Tipico della cultura queer di metà Novecento, Koch inseriva costantemente riferimenti cifrati e "sguardi desideranti" (il cosiddetto gay gaze) all'interno delle sue opere. Se da un lato celebrava idilli domestici ed eterosessuali confortevoli (come nel quadro Night o in Siesta, che finì sulla copertina di TIME nel 1964 per un numero speciale sui costumi sessuali americani), dall'altro dedicava una cura quasi feticistica e fortemente erotizzata alla rappresentazione dei corpi maschili.
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