László Mednyánszky - Öregember halála. A festő apjának halála (1890)
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domenica 8 novembre 2026

Oscar Wilde / Honoré Daumier




Honoré Daumier
- L'Absinthe: Le premier verre, Le sixième verre
(1863)
(L'assenzio: Il primo bicchiere, Il sesto bicchiere)
dalla collezione "Les Chinois de Paris" (I cinesi di Parigi),
uscita sul periodico satirico francese "Le Charivari" - 24×28 cm





“Un bicchiere d’assenzio, non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose.”



: :  Oscar Wilde   : : 






mercoledì 13 maggio 2026

Pablo Picasso

 


Pablo Picasso - Buveuse d'absinthe (1901)






venerdì 6 marzo 2026

Edgar Degas




Edgar Degas - In a café or L’Absinthe (1875-76)
Olio su tela - 92×68 cm - Museo d'Orsay, Parigi











mercoledì 4 marzo 2026

Édouard Manet




Édouard Manet - Le buveur d’absinthe (Il bevitore d'assenzio)(1858)








giovedì 12 settembre 2024

Pablo Picasso



Pablo Picasso - The absinthe drinker (1901)
Olio su tela - 65×51 cm



lunedì 30 ottobre 2023

sabato 21 ottobre 2023

Henry Patrick Clarke [Artista e creatore di vetrate, illustratore di libri irlandese, 1889-1931]

 



Henry Patrick Clarke - Mephistopheles as a décadent absinthe drinker (Self-portrait)(1914)




venerdì 20 gennaio 2023

Pablo Picasso [Pittore, scultore e litografo spagnolo, 1881-1973]

 



Pablo Picasso - La bevitrice di assenzio (1901)
Olio su tela - 73 × 54 cm - Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo





sabato 11 dicembre 2021

Jean Béraud [Russian-born French Impressionist Painter, 1849-ca.1935]


Jean Béraud - Bevitrice d’assenzio (1849)





giovedì 11 maggio 2017

Kapian ka pa nu Dios aschapanderak!

(lingua Itbayat, lingua austronesiana, del gruppo batanic, parlata nelle isole Batanes)





"Nasceva oggi nel 274 Costantino. 
Uccise Massenzio, Licinio, suo suocero, suo nipote, sua moglie e suo figlio. 
Però morì da bravo cristiano."


: :  Stefano‏ @_golgota  : :


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martedì 24 gennaio 2017

Olispôzowi! 

(lingua Abenaki, in pericolo di estinzione è una lingua algonchina, sottofamiglia della lingua algica, diffusa nel nord America)




"La fortuna mi ha baciato; ma aveva l'herpes."


: :  Brady CAttivOZ Figoz ‏@Sil_Assenzio  : :


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martedì 27 dicembre 2016

Salvatore Quasimodo [poeta italiano, premio Nobel, 1901 – 1968]




Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.

: :  Salvatore Quasimodo, Antico inverno, prima strofa  : :


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venerdì 20 novembre 2015

L'assenzio




mercoledì 3 settembre 2014

Era una notte buia e tempestosa... Victor Hugo/Henri Fantin-Latour

Henri Fantin-Latour - Roses in a Basket on a Table (1876)

da: "Les Misérables" di Victor Hugo

Era una notte buia e tempestosa. Una di quelle notti che minaccia un temporale da Diluvio Universale. Una di quelle notti senza luna, dove solo i lampi riescono a dare un minimo di luce.
Uno di essi illuminò un corpo umano. Se umano quel corpo poteva ancora definirsi. L’incarnato era molto più di pallido, aveva un colorito grigiastro simile a quello dei corpi che stanno per raffreddarsi per sempre. Un lievissimo strato di pelle copriva a mala pena le ossa, segno di una vita di stenti e di continui sacrifici.
Un altro lampo illuminò quella figura di donna. Portava un leggerissimo vestito che le lasciava scoperte le spalle scheletriche. Sul davanti c’era una profonda scollatura a “V” che le metteva in mostra i seni, un tempo abbondanti e morbidi, ma che adesso erano scheletrici e malaticci come tutta la sua figura.
Tutto i lei metteva in luce quel fosse il suo compito quella notte, proprio lì vicino al porto.
Un terzo lampo squarciò il buio della notte, illuminandole il viso.
Aveva il volto scavato, gli occhi erano enormi a causa dell’eccessiva magrezza del viso. Il suo incarnato era talmente pallido che a tratti risultava blu, tanto le vene erano in evidenza.
Ciò che la luce del lampo mise più in evidenza fu il suo falso sorriso. Ostentava una falsa gaiezza per far sì che molti uomini la notassero.
Era impossibile però non farlo. Come non notare i due buchi in corrispondenza degli incisivi?
Molti dicevano che l’aveva fatto per pagarsi l’assenzio, ma essi non capivano. Si fermavano solo alla superficie.
Sapevano forse che quella donna aveva venduto i suoi capelli e i suoi incisivi pur di dar da mangiare a sua figlia?
Quella figura scheletrica si avvicinò al luogo appena illuminato da un quarto lampo. Si dirigeva lentamente verso il porto, i quella notte piena di marinai appena tornati in patria.
Canticchiava nella speranza di attirarne l’attenzione, ma molti di loro si allontanarono da lei per via del suo odore. Portava addosso il classico odore dolciastro di ospedale e malato, il quale era mischiato a una forte puzza di morte e alcool.
All’improvviso due forti e sudice mani l’afferrarono.
“Ah, voilà. Tu est arrivée finallement, Fantine”.
Quelle mani la presero con la forza e la portano in un vicolo buio. Venne sbattuta in malo modo contro una parete. L’urto fu talmente forte che lei sentì qualcosa rompersi contro di lei.
Una costola, un pezzetto della sua anima…non sapeva dirlo con chiarezza. Sapeva solo che dentro di sé qualcosa se n’era andato per sempre.
“Tu est toujours si disponible, ma chérie”.
L’uomo iniziò a baciarle lascivamente il collo, il petto, i seni magri…
Le sue mani come artigli le squarciarono il vestito. Quelle mani la strinsero, la graffiarono, andando fin dentro di lei.
“Je ne peux plus restister, Fantine” le disse, sussurrandole quelle parole peccaminose e lascive all’orecchio.
Quando lui entrò in lei, Fantine sentì come se mille aghi la stessero perforando.
Lui si muoveva sempre più forte, pensando solo al suo piacere, lei invece continuava ad urlare per il dolore. Si sentiva come violata fin dentro l’anima, senza il minimo ritegno o preavviso.
Sentiva nella sua testa l’eco delle sue urla e il rimbombo delle spinte che la stavano distruggendo dentro.
Piano…lentamente…
Spinta dopo spinta sentiva una parte di lei morire, lasciando un segno indelebile su quel corpicino.
Quando l’amplesso finì, le sue gambe cedettero e si accasciò a terra.
“Tiens ton argent, bonbon. A la prochaine fois.”
La lasciò lì come si lascia sulla strada la spazzatura.
E la povera Fantine, come ogni volta, si sentì sporca, sudicia…Si sentì come se le avessero appena gettato addosso un vaso da notte stracolmo.
Un ultimo lampo illuminò il luigi che il marinaio le aveva lasciato.
Anche in quella notte buia e tempestosa la Fantine aveva guadagnato per poter mantenere la sua Cosette.


sabato 31 marzo 2012

From Hell (La vera storia di Jack lo squartatore)(2001) dei fratelli Hughes


L'ispettore Abberline preparara l'assenzio. 
Nella scena vi è un richiamo ad una "moda" del mondo della letteratura di quel secolo che vuole che i poeti del decadentismo dediti a tale vizio. L'assunzione di assenzio e laudano si diceva facessero acquisire l'ispirazione necessaria per scrivere opere che imprimessero su carta quelle sensazioni, timori e disagi, vale a dire lo spleen, descritto da Charles Baudelaire nei Les fleurs du mal.


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martedì 31 maggio 2011

Eugenio Montale - Mia vita


Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

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giovedì 7 ottobre 2010

7 Ottobre 1910 cent'anni fa l'abolizione dell'assenzio in Svizzera


Albert Gantner - Manifesto che critica l'abolizione dell'assenzio in Svizzera
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Fée Verte (Fata Verde) era l'epiteto con cui era anche conosciuto l'assenzio.
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Dopo la diffusione della notizia secondo cui alcuni crimini violenti sarebbero stati commessi sotto l'influenza diretta della bevanda (risultata successivamente essere falsa, perché questi crimini erano in realtà stati commessi da persone ubriache) le associazioni contro l'uso di alcoolici presero di mira l'assenzio indicandolo come una minaccia sociale. Affermarono che rende folli e criminali, trasforma gli uomini in selvaggi e costituisce una minaccia per il nostro futuro.
Il dipinto di Edgar Degas, L'assenzio, risalente al 1876 (ora conservato al Museo d'Orsay), riassunse la mentalità popolare che vedeva i bevitori "dipendenti" di assenzio come instupiditi e mentalmente offuscati. Émile Zola descrisse le loro gravi intossicazioni nella sua novella L'Ammazzatoio.
Nel 1915 l'assenzio venne ritirato dal commercio in molti paesi e la sua produzione vietata.
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In Svizzera, la proibizione dell'assenzio fu addirittura scritta nella costituzione, in seguito a una iniziativa popolare. Nel 2000 questo articolo fu sostituito durante una revisione generale della costituzione, ma la proibizione fu semplicemente spostata nel codice di legge ordinaria.
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