianna non serviva a sconfiggere il mostro, ma a risolvere il problema più grande: la perdita dell'orientamento.
Prima di addentrarsi nell'oscurità, Teseo legò un capo del filo all'entrata del labirinto. Man mano che procedeva nei corridoi, l'eroe srotolava il gomitolo dietro di sé. Dopo una violenta lotta in cui riuscì a uccidere il Minotauro a mani nude, Teseo dovette semplicemente riavvolgere il filo per ritrovare la strada verso l'uscita insieme agli altri giovani ateniesi.
Dopo la vittoria, Teseo fuggì da Creta portando Arianna con sé. Tuttavia, durante una sosta sull'isola di Nasso, l'eroe la abbandonò nel sonno (da qui l'espressione "piantare in asso", derivata storicamente da "piantare in Nasso").
La disperazione di Arianna durò poco: il dio del vino Dioniso (Bacco) la trovò, se ne innamorò e la sposò, regalandole come dono di nozze una splendida corona d'oro che divenne poi la costellazione della Corona Boreale.
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*Johann Heinrich Füssli,
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Cane randagio (野良犬 , Nora inu, 1949 diretto da Akira Kurosawa)
Durante un'asfissiante ondata di caldo nella Tokyo del dopoguerra, al giovane detective Murakami viene rubata la pistola d'ordinanza Colt .45 su un autobus affollato.
Consumato dal senso di colpa e dal timore del disonore, Murakami si traveste da veterano sbandato e si immerge nei mercati neri e nelle baraccopoli della città alla disperata ricerca dell'arma.
La situazione precipita quando la pistola rubata viene utilizzata in una serie di rapine a mano armata e, infine, per un omicidio.
Affiancato dal veterano Satō, Murakami inizia una corsa contro il tempo per fermare il criminale, Yusa, un giovane disperato che rappresenta lo specchio oscuro e l'alter ego dello stesso Murakami.
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Nobel Truong
Nobel Truong - Fluorescent Cactus Collection (2015)
Sculture acriliche in plexiglass
Questa serie di installazioni artistiche, pensata originariamente sia come veri e propri accessori d'arredo per la casa sia come lampade e sculture stand-alone, riproduce diverse specie botaniche di piante desertiche tipiche della California. Le creazioni sfruttano le proprietà riflettenti dei materiali acrilici per catturare la luce naturale e accendersi di tonalità neon accese, creando un netto ed evocativo contrasto cromatico quando vengono collocate all'interno di paesaggi desertici reali.
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2000,
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Giuda Iscariota impiccato
Pittore anonimo tardogotico - Giuda Iscariota (1480-90)
dettaglio del dipinto "Pasja toruńska" (la Passione di Toruń)
L'opera complessiva, un grande pannello che narra contemporaneamente ben 22 scene
diverse della Passione, fu originariamente commissionata dai frati Domenicani di Toruń.
Tempera e olio su tavola
Giuda viene mostrato appeso a un albero con indosso una tunica gialla, colore tradizionalmente associato al tradimento e all'invidia nell'iconografia medievale.
Secondo i vangeli e la tradizione medievale, l'anima di un suicida non poteva uscire dalla bocca poiché questa era stata contaminata dal bacio del tradimento dato a Gesù. Di conseguenza, l'anima fuoriesce dal ventre squarciato.
La figura mostruosa e scura sulla destra rappresenta un diavolo alato con zampe artigliate che afferra direttamente la piccola anima nuda e indifesa di Giuda per trascinarla all'Inferno.
Cornelis Saftleven [Dutch Baroque Era Painter, ca.1607-1681]
Oil on panel - 48 × 62 cm - Fondation Custodia, Collection Frits Lugt, Paris
L'artista realizzò questo dipinto all'età di soli 21 anni, poco dopo il suo ingresso nella gilda dei pittori di Rotterdam, utilizzando la satira e la rappresentazione antropomorfa degli animali per mettere in ridicolo i vizi dell'umanità.
Un maiale posizionato in piedi sopra una botte di birra simboleggia il vizio della gola (Gula). L'animale indossa un boccale alla cintura e legge ad alta voce il "Varkenskrant" (il Giornale dei Maiali).
Davanti al maiale si raduna una processione di figure grottesche, per lo più animali o creature ibride metà uomini e metà bestie, che incarnano la stupidità e le debolezze umane, tutte intente ad ascoltare i suoi precetti.
La scena è ambientata in una terra desolata e cupa. Sul lato destro spicca un albero spoglio da cui pendono una campana e uno scheletro/teschio, elementi che richiamano il tema del memento mori e l'inevitabile declino a cui conduce la stoltezza.
Il grande secchio di metallo capovolto e abbandonato in basso a destra ha una duplice funzione, sia visiva che profondamente simbolica, legata alla tradizione dei proverbi e dell'arte moraleggiante fiamminga:
Inutilità dello sforzo e spreco: Un recipiente capovolto e vuoto simboleggia l'inutilità, il vuoto morale e l'assenza di sostanza spirituale. Rappresenta le fatiche umane che non portano a nulla se non al vuoto dell'anima.
Le cose fatte non si possono cambiare: Nella tradizione iconografica olandese dell'epoca (resa celebre da maestri come Pieter Bruegel il Vecchio, QUI), oggetti domestici rovesciati o sparsi a terra richiamano proverbi legati alla perdita irreparabile e all'irreversibilità degli errori umani, come il celebre detto "È inutile piangere sul latte versato" (o sulla zuppa versata dal secchio).
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1600,
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argomenti
martedì 13 ottobre 2026
Pensierino della sera di Gabriele Moretti
Che cos'è un regime, in fin dei conti? A cosa mira un governo totalitario, come quello sognato tanti anni fa da Gelli nel programma di Propaganda 2?
A cosa mirava, per somiglianza, lo stesso governo Mussolini all'alba della presa del potere?
A un Parlamento destituito di ogni forza (un "bivacco di manipoli"), all'annullamento dei tre poteri dello Stato riuniti sotto la volontà dell'Esecutivo, alla possibilità di non essere "disturbati" dalle opposizioni che tanto non avrebbero comunque seggi sufficienti per avere voce in capitolo, all'eliminazione della pluralità delle rappresentanze e, infine, al 100% del controllo dello Stato.
Bene. Sulla giustizia ci hanno provato, fortunatamente hanno trovato resistenza da parte delle opposizioni (perché prima di questo troiaio elettorale c'erano e avevano il potere di farlo) e si son dovuti misurare col Popolo attraverso un referendum confermativo, battendoci il muso.
Al prossimo tentativo, quando avranno un premio di maggioranza bulgaro, non ne avranno bisogno. Faranno la legge sulla separazione delle cariche e stop, fanculo la volontà popolare che si è già espressa. Sarà il volere della minoranza, un altro punto per Gelli e alla faccia della "sovranità popolare" di cui vanno blaterando Santanché e amichetti.
Poi sarà la volta del Presidente della Repubblica, che adesso ha diritto di veto, eletto fra le loro fila. Aspettatevi uno come La Russa o come Tajani, un fantoccio a comando.
Et voilà: potere Giudiziario sotto il controllo dell'Esecutivo, che da solo fa anche le leggi e se le approva, senza manco il veto del Presidente della Repubblica.
Questo è il FASCISMO.
Mica solo quei dieci imbecilli rasati che vanno a alzare il braccio a Acca Larentia o fanno i cortei a Predappio, quelli sono i burattini imbottiti di propaganda che servono a creare l'effetto nostalgia delle paludi bonificate e dei treni in orario. E' la presa del potere un pezzo alla volta, col favore di milioni di idioti utili alla causa che poi lo subiranno pure loro, e non avranno neppure la scusa di averlo contrastato.
L'altra volta non c'era alcuna Costituzione a frenarlo, stavolta è una strada più impervia. Ma ce la stanno facendo, anche col favore di regìe esterne come Russia e USA (che lo hanno candidamente ammesso, ma bastavano gli scandali Russia Gate e Epstein Files... o se preferite guardate proprio oggi Trump e Putin che si accordano sul gasolio in barba a noi).
L'unico argine è un voto schiacciante, unito, un rullo compressore che li ributti sotto la soglia del 10% e magari anche fuori dal Parlamento, cosa che adesso vogliono fare alle sinistre frammentate in 10 partitucoli che dovranno raccogliere molte più firme in ogni circoscrizione anche soltanto per poter esistere. L'unico freno è il voto, per questo stanno truccando anche le regole di quello.
Una nota a margine:
Sono più di vent'anni che vi avvisiamo che il programma della P2 non è mai morto ma solo rimandato. Ma molti manco si son presi due minuti per leggerlo, in questi vent'anni. E ci scommetterei un braccio che son gli stessi che non hanno letto fino a qui e si son precipitati a commentare "rosika comunista", peccato che questa bacheca non sia democratica con chi la democrazia la vuole violentare e lasciare in una pozza di sangue.
Jean Bernard Restout [French, 1732–1797]
Jean-Bernard Restout - Morfeo (1771)
Olio su tela - 97,6 x 130 cm - Cleveland Museum of Art negli Stati Uniti
Un particolare interessante sono i fiori di papavero da oppio sparsi attorno al corpo, noti fin dall'antichità per le loro proprietà sonnifere e tradizionalmente legati alla grotta di Morfeo.
Sarah Best [Artista visiva e scultrice statunitense, b.1980]
Sarah Best - North Star (2023)
Opera tridimensionale realizzata con una tecnica a tecnica mista,
collage e carta scolpita, racchiusa all'interno di una cornice a scatola (shadowbox)
Un gufo delle nevi la cui ala sinistra si dissolve e si trasforma poeticamente in uno stormo di farfalle bianche e maculate che prendono il volo.
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#Sarah Best,
2000,
altre forme d'arte,
animal house
Matsuo Bashō / Katsushika Hokusai
Katsushika Hokusai - Uso ni shidarezakura (Ciuffolotto e ciliegio piangente)(1832-34)
鐘消えて花の香は撞く夕哉
Kane kiete / hana no ka wa tsuku / yūbe kana
Nella sera, tra i fiori, si spengono rintocchi di campana
: : Matsuo Basho : :
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*Katsushika Hokusai,
^Matsuo Bashō,
1800,
animal house,
haiku,
Ukiyo-e
John Koch [American, 1909-1978]
Tipico della cultura queer di metà Novecento, Koch inseriva costantemente riferimenti cifrati e "sguardi desideranti" (il cosiddetto gay gaze) all'interno delle sue opere. Se da un lato celebrava idilli domestici ed eterosessuali confortevoli (come nel quadro Night o in Siesta, che finì sulla copertina di TIME nel 1964 per un numero speciale sui costumi sessuali americani), dall'altro dedicava una cura quasi feticistica e fortemente erotizzata alla rappresentazione dei corpi maschili.
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