John William Waterhouse - Consulting the Oracle (ca.1884)
Oil, canvas - 72 x 44 cm - Tate Britain, London
Il dipinto raffigura una scena rituale e misteriosa. Una sacerdotessa si sporge in avanti facendo cenno di fare silenzio con la mano, nel tentativo di carpire la profezia sussurrata da un teraph. Il teraph è un antico idolo oracolare semitico ricavato da una testa umana mummificata e trattata con spezie, appesa alla parete del santuario.
Di fronte alla sacerdotessa, sette giovani donne sono disposte a semicerchio sul pavimento. Ognuna mostra una gamma differente di intense emozioni legate all'attesa e alla suspense: terrore, disperazione, stupore, ansia e profonda angoscia.
Sebbene originariamente ispirata a una ambientazione greca (la Sibilla Delfica), Waterhouse virò poi verso un'atmosfera mediorientale dalle influenze bibliche ed esotiche, definita da finestre ad arco finemente intagliate (mashrabiyya), pavimenti in marmo e ricchi tappeti orientali.
Il dipinto è famoso per la sua struttura a "buco della serratura" (keyhole composition), in cui il cerchio parziale di donne concentra l'attenzione visiva dello spettatore verso la sacerdotessa. Questa armonia geometrica di cerchi e linee orizzontali viene interrotta volutamente dalla diagonale del corpo proteso della sacerdotessa e dalla disposizione asimmetrica dei tappeti, creando una forte tensione emotiva e visiva.
Il teraph


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