Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 16 ottobre 2026

Alfred Hitchcock / Albert Watson




Albert Watson - Alfred Hitchcock, Los Angeles. 1973


Sir Alfred Joseph Hitchcock
[Londra, 13 agosto 1899 – Los Angeles, 29 aprile 1980]
Regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense


Soprannominato universalmente come il "Maestro del brivido" (Master of Suspense), ha rivoluzionato il genere del thriller psicologico attraverso l'uso innovativo della cinepresa, del montaggio e della gestione della tensione. Nel corso di una carriera durata sei decenni, ha diretto oltre 50 lungometraggi, passando con successo dall'era del cinema muto in Gran Bretagna alle grandi produzioni hollywoodiane a colori.

Hitchcock era solito apparire brevemente e in ruoli marginali in quasi tutti i suoi film, trasformando questa abitudine in un vero e proprio marchio di fabbrica.

Dietro il successo del grande regista si nascondeva una personalità complessa, segnata da esperienze d'infanzia traumatiche, abitudini rigorose e dinamiche relazionali uniche che hanno profondamente influenzato i temi dei suoi film.

Quando aveva circa cinque anni, suo padre lo mandò alla stazione di polizia locale con una nota. Il capo della polizia lo rinchiuse in una cella per pochi minuti come punizione per essersi comportato male, dicendogli: "Questo è quello che facciamo ai bambini cattivi". Questo evento scatenò in Hitchcock una fobia permanente per la polizia e per la legge, un tema visibile in quasi tutti i suoi film.

Frequentò il St Ignatius College a Londra, una scuola gesuita rigida dove la disciplina corporale e il senso di colpa religioso erano all'ordine del giorno. Questo background alimentò il suo forte senso del peccato, della colpa e della punizione, che trasferì nelle sue trame psicologiche.

Da bambino era molto solitario, timido e in sovrappeso. Ha spesso dichiarato che non giocava con gli altri bambini e che preferiva osservare il mondo da una posizione protetta.

Nel 1926 sposò Alma Reville, una sceneggiatrice e assistente alla regia straordinariamente talentuosa. Rimasero uniti fino alla morte di lui nel 1980. Alma è stata la collaboratrice più importante e fidata di Hitchcock. Valutava le sceneggiature, supervisionava il montaggio e correggeva i dettagli più impercettibili. Fu proprio Alma a notare un grave errore in Psyco: dopo la celebre scena della doccia, l'attrice Janet Leigh si vedeva respirare impercettibilmente. Grazie a lei, il fotogramma fu rimosso.

Hitchcock provava una profonda repulsione per le uova. Dichiarò in un'intervista che la vista di un tuorlo d'uovo che si rompeva lo inorridiva più di qualsiasi goccia di sangue.

Il regista prediligeva attrici bionde, algide, sofisticate e apparentemente distanti (come Grace Kelly, Tippi Hedren, Kim Novak e Joan Fontaine). Nei loro confronti esercitava un controllo maniacale, decidendo non solo come dovevano recitare, ma spesso anche come dovevano vestirsi e pettinarsi fuori dal set.

Il suo rapporto con Tippi Hedren (protagonista de Gli uccelli) divenne tristemente famoso. Per girare la scena dell'attacco nella soffitta, Hitchcock le mentì dicendole che avrebbe usato uccelli meccanici, per poi farle lanciare addosso corvi e gabbiani veri per cinque giorni consecutivi, causandole un crollo emotivo e fisico.

Nonostante le sue fobie alimentari, Hitchcock amava il buon cibo e i vini pregiati. Possedeva una straordinaria cantina nella sua casa a Bel Air e un'altra nella sua tenuta a Scotts Valley, in California.

Detestava il disordine, le sorprese e l'improvvisazione. La sua vita quotidiana e i suoi set dovevano seguire una pianificazione millimetrica, quasi matematica.

Dietro l'inconfondibile aplomb britannico, Alfred Hitchcock nascondeva un lato da burlone sadico. Per sua stessa ammissione, considerava il set cinematografico il suo parco giochi personale e provava un piacere quasi feticistico nel sottoporre i suoi attori e i membri della troupe a scherzi psicologicamente o fisicamente logoranti. Molti colleghi e critici (come il produttore John Houseman) lo descrissero proprio come un uomo ossessionato da humour nero e trovate crudeli.

La trappola del lassativo
Uno degli scherzi più crudeli fu rivolto a un macchinista della troupe. Hitchcock fece una scommessa con lui: gli avrebbe pagato lo stipendio di un'intera settimana se l'uomo avesse accettato di passare una notte intera sul set, da solo, incatenato a una pesante cinepresa da studio. L'operaio accettò la sfida. Prima di spegnere le luci e andarsene via augurandogli buona notte, Hitchcock si mostrò apparentemente generoso e gli offrì un bicchiere di brandy per riscaldarsi. Il liquore era stato preventivamente corretto con una dose massiccia di lassativo. L'uomo visse una notte d'inferno, intrappolato e impossibilitato a muoversi dal set fino al mattino successivo.

Le manette "senza chiave"
Durante le riprese del thriller del 1935 Il club dei 39, i due attori protagonisti, Robert Donat e Madeleine Carroll, dovevano girare una scena in cui fuggivano ammanettati l'uno all'altra. Appena la troupe strinse i polsi dei due attori, Hitchcock finse di aver smarrito le chiavi delle manette. Lasciò i due attori legati insieme per diverse ore, costringendoli a muoversi goffamente per il set, ad andare in bagno e a pranzare uniti nel disagio totale. Solo a fine giornata il regista tirò fuori le chiavi dalla tasca con un sorriso sornione, sostenendo che si fosse trattato di un espediente per "sviluppare la loro chimica di coppia" sul set.

I manichini nei posti sbagliati
Hitchcock amava sfruttare le fobie o le vulnerabilità altrui. Durante la produzione di Psyco (1960), fece fabbricare diversi prototipi in silicone del cadavere della madre di Norman Bates. Per testare quale fosse la versione più spaventosa e realistica, il regista iniziò a nascondere i manichini macroscopici all'interno del camerino della protagonista Janet Leigh. L'attrice entrava per cambiarsi e si ritrovava puntualmente al buio con il corpo mummificato nascosto nell'armadio o seduto sulla sua sedia, scoppiando in urla di terrore che Hitchcock ascoltava divertito dall'esterno per misurarne l'efficacia.

Cene da incubo e finti regali
Per puro divertimento psicologico, una sera il regista organizzò una sontuosa cena formale per i suoi amici e collaboratori. Quando i piatti vennero serviti, gli ospiti scoprirono con orrore che ogni singolo cibo era colorato di blu brillante: dalla zuppa al pesce, dalle cotolette di pollo fino alle pagnotte di pane e al gelato. La vista del cibo bluastro generò un forte senso di nausea nei commensali, mentre Hitchcock osservava compiaciuto le loro reazioni senza dare alcuna spiegazione.

In un'altra occasione, a una cena al ristorante con 14 ospiti, ingaggiò tramite un'agenzia di casting una signora anziana, vestita in modo nobiliare ed elegante, posizionandola a capotavola. Per tutta la sera ignorò la donna, ordinando alla troupe e ai camerieri di fare lo stesso. Quando gli ospiti – paralizzati dall'imbarazzo – chiedevano chi fosse, lui rispondeva impassibile di non averla mai vista in vita sua, portando la tensione psicologica del tavolo alle stelle.

Forse il gesto più inquietante fu rivolto alla giovanissima figlia dell'attrice Tippi Hedren (la futura star Melanie Griffith). Hitchcock le fece recapitare a casa un pacco regalo: all'interno c'era una bambola di cera che riproduceva fedelmente le sembianze della madre, distesa dentro una minuscola bara di legno.




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