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lunedì 2 novembre 2026

Rosalba Carriera [Italia, 1673 - 1757]

 


Rosalba Carriera - Autoritratto (Seconda metà anni quaranta del XVIII sec.)
Pastello su carta - 31 x 25 cm - Gallerie dell'Accademia, Venezia



L'artista si ritrae in età matura, incoronata con l'alloro (simbolo di gloria e trionfo artistico), con uno sguardo intenso e stanco che anticipa il dramma della progressiva perdita della vista (la cecità che la colpirà pochi anni dopo, nel 1746).


Rosalba fu la prima a utilizzare il supporto in avorio per i ritratti in miniatura, introducendo tratti fluidi e luminosi tipici della pittura barocca invece della rigida tecnica fiamminga in voga all'epoca. Questo genere divenne un enorme successo commerciale, specialmente tra i giovani aristocratici europei che visitavano Venezia durante il Grand Tour.

Rosalba Carriera ottenne una fama tale da essere richiesta nelle principali corti europee (tra cui Düsseldorf, Vienna e Parigi).
Nel 1720 si recò a Parigi, dove fu accolta come una celebrità: dipinse il re Luigi XV ancora bambino, i membri della corte e i più importanti nobili francesi.
Venne ammessa all'unanimità alla prestigiosa Académie Royale de Peinture et de Sculpture, un onore rarissimo per una donna a quei tempi. Il suo stile influenzò profondamente la nascita e lo sviluppo del Rococò francese.

Rosalba non inventò la pittura a pastello, ma fu colei che la trasformò da tecnica di bozzetto a arte pittorica autonoma.
Riusciva a sfumare i gessetti direttamente con le dita sulla carta, ottenendo una resa vellutata della pelle e una brillantezza nei tessuti (come pizzi e sete) che nessun altro artista dell'epoca sapeva replicare con l'olio.

Nonostante il successo strepitoso, la ricchezza e l'indipendenza economica, Rosalba soffrì per tutta la vita di profonde crisi depressive e malinconia. Non si sposò mai e visse sempre legatissima alla sua famiglia, in particolare alla sorella Giovanna.
Il dramma peggiore arrivò intorno al 1746: una gravissima malattia agli occhi (probabilmente cataratta) la portò alla cecità totale. Subì anche un intervento chirurgico, che purtroppo non ebbe successo. Passò gli ultimi dieci anni della sua vita senza poter più dipingere, spegnendosi a Venezia nel 1757.






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