Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 14 ottobre 2026

Johann Heinrich Füssli

 


Johann Heinrich Füssli - Arianna osserva la lotta di Teseo con il Minotauro (1815-20)
Acquerello marrone, olio, guazzo bianco, gessetto bianco e grafite su carta spessa
61,9 × 50,2 cm - Yale Center for British Art, New Haven, Connecticut, US


Il re di Creta, Minosse, custodiva all'interno di un immenso e intricato labirinto progettato dall'architetto Dedalo il Minotauro, una creatura mostruosa metà uomo e metà toro. Ogni nove anni, la città di Atene era costretta a inviare a Creta un terribile tributo: sette ragazzi e sette ragazze destinati a essere divorati dal mostro.
Teseo, giovane ed eroico principe di Atene, decise di imbarcarsi con le vittime per porre fine a questo massacro uccidendo la creatura.

Al suo arrivo a Creta, Teseo conobbe Arianna, la figlia del re Minosse. La principessa si innamorò perdutamente dell'eroe e decise di aiutarlo a compiere l'impresa, consapevole che nessuno era mai riuscito a uscire vivo dal labirinto a causa della sua complessità.
Arianna consultò Dedalo e ottenne l'oggetto chiave del mito: un gomitolo di filo rosso.

Il filo di Arianna non serviva a sconfiggere il mostro, ma a risolvere il problema più grande: la perdita dell'orientamento.
Prima di addentrarsi nell'oscurità, Teseo legò un capo del filo all'entrata del labirinto. Man mano che procedeva nei corridoi, l'eroe srotolava il gomitolo dietro di sé. Dopo una violenta lotta in cui riuscì a uccidere il Minotauro a mani nude, Teseo dovette semplicemente riavvolgere il filo per ritrovare la strada verso l'uscita insieme agli altri giovani ateniesi.

Dopo la vittoria, Teseo fuggì da Creta portando Arianna con sé. Tuttavia, durante una sosta sull'isola di Nasso, l'eroe la abbandonò nel sonno (da qui l'espressione "piantare in asso", derivata storicamente da "piantare in Nasso").
La disperazione di Arianna durò poco: il dio del vino Dioniso (Bacco) la trovò, se ne innamorò e la sposò, regalandole come dono di nozze una splendida corona d'oro che divenne poi la costellazione della Corona Boreale.



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